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In folio (mm. 697x476), t. tela (lievi aloni), fascicoli di pp. 6/8/10. Offriamo i primi 12 numeri (sui 19 pubblicati), dal n. 1 (giugno 1967) al n. 12 (15 settembre 1968) + il n. 3, Anno I (16 gennaio 1967) della rivista “S” (di pp. 4: l’ultima è mancante del margine infer. che intacca l’ultima riga di testo). Vi sono allegati 8 (su 10) manifesti dichiarati in copertina, e precisamente: 1) Manifesto che riproduce il testo del modulo telegrafico in uso presso il Ministero della Difesa degli U.S. per comunicare ai parenti militari la morte del loro congiunto. 2) Manifesto sull’occupazione di Palazzo Campana, Università di Torino, novembre-dicembre 1967 (4 pp. stampate in sanguigna). 3 e 4) Bandiera Vietcong e manifesto a colori “le avventure di Phoebe Zeit-Geist”. 5) Manifesto a colori: “la battaglia di Valle Giulia”. 6) Manifesto in tinta di “Rudi Dutschke at the Vietnam Congress, Berlin, February ‘68”. 7) Manifesto in b.n. degli studenti di Parigi, “la lutte continue”. 8) Manifesto in tinta che riproduce la prima pagina dell’edizione staordinaria del “Literarni Listy” (settimanale dell’Unione degli scrittori cecoslovacchi), distribuita a mano per le strade di Praga poche ore dopo l’arrivo dei carri armati sovietici. “Rivista mensile fondata a Roma nel 1967, diretta da Giuliani. Stampata a Roma dalla tipografia Castaldi per conto delle Edizioni Quindici, è nata per iniziativa della “neoavanguardia”, che trova nei nomi di Giuliani, Balestrini, Eco, Sanguineti, Guglielmi, Pagliarani i suoi più noti protagonisti. Ha cessato le pubblicazioni nel 1969, in seguito a dissensi sorti all’interno della redazione sull’indirizzo politico. Una parte dei collaboratori di “Q.” ha dato vita al periodico “Compagni”, esclusivamente rivolto all’attivismo politico..”. Così Diz. Vallecchi “Autori Italiani e contemporanei”,II, p. 1100. Alc. numeri con ingialliture alle pieghe, altrimenti esempl. ben conservato.
Edizione originale. Uniforme, intensa brunitura; mancanze marginali senza perdite di testo, con alcune lacerazioni non estese; nel complesso, fragile documento ben conservato. Rarissima emissione sciolta della prima pagina del fascicolo I,14, destinata all’affissione murale in occasione delle elezioni politiche 1919. «Settimanale politico, “I Nemici d’Italia”, pubblicato a Milano dal 10 agosto 1919 al dicembre 1920, è diretto dal poeta futurista Armando Mazza. [...] Fin dal titolo il giornale esprime una linea di chiusura rispetto al bolscevismo, differenziandosi in tal modo dalle aperture a sinistra espresse da Mario Carli su “La Testa di Ferro”. [...] Dal punto di vista grafico, risulta particolarmente incisivo il numero pubblicato per le elezioni del 1919, a cui partecipa Marinetti come candidato del «blocco fascista» a Milano. [...] Contemporaneamente viene stampata la prima pagina del giornale con la variante del nome di Marinetti in caratteri tipografici [cubitali], per essere affissa come manifesto» (Salaris) Salaris, Riviste futuriste, pp. 436-441, con ill.; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 171 n. 271Cammarota, Futurismo, VIII.65
Fascicoli e fogli sciolti. Collezione mancante dei nn 51 e 52. Rivista settimanale di formato in folio fondata a Torino, Edizioni Streglio, il cui primo numero uscì il 20 novembre 1904. “ Aperto agli ultimi spasimi del decadentismo europeo, non era tuttavia refrattario a un più rigoroso formalismo. [...] Ospitava novelle, versi bozzetti originali e inediti, notizie bibliografiche, una rassegna degli avvenimenti culturali, alcuni di attualità. Vi scrissero tra gli altri: Vittoria Aganoor Pompilj, Silvio Benco, Emilio Bodrero, Massimo Bontempelli, Giovanni Cena, Enrico Corradini, Alfredo Galletti, Cosimo Giorgieri-Contri, Arturo Graf, Dino Mantovani, Ada Negri, Angiolo Silvio Novaro, Giovanni Papini, Vittorio Pica, Luigi Pirandello, Giuseppe Prezzolini, Ceccardo Roccatagliata-Ceccardi, Enrico Thovez, Domenico Tumiati e Manara Valgimigli.” A. Audoli. Wuz, n.8, 2002. Cessò le pubblicazioni il 31 dicembre 1905.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare. Sigla dell’autore manoscritta in inchiostro blu sl frontespizio. Saggio in cui l’autore si scaglia contro i monopoli e auspica un ritorno dell’Italia al quadro politico prima dell’unità. Raro.
