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A clean, unmarked book with a tight binding. This book has the scent of nag champa incense. Slight edge wear. 64 pages. Signed by James Tate on the title page.
Volume n.1 appartenente alla Collana:"Prose Varie". Brossura con copertina in cartoncino semi rigido, sovraccoperta con alette ripiegate, titoli al piatto e al dorso Segni del tempo e d'usura; dorso ingiallito, velature ai piatti, punte e bordo sciupate, tagli irregolari e bruniti. All'interno la legatura è stabile,le pagine ingiallite ai margini,integre ed intonse. Numero di pagine 124. USATO
in-16, pp. (3), 358, leg. coeva m. perg. e ang. Cerniera esterna del piatto ant. aperta per metà. .
br. Sotto il titolo generale di "Contracroniche" Sandro Sproccati presenta in questo libro una serie di testi saggistici o narrativi a forte vocazione inventiva, su argomenti di volta in volta filosofici, auto-introspettivi, immaginifico-storiografici o politico-polemici, nei quali la scrittura si dà come un coup de langage teso a cogliere di contropelo luoghi comuni e aspetti di realtà soggiacenti alle mistificazioni del pensiero imperante.
ill., br. Don DeLillo sceglie una prospettiva inusuale per parlare con la consueta lucidità di temi a lui da sempre cari: la vita dell'artista, la natura solitaria del processo di creazione, il carattere ossessivo e perciò incontrollato dell'arte in divenire. Lo fa accostando prodotti di diversi linguaggi espressivi - quello cinematografico, quello letterario e quello iconografico - e lasciando che dialoghino fra loro. I tre film ("Atanarjuat", "Trentadue piccoli film su Glenn Gould" e "Thelonious Monk: Straight No Chaser") disegnano così una costellazione che include il libro ("Il soccombente" di Thomas Bernhard) e la fotografia (un vecchio scatto che ritrae Thelonious Monk, Charles Mingus, Roy Haynes e Charlie Parker) e si accende di significato grazie alla lettura che DeLillo ne offre.
ill., br. Questo libro è diventato un piccolo "culto" nel mondo, soprattutto tra librai, bibliotecari e appassionati lettori. Carrión, autore colto e grande viaggiatore, ha percorso le strade di mezzo mondo visitando librerie e biblioteche di ogni tipo e parlando con le persone che considerano i libri un bene fondamentale per l'umanità. Dalle biblioteche e librerie innovatrici di Seul, in Corea, alle più belle librerie e biblioteche del mondo sparse ai quattro angoli della terra, dalle conversazioni su città e librerie con esperti come Alberto Manguel e Luigi Amara all'interpretazione delle biblioteche di Don Chisciotte e del Capitano Nemo, Jorge Carrión ci accompagna in un viaggio appassionato attraverso le meraviglie della lettura e delle persone che ne hanno fatto un'arte di vita. Nella prima delle storie che compongono il libro, "Contro Amazon", l'autore catalano enuncia sette ragioni (un manifesto) per cui opporsi ad Amazon: 1) Perché non voglio essere complice di un'espropriazione simbolica; 2) perché siamo tutti cyborg, ma non robot; 3) perché rifiuto l'ipocrisia; 4) perché non voglio essere complice del neo-impero; 5) perché non voglio che mi spiino mentre leggo; 6) perché difendo la lentezza accelerata, la vicinanza relativa; 7) perché non sono ingenuo.
