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Tutto il pubblicato (32 numeri in 28 fascicoli). Collezione in ottime condizioni. Ideata nel 1970 da Tommaso Trini Castelli — già collaboratore della rivista «Domus» e in seguito docente di Storia dell’arte moderna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Milano — «Data» si proponeva come un “database” — da qui il titolo — dei maggiori eventi italiani e internazionali di arte contemporanea, trovando il proprio terreno di partenza e il proprio orizzonte di riferimento — per quanto non esclusivi — nell’Arte Povera e nella Conceptual Art. Nei suoi sette anni di vita — con 32 uscite suddivise in 28 fascicoli dal settembre 1971 all’estate del 1978 — la rivista ha ospitato interventi di importanti critici — tra cui Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, il “padre” del movimento Arte Povera Germano Celant, Maurizio Fagiolo —, interviste agli artisti, riproduzioni fotografiche di opere e di momenti performativi, recensioni, oltre a una selezione, come già ricordato, delle migliori esposizioni in corso, presentate direttamente attraverso le locandine delle gallerie coinvolte. Da segnalare, ovviamente, le copertine, realizzate ogni volta con opere di artisti diversi: la prima celebrava l’Arte Povera con «Marmo rosa del Portogallo e seta naturale» di Luciano Fabro, mentre l’ultima utilizzava un particolare di «L’occhio della pittura» di Emilio Tadini. In mezzo, tra gli altri, opere di Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Nigro, Marisa Merz, Gianni Emilio Simonetti, Mimmo Paladino. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 278.
187943501Paris Aux Bureau du Journal 1879-88. 4to. Bound in 29 uniform contemp. hcalf. Spines gilt and with gilt lettering.Top of spine on 3 vols. with wear. A nick to spine on 2 vols. 4 vols. with some wear to spines. A few vols. slightly rubbed. Internally fine. More than 14000 pp. Profusely illustrated with fine woodcuts in the text. The work is known for its fine executed illustrations of machinary and apparatus. <br/><br/><em>This is the first journal entirely devoted to theory of light and electricity in its practical applications documenting the early history of Telegraphy and Telephony. It describes and depicts the new inventions of electrical apparatus used in industries and communications. It describes the installments of telegraphy in Amerika as well as in Europe. It describes arch-lamps Eddison-lamps the Telephoneworks of Gray Edison Bell and others the introduction of electric lightening in houses and towns applications of electricity to railways electro-motors and dynamoes electromagnetism microphones etc. etc. It contains importent papers on the theory of electricity and magnetism as well.- Weaver Cat.of the Wheeler Gift No. 5919. </em> unknown
187943501Paris, Aux Bureau du Journal, 1879-88. 4to. Bound in 29 uniform contemp. hcalf. Spines gilt and with gilt lettering.Top of spine on 3 vols. with wear. A nick to spine on 2 vols. 4 vols. with some wear to spines. A few vols. slightly rubbed. Internally fine. More than 14000 pp. Profusely illustrated with fine woodcuts in the text. The work is known for its fine executed illustrations of machinary and apparatus.
115206aaf1941 - 2014, in-4to, je 12 Heften pro Jahrgang / 12 fascicules par année/ 12 issues each year, illustrierte Original-Broschüre / ill. wrappers / brochures ilustrées.
66447aaf1874-91, in-4to, revue richement illustrée, rousseurs par ci par là, reliure en d.-cuir / d.-parchemin avec couv. orig. montée / Un vol en percaline rouge avec grande plaque dorée.
29779aafJosef Gassmann, 1788-1834, kl. in-8°, 30 Jge. in teils identischen Pappbänden , 1 Jg. nicht gebunden.
In-folio. 7 carte, 144 pp., 3 cc. (tavola ripiegata con Plani Villae Adrianae), 145-263 pp., 5 cc. Antiporta incisa da Romeyn de Hooghe, ritratto in rame di papa Clemente X, 25 tavole in rame (di cui 15 ripiegate) e 20 incisioni n.t. Qualche fioritura sparsa; Piena pergamena coeva con medaglione centrale e impressioni a freddo sui piatti, decorazioni al dorso. Qualche leggero difetto alle cerniere. Bibliografia: Caillet II, 5777.
