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brossura È un viaggio che inizia dal risvolto di un foglio di carta. Più precisamente dal retro di un compito d'esame da correggere. J.R.R. Tolkien (3 gennaio 1892, Bloemfontein, Sudafrica - 2 settembre 1973, Bournemouth, Regno Unito), in un pomeriggio estivo a Oxford, tra uno sbadiglio e l'altro, trova una pagina bianca e, quasi distrattamente scrive: "In una caverna nel sottosuolo viveva un Hobbit". È l'incipit forse più famoso della letteratura per ragazzi, il primo assaggio di un mondo immaginario che inizia nel modo più banale e con un personaggio assolutamente improbabile.
br. Quali forme assume il discorso politico? Come parla un leader ai cittadini? È possibile dire tutta la verità, parlare con franchezza, quando si tratta di questioni controverse e divise, quando il clima politico è teso fino alla lacerazione, o occorre invece nascondere la verità e giocare sulla presa delle emozioni? Queste e altre domande sulla comunicazione politica lampeggiano, con inquietante lucidità e spietata analisi, nei discorsi che Tucidide fa pronunciare ai protagonisti del suo racconto storico nei contesti del dibattito assembleare dell'Atene del Quinto secolo. Dall'elogio della democrazia, pronunciato da Pericle, ai discorsi che riguardano la guerra e la prosperità della polis, dai sacrifici richiesti ai cittadini alle scelte inerenti la conservazione dell'impero e i rapporti con gli alleati: i discorsi, uno dopo l'altro, dipingono un quadro che sollecita, nel confronto, l'orizzonte contemporaneo in una sconcertante attualità. Il volume contiene i tre discorsi di Pericle alla città (l'epitaffio ai caduti in guerra, che è al contempo un elogio della città democratica; i due discorsi che riguardano la decisione di entrare in guerra e la necessità di conservare l'impero), il dibattito tra Cleone e Diodoto sul trattamento da riservare alla ribelle Mitilene (sterminare gli alleati infedeli o ricorrere a misure più moderate) e l'orazione di Alci- biade che incita Atene alla spedizione in Sicilia (il sogno di un'interminabile espansione dell'impero)...
br. "A tutti i cani della zona piaceva vedermi mentre mi esercitavo, e venivano tutti a osservarmi, perché all'epoca non è che accadessero molte cose nelle vicinanze che potessero intrattenere i cani. E mi occorse molto tempo per imparare a evitare i cani, ma alla fine riuscii a fare anche questo. (...) Acquistate una bicicletta. Non ve ne pentirete, se riuscirete a sopravvivere." (M. T.)
ril. "Scrivere di Cioran non può che essere una confessione. Una confessione che Nicola non teme, come solo coloro che portano Cioran con sé ovunque, dentro di sé, sanno dichiarare. Che Cioran è per lui 'bussola' nel mare aperto delle parole, incantatrici come sirene, nella paura di cadere con tutte le parole. E non a caso sono i luoghi dove Cioran si concentra sulle parole quelli che - non più sirene, ma muse, finalmente - parlano a Nicola. E il paradosso - forse il fulcro di tutti i paradossi cioraniani perché è il suo manifestarsi in parole contro le parole - riguarda appunto la lingua: nessuna anatomia del verbo, che pure si fece carne - perché la Genesi si ode anche qui, dove apparentemente è più lontana (per lui il paradiso è il luogo in cui non si parla, l'universo prima del peccato, prima del commento) -, perché le parole di tale verbo sono il peccato, perché 'tutto ciò che non è diretto è nullo'." (Dalla prefazione di Mattia Luigi Pozzi)
br. Il sogno di creare un paradiso in Terra genera spesso solo inferni. Nel corso della storia, ciò si è verificato, forse più che in ogni altra parte del mondo, in America Latina. Questo continente vario e straordinario, esotico per eccellenza, lontano per secoli dal "mondo civilizzato", è un luogo in cui molti esperimenti sociali, economici e politici, basati su utopie nate in Europa, ma maturate laggiù in maniera originale, hanno dato vita a movimenti rivoluzionari con esiti spesso catastrofici. Non è un caso, tuttavia, che proprio in questo clima magico e irrazionale siano nati molti grandi e amatissimi scrittori contemporanei. Uno di essi è Mario Vargas Llosa che, in questo testo breve analizza le complesse e feconde interazioni tra l'America Latina e l'Europa, e apre alla speranza di un futuro non dominato dall'irrazionalità e dalla violenza, ma all'insegna del realismo e dell'imperio della legge. Introduzione di Carlo Nordio.
br. Dodici saggi brevi con illustrazioni dell'autore statunitense sull'America e sul mondo contemporaneo. In questi interventi originariamente pubblicati sul, rivista In these times, Kurt Vonnegut, spaziando da Mark Twain al blues, dai Grateteful Dead a Cesù Cristo, dal presidente Lincoln a Kafka, si scaglia con il suo classico stile frizzante e pieno di digressioni continue contro molti degli aspetti più controversi dell'America di inizio millennio. Che sono anche quelli dell'America di oggi.
