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La Charité-sur-Loire, Editions Delayance, 1969. Une plaquette brochée de format in 8° carré de 74 pp.; nombreux dessins en rouge de Léon Martin. Exemplaire N°121/500. Comme neuf. Peu commun.
In 4, pp. 97-111 + (1b). Esemplare privo di legatura all'origine. Estratto dagli Atti e memorie delle RR deputazioni di Storia Patria per le province modenesi e parmensi. Saggio relativo ai pittori Francesco e Simone Moschini chimati da Ottavio Farnese a Parma per i lavori presso il Palazzetto e il Giardino della citta'.
Simone Weil La condizione operaia. , CDE Club degli editori 1965, Libro usato in buone condizioni, Pagine ingiallite lievemente. Tagli regolari impolverati, Copertina flessibile cartonata con segni d'uso, sporca lievemente Buono (Good) . <br> <br> <br> 287<br>
Pianeta n. 45, marzo/aprile 1972. Periodico bimestrale fondato da Louis Pauwels. Contiene numerose illustrazioni. Libro in buone condizioni. Non ci sono strappi o scritte al suo interno. Spedizioni tracciabili con raccomandata in tutta Italia entro 24 ore dall'ordine. First italian edition, first printing. Soft cover in good conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
Il volume raccoglie interventi di studiosi di livello internazionale che si sono confrontati sul rapporto tra "Persona e impersonale", così centrale nella filosofia di Simone Weil, ma sinora non adeguatamente approfondito. L'accento sull'impersonale prende le distanze da quegli egocentrismi di tipo idealista, personalista, esistenzialista, nietzschiano, nichilista, che distorcono la visione della realtà e impediscono di mirare alla verità. L'impersonale è la barriera weiliana contro l'idolatria e svolge un ruolo di disincanto rispetto all'ottimismo delle fedi nei partiti, nella rivoluzione, nel progresso e nella scienza, come pure rispetto a quel cristianesimo ingenuo e confessionale che si contrappone sic et simpliciter all'ateismo illuminista. Grazie all'impersonale il pensiero di Simone, ancora dopo cento anni dalla nascita, si mantiene libero e attento, sempre pronto a riconoscere e accogliere la grazia che viene da "altrove". L'impersonale illumina l'essere stesso come la luce ed è quanto di più impersonalmente personale si possa immaginare. Un pensiero controcorrente quello della Weil, il più delle volte affidato ad aforismi che paiono micce ancora inesplose, dotate di una profonda, irresistibile fecondità per il mondo postmoderno. Curatori: G. P. Di Nicola, A. Danese.
ill., br. "What happened, Miss Simone?" è la storia di una bambina nera del Sud che inseguì un talento prodigioso e divenne Nina Simone; di Nina Simone imprevedibile e tormentata, che attraversò il proprio tempo e divenne la Sacerdotessa del soul; del soul che rincorse le sue dita sul piano, tra le fughe di Bach e il cuore del blues; è la vita e la leggenda di una donna che marciò con Luther King e MalcolmX, che cantò orgoglio e segregazione, che fece piangere e ballare. È la storia di una voce profonda e oscura, di una voce brutale e sincera che parlava d'amore e scagliava accuse, di una donna incapace di chiedere scusa, del suo disturbo mentale, di occhi severi e solitudine; della meraviglia di "Sinnerman", della rabbia di "Mississippi Goddam". Alan Light scrive la biografia più completa dedicata a Nina Simone: dall'esordio a dieci anni - in cui si rifiutò di suonare finché i suoi genitori non poterono sedersi con i bianchi - ai trionfi della Carnegie Hall, dal sogno di diventare una grande pianista classica alla consacrazione pop con il successo planetario di "My Baby Just Cares for Me". Nato come arricchimento dell'omonimo documentario candidato all'Oscar, con documenti nuovi e inediti, "What happened, Miss Simone?" insegue, tra le cadute e i trionfi, il fantasma di una regina del jazz che visse con la stessa ruvida autenticità il suo tempo, la sua razza e il suo sesso, amò molti uomini, fu picchiata dal marito e oppresse sua figlia.
8vo., First Edition, with plates; brown cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
Contini, Gianfranco: L'Opera Completa di Simone Martini. Milan: Rizzoli, 1970. Series: Classici dell'Arte. 106pp with 64 colour plates and c.65 monochrome illustrations in the text. Cloth. 31.5x24.5cms.
In-4 (cm. 31.30), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, custodia, pp. 271, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo ed a colori fuori testo. In ottimo stato (nice copy).
In-4 (cm. 35.90), tela editoriale, pp. 77, (3), con numerosissime illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo, in buona parte, a piena pagina. Testo in lingua inglese. English text. In ottimo stato (nice copy).
Il punto di partenza della riflessione comune che questo volume offre ai lettori è stata la frase che Simone Weil (1909-43) scrive in chiusura de "La persona e il sacro": «Al di sopra delle istituzioni destinate a proteggere il diritto, le persone, le libertà democratiche, occorre inventarne altre destinate a discernere e abolire tutto ciò che nella vita contemporanea schiaccia le anime sotto l’ingiustizia, la menzogna e la bruttezza. Occorre inventarle perché sono sconosciute, ed è impossibile dubitare che siano indispensabili». A partire da essa, alcuni autorevoli studiosi del pensiero weiliano italiani e stranieri si sono chiesti, anche in riferimento all'attuale situazione europea, quali potessero essere le riflessioni di Simone Weil da prendere in considerazione per rispondere a domande sempre più urgenti: quale orizzonte etico e spirituale, quale filosofia possono far nascere le nuove istituzioni di cui Weil avvertiva la necessità? Che tipo di istituzioni potrebbero essere? Quale relazione tra spiritualità, etica e politica si dovrebbe articolare in esse, e secondo quali modalità? Curatori: Rita Fulco, Tommaso Greco. Prefazione: Roberto Esposito, Giancarlo Gaeta.
Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale dei "Quaderni", Giancarlo Gaeta ha accompagnato il lavoro di traduzione con commenti puntuali che tendono a mostrare di volta in volta movimento e tensione interna di una riflessione filosofica, politica, religiosa che ha proceduto in discontinuità con tutto ciò che nel corso della modernità ha contribuito a una crisi epocale irreversibile. Riflessione che si è perciò spinta oltre i limiti dell’acquisito e del realistico, fin là dove avrebbero potuto aprirsi altri universi di senso, altre possibilità di coniugazioni culturali. Per questa via l’autore ha cercato di mettere se stesso nella posizione migliore per comprendere le molte facce di un pensiero eminentemente sperimentale che a noi si offre come pura interrogazione sul presente, costringendo a prendere atto che soltanto la coscienza delle contraddizioni del proprio tempo ne permette una lettura proficua. Autori: Giancarlo Gaeta.
Autori: Giorgio Fedalto.
Questo lavoro di ricerca si porta all’interno dell’opera di Simone Weil con l’intenzione di rispettarne, e soprattutto di esaltarne, il legame fra mistica ed esistenza, scavando fra i caratteri peculiari di quest’autrice. Tutta l’opera di Simone Weil è infatti engagée, volta a riunire, sin dalla sua stessa continuità di vita e pensiero, teoria e prassi nell’originaria sensibilità del logos. Simone Weil tende a ricomporre mistica e filosofia, proprio come per la teoria e la prassi, nella stessa percezione del mistero che fa capo alla sensibilità del logos, lungo quella linea che la condurrà a supporre un unico fondamento per il bisogno di credere e il desiderio di sapere. Abitando la contraddizione, Simone Weil giunge a tirar fuori un’opera di indiscussa originalità che risuona ancora troppo debolmente negli ambienti accademici. D’altronde, è lei stessa, ciò che vive, ciò che scrive, a voler disappartenere. Disappartiene un po’ a tutto. Eppure, appartiene a questo nostro tempo. E sarà soddisfazione di questo lavoro mostrarlo. Autori: Giulia Ceci.
Paris, Librairie Arthème Fayard, Le Signe, 1961. In-8, broché, 169 pp. L'auteur est un Dominicain qui, à travers cet ouvrage analyse, pas à pas, l'évolution spirituelle de Simone de Beauvoir.
Mm 205x285 Bossura editoriale di 72 pp., copertina illustrata a colori, ampio repertorio fotografico in nero nel testo. "Il figlio di Pulcinella" una nuova commedia di Edoardo De Filippo. Buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Corposo stralcio monografica da : Archivio storico lombardo, anno 57, n. 3. In-8° (cm. 24), pp. da p. 233 a p. 296). Bross. post. a cura della Bottega d'Erasmno. Ombre e scritta in cop., ottimo l'interno. In fine ben 18 pagine di DOCUIMENTI in latino o in italiano antico. Censito come estr. in 3 bibl.
In 4, pp. 3 + (1b) con una tav. f.t. Mancanza al marg. sup. di p. 1. Br. ed. Articolo relativo all'ultima acquisizione della Galleria Borghese di Roma, il dipinto la 'Sacra famiglia' di Simone Cantarini da Pesaro (Pesaro 1612 ? Verona 1648), acquafortista, pittore formatosi presso il Ridolfi a Venezia, poi a Pesaro, quindi a Bologna dove assunse un certo classicismo naturalistico.
Si tratta del testo di un film - intervista in cui S.de Beauvoir ha come interlocutori la sorella Helène,Sartre,Lanzman e alcune femministe francesi.Cm.20x13,3.Brossura edit.illustrata.Prima edizione.Ottima copia.Pp.95
MARSILIO 1977 182 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
In-8 (cm. 28), brossura illustrata, pp. 80, con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Presentazioni di Battista Bonfanti, Giuseppe Napoleone; e Francesco Mangili per ”Sette Artisti per le cappelle devozionali”, a cura di Lino Lazzari. In ottimo stato (nice copy).
