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brossura
in-16, pp. (8), 240, broch. edit. (piccoli segni di usura). Edizione originale di questa raccolta di profili biografici femminili, apparsi già a puntate sull'''Illustrazione italiana''. D'Ormeville (1840-1924) fu autore drammatico, librettista, direttore di scena e giornalista. Buon esemplare, fresco, in barbe (antica firma di possesso al titolo).. .
All'Insegna del pesce d'oro, Serie letteraria, versione di Diego Valeri, stampato dalle Industrie Grafiche Pietro Vera di Milano su 220 copie su carta uso mano e 30 su carta Japon da I a L per gli Amici del libro 1 9x7 cm., personale legatura in piena pelle, cucito con filo, taglio superiore in oro, segnalibro, conservata brossura originale, pp. (19), in antiporta riprodotto disegno di Baldo Guberti, edizione a tiratura limitata e numerata, manca rivestimento in pelle al dorso, ma buon esemplare, riservato agli amici del libro n. XX/30. RARO
D. BRULLO Migrazione nello sconosciuto. Scritti di Giancarlo Sangregorio. Milano, Skira 2020 italian, 127 BTT137 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, con fotografie in b\n 127 pagine circaCopertina come da foto
CLASSICI ITALIANI collezione fondata da Ferdinando Neri, diretta da Mario Fubini, 14 - Introduzione - Abbreviazioni - Discorso introduttivo - Nota biografica - Nota bibliografica - La presente edizione - Avvertenza sui criteri di trascrizione - Pensieri - Controversia "De Auxiliis" - Istoria dell'Interdetto - Consulti - Modula di Collegazione fra la Repubblica e li Stati dei Paesi Bassi - Lettere - Indice dei nomi 1 23x14,5 cm., legatura in piena tela, fregi e titoli impressi in oro sul dorso, frontespizio incorniciati-filettati con fregi, sopraccoperta in acetato, pp. 708, 8 tavole in nero -pagine, frontespizio, minuta autografa ...- fuori testo, ristampa della prima edizione del 1968, ottime condizioni.
E' questa la stessa raccolta, con titolo e veste editoriale variat, ma con lo stesso contenuto e storie, delle "Delizie degli eruditi toscani" stampata sempre dal Cambiagi dal 1770 al 1789. Gamba 2705; Moreni I, 483; Razzolini, pag. 134-135 descrive tutti i volumi in maniera ineccepibile ed afferma essere "Raccolta assai rara". Edizione totalmente datata 1786, sconosciuta a tutta la bibliografia, da ritenersi rarissima, e che in parte deve considerarsi successiva alla prima, ma quanto agli ultimi volumi, antecedente alla medesima. Notevole curiosità editoriale, forse "escogitata" per far apparire la raccolta diversa da quella già pubblicata con il titolo "Delizie". 25 voll. In 8vo, con circa 9.000 pagine complessive e 5 grandi alberi genealogici con stemmi ripiegati fuori testo. Ottima legatura coeva in mezza pelle e carta decorata ai piatti. Dorsi con doppi tasselli bicolori, titoli e fregi in oro, tagli colorati. Il vol. 18 è proveniente dall'edizione Cambiagi del 1770-1789 ed è legato in piena pergamena coeva. Rarità, splendida la conservazione. Codice inv.1031114
Two volumes with continuous pagination. Illustrated engraved half titles. Thirty full page cooper engraved plates. Plate 25, The Phaeton, bound as "Frontis" in volume II. Plates 6 and 28 heavily foxed, other plates lightly foxed. Deckled edges. Wide margins. 235 mm. Volume II has printed paper boards, front board detached. Volume I lacks printed paper boards. Bindings need to be resewn. This Dance of Death deals with the visit Death eventually pays to people in all walks of life. Some are especially interesting and unusual, ie: the Boxer; the Cricketer; the Lawyer; the Alychemist, and, of course, the Antiquary. S&S/AI 32881. From the second London edition. Scarce. **PRICE JUST REDUCED AGAIN! AI BX 7
ill., br. L'edizione del diario del viaggio di Nicolò III d'Este in Terrasanta, accompagnata da un'ampia introduzione e un articolato apparato critico, ricostruisce un testo di grande interesse nel panorama della letteratura di pellegrinaggio medievale. Il lettore potrà respirare la religiosità dei Luoghi Santi e al tempo stesso immergersi nelle atmosfere cortesi-cavalleresche delle corti orientali visitate dal marchese. Completano il volume due appendici e indici dei nomi e dei luoghi.
