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M12734Rare complete run of 47 volumes. Helmut Buske Verlag Hamburg 1974-2017. First edition. In-4. Original softcover Band 1-10 then original cloth. Some stickers on spine and markings otherwise a very good set. From the library of Egyptologist Charles Cornell Van Siclen III VSX. Language: German/Deutsch. This set ships from the USA shipping costs will be updated accordingly TXR. Relevant subjects: Egypt: Journals Egypt. unknown
1015SJNMQM7Hardcover. Good. Signed by the editor and descendent of Maris Ellen Waln. Ownership marks at end papers as pictured. Philadelphia 1869. Scarce hardcover
17902889Imprimerie Royale, 1790 ; in-8, broché, imprimé en rouge.
Edizione originale. Ottimo esemplare (lievemente scurito il dorso, minimo strappo assolutamente non deturpante al piatto anteriore, altrimenti privo di altri particolari difetto da segnalare). Il fascicolo doppio di aprile 1964 della rivista d’arte contemporanea pubblicata dall’associazione dei musei olandesi (Stedelijk, Gemeente, Van Abbe, Groninger, Kröller-Müller), curato da Henk Peeters, dedica la copertina a Lucio Fontana: una vera e propria opera dell’artista viene riprodotta, tramite stampa litografica e intervento manuale, sul cartoncino avorio della copertina. «The artist Henk Peeters [...] made the holes in the cover by hand, according to the design sent by Fontana. Henk Peeters states that a nail was use to puncture small piles of covers simultaneously. The original design, ink on paper with punched holes, 26 x 20 cm, was sold in the auction “The Henk Peeters Collection” at Sotheby’s Amsterdam, June 11, 2001» (Ruhé & Rigo). Importanti i contributi all’interno del fascicolo, che fu concepito come vero e proprio monografico dedicato alle «nuove tendenze» dell’arte contemporanea, dagli olandesi di Nul agli italiani di Azimuth passando per i tedeschi di Zero e i francesi del “nouveau realisme”: «Bibliographie/nieuwe konseptie: zero, nul, tendenzen» di Herman de Vries, illustrato da quattro tavole dove opere di vari artisti (da Mondrian a Vlado Kristi passando per Fontana, Munari, Mari, Manzoni, Castellani, Malevich, Max Bill, e molti altri) sono impaginate in quadrati a file 4x6, con le didascalie stampate su veline semitrasparenti che si sovrappongono; il saggio «0 = nul, de nieuwe tendenzen» di Henk Peeters; il multiplo monocromo blu di Yves Klein appena sottoposto alla copertina bucherellata di Lucio Fontana. Ruhé & Rigo, Lucio Fontana Graphics, p. 205; Crispolti, Fontana: Catalogo generale, vol. 2 p. 778a; Schumacher, Museumjournaal and the reception of the neo-avant-garde in the Netherlands 1961-1973 (PhD thesis Utrecht 2007), pp. 51-53
Edizione originale. Ottimo esemplare. «Numero unico della rivista che ispirata ai contemporanei modelli americani ed inglesi si avvale della cura redazionale ma anche dell’impostazione grafica di Magdalo Mussio. Lo spazio della pagina/manifesto accoglie immagini fotografiche, design e testi in completa libertà» (Maffei). Testi e immagini di Gustav Bally, Renato Barilli, Giuseppe Bartolucci, Gianni Bertini, Sylvano Bussotti, Luciano Caruso, Paolo Castaldi, John Furnival, Sandra von Glasersfeld, Miroslosv Klivar, Michele Mancini, Giovanni Polara, Gaetano Testa. Maffei e Peterlini, Riviste d’arte d’avanguardia, p. 105
Collezione completa. Tutta tela, copertine originale conservate, buone condizioni (qualche fascicolo interessato da gore d’umido). Raffinata rivista illustrata, dai contenuti satirici, fondata a Bologna, con cadenza settimanale, il cui primo numero uscì il 6 gennaio 1900. Ebbe vita breve e l'ultimo numero (il 26) vide la luce il 30 giugno 1900, a soli sei mesi dalla prima uscita. Diretta da Amilcare Zamorani, con la direzione artistica di Augusto Majani (Nasica). Ad essa collaborarono molti cartellonisti e illustratori dell'epoca — diversi dei quali giovani — fra i quali Marcello Dudovich, Franz Laskoff, Luigi Bompard, Augusto Majani, Adolfo Magrini, Telemaco Signorini, Ardengo Soffici, Duilio Cambellotti assieme ad alcuni tra i più importanti scrittori: Luigi Capuana, Ugo Ojetti, Lorenzo Stecchetti, Giovanni Pascoli, Alfredo Oriani, Luigi Federzoni.
