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199349124Mainz : Schmidt 1993. 239 S. : mit Abb. ; 25 cm Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
199324216Mainz : Schmidt 1993. 239 S. : mit Abb. ; 25 cm Top Zustand, Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband
198965831ABEmsdetten, Lechte., 1989. 8°. [13 : 21,2 cm = B/H]. 277 Seiten. Blauer Originalleinenband mit farbig illustriertem Schutzumschlag. - Ein sehr gut erhaltenes, sauberes Exemplar in fester Bindung und ohne Eintragungen. = 1. Auflage. Ein Nyland-Buch.
brossura «Fortunatamente tu non scrivi libri, ma fai, sai, riempi con la vita reale ciò di cui io ho solo sognato... questo è ciò di cui ho bisogno, ciò che ho trovato in te, ciò che amo: l'intero, l'indiviso». Così scriveva il trentottenne Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) nel 1944 dalla Cella 92 del carcere militare di Berlino-Tegel alla fidanzata diciannovenne Maria von Wedemeyer (1924-1977). Bonhoeffer doveva vedere Maria per l'ultima volta nel settembre dello stesso anno. Su ordine di Hitler in persona fu giustiziato il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenbürg. L'evoluzione di Dietrich Bonhoeffer da figlio di un professore dell'alta borghesia a stimato teologo e infine a cristiano radicale che scopre e vive la dimensione politica della sua fede culmina negli ultimi due anni della sua vita, che egli trascorse in carcere. Le sue lettere del tempo della prigionia al suo interlocutore teologico e amico intimo Eberhard Bethge dopo la loro pubblicazione nel 1951 (tradotte in 13 lingue) hanno commosso e influenzato il pensiero e le azioni di persone di ogni parte del mondo. La corrispondenza di Bonhoeffer con Maria, invece, il ruolo dell'amore per questa giovane donna nel suo sviluppo, è rimasto fino ad oggi sconosciuta. Le lettere vengono qui pubblicate per la prima volta. Esse presentano una inusuale storia d'amore. Le lettere sono tanto commoventi non da ultimo perché il lettore sa fin dal primo momento che ogni speranza è vana.
brossura Vladimir Giorgio Scerbanenco, ucraino di nascita (Kiev, 1911) ma italiano d'adozione e di formazione, è morto a Milano nel 1969 dopo essere stato uno tra i maggiori protagonisti della nascita e dello sviluppo della letteratura di massa in Italia. Autentica "macchina per scrivere storie", ha frequentato con perizia e disinvoltura tutti i generi cosiddetti "paraletterari" attribuendo loro nuova dignità. È stato autore di un centinaio di romanzi, di svariati racconti e di numerosi articoli che testimoniano un percorso letterario coerente, personale e innovativo riconosciuto in parte e solo tardivamente dalla critica. Circa vent'anni dopo aver significativamente contribuito al rinnovamento della letteratura "gialla" classica, alla fine degli anni Sessanta, ha usato la propria acuta sensibilità noir per sconvolgere l'immaginario letterario nazionale. In questi ultimi lavori, in particolare, non si tratta di risolvere un enigma, ma piuttosto di rappresentare e comprendere la sfera delle sofferenze individuali all'interno di più ampie determinazioni sociali che pesano fatalmente sulla possibilità del singolo di esperire razionalmente la realtà.
br. Dal 1945 a oggi l'interesse per il nazionalsocialismo, non solo in letteratura, non è mai scemato in Germania; si può dire anzi che sia andato sempre aumentando. La stessa constatazione si può fare per l'Olocausto: l'accrescersi della distanza temporale non ne fa un fenomeno pallido e scolorito, ma sembra anzi portarlo paradossalmente sempre più vicino a noi e renderlo sempre più concreto. Negli ultimi decenni, però, anche le sofferenze patite dai tedeschi durante e dopo la guerra - i bombardamenti, la fuga davanti all'avanzata dell'esercito sovietico, l'allontanamento coatto dai territori orientali dello scomparso Reich - hanno avuto un ruolo sempre maggiore nel discorso pubblico. Questo libro intende ripercorrere la "storia della memoria" tedesca degli ultimi settant'anni con i suoi "ricordi in competizione", analizzando ad esempio le trasformazioni simboliche che hanno investito nel tempo alcuni monumenti (come la Neue Wache di Berlino) e soprattutto le tendenze della letteratura, che in questa storia continua ad avere un ruolo centrale.