Edizione originale. Tutto il pubblicato de «Il 9 febbraio» e di «Notizie del giorno», legati insieme, in ottime condizioni di conservazione. Diretto da Luigi Ruscone, il quotidiano bolognese apparve il 19 febbraio 1849 e cessò le pubblicazioni col n. 83 del 16 maggio dello stesso anno (il 5 giugno Radetzky entrò in Bologna). Proseguì le pubblicazioni con il titolo «Notizie del Giorno», edito sempre dalla Società Tipografica Bolognese dal n. 1 del 19 maggio 1849 al n. 41 del 30 giugno con cadenza giornaliera (seppur con qualche eccezione). Ogni numero, in folio, consta di 4 pagine. Di stampo fortemente antiaustriaco, riportava gli atti della Repubblica, commenti politici e notizie dalle altre città impegnate nella lotta contro gli austriaci. «Gli austriaci hanno violato il territorio della Repubblica; hanno occupata una delle sue città l’hanno taglieggiata e l’hanno sottoposta a condizioni obbrobriose e dure». Così apre il giornale nel suo primo numero. Unito “Il Bollettino Officiale” apparso a Bologna il 13 Maggio 1849. Il giornale nacque dalle ceneri de «La dieta italiana: giornale politico-letterario» che si pubblicò dal 1848 fino al 19 Febbraio 1849. Molto raro, solo 6 esemplari censiti nell’Opac Sbn, solo 3 completi e disponibili alla consultazione.
Edizione originale. Uniforme brunitura e minime mende rinforzate tramite restauro professionale alla copertina; per il resto più che buon esemplare. Primo numero della rivista diretta da Neymon per un totale di quattro fascicoli tra 1932 e 1933. I primi due fascicoli furono dedicati all’Italia: agli artisti futuristi, il primo che qui si offre; agli scrittori italiani contemporanei, il successivo. Gli artisti censiti nel presente fascicolo sono: Depero, Dottori, Marasco, Fillia, Caviglioni, Benedetta, Munari, Pozzo, Oriani, Diulgheroff, Thayaht, Andreoni, Rosso, Cocchia, Crali, Ambrosi. Notevole layout razionale per l’interno, capolavoro di Ugo Pozzo in copertina. -- «Pubblicazione complementare al contenuto dell’esposizione omonima parigina, è un documento del confronto fra proiezioni d’immaginazione “cosmica”, opzioni aeropittoriche rappresentative e sintesi plastsiche dinamiche di matrice “meccanica”. E conferma la raggiunta leadrship prampoliniana nell’ambito del futurismo plastico-visivo e architettonico» (NAF). Nuovi archivi del futurismo I, 1932/27
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss
Edizione originale. Esemplare un po’ vissuto ma in più che buone condizioni (una lieve gora interessa il lato interno alto di tutte le pagine, compresa la copertina; sottolineatura in lapis blu al piatto anteriore; tracce di ruggine alla pinzatura). Raro numero primo e unico di questa iniziativa di Castelli, futurista e fiumano anarchico di origine bolognese emigrato per un periodo nel Nord America all’inizio dei ’20. Contenuti di Castelli o tradotti e curati da — testi programmatici (Manifesto of Futurism; What is Futurism: Elementary Notions; ma soprattutto «The discovery of new sense» firmato Marinetti, qui in edizione originale — «The following Manifesto has been written especially for “Futuristi Aristocracy.” It has not yet appeared in print even in Italian. It is a sequel to the Manifesto on Tactilism [...]») e parolibere — accompagnati da riproduzioni di «Greek Theatre at Taormina», incisione di Horace Brodzky, il quadro «Landscape» di Rubzac, l’acquarello «New York» di John Marin e una foto che ritrae Marinetti e Pannaggi ai lati del dipinto pannaggiano «Treno in corsa». Il fascicolo fu seguito da due fogli sciolti di presentazione, non datati ma da ricondurre sempre al 1923: «Futurist Aristocracy» (col «Manifest of Futurism») e «Aristocrazia futurista» (con testo di propaganda). L’esperienza ebbe una coda nel numero bolognese «Aristocrazia futurista: voce dei futuristi di Bologna» (20 set 1925), oggi praticamente introvabile. Salaris, Riviste, pp. 324ss.; Prampolini dal futurismo all’informale, n. 3/1/7 pp. 220-221