Collezione dei primi due numeri pubblicati. Ottimi esemplari: il primo numero intonso al taglio alto; il secondo numero con invio manoscritto a Giuseppe Prezzolini, Firenze. La brevissima esperienza di “Pickwick” — soli cinque fascicoli pubblicati dal 10 marzo al 10 maggio 1915 — rappresentò il polo del modernismo siciliano alternativo al futurismo di Jannelli, Nicastro e della “Balza”, pubblicata invece a Messina in soli tre fascicoli nel medesimo frangente, da aprile a maggio. -- Il quindicinale — animato dai «pickwickiani» Antonio Bruno (motore dell’iniziativa), Giovanni Centorbi, Giacomo D’Artemi e Mauro Ittar — si presenta come un semplice foglio delle dimensioni della mitica “Lacerba” fiorentina. Sebbene tutti i redattori sostanziano con loro contributi i fascicoli della rivista, l’autentico mattatore è Bruno, che compare anche dietro lo pseudonimo di Pierrot. I suoi «Balocchi» in formato aforis-diaristico (lo stesso stile dei «Quaderni» pubblicati postumi da Vito Sorbello per Sellerio) sono forse tra gli apici della sua produzione. Degne di nota anche le traduzioni: «Brivido d’inverno» da Mallarmé e «Giornali intimi» da Baudelaire. Tra le collaborazioni, Giuseppe Villaroel con due liriche, versi di Francesco Meriano e caricature di Telesio Interlandi. -- «I tre redattori di “Pickwick” [...] tengono sì in gran cale quelli che reputano i loro antenati letterari, da Giacomo Leopardi ai catanesi Giovanni Verga e Federico De Roberto, ma sanno che è il tempo di andare oltre e di sperimentare altro. Ritte ritte le loro antenne sono puntate spasmodicamente su quel che succede a Parigi o in “continente”. I nomi di Stéphane Mallarmé e di Arthur Rimbaud compaiono già nella prima pagina del primo numero di “Pickwick”. Al che uno dei loro abbonati, uomo colto e personaggio ben noto a Catania. si avvicina a uno dei redattori e chiede chi dei tre si celi sotto lo pseudonimo esotico di Mallarmé» (Giampiero Mughini, La collezione, p. 28).
