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ill., br.
brossura Secondo gli autori del volume, il mondo starebbe correndo verso la rovina, perché ha rifiutato Dio e perché l'uomo ha posto se stesso al centro dell'universo. La gente comune non avrebbe più modo di conoscere la realtà di quello che sta succedendo: ogni fonte di informazione sarebbe ormai asservita al potere e userebbe ogni mezzo per nascondere la verità. Anche la Chiesa sta accettando supinamente quanto le viene proposto dai media mondiali per non doversi opporre al politicamente corretto. Una delle voci che più si sono fatte sentire in questi ultimi tempi e che hanno avuto il coraggio di parlare chiaro in tutti i campi, spaziando dalla politica alla religione, è quella di Maurizio Blondet, che gestisce il blog Blondet & Friends. In questo volume è raccolta una selezione di articoli tratti dal suo blog.
br. Un saggio irriverente sulla cultura borghese e il conformismo, nel quale si scatena lo spirito incandescente di Léon Bloy. Léon Bloy (1846-1917) fu in continua polemica con la società del suo tempo, e in particolare con la borghesia e la sua cultura, irridendone i "luoghi comuni" in questa Anatomia, apprezzata in particolare da Walter Benjamin. Molti di questi "luoghi comuni" sono tuttora presenti nel mondo contemporaneo ché, nella sua essenza, la borghesia non è certo cambiata (al suo opposto ci sono per Bloy i poveri), nonostante i suoi faticosi aggiornamenti. "Bisogna mangiare per vivere", "Gli affari sono affari", "Tutte le strade portano a Roma"... Con verve satirica di prim'ordine, Bloy li mette in discussione con spietata e implacabile acutezza, mostrandone superficialità e stupidità. Ognuna di queste esegesi ha il piglio del racconto, la forza dell'esempio. Forse solo Flaubert con i suoi Bouvard e Pécuchet così formidabilmente stupidi è stato pari a Léon Bloy.
ril. «Non si tratta di un'ennesima vita di Napoleone - scrive Gennaro Auletta nell'introduzione -. E neppure di un'interpretazione del "caso Napoleone" secondo criteri di contingenza politica, sociale, militare, psicologica o che so altro. Bloy non è uno storico, nella comune accezione del termine; gli manca assolutamente la capacità di immergersi nel relativo e di cercarvi le cause o le concomitanze. "Non solo non sono uno storico, ma ignoro la storia. Bisogna vedere in me una specie di sognatore, di visionario, se vi piace, ma niente più", scriveva a Jean de La Laurencie il 31 agosto 1913; e questo perché "sarebbe un errore gravissimo e funestissimo credere che io sia un pensatore, un intellettuale. Io conosco in realtà poche cose e ho capito soltanto quello che Dio m'ha fatto capire quando mi son fatto simile a un bambino" (Lettera alla fidanzata, 31 ottobre 1889). Bloy sta sempre dalla parte dell'Assoluto, guarda le cose e gli uomini sub specie aeternitatis, e sotto questo aspetto può essere considerato benissimo come un originale, anche se non sempre accettabile, esegeta della storia, che possiede una sua filosofia o meglio teologia della storia». Ma questa edizione dell'Anima di Napoleone, che appartiene ai testi più visionari del grande scrittore cattolico francese e arriva a fare del Bonaparte "la Faccia di Dio nelle tenebre", ha dalla sua il cimento, ormai ottant'anni fa, nel 1939, di un grande autore italiano oggi forse misconosciuto, Domenico Giuliotti, che curò la traduzione del libro e scrisse per l'occasione un saggio e una "nota biografica" cariche d'ispirazione. Possiamo dire che su queste pagine si sono incontrate le voci di un profeta apocalittico e di un poeta amante della parola scabra e arcaica, accomunati dal sentimento intransigente di un cattolicesimo difeso fino all'ultima stilla di sangue ma senza passatismi, anzi attraverso una contundente e moderna plasticità della parola che testimonia la forza di idee e convinzione di entrambi.
