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ill., br. "Nel ripercorrere la nostra storia e la nostra politica arrivo a un concetto forte, drammatico: l'Italia è un'illusione, un oggetto del desiderio. Abbiamo imparato a nostre spese come sia doloroso essere italiani. Con il Novecento l'uomo è entrato in un tempo di crisi totale. Il poeta è dentro questo caos, che ho chiamato "magma", senza una medicina da proporre, poiché egli stesso è malato della malattia del mondo. La mia poesia appartiene al viaggio dell'uomo alla ricerca di qualcosa che trascende la cronaca e la storia verso una meta sconosciuta, desiderio profondo e indomabile. Se la poesia non avesse avuto da combattere per la luce, contro l'opacità e il buio, non mi avrebbe attratto così. Il male, la pietas, il mistero dell'Incarnazione, la Resurrezione, la vita: questi i miei temi. Da Rilke in poi il poeta è chiamato a umanizzare il mondo; ho interpretato la sua lezione a modo mio." (Mario Luzi). A partire dal racconto in prima persona di Mario Luzi - di cui si celebra il centenario dalla nascita - il volume ripercorre il lungo viaggio umano e poetico attraverso le vicissitudini del Novecento. La poesia di Luzi nasce dal confronto serrato e stringente con gli accadimenti della cronaca. La sua teologia poetica si misura con la storia e con la politica dagli anni del fascismo al crollo della prima Repubblica, fino alla nomina a senatore a vita. Giorgio Tabanelli ha seguito un criterio scientifico di ricostruzione storico-politica, che procede per stagioni ed eventi...
ill., ril. "La curiosità mi incuriosisce." Così inizia questo saggio in cui Alberto Manguel, spaziando tra alcuni dei più grandi pensatori, scrittori e artisti, indaga lo stimolo che dalla notte dei tempi ci porta alla conoscenza e suscita in noi la tentazione di addentrarci nel proibito, nell'occulto, nel pericoloso. Non a caso, una delle prime parole che impariamo da bambini è "perché?". E una volta imparato a chiederlo non smettiamo più, anche se presto scopriamo che la curiosità è raramente ricompensata da risposte rivelatrici e che le domande rinviano continuamente ad altre domande. In "Una storia naturale della curiosità" confluiscono molti anni di letture, scrittura e pensieri, nati da una passione e da una vivacità travolgenti: nulla che possa ispirare curiosità è estraneo ad Alberto Manguel. In diciassette capitoli, dove i riferimenti letterari si intrecciano a riflessioni sulle ultime scoperte scientifiche, traccia infatti un percorso suggestivo attraverso i territori che conosciamo, ma senza trascurare di affacciarsi in quelli inesplorati che si aprono costantemente davanti a noi. E se Dante aveva voluto delle guide per i suoi viaggi, anche Manguel si sceglie le sue, e la principale è proprio Dante, perché le domande formulate nella "Divina Commedia" lo aiutino a tracciare la rotta delle sue. Domande sull'essere umano, sul nostro posto nel mondo, sulla relazione con la natura...
br. Il romanzo è la più importante delle forme d'arte occidentali, quella che raffigura la totalità della vita o, come è stato detto, l'"ammiraglia" che la letteratura schiera contro il pensiero sistematico, contro la scienza e contro la filosofia. Negli ultimi duecento anni nessun'altra forma d'arte ha ispirato altrettanti saggi critici e riflessioni, nessun'altra ha contribuito in modo così profondo a trasmettere modelli di comportamento e idee della vita sociale. Grazie al romanzo, la letteratura occidentale ha allargato il raggio dei propri temi e delle proprie forme, arrivando a raccontare qualsiasi storia in qualsiasi modo. Quasi cento anni dopo il saggio omonimo di Lukács, questo libro propone un'interpretazione complessiva del romanzo come fenomeno culturale e come genere letterario, come segno e sintomo della condizione moderna.