Prima edizione. Ottimo esemplare (pagine appena brunite, come normale; lievi pieghe e fioriture al bordo esterno della copertina), pulito e intatto sia all’interno che alla copertina; proveniente dalla prestigiosa collezione futurista di Giampiero Mughini. Raro numero monografico del mensile internazionale del gruppo d’avanguardia praghese «Devětsil» diretto da Karel Teige, dedicato a Marinetti nei vent’anni del Futurismo. Notevoli contenuti — con parolibere in italiano e voltate appositamente in ceco — e parte iconografica. Il grosso del fascicolo è occupato dal corposo saggio «F.T. Marinetti + italska moderna + svetovy futurismus» di Teige, pure riccamente illustrato. «L’intero insegnamento che l’avanguardia ceca ha tratto dal futurismo è infine ben riassunto da Karel Teige nel numero monografico della rivista “ReD” del febbraio 1929» (Diz. Fut. p. 250b). Hulten, Futurismo e futurismi, p. 597; Nešlehová, Impulses of Futurism and Czech Art (in: Berghaus, ed., International Futurism in Arts and Literature: 122-144); Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 197 fig. 15
Edizione originale. Collezione scompleta di otto annate (dalla I alla IX del 1942, anno di chiusura della rivista) del periodico dei G.U.F. di Torino. Fascicoli sciolti in ottime condizioni conservati in due astucci con cofanetti in tela blu e titoli oro al dorso. Numeri presenti: 10 - 11 del I anno; dal 2 al 14 - 15 del II anno; 1 -2, 3, 5, 9, 10 - 11 del III anno; dal numero 8 al 17 e numeri 23 e 24 del V anno; numeri 1, dal 3 al 13, dal 15 al 21, 23 e 24 del VI anno; dall’1 al 24 del VII anno; dall’1 al 6, dall’8 al 21, 23 e 24 dell’VIII anno; dall’1 al 5, dal 7 al 12, 17 e 18 del IX anno. Rivista dei G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti) di Torino fondata da Guido Pallotta nel 1932. Originario di Forlì, dove era nato nel 1901, Pallotta partecipò diciottenne all’Impresa di Fiume per poi diventare giornalista per la «Gazzetta del popolo» e il «Popolo d’Italia». Nominato segretario dei G.U.F. torinesi nel 1931, poco dopo diede vita al mensile - dal secondo anno, quindicinale - «Vent’anni», organo ufficiale degli studenti universitari fascisti del capoluogo piemontese e poi megafono del volontarismo fascista tutto che, a ridosso dell’entrata italiana in guerra, cambiò il proprio nome in «Vent’anni in armi» (poi: «Vent’anni in armi. Quindicinale di combattimento»). Partito per il fronte africano a capo della “Compagnia universitaria Principe di Piemonte” (di cui egli stesso aveva chiesto e ottenuto la formazione), Pallotta morì in combattimento nel dicembre del 1940. Alla sua scomparsa è dedicato il numero 12 del 12 aprile 1941, quando la notizia della sua morte divenne ufficiale.
1819204461819 (1819),manuscrit autographe de 47 pages (paginé),carton relié in fine,annonçant le depart de l’auteur, le 11 fervier 1819,et interrompant le memoire.
Edizione originale. Ottimo esemplare, completo di tutte le tavole fuori testo, gli allegati e le carte sottomisura. Numero monografico sulla «Casa del Fascio di Como», capolavoro del razionalismo italiano progettato verso la fine degli anni ’20 e realizzato tra 1933 e 1936.
Collezione completa in edizione originale. Ottimo stato di conservazione, esemplare con grandi margini. «E veramente io non so qual capriccio mi tocchi ora il cervello di volere con questi fogli ragionare di cose, che dipingano costumi, facciano ritratti della vita umana, e delle usanze del mondo...». Così recita la prefazione di questo celebre periodico, scritto interamente e con eleganza dal Gozzi (1713-1786) sul modello dello “Spectator” di Joseph Addison. L’autore fu poeta e traduttore, ma si segnalò in particolare per la sua attività in ambito editoriale e per la redazione di questa rivista: con una prosa limpida e vivace come poche altre nel Settecento, Gozzi fornì una serie di gustosi quadri della società veneziana, mettendone in luce gli aspetti più variegati, dalla politica al costume, fino alla morale e alla cultura. Si ristampò più volte. Ritratto del Gozzi inciso da Baratti all’antiporta del primo volume; grandi incisioni ai frontespizi dei 12 volumi. 12 voll. in 6 tomi
26007JOURNAL SATIRIQUE ILLUSTRE : "LE CHARIVARI" - 1er semestre 1867, 36 litho de Daumier (Femme a Barbe. etc) ; 52 de Cham, André Gill (portraits charges de D.Doré, G.Courbet, de Carlotta Patti qui est une cantatrice italienne née le 30 octobre 1835 à Florence et morte à Paris 16ᵉ, le 27 juin 1889, soeur d'Adelina Patti (1843-1919); etc ) Hadol - Carte de visite du Charivari et du roman ; etc, bon état,frais.