1793115259Wien, Prag: Franz Haas. 1793. 284 Seiten. 12,5x7,5cm. Zustand: Gut gering gebräunt, leicht wellig, gering bis leicht fleckig, ab Seite 200 im Seitenrand beginnt eine Feuchtigkeitsspur sehr klein und wird bis zum Ende größer (daumengroß) (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt und größerer Schrifteintrag auf der Rückseite vor dem Titelblatt; Zahlenwert auf dem Titelblatt; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Buch wurde wahrscheinlich nachgebunden; Gewebe (Roter Leinen)
1944225036Hamburg: Hanseatische Verlagsanstalt, 1944. 396 S. OPp., gebundene Ausgabe.
br. "L'inchiesta sul neorealismo condotta da Bo tra gli intellettuali italiani andò in onda sul 'Terzo programma' radiofonico della Rai tra l'ottobre del 1950 e il marzo del 1951, cinque anni dopo la liberazione, e già nel pieno di una restaurazione imposta in Italia dalla guerra fredda, dalla divisione del mondo nei due grandi blocchi d'influenza capitalista, quello a cui noi appartenevamo dopo Yalta e a cui si riferiva la Democrazia cristiana che con le elezioni del 1948 era il cardine del nuovo potere politico ("l'America"), e quello a cui si riferiva il maggior partito dell'opposizione, il Partito comunista ("la Russia"). In mezzo, un variegato arcipelago "laico", di sinistra, di centro, di destra. Di queste distinzioni Carlo Bo tiene il dovuto conto, non le esplicita ma sembra conoscere molto bene le propensioni, le simpatie di ciascuno degli intervistati. Cerca, nei limiti del possibile, di tenere il discorso lontano dalle loro opzioni politiche, e riconduce la questione nell'ambito di un discorso più stretto - le opere letterarie, il dibattito letterario - o di un discorso più vasto - la reazione alle passate strettoie, il bisogno di una nuova narrazione del paese e delle sue diversità e contraddizioni, i modi in cui gli scrittori hanno creduto di interpretare questa novità, un obbligo che è avvertito come anzitutto morale, a cui anche la letteratura è chiamata a rispondere..." (Dalla prefazione di Goffredo Fofi)
2 Voll. in un uno in 8o, pp. (LXI) 332; 351, mz. pelle (il dorso é un restauro moderno, i piatti sono coevi). Diverse testatine e finalini incisi. n.t. Prima edizione completa di tutti i canti. Traduzione in dialetto veneto dei XXIV canti. Ottimo (1637/ BOARETTI - OMERO - ILIADE - PROSA VERNACOLARE - DIALETTALE)
181944598ABRochdale, J. Westall, 1819. Gr.-8°. 494 S. Front. u. 10 Kupf. Leder. Rückenschild. Rücken- u. Deckelvergold, Innenkantenvergold. Calf. Label on spine,gilt on spine and boards, gilt inner edges. Ber.u. best. Tls. gebr. u. stockfl., unbeschn. Schöne Ausgabe. Rubbed and bumped. Partly browned and foxed, edges untrimmed. Very nice copy.
In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.292-(10) cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., lieve menda all'angolo superiore del piatto ant., ma buon es. Collana "Harmony oro", 138
brossura Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l'ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine. L'uomo che cammina è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte.
br. Dalla sua casa nel bosco nei pressi di Le Creusot, Christian Bobin - dialogando con Damien Le Guay et Jean-Philippe de Tonnac - ci parla di un tema che è alle radici della sua scrittura: il rapporto con la morte, "sorella gemella" della vita. Con un'oralità che ha la stessa sorprendente grazia che abita i suoi libri, Bobin ci guida in uno spazio dove chi è assente non cessa di essere presente, dove il dolore si trasforma in un'amplificazione della vita, illuminando l'esistenza di chi resta.
1949A436Berlin, Verlag Neues Leben 1949. Halbleinen mit Schutzumschlag, 8°, 197 S., 2. Auflage, mit Illustrationen von Ernst Jadzdewski, Schutzumschlag von Lothar Barutzki
1980Q776Berlin, Union Verlag 1980. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 53 S., 1. Auflage, Inhalt: Einer liest (Werner Bräuning) - Der Mahner - Der Tänzer Malige - In großer Gelassenheit oder Ein Nachwort (Helmut Baldauf) sowie zwei Schallplatten (unbenutzt) am hinteren Inneneinband
196611517Berlin, Union Verlag, 1966 1966. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 155 S., 2. Auflage. Schutzumschlag oben und unten leicht bestoßen.(Bilder im JPEG- bzw PDF-Format auf Anfrage). H
1980X299Lausanne, Editions Rencontre, o.J 1980. Kunstleder, 8°, 306 S., mit einem Nachwort von Erhard Schwalbe
<p>32 cm, ril. coeva in mezza tela, piatti marmorizzati, titolo in oro su tasselli al dorso, p. 461. 28 ill. a colori a piena pagina f.t. Capilettera di ogni novella illustrati. Testatine e finalini ill. in nero ad ogni novella.</p>
br. Apre il "Trattatello" una sintetica parabola della civiltà. Il destino di Dante è esempio della "pestilenza morale" che affligge la città. Esule, vittima dei tempi che sarebbe in altra situazione "divenuto uno iddio". Boccaccio compone una vivace immagine dell'Alighieri e tesse la laude della sua poesia, sublime perché sa "comporre scritture che, sotto il velo del significato letterale, celino profondità filosofiche, persino teologica dottrina". Boccaccio accomuna la scrittura sacra e quella poetica ricordando che poeta è non solo il depositario di una teologica sapienza, ma anche il ministro della verità, interprete e resuscitatore dei valori dell'humanitas.
