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Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1940 al 1943 fatta eccezione per i numeri 7 e 8 del 1941 e 1 e 13, 14, 15 - 16 del 1943. I, II e III anno in ottime condizioni (esemplari normalmente bruniti conservati in cofanetti), IV anno in buono stato. Rivista fondata e diretta dal ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai – con Giorgio Vecchietti nel ruolo di co-direttore e capo della redazione - tre mesi prima dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale per rilanciare e sostenere il “primato” – come recita il titolo – “spirituale” (culturale, letterario, artistico) italiano. Uscita per la prima volta il primo marzo 1940 con sede prima a Milano e poi a Roma, il quindicinale raccolse nei suoi quattro anni di vita – l’ultimo numero è datato 15 agosto 1943 – contributi vasti e importanti. Si ricorderanno qui i nomi, per la poesia, di Ungaretti, Quasimodo, Montale, Luzi; per la narrativa, di Buzzati, Pavese, Cecchi; per la filosofia, di Paci e Abbagnano; per la pittura, di Guttuso e de Pisis. L’andamento sempre più tragico della guerra, l’intensificarsi dei bombardamenti e l’imbarazzo – se non l’antifascismo dichiarato – di molti degli intellettuali che avevano inizialmente collaborato resero via via più difficile la pubblicazione della rivista, fino a giungere alla sua definitiva chiusura nell’agosto del 1943.
Edizione originale. Esemplare in stato più che buono (strappo in corrispondenza del primo punto metallico al piatto anteriore, gora perimetrale al piatto posteriore, carte e tagli leggermente bruniti). Completo di «Poesia sotterranea poesia trovata» di Franco Vaccari e di una serigrafia originale di Vittorio Del Piano con testo di Michele Perfetti. Primo numero della rivista «Tèchne» pubblicata a Firenze a partire dall’ottobre del 1969 e diretta da Eugenio Miccini come bollettino del Centro omonimo (voluto e creato dallo stesso artista e poeta toscano sempre nel 1969). Tra i membri fondatori del «Gruppo 70» insieme a Lamberto Pignotti e Luciano Ori, Miccini si propose con il centro culturale e con il periodico a esso collegato di proseguire il lavoro di ricerca e divulgazione militante nel campo della sperimentazione d’avanguardia e della Poesia Visiva, di cui l’artista toscano, scomparso nel 2007, fu non soltanto uno dei massimi esponenti ma anche ideatore del termine proprio all’interno dell’esperienza del già ricordato «Gruppo 70». Eccentricamente composta da fogli dattiloscritti, manifesti, riproduzioni di opere su carta patinata di diversi formati, volantini e con i suoi testi in italiano, inglese e tedesco il periodico - la cui pubblicazione proseguirà fino al 1976, con un’interruzione tra il 1970 e il 1974, per un totale di 19 numeri divisi in 9 fascicoli - si presentava come una raccolta di materiali variamente legati alla sperimentazione verbo-visiva (diventando, insieme a «Lotta Poetica», l’organo più importante del movimento di Poesia Visiva non soltanto a livello nazionale) e come cassa di risonanza delle attività del Centro o di luoghi similmente e volontariamente lontani dai circuiti culturali tradizionali e dal potere da essi esercitato. Oltre ai contributi, tra gli altri, di Miccini, Achille Bonita Oliva, Luigi Paolo Finizio, Michele Perfetti, il primo numero contiene opere di: Walter Fusi, Umberto Lanza, Renato Ranaldi, Renato Spagnoli, Giovanni Campus, Bianca Garinei, Gabriele Perugini, Riccardo Guarneri, Delia Betto, Carlo Severa. Da segnalare in particolare, all’interno del presente fascicolo, una serigrafia dell’artista pugliese Vittorio Del Piano e, soprattutto, le tavole fotografiche di Franco Vaccari «Poesia sotterranea poesia ritrovata» non presenti in tutte le copie del primo numero a causa dell’allestimento artigianale delle copie stesse (Cfr. M. Bazzini, G. Maffei, «Geiger - Tèchne. Edizioni di poesia e arte», p. 85). M. Bazzini, M. Gazzotti, «Controcorrente. Riviste e libri d’artista delle case editrici della Poesia visiva», Allemandi, Torino 2011, pp. 21 - 22; M. Bazzini, G. Maffei, «Geiger - Tèchne. Edizioni di poesia e arte», Gli Ori, Pistoia 2002; G. Maffei, P. Peterlini, «Riviste d’Arte d’Avanguardia», Edizioni Sylvestre Bonnard, 2005, p. 146.