br. Il Contro Celso di Origene è la confutazione del Discorso vero, un'opera scritta dal filosofo pagano Celso per calunniare e condannare i Cristiani. Data l'autorità dello scrittore cristiano, e il valore che possiede l'opera del filosofo pagano, che fu un significativo esponente del platonismo del secondo secolo d.C., il Contro Celso può essere considerato come la difesa e la giustificazione non soltanto della religione, ma anche della cultura cristiana degli attacchi di coloro, i pagani, che rifiutano al credente la possibilità di raggiungere un armonico equilibrio tra religione e conoscenza. Pur incentrato soprattutto sulla giustificazione della realtà cristiana nel mondo, il Contro Celso abbraccia tutto l'insegnamento di Cristo, del quale sottolinea non soltanto l'origine divina, ma anche la prosecuzione e l'inveramento della lunga, autentica, e nobile tradizione ebraica, che i cristiani intendevano far propria. Per questo motivo l'opera di Origene è, da una parte, una difesa del paganesimo, ma dall'altra, la riaffermazione orgogliosa che il cristiano può fare della verità che egli possiede e della propria collocazione nel mondo. Ricca di dottrina e di intuizioni teologiche e storiche, la replica di Origene può essere considerata come una delle più importanti opere del cristianesimo antico, il cui significato non si è certo affievolito ai nostri tempi. (Claudio Moreschini). Introduzione di Pietro Ressa.
br. "Come curare un fanatico? Inseguire un pugno di fanatici su per le montagne dell'Afghanistan è una cosa. Lottare contro il fanatismo è un'altra, completamente diversa. L'attuale crisi mondiale in Medio Oriente o in Israele e Palestina non discende dai valori dell'Islam. Non è da imputarsi, come dicono certi razzisti, alla mentalità araba. Ha invece a che fare con l'antica lotta fra fanatismo e pragmatismo. Fra fanatismo e pluralismo. Fra fanatismo e tolleranza. Il fanatismo nasce molto prima dell'Islam, del cristianesimo, del giudaismo. Viene prima di qualsiasi stato, governo o sistema politico. Prima di qualsiasi ideologia o credo. Disgraziatamente, il fanatismo è una componente sempre presente nella natura umana, è un gene del male." (Amos Oz)
brossura
br. Ben prima dei Fridays for Future o delle finte preoccupazioni green del turbocapitalismo, Robert Poulet esprime tutto il suo disprezzo di vecchio reazionario contro gli autoveicoli rumorosi, inquinanti e soprattutto plebei.
br. L'invito a non mangiare gli animali è un filo millenario, che va dai pitagorici agli gnostici, dai catari ai guru del veganismo contemporaneo, passando per Rousseau, Tolstoj e Gandhi: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi, divieto di mangiar carne e derivati animali. In questo testo intenso e di alto valore letterario, uno dei colossi della letteratura di tutti i tempi, Lev Nikolaevi? Tolstoj , espone le ragioni di una scelta che prima di tutto è etica. Prefazione di Massimo Filippi.
br. In un mondo ossessionato dal mito dell'eterno giovinezza, in cui si idolatra la perfetta forma fisica e viene ostentatamente ignorata l'idea stessa della vecchiaia, ecco le infuocate invettive di Poulet contro il luogo comune che santifica la gioventù, dimenticando che è solo uno stato passeggero, nel quale manca l'ingrediente principale dello vita: l'esperienza. Introduzione di Luigi Mascheroni.
br. Non la difesa speciale di questo o quel condannato, ma un'arringa in nome di tutti i possibili accusati, presenti e futuri, innocenti e colpevoli, davanti a tutti i pretori, tutte le corti, tutte le giustizie. Hugo fece sentire la sua voce potente ogni volta che si trattò di strappare una vita al carnefice, all'assassino di Stato: i suoi scritti contro la pena di morte sono accesi da uno spirito romantico che lacera ancora oggi le coscienze, gettando fino a noi le proteste della verità e dell'umanità contro la barbarie.
br. La fama di H.P. Lovecraft cresce costantemente nel tempo, e allo stesso modo cresce l'apprezzamento dei suoi lettori. Tuttavia, non molti di loro sono a conoscenza del suo conclamato ateismo e della sua lontananza dalla religione, che il creatore di tanti mondi inesistenti ribadiva in numerose occasioni. Questo libro contiene dunque gli scritti - pubblici e privati - in cui Lovecraft si è interrogato sulla funzione della religione, sul suo rapporto con la scienza, la realtà e l'indifferenza del cosmo, sulle ragioni della sua scelta atea. Non senza avanzare tesi a volte estremiste, a volte superate, a volte incredibilmente attuali. E spesso controverse, in perfetta coerenza con la sua personalità. Questa traduzione colma quindi un grande vuoto, e sarà senz'altro apprezzata da tutti coloro che hanno amato i romanzi e i racconti del grande scrittore. Forse li ameranno ancora di più, una volta conosciuto il suo universo filosofico. Prefazione di Christopher Hitchens, Postfazione di Carlo Pagetti.
