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Supino Anau, Ada Eppure il mondo sorride... Poemetti in prosa. Roma, Tip. Vio Brocato and Figli (Viale Aurelio Saffi, 50-c) italian, in sedicesimo pp. 96 I ed. della raccolta. XVI piccolo/ 96/ rilegatura in tela écru con titoli in marrone. Dedica dell'Autrice ad inchistro grigio all'occhiello. Stato buono (copertina, fogli di guardia e pagine leggermente bruniti).
Gutes Ex.; Seiten minimal nachgedunkelt; geringfügige Lagerspuren. - Dissertation / Wissenschaftl. Betreuer: Dr. phil. Anneliese Löffler. - Michael Berger, Jg. 1948; Germanist. - Als Typoskript gedruckt. - INHALT : Einleitung ----- Der literarische Charakter - literar-ästhetischer ----- Schein gesellschaftlicher Individuen - Zu einigen theoretischen und historischen Voraussetzungen ----- "Freie Individualität, gegründet auf die universelle Entwicklung der Individuen … - Menschwerdung des Menschen ----- Literarische Charaktere und historische Bewegung ----- Probleme des literarischen Charakters bei Aristoteles ----- Zum mittelalterlichen Menschenbild ----- Georg Wilhelm Friedrich Hegel - Höhepunkt bürgerlichen Denkens - Zu grundlegenden Bestimmungen des literarischen Charakters ----- Ortega y Gasset - ein Stammvater spätbürgerlicher Theorie - "Die Vertreibung des Menschen aus der Kunst" ----- Der literarische Charakter - ein ästhetisch-weltanschauliches Zentrum der Interpretation epischer Kunstwerke ----- Gesellschafts- und Literaturprozeß - Zur wachsenden Bedeutung des Begriffs "literarischer Charakter" ----- Wandlung und Entwicklung - Zu Joachim Knappe "Die Birke da oben" ----- Identifikation und Distanz - Zu Christa Wolf "Nachdenken über Christa T." ----- Volker Braun "Das ungezwungene Leben Kasts" ----- Fabel und Charakterzeichnung - Zu Hermann Kant "Das Impressum" ----- "In den Charakter dieser Menschen, in ihr Verhalten … ist eingegangen, was unsere Gesellschaft an Charakter, Verhalten ... hervorgebracht hat" ----- Zur Methodologie der theoretischen Bestimmung ----- der "Grundstruktur" literarischer Charaktere ----- Zu verschiedenen Definitionsversuchen des literarischen Charakters in der marxistisch-leninistischen Literaturwissenschaft ----- Zum Verhältnis von Figur und Charakter ----- Theoretische Herleitung der Grundstruktur "literarischer Charaktere ----- Bestimmung der Grundstruktur an ausgewählten literarischen Beispielen des untersuchten Zeitraums ----- Anmerkungen ----- Auswahlbibliographie ----- Lebenslauf.
ill. Al centro di questo libro si trova un sogno, l'unico che Baudelaire abbia raccontato. Entrare in quel sogno è immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo Baudelaire ma ciò che lo circonda. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e due altri che solo attraverso Baudelaire possono svelarsi: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un "chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso", che chiamò "la Folie Baudelaire" (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema del Kamcatka romantico". Ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come "la Folie Baudelaire" venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi, e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di Parigi.
in-16, pp. 489, leg. coeva in m. tela, titolo in oro al dorso. Seconda edizione, interamente riveduta, in parte originale con la soppressione di due bozzetti e l'aggiunta di altri dieci.. .
Due voll. in 16°, pp. VIII-527-(45 di catalogo editoriale); 564. Leg. in mezza pelle coeva con tit. in oro al dorso. Tracce del tempo e d'uso sui piatti; guasti con mancanza al piatto posteriore del vol. I°. Manca margine superiore dell'occhiello ai due volumi in corrispondenza di precedente dedica o firma di possesso.
brossura Testo paradigmatico della carriera del fiorentino Anton Francesco Doni (1513-1574), i Marmi presentano al lettore i saporiti conversari scambiati sulle gradinate del Duomo di Firenze. Protagonisti ne sono popolani, intellettuali e artisti, che con i loro discorsi consentono al lettore di entrare nella Firenze della metà del Cinquecento. Questa nuova edizione, criticamente vagliata e commentata, permette di riscoprire un classico dimenticato del Rinascimento italiano.