Edizione originale. Rara collezione completa (10 volumi). Esemplari in ottime condizioni con rare e normali abrasioni ai piatti (da segnalare solo fioritura al piatto del X volume). Carte pulite con qualche occasionale fioritura. Rarissima collezione completa di «Novissima» “albo d’arti e lettere” ideato e fondato da Edoardo De Fonseca tra il 1900 – anno in cui diede vita a Milano alla Società Editrice di Novissima - e il 1901, anno di pubblicazione del primo volume di questa bellissima – e unica nel suo genere – rivista dedicata alla letteratura, all’arte e all’illustrazione. Contraddistinta da una grafica curata e riccamente liberty, al suo interno «Novissima» raccoglieva testi e componimenti poetici di autori importanti (tra i molti, De Amicis, Pirandello, Pascoli, D’Annunzio), rubriche di teatro, musica e moda, inserzioni pubblicitarie ma, soprattutto, illustrazioni e tavole stampate su carte di tipo diverso. Bompard, Majani, Terzi, Dudovich, Kienerk sono solo alcuni degli illustratori che De Fonseca chiamò a sé per collaborare stabilmente al periodico annuale e per firmare le copertine, piccoli gioielli d’Art Nouveau. Nel dettaglio, «Novissima» si presentò con la copertina del 1901 - raffigurante una giovane donna tra i rami di ciliegio - firmata da Aleardo Terzi; nel 1902 con l’illustrazione di Antonio Rizzi; nel 1903 con l’elegante creazione dello scultore Edoardo Rubino, a metà tra bassorilievo e cammeo; nel 1904 con la grafica del notissimo cartellonista Marcello Dudovich; nel 1905, il piatto anteriore è affidato ad Augusto Majani, mentre nel 1906 nuovamente ad Aleardo Terzi; nel 1907, in un numero che affronta i temi emersi all’Esposizione Internazionale di Milano dell’anno precedente, la copertina - che ritrae un uomo intento a innaffiare un melograno - è di Duilio Cambellotti; nel 1908 il tema femminile è invece sviluppato da Giovanni Mataloni; nel 1909 è la volta di Alfredo Baruffi, a cui viene affidata anche l’illustrazione dell’intero volume, mentre nel 1910 la pubblicazione si congeda con la copertina di Umberto Bottazzi. Tra i contributi artistici accolti all’interno dei numeri, non si può non segnalare quantomeno la presenza di un’opera di Giacomo Balla nel volume del 1904. Perfettamente in linea con i tempi, l’esperienza di «Novissima» si concluse nel 1910 al mutare del gusto artistico e del clima culturale, rimanendo tuttavia una splendida testimonianza dello spirito a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, così sospeso, onirico e borghesemente languido. 10 voll.
191258474[London, Cambridge University Press, 1912]. Gr.-8°. S. (425-)460, Späterer OKart.-Bd.
282 pages. Handsome bright gilt decoration upon front board. Gilt lettering upon backstrip clearly legible excepting a chip affecting three characters. Loss from top of backstrip. Prior owner's signature inside front board else unmarked. Narrow opening along back hinge. Average external wear. Additional photos available upon request. Book
1964LL 638<p><strong><em>"Cuadernos del Ciclo de arte de hoy: Bosch Llucia Mensa Pellsjo Amelia Riera Valbuena.</em></strong> "</p><p>Folio; 7 vols. ALL PUBLISHED. Unbound as issued. With texts by Vicente Aguilera Cerni and Carlos Vivo among others; with original work in each issue; folders with loose sheets; Continuous pagination.</p><p>COMPLETE RUN OF THIS PRACTICALLY UNKNOWN CATALAN MODERN ART PERIODICAL. ALL ISSUES CONTAIN ORIGINAL ART BY DIFFERENT ARTISTS MAKING EACH ISSUE A UNIQUE COPY: Contents: 1. works by ALL participating artists; 2. with 1 work by Bosch; 3. with 1 work by Llucia; 4. with 1 work by Mensa; 5. with 1 work by Owe Pellsjo; 6. with 1 work by Amelia Riera; 7. with 1 work by Valbuena.</p><p><u>Collaborating artists</u>: Bosch i Cruanas Lluis 1929; Llucia Joaquim 1929-1973; Mensa Carlos 1936-1982; Pellsjo Owe 1937; Riera Amelia 1928-2019; Valbuena Francisco; Bosch i Cruañas LluiÌs 1929; LluciaÌ€ Joaquim 1929-1973; Mensa Carlos 1936-1982; Pellsjö Owe 1937; Riera AmeÌ€lia 1928-2019.</p><p>Issue # 1 contains original illustrations by all six of the founding artist collective members: LluÃs Bosch i Cruañas Joaquim Lluciá Carlos Mensa Owe Pellsjö Amèlia Riera and Francisco Valbuena. <u>Accompanying the illustrations are statements about art and form</u> which the collective has associated with six Modernist masters Pablo Picasso Emil Nolde Paul Klee Vasily Kandinsky Piet Mondrian and Wilhelm Lehmbruck. Also in this issue are statements and poems by other Catalan artists.</p><p><strong>EXTREMELY RARE AS WE FIND ONLY ISSUE # 1 ONLY AT MoMA AND NO OTHER COPIES IN LIBRARIES IN THE US</strong>.</p><p># WolrdCat US Libraries: No copies</p> Graficas El Tinell