1984285766Salzburg: Andreas. 1984. 304 S. : zahlr. Ill. (z.T. farb.), 1 Kt. 24 cm. Zustand: Sehr Gut; min. gebräunt (Innen); Ppbd.
1921C1423Leipzig, Insel-Verlag 1921. Ganzleinen, 8°, 1026 S., Dünndruck, 21.-30. Tausend, Übertragung von Albert Wesselski, mit einer Einleitung von André Jolles
ril. George Eliot, "nom de plume" di Mary Ann Evans (1819-1880), non fu solo una grande romanziera ma anche un'attenta studiosa del mondo ebraico. Per la scrittrice inglese, di cui proprio nel 2019 si celebrano i duecento anni dalla nascita, l'ebraismo fu molto di più di una religione, fu una grande cultura dai molti aspetti: una cultura nazionale, legata alla tradizione biblica e alla Terra d'Israele, ma anche una cultura diasporica, ricca di storia e di peculiarità. La passione della Eliot per il mondo ebraico la convinse a condividere idealmente le dure prove vissute dagli ebrei durante l'esilio - persecuzioni, espulsioni, emarginazioni, pogrom, roghi - e a dedicare a questo mondo i suoi studi e la sua scrittura. Nel suo percorso di ricerca, la Eliot fu coadiuvata da George Henry Lewes, suo compagno di vita, e dal grande maestro di ebraico Immanuel Deutsch, orientalista ebreo tedesco che sognava di contribuire al ritorno degli ebrei nella terra dei Padri. Proprio la perdita dell'amato maestro convinse la Eliot a scrivere il suo ultimo, grande romanzo: "Daniel Deronda". La trama è un omaggio al coraggio e alla determinazione dei primi sionisti. Non è un caso che uno dei personaggi chiave, il giovane Mordecai, ricordi Deutsch: come lui un idealista e come lui tradito dalla Morte. Con la sua scomparsa, Mordecai trasmette al giovane Daniel una missione preziosa. Il protagonista, con la moglie Mirah, parte così per l'Oriente per realizzare un sogno, anzi il sogno: dare una patria agli ebrei. "Daniel Deronda" è un'opera importante, non solo sul piano letterario ma anche su quello politico: con questo romanzo, la Eliot ebbe infatti una grande influenza sul nascente sionismo. Nei territori dell'Europa orientale dove gli ebrei erano vittime di violenti pogrom, alcuni di loro, entusiasti dinanzi alla sensibilità di una lontana signora inglese non ebrea, pubblicarono dei fascicoli dove riunivano i brani del libro in cui si inneggiava alla rinascita dello Stato ebraico. Migliaia di giovani, pronti a ribellarsi contro l'inerzia degli anziani e a lanciarsi nella grande avventura, si infiammarono leggendo le parole di Mordecai e Daniel. Purtroppo, "Daniel Deronda" è un libro poco conosciuto in Italia, ad eccezione di due importanti articoli di Dario Calimani e di una recente traduzione italiana (Fazi, 2018), priva però di corredo informativo. Comprendere il legame che unì, per tutta la vita, George Eliot all'ebraismo è fondamentale per apprezzare appieno il romanzo e la sua originalità. Per ricostruire questo rapporto, Elia Boccara si muove con competenza tra il profilo biografico della Eliot, il contesto storico e il tessuto narrativo, offrendo a tutti i lettori un quadro propedeutico, completo e avvincente.
ill., br. "Come è possibile cogliere l'essenza simultanea della modernità con nuove parole, forme e colori? Contro un futuro già scritto bisogna rompere i ponti con il passato, carico di millenni di memoria, ma inadeguato a cogliere la salvifica forza generatrice della contemporaneità." Quattro manifesti programmatici, due del padre nobile Filippo Tommaso Marinetti e due del grande Umberto Boccioni - scritti tra l'aprile 1909 e il giugno - luglio 1913. L'arte riscrive la percezione, la manipola o, addirittura, la sostituisce per presentare una diversa realtà. Ecco l'eredità fondamentale che ci hanno lasciato i Futuristi con cui l'arte contemporanea è chiamata, oggi più che mai, a fare i conti.
0364125195.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0282261710.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0267066368.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover