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br. "Mr. Bennett e Mrs. Brown è da molti considerato il manifesto letterario programmatico di Virginia Woolf. Tematicamente legato a Modern Novels del 1919 e Modern Fiction del 1925, in realtà si tratta di uno dei suoi tanti testi interconnessi tra loro sullo stato di salute della narrativa nel primo quarto del Novecento. Pubblicato la prima volta in una fase ancora embrionale nel 1923, prima sul supplemento letterario del New York Evening Post e successivamente (il 1° dicembre) su The Nation and Athenaeum diretto da Leonard Woolf, il saggio si presentava subito come una risposta ad Arnold Bennett che proprio nel marzo di quell'anno aveva scritto un articolo intitolato "Is the Novel Decaying?" in cui Virginia Woolf veniva espressamente menzionata in relazione all'incapacità dei romanzieri moderni di creare dei personaggi reali, esempio ne sarebbe stato Jacob's Room (1922) i cui protagonisti non sopravvivrebbero nella mente del lettore, poiché l'autrice sarebbe stata più ossessionata dai dettagli che dalla loro consistenza." (dall'introduzione di Gian Pietro Leonardi)
br. È possibile tracciare una mappa aggiornata dei territori del noir? Quali sono le caratteristiche della tendenza narrativa che chiamiamo "noir italiano"? Il "noir mediterraneo" è solo un'etichetta? C'è un nesso fra spazi reali e spazi simbolici nel noir al femminile? Esiste una relazione fra l'immaginario del lettore e le sue scelte editoriali? A queste domande rispondono italianisti, sociologi, teorici della letteratura, criminologi, riprendendo la suggestione della nota distinzione tra luoghi e nonluoghi di Marc Augé, l'antropologo della "surmodernitè". E attraversando i territori del noir da una nuova prospettiva, che abbraccia vari aspetti del fenomeno: il romanzo, la fiction, l'immaginario del pubblico, l'editoria. Roma Noir 2007 è la quarta edizione dell'appuntamento annuale con il romanzo nero dell'Università La Sapienza di Roma, che dal 2004 affronta i temi principali della letteratura di genere attraverso un confronto fra studiosi, critici, scrittori ed editori.
br. Quole rapporto si instaura nel noir fra realtà e finzione? È legittimo parlare di realismo, piuttosto che di verosimiglianza? II romanzo nero contemporaneo è, come pretende, la forma narrativa che interpreta il "lato oscuro" della realtà? Quali trasformazioni ha prodotto il boom del noir nell'immaginario del lettore/spettatore? Trasformando ironicamente il celeberrimo "Madame Bovary c'est moi" di Flaubert e 'contaminandolo' col nome di uno dei personaggi più truculenti dell'immaginario 'nero', il quarto volume della serie di "Roma Noir" presenta una riflessione multidisciplinare sul tema del realismo e sul senso della tendenza attuale della narrativa noir a dichiararsi 'realistica', anzi capace più di altri generi di rappresentare la contemporaneità. "Roma Noir 2008" è la quinta edizione dell'appuntamento annuale con il romanzo nero dell'Università di Roma La Sapienza, che dal 2004 affronta i temi principali della letteratura di genere, attraverso un confronto fra studiosi, critici, scrittori e operatori del settore.
br. Se guardiamo al tema dell'amore, dei sentimenti, delle emozioni, esistono nuovi modelli, linguaggi e stili nel noir contemporaneo italiano, il quale esibisce e rivendica per molti aspetti caratteri di novità, o si confermano cliché consolidati? Cosa emerge confrontando il romanzo nero con quello di mainstream? Come agiscono i personaggi, in particolare quelli fernminili, rispetto al "sogno d'amore"? Esiste un filo conduttore che lega le esperienze degli autori ispanoamericani, statunitensi ed europei? Il quinto volume della serie di "Roma Noir" propone un confronto multidisciplinare su un tema così suggestivo quale l'amore e i sentimenti nel noir, fra critici, docenti di letterature europee ed extraeuropee, studiosi del cinema, linguisti. "Roma Noir" 2009 è la sesta edizione dell'appuntamento annuale con il romanzo nero dell'Università di Roma La Sapienza, che dal 2004 affronta i principali temi della letteratura di genere.
br. Fino a qual punto è mutato il noir italiano dall'inizio del boom del genere? In questo decennio, si è dimostrato davvero, come sostengono alcuni autori, la forma romanzesca capace di analizzare e rappresentare, meglio di altre, la realtà contemporanea? Quella del New Italian Epic è stata solo una suggestione che ha provocato un lungo dibattito o è un'indicazione teorica condivisibile? Il noir è ancora un genere vitale o ha ragione chi sostiene che si potrebbe parlare di post-noir? Che cosa si intende per New Italian Realism? A queste domande su un tema centrale nel dibattito letterario attuale, cerca di rispondere il sesto volume della serie di Roma Noir, che propone un confronto multidisciplinare fra critici, scrittori e operatori dei mass media. Roma Noir 2010 è la settima edizione dell'appuntamento annuale con il romanzo nero dell'Università di Roma La Sapienza, che dal 2004 affronta i principali temi della letteratura di genere.
br. Se il noir tende al rispecchiamento della contemporaneità, come si è detto più volte, quale lettura della nostra civiltà e del nostro vivere ci propone la città della narrativa "nera"? Con questi saggi "Roma Noir" torna sul tema del paesaggio e della sua rappresentazione, già protagonista dell'edizione del 2007 dedicata ai "Luoghi e nonluoghi", analizzando vari aspetti degli spazi urbani: la città intesa come ambientazione e scenario delle scritture noir, che prediligono i territori metropolitani e, insieme, la città come luogo letterario che nella macchina romanzesca si trasforma in spazio emozionale e in specchio di identità, vicende, rapporti individuali e collettivi. "Roma Noir 2011" è la ottava edizione dell'appuntamento annuale con il romanzo "nero" dell'Università di Roma La Sapienza, che dal 2004 affronta i principali temi della letteratura di genere.
Treviso, Stab. Tip. Istituto Turazza, 1902, in-8, br. edit., pp. 33, (3). Estratto con invio autografo dell'autore.
48p. Drawings by Warren Chappell. Title page printed in red and black. Small 8vo. Original full blue cloth binding, dust spotted. First edition. WWII 2
brossura "Quoi? L'Éternité" è l'ultimo romanzo della saga familiare della scrittrice francese inaugurata con Care memorie e proseguita con "Archivi del nord". Personaggi e ambienti si inseriscono qui in un affascinante panorama della società del primo Novecento: accanto alle inquietudini del padre, la Parigi piccolo-borghese, le spiagge della Costa Azzurra, i circoli mondani di Pietroburgo. All'immobilità aristocratica degli interni, tutta patriottismo, fronzoli e pizzi, si alternano vicende di amori clandestini, passioni omosessuali, uccisioni volontarie: un turbinare di eventi, di tragedie pubbliche e private, in un continuo alternarsi di ricordi e ricostruzione storica.
Gabriele D'Annunzio Prose di ricerca, di lotta, di comando, di conquista, di tormento...Volume 1. Milano, Mondadori 1958 italian, 1155 ST1098B Copertina rigida, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla sovraccoperta, copertina e interno in ottimo stato, legatura salda 1155 pagine circa Copertina come da foto Titolo completo: Prose di ricerca, di lotta, di comando, di conquista, di tormento, d'indovinamento, di rinnovamento, di celebrazione, di rivendicazione, di liberazione, di favole, di giochi, di baleni
Gabriele D'Annunzio Prose di ricerca, di lotta, di comando, di conquista, di tormento...Volume 2. Milano, Mondadori 1956 italian, 926 ST1098B Copertina rigida, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla sovraccoperta, copertina e interno in ottimo stato, legatura salda 926 pagine circa Copertina come da foto Titolo completo: Prose di ricerca, di lotta, di comando, di conquista, di tormento, d'indovinamento, di rinnovamento, di celebrazione, di rivendicazione, di liberazione, di favole, di giochi, di baleni
A. BALDINI 1° edizione! Rugantino di Antonio Baldini. Milano, Bompiani 1942 italian, 365 ST1098Z Brossura editoriale, volume in discrete condizioni, abrasione sulla sovraccoperta, lievi segni di usura sulla copertina, interno in buone condizioni 365 pagine circaCopertina come da foto
AA.VV Prosa. Quaderno primo (a cura di Gianna Manzini). Roma, Nuove Edizioni Italiane 1945 italian, 226 BTT43 Brossura editoriale volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, segni di lettura sul dorso, interno in ottimo stato, legatura salda 226 pagine circa Copertina come da foto
S. BARZILAI Palcoscenico e platea. Memorie della scena di prosa. Milano, Garzanti 1940 italian, 286 ST1096T Brossura editoriale, volume in discrete condizioni, abrasioni agli angoli della copertina, tavole fuori testo in b\n, pagine leggermente sfalzate 286 pagine circaCopertina come da foto
ill., br. Nel 1947 l'editore Mermod di Losanna propose a Colette di mandarle regolarmente un bouquet di fiori ogni volta diverso; Colette, da parte sua, avrebbe scritto una sorta di "ritratto" dell'uno o dell'altro di quei fiori. Ne risultò una raccolta che apparve l'anno successivo con il titolo "Per un erbario".