In 24°(11x6,5); (7), 63, (1), pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Lorenzo Perosi in antiporta in bianco e nero. Testatine incise in rosso. Capilettere incisi. Esemplare intonso. Volume elzeviriano appartenente alla collana: Medaglie, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. SECOLO XX (prima metà). Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
ill., br. Cent'anni fa moriva Antonio Fogazzaro: uno scrittore più volte candidato al Nobel e oggi rientrato nella penombra. Seppur dai più etichettato come narratore "veneto" per la sensibilità al fascino della contestazione ideologica e dalla trasgressione amorosa ma, soprattutto, per i suoi versi eleganti e le avvolgenti atmosfere naturali e mentali, emerge in Fogazzaro una forte tinta lombarda, trasmessa dallo spirito materno, dall'attaccamento al paesaggio di Valsolda, agli anni cruciali nella Milano, e visibile nelle dense pennellate realistiche e umoristiche di "Piccolo mondo antico", fil rouge della giornata di studio bresciana e degli atti pubblicati. A presentare e introdurre il tema del volume è il saggio di Giorgio Bárberi Squarotti, fogazzarista di lungo corso, che si sofferma sull'antico e il moderno: i due "piccoli mondi" di Fogazzaro. Segue l'edizione critica e commentata di "Piccolo mondo antico", di Tiziana Piras che sta per inaugurare l'Edizione Nazionale. Adriana Chemello, specialista della letteratura di genere, illustra il rapporto fra l'autore e le donne, un mondo cui lo scrittore era assai sensibile, anche se in modi ben diversi da quelli tristemente celebrati dal casanova D'Annunzio. Giuseppe Magurno, docente nel glorioso liceo "Arnaldo", indaga il modo in cui l'autore ha trovato spazio nelle antologie scolastiche mentre Elisabetta Selmi, docente bresciana nell'università di Padova, propone una rilettura del dialogo Fogazzaro-Bonomelli in chiave religiosa.
br. Il volume indaga la presenza e l'incidenza dei fattori di matrice femminile che agiscono in Dino Buzzati sin dalle sue primissime prove narrative, a dispetto della tradizionale vulgata critica che ha spesso chiuso la questione rubricando i primi tre lavori (Bàrnabo delle montagne, Il segreto del Bosco Vecchio, Il deserto dei Tartari) all'altezza dell'assenza della donna. Benché essa, come essenza corporea, non tocchi i primi due romanzi né possa dirsi protagonista di quello del 1940, l'intento è di valutarne in prima istanza il riverbero in termini di manifestazione recondita, di "ombra", che procede dalle trasfigurazioni dei luoghi. È in questo senso che va inteso il cambio di prospettiva nella restituzione della donna che con la propria carnalità invaderà la produzione buzzatiana da Un amore. A questo scopo l'attenzione è stata posta sul grado di inurbazione che il personaggio buzzatiano (e Buzzati stesso) guadagna dopo il romanzo di Drogo, in specie attraverso la scrittura giornalistica e i casi di cronaca nera che conducono il nostro scrittore nei recessi più perversi dell'area metropolitana e dell'animo umano. I casi di cronaca nera affrontati dal Dopoguerra al termine degli anni Cinquanta risultano propedeutici a un nuovo, visibile livello di narrazione nel quale il desiderio di distruzione iuxta femina o le sue "ombre" confermano un travaglio rilevabile in germe sin dagli esordi.
A cura di Mario Scotti <BR>p. 776
Dante Alighieri La Divina Commedia vol. 4 della letteratura italiana. , Ricciardi 1962-09-01, Sovracoperta un pò rovinata soprattutto ai margini Buono (Good) . <br> <br> <br> 1278<br>
br. Nello spazio globalizzato della contemporaneità, il concetto stesso di distanza sembra essere stato abolito; eppure c'è chi ancora parla di centri e periferie, richiamando l'attenzione su un divario che si sta accentuando. Non sarà, dunque, anacronistico ripensare il nostro passato prossimo, gli anni dalla Liberazione al 'Boom', che costituirono per l'Italia uno spartiacque economico, culturale, forse antropologico. Moravia, Brancati, Parise, Pasolini, Bianciardi, Viani, Morante, Testori, Cassola, Meneghello, Fellini hanno raccontato il cambiamento, assumendo come punto di osservazione il rapporto tra giovani e sessualità, inscenato in vacillanti microcosmi marginali. Hanno rappresentato, cioè, le seducenti ambiguità insite nell'omologazione portata avanti dai centri e, al contempo, la varietà fascinosa e declinante di province e periferie.
