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In 8? (cm 22), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli in oro al dorso, sovracop. ill. a colori, pagg.536-(8), traduzione di Bruno Oddera, segni del tempo alla sovracop., buon es.
In 8? (cm 23), Leg. edit. tutta tela, pagg.X-409-(10) segni del tempo alla cop.,all'ultima carta bianca ? stata ritagliata la cedola da inviare all'Editore, buon es. Collana "Narrativa. I gialli celebri", 13
br. Il 9 marzo del 1994, all'età di 74 anni, moriva Charles Bukowski. A venticinque anni di distanza, la nuova edizione di questa biografia ricostruisce l'infanzia dolente, gli incontri e gli scontri, i fallimenti e i successi che ne hanno caratterizzato la vita, svelando per la prima volta la personalità autentica e i sorprendenti riferimenti culturali dello scrittore americano. Dalla fama di nazista, coltivata per provocazione, al conflittuale rapporto con i Beat e con le femministe, dagli ippodromi di Los Angeles all'amicizia con John Fante, affiora il ritratto inedito e stupefacente del Bukowski politicamente scorretto che, in ostinata solitudine, ha conquistato e continua a conquistare intere generazioni di lettori.
ril. «Non risulta possibile studiare un fenomeno, certamente circoscritto, della storia letteraria isolana senza condurre una riflessione preliminare su quell'idea di Sicilia, dentro l'unico grande libro a cui tutti gli scrittori isolani che si rispettino, almeno da Verga e Capuana in poi, non hanno fatto altro che aggiungere qualche pagina. Questo è il punto: la Sicilia, nella sua peculiarità culturale, potrebbe anche non essere mai esistita, bisognerebbe comunque fare i conti con "l'isola di carta" che gli scrittori siciliani ci hanno consegnato in questi ultimi centotrent'anni».
<p>18 cm, rilegatura in piena pelle, titolo in oro al piatto e al dorso; p. lii, 1149, segnalibro</p>
Due volumi in ottimo stato di conservazione provvisti della sovra copertina e dell'astuccio illustrato con normali segni d'uso.
<p>3 voll, 18 cm, ril. editoriale in piena pelle, titolo in oro al piatto e dorso, p. 992; 892; 1036.</p>
In 16? (cm 18), Brossura, pagg.424-(6) copertina ill. a colori, segni del tempo e d'uso alla cop., buon es. Collana "Oscar"
br. L'interpretazione critica dell'opera di Manganelli è assestata abbastanza stabilmente sulle categorie che l'autore stesso ha usato centinaia di volte per definire la sua idea di letteratura: menzogna, maschera, nulla, finzione. I saggi di questo volume, senza negare affatto la validità di quel quadro, vogliono costruire una strada di lettura diversa. Unendo il rigore dell'analisi con la quanto mai necessaria libertà di movimento e di pensiero, qui si cerca di rinvenire, o di costruire (e insomma: di inventare) un Manganelli che scrive nel nome di una pratica attiva della potenza e della gioia.
br. L'interpretazione critica dell'opera di Manganelli è assestata abbastanza stabilmente sulle categorie che l'autore stesso ha usato centinaia di volte per definire la sua idea di letteratura: menzogna, maschera, nulla, finzione. I saggi di questo volume, senza negare affatto la validità di quel quadro, vogliono costruire una strada di lettura diversa. Unendo il rigore dell'analisi con la quanto mai necessaria libertà di movimento e di pensiero, qui si cerca di rinvenire, o di costruire (e insomma: di inventare) un Manganelli che scrive nel nome di una pratica attiva della potenza e della gioia.
brossura In quest'opera sono affrontati i più importanti problemi che toccano la sfera dell'etica. I singoli capitoli trattano del disprezzo della morte, della sopportazione del dolore, della mitigazione della tristezza, della virtù come mezzo per raggiungere la felicità. Strutturata in forma di dialogo l'opera segna il massimo avvicinamento di Cicerone allo stoicismo. Testo latino a fronte.