brossura Un'opera che è diventata un piccolo classico, un cult, nella quale un autore a sua volta di culto celebra l'horror definendone gli archetipi in una ridda in cui danzano, tenendosi per mano, letteratura e z-movies, leggende metropolitane e cinema d'autore, serie Tv, fumetti e perfino le figurine. L'approccio apparentemente acritico, dichiaratamente soggettivo, sbarazza il "professor" King da ogni accademismo, lasciandolo libero di esprimere il suo punto di vista. Un testo profondo e lieve allo stesso tempo, un saggio che, ben lungi dall'aderire al genere, è piuttosto un possente amarcord. E, per gli appassionati, un'occasione per sbirciare sotto il mantello del Re. Del brivido.
br. Il presente volume rappresenta una originale mappa per orientarsi nel pensiero e nell'opera di Albert Camus, uno strumento di lettura e di indagine non consueto nel nostro panorama editoriale. In queste pagine sono esposti con esemplare chiarezza i principali concetti della riflessione di Camus (dall'assurdo alla rivolta) e sono ricostruite nel dettaglio le polemiche con l'ortodossia comunista e con gli ambienti politico-intellettuali di ispirazione sartreana. Ne emerge la figura di un pensatore eccentrico, libertario, ostile a ogni forma compromissoria e a ogni ideologia autoritaria, fiero assertore della libertà individuale e appassionato difensore della dignità umana in quanto radicata in quell'esistenza che, pur nella sua assurdità, è l'unica che all'uomo possa toccare in sorte.
br. Dal lontano 1901 e dalla abile penna di Matilde Serao, ecco un vademecum di buone maniere che significativamente l'autrice denominò "Saper vivere, norme di buona creanza". Le pagine guidano il lettore dell'epoca a come preparare un pranzo per ospiti illustri, a come scegliere i regali di Natale, a come organizzare un matrimonio, insomma a come la nuova borghesia napoletana dovesse presentarsi sulla scena di quell'inizio secolo. Il libro però non è solo un colorito spaccato dei costumi e delle regole di un'Italia perduta per sempre; è anche una divertente lettura di raffinati suggerimenti sul bon ton nella vita sociale che sembrano resistere all'usura del tempo.
br. Nel Paese dei balocchi in cui viviamo risuona un unico imperativo: «Lascia perdere!». La memoria e il rigore, l'impegno e l'etica sono fatiche inutili. Le molte realtà straordinarie della scuola e dell'impegno sociale, così come le famiglie, sono costrette a nuotare come salmoni contro la corrente della crisi economica, dell'arroganza al potere, del disprezzo verso i saperi. Eppure a venire oggi alla ribalta non sono solo bambini-erba, senza forma e senza senso del limite, né solo ragazzi-risacca, trasportati dalle maree di qualche vizio o disagio. Sono anzi i giovani stessi, con l'impegno delle loro battaglie e dei loro ideali, a mostrarci che non tutto è perduto. Il punto di partenza di questa appassionata lettera a un'insegnante sono le emergenze del tempo presente, ma la forza dell'appello di Susanna Tamaro va ben al di là, ponendo questioni fondamentali per ricomporre la nostra convivenza. Di quale sapere abbiamo bisogno per essere in grado di affrontare la vita? Come tornare a comunicare ai bambini l'amore per le domande e la passione per la ricerca delle risposte? Cosa stanno cercando di dirci i ragazzi che oggi scendono in piazza in difesa del futuro di tutti? Forse al cuore di un nuovo patto possibile tra le generazioni c'è la riscoperta di un concetto rivoluzionario: l'anima. Tornare a nutrirla è la condizione per ricominciare a cambiare il mondo: per una volta, in meglio.