Dal n 1 del 13 Luglio 1848 al n 152 del 28 Dicembre 1848 poi soppresso dalle autorità austriache, si stamparono altri 3 numeri nel marzo 1849. Fortemente antiaustriaco, la testata prende il nome dalla statua di Antonio Rioba (posta nel Campo dei Mori) che rappresenta la famiglia Mastelli, commercianti con la nomea di essere disonesti e per questo trasformati in pietra da Santa Maddalena. La statua del Rioba é una delle statue parlanti, che sulla falsa riga di quelle romane, erano usate per lasciare biglietti con poemetti sarcastici contro i potenti di turno. Dal n 19 alla testata dopo Buffo, fra parentesi viene aggiunto “a suo tempo” forse a sottolineare la serietà con cui i redattori, Francesco Berla e Augusto Giustinian, affrontarono il problema dell’occupazione austriaca. Dal n. 69 l’illustrazione al titolo muta con l’immagine della statua di Rioba. Tutto il pubblicato eccezion fatta per i tre fascicoli stampati nel 1849. La rara raccolta presenta un frontespizio figurato e porta la data del 1849. Probabilmente l’editore mise in vendita i fascicoli invenduti raccogliendoli in una unica edizione.
48 pages. This glamorous publication brought New York women important information including: news of the choicest fashion, entertainment, current happenings, where to go, what to see, and how much to pay. Features: Three-page photo-illustrated feature article on Gypsy Rose Lee "She Undressed Her Way to Fame!"; Full-page ad for the new Lastex Vassarette Girdle, featuring photo of designer Helen Wills; Nice one-page illustrated ad for Du Barry beauty preparations by Richard Hudnut; Letters; Fantastic one-page illustrated Macy's ad shows chef throwing knives at Thanksgiving turkey; Soundings - opinions of the New York Woman; Nice one-page illustrated fashion ad for Stern Brothers; Nice one-page illustrated fashion ad for Franklin Simon & Co. features upper half fashions; Seven fantastic photos of "Curb Commerce" in New York - radios, wart cures, picture postcards, socks, neckties, shoe shines, and photos; These Girls From Out of Town - fiction about 'those panting, galloping creatures - the lady buyers and how they wear down man; Romance Around Town - five photos of New York romance; Unfair to Organized Women - a man's complaint against the women of the world; Nice one-page color fashion photo of model in a glamorous Betty Wales ball gown; How to Collect Butlers; A Fashion Editor's Diary; What not to do to yourself - unfortunate accidents in the choice of clothes, cosmetics and behavior; Photos of the 'Best Dressed Women" from cities around the world; Attractive evening fashion centerfold features large black and white photo with color illustrations; So Much To Buy - and So Much to Spend!; Head to Toe - photos of fashionable hats and shoes; Cosmetics page; Two Quick and Easy Dinners Men Will Like; Photos of dinner table place settings; A Look at Our Medicine Chest; New About Food - a new thought on birthday cakes; "The Plough and the Stars" - Eight photos from the making of this movie which starred Barbara Stanwyck and Erin O'Brien Moore; "Valiant is the Word for Carrie" - photo-illustrated article about this movie; John Gielgud as Hamlet; Helen Hayes takes time to talk about backstage life as Queen Victoria; One page of color humorous illustrations by Dr. Suess illustrating how to attain social publicity!; One-page Schaefer beer ad - in cans!; Half-page photo ad for Best & Co. features pastel wool house coat; Manhattan Date Book; Glossy color cover photos feature woman attempting to install drapes which pipe-smoking husband reads paper; and more. Unmarked with modest wear. A quality copy of this great vintage depression-era item. Magazine