In-4 (mm. 317x230), tela edit., pp. 364 (incluso l’Indice), con numerose figure inc. su legno nel t. Di questo importante periodico mensile offriamo quasi "tutto il pubblicato" dal luglio 1896 (Anno I, n. 1) al giugno 1897 (n. 12). Manca solo l’ultimo numero: il n. 1 - luglio 1897 - Anno II. “La rivista intende tenere i suoi lettori continuamente al corrente di tutte le novità che in fatto di ciclismo la scienza e la meccanica moderna sapranno escogitare”. E’ strutturata in sezioni: “Parte tecnica” (suddivisa in rubriche: Tecnologia meccanica. Le novità. Tribuna del pubblico. Varietà tecniche. Ciclismo militare. L’igiene e la medicina del ciclismo. Diritto ciclistico) - “Parte commerciale” (Corriere d’Inghilterra. Il commercio ciclistico internazionale. Piccola cronaca del commercio) - “Parte sportiva” e “Automobilismo” (articoli scientifici, tecnici, di varietà, di sport, elenco di brevetti di privative rilasciati in Italia, relazioni delle principali esposizioni automobilistiche, descrizione di vetture, motocicli e motori). Cfr. Catalogo Periodici Biblioteche Lombarde,V, p. 115. Esemplare molto ben conservato. Rarissimo trovarlo completo. .
Collezione completa. In ottime condizioni di conservazione (segni di “usura da scaffale” al bianco di alcune copertine, che rimangono leggermente scurite), completo dell’allegato sciolto di Sol LeWitt al numero quattro. La serie completa di «Numero», rivista promossa dall’associazione/galleria Cenobio Visualità in Milano, affidando ciascuno dei sei quaderni annuali alle cure di un artista e critico, che compila a sua maniera un’antologia / libro d’artista a raccogliere prospettive sull’arte contemporanea, dall’informale al concettuale senza dimenticare il ripescaggio in chiave autostoricizzante delle avanguardie di primo Novecento. -- «numero uno a cura di Ben / numero un realisé par Ben», giugno 1979; «numero due a cura di Bernar Venet / number two edited by Bernard Venet», giugno 1980 (contiene i saggi: «L’immagine razionale / The Rational Image»; una selezione di lavori dal 1976; «Non ci si può avvicinare all’arte ingenuamente / On ne peut plus approcher l’art naivement»); «numero tre a cura di Vincenzo Accame / number three edited by Vincenzo Accame», giugno 1981; «numero quattro a cura di Sol LeWitt / number four edited by Sol LeWitt», giugno 1982; «numero cinque a cura di Giuseppe Panza di Biumo; number five edited by Giuseppe Panza di Biumo», giugno 1983; «numero sei a cura di Arturo Schwarz / number six edited by Arturo Schwarz», giugno 1984. 6 voll.
Fondata a Firenze da E. Corradini nel novembre del 1903 con cadenza settimanale. La rivista rappresentò il primo strumento di propaganda delle idee nazionaliste. Il programma (apparso nel primo numero del 29/11/1903) manifestava un'avversione feroce al socialismo e al sistema liberale (si era allora appena insediato Giolitti al governo), odio congenito verso la democrazia e disprezzo del parlamento, idea dello stato forte e imperialista. Tutti motivi che passeranno in seguito ad alimentare l'ideologia fascista. L'ultimo numero uscì il 25 dicembre 1906. Vi collaborarono Papini, Prezzolini, Borgese, Ojetti ed altri. Offriamo le prime due annate (1903-1904) a fascicoli sciolti in perfetto stato di conservazione.