189752614Paris / Rome: Victor Lecoffre / J. Gabalda / Francois Ferrari 1897-2000. 91 volumes of the series. 25x16.5 cm. - first 38 volumes worn browned few pages loose rest very good in firm modern library bindings stamps tickets 19411942 and 1945 have title 'Vivre et penser' 1943 & 1944 not published See pictures more pictures on request Victor Lecoffre / J. Gabalda / Francois Ferrari unknown
Tutto il pubblicato. Serie completa (5 numeri). Lievissima, marginale fioritura alla prima carta del primo numero (estate/autunno 1976), per il resto ottimi esemplari. Rivista d’artista pubblicata tra il 1976 e il 1981 con la curatela di Maurizio Nannucci. «Mèla» — “a/per/iodico di scrittura ed immagini da maricano isola d’elba” — uscì in 5 numeri con i contributi di artisti fondamentali della scena italiana e internazionale quali Alighiero Boetti, Mario Merz, Sol LeWitt, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Philip Glass, Franco Vaccari, Daniel Buren, John Lennon e Yoko Ono. Edita dal secondo numero (primavera/estate 1977) dalla Biancoenero edizioni d’arte di Roma e, per il primo numero, da Rosanna Barbiellini Amidei — fondatrice, con Gianfranco Giorgi Rossi, della stessa Biancoenero —, la rivista prevedeva per ogni uscita una tiratura di 500 copie più 50 numerate riservate agli autori, con un unico foglio 100 x 70 ripiegato quattro volte. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 282.
Prima edizione. Copertina brunita e con sfrangiature perimetrali e piccole perdite che non interessano la parte a stampa; punto metallico originale arrugginito; per il resto ottimo esemplare. Il celebre fascicolo di «Xilografia» dedicato a Lorenzo Viani, ristampa dagli originali i seguenti legni, secondo Rodolfo Fini (Lorenzo Viani xilografo) tutti del «primo periodo 1910-1915»: «Filosofo greco»; « Boscaiole»; La Cortaccia»; «Vedova»; «Ritratto di un filosofo»; «Contadina»; «Vagabondo»; «Il cieco»; «L’elemosina»; «Nonna e nepote». -- Xilografia fu una straordinaria esperienza durata tre anni, dal 1924 al 1926: pubblicava con cadenza bi- o trime - strale quaderni composti interamente ed esclusivamente di xilografie. Non stupisce questo fascicolo interamente consacrato al maestro di Viareggio: Viani fu il primo a portare la tecnica dell’incisione su legno a valori d’arte assoluti, liberandola dal ruolo subordinato di illustrazione manieristica. La sua tecnica straordinaria ha reso in qualche modo alla xilografia la sua stessa natura, quel primitivismo e quella cupa durezza che si erano perse durante le ricerche estetizzanti condotte da Adolfo De Carolis e dalla sua cerchia. Sostituendo al raffinato legno di filo le sue «assi da taglier» e ai bulini le più elementari sgorbie, Viani fu in grado di elaborare una poetica veramente moderna che sostituiva il superato simbolismo tardottocentesco.