In 16? (cm 18,5), Brossura, pagg.89-(6) dedica e firma d'appartenenza alla guardia, alcune evidenziature ad alcune pagine, peraltro buon es. Collana "I libri di sabbia", 3 diretta da Arduino Sacco. Il libro racconta la "storia d'amore tra una donna "normale" e un diverso; una storia di ferrea coerenza e di stridenti contraddizioni, di poetici sogni e di crudo impietoso realismo". Prima e unica ed.
br. Eccentrico e perfido, aristocratico e curioso di tutto, George Plimpton è stato tra le voci più influenti della letteratura americana contemporanea. A lui si deve l'invenzione dell'intervista come genere letterario, e le sue inchieste e i suoi libri restano memorabili per i lettori almeno quanto lo erano per i fortunati partecipanti le feste esclusive che per decenni ha ospitato nel suo appartamento dell'Upper East Side newyorkese. Proprio come "una specie di cocktail party di conoscenti di Truman Capote" Plimpton ha organizzato il racconto della vita e della carriera del leggendario autore di Colazione da Tiffany, raccogliendo le testimonianze di decine di persone, da Marella Agnelli a Mia Farrow, da Gore Vidal a Kurt Vonnegut, e fondendole in una biografia corale fatta di ricordi, racconti, accuse e gossip. Attraverso la voce di chi ha amato e di chi ha odiato Capote, possiamo seguire l'infanzia nel profondo Sud e l'arrivo a New York; i primi successi letterari e la scandalosa vita amorosa; le controversie che accolsero A sangue freddo; gli anni al centro della vita artistica mondiale e gli ultimi giorni trascorsi fra perdita d'ispirazione, alcolismo e isolamento. Il risultato è una lettura che aderisce magicamente alla vita e alla leggenda di Capote, e che merita di figurare nella biblioteca delle sue opere.
In-16 gr., bross. orig., pp. 285,(3). Prima edizione Mondadori “che comprende 65 prose (68 in origine) tratte da raccolte precedenti, 27 apparse in periodici o in volumi collettivi tra il 1919 e il 1946, e 5 inedite. Ediz. progettata dall’A. dalla fine degli anni ‘30”, cosi’ Gambetti-Vezzosi (2007), p. 827. Timbro di appartenenza al frontespizio, altrimenti ben conservato. Euro 50.
brossura Vengono ampiamente illustrate le relazioni intrattenute da Sciascia con la Svizzera per oltre un trentennio: dai numerosi viaggi alle collaborazioni giornalistiche, dalle relazioni intellettuali e di amicizia con scrittori e studiosi alle conferenze e alle interviste (alla televisione, alla radio). Tutte occasioni preziose e irripetibili per confrontarsi con un mondo che attrae umanamente e intellettualmente lo scrittore siciliano, portandolo di converso a riflettere sul proprio paese e sul proprio lavoro.
br. I sette autori presentati in questo volume - Balzac, Baudelaire, Flaubert, Maupassant, Zola, Gide, Proust - non ebbero mai timore di mettere i segreti della loro arte a disposizione di chi volesse farli propri: nelle lettere ad apprendisti scrittori, in piccoli saggi, oppure disseminandoli come indizi nei loro stessi romanzi. Filippo D'Angelo, studioso di letteratura francese e narratore (per minimum fax è uscito il suo romanzo "La fine dell'altro mondo"), ha raccolto il meglio di questo materiale, ha isolato i passi più utili e significativi, ma anche quelli più sorprendenti e scandalosi, regalandoci un manuale di scrittura che è al tempo stesso il racconto appassionante di come gli autori di romanzi immortali inventarono se stessi.
Paris, B. Grasset, 1921, in-16, br., pp. 145, (3). ("Les Cahiers Verts" publiés sous la diréction de Daniel Halévy, 6). Ex libris A. Manzini.
<p>18 cm, rilegatura editoriale in piena pelle blu, titolo e fregi impressi in oro al dorso, sovracop. in acetato, tagli superiori colorati, segnalibri in tessuto, cofanetto editoriale protettivo, p. XXXIX, 1092.</p>
ill., br. Su un molo del porto di Trieste non a caso c'è una rosa dei venti: Trieste è la città dei venti. Che si tratti di bora, libeccio, scirocco o maestrale, tutti questi venti hanno contribuito a portare da ogni punto cardinale le più diverse tradizioni culinarie e culturali nella città portuale italiana. Nelle vigne sul Carso affacciate sulla città, nelle saline e nei villaggi di pescatori sull'Adriatico o nel corso di passeggiate sulle tracce di Svevo, Rilke e Joyce, Veit Heinichen e Ami Scabar ci invitano a scoprire attraverso tutti i sensi il mito di Trieste.