Collezione completa in edizione originale e unica. Segni del tempo alle copertine, nel complesso in ottime condizioni. Raffinata rivista di poesia di cui si stamparono i soli tre fascicoli qui presentati, sotto la direzione di Vincenzo Spasiano: anno I, numero uno, marzo 1933-XI, numero di primavera; anno I, numero due, giugno 1933, numero di estate; anno II, numero tre, gennaio 1934-XII, numero di autunno-inverno. Ogni numero è stampato a due colori su carta pesante, chiudono i numeri alcune inserzioni pubblicitarie su carta patinata. Tipograficamente molto elegante, ogni componimento è preceduto da un occhietto con autore stampato in rosso e titolo in nero. Nel secondo numero un bifoglio in carta colorata con il regolamento di un premio di poesia indetto dalla rivista. Nei tre fascicoli pubblicati troviamo un vasto panorama della poesia italiana: tra i molti poeti pubblicati, segnaliamo Bartolini, Moscardelli, Mucci, Sarfatti, Villaroel, Aleramo, Jenco, Valeri, Bigiaretti, Petroni, Cardarelli, Bernasconi, con alcuni stranieri: l’intento delle rivista non era infatti quello di dar voce a uno specifico gruppo di poeti, ma di disegnare un quadro complessivo di poesia contemporanea italiana e straniera: «queste pagine, che vedranno la luce all’inizio di ogni stagione, vogliono testimoniare soprattutto che nel nostro tempo, meccanico e tormentato, la Poesia e i Poeti esistono ancora» (dall’occhietto del primo numero). 3 voll.
Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal n. 1 del 4 settembre 1848 al n. 233 (erroneamente segnato 234) del 2 luglio 1849. Pubblicato durante la rivoluzione romana, il Don Pirlone, quotidiano di taglio satirico, ebbe un enorme successo. In copertina, il motto “Intendami chi può, ch’i m’intend’io” è una dichiarazione d’intenti contro l’ipocrisia, così come la caricatura del benpensante disegnata da Gigli a Siena nel 1711. Le 234 belle tavole litografiche (anche a piena pagina) sono anonime, per evitare di esporre i disegnatori ad inchieste e persecuzioni. Nonostante l’opposizione dell’allora ministro dell’Interno del Governo pontificio, il Don Pirlone non cessò le pubblicazioni, e anzi, con la proclamazione della Repubblica Romana nel febbraio del 1849, seguì da vicino lo sviluppo delle turbolente vicende politiche del periodo, sempre con una vena satirica e irriverente. Il 2 luglio 1849 si stampò l’ultimo numero, e il giorno successivo le truppe francesi entrarono a Roma.
Edizione originale. Collezione scompleta: tutto il pubblicato del 1944 e del 1945, numeri 17, 18, 19, 20, 27 - 28 del 1946. 1947 e 1948 non presenti. Esemplari complessivamente in ottimo stato conservati in astucci e cofanetti protettivi. Rivista di «politica, arte, scienza» fondata nel settembre del 1944 a Roma, ovvero poco dopo la Liberazione della città nel giugno dello stesso anno. Diretto dalla scrittrice e partigiana Alba De Céspedes - voce di Radio Bari da dove, con il nome di battaglia “Clorinda”, invitava alla Resistenza chiedendo, in particolare, l’attiva partecipazione delle donne - , il mensile si presentò da subito come un contenitore di interventi politici, saggi e racconti di altissimo profilo e come un luogo di rinascita culturale e civile. Seppur segnata da frequenti difficoltà economiche e organizzative, nei suoi quattro anni di vita (dal settembre 1944 al marzo-giugno 19448) «Mercurio» ospitò le parole - solo per ricordare alcuni nomi - di Moravia, Montale, Ungaretti, Vittorini, Ginzburg, Silone o ancora di Hemingway e Sartre, nonché le illustrazioni di Guttuso, Vedova, De Pisis, Carrà, Birolli, Manzù... Da segnalare i numeri speciali, a partire da quello del dicembre 1944 dedicato alle sofferenze e alla resistenza dell’Italia ancora occupata, con contributi, tra i tanti, della stessa De Céspedes, di Pratolini, Debenedetti, Natalia Ginzburg, Moravia, Montale e illustrazioni di Bartolini, Gentilini, Guttuso, Leoncillo, Scialoja. Un numero analogo comparirà nel dicembre 1945 per celebrare la lotta di Liberazione.