ill., br. Dal segreto, passionale amore inglese degli anni giovanili alle diverse corti di devoti che si sono periodicamente rigenerate attorno alla sua carismatica presenza, Elsa Morante è stata amata o idoleggiata lungo tutto il corso della sua vita . Un fascino, il suo, che si sprigionava fortissimo a dispetto di un carattere esigente e difficile. Eppure una sete inappagata d'amore percorre come un potente leitmotiv la sua biografia, consumandola fino ai suoi esiti estremi. Da un archivio di oltre 5000 documenti e da 300 lettere di Elsa acquisite successivamente presso i destinatari, Daniele Morante ha scelto e composto con un lungo e paziente lavoro circa 600 testimonianze esemplari della corrispondenza della scrittrice con gran parte dei suoi interlocutori più simpatetici e più assidui. Grazie a questa massa di materiali emergono fasi fin qui poco note della vita di Elsa Morante, le molte sfaccettature del lungo e complesso rapporto con Moravia, l'irrequietezza delle sue passioni umane e intellettuali, le ragioni del precoce invecchiamento autoindotto, la sublimazione della propria femminilità nel ruolo di "alma mater" di ragazzini di vario talento o altri "Felici Pochi". E poi, naturalmente, la sua scrittura, le sue opere, i suoi lettori che le scrivono lettere spesso colme di ammirazione e gratitudine, anch'esse testimoniate nel volume. Un libro che restituisce l'immagine più vera della grande scrittrice, così lontana dai cliché stereotipati che ci vengono troppo spesso riproposti.
br. La riflessione sui temi del vivere associato e della sovranità accompagnò Lodovico Antonio Muratori lungo tutta la vita, portandolo a misurarsi con le grandi questioni che animavano il dibattito europeo. Difficile inquadrare la sua posizione dentro categorie nette, come più volte si è fatto oscillando tra un Muratori "ghibellino" e un Muratori controriformista. I testi pubblicati nel volume - il trattato Della pubblica felicità (scritto nel 1748 e stampato l'anno successivo) e i Rudimenti di filosofia morale (concepiti come lezioni di governo per il giovane Francesco Maria d'Este tra il 1713 e il 1715 e qui presentati per la prima volta in edizione critica) - costituiscono i nuclei del suo pensiero e consentono di abbracciarne il percorso comprendendone appieno la portata. Quella di Muratori, commenta Matteo Al Kalak, è una "modernità involontaria", i cui frutti più originali si nutrono di un'impostazione cristiana tradizionale. Secondo questo impianto, la politica è subordinata all'etica e il principe a Dio: il potere di chi governa è limitato dagli obblighi nei confronti dei sudditi, in primo luogo quello di renderli felici; a guidarlo sono le virtù cardinali, declinazioni di un valore supremo e inderogabile, la carità cristiana, base della coesione sociale. Con un saggio di Cesare Mozzarelli. Presentazione di Fabio Marri.
brossura La "Narrazione cronologica" di Niceta, racconta, suddividendoli in 19 libri gli eventi caduti a Bisanzio tra il 1118 e il 1206. Le due date non sono casuali: la prima infatti segna l'avvento al trono di Giovanni Comneno e la seconda la caduta della città e dell'impero bizantino. In questo volume la sua narrazione si avvolge a spirale attorno a grandiose figure di tiranni che campeggiano a tutto tondo. Al centro dei libri IX-XIV è infatti il ritratto di Andronico I Comneno, un malvagio scaltro cialtrone, lacrimoso e teatrante, che possiede la stessa fantasia nel male dei grandi malvagi di Shakespeare. Attorno a lui la crudele plebe di Costantinopoli, gli "stramaledetti Latini", gli spavaldi e boriosi Normanni.
ill., br. Fotografie di Ian Berry, René Burri, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Martin Parr, Ferdinando Scianna.
ril. Completato il suo viaggio attraverso le regioni del Peloponneso (libri II-VIII), l'itinerario di Pausania prosegue con la Beozia, terra confinante con l'Attica da cui era partito (libro I). Nel libro IX, dunque, lo scrittore muove da Platea, dove la battaglia del 479 a.C, con la morte del comandante in capo persiano Mardonio e la vittoria della lega ellenica condotta dallo spartano Pausania, sancì la fine dell'invasione persiana della Grecia, e chiude con Cheronea, dove Filippo di Macedonia sconfisse nel 338 un esercito di città greche, che persero così per sempre la loro indipendenza: due luoghi dal forte valore simbolico per tutta la grecità perché ad essi corrispondono due eventi cardine della storia greca. Domina il libro, però, Tebe, la capitale, con il suo tragico passato di lotte fratricide e odi insanabili. La Beozia, tuttavia, è anche la terra della poesia, della musica, degli oracoli e della mantica. E soprattutto dell'Elicona. Alle dee di questo monte, le Muse, alla loro origine e alla loro iconografia è dedicata una trattazione specifica. Sulle pendici dell'Elicona, nel loro santuario, si trovavano le statue di poeti, musici e cantori: tra questi Esiodo, che proprio lì era nato, e del quale l'autore ricorda l'investitura poetica.
