3 376 résultats
br. Prima di diventare la scienza che studia l'interazione tra l'uomo e l'ambiente, prima ancora di assumere le vesti di un discorso politico sui fragili equilibri del pianeta, e ben prima di essere irrisa dalla protervia inquinatrice di un Donald Trump, l'ecologia è stata, nell'America dell'Ottocento, un moto spirituale, una condizione dell'anima. Nessuno l'ha saputa interpretare meglio di Henry David Thoreau, il padre fondatore del trascendentalismo, l'osservatore accorto, il camminatore instancabile, il paziente tessitore di un lessico della natura fatto di parole lievi, semplici e profonde. Da Walden ai Diari, dalle descrizioni dei suoi viaggi nel New England agli scritti scientifici, Thoreau è stato un maestro insuperato nell'arte di pensare la natura raccontandola; aveva imparato, dal suo amico Ralph Waldo Emerson e dalla tradizione puritana, che la spasmodica ricerca di significati profondi ovunque nel creato è tutt'uno con una altrettanto puntigliosa intenzione di prendere sul serio i fenomeni indagati. In questa rigorosa antologia sul filo delle parole, in questo dizionario portatile concepito come un piccolo libro che Thoreau avrebbe potuto portare con sé lungo le sue peregrinazioni, nella tasca della giacca, la prospettiva del suo sguardo cambia continuamente di scala: si rivolge a volte all'estremamente piccolo (la voce Formiche), passando per il microcosmo di un Lago, un Fiume o un Bosco, per approdare altre volte all'estremamente grande (l'Oceano, il Cielo), fino a raggiungere una dimensione globale, attenta alla responsabilità dell'azione umana. Thoreau anticipa e fonda il meglio del pensiero ecologico-ambientalista che lo seguirà perché sceglie una posizione di «osservatore partecipante», senza il distacco che caratterizzerà i positivisti, ma anche senza i misticismi esotizzanti di fuga dalla civiltà che ne rappresentano oggi gli esiti più vuotamente ideologici. Tenendo sempre ben a mente di essere cittadino di quella giovane nazione borghese che è la sua America, Thoreau non dimentica di inserire se stesso e il suo mondo nella natura che scruta. Così, questo dizionario ecologico, concepito in occasione del bicentenario della nascita di Thoreau, è anche un lessico del nostro presente, del rapporto tra l'ambiente e chi lo visita, lo scopre, lo percorre, con tutta l'ironia e l'autoironia che danno voce al senso consapevole della limitatezza umana.
br. Come può un libro all'apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che Henry Thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del Massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché Thoreau è l'autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un'opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell'anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura. Con una introduzione di Wu Ming 2.
ril. "Walden" è il resoconto di un anno di vita solitaria nella campagna del Massachusetts che l'autore trascorse fra il marzo del 1845 e il settembre del 1847. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, e che è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Con un'introduzione di Wu Ming 2.
br. "Camminare e altri passi scelti" è una selezione di scritti di Henry David Thoreau, impreziosita dall'introduzione del filosofo Leonardo Caffo. È libro più completo e approfondito sul tema del cammino e del viaggio in Thoreau. Oltre all'oramai celebre Camminare (Walking, 1851), un ispirato e appassionato saggio breve in cui si affrontano i temi classici in Thoreau della natura selvaggia e del vagabondare, il volume propone alcuni passi inediti da lettere e diari dell'autore americano, sempre sul tema del viaggio e della scoperta della natura, qui pubblicati e tradotti per la prima volta in Italia. Completano il libro gli scritti brevi "Una passeggiata d'inverno" e "Notte e chiar di luna". In Thoreau il viaggiare per i boschi e l'esplorazione della natura non è solo un rifugiarsi dal caos della civiltà moderna ma anzitutto un tentativo di ricerca ed elevazione spirituale. L'incontro con le foreste, i fiumi e i laghi si configura in questi scritti come un vero e proprio itinerario dell'anima, profondo e toccante, che Thoreau intraprese durante tutto l'arco della sua vita. La curatela e le nuove traduzioni riccamente annotate di Stefano Paolucci donano al lettore italiano punti di vista inediti e preziosi sul lavoro "naturalistico" di Henry Thoreau.