Brossura con bandelle, vol. XXIII della collana, nota critica di M. Bulgheroni, disegno di R. Moorhead, copertina in cartonato grezzo, segnata da comuni sgualciture da compressione, opacità e ingiallimento nelle tonalità, aloni e striature da polvere, vecchie aderenze in quarta, sgualciture da consultazione ai fogli tono avorio, velo di pulviscolo e fioriture ai tagli. N. pag. 99. USATO
br. Il treno, con la sua comparsa e la sua diffusione, ha modificato il modo di viaggiare e di concepire gli spostamenti, ma ha trasformato profondamente anche lo sguardo sul mondo circostante, ha inciso sulla concezione del tempo e ha alimentato l'immaginario, divenendo protagonista di molte pagine letterarie, realistiche o simboliche, demonizzatrici nei confronti del nuovo mostro meccanico o dominate dall'entusiasmo per la velocità e il progresso. Un unico mezzo di trasporto (il treno), per quanto tecnologicamente modificato nel tempo, e le sue molteplici rappresentazioni, stanno alla base di questo volume. Dai treni letterari del secondo '800 (tra Carducci, Pascoli, Verga, Tarchetti e Fogazzaro) si passa così alle locomotive novecentesche di Pirandello e di Svevo, delle avanguardie, del Neorealismo, di Sciascia e Brancati, di Buzzati, Calvino e di Anna Maria Ortese, con percorsi tematici sui treni parlamentari, di guerra, in «giallo e in nero», utilizzati per le vacanze o per il lavoro, al centro di narrazioni fantastiche o di storie d'amore, tra incontri e addii.
ill., br. È l'India di Shiva figlio del diluvio, dello sguardo di Parvati, di San Giorgio col drago e Zarathustra. È un'India di templi, tori ed elefanti in pietra, un'India di alberi e capre parlanti, di uomini del risciò giocatori di scacchi, di vecchi reduci da un Mental Hospital, di guardiani indu-comunisti del Kerala, di misteriose francesi. È l'India di Dario, che poi nella vita avrebbe fatto il filosofo, e di Pietro, che già allora era pittore.
br. «Anch'io, come s'è espresso - col tramite di Corrado Avolio - nel suo incipit Enzo Papa (amico di lunga gittata), desidero aprire il mio cenno introduttivo su peso e suono di una pertinente parola. In siciliano, forse a Bronte con maggiore incisività, il termine "minuzzagghi" possiede un preciso significato: sta a indicare l'insieme di cose minute, di frantumi, tritumi, scaglie resesi ormai inutilizzabili. Saranno pure inutili, anche se per Aldo Palazzeschi, nella celebre poesia "Lasciatemi divertire", dichiara con trasporto fanciullesco che «Non è vero che non voglion dire», ma «vogliono dire qualcosa»; e qui, lungo l'asse asimmetrico dei tre sgambetti agitati da Enzo Papa tra le gambe di Sciascia, non è certo (o non soltanto) un lasciarsi cullare dall'estroversa e accattivante papiniana fantasia propria del pleomorfismo creativo di Palazzeschi, piuttosto è un calarsi nell'affermazione esplicita sul diritto all'arte (e l'arte della critica non è da meno)». (Dalla premessa di Aldo Gerbino)
br. Traversata con Don Chisciotte ha come origine e sfondo il primo viaggio di Thomas Mann negli Stati Uniti nel 1934. Il 17 maggio prende il treno in direzione di Parigi e il 18 s'imbarca a Boulogne sul Volendam, una nave passeggeri olandese. Arriva a New York il 29 maggio. II 1O giugno tiene una conferenza su Goethe all'Università di Yale. Il sindaco di New York organizza in suo onore un banchetto con 300 invitati, per festeggiarne il cinquantanovesimo compleanno. Il 9 giugno torna verso l'Europa sul Rotterdam. Come deve occupare il suo tempo uno scrittore che dispone di dieci giorni di riposo forzato? Osserva il suo entourage, legge, prende appunti. La sua posizione è la stessa che nella sua attività ordinaria: integrato alla comunità sociale, ne rispetta gli usi, e si isola esclusivamente per esercitare le facoltà proprie dello scrittore. Traversata con Don Chisciotte è così un esercizio di alto stile che mescola i generi: diario di viaggio, autobiografia, estetica, meditazione filosofica, osservazione sociale, politica, psicologica. Perché il Don Chisciotte, tra decine di libri possibili? Ciò che spinge Thomas Mann a investire in quest'opera, è anche il fatto che rappresenta un testo fondamentale della civiltà cristiana. L'umanesimo cristiano è ai suoi occhi uno dei pilastri della moralità occidentale. Rinnegarlo comporta uno scadimento dci valori umani in generale. A questo mirano i nazisti. Prefazione di Lionel Richard.