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Dal 25 Marzo al 6 Aprile 1848 si pubblicarono solo 9 numeri; i primi quattro come numero di saggio. G. Romani ne fu il Gerente responsabile. Fortemente anti austriaco, in ogni numero compare la scritta: W.La Libertà W Pio Nono. Non mancano feroci attacchi a Radetzky, plausi per Carlo Alberto e articoli a difesa del popolo lombardo. Agli ultimi tre numeri al sottotitolo venne aggiunto: La Repubblica é il Governo della Prosperità e della Libertà. Alla collezione manca il solo numero nove, l’ultimo pubblicato.
Edizione originale Ottimo esemplare (normali minimi difetti ai bordi della copertina). Il raro numero V,8 (spesso indicato erroneamente come n. 3, dall’errore in copertina) del mensile di critica d’arte diretto da Giolli dedica ampio spazio ai futuristi, con i contributi «Aeropittura» e «Scenografia». Interessante e originale è l’ampia sezione iconografica, valorizzata dal formato del mensile: 4 tavole recto/verso con 19 immagini in bianco e nero per l’aeropittura; 2 tavole a colori recanti al recto le belle scene di Prampolini per «Prigionieri e Vulcani» di Marinetti (1927) per la scenografia. Nel resto del fascicolo: lettera aperta di Giolli all’On. Farinacci; «Ritratti chinesi» di G. Nicodemi; «L’arte di Carlo Bonomi» di E. Emanuelli. Raro. Salaris, Riviste, p. 554ss. (con imprecisioni)
Edizione originale. Tutto il pubblicato della “nuova serie” di «Uomini e Idee» dal numero 1 del gennaio-febbraio 1966 al numero 23/25 del settembre 1970. 25 numeri in 11 fascicoli, tutti in ottime condizioni (con occasionali bruniture e lievissime abrasioni alle brossure). La collezione, estremamente rara in questo grado di completezza, include il numero monografico «Il gesto poetico. Antologia della nuova poesia d’avanguardia» (numero 18, fascetta editoriale conservata). Nuova serie della rivista «Uomini e Idee» fondata e diretta da Corrado Piancastelli con il supporto finanziario e la direzione amministrativa di Enzo Portolano. Originariamente pubblicato come rivista scientifica dal 1958 al dicembre 1964 - con contributi di alto profilo principalmente dedicati al rapporto mente e corpo e mente-cervello -, il periodico tornò con la serie qui presentata nel 1966 ampliando i propri orizzonti e abbracciando in modo più deciso i campi della letteratura e della poesia sperimentali e dell’arte, pur non abbandonando – come del resto il lungo sottotitolo dichiara – l’originario terreno marcatamente scientifico-psicologico. Nei 25 numeri (alcuni doppi e tripli) comparsi tra il 1966 e il 1975 figurano così contributi d’eccezione e di natura diversa, da scritti di Renato Barilli, Furio Jesi, Emilio Servadio, Giulio Carlo Argan a interviste a Eugenio Montale e a Bertrand Russell. Da segnalare, per sottolineare la già ricordata attenzione della “nuova serie” alla sfera poetico-letteraria sperimentale, il numero 18 del novembre/dicembre 1968 intitolato «Il gesto poetico. Antologia della nuova poesia d’avanguardia» con una ricchissima selezione di autori legati alle nuove frontiere della fusione tra poesia e arte o tra parola e immagine curata del direttore Piancastelli e di Luciano Caruso.
Edizione originale. Esemplare eccezionalmente ben conservato. Rarissimo: manca completamente ai repertori istituzionali tipo ICCU e OCLC. Nona uscita del periodico/collana di Bernasconi, una delle più interessanti espressioni del fascismo cosiddetto ‘di sinistra’, stampata dal luglio 1933 («Colpo alla borghesia» di M. Gallian) al 1935 per una decina scarsa di fascicoli. Il progetto, unitario ma articolato in fascicoli monografici su vari temi di attualità tra politica e cultura, trova particolare coesione nel formato quadrotto e nella grafica modernissima, a tratti futur-costruttivista, di Daniele Crespi. -- Il presente quaderno ospita il lungo saggio del Generale Baldini (esperto di teoria e tattica militare che ebbe modo di mettersi in luce già durante la prima guerra mondiale) originariamente pubblicato nel numero di ottobre 1933 della rivista specialistica «Esercito e nazione», seguito da una coda integrativa apparsa nel maggio ’34 sul «Giornale d’Italia». Nelle pagine paratestuali, stampate su leggera carta colorata, articoli degli abituali redattori dei «Quaderni»: Bernasconi (Creare forze antiborghesi), Ernesto Marchiandi (segnato come co-direttore, firma «Elementi per la rivoluzione continua»), Edgardo Sulis (Da guerriero a soldato), Manlio Pompei, V. Branzoli-Zappi, P.M. Bardi (L’architettura delle caserme), Guglielmo Scalise, Amedeo Tosti, Nino Guglielmi, Ugo Manunta (L’utopia del salario giusto), Eugenio Morosini.