br. Negli anni della giovinezza e ben prima di diventare il più grande innovatore della letteratura americana contemporanea, David Foster Wallace si è a lungo dedicato al tennis, entrando nelle classifiche regionali e sfiorando la fama che ha saputo costruirsi altrove, e con ben altri esiti. Il tennis è rimasta una delle sue grandi passioni, tradotta nelle pagine di "Infinite Jest" e "Tennis, TV, trigonometria e tornado". Ma soprattutto in due saggi, qui raccolti insieme per la prima volta, e dedicati rispettivamente a Roger Federer e a un'epica edizione degli U.S. Open. Ma anche a mille altre cose: lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta, tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici "sporchi" che ruotano intorno a ogni sport. Il tutto, nella lingua immaginifica e inimitabile che i fan di David Foster Wallace hanno imparato da tempo a conoscere e amare.
br. La meraviglia delle donne e l'incanto dell'amore fanno da leitmotiv a queste pagine postume, un manoscritto del 1926 cui Carl Seelig - mentore di Walser e suo compagno di lunghe passeggiate - diede provvisoriamente il titolo Diario (sulle donne), "diario" che costituisce il prezioso anello di congiunzione fra La passeggiata e Il Brigante. "Lo stesso Walser" scrive Sebald "ha osservato una volta che lui, da un breve testo in prosa all'altro, lavorava in fin dei conti sempre al medesimo romanzo, un romanzo che si potrebbe definire un "libro dell'Io" a più fasi o frammenti". Anche se gli risultava impossibile entrare in sintonia con le donne, quell'Io confessa che "è bello e utile conoscerle, ma è parimenti utile, e se del caso ancor più bello ... soccorrerle e servirle". Siano esse affittacamere, chellerine o misteriose figure intraviste a teatro o in un salotto, e vissute in un confronto tutto di fantasia, le donne sono sempre colte in una luce di minacciosa bellezza. Con un avvolgente flusso di parole, l'autore di questa divagazione ci guida in un mondo interiore popolato di figure seducenti o stralunate, ma sempre irresistibili nel loro onirico fluttuare. "Sulle donne" è una lunga passeggiata fra romanzi e poesie affidata a una scrittura che "assume i tratti eccelsi dell'andare a zonzo".
br. In "Le tre ghinee", scritto nell'inverno 1937-1938 mentre la guerra stava per diventare una dolorosa realtà. Virginia Woolf immagina di ricevere tre lettere che contengono una richiesta in denaro per tre cause: la prevenzione della guerra, una università femminile e un'assistenza alle donne che vogliono esercitare una professione. Nelle immaginarie risposte l'autrice dimostra come le tre cause siano identiche e inseparabili; come alla radice di tutto ci sia il potere garantito dalla violenza, uno stesso meccanismo che produce il patriarcato e il fascismo, che fa l'uomo protagonista di un contesto sociale e isola la donna nella sfera privata, alienando entrambi. Nell'aprile del 1938, alla fine di questo lavoro, Virginia Woolf scrisse nel suo diario: "Hitler dunque sta accarezzando i suoi spinosi baffetti. L'intero mondo trema: e il mio libro sarà forse come una farfalla sopra un falò consumato in meno di un secondo". Introduzione di Luisa Muraro.
br. Una «stanza tutta per sé» racchiude al proprio interno ciò di cui si ha bisogno per scrivere: tempo libero e indipendenza economica - benefici di cui le donne per secoli non hanno goduto, e cui ancora oggi spesso non possono accedere. Questo testo raffinatissimo e ironico, basato su due conferenze tenute da Virginia Woolf all'università di Cambridge nel 1928, ripercorre la storia delle donne nella letteratura: Christina Rossetti, Jane Austen, Emily Brontë, George Eliot rivivono nelle sue pagine, e la loro vicenda s'intreccia con ricordi, immagini e suggestioni di straordinaria forza evocativa. Vero e proprio manifesto della condizione femminile, "Una stanza tutta per sé" è un'esortazione, rivolta a tutte le donne, a lottare per la propria libertà, a seguire la propria vocazione, a diventare, finalmente, ciò che nel loro intimo già sono. Introduzione di Attilio Bertolucci.
brossura Dalle due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo", dell'ottobre 1928, trae origine questo saggio che raccoglie tutte le riflessioni in merito della scrittrice inglese Virginia Woolf. L'opera offre un'analisi, sotto il duplice aspetto storico e culturale, del ruolo della donna nel mondo letterario, fino a quel momento di esclusivo appannaggio maschile. L'autrice, in quello che può essere considerato il primo saggio femminista, fa luce sull'incapacità della donna di affermare se stessa poiché priva o meglio privata dei mezzi necessari, e soprattutto di "una stanza tutta per sé", metafora di uno spazio in cui dar voce alla prospettiva femminile. Ed è proprio in occasione delle due conferenze e nel luogo dove i grandi esponenti della cultura inglese escludono le donne (le università), che la Woolf decide di ridicolizzare i letterati del suo tempo e denunciare il loro atteggiamento di chiusura verso l'universo femminile. EDIZIONE INTEGRALE
br. Scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema "donne e romanzo", questo testo costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario e cioè che una donna, per scrivere, debba avere del denaro e "una stanza tutta per sé", Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile dalla società, dalle leggi e dalle convenzioni. Attraverso riflessioni arricchite da sentimenti e storie personali, la Woolf dà vita a una forma ibrida tra saggio e racconto che come descritto nella chiara introduzione di Egle Costantino - le permette di universalizzare le esperienze narrate in un testo lucido e stimolante, divenuto un punto di riferimento imprescindibile per approfondire e comprendere la questione femminile.