1991600677Marbach am Neckar: Deutsche Schillergesellschaft. 1991. 178 Seiten. 21cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Kleiner BL-Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband Außen hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Englisch Broschierter Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren); Englisch Broschiert
1991600678Marbach am Neckar: Deutsche Schillergesellschaft. 1991. 849-1286 Seiten. 21cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Kleiner BL-Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband Außen hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Englisch Broschierter Schutzumschlag (hat geringe Gebrauchsspuren); Englisch Broschiert
1965850563Desclee de Brouwer. 1965. 70; 63; 48; 48; 60. 19,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering gebräunt (Innen); Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Broschiert
2003620316Köln: DuMont-Literatur-und-Kunst-Verl. 2003. 87 Seiten. 22cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ohne Schuber; 1. Aufl. Gewebe (Oranger Leinen)
br. A un professore universitario in pensione viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa. Da quel giorno è costretto a confrontarsi con una nuova identità, che si affianca alla sua. Decide così di rendere conto di questa realtà attraverso la scrittura, allestendo una narrazione in cui si alternano le vicende di personaggi reali o immaginari, ciascuno con la propria storia e la propria voce: una piccola galleria di eroi esemplari attraverso cui illustrare un atteggiamento "dignitoso" nei confronti della malattia e trasformare la narrazione di un percorso personale in una riflessione disincantata sul declino che attende ogni organismo alle prese con il gran gioco della vita. La conclusione naturale di questo itinerario è un dialogo con la malattia stessa. Mr Myself, alterego dichiarato, e Mr Parky, la malattia, affrontano attraverso il filtro dell'ironia i temi inevitabili di sempre: la libertà, il destino, la fragilità del corpo di fronte alle ingiurie del tempo.
1933C1133Stuttgart/Berlin, Deutsche Verlags-Anstalt 1933. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 347 S., 1. Auflage, Einband und Umschlag von Erika Hansen
19197805Berlin und Leipzig, Schuster & Loeffler Verlag 1919. Pappband mit Goldprägung, 8 , 151 S., 4.-7. Tausend. Guter Zustand.
1920C1249Stuttgart/Berlin, Deutsche Verlags-Anstalt, o. J 1920. Pappband, 8°, 225 S., 456.-465. Tausend
19224046Frankfurt a. Main, Verlag Ruetten & Loening 1922. HLn, 8 , 259 S., Rücken schöner Goldschmuck. Einband leichte Gebrauchsspuren, Widmung auf Schmutzblatt.
1930C974Berlin-Wien, Glöckner-Verlag 1930. Kartoniert, 8°, 249 S., Titelbild und Illustrationen von Michael Biro, Band 34 der »Glöckner-Bücher«, Inhalt: Bonsels (Naemi, Der letzte Frühling) - Edwin Rollett (Der Stier) - A. de Nora (Die Witwe)
1996X3095Frankfurt/M, S. Fischer Verlag 1996. Hardcover, 8°, 122 S., aus dem Italienischen von Marianne Schneider, »An einem wunderschönen Fühlingstag des Jahres 1931 verläßt ein funkelnagelneuer Fiat 522 die Fabrik und begibt sich auf große Fahrt durch Italien. Wir als Leser sind dabei und erleben mit, was diesem kecken Automobil binnen 24 Stunden so alles widerfährt.«
br. La presente antologia raccoglie saggi di critici e studiosi dell'opera di Georges Simenon come Francis Lacassin (1931-2008) che a più riprese ha indagato la narrativa del papà di Maigret. Tra gli altri autori che danno vita a questo volumetto Giuseppe Bonura, scrittore e critico letterario scomparso nel 2008, Robert J. Courtine (1910-1998), scrittore e giornalista gastronomico, Ralph Messac (1924-1999), giornalista e avvocato. Il volume si completa con una breve antologia di brani degli scrittori François Mauriac, Jean Paulhan, Henry Miller e André Gide.