8vo., Second Edition, on laid paper, with a portrait frontispiece in photogravure, 2 plates in photogravure and 5 folding maps, neat signature on front free endpaper verso, half-title, frontispiece and title mildly spotted ; original red cloth, upper board framed in blind enclosing regimental crest of 16th Light Dragoons in gilt, gilt back, black endpapers, upper hinge tender (but binding entirely sound) else a very good, bright, clean copy. SIR CHARLES OMAN'S COPY WITH HIS NINETEENTH CENTURY ARMORIAL BOOKPLATE MOUNTED ON FRONT PASTE-DOWN. Tomkinson's Diary was first published in 1894 (a number of Press reviews is given on half-title verso). Widely regarded as a classic personal account of the campaign, it has been several times reissued but usually without the plates. This second edition contains the editor's final amendments, including the correction to the part played by Vivian's brigade at Waterloo. A RARE, POSSIBLY UNIQUE, ASSOCIATION COPY. Sandler 3277.
Raro mensile diretta da Massimo Notari (figlio di Umberto), con copertina interamente disegnata da Sinopico. Pubblicazione fatta da e per i giovani, d’impostazione interventista, goliardica e avanguardista. I numeri che offriamo ospitano — oltre ai bei disegni di Sinopico, Enrico Gianieri (Gec) e Leonardo Borgese — tre tavole parolibere dei fratelli Cangiullo: Pasqualino con «Al mare» e «Alfabeto a sorpresa dinamico. Ciclista-record», qui pubblicate in edizione originale ed unica; Francesco con «Stazione - Guerra * Europea. Partenza di reclute + richiamati», datata in calce «Roma 1915» (già edita ne «Gli Avvenimenti», dic. 1915). Cfr. Crispolti, Il futurismo attraverso la Toscana, nr. 23.49 (per il bozzetto del «Ciclista» di Pasqualino); Lista, Le livre futuriste, nrr. 27-28 (per la «Stazione» di Francesco). Raro insieme.
Collezione dei primi tre numeri incluso il rarissimo numero di novembre 1968, incentrato sulla contestazione e sull’arte politica. Fisiologici segni del tempo alle brossure, nel complesso esemplari in ottimo stato di conservazione. Rivista nata insieme alla galleria d’avanguardia romana L’Attico di Fabio Sargentini, da cui fu finanziata. Con soli cinque numeri all’attivo, «Cartabianca» fu diretta da Alberto Boatto per le prime tre uscite, poi sostituito da Adele Cambria. Nella presentazione della rivista del marzo del 1968 la vocazione politica — di rottura e rinnovamento — della rivista è resa manifesta: dopo aver celebrato il “nuovo” come forza capace di scardinare antichi equilibri e scambi di favori interni anche al mondo dell’arte e aver presentato «Cartabianca» come voce del “nuovo” stesso, gli autori precisano nella righe conclusive il loro progetto: «Di fronte al potere assorbente della maggioranza, il nuovo deve assegnarsi il compito, costruendosi un solido margine di autonomia, di trasformarsi anch’esso in potere di minoranza. [...] Tra gli altri obiettivi anche questo, non affatto utopistico ma realistico, dacché corrisponde ad una urgenza precisa [...]. Arrivare a produrre alcune chiarificazioni e un paio di scissioni, sino a far precipitare in parti questo potere accentrante, risulterebbero azioni oltremodo meritorie. Più modestamente il nostro programma potrebbe essere così formulato: operiamo affinché non si continui a stare tutti insieme pur non stimandoci affatto, ma affinché ciascuno ritrovi e lavori con i propri amici». Si segnalano, tra gli interventi pubblicati, testi di Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva, Germano Celant e Maurizio Fagiolo. Vi si trovano inoltre rappresentati gli artisti che allora erano coinvolti con la galleria L’Attico, tra cui Giovanni Alselmo, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 276.