br. "La mia ambizione è cercare una soluzione alla tua malinconia e il vero cammino me lo indicò un grande poeta della fredda Inghilterra, colui che fece dire a uno dei suoi personaggi, quasi pazzo per eccesso di senno, "Dammi un'oncia di muschio, buon farmacista, per profumare la mia immaginazione". Io non vorrei essere niente di diverso da questo, un buono speziale, un farmacista, il padrone delle ricette per profumare la tua fantasia". Dunque, in questo ricettario, il vero nutrimento, per le signore a dieta di felicità, saranno le pillole di saggezza che le ricette trasmettono. Ciascuna di loro risponde a un'esigenza che non è della pancia: la prima ricetta è destinata a quella che dell'amato patisce "il peso invisibile dell'assenza", l'ultima per chi "un giorno sentirà, se non è ancora arrivata, la tremenda desolazione della convivenza". E (esempio a caso) per l'insonnia e per l'oblio non si offre alcuna ricetta, perché per dormire e dimenticare i rimedi sono troppo simili alla morte che non ha bisogno di nutrirsi. Invece esiste il rimedio per la dama ammalata di parole: "se un giorno ti ammalerai di parole... se avrai la nausea quando senti 'orribile' o 'fantastico'". L'autore, il colombiano Faciolince, avvolge questo libro in un'ironia affettuosa che fa pensare davvero ai boudoir delle signore di una volta. Eppure, dalla sua pagina si solleva intensa, facendosi spazio tra la leggerezza e l'ironia, un'intelligenza, e un bisogno di ragionare con chi legge di filosofia.
br. Una giovane scrittrice americana, nipote di uno dei padri di quella letteratura, si invaghisce del grande Henry James. Con grazia lo insidia, gli scrive, finché lui un po' si concede, almeno in parte. Così nelle ville che da Bellosguardo si affacciano su Firenze nasce un amore che non verrà mai realmente consumato. Ma che finirà per attraversare, se così possiamo dire, i carteggi che i due protagonisti si scambiano, entrare nelle loro opere e diventare letteratura. Questo racconto lo ripercorre, come nei frammenti del discorso di Roland Barthes, come l'archetipo di quelle passioni sospese e mai vissute.
br. Il lido più lontano è la monografia più completa su "Horcynus Orca" di Stefano D'Arrigo. Nella prima parte il libro affronta il romanzo con tre diversi metodi (analisi del racconto, stilistica, variantistica); nella seconda propone un'interpretazione complessiva dell'opera, collocandola all'interno della maggiore letteratura del secondo Novecento italiano: Pasolini, Pomilio, Caproni, Sereni, Elsa Morante. La storia di un Ulisse impossibile, destinato a non tornare mai più alla sua Itaca. Questo libro offre un'analisi generale del romanzo di D'Arrigo ricollegandola al complesso clima culturale e spirituale italiano all'uscita dalla seconda guerra mondiale, affrontando con diversi metodi e punti di vista questa opera straordinaria per invenzione narrativa e potenza dello stile.
br. Rivolgendosi non solo a dotti e religiosi, ma anche al pubblico più vasto degli uomini assetati di sapere e impegnati civilmente, fra il 1304 e il 1307 Dante scrive in volgare un'opera di alta divulgazione dottrinaria, il Convivio . Scopo dichiarato di questa raccolta di trattati rimasta incompiuta è quello di rendere partecipi alla "beata mensa" della cultura e della scienza antica e contemporanea anche coloro che fino ad allora ne erano stati esclusi. Il testo affronta argomenti "alti", solitamente trattati in latino: l'esaltazione della scienza e della filosofia come via alla realizzazione dell'uomo e della sua felicità, la nobiltà come conquista intellettuale e morale del singolo individuo. La materia del libro appartiene alla cultura del tempo, alla filosofia scolastica, ma Dante la rende viva attraverso il suo entusiasmo morale e la sua passione intellettuale affidandola profeticamente a quella lingua volgare, qui elogiata come nuovo mezzo espressivo, che negli stessi anni sarebbe diventata materia di studio analitico nel trattato De vulgari eloquentia .
br. Nel "Convivio" Dante invita i suoi lettori a un banchetto nel quale cibarsi del miglior nutrimento che ci sia: la sapienza, il cibo degli angeli. Le "difficili vivande", ovvero le complesse materie trattate (dalla metafisica alla politica alla cosmologia), esposte nelle canzoni poetiche rilette allegoricamente, saranno accompagnate dal "pane" che ne facilita l'assimilazione, cioè le spiegazioni. E proprio perché queste siano comprensibili a tutti, Dante sceglie di usare il volgare, affermando ancora una volta la dignità della nuova lingua e dandone esempi di folgorante bellezza. Mentre commenta i propri versi, l'Alighieri reinterpreta insieme la propria vita e la propria produzione letteraria, collocandole in un contesto più ampio, complesso e consapevole, aprendo così la strada all'immensa impresa della "Commedia".