brossura «A differenza di altri critici portati all'applicazione della giustizia sommaria in ambito letterario, Giuseppe Bonura non invocava mai la regola del "non l'ho letto e non mi piace". Leggeva tutto, al contrario, specialmente quello che prevedeva non gli sarebbe piaciuto. Leggeva nella speranza di essere smentito, di scoprire che un narratore era cresciuto oppure che un critico aveva meglio focalizzato interessi e metodo di lavoro. E leggeva nel timore di essersi sbagliato, di aver operato un'eccessiva apertura di credito nei confronti di un autore che, invece, si era affrettato a capitalizzare la propria reputazione in chiave commerciale. Di tutti i peccati che in letteratura si possano commettere, l'unico che Bonura non era disposto a perdonare era infatti l'asservimento (intenzionale o, peggio ancora, involontario) alle regole del mercato, l'omologazione a un modello di intrattenimento "aeroportuale", il ricorso peloso alla ruffianeria e al compiacimento. Gli articoli raccolti in questo libro apparecchiano un dossier vasto quanto sorprendente, nel quale, pur ricorrendo frequentemente la stroncatura - un'arte oggi assai poco praticata, che Bonura sapeva rendere con sferzante ironia - non mancano gli esercizi di ammirazione, né le ammissioni di lealtà e valore pur in un contesto di aperto dissenso. Una lezione di "critica militante" esemplare e rara in questa società dove, anche e più che mai fra scrittori, vige il "politicamente corretto"».
ill., br. "Le meraviglie di Milano" è un'opera vivissima, piena di suggestioni per il lettore di oggi, scritta dal più grande autore lombardo del Duecento, Bonvesin da la Riva. Bonvesin ci regala una affascinante descrizione di Milano su molteplici livelli, un'opera che offre la possibilità di camminare con un pizzico di immaginazione fra le antiche case con i "coperti", le torri, le belle chiese, il rosso dei mattoni che si affacciano sul verde delle "ripe", tra fiumi pescosi e lucenti canali, il tutto avvolto in un grande flusso vitale. Con una felice regia, l'autore fa rivivere la realtà cittadina del suo tempo, le condizioni sociali, politiche, economiche di una città dai fitti commerci e dalla nascente industria, ma tormentata dalle ambizioni dei potenti. Introduzione e note di Maria Corti. Prefazione di Vittorio Sgarbi.
ill., ril. Opera di straordinario interesse scritta in latino intorno al 1288, "De magnalibus Mediolani" non è una cronaca ma un"'esaltazione della città": un genere letterario piuttosto diffuso nel Medioevo che proprio con Bonvesin acquista caratteristiche del tutto nuove. Al tradizionale encomio retorico si affianca infatti una più concreta dimostrazione argomentativa, basata su dati materiali ricavati in parte da cronache medievali e dalla "Stona dei Longobardi" di Paolo Diacono, ma soprattutto dall'osservazione e da una minuziosa indagine sul campo. In ciascuno degli otto capitoli in cui è divisa t'opera Bonvesin si dedica a dimostrare l'eccellenza di Milano sotto un diverso profilo, e nella sua indagine si fa accompagnare dal lettore in lungo e in largo per la città e il contado, a incontrare la gente, a vedere luoghi, edifici, attività, oggetti. In questo modo, il "De magnatibus" si rivela una preziosissima fonte per la conoscenza della Milano del Duecento e, più in generale, delle città italiane nella delicata fase di passaggio fra il Comune e la Signoria. Singolare anche la vicenda dell'opera, misteriosamente scomparsa dalla scena letteraria nel corso del Quattrocento e considerata irrimediabilmente perduta fino alla fine dell'Ottocento, quando a Madrid ne venne rinvenuto casualmente un manoscritto.
2007500245589Marabout 2007 12 6x1 4x17 6cm. 2007. Broché.
1998X1080Berlin, Rowohlt Verlag 1998. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 382 S., 1. Auflage, »Mit diesem Buch kann man überall anfangen und aufhören, es ist eine lektüre für Minuten, für halbe Stunden, für viele Wochen. Schon in kleinen Mengen wirksam. Dosierung und Effekt individuell. Vor Überdosis wird gewarnt: Zwischen Verspieltheit und Verrücktheit liegt nur ein Schritt.«
1907002685Leipzig, Insel-Verlag, 1907. Blauer Leinenband ohne SU, 51 Seiten, 8°. Erster öffentlicher Druck des Titels der bereits 1905 als Privatdruck erschienen war. Etwas berieben und am Rücken leicht ausgeblichen. Innen sauber und sehr gut erhalten.
19473227Rowohlt Verlag, Hamburg - Stuttgart, 1947. 122(3) S., OBroschur (kleinere Läsuren an de Kapitalen, eingeklebtes Zeitungsphoto von Borchert auf dem Titelblatt. Das Papier ist durchgehend - zeitbedingt - vergilbt. Der Buchblock ist fest, obwohl die Klammerheftung Rostspuren zeigt. 1.-5. Tausend. Umschlagzeichnung Karl Staudinger. WG 2.2. Insgesamt in einem ordentlichem Zustand. Good copy of this early publication by Borchert. 1. Auflage