brossura
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brossura Come le scrittrici italiane di fine Ottocento e primo Novecento hanno rappresentato la donna nelle sue vesti di lavoratrice? Quali immagini e considerazioni emergono sul ruolo femminile e sui nuovi compiti cui veniva chiamata? Serve, stiratrici, mondine, operaie, maestre rurali, scrittrici, giornaliste, attrici e chanteuses scorrono nelle pagine di Marchesa Colombi, Matilde Serao, Clarice Tartufari, Annie Vivanti e di altre firme ancora, note e meno note. Istantanee o ritratti a tutto tondo che fotografano il passaggio della storica "metà dell'uomo" al di fuori del protetto focolare domestico.
br. Autore eclettico e dalla produzione ricchissima, Edmondo De Amicis seppe interpretare con acume e ironia la società in cui visse. Sebbene la sua dimensione creativa ideale coincidesse con la forma breve e incisiva dell'articolo, del bozzetto e della novella, egli si cimentò a più riprese con narrazioni lunghe e articolate, con fini e risultati differenti. Questa monografia si propone come indagine complessiva sugli esiti letterari deamicisiani. Seguendo cronologicamente una varietà di temi e problemi cari all'autore, il libro ricostruisce la dimensione umana e intellettuale di uno scrittore che troppo spesso è stato liquidato con facile ironia o letto in modo parziale, privilegiando solo alcune delle sue opere più note e lasciando nell'ombra la complessa vastità e varietà della sua produzione narrativa e saggistica. Questo libro opera un primo complessivo assestamento critico interpretativo dell'intero corpus deamicisiano e si pone come punto di partenza per future letture integrali di un autore su cui molto resta da indagare e che è ben lungi dall'aver cessato di comunicare all'Italia e agli italiani di oggi e di domani.
ill.
br. Dopo le passioni e le metamorfosi del testo gli studiosi di Pirandello affrontano il tema dell'illusione e dell'affabulazione nella narrativa dello scrittore novecentesco e, più in generale, nel modernismo europeo. Il volume è diviso in quattro sezioni ognuna delle quali permette di mettere a fuoco un aspetto peculiare della tematica. La prima parte pone l'accento sul rapporto tra modernismo e narrativa, proponendo un parallelismo tra "Uno nessuno e centomila" e "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, tra novità tecniche e il gioco degli stati di materia che compongono l'universo immaginifico di Pirandello. Segue la seconda sezione incentrata sul paradosso di verità e finzione, "fil rouge" dell'opera pirandelliana: da "Suo marito", fotografia primo-novecentesca della Roma dei cenacoli letterari, alla filigrana dannunziana che si cela dietro il "Fu Mattia Pascal", fino al percorso creativo de "Il figlio cambiato", novella che si fa romanzo. La poetica pirandelliana, in continua tensione tra vero e falso, sogno e illusione, paradossi e nevrosi, ha segnato lo stile di molti autori contemporanei; al meccanismo della doppia finzione, mediata, nelle opere di Savino, Pessoa, Tabucchi e nel teatro di De Filippo è dedicato il tema centrale della terza sezione del volume, percorso verso il Duemila che prende spazio nella quarta e ultima sezione, con saggi su Totò maschera pirandelliana.
ill., br. Questo studio intende esplorare la figura e l'opera di Elio Vittorini colta nel periodo compreso tra gli anni immediatamente successivi alla chiusura della rivista "Il Politecnico" e la morte dello scrittore, con lo scopo di documentare la sua composita attività narrativa, critica ed editoriale, di riflesso alla nascita di opere e iniziative destinate a divenire indicative della sua inesausta ricerca di una ideologia della letteratura nel clima culturale del secondo Novecento. Il non-finito, l'opera aperta, come il fenomeno della riscrittura - studiati, tra altri fattori, su documenti editi e inediti - rappresentano, accanto a progetti come il "numero zero" della rivista "Gulliver" e gli appunti de "Le due tensioni", non un punto di arrivo, bensì di rinnovata partenza: lavorare per una utopia, una nuova Letteratura a tensione razionale, e crederla possibile nel divenire storico.