Mm 290x375 Volume realizzato dalla Amilcare Pizzi per conto della E.R.I. Edizione di 950 copie di cui la nostra è la n. 675. Volume rilegato in mezza tela con titolo in oro al dorso che presenta fioriture, custodia editoriale con usuali tracce d'uso. Testo di 29 pagine con alcune illustrazioni e 24 tavole a colori in apposita cornice, alcune delle quali a doppia pagina, non comprese nel testo Libro in Buone condizioni complessive, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
"Perché parlare di Simone Weil oggi. Sono trascorsi più di settant'anni dalla morte di questa giovane e coraggiosa filosofa francese, stroncata a soli 34 anni dopo una vita breve ma intensissima, trascorsa tutta all'insegna della lotta contro ogni forma di violenza e di sopraffazione, di sfruttamento nel mondo del lavoro, di discriminazione sociale e razziale, di potere costituito. A muoverla, a spingerla ad esporsi in prima persona, fisicamente e psicologicamente, attraverso i suoi scritti e le sue azioni spesso ribelli, anticonformiste, temerarie era una cosa soltanto: l'indignazione, genuina, autentica, quasi istintiva nei confronti di qualsiasi abuso venisse perpetrato da parte dei più forti nei confronti dei più deboli, di chi non ha la capacità, la forza, gli strumenti per difendersi, di chi vede quotidianamente calpestati i diritti più elementari: al lavoro, alla casa, alla dignità. Basta questo aspetto per capire l'importanza e l'attualità del pensiero di Simone Weil: oggi più che mai viviamo (come avrebbe scritto un'altra filosofa del Novecento, Hannah Arendt) in "tempi bui", tempi di crisi economica in cui la crisi economica scatena, oggi come in passato, crisi sociali, razzismo, xenofobia, discriminazione, rifiuto dell'altro come essere umano, pericoloso preludio di ogni forma di fascismo. Oggi più che mai viviamo questo clima di sospetto e di paura, di limiti e di barriere, di muri e di violenza; e oggi, più che mai, non ne siamo pienamente consapevoli. Rileggere Simone Weil oggi significa allora recuperare un po' del suo coraggio di esporsi apertamente, pubblicamente, nella sua lotta per un mondo più vivibile, tollerante e dignitoso, un mondo che possa dirsi realmente umano." (Angela Chiaino) Autori: Angela Chiaino.
"Ho dei progetti personali che non mi lasciano tempo, e ai quali nessuna considerazione potrebbe farmi rinunciare. In due parole (lo tenga per lei fino a nuovo ordine), ecco di che cosa si tratta: forse, potrò finalmente lavorare in fabbrica come sogno di fare da almeno dieci anni. Se tutto si arrangia, comincerò alla fine di agosto, e sarà a Parigi o in periferia. Forse può capire ciò che mi aspetto da questa esperienza e quale importanza abbia per me. Sarebbe difficile spiegarlo per scritto. Tutto quello che posso dire, è che non riesco a pensarci senza sentire una gioia profonda" (Lettera di Simone Weil a Marcel Martinet, probabilmente del luglio 1934, inedita, Fondo SW Bnf.). Curatori: L. A. Manfreda, F. Negri, A. Meccariello.
"Simone Weil sentì la vocazione di collocarsi sulla soglia della Chiesa, nel punto di intersezione fra credenti e non credenti e fra cristianesimo e altre religioni, per cui il suo messaggio risulta, rispetto alla Chiesa, per molti versi provocatorio e urtante ma anche ricco di spunti di una propositività vivificatrice. L'assoluta centralità accordata alla figura della Croce è quanto mai opportuna, dal momento che essa fu davvero il centro dell'esperienza spirituale, mistica e religiosa della filosofia francese, la quale sentì che, come nucleo fondamentale del cristianesimo, la Croce da sola le bastava, anche senza la gloria della resurrezione. (...) Con grande empatia per le più profonde intuizioni weiliane e al tempo stesso con ammirevole equilibrio, don Cosimo raccoglie il senso dell'eredità di Simone Weil, anche nei suoi spunti polemici rispetto alla Chiesa in quanto istituzione, come una provocazione feconda, in grado di scuotere le coscienze e di riaprire il dialogo fra Chiesa e mondo, fra credenti e non credenti, fra il cristianesimo e le altre religioni. Ne emerge, proprio da un punto di vista cristiano quale è quello dell'autore, la grande attualità di Simone Weil, vista come una pensatrice "sulla soglia", che in forza di tale posizione consente di guardare oltre il limite, anche oltre quello della Chiesa istituzionale." (Dalla Prefazione di Wanda Tommasi) Autori: Cosimo Schena.