588 + 375 pages. Index. Colour fold-out map at back of volume I. All plates present. Text in German. Contents unmarked and moderately age-toned. Foxing to plates and some pages. Average overall wear. Narrow openings along both hinges of volume I. Documents von Richthofen's important travel and research in China. Book
B302089-2New York The Institute for Architecture and Urban Studies/ Rizzoli 1973-1984. Nos. 1-26 all published. 4to. Wraps. New York (The Institute for Architecture and Urban Studies/ Rizzoli), 1973-1984. paperback
1818AMO-4242François-René de Chateaubriand, Fiévée, Marie-Barthélémy de Castelbajac, le comte O'Mahony, le vicomte de Bonald, l'abbé de Lamennais, Villèle, Charles-Marie d'Irumberry de Salaberry, et Joseph Fiévée, etc. Le Conservateur. Paris, Au bureau du Conservateur, chez Le Normant Fils, 1818-1820. De l'imprimerie de Le Normant (Rue de Seine). 6 volumes in-8 (21,6 x 13,8 cm environ) de 632, 656 (erreur de pagination entre 93 et 113 - sans manque - conforme aux autres exemplaires), 624+8 pages, 640, 632 et 640+16 pages. Cartonnage strictement de l'époque plein papier bleu nuit, dos lisses ornés de filets dorés, titres et tomaisons dorés. Reliures en très bon état, légers frottements aux plats, dos et coiffes. Intérieur frais malgré quelques rousseurs habituelles. Quelques pâles mouillures sans gravité. Bon papier chiffon (assez fin). Tirage unique et complet de ce périodique "ultra-royaliste". Ensemble bien complet de tout ce qui a paru de ce périodique ultra-royaliste dirigé par Chateaubriand et quelques amis liés à la cause monarchique. Soit au total 78 livraisons imprimées d'octobre 1818 à mars 1820. La devise de ce journal est imprimée en exergue de chaque page de titre : "Le Roi, la Charte et les Honnêtes Gens." Les auteurs dénonçaient principalement la politique du gouvernement d'Armand Emmanuel du Plessis de Richelieu puis celle d'Élie Decazes, accusés de défendre des intérêts révolutionnaires mettant en péril la Charte de 1814. Dans ses Mémoires d'Outre-tombe, Chateaubriand estime que la "révolution opérée par ce journal fut inouïe : en France, il changea la majorité dans les Chambres ; à l'étranger il transforma l'esprit des cabinets". Le Conservateur a cessé de paraître en 1820, afin de protester contre le projet de loi sur le rétablissement de la censure. Il a été relié en outre dans cet exemplaire deux plaquettes intitulées : Pourquoi les ministres ont-ils retiré la loi qu'ils avaient proposée sur leur responsabilité ? (8 pages - signé Grignon D'Auzouer - imprimerie Le Normant) et De l'Espagne et de la France par M. A. de F*** () (16 pages - auteur resté inconnu - imprimerie de Le Normant). "En résumé, c'est dans ce recueil justement célèbre, foyer ouvert à tous les regrets, à tous les ressentiments à toutes les exagérations des ultra, qu'il faut surtout chercher la politique royaliste pendant les dix-huit mois qu'il vécut. A sa dissolution, quelques-uns île ses rédacteurs, en tête desquels était Lamennais, fondèrent Le Défenseur, journal religieux, politique et littéraire. 1er mars 1820-11 oct. 1821. 