13 x 19, brossura, Milano, Bompiani, Nuova corona Bompiani, 1997, 146 pp. Prose disperse e rare e L'inedito Bagaglio presso a cura di: Cristina Nesi. Raro, in buone condizioni generali, come nuovo.
<p>18 cm, brossura editoriale in mezza tela, p. XI, 157. </p>
Dante Alighieri La Divina Commedia vol. 4 della letteratura italiana. , Ricciardi 1962-09-01, Sovracoperta un pò rovinata soprattutto ai margini Buono (Good) . <br> <br> <br> 1278<br>
Buono, bross. ill., 21 cm, 160 pp, ingialliture, strappetti in copertina, normale usura
In 16? (cm 16), Brossura originale, pagg.191 minime abrasioni e segni del tempo alla cop., timbro omaggio alla sguardia, buon es. Angelo Guacci (Trani, 1902 - Ascoli Piceno, 1995), laureato in giurisprudenza, scrittore, poeta, drammaturgo, traduttore, direttore dei periodici "Kursaal" e "L'acerba, fu primo Consigliere prefettizio nella Prefettura di Ascoli Piceno, dove si era trasferito nel 1935, partecipando anche all?organizzazione clandestina del Partito d?Azione e alla Resistenza Picena. Prima ed unica edizione
In-8° (21,1 x 14 cm), pp. XI, (1), 695, (1), legatura coeva in tela con cornici a secco ai piatti, titoli in oro, sbiaditi, al dorso e fregio architettonico in oro al centro del piatto anteriore. Qualche segno d'uso e del tempo alla legatura, con piccole rotture della tela nella parte superiore e in quella inferiore delle cerniere. Tagli decorati. Firma d'appartenenza di mano coeva al recto della guardia anteriore. Rinforzo in carta giapponese nella parte interna delle cerniere, lungo la piegatura tra la controguardia e la carta di guardia. Nel margine inferiore della carta con le pagine 419-420, strappo, che giunge ad interessare il testo, senza perdite, ben rimarginato con carta giapponese. Qualche piccolo, leggero segno d'umido ad alcune pagine, pagine che presentano una normale patina del tempo. Per il resto, ben conservato. Table des matières: Introduction. Première période. Deuxième période. XIVe et XVe siècles. Troisième période. XVIe siècle. Quatrième période. XVIIe siècle. Pierre Corneille. Jean Louis de Balzac. Vincent Voiture. René Descartes. Blaise Pascal. Mme. de Sévigné. Jean Racine. Molière. Jean François Regnard. Nicolas Boileau Despréaux. Jean de la Fontaine. Jean de la Bruyère. La Rochefoucauld. Jacques Bénigne de Bossuet. Lamothe Fénelon. Esprit Fléchier. Cinquième période. XVIIIe siècle. Fontenelle. Voltaire. Montesquieu. Buffon. J. J. Rousseau. Bernardin de Saint-Pierre. Denis Diderot. Jean-Le-Rond d'Alembert. Luc de Clapiers, marquis de Vauvenargues. Massillon. Mirabeau. Le Sage. Jean Pierre Claris de Florian. Jean Jacques Barthélemy. Charles Rollin. Frédéric II. Jean Baptiste Rousseau. J. B. Louis Gresset. Marie-André Chénier. Jacques Delille. Sexième période. XIXe siècle. Germaine Necker, Baronne de Staël. François René de Chateaubriand. George Cuvier. Pierre Jean Béranger. Charles Nodier. Paul Louis Courier. Victor Hugo. Alphonse de Lamartine. Alfred de Vigny. Jean Guillaume Viennet. Émile Deschamps. Jean François Casimir Delavigne. François Guizot. C. Lacretelle. Augustin Thierry. Louis Adolphe Thiers. François Auguste Mignet. Joseph Michaud. Abel François Villemain. Henri Benjamin Constant de Rebecque. Félicité Robert de Lamennais. Xavier de Maistre. Pierre Simon Ballanche. George Sand. Prosper Mérimée. M. de Barante. Edgard Quinet. Jules Michelet. Octave Feuillet. Achille de Salvandy.
in-16°, pp. XXII-199. Bross. edit. mancante del piatto post.