186337167Natchez Miss. 1863. Elephant Folio broadsheet 18" x 24." Each page printed in seven columns on dark blue-green "necessity paper." Old folds minor wear Very Good plus.<br/><br/> The Natchez Weekly Courier begun in 1848 ceased publication in 1870 when it merged with the Natchez Weekly Democrat. The Courier's publisher was William R. Adams. <br/> Printed on green "necessity paper" its War content is unusually rich. The middle of the first page prints and discusses "Butler's Order" of 15 May 1862 commenting on "the unparalleled order of Gen. Butler subjecting the women of New Orleans to insults and outrage by the soldiery under his command. The order will shock every person of the least refinement of decency." His "Proclamation" orders that "when any female shall by word gesture or movement insult or show contempt for any officer or soldier of the United States SHE SHALL BE REGARDED AND HELD LIABLE TO BE TREATED AS A WOMAN OF THE TOWN PLYING HER AVOCATION" capital letters in italics in original. A nine-stanza poem immortalizes Butler's abomination.<br/> Additional war news includes a long story on "The Fall of New Orleans" T.J. Jackson's progress in the Valley of Virginia "Stonewall Jackson is within twenty-five miles of the capitol." The roll of officers and privates of the Bingaman Rangers of Adams County Natchez is printed; military activities in Richmond Savannah Williamsport Jackson again with the support of "10000 Marylanders". Distressing news that "Jere. Clemens late Major-General of the Alabama militia has turned traitor. We can hardly believe that Jere would be guilty of such monstrous baseness. unknown books
1969c2305150105xbvkBerlin, überwiegend 1961-1969, minimal auch 2. Hälfte 50er bzw. Anfang 70er Jahre. Insgesamt etwas über 1.500 Original-Fotografien, meist 2 oder 3 meist (seltener 1 oder 4) einseitig auf schwarzen Kartons (meist lose in transparente Fotoecken gesteckt), ausserdem wenige Fotos von Hilfsmittel-Konstruktionszeichnungen und einige Typoskriptblätter zu deren Detailbeschreibung. - Die insgesamt ca. 500 gelochten Trägerkartons befinden sich in 8 grossen Leitz-Ordnern mit handschriftlichen Rückentiteln wie 'Fotos - Dysmelien - u.a.', 'Fotos - Hilfsmittel - Dysmelien' oder 'Fotos - Dysmeliehaus - Jan. 1969'; die Ordner überwiegend alphabetisch nach den Namen der abgebildeten Kinder sortiert.
Collezione completa. Straordinario set a fascicoli sciolti in parte intonsi nell’originale astuccio floscio con grande xilografia al piatto e titolo: «CALENDARIO DELL’ANNO SCORSO E AVVENIRE». (Sfrangiature e lacerazioni all’astuccio, senza perdite; colori evaniti e uniforme brunitura; per il resto in ottimo stato.) Mensile, pubblicato dal marzo al gennaio-maggio 1924 con cadenza regolare; doppi i numeri 8/9 (ottobre-novembre) e 11/12, ultimo pubblicato, che addirittura coprirebbe i primi cinque mesi dell’anno nuovo, per un totale di 12 numeri in 10 fascicoli. Pubblicato a spese del trittico dei redattori, all’epoca ventenni, che poi sono anche gli unici collaboratori insieme con Enzo Pregno (aggiunto in copertina solo con l’ultima uscita), e venduto in proprio senza distribuzione. La copertina, stampata su fondo colorato diverso per ogni uscita, (utilizzando una tecnica peculiare che potrebbe essere pochoir e che difficilmente resiste al tempo), reca una filastrocca o un motto popolare legato al mese, come «Marzo asciutto, gran per tutto | Marzo molle, lin per le donne». -- Elegantissima, recupera le esperienze grafiche preraffaelite di primo Novecento attraverso il punto di vista strapaesano; responsabile della grafica è Piero Bargellini, che impagina in sezione aurea con amplissimo margine esterno e basso. Nel numero 2 una tavola incisa siglata «e.p. [ma p.p., Pietro Parigi]»; xilografia del Parigi anche nei nn. 6 e 7. -- Preziosa la copertina che racchiude tutti i fascicoli, interamente stampata in nero anche al dorso: in bianca due xilografie di Parigi; in volta sommario della rivista diviso per rubriche, e continuazione dell’editoriale di congedo del’ultimo fascicolo. Hermet, La ventura delle riviste, pp. [341]-352 10 voll.