400 pages. Index. Three maps in pocket at back. Three fold-out maps, the first of these "Modern Chart of South Pacific Ocean" has been cut in half with each half bound separately at page 32. A portion of this map is detached but present. Two fascimile pages of portions from Cook's original journal. Two plates. Frontispiece illustration of Cook. Sturdily rebound in forest green buckram with covers of the original boards affixed to new boards. Library call number gilt stamped to backstrip. Card pocket adhesive inside front board. Minor bit of peeling to new front free endpaper. Moderate overall wear. Book
In-4, brossura (lievi tracce d’uso - una scritta a pennarello nero in copertina), pp. 68. Contiene la rispoduzione di tutte le copertine della prima serie di Frigidaire. In buono stato (good copy).
Sm. 8vo., First Edition thus, small age-mark on half-title verso; contemporary half calf, marbled boards, back ruled in gilt, second compartment with red leather label lettered in gilt, all other compartments tooled in gilt with a floral motif, joints cracked (but hinges and binding entirely sound), a most attractive and remarkably crisp, clean copy. Complete with half-title, and 6pp publisher's catalogue (dated February 1817) bound in at end. RARE. We have seen this edition confused with a very similar but shorter (and apparently less elusive) version of Angouleme's memoirs published by Constable in Edinburgh later the same year. NICE COPY OF A KEY DOCUMENTARY RECORD IN THE HISTORY OF FRANCE, THE REVOLUTION AND THE TERROR, AND AFTER CLERY ONE OF THE MOST IMPORTANT CONTEMPORARY ACCOUNTS OF THE IMPRISONMENT OF LOUIS XVI.
In folio p. (mm. 395x285), mz. pelle coeva, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro. Preziosa raccolta di 9 numeri de “L’Illustration”, dal 1921 al 1929, dedicati al "Salon de l’Automobile" (che si teneva nel mese di ottobre) e naturalmente al turismo con l’automobile. Questi numeri speciali, da 42 a un massimo di 82 pagg., con la bella copertina orig. a colori (di cui è stato conservato solo il piatto anter.), sono magnificamente illustrati da foto e disegni in b.n., a colori, in “héliogravures”, con anche tavv. applic. su cartoncino o alla pagina. La raccolta è composta dai seguenti numeri: 8 ott. 1921 - 7 ott. 1922 - 6 ott. 1923 - 4 ott. 1924 - 3 ott. 1925 - 2 ott. 1926 - 1 ott. 1927 - 6 ott. 1928 - 5 ott. 1929. Molto ben conservati.
Prima edizione. Ottimo esemplare proveniente dalla collezione Cereda Rarissimo reperto grafico del geniale duo torinese Cordero e Martina, autori con Pippo Oriani del film futurista Vitesse (Velocità, 1930). Racconto di spionaggio con particolarissime illustrazioni a fotomontaggio in ogni pagina: otto tavole nel testo più la copertina.
In-8 gr., brossura editoriale (etichetta al dorso; macchie e tracce d’uso), pp. (2), da p. 179 a p. 240,(2), con 1 tav. in b.n. f.t. che riproduce l’opera di F. Casorati, “Nudo di donna”. Di questa ricercata e importante rivista dl carattere letterario, offriamo il n. 7-8 (del 1923). Contiene: Emilio Cecchi, "In una galleria di statue" - G. Ungaretti, "Le stagioni / Alla noia" - C. Linati, "Studi per “Malacarne”" - F. Burzio, "Lisetta - Carmen" - C. Sbarbaro, "Delli ammaestramenti a Polidoro - tomo unico, libro vigesimo primo" - G. Debenedetti, "Boine (I)" - Chiose: A. Baldini, (G. Titta Rosa) - Giuseppe Raimondi: Stagioni seguite da Orfeo all’Inferno e altre favole - Paolo Buzzi: Poema dei quarantanni. Ben conservato.