br. All'indomani della sconfitta inflitta ad Atene da Filippo di Macedonia nella battaglia di Cheronea, il cittadino Leocrate liquida i propri beni e, in compagnia di un'etera, fugge all'estero per darsi agli affari. Otto anni dopo, Licurgo, oratore e influente uomo politico, lo trascina davanti all'Aeropago chiedendone la condanna a morte per alto tradimento. Ma perché, a distanza di cosi tanto tempo, un uomo di spicco dell'amministrazione ateniese intenta un processo contro un commerciante? Nella sua arringa appassionata, Licurgo contrappone al comportamento empio ed egoista dell'imputato gli exempla storici e mitici di coloro che hanno dimostrato la devozione per la patria anche a prezzo della vita. Leocrate sarà assolto per un solo voto, ma il suo processo getta luce su un delicatissimo momento di passaggio per Atene e l'intera Grecia.
br. "Contro Saint-Beuve" è il libro ombra della Recherche. Prima di scrivere il suo capolavoro, Marcel Proust consegna al "Contro Saint-Beuve" le sue considerazioni più profonde sulla necessità di scrivere. In questo libro straordinario si trova infatti l'impianto teorico della Recherche. Proust racconta il senso della sua scrittura: dare una forma alla memoria personale, farla emergere da oggetti altrimenti ordinari. Scrivere per dare un segno della propria esistenza che andrebbe altrimenti persa, nella convinzione che mai nulla del genere sia ancora stato scritto. "Contro Saint-Beuve" è un testo dalla straordinaria intensità, soprattutto per la sua forma diretta. A metà tra la critica letteraria e la confessione personale, è un documento unico della costruzione di un'opera immortale. Mentre nella Recherche, infatti, va in scena la mirabile costruzione artistica è solo nel "Contro Saint-Beuve" che si ha l'opportunità di ascoltare il lavoro del pensiero che si cela dietro il capolavoro.
br. "Contro Saint-Beuve" è il libro ombra della Recherche. Prima di scrivere il suo capolavoro, Marcel Proust consegna al "Contro Saint-Beuve" le sue considerazioni più profonde sulla necessità di scrivere. In questo libro straordinario si trova infatti l'impianto teorico della Recherche. Proust racconta il senso della sua scrittura: dare una forma alla memoria personale, farla emergere da oggetti altrimenti ordinari. Scrivere per dare un segno della propria esistenza che andrebbe altrimenti persa, nella convinzione che mai nulla del genere sia ancora stato scritto. "Contro Saint-Beuve" è un testo dalla straordinaria intensità, soprattutto per la sua forma diretta. A metà tra la critica letteraria e la confessione personale, è un documento unico della costruzione di un'opera immortale. Mentre nella Recherche, infatti, va in scena la mirabile costruzione artistica è solo nel "Contro Saint-Beuve" che si ha l'opportunità di ascoltare il lavoro del pensiero che si cela dietro il capolavoro.
br. Partendo da assiomi e idee sviluppate nell'ambito dell'ecologia dei media, questo volume rilegge quattro romanzi, ormai veri e propri classici del canone modernista e tardo modernista statunitense ("Il grande Gatsby"; "Manhattan Transfer"; "Chiamalo sonno"; "Il giovane Holden") per riflettere su come autori diversi per formazione ed esperienze di vita (Francis Scott Fitzgerald, John Dos Passos, Henry Roth, Jerome David Salinger) abbiano saputo captare le origini di un passaggio (non solo) culturale di fatto epocale, quello che ha portato a definire il Novecento come il secolo americano, il secolo inscritto nell'età elettrica o di Marconi. "Cosmopolis" di Don DeLillo è il romanzo che fissa il divenire di quel secolo attraverso uno specchietto retrovisore letterario che incornicia le intuizioni di quei classici.
