3 376 résultats
105 pages. Follows the life of Morgen, nursing her dying father, Fritz, while working to develop her writing skills. The growth of her romance with Toni is told in that marvelous luminous prose that marks the finer work of the author. Average wear. Unmarked. Price sticker remains upon front cover. Book
In 16? (cm 18), Brossura, pagg.377-(6) timbro di biblioteca privata e firma d'apparenenza al frontespizio, segni del tempo alla cop., leggera gora marginale alle ultime carte, buon es. Collana "I garzanti", 251. Prima edizione.
br. Questi due saggi di Oscar Wilde sono dei veri e propri testi letterari e fanno parte della raccolta "Intentions" del 1891. "Il critico come artista" (1890) è scritto in forma di dialogo tra due amanti in una notte stellata: Gilbert (che impersona le idee di Wilde) ed Ernest discutono sul significato della critica d'arte. Il discorso si trasforma in un elogio dell'arte e dei suoi fini. L'arte e la critica, per Wilde, hanno un valore eversivo e sono in contrapposizione alla società. Da qui nasce il secondo saggio, "L'anima dell'uomo sotto il socialismo" (1891), dove si esprimono, forse in risposta al socialismo di George Bernard Shaw, le idee anarchiche di Wilde. Introduzione di Silvio Perrella.
br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
In-8° pp. XVI-51, bross. edit. con mancanze al dorso. Firma anonima sul piatto ant.
in-16°, pp. 478 con ritratto dell'autore in antiporta. Leg. in tela edit. con sovrac. Buono stato.
brossura Un grande scrittore celebre per le sue piccole frasi: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni"; "La donna: una sfinge senza segreti"; "Amo molto parlare di niente. È l'unico argomento di cui so tutto". Ecco una guida, divisa per "argomenti", per citare Oscar Wilde.
br. "La bellezza è una forma di genio", "So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni", "O si è un'opera d'arte, o la si indossa"... Una raccolta, organizzata secondo i temi che definiscono la vita e l'opera di Wilde l'arte, il piacere, la morale, la ricchezza - dei suoi celebri aforismi, ancora oggi ripetuti, usati, "commercializzati"; una lettura seducente, vitale, sgarbata, impertinente, affascinante dall'autore che fu definito da James Joyce "il più arguto parlatore del nostro secolo" e che fece dire a W.B. Yeats: "Non avevo mai sentito prima un uomo parlare con frasi perfette, come se le avesse tutte scritte faticosamente durante la notte, e tuttavia tutte spontanee".
br. Quale idea J. Rodolfo Wilcock avesse della critica e del suo status lo si inferisce da alcuni noti vezzi, come quello di recensire spettacoli che non aveva visto, o di inventarne di inesistenti, sulle cui tracce si gettavano subito tutti. Gli articoli raccolti qui coprono i due decenni più importanti della sua collaborazione a giornali e riviste (innanzitutto al "Mondo" di Pannunzio), e sono tutti dedicati al mondo delle lettere e alle sue singolari, ricorrenti, tormentose perversioni.
br. "Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il 'Tristram Shandy' di Sterne ... Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela". (Roberto Bolaño)
in-8° pic., pp. X-523. Leg. in tela edit. con tit. in oro al dorso. Ex libris all'interno in etichetta e a penna sul front. Buono l'interno.
br. Un attimo di silenzio, d'incredulità - un urlo - il grido Assassinio - la signora Lincoln si sporge dal palco, le guance e le labbra cineree, il dito che indica la figura che s'allontana, Ha ammazzato il Presidente... E ancora un istante di strana e incredula suspense - e poi il diluvio! - quel misto d'orrore, frastuono, incertezza - il rumore, da qualche parte sul retro, di zoccoli di cavallo che fuggono via galoppando - la gente che inciampa tra le poltrone e le ringhiere, le travolge...