Tutto il pubblicato. Ottimo esemplare, fascicoli a pieni margini in barbe (gli ultimi 20 fascicoli di formato più piccolo). Raro quotidiano uscito a Venezia dal 1 Dicembre 1848 al 13 Marzo 1849 per un totale di 100 numeri. Pochi giorni prima della chiusura della testata, i redattori Canal e Piermartini, al termine del numero 96 fecero stampare una commovente e dignitosa dichiarazione di chiusura: «Il Giornale San Marco dopo la ricostruzione non potendo parlare come vorrebbe, non vuol parlare come può». Il giornale riportava le vicende di Venezia giorno per giorno negli ultimi mesi della Repubblica Veneta con posizioni nettamente antiaustriache e come promotore per un nuovo Governo democratico. Canal e Piermartini vedevano in Mazzini la figura di riferimento e nella Repubblica romana il modello di repubblica democratica. Dalle sue pagine difese l'attività dei Circoli popolari e affermò la sovranità popolare sulla dittatura. Cfr Franco Della Peruta, Il giornalismo italiano del Risorgimento dal 1847.
26 pages. Features: Girl Campers - an illustrated 3/4-page camp journal by twelve-year-old Patricia Highsmith who went on to considerable fame as a novelist later in life; She Walked on Silver; The Wayfarers; On Way to Propose; Vacationing by Motor; How to Keep Foods Fresh in the Summer; Easy-To-Make Cottons and Cool Sheers; Vacation Clothes; Lux dish soap ad features photos of Mrs. O.A. Ruse and family of Lorraine, Ohio; How to Be Fair at Forty; Nice color Betty Crocker ad on back page features brown cake with yellow icing, plus inset photo of Mrs. B.W. Taylor of 482 Townsend Ave., Columbus, Ohio. Clean and unmarked with moderate wear. A quality copy of this charming Highsmith collectible. Book
In-4 gr. (mm. 375x290), brossura editoriale telata (ang. infer. mancante), pp. IV, con 48 stupende tavole dai finissimi colori, raffiguranti abiti, accessori, cappelli, etc. a formare delle “collections d’une somptueuse richesse et d’une rare élégance”. Testo e descrizione dei modelli raffigurati, in francese, inglese e tedesco. Rara e affascinante rivista di moda francese. In questo numero - inverno 1936/1937: “the model collections for autumn and winter are held in a great variety of styles with an avalanche of interesting details to note. There are widened shoulders, fuller skirts, belts placed higher or lower following the line of the figure. Handsome reminiscences of the fashions of the Second Empire and of 1830 are to be noted. Peplums and casaques have come-again...”. Così si legge nella Prefazione. Rare e lieviss. fiorit. marginali, altrimenti esemplare ben conservato, su carta distinta.
In folio (mm. 430x285), cartonato muto coevo (dorso con mancanze). Di questo celebrato quotidiano milanese, di 4 pagg. cad. fascicolo, offriamo l’annata 1842 - pressoché completa - con 364 numeri (su 365): manca il N. 352. Esemplare con fioriture e arross. ma complessivamente in buono stato.
In-8 gr. (252x175), 12 fascicoli, brossura orig., in astuccio con custodia (cartonato moderno). Offriamo una "rara raccolta completa" di questa rivista mensile (pag. 30 cad.), fondata a Firenze nel 1911 (n. 1, gennaio) da Giovanni Papini e da Giovanni Amendola e pubblicata per un solo anno. Il fascicolo 10 è interamente dedicato a "L’Esperienza religiosa", opera prima di Giovanni Boine. “La sua esistenza fu legata, anche per i suoi collaboratori, alle vicende culturali della Firenze di quegli anni, sostanzialmente riferendosi alla problematica spiritualistica e religiosa che animava certi ‘vociani’; da Papini e Amendola, appunto, a Boine, Marrucchi, Vacca. Anche Calderoni e Vailati ne fecero parte, pur essendo estranei in qualche modo al discorso che la rivista proponeva. Del resto la breve durata della rivista e l’eterogeneità dei collaboratori - si pensi a un Amendola accanto a un Papini - testimoniano che si trattò di una esperienza contrastata”. Così Diz. Autori Italiani Contemporanei (Vallecchi, 1974), vol. I, p. 40. Solo alcune bross. e il n. 1 con fioriture, altrimenti testo ben conservato.