264 pages. Blue cloth covers worn at extremities and with general light shelfwear. Inscription by previous owner on front free endpaper.
in-12, 796 pages, index, broché, couverture illustree. Dos défraichi. [DV-SM]
Mm 170x245 Brossura editoriale di pagine 80 con numerose illustrazioni anche a piena pagina. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
aa. vv. Premio Nobel 1931 - Erik Axel Karlfeldt. , UTET 1971, Copertina in ecopelle con titolo in oro al dorso. Sovraccoperta in acetato di protezione. Tagli e pagine integri. Collana: "Scrittori del mondo: I Nobel". Molto buono (Very Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> LI+626<br>
Americo Leti Il poeta. , editore indipendente 1982, Copertina: flessibile in brossura, ingiallita e sporca con segni d'umidità anche in quarta di copertina, leggermente rovinata lungo i bordi con margini stanchi. Dorso: molto ingiallito, nervato con segni d'umdità e margini leggermente stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite e leggermente brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a filo. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 150<br>
GABRIELE D'ANNUNZIO I ROMANZI DELLA ROSA VOL. I. , MONDADORI 1940, Il piacere, L'innocente, Trionfo della Morte. Copertina rigida telata blu con sovraccoperta con alette il cui dorso risulta marcatamente ingiallito e con piccolo taglio nel fronte superiore, smarginature sul dorso nella parte superiore, angoli vissuti con minime abrasioni. Interni sono privi di scritte o sottolineature, ombrati. Firma di appartenenza e data sulla prima. Nella tasca della guardia posteriore è presente facsimile di manoscritto delle prime pagine della stesura del Trionfo della Morte. Buono (Good) . <br> <br> <br> 1049<br>
Giovanni Girgenti Le favole in versi dialettati siciliani. , Tumminelli 1956, Copertina: flessibile in brossura, molto ingiallita e brunita ai margini, sporca con segni d'umidità anche in quarta di copertina, leggermente rovinata lungo i bordi con margini stanchi. Dorso: nervato, molto ingiallito, rovinato in testa e in piede con margini stanchi. Taglio: molto ingiallito e molto sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito e brunito ai margini della pagina. Pagine testo: ingiallite e brunite ai margini. Margini delle pagine: i Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 159<br>
Giovanni Pascoli Fior da fiore. , Remo Sandron 1920, Rilegatura non editoriale. Copertina in mezza tela con titolo in oro al dorso, questo parzialmente scollato dalla cucitura, bordi con segni d'uso e abrasioni. Tagli e pagine ingialliti. Frontespizio e pagine iniziali e finali con segni di consumo, evidenziato in foto con titolo non completamente leggibile. Mediocre (Poor) . <br> <br> Copertina rigida <br> 558<br>
Giuseppe Parini ODI. , Rizzoli 1951, Copertina cartonata sporca lievemente, minuscolo strappo alla testa del dorso. Tagli e pagine ingialliti lievemente. Collana: "BUR/343-344". Volume doppio. Buono (Good) . <br> <br> flessibile <br> 146<br>
Ivan Savini Pensieri reali. , Antonio Mancini Editore 2011, Condizioni discrete: copertina ingiallita, sporca, dorso con segni di usura, tagli ingialliti Buono (Good) . <br> <br> <br> 37<br>
Jacques Prevert Poesie. , Guanda 1968, Copertina: rigida, uso tela, ingiallita e leggermente sporca anche in quarta di copertina con margini stanchi. Dorso: ingiallito e leggermente sporco con margini stanchi. Taglio: ingiallito e sporco. Sguardi: leggermente ingialliti con gore e segni d'umidità. Frontespizio: leggermente ingiallito con scritta a matita. Pagine testo: ingiallite in modo lieve. Margini delle pagine: ingialliti leggermente. Legatura: a filo. Buono (Good) . <br> <br> <br> 302<br> 2570140077173
Liana Catri Il sì del pane. , Ars Nova 1973, Copertina: flessibile in brossura, ingiallita e leggermente brunita ai margini anche in quarta di copertina dove è presente un segno di strappo, leggermente sporca con margini stanchi in modo lieve. Dorso: ingiallito e leggermente sporco con margini stanchi in modo lieve. Taglio: ingiallito con segni d'umidità. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite. Margini delle pagine: ingiallite. Legatura: a colla. Buono (Good) . <br> <br> <br> 127<br>