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60 p. : ill. con foto di scena a colori e in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
In-16° pp. 217, bross. edit.
Un volume, cm 20,5 x 14; pp. XXII, (2), 252, 10 c. di tav.; leg. in brossura ed. in cartoncino grezzo colore grigio-sabbia, con titolo al piatto ant. entro cornice floreale; raccolta di opere di Giacomo Leopardi (1798-1837), poeta, saggista,scrittore, filosofo, traduttore, nato a Recanati (MC) e morto a Napoli; ritratto dello scrittore in b/n all'antiporta, illustrazioni fotografiche f.t. in b/n. Rif.: IT\ICCU\LO1\0924982. Cond.: lievi segni d'uso e fioriture; opera in buone condizioni generali.
In 16? (cm 19,5), Brossura, pagg.340-(10) traduzione di Roberta Rambelli, leggera abrasione al piatto anteriore, ma buon es. Collana "Bestsellers", 718
Mm 120x165 Dedica della curatrice al frontespizio. Copia ad personam n. 11 di 2000 complessivi - Brossura editoriale con bandelle, 31 pagine. Tre prose inedite di Gianna Manzini (1896-1974), la scrittrice pistoiese considerata una delle massime esponenti della "prosa d'arte". Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Questa curatela raccoglie e analizza con piglio filologico quattro racconti che hanno per oggetto il territorio altomolisano, coi riflettori puntati sulla cittadina di Capracotta e sui capracottesi. Le novelle sono firmate da Tommaso Grammatico, giureconsulto napoletano vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo; Emilio Penci, professore milanese morto giovanissimo; Lina Pietravalle, giornalista pugliese appassionata del Molise; Francesco Mendozzi, giovane scrittore e cultore di storia patria. Le "Quattro novelle per l'Alto Molise" sono in grado di fornire al lettore elementi di autentico interesse letterario e di divertente ricreazione, costringendolo a riflettere sull'importanza del territorio altosannitico e, lanciandolo indietro nei decenni e nei secoli, ad interrogarsi su quale fosse la vita che conducevano i suoi avi.
63 p. : ill. in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
In-8° pp. 96, bross. edit. Stato di nuovo. Dedica anonima a penna sul frontesp.
brossura "Essenza" è un breve libro di pensieri e riflessioni sull'amore che c'è e quello che verrà. È un volume senza numeri di pagina, poiché il titolo significa "ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un'altra cosa".
Mm 125x195 Collana "Faville". Edizione a cura di Giovanni Capecchi. Brossura editoriale di 125 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
62 p. : ill. con foto di scena in b/n ; 24 cm. Programma di sala. Collezione : quaderni dello spettacolo. Stagione di prosa 1994-95. Brossura. Come nuovo. ****.
br. Un'introduzione al matrimonio scritta con tono scanzonato e garbatamente paradossale a uso dei giovani e delle fanciulle. Uno Stevenson del 1876, pubblicato per la prima volta in edizione integrale dalla Biblioteca del Vascello nel 1992 e riproposto oggi dalla Robin.
Mm 135x210 Collana "Il Labirinto". Brossura editoriale, 262 pagine. Minime fioriture ai tagli, peraltro ottima copia. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x170 Collana "Invito alla lettura. Sezione italiana". Brossura editoriale di 132 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Brillat-Savarin è stato per noi una scoperta recente. Avevamo già deciso di scrivere un libro di cucina per esprimere la profonda gioia che ci dà il cucinare e il grande conforto che ne abbiamo tratto vivendo all'estero. Volevamo celebrare la gastronomia e i piaceri dei sensi che si incontrano nel preparare il cibo, nel servirlo e nel mangiarlo. Cucinato, condiviso, consumato da soli, regalato; occasione d'incontro, simbolo di appartenenza a gruppi e a religioni, nutrimento del corpo e della psiche, il cibo è potentissimo antidoto contro l'isolamento e la tristezza. Ce ne siamo rese conto quasi per caso. Rosario, da bambina, nella cucina di casa si incantava a osservare la trasformazione degli ingredienti in pietanza; da adulta, all'estero, cucinava per mantenere la propria identità e ha cominciato ad apprezzare dettagli che danno piacere, come organizzare e riordinare la dispensa, fare la spesa nei mercati del quartiere e cucinare con i fiori del terrazzo. Molte alunne della sua scuola di cucina londinese frequentano i corsi da anni, perché hanno imparato che cucinare aiuta a stare meglio. Simonetta, cuoca per tradizione familiare e per necessità, ha sperimentato attraverso le vicissitudini della vita il valore catartico della cucina. Per lei, la cucina e la tavola, oltre a essere elementi fondamentali dell'esistenza, costituiscono un trionfo dei sensi, della bellezza e dell'ospitalità.