In-8 gr., brossura editoriale (etichetta al dorso; macchie e tracce d’uso), pp. (4),32,(4). Di questa ricercata e importante rivista dl carattere letterario, offriamo il n. 1 - 15 Maggio 1922. Contiene: Giacomo Debenedetti, "Constatazioni" - C. Linati, "Luce a picco. Il paradiso della tristezza" - Mario Gromo, "Sigfrido" - Sergio Solmi, "Tre elegie" - U. Saba, "Canzonetta 3" - E. Buonaiuti, "Cristianesimo e arte" - Max Ascoli, "Postilla" - Chiose: F. Flora, Dal romanticismo al futurismo (A. Momigliano) - Ringraziamento (d.g.). Testo ben conservato.
Prima edizione. Minimi difetti marginali ma bell’esemplare di questo fragile fascicolo. Rarissimo volume 1945 dell’annuario Mondadori, qui diretto da Krimer nella parentesi RSI dell’editore milanese. Raffinati contributi, tra i quali una doppia pagina dedicata in mortem a Marinetti: commovente articolo commemorativo di Daquanno e di spalla l’«Aeropoema degli aviatori giapponesi» (già uscito in Gazzetta del popolo 31 mag. 1944) ornato da una bella tavola non firmata (Bazzi? Krimer?). Doppia pagina listata a lutto anche per Giovanni Gentile, con pubblicazione di una sua lettera inedita; lungo articolo di F. Ercole su documenti dal Vittoriale di D’Annunzio; il racconto «Scandalo d’infanzia» di Comisso; tre poesie inedite di De Pisis da un progettato poema «Gli Angeli», poi inedito; «Destino dell’architettura» di Agnoldomenico Pica, con diversi progetti razionalisti; «L’anno mille» di Telesio Interlandi; «Appunti per una canzone d’Africa» di Krimer; e numerosi altri interventi.
Collezione completa. Ottimo esemplare. 7 volumi dal n. 1 (aprile 1967) al n. 7 (marzo 1969). Tutto il pubblicato della rivista voluta da Breton ma che uscì dopo la sua morte.
Tutto il pubblicato, entrambi i numeri. Ottimi esemplari (dorsi leggermente bruniti e lieve fioritura alla brossura del primo volume). Scrive Maffei che la redazione mista, composta da critici affermati e artisti che si muovevano sul fronte avanguardistico coevo, «cerca di annullare ogni discrimine disciplinare». Vi si trovano rappresentati artisti come Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 277. 2 voll.
Prima serie completa nn. 1-9 e 11 (il 10 mai pubblicato). Fascicoli in ottimo stato di conservazione, da segnalare solo minima fioritura al primo numero. IL 4 febbraio 1920 appare il numero I,1 del «Bollettino ufficiale» del Comando di Fiume d’Italia, con lo scopo principale di fare informazione e controinformazione: diffondere ai sostenitori e «agli avversari di buona fede» gli atti del Comando, e contrastare la campagna di denigrazione messa in campo dai nemici della causa fiumana. Il bollettino, che inizialmente appare con cadenza poco meno che quotidiana e via via si attesta tra il settimanale e il decadale, diventa uno strumento essenziale per registrare nel dettaglio le vicende dell’occupazione. Il suo successo fu tale che, nel maggio 1920, si provvide a stamparne una «prima serie» che ripercorre gli atti salienti del 1919: ne escono 10 fascicoli (l’ultimo erroneamente numerato «11») con l’indicazione di «prima serie» tra parentesi a seguire il numero, datati dal 12 settembre (marcia di Ronchi) al 25 ottobre. Salaris, Alla festa della rivoluzione (Bologna 2002); L’Arengario S.B., La città inquieta e diversa (2019), nn. 45-48, 60, 67; Guabello, Raccolta dannunziana, n. XXXXXX-; Gerra, L’impresa di Fiume, XXXXXX
Prima edizione ufficiale della «Carta del Carnaro». Ottimo esemplare, normalmente brunito. «La Reggenza Itaiana del Carnaro» rappresentò la costituzione dello stato libero di Fiume italiana, documento-simbolo di quella sorprendente avventura rivoluzionaria cominciata il 12 settembre 1919 con la marcia dei legionari da Ronchi (oggi appunto Ronchi dei legionari, Gorizia) e conclusasi nel «Natale di sangue» del 1920. I bibliografi ritengono che essa sia stata stampata per la prima volta in una rarissima placchetta in sole 110 copie fuori commercio, con data 27 agosto 1920 (effettiva promulgazione dell’ordinamento) e con due refusi nel testo laddove negli articoli 18 e 35 compariva ancora il termine «repubblica», altrove sistematicamente sostituito con reggenza. In questa prima edizione ufficiale, a cui è dedicato invece il trentunesimo «Bollettino ufficiale del Comando di Fiume d’Italia», l’errore è per la prima volta sanato. -- La carta fu elaborata in gran parte da Alceste De Ambris, dal gennaio 1920 capo di gabinetto del comandante di Fiume d’Italia (sotto la sua guida si intensificarono le attività più avanzate in termini di propaganda rivoluzionaria), il quale consegnò la bozza il 18 marzo 1920, come «Costituzione della Repubblica