br. Nelle sue "Visioni democratiche" la prosa magistrale e incalzante di Whitman riesce a dare vita a un saggio breve di grande impatto emotivo e intellettuale, a un pamphlet che pur esaltando le prospettive della democrazia, si sofferma anche sui suoi limiti e i suoi rischi. Whitman saggista si conferma infatti istintivo e anarchico come lo Whitman poeta, mantenendo la stessa forza evocativa e lirica. "isioni democratiche" è un saggio dai toni infiammati, che risente allo stesso modo dell'entusiasmo democratico di Whitman e della sua critica alla società e all'individuo moderno, che presenta inoltre varie chiavi di lettura: perorazione civile, invettiva, trattato politico e sociologico, storico e filosofico, soffermandosi su temi universali come l'equilibrio tra individuo e massa, tra conoscenza e ignoranza, tra libertà e dipendenza.
br. Colson Whitehead gioca a carte da sempre. Piccole poste tra amici, perlopiù scrittori con cui vince facilmente grazie alla sua "faccia da poker". Quando "Grantland", una rivista sportiva, si offre di pagargli l'iscrizione alle World Series di Texas Hold'em di Las Vegas, capisce però che deve fare sul serio. Così si sottopone a un duro allenamento per resistere ai sette giorni di torneo che lo aspettano, alla tensione e ai buffet dei casinò. "La nobile arte del bluff" è il racconto della sua immersione in un mondo che finora abbiamo conosciuto solo tramite la Tv. È una riflessione, tanto caustica quanto divertente, sull'America di oggi, la depressione e il peso dei nostri fallimenti.
br. "Uomo demoniaco e brillantissimo" diceva il necrologio di Terence Hanbury White, noto come Tim agli amici e come T.H. al resto del mondo. Erudito e letterato finissimo, inveterato misantropo, nonché calligrafo, artigiano squisito e naturalista affascinato dal ferino, nel 1937 restò avvinto da un trattato secentesco di falconeria e ordinò dalla Germania un astore, il più coriaceo fra i rapaci, per dedicarsi, ignaro, al suo addestramento. Questo libro è la cronaca di quell'impresa temeraria: non un manuale, ma il racconto di un'esperienza profonda e lacerante, il tentativo di sottomettere all'uomo "una persona che non era un umano". Il novizio non sapeva di avere a che fare con "un assassino" dai folli occhi di "un forsennato arciduca bavarese": eppure fra White, lo schiavo, e il suo tiranno, "l'orribile rospo aericolo" che per sei settimane lo impegnerà in un duello quotidiano, corre un vero "rapporto d'amore" perché il primo falco tocca sempre il falconiere nel profondo, e la sua perdita gli causa "uno smottamento del cuore" che lascia senza respiro.
br. Scritto tra il 1924 e il 1925, dopo la vittoria del Premio Pulitzer, "Come scrivere un romanzo" contiene consigli preziosi sulla scrittura e sulla lettura e una riflessione profonda sul rapporto tra queste due attività. In queste pagine Wharton racconta la nascita della moderna narrativa e fornisce indicazioni sulla costruzione dei personaggi, sui minuziosi equilibri dei racconti brevi e sugli impianti più estesi dei romanzi, e conclude con un capitolo dedicato a Proust. Tra indicazioni pratiche e meditazioni letterarie, il libro offre uno scorcio privilegiato sulla mente acuta di una scrittrice di primo piano nella sua epoca e tra le autrici classiche ancora oggi più amate e lette. In una nuova traduzione e con un saggio di Andrea Caterini. Con un testo di Andrea Caterini.
br. L'autobiografia di Edith Wharton è il racconto della vita intensa di una donna impetuosa, segnata da un'educazione rigida, ma capace di ironizzare sull'ipocrisia che reggeva il mondo in cui era cresciuta. Una vita di amori infelici e forti amicizie - celebre il suo sodalizio con Henry James -, di viaggi spericolati e peregrinazioni per l'Europa (prima la Spagna, poi l'Italia e infine Londra e Parigi), di passione civile e impegno umanitario al fianco dei profughi e degli orfani. Un'esistenza di letture intense, dedita a una scrittura assidua e disciplinata, che la rese una narratrice affermata nonché la prima donna a vincere il Premio Pulitzer.