Collezione completa. Esemplari in ottime condizioni (normale brunitura interna e minimi segni del tempo marginali alle copertine, nel complesso comunque assai ben conservate per un tipo di pubblicazione economica difficile da trovare oggi intatta). Pubblicazione periodica organizzata in una «prima serie» (vol. 1) seguita da una «seconda serie» (vol. 2), diretta da Fillia. Molto rara completa. Raccoglie importanti testi teorici e letterari, alcuni in edizione originale, dai maggiori futuristi: Balestrieri, Balla, Benedetta, Bragaglia, Buzzi, Caligaris, Carli, Casavola, Ciuffo, Curtoni, Deamicis, Depero, Dermée, Dottori, Farfa, Fillia, Jannelli, Mortari, Orazi, Prampolini, Reverdy, Russolo, Seuphor, Vasari, Walden, Whisky. «“Vetrina Futurista” raccoglie in diversi volumi le creazioni e le azioni più importanti di tutti i movimenti futuristi. A questo primo volume seguirà immediatamente un secondo dove saranno raccolte le migliori opere degli scrittori futuristi italiani e streanieri. In un terzo volume verranno riprodotti i lavori più importanti dei pittori futuristi» (presentazione a p. [5]). Il terzo volume non vedrà mai la luce. Cammarota, Futurismo, Riviste fut., 90 (con imprecisioni) 2 volumi
Edizione originale. Minima mancanza al piede anteriore di copertina, senza perdite di parte a stampa; sfrangiature e piccole mancanze al sottile dorsetto muto; per il resto ottimo esemplare. Raro «numero unico dell’associazione studenti universitari pavesi figlio legittimo e non degenere dei coniugi: “Riso e crape”, “Musi e muse”, “Gogla e Magogla”». Prodotto senza badare a spese, con una bellissima copertina interamente disegnata a colori da Guido Marussig e la raffinata stampa a due colori con numerose illsutrazioni e grafiche d’impatto, contiene un’intera pagina impreziosita dalle tavole parolibere del giovane futurista Pino Masnata: «Pino Masnata, poeta futurista, assicura che amare una conpagna [sic] goliarda è orribile cosa ...». Salaris, Riviste futuriste, pp. 860-61
Telephone Talk was the glossy bimonthly publication of the British Columbia Telephone Company. It was written by employees for employees to present information of interest to those engaged in the plant, traffic, commercial, operating, accounting and other departments of the service. Each issue is replete with black and white photos and information on topics such as: company, industry and technological news, traffic levels, expansion plans, personnel announcements, publicity and social events, deaths, weddings, lists of exchanges, and more. As such, these issues serve as a vital preserve of rare and fascinating British Columbia history. This volume covers topics including: Miss K. Perrin joins as health supervisor; New West office upgraded - super photos; New York Engineer describes latest developments i.e. transmitting photos over phone lines; the truth about instrument zoning; Excitement at Duncan office; Diary describes observations on Chilliwack line; New cable successfully laid from Galiano Island to Point Grey - 9 pages of text and good photos; New Trans-Gulf circuits opened; sleeping car reservations by phone; Joe Gagnon; Phone expansion in Bay store; Seymour remodeling complete; Operating room photos; Coal, Travelling Men and Toll Lines Feature Nanaimo; High Poles removed from Seymour St. - 6 pages of text and great photos; Miss E.R. Walker - manages traffic on Vancouver Island; Cobble Hill Exchange; photo of updated Ladysmith office; Coast now linked with Okanagan by phone; Miss A. Falconer of the Port Coquitlam office; Successful Canadian jubilee broadcast from Ottawa; Photo of