italiana del Carnaro». Il 12 agosto, al Teatro Fenice di Fiume D’Annunzio pronuncia il discorso «Domando alla città di vita un atto di vita», nel quale si riferisce del lavoro sulla carta e della prossima scadenza fissata al 12 settembre per la promulgazione dello «Stato libero del Carnaro» — «la nostra nuova vita». Da questo momento fino al 27 agosto si colloca l’intenso lavoro di revisione e integrazione: «L’editing dannunziano consiste nella trasposizione dello scritto in prosa d’arte, con il sistematico uso, per indicare istituti e varie magistrature, di termini arcaici tratti dal linguaggio degli antichi statuti comunali e corporativi, e nella sostituzione della parola repubblica con reggenza. Da poeta, D’Annunzio trova perfino una giustificazione estetica, dicendo che “reggenza italiana del Carnaro” è un endecasillabo: “Il ritmo ha sempre ragione”» (Salaris, p. 86)
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal maggio 1944 all’agosto del 1945 (numeri 1, 2 - 3, 4, 5 - 6) dei «Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà» nell’edizione stampata a Milano da “La Fiaccola”. Esemplari in ottimo stato, presenti solo leggere tracce del tempo alle brossure. Tutto il pubblicato del 1944 e del 1945 (dal numero 1 del maggio-giugno 1944 al numero 5 - 6 del gennaio-agosto 1945) dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” nella serie stampata dalla casa editrice milanese “La Fiaccola”. Fondata dai membri del Partito d’Azione Mario Dal Pra, Fermo Sobri e Italo Romanelli, “La Fiaccola” - che richiamava nel nome il simbolo di «Giustizia e Libertà» - si occupò di stampare e diffondere i “Nuovi quaderni”, inizialmente realizzati nella storica tipografia clandestina dell’antifascismo piemontese “L’Alpina”. Riprendendo l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - questa nuova serie si propose, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [...]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
I due numeri del quindicinale illustrato della «Gazzetta dello sport» ospitano interessanti interventi del capo del Movimento futurista italiano: nel fascicolo III,13, dedicato ai volontari ciclisti automobilisti, Marinetti è presente in una pagina belligerante con fotografia a fucile spianato e testo il cui contenuto è perfettamente riassumibile nella formula «Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico. / F.T. Marinetti / volontario ciclista»; a p. [345] altra rara fotografia dei futuristi in divisa (Boccioni, Piatti, Marinetti, Sironi, Sant’Elia); segnaliamo anche una bella doppia pagina con «La linea completa del nostro fronte dallo Stelvio al mare». Cfr. Sansone, I futuristi del battaglione lombardo, primo risvolto e p. 45. — Il fascicolo IV,4 pubblica due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti che ‘sproloquia’ circa la battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss»); segnaliamo anche la bella foto a piena pagina di D’Annunzio e il cap. Bertramo appena scesi dal biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
Edizione originale. Esemplare ben conservato. Ultimo fascicolo pubblicato, senza numerazione e con la dicitura di «numero straordinario», del periodico «Il Montello» (giornale di guerra edito per soli 4 numeri più questo speciale nell’autunno del 1918). Nell’occasione cambia il sottotitolo (da «Quindicinale dei soldati del medio Piave»), tipografia e luogo di stampa, formato (più piccolo) e contenuti: non più coloratissimi disegni e parole in libertà, ma poesie, brevi prose e slogan militareschi («La vita del fante», «La casa del fante», «Il saluto militare» etc.) e tradizionali illustrazioni b.n. della vita in trincea. Raro.
Edizione originale stampata nella tipografia clandestina “L’Alpina” di Torre Pellice. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” (numeri 1, 2 - 3, 4). Quaderni 2 - 3 e 4 in ottimo stato, con normali segni d’usura alle brossure. Quaderno 1 con distacco fermato dei piatti della brossura e dorso con estese mancanze, ma carte in ottimo stato. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” stampati nella tipografia “L’Alpina” di Torre Pellice, luogo simbolo delle pubblicazioni clandestine antifasciste piemontesi in cui coraggiosamente nasceva e da cui coraggiosamente veniva diffuso il materiale partigiano. Questi “Nuovi quaderni” ripresero l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - proponendosi, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [...]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
Edizione originale. Ottimo esemplare. Prampolini dal futurismo all’informale, Roma 1992, pp. 177-179 n. 2/1/1 (ill.)