<p>18 cm, rilegatura editoriale in piena pelle blu, titolo e fregi impressi in oro al dorso, sovracop. in acetato, tagli superiori colorati, segnalibri in tessuto, cofanetto editoriale protettivo, p. XXXIX, 1092.</p>
In 24? (cm 14,5), Leg. tutta tela, pagg.154-(2)+165-(2)+162-(2)+169-(2)+175-(2)+218-(4) 6 volumi in un unico tomo, all'antiporta di ogni libro incisione b.n., alcune lievi bruniture, mende alla copertina, sul contropiatto anteriore firma di possesso coeva poi cancellata a penna, ma buon es. Collana "Florilegio romantico. Serie undecima"
4 vol. in-16, pp. 184; 186; 188; 188; broch. edit. (usurata dal tempo, dorsi da riparare) figurata, con titolo e doppia cornice floreale in rosso e nero. Edizione originale di questa eterogenea raccolta di brevi saggi letterari, riflessioni e racconti. L'autore fu poeta, prosatore, bibliofilo e studioso di letteratura italiana, vicino agli Scapigliati; pubblicò anche sotto gli pseudonimi: «Lorenzo Stecchetti», «Argia Sbolenfi», «Marco Balossardi», «Giovanni Dareni», «Pulinera», «Bepi» e «Mercutio». Buon esemplare (ma legature allentate e qualche brunitura all'interno).. .
in-8 obl., pp. 31, molte ilustrazioni a colori n.t., leg. m. tela fig.. .
Il Tipografo a chi legger? - 1 16,2x10 cm., legatura inmezza pelle con fregi e titoli in oro al dorso, piatti marmorizzati, pagg. XXIII, 295 su bella carta bianca, in italiano, buone condizioni. Edizione rara. Biografia di Giulio Perticari scritta da Filippo Mordani -Degli Scrittori del Trecento e de' loro Imitatori - Dell'Amor patrio di Dante Alighieri - Intoprno la morte di Pandolfo Collenuccio - Lettere Familiari e Delle Nozze di Costanzo Sforza con Isabella d'Aragona
In 24, br., sovracc., pp. 171, parzialmente intonso.Prima edizione.Ininfluente mancanza al dorso, ordinari segni del tempo. Ottime condizioni.Luogo di pubblicazione RomaEditore O.E.T.Anno pubblicazione 1945Collana Confidenze 5Materia/Argomento Saggistica, ProsaPrima Edizione Sbr>
in-16, pp. XXIII, 640, leg. coeva in m. pelle, titolo e filetti in oro al dorso, ornato da fregi a secco, tagli marmorizzati. Edizione non comune. Thouar fu celebre in particolare per i suoi racconti, destinati a fanciulli e scolari, pubblicati a partire dai primi anni trenta del XIX secolo e poi riuniti in raccolte uscite dagli anni quaranta in poi in un gran numero di edizioni, compresa la presente. Buon esemplare (piccolo strappo al frontespizio e bruniture ad alcuni fogli).. .
in-8, pp. 347, (4), broch. Edit. Figurata a colori. Edizione originale. Alberto Viviani fu definito ''il più giovane poeta futurista'' da Marinetti, e fu esponente fin dal 1913 anche della celebre rivista ''Lacerba'' di Papini e Soffici, acclarato come il primo storico al mondo del Movimento futurista-lacerbiano, a partire dal 1933 col suo libro ''Giubbe Rosse'' e poi con diversi altri libri e centinaia di saggi e scritti vari. Figlio spirituale di Papini e di Marinetti, ne fu il maggior biografo, come anche - negli Anni Trenta - di Carrà, Soffici e Palazzeschi. Viviani fa scorrere attraverso le righe di questo libro uomini, cenacoli e movimenti letterari che hanno contribuito a creare nelle nostre lettere ed arti uno spirito nuovo che è tutt'ora valido. Tra gli artisti immortalati citiamo Ragazzoni, Campana, Paul Valery, Petrolini, Benedetto Croce (di cui sono pubblicate due lettere inedite), Papini, Soffici. Ottimo esemplare (rari segni di penna, discreti e marginali).. .