6 vol. in-8°. Cette nouvelle feuille devint le champion ardent, passionné et pour ainsi dire officiel de la philosophie de Lamennais. Il y eut pour collaborateurs MM. de Bonald, Saint-Victor, Genoude, le cardinal de la Luzerne, Lamartine, etc." (Hatin, p. 340). "Quant à nous, nous ne craignons rien. Nos principes sont ceux de la religion, de l'ordre et de la justice : tôt ou tard nous triompherons avec ces principes. La vérité renversera toujours l'édifice de l'erreur et du mensonge. Partout où le paganisme avait placé ses faux dieux, le ciel envoya un destructeur; chaque temple païen vit un Barbare armé à ses portes. La Providence n'arrêta la torche et le levier que quand la race infidèle fut changée : alors une croix s'éleva sur les monuments, et tout fut dit." (Chateaubriand, extrait du Conservateur). Références : Hatin, Bibliographie historique et critique de la presse périodique française etc., pp. 338-340. Provenance : Notre exemplaire faisait partie de la bibliothèque du Comte de Salaberry, avec son ex libris présent dans chacun des volumes. Charles-Marie d'Irrumberry, comte de Salaberry, né à Paris le 6 septembre 1766 et mort à Fossé (Loir-et-Cher) le 7 janvier 1847. Il était militaire, homme de lettres et homme politique. Petit-neveu de l'amiral Vincent de Salaberry de Benneville, Charles-Marie d'Irumberry de Salaberry est le fils Charles Victoire François d'Irumberry de Salaberry, président à la chambre des comptes de Blois et propriétaire du château de Pezay, influencé par Paul Boësnier de l'Orme 1 et qui sera guillotiné en 1794, et d'Anne-Marie Le Gendre de Lormoy (belle-sœur d'Antoine-Jean Amelot de Chaillou et de Jean-Nicolas Dufort de Cheverny). Il prit part à l'Armée des émigrés, puis participa à la guerre de Vendée au côté des royalistes. En 1801, il se trouve mêlé à l'Affaire Clément de Ris ; il fait partie de l'équipée destinée à la libération du sénateur. En 1810, il accueille Madame de Staël dans son château de Fossé. En août 1815, il devient un député ultra-royaliste de la Restauration pour le département de Loir-et-Cher ; il le restera jusqu'à mai 1830. Il collabore alors au Correspondant et au Conservateur (fondé par Chateaubriand). Provenance des plus intéressantes donc pour cette feuille ultra-monarchiste. Très intéressant exemplaire conservé dans son cartonnage d'époque et provenant de la bibliothèque de l'un des collaborateurs et auteurs de ce célèbre journal ultra-royaliste. Très bon exemplaire plus que complet (2 plaquettes ajoutées).
18942111902160200920Hoeiken 1894. Soft Cover. Fine. Volume: 1 Hoeiken paperback
13411aafGenève, G.W. Brooke, 1893-1927, in-4°, reliures en toile ornée, demi-parchemin et brochées.
9657aafAmsterdam, 1754 - 1767, pt. in-8°, plusieurs volumes avec exlibris ‘Béat Rodolf Fischer’, 42 volumes (années 1754-1759) reliés en veau marbré/ les autres reliés en veau à nerfs (1762-1767), au total 64 volumes en excellent état.
1805012292Great Britain: Printed By Dicey & Sutton 1805. The Northampton Mercury. 1805-1806. 1805. Saturday January 5th 12th 19th 26th February 2nd 9th 16th 23rd March 2nd 9th 16th 23rd 30th April 6th 13th 20th 27th May 4th 11th 18th 25th June 1st 8th 15th 22nd 29th July 6th 13th 20th 27th August 3rd 10th 17th 24th 31st September 7th 14th 21st 28th October 5th 12th 19th 26thNovember 2nd 9th 16th 23rd 30th December 7th 14th 21st 28th. 1806 Saturday January 4th 11th 18th 25th February 1st 8th 15th 22nd March 1st 8th 15th 22nd 29th April 5th 12th 19th 26th May 3rd 10th 17th 24th 31st June 7th 14th 21st 28th July 5th 12th 19th 26th August 2nd 9th 16th 23rd 30th September 6th 13th 20th 27th October 4th 11th18th 25th November 1st 8th 15th 22nd 29th December 6th 13th 20th 27th. Each issue has 4pp. Book measures 50 x 35. cm. Binding heavily worn defective. Internally worming to small section of first 5 issues occasional spotting staining. Pages in good clean condition. . Hardcover. Near Very Good. Folio. Printed By Dicey & Sutton Hardcover