Edizione originale. Ottimo esemplare. Dal N. 1 del 15-4-77 al N. 45 del 31-12-79. Bollettino sindacale nel formato di un foglio murale che subentra a «Lotte operaie». Direttore responsabile Cesare Lanza.
Raro periodico illustrato con fotografie e riproduzioni di opere di Modigliani, Carrà, Campigli, Savinio, De Chirico, Scipione ed altri. Scritti originali di Ungaretti, Moravia, Prampolini, Sinisgalli, traduzioni di Blake, Garcia Lorca, Whitmann. N. 1 del 1 ottobre 1945; n. 3 del marzo-aprile 1946, sei numeri. Tutto il pubblicato a fogli sciolti, in ottimo stato.
In 4°; due opere in un volume: 8 , 264 pp. e 4 c. di tav.; 153 (i.e. 155), 13 pp. e 2 c. di tav. (le due tavole del secondo volume si trovano erroneamente legate all'interno del primo volume che così contiene 6 tavole invece di 4 come attestato anche dalla didascalia esplicativa riportata nelle tavole stesse). Comunque i due volumi sono completi ed in buone condizioni di conservazione. Legatura novecentesca in cartoncino molle. Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta e presenti in tutte le copie di quest'opera. Minima mancanza all'angolo superiore bianco di pagina 59, 61 e di una tavola (ininfluenti). Prima edizione latina di quello che è considerato il primo periodico medico. L'opera vide pubblicati solo i primi 3 anni (qui sono presenti il secondo e terzo anno). Si dice che fu proprio lo "Zodiacus medico-gallicus" che diede a Bayle l'idea delle "Nouvelles de la Republique des Letteres". Inizialmente l'opera uscì il primo anno in francese con il titolo "Nouvelles découvertes sur toutes les parties de la médecine" ma ben presto venne prima tradotta in tedesco e poi in latino, unica lingua con cui proseguì la sua esistenza. Il latino permise infatti al periodico di uscire per altri due anni potendo raggiungere un pubblico più ampio di lettori. All’inizio di ogni capitolo presente inciso il segno zodiacale del mese di riferimento. Anche se l'esperienza dello Zodiacus fu breve esso aprì la strada alla pubblicazioni periodiche a carattere medico-divulgativo che caratterizzarono la fine del XVII° secolo e l'inizio del XVIII° e proseguirono fino ad oggi. Nicolas de Blegny (Chaumont-en-Bassigny 1646 circa - Avignone 1722); fu valente medico (specializzato nello studio delle malattie veneree) e chirurgo personale dei reali di Francia e si interessò anche di storia e letteratura. Durante la sua avventurosa vita fu poi imprigionato per dieci anni nel castello di Angers, per aver fondato un falso ospedale per stranieri, in realtà luogo di malaffare. Blegny, come ricorda il Garrison-Morton fu il primo francese a dare un contributo importante alla medicina forense. All'interno dell'opera sono riportate alcune delle più importanti scoperte scientifiche del 1680 e 1681. Gli indici dei due volumi si trovano ambedue alla fine del secondo volume. fra i vari capitoli ne troviamo dedicati alle febbri, alle acque minerali, a problemi urologici, alla natura dei denti e alle loro malattie e patologie e al modo di curarli, a casi ginecologici o a bambini nati con malformazioni terribili, ma anche a curiosità fisico-naturali come la colorazione dei coralli, la filosofia dei colori e alcune sperimentazioni sui colori, studi su alcuni animali rari arrivati dall'Africa o su nuovi tipi di funghi, su una balena. Gli ultimi due capitoli sono assai curiosi e riportano, uno, alcune teorie relative ai folletti ed alla parte data loro nella tradizione francese ed irlandese nella creazione del "genio" e l'altro è dedicato ad una teoria sulle comete. Opera in buone condizioni di conservazione e assai rara. Rif. Bibl.: Caillet I, 1224; Garrison-Morton 1725; Waller I, 1133; Wellcome II,180.
Prima edizione in volume. Ottimo esemplare in barbe, fresco e pulito. Raro (solo in 2 biblioteche romane, secondo Iccu), soprattutto a trovarsi nella brossura originale e in queste condizioni. Pubblica i quattro fascicoli del «Censore» così come uscirono nell’estate 1798 «ogni quintidì presso Pirotta e Maspero stampatori-librai in Milano», ovvero il 22 e 27 di agosto e il primo e 6 di settembre. In calce all’ultimo fascicolo la nota «Col quarto numero il Censore venne soppresso, e l’autore stesso ne adduce i motivi nell’opuscolo —Documenti comprovanti la cittadinanza di Melchiorre Gioja—».