In-8, brossura orig. Offriamo quasi "tutto il pubblicato" di questa rivista quindicinale: sono 9 numeri in 8 fascicoli, dal n. 1 (1° maggio 1924) al n. 7 (1° agosto 1924) + 10-11 (15 settembre-1° ottobre 1924). Mancano i nn. 8/9 e 12 (ultimo numero pubblicato di questa rara e poco nota rivista letteraria). Con fioriture, principalmente alle brossure, ma certamente un buon esemplare. Fondata e diretta da Giuseppe Bottai, la testata romana si proponeva di stimolare una libera circolazione delle idee con una apertura alle letterature europee, avendo come obiettivo quello di attrarre alla politica culturale del regime anche il ceto intellettuale più ostile al fascismo. A tale scopo l’ambizioso periodico si circondò dei rappresentanti più illustri della cultura italiana di allora tra cui: Soffici (che firmò il programmatico articolo inaugurale), Pirandello, Saba, Cecchi, Savinio, Viani, Folgore, Flora, Bontempelli, Panzini, ecc. Negli appena 12 fascicoli pubblicati fecero in tempo ad uscire interventi di Ettore Lo Gatto (letteratura russa), di Ungaretti (letteratura francese), di Aurelio Palmieri (letteratura polacca), di Arturo Cromia (letteratura boema), ecc. L’impresa ebbe però vita breve (durò infatti appena 6 mesi) a causa del repentino mutamento del clima politico avvenuto in seguito al delitto Matteotti, Con lo stesso titolo “Lo Spettatore Italiano”, viene in seguito fondata a Roma una rivista mensile di carattere culturale, che uscirà regolarmente dal gennaio 1948 al dicembre 1956, diretta (dal 1952) da Elena Croce.
Fu fondata a Roma nel febbraio 1882 da F. Martini. Formato in folio, nasce nel contesto della Roma umbertina, trasormista e bizantina. Surclassata dalla Cronaca Bizantina di A. Sommaruga, si fuse con essa nel marzo1885. Collaborarono fra gli altri G. Carducci, L. Capuana, O. Guerrini. Tutto il pubblicato rilegato in un unico volume mezza tela.
Rivista fondata, diretta e redatta interamente da Ardengo Soffici. Apparsa a Firenze nel 1920. Uscirono solo quattro numeri tutti in quell'anno. Soffici dalle pagine della sua rivista faceva uscire duri articoli, spesso viscerali, contro tutto ciò che non gli andava a genio. Questi articoli, insieme ad altri, furono poi raccolti nel 1928 in un volume dal titolo «Periplo dell'arte. Richiamo all'ordine». Nella rivista apparvero anche sue xilografie originali. Collezione completa rilegata editorialmente.