1820012286Great Britain: Printed By Dicey & Sutton 1820. The Northampton Mercury and general advertiser for the counties of Northampton Bedford Buckingham Huntingdon Leicester Warwick Oxford and Hertford. Book measures 54.5x40.cm. From Saturday January 1st 1820 to December 28th 1822. 3 complete years each issue has 4pp. About 15/20 issues have moderate to heavy staining to bottom third of the page occasional light browning the odd page slightly heavier a few pages about 10 with minor loss some minor worming Generally all pages in good clean condition. The text block is holding firm lacking spine both boards detached. January 1st 8th 15th 22nd 29th February 5th 12th 19th 26th March 4th 11th 18th 25th April 1st 8th 15th 22nd 29th May 6th 13th 20th 27th June 3rd 10th 17th 24th July 1st 8th 15th 22nd 29th August 5th 12th 19th 26th September 2nd 9th 16th 23rd 30th October 7th 14th 21st 28th November 4th 11th 18th 25th December 2nd 9th 16th 23rd 30th. Saturday January 6th 1821 13th 20th 27th February 3rd 10th 17th 24th March 3rd 10th 17th 24th 31st April 7th 14th 21st 28th May 5th 12th 19th 26th June 2nd 9th 16th 23rd 30th July 7th 14th 21st 28th August 4th 11th 18th 25th September 1st 8th 15th 22nd 29th October 6th 13th 20th 27th November 3rd 10th 17th 24th December 1st 8th 15th 22nd 29th. Saturday January 5th 1822 12th 19th 26thFebruary 2nd9th 16th 23rd March 2nd 9th 16th 23rd 30th May 6th 13th 20th 27th May 4th 11th 18th 25th June 1st 8th 15th 22nd 29th July 6th 13th 20th 27th August 3rd 10th 17th 24th 31st September 7th 14th 21st 28th October 5th 12th 19th 26th November 2nd 9th 16th 23rd 30th December 7th 14th 21st 28th. . Near Very Good. Folio. Printed By Dicey & Sutton hardcover
Edizione originale. Tutto il pubblicato degli anni 1956 - 1957 - 1970 - 1971 - 1972 - 1976 - 1977 e 1979. Esemplari in ottime condizioni (da segnalare solo nel numero doppio 3 - 4 del del 1971 il parziale distacco del piatto anteriore della brossura), con occasionali e rare abrasioni al dorso dei fascicoli. Rivista bimestrale fondata nel 1953 dal poeta Leonardo Sinisgalli – che l’avrebbe diretta nei suoi primi cinque anni di vita - per conto di Finmeccanica. Ispirata al «Politecnico – Repertorio di studi applicati alla prosperità e coltura sociale» di Cattaneo, esattamente come il periodico milanese nato nel 1839 «Civiltà delle macchine» si proponeva di riunire cultura scientifica e tecnologica e cultura umanistica, così da favorire uno sviluppo pieno – e armoniosamente organizzato – dei lettori. Numerosi furono gli esponenti di rilievo del mondo letterario, artistico, filosofico e, ovviamente, scientifico ed economico che collaborarono alla rivista nei suoi 26 anni di vita: basterebbe qui ricordare Ungaretti (presente nel numero inaugurale), Moravia, Gadda, Dorfles, Paci, Levi-Montalcini, e poi ancora l’economista Oskar Morgenstern che, da Princeton, scriveva nel 1964 al nuovo direttore Francesco Flores d’Arcais: «Da un po’ di tempo a questa parte ricevo “Civiltà delle macchine” […]. Non conosco nessun’altra rivista che unisca così bene arte e scienza. Continui l’ottimo lavoro». E in effetti comune e importante fu lo sforzo dei suoi ideatori e dei contributori affinché si riunissero ambiti del pensiero e della conoscenza umane ormai fatalmente separati in un tempo che guardava – e che ancora guarda – con sospetto non sempre ragionevole al progresso tecnico-scientifico. Da segnalare infine le bellissime copertine – spesso realizzate con disegni originali da artisti diversi (tra i tanti: Severini, Vedova, Tamburi, Zadkine) – e la grafica curatissima che caratterizzarono l’intera storia di «Civiltà delle macchine». Cfr. D. Germanese, «Civiltà delle macchine (1953 - 1979)» in Parolechiave 1/2014, Carocci, pp. 145 - 152.