Chemainus Office; Royal Alexandra Apartments Fire - phones used from burning buildings by reporters; Company will have its own line to Vernon; Photo of public phones/'Pay Stations'; Photo of Belmont office near Victoria; Table of phones in use per province in Canada; Six pages of info. and great photos re: Kootenay; Battling Storm King; Mexico City can now communicate with Vancouver; Direct cable to be laid to West Vancouver; Article on poles; and more. Half-leather binding. Average wear. Ink stamp of company executive E.P. LaBelle upon top edge of text else unmarked. Binding intact. Substantial wear to backstrip with some chips missing. Book
Numeri 1, 3, 4, 5, 10 - 11, 16, 19, 20 - 22. Esemplari in più che buone condizioni complessive. Conservata nel volume primo la cartelletta fuori testo con “Non Sol Antihertz”, opera di Marco Bagnoli. Il periodico trimestrale, che deve il titolo al celebre sonetto di Rimbaud, diretto da Bruno Corà, dedica ogni numero a un ventaglio di artisti diversi che partecipano alla pubblicazione con approfondimenti testuali, riproduzioni delle proprie opere e interventi artistici ideati ad hoc. Protagonisti della rivista sono spesso gli artisti dell’Arte Povera come è evidente fin dal primo numero che ospita tra gli altri: Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Luciano Fabro. La rivista fu pubblicata a partire dal settembre 1980.
Mende al primo fascicolo (al margine sinistro) ma nel complesso ottimo esemplare. Il giornale vide la luce il 25/27 marzo 1848 col numero doppio 1 e 2; cessò le pubblicazioni col n 48 del 16 giugno. Dal numero 28 al sottotitolo si aggiunse: Organo ufficiale del Circolo Patriottico. Moltissimi i collaboratori tra cui: Cesare Cantù, Vincenzo Gioberti, Tullio Dandolo, F. Ugoni, Carlo Cattaneo, Prati con Vincenzo de Castro come responsabile. Non comune giornale che raccolse attorno a se i più convinti sostenitori dell’Italia indipendente. Fogli impressi su carta azzurra.
Prima edizione. Ottimo esemplare completo di un allegato bifolio su carta giallognola con réclame editoriali. Volume quinto del periodico polacco «Scena di Lwów» diretto da Wilam Horzyca — manager dell'allora molto attivo «Teatro Municipale» di Lwów — relativo alla stagione teatrale 1932/33, interamente dedicato a Marinetti e al futurismo in occasione della prima polacca di «Prigionieri e Vulcani» e della visita del capo del futurismo nel marzo 1933. Testo in polacco, tranne in copertina e nella dedica in prima pagina. Traduce dal francese il primo capitolo del poema «Monoplan du Pape», e il manifesto sul teatro sintetico futurista. Precede l’introduzione «Marinetti y futuryzm», firmata dalla scrittrice e traduttrice polacca Anna Ludwika Czerny (1891-1968), e chiude la postfazione del direttore «Marinetti a Wyspiański», «indubbiamente il tentativo più valido e originale di approcciare la figura di Marinetti [...] per il confronto col drammaturgo polacco [Stanisław Wyspiański (1869-1907)]. Horzyca inquadra i due quali esponenti del “tempo della realizzazione”, fortemente contrari a un’inclinazione romantica, idealistica e sentimentale» (Ajres, Il futurismo italiano in Polonia nel centenario del Manifesto, in: Italia e Polonia 1919-2019, pp. 217-229). Oggi Lwów si chiama Lviv (Leopoli) ed è nel territorio dell’Ucraina. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, n. 59
Edizione originale molto rara. Minimi segni del tempo marginali, complessivamente un ottimo esemplare. Fondamentale testo teorico di Depero sul teatro plastico, corredato da 12 belle riproduzioni delle marionette e dei disegni preparatori in grande formato.