Prima annata completa. Ottimo esemplare (fisiologici segni del tempo alla legatura); ex libris a timbro al frontespizio e al contropiatto posteriore («Libri Scheiwiller s.r.l.»). Quindicinale diretto da Carlo Borghi, Emilio De Marchi e per un breve periodo Tito Dugnani, poi dimissionario in favore di Ambrogio Bazzero. Il foglio continuò lungo tutto il 1877 fino al 28 giugno 1878 (dal dic. ’77 in coabitazione con la testata «Il Preludio» di T. Cremona). 24 fascicoli di 16 pagine cad., a numerazione progressiva, legati insieme in un unico volume completo di occhietto e frontespizio f.t. Fino al fascicolo I,12 (16 giu.) un’elaborata incisione di sapore romantico, con medaglione di Dante, illustra la testata; dal fascicolo del 1° luglio, essa è invece in maiuscoletto semplice. Cfr. Napoli, Intr. a «Milano visione», p. 10s. n. 8: «Il foglio va annoverato tra le voci più importanti della Scapigliatura milanese. Molti dei suoi collaboratori, seguendo un destino comune ad altri esponenti di quel movimento, all’indomani della chiusura del foglio rientrano nei ‘ranghi’. È il caso dello stesso De Marchi [presente sotto vari pseudonimi quali ‘Primo De Vecchi’ o ‘Primo De Novi’], ma anche di Fontana, Corio [notevole l’«inchiesta dedicata alla ‘Plebe di Milano’, che nell'arco di ventun puntate [dal 1° ago. ’76] avrebbe condotto il lettore nei bassifondi ancora inediti della Milano attraversata dalle prime ondate migratorie, e ‘gran mondezzaio della Lombardia’» – DBI] o Boito; altri scomparvero dall’agone letterario e altri ancora, come Bàzzero, seguirono una parabola del tutto autonoma, destinati a far parte con se stessi». DBI s.v. Borghi: «rispetto a fogli come ‘La Farfalla’ di Cletto Arrighi o al tronconiano ‘Lo Scapigliato’, si pose in posizione moderata, disposto a battersi nella direzione di un realismo capace di non lasciar coinvolgere nella polemica antiborghese l'ossequio verso gli alti ideali e verso i parametri di una sicura morale».
216x307 mm, fascicoli di paginazione varia, con brossura editoriale. Mensile culturale fascista fondato e diretto da Attilio Validi, in contatto con “Futurismo“ di Mino Somenzi (come dimostrano ’scambi’ e pubblicità che compaino nelle pagine della rivista). Nell’aprile 1933 ospita, in contemporanea se non prima dell’edizione originale nel quasi omonimo libro, il manifesto “Contro le barbe visibili e invisibili“; nel dicembre dello stesso anno il manifesto è ripreso da “Ancora... contro le barbe!“, articolo firmato “D. d. C.“, una signora che racconta della sua avversione per le barbe e in fine reclamizza il libro di Cervelli. Della stessa rivista disponiamo dei numeri dal II,11 (nov. 1932) al III,8-9, e dal III,12 al IV,3 (marzo ’34), per un totale di 11 fascicoli contenenti contributi futuristi: segnaliamo “Parole ai giovani universitari“ di Marinetti (preso proprio da “Futurismo“ di Somenzi), il profilo di “Gino Gori (pittore)“, la novella di Marinetti “Forze Diverse della Centrale Italiana“ (ma già in “Novelle colle labbra tinte“ e poi in “10 Novelle“ I,17, nov. 1932). In ottimo stato.
320 pages. Name index. Subject index. "A shortened version of the second edition (1957) of a work first published in Polish under the title 'Dziennik Hansa Franka' (Hans Frank's Diary). Frank was a Minister of the Third Reich and Governor General of those areas of Poland occupied by Nazi Germany which were not incorporated into the Reich. At the International Military Tribunal in Nuremberg for the first time in the history of the world thousands of secret documents were revealed belonging to a state in the grip of the imperialist idea of world conquest. Among those documents Hans Frank's Diary occupies one of the leading positions both on account of its contents and on account of its more than ordinary length: 11,000 typwritten pages in foolscap, making up 38 volumes. Any study of the history of the last war must include a reading of Hans Frank's Diary." - Preface. Author was a member of the Polish delegation to the International Military Tribunal at Nuremberg. Usual library markings. Above-average wear. Front hinge taped. Back hinge going. A worthy reading copy of this very important work. LASKA 316, KEHR & LANGMAID 5385. Book
Esemplare con qualche contenuta lacerazione (senza perdite), complessivamente ben conservato. Primo numero del foglio mensile ufficiale del gruppo Fluxus, «edited by George Brecht and Fluxus Editorial Council for Fluxus». Quattro pagine in folio grande piene di fotomontaggi e altre composizioni tra immagine e parola, all’insegna del più sfrenato non-sense neodada. Tra gli artisti coinvolti: George Brecht, Gyorgy Ligeti, Alison Knowles, Jackson Mac Low, David Tudor, John Cage, Emmett Williams, Dick Higgins, Robert Watts, Christo, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, Nam June Paik. Raro.