128 numeri, oltre ai 38 numeri di Supplemento e i 9 numeri contenenti gli atti ufficiali del Governo provvisorio e gli avvisi: tutto il pubblicato, legato in mezza pelle bordeux con custodia. legata in piena pelle rossa moderna con custodia. Diretto da Carlo Tenca, il giornale si pubblicò dal 25 marzo 1848 al 3 agosto dello stesso anno con il rientro degli austriaci a Milano. Tra i collaboratori: C. Correnti, C. Tenca, T. Massarani, T. Grossi. Nei pochi mesi compresi tra le Cinque giornate e il ritorno degli austriaci i giornali furono il principale strumento della vita politica e il “22 Marzo” assunse il carattere di Giornale del Governo Provvisorio. Nelle sue prime settimane di vita, quando ancora gli entusiasmi della vittoria velarono le ragioni di contrasto politico, il foglio ebbe un carattere unitario, in conformità al decreto istitutivo. Ad assicurare questo tono di obiettività contribuì Carlo Tenca, il direttore redazionale del giornale. Una modificazione radicale negli orientamenti del “22 Marzo” si verificò agli inizi di maggio, in relazione alla scelta del Governo provvisorio a favore dell’annessione immediata al Piemonte e alla conseguente decisione di decretare, il 12 maggio, il plebiscito per la fusione: da allora il foglio si impegnò in un’assidua campagna a favore dell’annessione con il Regno Sabaudo che provocò l’uscita di scena di Carlo Tenca dalla redazione sostituito da G. Torelli, decisamente a favore dell’annessione. Ottimo esemplare legato in mezza pelle rossa, cofanetto.
Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal numero 1 del 10 febbraio 1949, al numero 10 del 10 marzo 1966; le annate sono rilegate in mezza tela con titoli ai dorsi. Ottime condizioni. Formato giornale (cm. 36 x 65) pagine varianti da 12 a 20. Settimanale. Giornale politico, economico, letterario e culturale forse il più prestigioso del dopoguerra. Diretto da Mario Pannunzio alla cui scuola si sono formate generazioni di brillanti giornalisti. Notevoli le firme: Croce, Montale, Raimondi, Rodotà, Pavolini, Salvadori, Cederna, Arbasino, Falconi, Musatti, Moravia, Monelli, Rea, Silone, Flaiano con le sue rubriche di cinema, Tobino, Jemolo, Landolfi, Comisso, Brancati. La grafica, le fotografie, il taglio da rotocalco, deve tanto all’ Omnibus di Longanesi al quale lo stesso Pannunzio, con Maccari ed altri del "Mondo" collaborarono attivamente. I bellissimi e pungenti disegni di Mino Maccari e Amerigo Bartoli hanno accompagnato tutta la vita del giornale, con gustosi riferimenti a scene politiche e borghesi.
STLB0079Wien, Vlg. d. Ersten Wiener Volksbuchhdlg. gr.-4°, mit zahlr., tls. farb. Abb., HLn. d. Zt., berieben, Kanten berieben, Ecken leicht bestoß., Buchblock des 1. Bandes lose, sonst insges. guter Zustand. Dietzel-Hügel 1191. Unter diesem Titel als Nachfolge bzw. Vorläuferzeitschrift der "Glühlichter" zwischen 1896 u. 1910 erschienen. Das illustrierte sozialdemokratische Satireblatt richtete seine Polemiken vor allem gegen Lueger und die Christlichsozialen, aber auch gegen Adel u. Klerus. - So komplett höchst selten.