ill., br. La poiana codarossa e il pino sono amici. Il motivo per cui la poiana resta nei boschi, lontana dalle città, è lo stesso per cui ci resto anch'io. Quest'uccello si posa con fiducia in cima a un pino bianco, non però sul vostro gallo segnavento. Quest'uccello non farà parte del vostro pollame, non depone uova per voi, nasconde sempre il suo nido. Benché rapace, non lo è intenzionalmente. L'uomo poco comprensivo considera un peccato che alcuni animali abbiano una natura selvaggia e si comportino come estranei verso di lui, come se tutta la loro virtù consistesse, nella loro addomesticabilità. Il suo fucile è sempre carico e pronto al loro sterminio. Ciò che chiamiamo stato selvatico è una forma di civiltà diversa dalla nostra. La poiana evita il contadino, ma ricerca l'amichevole riparo e sostegno del pino. Non si abbassa a camminare nell'aia, ma ama librarsi sopra le nuvole. Ha il suo proprio modo di vivere, ed è splendida così, eppure vorremmo sottometterla al nostro volere. Parimenti, qualsiasi straordinaria opera d'arte risulta estranea e selvaggia alle masse, proprio come il genio.
br. «Anticamente i re inglesi consideravano le foreste indispensabili per i loro svaghi e per la caccia, e talvolta distruggevano i villaggi per accrescere l'estensione di quelle esistenti o per crearne di nuove; io penso che fossero animati da un autentico istinto vitale. Perché non dovrebbe esser così anche per noi, che abbiamo rinunciato all'autorità del re, che abbiamo le nostre risorse nazionali, dove non è necessario distruggere villaggi, dove possono sopravvivere l'orso e la pantera e persino qualche esemplare della razza dei cacciatori, senza essere "civilmente" cancellati dalla faccia della terra? Perché allora non difendiamo le nostre foreste, non solo per far divertire il re, ma per salvare, lui, il re, il signore della creazione, - non per lo svago o per il cibo, ma per lo spirito e per la sua autentica rigenerazione? O vogliamo, da stolti, dissodarle tutte distruggendo il nostro stesso territorio?».
br. Un saggio breve e folgorante, profetico, in cui il maestro del pensiero americano dell'Ottocento mette in guardia dai pericoli della civiltà industriale. Un libro che individua nella natura selvaggia la vera patria dell'uomo e nel vagabondare per boschi la salvezza spirituale. Un inno alla libertà dell'uomo che vede nel camminare un moto di elevazione spirituale, un itinerario interiore verso la purezza infinita e divina.
br. Tra il 1849 e il 1855 Thoreau fece tre viaggi attraverso la penisola di Cape Cod, nel Massachusetts. Il volume è dunque il racconto dei viaggi alla scoperta di questo evocativo tratto della costa del Massachusetts, un'esile lingua di sabbia in bilico sull'Atlantico, percorrendo la quale l'autore arriva a capire il complesso rapporto tra il mare e l'uomo. Nei suo viaggi, si adatta ad alloggiare nei fari, in capanne da pesca o fattorie isolate, passando i suoi giorni a vagare sulle spiagge per osservare l'ampia varietà di vita e di morte offerti dall'oceano. Proprio attraverso queste osservazioni dirette Thoreau scopre che l'unico modo per conoscere veramente il mare, la sua profondità, il suo fascino selvaggio, la varietà di vite che in esso si animano, è studiarlo dalla riva. Cape Code, alla stessa stregua di Walden, è ricco di percezioni e di precise descrizioni, e soprattutto dello stupore di essersi imbattuto in una nuova frontiera così vicina a casa, dalla quale è possibile osservare tutta l'America.
brossura Pensieri e aforismi tratti dalle opere di Henry David Thoreau (1817-1862), a cura di Giovanni Bernuzzi.
br. «Una lontana betulla bianca, ritta su una collina contro il cielo bianco e brumoso, sembra, con i suoi ramoscelli sottili, così distinti e neri, un millepiedi che si arrampichi in paradiso.» Righe come queste, tratte dal suo "Diario", riassumono la visione filosofica e naturalistica di Henry Thoreau sul mondo vegetale. Precursore del pensiero ecologista, pone gli alberi al centro della propria vita intellettuale ed emotiva, instaurando con loro un profondo dialogo e tentando così di catturarne l'essenza. "Ascoltare gli alberi" propone una scelta di pagine suggestive dove gli alberi sono descritti come persone in carne e ossa, come amici fedeli che meritano il più grande rispetto, come compagni di vita che in ogni stagione offrono, per lo stupore di chi li contempli, l'immagine di una natura meravigliosa e in continuo mutamento.