brossura Tra il pamphlet e il saggio di costume, "Il lavoro culturale" ripercorre le tappe di formazione di un intellettuale della provincia grossetana tra l'immediato dopoguerra e gli anni cinquanta, quando mezza Italia, fondava cineclub e circoli di cultura, analizzava problemi e progettava saggi sulla struttura culturale italiana.
br. Per capire quanti anni ha una sequoia bisogna tagliare il tronco e contare gli anelli. Se la sequoia avesse un collo non ce ne sarebbe bisogno. Odio la gente che sostiene - protesta Nora Ephron - che invecchiare è bello, che si diventa saggi e si capisce quali sono le cose importanti. Ci si ribella, ci si deve ribellare all'immagine contraffatta di sé che appare nello specchio. Anche perché dal collo all'anima il passo è breve. Invecchiare non è roba da rammolliti, diceva Bette Davis, e Nora Ephron lo dimostra con un senso dell'umorismo impagabile e con l'aggiunta: "tanto più se sei una donna". Una donna alle prese con i problemi della "manutenzione" (fitness-tinte-massaggi), angustiate dall'ombrosa adolescenza dei figli, che poi se ne vanno lasciando un nido vuoto in cui gioie e problemi finiscono, ma la preoccupazione è per sempre, atterrite dalla scomparsa delle amiche più care, duro memento mori, in un universo che continua a considerarla solo una vaga eventualità. Parlare dell'età incerta compresa fra la maturità e la senilità, e farlo con tanta caustica sincerità e allo stesso tempo con la leggerezza dell'umorismo, non è impresa da poco.
br. Come mantenete la vostra biblioteca? Ordinata per autore, editore, altezza o magari colore? Oppure forse lasciate i libri progressivamente accumularsi in casa in un disordine creativo? Di piatto, in doppia fila, in alte pile traballanti che dal pavimento anelano, come stalagmiti cartacee, verso l'alto? Se appartenete a questa seconda categoria, il testo che avete fra le mani è la guida ideale perché vi farà scoprire (con dovizia di riferimenti puntuali ed eruditi) che nella storia della bibliofilia - o della bibliomania - siete tutt'altro che soli: da Zenodoto a Naudé, da Borges a Roberto Calasso a Karl Lagerfeld, molti si sono interrogati sull'organizzazione ideale, o sull'altrettanto ideale disorganizzazione, della (propria) biblioteca e sovente si sono arresi all'evidenza che il vero piacere di chi ama i libri sta proprio nel disordine, in quell'anarchia incontrollata nella quale i volumi amano perdersi, nascondersi, prendersi gioco di voi a non essere ritrovati, o a esserlo quando ormai non ne abbiamo più bisogno. Prefazione di Luigi Mascheroni.
br. Cresciuto in un ambiente protestante, Goethe ha l'opportunità di conoscere da vicino il cattolicesimo durante il viaggio in Italia. Il fascino per la dignità delle cerimonie papali e per i canti della liturgia del Venerdì santo non attenua la sua avversione per i miracoli e per la venerazione delle reliquie. Tuttavia, il grande poeta tedesco fa un'eccezione per san Filippo Neri, al quale dedica diverse pagine e una breve biografia nelle quali evidenzia l'«umore felice» di una figura che, proprio all'epoca di Lutero e nel cuore di Roma, si preoccupava di congiungere «la religiosità, anzi la santità, con le cose del mondo, d'introdurre il senso del divino nella vita secolare, così da gettare egli pure le basi di una riforma».