ill., ril. Combatttere non è un gioco, in guerra si uccide e si muore; la sofferenza, la paura e la disciplina ne sono la sintassi inevitabile. I migliori scrittori di arte militare lo sanno bene: lo sa Arriano quando analizza con freddezza tecnica lo schieramento della fanteria pesante ellenica, lo sa Federico di Prussia quando valuta i problemi logistici degli eserciti del XVIII secolo o Sun Tzu quando si presenta al re affermando di essere pronto a seguire i suoi ordini nelle condizioni più difficili, "attraverso il fuoco e l'acqua". La guerra è un inferno; è anche un'equazione con troppe incognite, un duello incessante non solo con il nemico, ma con un insieme di elementi che sfuggono a ogni possibilità di controllo: il caso regna sovrano sulle vicende belliche. A voler ben vedere, l'arte della guerra potrebbe essere definita come il tentativo di controllare, nei limiti del possibile, questa invadente casualità. E per questo che nasce la scienza militare.
92 S. Original Halbpergament mit Rückendeckel. Einband leicht berieben und fleckig, stellenweise leichte Stockflecken, sonst gut erhalten. Erstausgabe. - Werner Alvo wurde am 1.8.1889 in Kassel geboren. Sein Vater war der Major und Direktor der Kriegsschule in Glogau Werner Konstantin v. Alvensleben (1851-1896) a. d. H. Eichenbarleben, seine Mutter Julie v. Miller zu Aichholz (1863-1942). Er machte das Abitur in Eisenach am Humanistischen Gymnasium, das schon Luther und Bach besucht hatten, und studierte Jura und Nationalökonomie in Genf, München, Berlin und Marburg. Schon während seines Studiums ging Werner Alvo seinen künstlerischen Neigungen nach, um nach dem Kriege freier und selbstständiger Maler zu werden - allerdings mit einem beträchtlichen Vermögen im Hintergrund. So konnte er Ausstellungen in verschiedenen europäischen Großstädten durchführen und Teile seiner Lyrik veröffentlichen. Schon damals lebte er hauptsächlich in der Schweiz. Seine internationalen Verbindungen regten ihn an, eine übernationale Künstlervereinigung für selbstständig geistig schöpferische Menschen zu gründen, die sich bald in viele europäische Länder ausbreitete und nach seinem damaligen Wohnort die "Porza" genannt wurde. Den Nationalsozialisten verdächtig geworden mußte er das Haus seiner Mutter in Darmstadt aufgeben und nahm die Schweizer Staatsbürgerschaft an. Er starb am 24.3.1962 in Bioggio bei Torricella.
in-8, pp. 351, figura al titolo e 42 tavole ed illustrazioni in b/n. compreso il ritratto dell'A. in antiporta, leg. coeva in m. tela, titolo in oro al dorso. Edizione illustrata della prima opera di De Amicis, scritta a soli 22 anni e mutuata dalla sua esperienza militare.. .
In 16 (18x12) Legatura editoriale in pelle, sovracoperta illustrata in b/n e cartone protettivo; pp. 1684; ottimo
2 vol. in-16, pp. XXXIV, 650, bella leg. in m. marocchino blu, titolo e filetti in oro su dorso a nervi. Opera di enorme successo, basata sulla testimonianza dei Vangeli canonici e anche di quelli apocrifi, con la quale l'a. annunciò la propria conversione. Ottimo esemplare.. .
In 16 (18x12) Legatura editoriale in pelle, sovracoperta illustrata in b/n e cartone protettivo; pp. 1166; ottimo
In 16 (18x12) Legatura editoriale in pelle, sovracoperta illustrata in b/n e cartone protettivo; pp. 1046; ottimo