Volume di prosa della collana a cura di Giancarlo Majorino, impreziosito da VIII ( 8 ) disegni di Vanni Rossi, applicati a mano sui fogli. Brossura sottile con copertina opaca, in cartoncino semirigido con bandelle, toni diffusamente schiariti, marcatamente al dorso, impronte da manipolazione e scuriture da polvere. Pagine ben conservate, avoriate, rara fioritura ai tagli. Dedica con probabile firma autografa all'occhietto. N. pag. 23. USATO
br. Il lager nazista è l'emblema più tragico del secolo appena finito; l'esperienza che più costringe noi contemporanei, e soprattutto noi europei, a riflettere sugli aspetti bui della condizione umana, sul male e le sue radici. In questa conversazione - terminata pochi mesi prima della morte di Levi Ferdinando Camon e l'autore di "Se questo è un uomo" affrontano l'argomento in tutta la sua vastità, ciascuno alla luce delle proprie convinzioni e della propria formazione (non sfugge al lettore l'insistenza sul concetto di "colpa" in una discussione in cui uno degli interlocutori è di matrice cattolica). La "colpa" di essere nati; la responsabilità di chi obbedisce; se la storia sia fatta dai capi o dai popoli; popolo ebreo e stato di Israele; lager nazista e lager comunista; le SS e la polizia di Stalin; se Auschwitz sia la prova della non-esistenza di Dio; scienza e letteratura; se scrivere possa guarire: in questo dialogo intenso e serrato tutte le questioni vengono toccate, e nel suo svolgersi non mancano i momenti di acuto e doloroso disaccordo. Ma anche qui, forse soprattutto qui, si misura la ricchezza di esiti di un confronto appassionato.
br. "Conversazioni del vento volatore" raccoglie vari scritti di Celati sulla letteratura, sul vivere, su come gli è andata la vita, sul prendere appunti, sul fare documentari, sulla fantasia, sullo scrivere novelle e sul riscriverle eccetera. Nati da interviste o colloqui, di cui mantengono la freschezza e la vivacità della voce che parla e racconta, dicono cose che raramente si sentono. Mai banali, sempre leggermente controcorrente, in polemica col mondo d'oggi, col quale Celati fa fatica a convivere e nel quale non si ritrova. Forse questo mondo andrebbe spazzato da un gran vento che lo pulisca dai furbi: andrebbe «defurbizzato», come diceva Cesare Zavattini.
Numero 19 della collana. La sovraccoperta in cartone è illustrata con un disegno a colori, si presenta leggermente scurita ed ha il bordo sfilacciato, in basso manca un pezzo di materiale. La copertina in cartone è annerita, ha il bordo sfilacciato e dei strappetti sulla cerniera. Le pagine all’interno sono brunite dal tempo e ci sono segni di fioritura. Numero delle pagine 174. USATO
brossura
br. Rivolgendosi non solo a dotti e religiosi, ma anche al pubblico più vasto degli uomini assetati di sapere e impegnati civilmente, fra il 1304 e il 1307 Dante scrive in volgare un'opera di alta divulgazione dottrinaria, il Convivio . Scopo dichiarato di questa raccolta di trattati rimasta incompiuta è quello di rendere partecipi alla "beata mensa" della cultura e della scienza antica e contemporanea anche coloro che fino ad allora ne erano stati esclusi. Il testo affronta argomenti "alti", solitamente trattati in latino: l'esaltazione della scienza e della filosofia come via alla realizzazione dell'uomo e della sua felicità, la nobiltà come conquista intellettuale e morale del singolo individuo. La materia del libro appartiene alla cultura del tempo, alla filosofia scolastica, ma Dante la rende viva attraverso il suo entusiasmo morale e la sua passione intellettuale affidandola profeticamente a quella lingua volgare, qui elogiata come nuovo mezzo espressivo, che negli stessi anni sarebbe diventata materia di studio analitico nel trattato De vulgari eloquentia .