In folio (mm. 430x285), cartonato muto coevo (dorso con mancanze). Di questo celebrato quotidiano milanese, di 4 pagine cad. fascicolo, offriamo l’annata del 1841 - con 361 numeri (su 365) - mancano i nn. 1 - 2 - 25 - 242 (il n. 27 è doppio). Nato come “Gazzetta di Milano” il 1° gennaio 1816, questo importante quotidiano - voluto dalle Autorità Austriache per meglio controllare l’informazione a mezzo stampa - divenne “Gazzetta privilegiata di Milano” il 1° gennaio 1830 e mantenne questa testata fino al 18 marzo 1848. Dopo le 5 giornate di Milano riprese col titolo “Gazzetta di Milano” fino al 1875 quando terminarono le pubblicazioni. Esemplare con fioriture e arross. ma complessivamente in buono stato.
Prima edizione. Rarissimo fascicolo in ottimo stato di conservazione, leggermente brunito, con lievissime e limitate mancanze al lato inferiore del primo foglio e normali, non deturpanti abrasioni lungo le pieghe del giornale. Da segnalare 4 sottolineature a matita blu, probabilmente coeve, al primo foglio. Pubblicata per la prima volta in volume dall’editore Treves nel dicembre del 1903 all’interno di «Elettra» - secondo libro delle dannunziane «Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi» -, «Per la morte di Giovanni Segantini» inaugura nel cuore del poema - subito dopo i 3 canti “della morte e della gloria” - la sezione dominata dagli epicedi «Per la morte di Giuseppe Verdi», «Nel primo centenario della nascita di Vincenzo Bellini», «Nel primo centenario della nascita di Victor Hugo», «Per la morte di un distruttore F. N. XXV Agosto MCM» (dedicata a Nietzsche), «Per la morte di un capolavoro» e testimonia tutta l’ammirazione di D’Annunzio per la “dolce e rude” anima del grande pittore trentino «che cercava una patria nelle altezze più nude sempre più solitaria». Ma le vibranti e commosse parole del poeta tese a evocare la potenza maestosa, pura e al tempo stesso dolente dei monti tanto cari a Segantini così da evocare e fermare per sempre lo spirito dell’artista avevano già visto la luce nei giorni immediatamente successivi all’improvvisa morte del maestro divisionista e simbolista, avvenuta il 28 settembre 1899. La loro prima pubblicazione, infatti, risale all’8 ottobre dello stesso anno quando la rivista letteraria «Il Marzocco» - settimanale fondato a Firenze nel 1896 a cui lo stesso D’Annunzio aveva dato il nome in omaggio al leone simbolo della Repubblica fiorentina - dedicò l’intero numero 36 alla scomparsa del pittore. Delle quattro grandi pagine di cui si componeva il periodico tre accolsero contributi firmati dal direttore della rivista Enrico Corradini, da Angelo Conti, da Domenico Tumiati e da Vittore Grubicy, mentre la prima ospitò il solenne canto celebrativo del Vate, già posto sotto il titolo «Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi». Rarissimo fascicolo, da considerarsi a tutti gli effetti una prima edizione. Cfr. F. Masci (a cura di), «La vita e le opere di Gabriele D’Annunzio, in un indice cronologico e analitico», Danesi, Roma 1950, p. 149.
Volume appartenente alla collana caleidoscopio. Terza edizione del volume. Sovraccoperta leggermente stanca alla cima. Legatura con titoli solo al dorso in buone condizioni. Presente dedica a penna con firma dell'autore alla controguardia superiore. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine. Presenti tavole fuori testo, su carta patinata, con illustrazioni in bianco e nero, con didascalia. Numero pagine 223. USATO
Presentazione a cura di Giovanni Legnini. Volume con titoli sia al piatto superiore che al dorso, leggermente stanco alle estremità. Copertina leggermente macchiata sia ai piatti che al dorso. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine. Taglio superiore lievemente macchiato. Presente qualche illustrazione nel testo, in bianco e nero, con didascalia. Numero pagine 159. USATO