19294393Pas de couverture 1ère Édition Mermod 1929 Lausanne 23x15,5 cm (plié)
189911386AB1899. 12 volumes. Paris Levy 1899 - 1913. 29 : 215 cm. Richly illustated with many partly coloured plates. Original half-cloth. Important French arts periodical on modern art and architecture with many partly half tone plates on architecture decorative arts painting graphic design sculpture furniture textiles gardens etc. The present volumes covering mainly the art nouveau period. The illustrationas are by Walter Crane Eugene Grasset Alphonse Mucha William Nicholson Auguste Rodin Theo van Rysselkberghe Carlos Schwabe M.P. Verneuil. Present are the following volumes: V. Janvier-Juin 1899 - VII. Janvier-Juin 1900 - VIII. Juillet-Décembre 1900 - IX. Janvier-Juin 1901 XIII. Janvier-Juin 1903 - XVII. Janvier-Juin 1905 missing page 59/60 and 173-176 - XX. Juillet-Decembre 1906 missing pages 141-172 - XXV. Janvier-Juin 1909 - XXVI. Juillet-Décembre 1909 missing page 1/2 and 37-69 - XXVIII. Juillet-Décembre 1910 missing page 115-120 and 143/144 - XXXII. Juillet-Décembre 1912 missing page 17-20 - XXXIII. Janvier-Juin 1913 missing page 177/178. - Also some pages and plates are missing it is still an extensive overview of the arts movements in Europe and overseas containing articles and illustrations of the most important artists of that time. - Binding a bit rubbed some pages in two volumes with menor tears otherwise a good copy. hardcover
193042139Kiev: Katedr far Yidisher Kultur ba der Ukr. Visnshaftl. Akademye Filologishe Sektsye 1930. Paper Wrappers. 1st edition. Original printed publisher’s color paper wrappers 4to large ca 72-116 columns ca 36-58 pages per issue. 28 cm. In Yiddish. Title translates roughly as “The Yiddish Language.†Succeeded in 1931 by “Afn shprakhfront.â€Di Yidishe Shprakh was a “Yiddish linguistic journal published in Kiev from 1927 to 1930. A bimonthly journal Di yidishe shprakh The Yiddish Language was published by the cooperative publishing house Kultur-lige and was the main philological publication of the Kiev Yiddish academic center. Its editor was the veteran Yiddishist Nokhem Shtif a founder of YIVO who had returned to Kiev from Germany in 1926. The journal’s inaugural issue March–April 1927 was published under the auspices of the Central Yiddish Bureau of the Ukrainian Commissariat for Education. With the next issue Di yidishe shprakh was an organ of the Chair and from July to October 1929 it was an organ of the Institute for Jewish later Proletarian Jewish Culture at the Ukrainian Academy of Sciences. Initially defined as a 'journal for practical Yiddish linguistics' from May to June 1927 it appeared as simply a 'journal for Yiddish linguistics. 'Shtif distinguished three language registers: the vernacular of the old generation partly represented in the works of Sholem Aleichem and predecessors; the highbrow language of modern writers such as Dovid Bergelson; and the contemporary 'culture language' most notably of the press. Although Shtif sought to target speakers of the mass 'culture language' the journal’s circulation hovered around 500 copies read mainly by Yiddish teachers.Apart from Shtif who published articles on various language-planning problems the most active contributors to Di yidishe shprakh were Ber Slutski Ayzik Zaretski Elye Falkovitsh Lipe Reznik and Shimen Dobin. In early 1929 Moscow literary critic Aron Gurshteyn criticized the journal for its purist approach to language planning. In the July–October 1929 issue Shtif published his article 'Di sotsyale diferentsiatsye in yidish' The Social Differentiation in Yiddish heralding an intensification of Soviet linguists’ anti-Hebraist campaign. That issue of Di yidishe shprakh adopted completely reformed Soviet spelling omitting for example final consonant letters.Although the last—twenty-fifth—issue of the journal was dated November–December 1930 it included materials from the First All-Union Yiddish Language Conference convened in Kiev from 8 to 13 February 1931 that issue is present here. Published under the imprint of the Central Publishing House this issue also signaled the demise of the remaining vestiges of the Kiev Kultur-lige. Yoysef Liberberg’s article 'Far parteyishkayt in der yidisher visnshaft-arbet' For a Party Approach to Yiddish Linguistics marked a full break with YIVO scholars particularly with YIVO director Max Weinreich whom Liberberg ridiculed for presenting Yiddish as an emanation of the Ashkenazic Jews’ soul. The Yiddish Language Conference decided to change the name of the journal. Between 1931 and 1939 it appeared sporadically under the title Afn shprakhfront On the Language Front reflecting its new more aggressive and politically charged approach' Gennady Estraikh in YIVO Encyclopedia of Jews in Eastern Europe 2010. For more see David Shneer “Yiddish and the Creation of Soviet Jewish Culture 1918–1930†Cambridge and New York 2004. SUBJECTS: Yiddish language -- Periodicals. Title also listed on covers in Russian “Ievreis'ka Mova†and German “Jiddische Sprachâ€. OCLC: 22840298. Most holdings in OCLC appear to be fragmentary. Covers are browning and fragile as expected but are otherwise very well preserved with very little edgewear. Internal text pages are also toning but remain relatively strong as pulp paper. Very important journal scarce in this degree of completeness Note that Estraikh suggests a circulation of only 500!. B YID-43-5-E. Kiev: Katedr far Yidisher Kultur ba der Ukr. Visnshaftl. Akademye, Filologishe Sektsye unknown
115124A Paris, chez Baudouin, Imprimeur de l'Assemblée nationale/De l'Imprimerie du Journal des décrets, [1789-1794], 26 volumes in-8 de 125x205 mm environ, de 200 à 600 pages par volume (environ 14 330 pages au total), Septembre 1791 en deux parties, pagination continue pour les volumes Août et Septembre 1793, 29 tableaux dépliants. Demi-basane havane mouchetée et papier à la colle rose, dos à faux-nerfs, titres et tomaisons dorés sur pièces de cuir rouge, tranches mouchetées, gardes blanches. Coiffes émoussées comme habituellement, griffures et décolorations sur les plats, pages de titres tamponnées, de nombreux feuillets répétés, quelques rousseurs, page de titre et d'avertissement déchirées au volume de Février 1791, travail de vers sur le volume Mars-Avril 1792, un volume avec des mouillures, sinon bon état général. Rare ensemble.