br. Nel 2003, sull'isola di Flores, fu portato alla luce lo scheletro di un ominide destinato a riaccendere il dibattito sulle origini e l'evoluzione della nostra specie: l'Homo floresiensis risultava infatti alto poco più di un metro e dotato di una massa cerebrale estremamente ridotta. Una nuova specie, oppure un passo indietro nell'evoluzione? O forse un caso di nanismo, in una particolarissima area geografica dove sono state rinvenute ossa di rettili e cicogne giganti e di elefanti nani? Stuzzicato nel suo formidabile fiuto per le grandi storie, Westerman si immerge in un'indagine che lo porta dalle sponde della Mosa alle isole dell'Indonesia, sulle tracce dei nostri antenati. Presto, però, la questione delle origini si rivela elusiva, troppo disputata tra grandi paleontologi e scuole di pensiero, con i dibattiti scientifici spesso viziati da rivalità personali, prestigio internazionale e rancori postcoloniali. E la domanda su chi fosse l'uomo di Flores lascia spazio a interrogativi più disturbanti e urgenti: cosa ci rende geneticamente umani? Come è cambiata nel tempo la risposta a questa domanda, dalla paleontologia degli esordi alle tecnologie di oggi?
In 8? (cm 21), Leg. edit. tutta pelle, pagg. con titoli in oro al dorso, sovracop. ill. a colori, pagg. 319-(2), traduzione di Roberta Rambelli, segni del tempo e strappetti alla sovracop., buon es.
Mm 140x220 Collana: Fabula, n. 142. Traduzione di Marina Antonielli. Brossura editoriale con bandelle di 98 pagine. Esemplare in ottime condizioni, due fioriture al piatto anteriore. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Uscito nel 1905 e accolto con entusiasmo (8 ristampe nel primo anno) "Anticipazioni" evidenzia il convincimento di Wells (derivato dal Comte) che nessuna opera di rifondazione societaria sia possibile senza procedere prima a un rinnovamento intellettuale dell'uomo. Troviamo quindi i "New republicans" (la Repubblica di Platone è un evidente modello per Wells in questa fase) come araldi di quello statalismo elitario che sarà spesso prevalente e in cui si ritrova la concezione nietzschiana della tendenza superomistica. I "New Republicans" evolveranno nei "Samurai" di "Una utopia moderna" di qualche anno successiva e nel quale il percorso utopico del Wells fa un ulteriore passo in avanti. Percorso non scevro da umorismo e ironia come si riscontra in qualche altro romanzo del periodo ("Kips" o "The war in the air") ma che sempre tende a mettere in evidenza la "mediocrità" borghese, il suo immobilismo e la sua incapacità di incidere sulla realtà.
brossura Il pacifismo convinto di Wells si scontra con la vita dei territori in guerra. Come altri uomini di cultura dell'epoca volle recarsi al fronte per avere l'esperienza diretta di cosa significava l'atroce conflitto mondiale. Fu in Italia nell'agosto 1916, tra l'Isonzo e le "carrette siciliane" a Palmanova, così numerose che "non ne deve essere rimasta nemmeno una in Sicilia!". Poi di fronte alle rovine dalle cattedrali di Arras e di Soissons e dei villaggi di confine riconquistati dal contrattacco francese ma distrutti irrimediabilmente per la popolazione evacuata. E la guerra di "opinione" che Wells scopre così importante, forse per la prima volta nella storia tanto importante. Importanza compresa forse prima dalla Germania che dagli alleati; e gli umori delle popolazioni di fronte all'evento bellico. Accurata traduzione di Camilla Poggi Del Soldato (1862-1940) scrittrice, soprattutto per la gioventù, oggi praticamente dimenticata.