Rarissimo numero d’esordio della prima rivista d’arte inventata e diretta da Raffaello Giolli, «quella che può considerarsi la prima rivista italiana di arte contemporanea, nata come un bollettino dal nome ‘1927. Problemi d’arte attuale’, trasformatasi poi in ‘1928’, ‘1929’, e divenuta, dal novembre del 1929, ‘Poligono’» (DBI s.v. Giolli). Straordinaria esperienza che spazia dall’arte all’interior design con grande attenzione a dettagli tecnici, materiali da costruzione ecc. Gli articoli non sono firmati o lo sono con pseudonimo per scelta esplicita, dichiarata nel manifesto «Mancano le firme» (p. 12). Tra i contenuti, La Milano di Cascella (citato a più riprese Giandante X), Un negozio modello: “La Moda Nuova” dell’Arch. De Finetti, Il mobile di Chessa, la Conversazione classica di Gio Ponti (manifattura di Doccia per Richard Ginori), piatti e vassoi in rame e metallo bianco di «Michaelles (Thayaht)», modello di macelleria di Casorati. Qualche sfrangiatura ai margini della copertina e altri minimi segni del tempo, nel complesso molto ben conservato.
In-4 p., fascicoli in cartoncino con illustrazioni a colori applicate al piatto, ca. 40/70 pagine cad., molto ben illustrata in bianco e nero e con tavole a colori fuori testo applicate alla pagina. Di questa prestigiosa e tipograficam. lussuosa rivista trimestrale, pubblicata (a partire dal dicembre 1955) dagli "Amis du Musée National de Céramique de Sèvres", offriamo i primi 43 fascicoli (sui 59 pubblicati) + gli 8 fascicoli di Supplemento ai numeri 3, 9, 12, 13, 35, 36, 40 e 42/43. Anche i supplementi contengono numerose tavole a colori applicate su cartoncino, con la relativa descrizione (due sono dedicati a Limoges e alla sua porcellana, uno è un "Hommage à Francine del Pierre" e uno alla "Carte céramique de France"). La rivista è destinata ai collezionisti di ceramiche antiche e moderne, europee, orientali, precolombiane, e contiene anche vere e proprie monografie sugli argomenti trattati. La ns. collezione è contenuta in 11 scatole editoriali in cartone. In ottimo stato (nice copy).
In-4 p. (mm. 285x200), 3 volumi in mz. tela che contengono una raccolta completa dei primi 37 numeri di quesa rivista, ciascuno con proprio “Bollettino di Supplemento”. La raccolta (conserv. le copertine orig. figurate a colori), ben illustrata da immagini fotografiche in b.n. nel t., è così composta: - 1938 ( Anno I): N. 1 (novembre) “Colonizzazione demografica”, pp. 28 + XII (di Bollettino) - N. 2 (dicem.) ”Comunicazioni con l’Impero”, pp. 28 + XV. // 1939 (Anno II): N. 3 (genn.) “Sahara Libico”, pp. 32 + XX - N. 4 (febbr.) “Impero e autarchia”, pp. 28 + XX - N. 5-6 (mar./apr.) “Cinque anni di progresso libico”, pp. 40 + XXIV - N. 7 (magg.) “Conoscenza scientifica dell’A.O.I.”, pp. 32 + XXVIII - N. 8 (giu.) “Poesia dell’Africa”, pp. 24 + XXIV - N. 9-10 (lugl./ago.) “Cinquantenario aereo”, pp. 60 + XXVIII - N. 11 (settem.) “Le isole italiane dell’Egeo baluardo orientale dell’Impero”, pp. 32 + XXIV - N. 12 (ott.)