Collezione completa. Straordinaria collezione in ottime condizioni di conservazione; la maggior parte dei fascicoli (25 su 29 usciti in totale) nella tiratura di testa (I: uno dei 1400 su Alpha; — II-IV: uno dei 150 su Lafuma; — V-XXIV: n. 73/100 su Hollande van Gelder; — XXV-XXVIII: n. 72/100 su Hollande van Gelder; — XXIX: n. 22/100 su Hollande van Gelder), nelle loro brossure originali, in barbe, spesso a fogli chiusi. Conservati inoltre: una ventina di schede bibliografiche editoriali originali, diverse tra loro, contenenti le informazioni di abbonamento e gli indici degli ultimi quattro fascicoli usciti; una lettera circolare per abbonamento; un bifolio di réclame di altre riviste letterarie; il fascicolo di «Index des années 1924-1928». Marguerite Chapin arriva a Parigi all’inizio del Novecento, per studiare canto. Lì conosce e sposa Roffredo Caetani, Principe di Bassiano, rampollo di una delle più antiche famiglie dell’aristocrazia romana e talentuoso musicista. Nella loro villa a Versailles (Villa Romaine) prende a riunirsi un circolo di intellettuali e poeti tra i quali spiccano Jean Paulhan, Saint-John Perse e Paul Valéry. Quest’ultimo una domenica propone: «Porquoi ne continuerons-nous pas nos réunions en publiant, en revue, nos dialogues? Comme titre, je suggère “Commerce”, commerce des idées» (cit. in J.L. Brown in «Books Abroad» 47:2, 1973: 307). Valéry viene affiancato da Léon-Paul Fargue e Valery Larbaud; Paulhan, che lavorava nella redazione della «N.R.F.», fornirà un ampio bacino di opere a cui attingere, mentre Saint-John Perse sarà il principale consulente per la poesia. -- La rivista si pubblicò in uno splendido formato quaderno, su carte di pregio in barbe, con impaginazione aurea ed elegantissima, in tiratura numerata in tre serie varianti secondo il più raffinato gusto francese. I primi quattro volumi, che coprono il periodo 1924-1925, impostano subito il tono della rivista, che pubblicò principalmente opere originali, accanto a brillanti ripescaggi e raffinate traduzioni d’autore che introdussero per la prima volta in francese testi precedentemente non disponibili. Nel primo volume la scena è dominata dall’anteprima assoluta di alcuni «Fragments» della mitica traduzione Larbaud / Morel dell’«Ulysses», la prima mai realizzata in qualsiasi lingua. Nel secondo volume si trovano le poesie di Rainer Maria Rilke — scelto come referente della rivista per l’area germanofona fino alla prematura morte alla fine del 1926 — e «Une vague de rêve» di Louis Aragon, primo dei surrealisti a comparire sulle pagine di una rivista che, seppure di diversa area, non mancò mai di offrire adeguato spazio alla qualità delle varie correnti dell’intellettualità contemporanea europea. -- Il terzo volume è destinato all’esordio di T.S. Eliot sulle pagine della rivista, alla quale il maggiore poeta anglofono del Novecento riserverà l’edizione originale di alcune delle sue migliori creazioni del periodo 1929-1930: qui la prima parte del celebre «The Hollow Men» (Gallup Cl58, apparirà in libro in forma completa l’anno successivo); nei volumi 15 (primavera 1928) e 21 (autunno 1929) è la volta delle edizioni originali di «Ash Wednesday» parte I (Perch’io non spero…, Gallup C253) e parte III (Som de l’Escalina, Gallup C294), pubblicate in libro nel marzo 1930; infine nel volume 29 e ultimo (inverno 1929) appare per la prima volta a stampa «Difficulties of a Stateman» (Gallup C327), raccolto in libro solo nel 1936. Oltre a Eliot, sulle pagine di «Commerce» si trovano le poesie originali di Archibald MacLeish (vol. 5, autunno 1925, «Train-Stop», «Night» e «Pastoral»; vol. 12, estate 1927, «Return» e «Gobi»), «Felling a Tree» di Thomas Hardy nel volume 14, inverno 1927 (poi pubblicata come «Throwing a Tree» nel postumo «Winter Words», 1928: lo scrittore sarebbe morto nel gennaio ’28), Roy Campbell nel numero 18, inverno 1928 («The Gum Tree» e «The Palm»), e in traduzione francese un’anteprima del tutto inedita di «To the Lighthouse» di Virginia Woolf («Time Passes», volume 10, inverno 1926, tradotto da Charles Mauron: è la prima volta di Woolf in francese) e uno dei più bei racconti di William Faulkner, «A Rose for Emily», appena uscito nella raccolta «These Thirteen», settembre 1931, e tradotto nell’ultimo numero di «Commerce» da Maurice-Edgar Coindreau. -- Stupisce nel quarto volume l’apertura dedicata alla poesia visuale di Paul Claudel «Vieillard sur le Mont Omi», impaginata su un foglio 345 x 500 mm più volte ripiegato, «dont la mise en page est tout à fait originale dans l’histoire des formes du texte visuel des années 20 et du XXe siècle en général. Entre poème et recueil, entre affiche et codex, mais aussi entre avant-garde et influence extrême-orientale, le “Vieillard sur le Mont Omi” est un object aux contours changeants qui, certainement de ce fait, a été ignoré par les spécialistes du texte spatialisé français» (S. Lesiewicz in Bulletin de la Société Paul Claudel no. 219, 2016: 11). Ma il quarto volume è consacrato soprattutto a una corposa anteprima di quello che sarà il secondo libro di versi di Giuseppe Ungaretti, «Sentimento del tempo»: «Appunti per una poesia», sezione poetica poi continuata nel volume 12 (estate 1927). E ancora Ungaretti tradurrà per «Commerce» i «Pensieri» di Leopardi (vol. 14) mentre Crémieux aveva tradotto tre liriche leopardiane proprio nel volume quarto (L’infinito; Sabato del villaggio; A se stesso), a suggerire una stretta parentela tra il più grande poeta italiano dell’Ottocento e uno dei maggiori poeti novecenteschi. -- I 29 volumi di «Commerce» ospitano numerose altre primizie, quali la prima edizione francese delle conferenze “greche” di Nietzsche, in tedesco (Das griechische Musikdrama, vol. 10; Sokrates und die Tragödie, vol. 12) con traduzione a specchio di Jean Paulhan; poesie di Osip Mandelstam e Boris Pasternak (e sono le prime traduzioni in altra lingua tout court); l’esordio di Jean Giono «Colline»; l’«Œdipe» di André Gide; «Erstes Leid» di Franz Kafka; i «Poèmes de Morven le Gaëlique» di Max Jacob, unica edizione in vita; i «Fragments d’un journal d’enfer» di Antonin Artaud; «Le Jeune européen» di Pierre Drieu La Rochelle; i numerosi capolavori di Paul Valéry (tra cui le sue traduzioni dei «Marginalia» di Edgar Poe), Saint-John Perse, Jean Paulhan e Valery Larbaud. Levie, La rivista “Commerce” (Roma 1985); Ead. et al. (curr.), La rivista “Commerce” e Marguerite Caetani, I-V(Roma 2012-2016); Fiorani e Tortora (curr.), Il Novecento di Marguerite Caetani (Roma 2017) 29 voll.
Collezione completa. Il primo numero apparve in occasione della mostra « II Gesto » organizzata dai Nucleari in collaborazione con il gruppo « Phases ») alla Galleria Schettini di Milano e inaugurata il 18 giugno 1955 (opere di Alechinsky, Baj, Berlini, Joe Colombo, Colucci, Corneille, Dangelo, Dova, Ernst, Fontana, Jorn, Matta, Merita, Saura, eccetera). Il primo numero (con una scultura di Ernst riprodotta in copertina) recava testi di Dal Fabbro, Sanesi, Jaguer, Izima, Dangelo, due litografie fuori testo di Fontana e Joe Colombo e trentasette riproduzioni. 4 fascicoli
190469Paris, Imprimerie de Le Normant, 1800-1815 3785 livraisons en 21 vol. in-folio, pagination multiple, texte sur deux colonnes, cartonnage d'attente de papier bleu (reliure de l'époque). Manquent certains dos.