br. Le lettere sono altrettanto fondamentali delle opere creative di un poeta che visse appena il tempo di scrivere cinque tra le più grandi odi che la nostra tradizione conosca. Non sono state soltanto la registrazione - dal tono modesto, colloquiale, spesso affrettato dall'abbandono - del dialogo che Keats intrattenne fra il 1817 e il 1820. Sono più segretamente, e a un più devoto sguardo, la testimonianza esemplare di una meditazione sulla poesia cui la vita di Keats interamente si dona. Nell'accelerazione di un precoce destino, Keats non conosce serene distinzioni tra la vita e l'opera, sì che scrivere la vita e vivere la poesia in lui sono, singolarmente, 'la stessa cosa'. Prefazione di Antonio Prete.
br. Negli ultimi sette anni, Etgar Keret ha avuto molte ragioni per stare in pensiero. Suo figlio Lev è nato nel bel mezzo di un attentato terroristico a Tel Aviv. Suo padre si è ammalato. Tremende visioni del presidente iraniano Ahmadinejad che lancia invettive antisemite lo perseguitano. E Devora, l'implacabile venditrice di un call center, sembra determinata a seguirlo anche all'altro mondo. Con un'ironia fulminante e la sua speciale capacità di cogliere del buono dove meno te l'aspetti, Keret si muove con disinvoltura tra il personale e il politico, il faceto e il terribilmente serio, per raccontare i suoi ultimi sette anni a Tel Aviv: un condensato di vita, humour ed emozione.
brossura Pubblicati postumi, nel 1845, i Pensieri erano stati scelti da Leopardi stesso attingendo in gran parte alle pagine dello Zibaldone, ma aggiungendone anche di nuovi che gli servivano a comporre un modernissimo discorso per frammenti e illuminazioni sui "caratteri degli uomini e sulla loro condotta in Società".
br. "Libro vivente, in cui l'ideologia e la scienza politica si fondono nella forma drammatica del mito": così Gramsci definisce Il Principe, il trattato che ha fatto di Machiavelli il profeta dello stato moderno, l'inventore della politica come scienza autonoma, il teorico della contraddizione tra "forza" e "morale". Preparato da quindici anni di studio dell'"arte dello stato", ispirato a una concezione realistica della natura umana e a una visione spregiudicata dell'agire politico, Il Principe è anche l'opera che ha bollato il suo autore di immoralità e ateismo, perfidia e diabolica obliquità. Introduzione di Delio Cantimori. Note di Stefano Andretta.
br. L'insieme di questa storia di iniquità e violenza del potere, di dolore e di vergogna delle vittime, conferisce all'umana amministrazione della giustizia, smarrito ogni senso religioso, ogni riferimento ideale alla giustizia superiore di "chi solo sa", un che di orribilmente fragile e precario. L'indignazione, nel Manzoni, non è solo morale, ma comprende una sua partecipazione commossa di fronte alla sorte toccata agli umili, di molti altri dei quali si occupa, assorbiti dalla "favola", impigliati in quella rete di delazioni e invenzioni. Ha scritto Carlo Bo: "L'operetta è un miracolo di logica del male, di qui il doppio piacere della lettura: in effetti il lettore è chiamato a seguire il giuoco tortuoso, seppure trasparente, delle varie soluzioni e dei tanti passaggi e, nello stesso tempo, a prender atto della logica invincibile della corruzione che porta l'ingiustizia gabellata per opera di giustizia". Prefazione di Maurizio Cucchi.
br. La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita lo scrittore Michele Marziani a raccontare come anche il più modesto dei pescatori d'acqua dolce, nella sua ossessione sentimentale che può trasformare una trota in Moby Dick, assecondi la propria passione per fuggire dall'ordinario, restare per sempre bambino e diventare nascostamente filosofo.