br. Inoltrarsi nella foresta e immergersi nella natura per allontanarsi dalla vita sociale e guarire i mali dell'animo ritrovando l'armonia. Questo splendido resoconto di pensieri, elaborato da Thoreau durante le sue escursioni solitarie e trascritto nel 1862, rievoca i grandi spazi vergini degli Stati Uniti. Una sezione è dedicata all'arte di camminare, che consiste anche nella capacità di staccarsi dai pensieri quotidiani per guardare dentro di sé ed entrare in sintonia con la natura incontaminata e selvaggia. Con una nota di Marina Corradi.
ill., br. Tra il 1849 e il 1855 Thoreau fece tre viaggi attraverso la penisola del Massachusetts e, come sempre, annotò ogni cosa nei suoi diari. Poi, per qualche anno, se ne andò in giro a raccontare luoghi e uomini di quell'esile lingua di sabbia in bilico sull'Atlantico che è Cape Cod, in una serie di conferenze rimaste memorabili per fascinazione e humour. Da queste esperienze, in cammino lungo il braccio di terra che protegge la baia, nasce il volume dedicato a Cape Cod, qui presentato nella traduzione di Riccardo Duranti e arricchito dai suggestivi dipinti di un insuperato maestro dell'arte americana, Edward Hopper. Dalle solitudini dell'oceano a quelle sabbiose dei deserti interni, dai resti dei ricorrenti e leggendari naufragi ai villaggi rimasti arroccati all'epoca dei Padri Pellegrini, le pagine di Thoreau, sostenute da una prosa fluida e spesso impietosa, passano rapidamente dallo stile del diario a quello polemico, dalla storia naturale alla satira, dalla riflessione esistenziale alla parodia. La sublime bellezza dell'oceano e la titanica indifferenza della natura di fronte all'affannoso agire umano suscitano in Thoreau ammirazione e al contempo sconcerto, e danno vita a un repertorio di meditazioni di straordinaria potenza evocativa. Mare, salsedine, vento, fari, barche di pescatori, cetacei spiaggiati: non c'è aspetto della penisola che Thoreau non abbia passato al setaccio, come i granelli di sabbia che gli "riempivano le scarpe".
br. Ci sono cose tanto piccole, diffuse e banali da sembrare quasi trascurabili. Che ci siano non ci siano, o che qualcosa cambi nei loro riguardi, che importanza può avere? In realtà attraverso di esse si può talvolta cogliere il segno di un cambiamento sostanziale e duraturo, che ha effetti di enorme portata per l'Umanità. Questo è proprio il caso del mirtillo. Dopo un documentato excursus storico e botanico su quelli che erano frutti spontanei di una terra generosa, Thoreau denuncia il processo di «privatizzazione» ormai in corso. Le ampie estensioni di terreni e boschi comuni, regolati solo dall'avvicendarsi dei processi naturali, si stanno riducendo in modo drastico. E non è più possibile raccogliere liberamente quei frutti deliziosi, perché coltivazioni specializzate e rivenditori limitano al massimo la possibilità di procurarseli in modo autonomo. Tutto si è ridotto a una questione di soldi e di «utilità», senza più spazio per la bellezza e il contatto diretto con la Natura. Ma chi non prova amore per la Natura, non prova amore neppure per la propria vita e finisce per ammalarsi e morire. Perché la Natura fa ogni giorno del suo meglio per noi. Anzi esiste proprio per questo.
br. Le necessità dell'uomo possono essere ricondotte a quattro sole esigenze: cibo, riparo, abbigliamento e combustibile. Rinunciando a ciò che è superfluo, e abbracciando così un'esistenza all'insegna della semplicità e dell'autonomia, saremo in grado di guardarci intorno con occhi nuovi: ci accorgeremo di conoscere in verità «solo pochi uomini, ma una gran quantità di soprabiti e calzoni»; di non saper godere dell'aria aperta, mentre le nostre esistenze sono diventate domestiche più di quanto potevamo immaginare; scopriremo che, in fondo, «il viaggiatore più veloce è quello che va a piedi». Vicinissimo alla sensibilità dei nostri tempi, questo volume - tratto dal capolavoro Walden - è un vademecum per imparare a vivere secondo natura e prenderci cura del mondo che ci circonda.