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1937 al 1947 (36 numeri più il volume speciale fuori serie dedicato a D’Annunzio del 1939). Contiene i numeri 26, 27, 28, 29 e 31 con la prima versione completa del «Pasticciaccio» di Gadda, pubblicato a puntate sulla rivista nel 1946. Tutti i fascicoli sono in ottime condizioni (normali segni d’usura alle brossure). “Letteratura” è un trimestrale che comincia nel gennaio 1937 e prosegue con regolarità — fascicoli di 160/180 pagine circa — fino al 1942, quando la guerra comincia a farsi sentire: escono solo tre numeri quell’anno, e solo due nel 1943, prima della pausa definitiva; i fascicoli dal 1941 al ’43 presentano inoltre un numero di pagine leggermente ridotto. Le pubblicazioni riprendono nel 1946, con cadenza però bimestrale, salutando i Fratelli Parenti, «suoi coraggiosi editori», e aprendo le edizioni di «Letteratura»: si pubblicarono ancora dieci fascicoli (con il numero 35 che copre quattro mesi e il 36 che chiude a fine 1947) mantenendo inalterato l’aspetto e, compatibilmente con le difficoltà del periodo, la qualità. La numerazione prosegue senza interruzioni tra le varie annualità, facilitando il compito di collazione; i numeri sono 36 ma i volumi 37 poiché bisogna contare il numero dannunziano fuori serie. -- Alessandro Bonsanti (1904-1984) si era formato nella redazione di “Solaria”, fondata dal suo buon amico Alberto Carocci, della quale fu condirettore dal 1930 fino al 1933. Sulle colonne di Solaria avevano pubblicato un po’ tutti gli scrittori italiani, ma nello specifico le edizioni della rivista avevano dato voce per prime ad autori del calibro di Salvatore Quasimodo, Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Virgilio Giotti (per limitarsi ai maggiori): conclusa quell’esperienza, e con quell’amplissimo bagaglio di contatti tra la migliore intellettualità letteraria italiana dell’epoca, a partire dal gennaio 1937 Bonsanti seppe dar vita a un corposo trimestrale letterario in veste sobria quanto rigorosa. Ciascun numero è un concentrato delle migliori firme, che consegnano alla rivista la loro migliore produzione originale. Sfogliando i corposi indici dei fascicoli si susseguono senza soluzione di continuità i nomi di Carlo Emilio Gadda, Gianfranco Contini, Enrico Falqui, Mario La Cava, Eugenio Montale, Tommaso Landolfi, Luigi Bartolini, Elio Vittorini, Carlo Bo, Luigi Berti, Giovanni Comisso, Alberto Moravia, Natalia Levi (Ginzburg), Sergio Solmi, Antonio Delfini, Mario Praz, Salvatore Quasimodo, Mario Luzi, Alfonso Gatto, Giorgio Bassani, Umberto Saba, Virgilio Giotti, Vasco Pratolini, Alessandro Parronchi, Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Leonardo Sinisgalli, Vittorio Sereni, Luciano Anceschi, Franco Fortini... (per tacere i nomi di svariati ‘minori’ che qui si escludono per necessaria economia). In pratica il «Chi è?» della letteratura italiana contemporanea degli anni ’40, o — per fare un paragone che suonerà familiare ai bibliofili — come sfogliare l’elenco dei nomi del repertorio Gambetti e Vezzosi. L’esempio di Carlo Emilio Gadda è forse il più adeguato a rendere la ricchezza, qualitativa ma anche quantitativa, dei contenuti di “Letteratura”: uno scrittore notoriamente così reticente come il gran lombardo nell’arco dei dieci anni scarsi di durata della rivista consegna a Bonsanti due romanzi a puntate (sette e cinque «tratti» della «Cognizione del dolore» e del «Pasticciaccio») e quattro prose: «Meditazione breve - circa il dire e il fare», «Postille a un analisi stilistica», «Quattro figlie ebbe e ciascuna regina», «Un “Concerto di 120 professori”». Con una regolarità, non interrotta nemmeno dalla guerra — alla riapertura nel 1946 è la volta del «Pasticciaccio» — che pensando a Gadda suona quasi miracolosa. Ma all’esempio gaddiano se ne potrebbero aggiungere quasi altrettanti per ogni autore succitato, e ci limitiamo allora a qualche flash come «Il mar delle Blatte» di Tommaso Landolfi, «Conversazione in Sicilia» di Elio Vittorini (pure a puntate), i «Lirici greci» di Salvatore Quasimodo; tutte opere in rigorosissima anteprima, colte nel momento del loro farsi. L’attenzione spazia su tutto l’arco delle letterature straniere, sulla storia della letteratura italiana contemporanea (con l’avvio della riflessione sulle riviste letterarie “La Voce” e “La Ronda”»), sulla letteratura moderna e antica; di grande valore (e particolarmente raro) il numero monografico fuori serie dedicato nel marzo 1939 a Gabriele D’Annunzio pareggiato nel dopoguerra dal monografico su Marcel Proust, numero 36 e ultimo della serie storica. Paola Gaddo, voce CIRCE (con amplia bibliografia); Sebastiani, Letteratura 1937-1947: indici (Milano 1991) 37 volumi