br. Kamel Daoud è considerato una delle voci più importanti e indipendenti della cultura europea e mediorientale. Da quindici anni scrive per "Le Quotidien d'Oran", tra i maggiori quotidiani algerini, collaborando inoltre con diversi media e giornali stranieri. Dal 2010 al 2016 ha firmato circa duemila pezzi - all'inizio destinati al pubblico del suo paese, poi, vista la sua crescente popolarità, letti nel mondo intero - e più di quattrocento sono confluiti in questa raccolta, in cui il ritmo e il respiro della sua scrittura costruiscono un'estetica d'insieme coerente e compatta. Sia che affronti le questioni politiche dell'Islam, la radicalizzazione religiosa - denunce che gli sono costate una fatwa e l'esilio dal paese - o le delinquenze del regime algerino, sia che abbracci la speranza suscitata dalle primavere arabe, o che difenda i diritti delle donne, la sua è una penna originale, visionaria, impegnata e penetrante. Daoud è riuscito nell'impresa di fare della cronaca un vero e proprio genere letterario, offrendo ai suoi contemporanei uno specchio per interrogarsi, giorno dopo giorno - grazie o malgrado l'attualità -sugli uomini, sulla religione, sulla libertà.
br. Il volume raccoglie ventiquattro saggi riguardanti la sintassi, lo stile e la testualità della prosa e della poesia italiana dei secoli XIII e XIV. Il Novellino, il Decameron, il Convivio, la poesia dei Siciliani e la Commedia di Dante sono al centro di un'analisi che tiene conto anche di scritture minori e di carattere pratico. Un'attenzione particolare è dedicata ai segnali discorsivi e a vari aspetti di pragmatica storica. S'inizia con un panorama della prosa duecentesca, osservata nelle sue componenti tipologiche e testuali, e si conclude con l'analisi stilistica di tre novelle di Boccaccio. Il volume fornisce i mezzi per una lettura consapevole di opere antiche ma sempre potentemente vive nel nostro orizzonte culturale.
br. La trasformazione di Delhi in una metropoli del ventunesimo secolo è una storia entusiasmante, a tratti terrificante. Il boom successivo all'apertura dell'economia indiana ha tuffato la città in un tumulto di distruzione e creazione: baraccopoli e mercati sono stati abbattuti, centri commerciali e condomini sono sorti dalle rovine, grandi fortune sono state guadagnate. Ma la trasformazione è stata spietata, brusca e iniqua, e ha generato sentimenti sconcertanti: la città trabocca di rabbia e ambizione. Si potrebbe raccontare questa metamorfosi con l'immagine di un vulcano che erutta: Delhi oggi è il risultato di questa eruzione, di un vulcano nel cui nucleo caldissimo si è fusa la vecchia India e da cui sono usciti, devastando l'ambiente e la storia, ma anche portando novità e cambiamento, getti di lava incandescente sotto forma di cambiamenti sociali, economici e culturali incredibili e destabilizzanti. Questa opera ci permette di vedere Delhi con gli occhi della sua gente e attraverso una serie di incontri, con miliardari e burocrati, spacciatori e commercianti di acciaio, abitanti delle baraccopoli e psicoanalisti, veniamo immersi nella storia della sua trasformazione capitalistica. Intrecciando oltre un secolo di storia con il suo viaggio personale, Dasgupta ci offre il primo ritratto letterario di una delle megalopoli più in rapida crescita del ventunesimo secolo.
In 16? (cm 19), Brossura originale, pagg.84-(4) cop. ill. in rosso, testo in francese, mancanze al dorso, lievi mende al piatto ant., fioriture, firma d'appartnenza coeva a penna al frontespizio, annotazione a matita all'antiporta e a una pag. interna, peraltro buon es. Collana "Scrittori francesi", 48
Un volume con due opere (cm 19 x 13); pp. 76,(4); 109, (3); entrambe le opere hanno proprio occhietto e front. a caratteri neri; la prima è una ristampa identica all'edizione del 1942, mentre la seconda è una ristampa identica all'edizione del 1934; leg. in mezza tela verde e carta marmorizzata ai piatti, nomi degli Autori e titoli scritti a caratteri dorati al dorso. Rif.: IT\ICCU\CUB\0230923 e PBE\0006010. Cond.: lievi tracce d'uso e annotazioni a matita all'occhietto della prima opera; volume in buone condizioni generali
Prefazione di Claudio Magris - Collana Einaudi tascabili.Letteratura - Nota introduttiva - Indice dei nomi 1 19,5x12 cm., brossura, in copertina particolare di opera di Walter Crane, At Home, A portrait, pagg. X+350 (13 elenco titoli della Collana), prima edizione, come nuovo. ...designa un itinerario particolare di letture, quelle pi? intime, che aiutano a ritrovare un equilibrio interiore, letture esemplari: 365 brani, dal 1? gennaio al 31 dicembre, di autori che scrivono dei vizi, delle virt?, degli ideali, delle paure che animano ogni esperienza umana, dall'antichit? a oggi.