br. Come può un libro all'apparenza cosi remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? "Walden" è il diario di due anni, due mesi e due giorni di vita solitaria trascorsi da Thoreau nella campagna del Massachusetts, in un capanno sulle rive del lago Walden. A queste pagine militanti e risolute, oltre un secolo dopo, si ispireranno i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Ma Walden è, soprattutto, un inno all'isolamento, il resoconto di un ritorno alla natura, per arrivare dritti al cuore smarrito delle cose. Prefazione di Paolo Cognetti.
In 16? (cm 18,8), Cart. edit., pagg.238-(14) traduzione di Laura Grimaldi, buon es. Collana "I rapidi", 7. Prima edizione italiana
8vo., Second Impression, with a frontispiece; cloth, gilt back, backstrip very faded else a very good, clean copy in unclipped dustwrapper, the latter lightly frayed at edges and with one closed tear at back panel. Published in the same year as the first edition.
Small format pamphlet with dust jacket. Light wear, small tears and discoloration to dust jacket. 6"w x 5 1/4"h. Woodcuts by Ellen Raskin printed in gray ink.
VG (no dj, dark blue cloth with gilt titles and gilt decoration spine and front boards, lightly worn top and base of spine and corners lightly rubbed,white endpapers with green decoration, just a little light scattered spotting endpapers and stain back endpaper, bookplate reverse of front free endpaper, printed on thick paper watermarked Waldorf, browning to outside of deckle edged pages, no foxing internally but small ?cigarette scorch marks penetrates a few central pages) 12mo 160pp. Anthology of poetry and prose.
Buono stato, coperta illustrata in cartoncino goffrato semimorbido, su I.a di coperta di Francis Bacon "Doppio ritratto di Lucien Freud e Frank Auerbach", particolare, 1964, bordo poco sfregato, abrasione, tagli poco ambrati, pagine ben conservate, macchiette su occhietto, cerniera stretta. Postfazione di Luigi Reitani. Traduzione di Claudio Groff. XXXI volume della collana Prosa del Novecento. Numero Pagine 132 USATO
Vol. in -8 (13 x 22 cm.), brossura editoriale illustrata a colori, pp. 134, (2). In buone condizioni. Collana: PROSA DEL NOVECENTO (N. 22).
brossura In questo saggio del 1925, l'intera storia del romanzo viene riconsiderata alla luce del pubblico: il ruolo di protagonista non spetta né al testo, né al suo autore, ma al "lettore". Un percorso dove è possibile ritrovare i germi della "teoria della ricezione". Testo francese a fronte.
In 8? (cm 20), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli in oro al dorso, sovracop. ill. a colori, pagg. 285-(6), traduzione di Maria Grzia Prestini, buon es.
brossura Nessun uomo è esente dalla febbre del gioco d'azzardo, che si insinua sottilmente e poi irrompe con una forza inarrestabile. Dal gioco medievale della zara alla moderna roulette e al poker, l'azzardo ha colpito e colpisce uomini d'ogni estrazione e tempo. L'antologia intende offrire uno spaccato, non esaustivo, di come l'uomo si è avvicinato al gioco d'azzardo in epoche e culture diverse. Da Boncompagno da Signa a Rabelais, da Goldoni a Parini a Ian Fleming, l'ideatore dell'agente segreto 007, nella prosa, nel teatro e nella poesia moltissimi scrittori si sono cimentati con questo tema, disegnando le varie sfaccettature del giocatore e del suo vizio. Alcuni, come Dostoevskij o Landolfi, sono stati accaniti giocatori loro stessi e hanno potuto maturare una visione "dall'interno" della febbre del gioco. Ogni brano prescelto è introdotto da un cappello che delinea le coordinate storico-culturali dell'opera da cui è tratto, ed è corredato di note a piè di pagina che spiegano, soprattutto per i testi più antichi, termini ed espressioni arcaiche o comunque di uso non comune.