“Racconti d’Africa”, pp. 20 + XVI - N. 13 (novem.) “Clima e pioggie dell’Africa italiana”, pp. 32 + XVI - N. 14 (dicem.) “Strade di Roma in Africa”, pp. 32 + XVI. - 1940 (Anno III): N. 15 (genn.) “Disciplina e tutela delle razze nell’Impero”, pp. 32 + XVI - N. 16-17 (febbr./mar.) “Donne italiane in Africa”, pp. 64 + XVI - N. 18 (apr.) “L’Amara”, pp. 44 + XVI - N. 19 (magg.) “La Libia e l’autarchia”, pp. 32 + XVI - N. 20-21 (giu./lugl.) “Conti da regolare”, pp. 48 + XVI - N. 22 (ago.): “Oltre le nostre frontiere”, pp. 32 + XVI - N. 23 (settem.) “La Germania in Africa”, pp. 32 + XVI - N. 24 (ott.) “Impero e levante”, pp. 32 + XVI - N. 25 (novem.) “La Somalia che fu britannica”, pp. 32 + XVI - N. 26 (dicem.): “La crisi imperiale britannica”, pp. 32 + XVI. - 1941 (Anno IV): N. 27-28 (genn./febbr.) “Forze armate d’Italia in Africa”, pp. 52 + XX - N. 29 (mar.) “Richiami di passione africana”, pp. 32 + XVI - N. 30 (apr.) “Centri italiani di cultura coloniale”, pp. 36 + XVI - N. 31-32 (magg./giu.) “La Spagna in Africa”, pp. 60 + XXIV - N. 33 (lugl.) “Inframmettenze americane e russe in Africa”, pp. 36 + XVI - N. 34-35-36 (ago./settem./ott.) “I Savoia in Africa”, pp. 32 + XX. A partire dal numero successivo, il 37 (novem./dicem./genn. 1941-42) “Il trentennale della Libia: 1911-1941)”, di pp. 112, la rivista diventa trimestrale e senza il Bollettino. Tutta la raccolta è molto ben conservata.
In-8°: tre volumi rilegati insieme. Vol. 1: cc. (2), pp. 380. tav. ripiegate 4 raffiguranti pentagrammi musicali, più una raffigurante una silhouette di M. l’Abbè Raynal . Vol. 2: cc. (2), pp. 358. tav. 2 ripiegate ( pentagramma musicale, Joseph Montgolfier). Vol. 3: cc. (2), pp. 390. tav. 7 ripegate ( di cui 6 pentagrammi musicali e un ritratto di M. Pilatre de Rozier). Legatura in mezza pelle con angoli, con fregi in oro e tasselo con titolo sempre in oro sul dorso, stemma dorato al piatto, tagli in rosso.
Edizione originale. Gran parte del pubblicato dal numero 1 del 12 settembre 1946 al numero 85 del 25 aprile 1948. Mancano i numeri: 16 - 17 - 34 - 49. Esemplari bruniti e con occasionali lacerazioni, ma nel complesso in stato più che buono se non ottimo per alcuni fascicoli. Fondata nel 1946 a Roma e diretta da un comitato formato da Maccari, Majorana, Pescatore e Scarpelli, «Don Basilio» si proponeva - sulla scia di precedenti e importanti esperienze di satira politica e anticlericale, a cominciare da «L’asino» di Gabriele Galantara e Guido Podrecca - di combattere con l’ironia e l’umorismo «contro le parrocchie di ogni colore», come recita il sottotitolo. Nel clima socialmente e politicamente teso dell’Italia dell’immediato dopo guerra, la redazione del settimanale rese chiarissime la propria posizione e la propria vocazione ferocemente avversa al Vaticano e alla Democrazia Cristiana. E basterebbe del resto guardare al grande titolo che domina il numero di apertura del 12 settembre 1946 per comprenderlo: «De Gasperi è un fantoccio manovrato dalla Compagnia di Gesù» accompagnato da una vignetta in cui Don Sturzo - ritornato in Italia da pochi giorni dopo l’esilio americano - viene accolto proprio da De Gasperi, dal Papa e da un gruppo di inquietanti prelati e guardie svizzere. L’esperienza di «Don Basilio» nel formato originario si concluse nel 1948 dopo 120 uscite, benché una “nuova serie” continuò le pubblicazioni dal gennaio 1949 all’aprile 1950.