In 16? (cm 18,5), Brossura, pagg.121-(4) traduzione di Carlo Linati, buon es. Collana "I rossi e i blu"
br. "I Lettori di manoscritti" esce come articolo il 26 agosto del 1906 su "L'illustrazione italiana", periodico di cronaca e divulgazione fondato a Milano dalla casa editrice Treves. Scritto con il piglio e l'acume del giornalista, è una spassosa satira sull'usanza dell'epoca degli aspiranti autori di interpellare scrittori famosi per avere un giudizio sui propri scritti, mancando del supporto delle odierne agenzie letterarie. Lo stile, ben lontano dal sentimentalismo romantico tipico di De Amicis, rientra nell'altra sua tendenza al realismo e al bozzetto, che pure traspare nella sua produzione più squisitamente letteraria. Ma leggere uno scritto del De Amicis icastico e graffante come questo è davvero una piacevole novità letteraria, segno che anche il più romantico e paziente dei pedagoghi, talvolta, può cedere al disappunto - sentimento nobilissimo - di fronte allo sciacallaggio di chi non ha il minimo rispetto per la quiete altrui.
br. "Sull'Oceano", pubblicato nel 1889, è il solo romanzo italiano che affronti il tema dell'emigrazione, un fenomeno di ampiezza e importanza tali da incidere profondamente, tra Ottocento e Novecento, sulle sorti del nostro paese. Nel descrivere il proprio viaggio da Genova a Buenos Aires, l'autore illustra, con fraterna partecipazione, la miseria e la tenacia del popolo degli emigranti, costretti da condizioni di vita disumane ad abbandonare la terra natale. L'acuta percettività ai problemi della storia, insieme alla capacità di comunicare una morale ottimistica, per quanto venata di populismo, ne fanno una delle prove più riuscite di De Amicis.
br. Il 10 marzo del 1884 De Amicis si imbarca a Genova sul Nord America (qui ribattezzato Galileo dall'autore), che fa rotta verso Montevideo. Il viaggio durò 22 giorni. Furono giorni lunghi, senza possibilità di sosta in qualche porto, senza vedere mai terra, l'oceano era tutto intorno. "Sull'Oceano" (1889) è il solo romanzo italiano che affronti il tema dell'emigrazione, un fenomeno di ampiezza e importanza tali da incidere profondamente, tra Ottocento e Novecento, sulle sorti del nostro paese. Da parte di De Amicis vi è una grande partecipazione emotiva nei confronti dei veri protagonisti di questo 'viaggio': gli emigranti. Giovani lavoratori, giovani madri con i loro figli, donne gravide, animali, anziani, gente povera e gente benestante. De Amicis dipinge con immediatezza e forza narrativa il loro destino tragico, il tormento per ciò che lasciano e la speranza per ciò che si illudono di trovare: il risentimento per la 'patria che li ha traditi', il desiderio di riscatto, lo smarrimento e la paura di tutto ciò che è sconosciuto e nuovo. E la drammaticità della situazione dei passeggeri di 'terza' è acuita dal confronto con la condizione dei viaggiatori di 'prima': povertà e miseria contrapposte a lusso e spensieratezza. Così la nave che attraversa l'Atlantico diventa lo specchio dell'Italia stessa alla fine del secolo. Il testo di De Amicis risulta una delle sue prove letterarie più riuscite. Edmondo De Amicis (1846-1908), ancora giovane, lasciò la carriera militare per l'attività di giornalista, saggista e narratore. La sincera tensione morale della scrittura è l'elemento che ha fatto la fortuna della sua opera più celebre, Cuore (1886). Tante e celebri le altre sue opere. Prefazione di Mino Milani.