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br. Nato in Arcadia intorno al 200 a.C., Polibio di Megalopoli fu uno dei personaggi di spicco della Grecia dei suoi tempi. Inviato a Roma come ostaggio dopo la sconfitta del re Perseo di Macedonia a Pidna nel 168, strinse amicizia con il giovane Scipione Emiliano e maturò l'idea di descrivere come i Romani conquistarono in breve tempo il mondo allora conosciuto, concentrando la sua analisi sugli anni dal 220 al 146 a.C. Nei frammenti dei libri XXXIV-XL Polibio esamina, in un prezioso excursus geografico, le aree cadute sotto il dominio dei Romani e racconta la terza e ultima guerra punica, conclusasi con la distruzione di Cartagine. Questo volume, con cui BUR conclude la pubblicazione dell'intera opera di Polibio, contiene inoltre gli Indici degli autori, delle persone e dei luoghi citati in tutta l'opera superstite.
br. Il libro XII, di carattere monografico, è dedicato alla critica di Timeo e a connesse questioni di metodo storiografico. I frammenti dei libri narrativi che completano questo volume, dal XIII al XVIII, coprono gli anni finali della guerra annibalica, con la vittoria di Scipione Africano su Annibale nella battaglia di Zama, e le prime fasi di un sempre più intenso coinvolgimento romano nel mondo ellenistico, fino alla vittoria di Flaminino sul re macedone Filippo V a Cinoscefale, nel 197, e alla solenne proclamazione della libertà dei Greci.
brossura Dopo la battaglia di Canne, in cui i romani furono sconfitti, Annibale si ritira a Capua. Intanto la vittoria di Annibale fa sì che gli alleati romani si distacchino via via da Roma, cominciando dalle città siciliane (Siracusa). Inoltre i cartaginesi impegnano i romani su altri fronti: in Spagna, in Macedonia, in Illiria. Annibale fa suoi alleati anche Filippo di Macedonia e Gerone di Siracusa. Sebbene i suoi uomini migliori fossero morti e l'Italia meridionale si fosse ribellata e nonostante la superiorità dimostrata da Annibale nelle battaglie in campo aperto, Roma non volle accettare la sconfitta, raccolse tutte le sue forze e si preparò alla riscossa. Questa cominciò con la conquista di Siracusa da parte del console Claudio Marcello.
brossura Polibio fu un uomo politico greco, comandante della cavalleria della Lega Achea sconfitta dai Romani a Pidna nel 168 a.C. Fu mandato in ostaggio a Roma, dove visse nella casa del vincitore di Pidna, Emilio Paolo, e divenne amico del figlio Scipone Emiliano, il futuro distruttore di Cartagine. Fu consigliere militare di Scipione e lo accompagnò in vari viaggi nel Mediterraneo. Durante la sua vita Polibio vide la conquista del predominio assoluto nel Mediterraneo da parte di Roma e decise così di raccontare gli avvenimenti eccezionali che portarono alla supremazia di Roma e di studiare le ragioni di questo straordinario successo.
brossura Polibio fu un uomo politico greco, comandante della cavalleria della Lega Achea sconfitta dai romani a Pidna nel 168 a.C. Fu mandato in ostaggio a Roma, dove visse nella casa del vincitore di Pidna, Emilio Paolo e divenne amico del figlio Scipione Emiliano, il futuro distruttore di Cartagine. Fu consigliere militare di Scipione e lo accompagnò in vari viaggi nel Mediterraneo. Durante la sua vita Polibio vide la conquista del predominio assoluto nel Mediterraneo da parte di Roma e decise così di raccontare gli avvenimenti eccezionali che portarono alla supremazia di Roma e di studiare le ragioni di questo successo.
brossura Scrisse Nietzsche che un pettegolezzo di Diogene Laerzio gli serviva di più, per capire uno dei sommi filosofi greci, che non vaste trattazioni speculative. E questa sensazione si cela in ciascuno di noi quando ci avviciniamo alle testimonianze del mondo antico: vorremmo conoscere, di quel mondo, tanti aspetti estranei a ogni monumentalità ma al tempo stesso capaci di farci cogliere l'episodio, l'aneddoto, la credenza, il caso nella loro immediatezza. Allora Eliano può venirci in soccorso: questo eccentrico raccoglitore di schegge di realtà, vissuto a Roma fra il II e il III secolo d.C., optò per il greco come lingua letteraria e mise insieme le "Storie varie" senza altro criterio avvertibile se non quello della "collezione di singolarità".
brossura Procopio è uno storico degli inizi del'età bizantina. Nella "Storia segreta" cambia stile e tono. Descrivendo le bassezze e la corruzione dell'imperatore Giustiniano e ancor più della moglie Teodora (di cui narra con dovizia gli eccessi sessuali) persegue lo scopo pedagogico di rivelare le "storie segrete", occulte e vergognose dei personaggi che dovrebbero essere d'esempio al popolo. Egli è convinto che a causa del suo libro "per i tiranni del futuro sarà chiara la non impossibilità d'essere puniti per le loro malefatte". Testo greco a fronte.
br. In questo volume sono raccolti i libri delle Storie Naturali che trattano della zoologia, e delle conoscenze degli antichi sugli animali. Così in queste parti del celebre testo enciclopedico, l'opera più vasta a noi pervenuta di tutta la letteratura latina, vengono descritti aspetti, comportamenti, aneddoti curiosi di infinite varietà di animali. Plinio, animato da una vivacissima curiositas che lo porta a indagare anche i fenomeni più strani e sconosciuti, si lascia guidare nella ricerca scientifica dal pensiero stoico, che vede la Natura come derivazione diretta e inalienabile dell'uomo. Da qui nascono la sua accettazione degli animali come fonte di divertimento nelle gare al Colosseo, e come materiale per i sacrifici, ma anche alcuni passi interessanti, come quello sul progresso, considerato come elemento negativo perché allontana l'uomo dalla natura, o sulla tecnologia, destinata inevitabilmente a spezzare l'equilibrio naturale e a generare il "mostruoso". La traduzione del testo è preceduta dall'introduzione di Francesco Maspero, che ha curato anche le note e gli apparati.
brossura La storia di Firenze raccontata da un grande politico e prosatore del Cinquecento. Introduzione e note di Alessandro Montevecchi.
Milano, Vecchi, 1926. In 8°, PP 238n. Brossura originale.
brossura Il secondo e ultimo volume delle "Storie di Alessandro Magno" accompagna il lettore dalla morte di Dario di Persia a quella di Alessandro Magno, a Babilonia. Alessandro, ormai dominato da un incontrollabile desiderio di illimitato possesso, travalica i limiti che gli dèi hanno imposto alla sua natura umana: cerca di emulare la maestà divina dei sovrani achemenidi e compie ogni genere di sfrenatezze. Con la sua sensibilità psicologica, e soprattutto con la sua capacità di rendere i sentimenti in modo drammatico e spettacolare, l'autore descrive questa metamorfosi fatale attraverso una serie di scene grandiose e di forte impatto emotivo.
br. Benché prive dei due libri iniziali, le "Storie di Alessandro Magno" costituiscono l'unica opera in latino dedicata completamente alla figura del grande Macedone e alla sua spedizione in Oriente. L'autore non è però identificabile con sicurezza, né si sa esattamente in quale periodo visse, anche se ormai gli studiosi tendono a riconoscerlo nel Quinto Curzio Rufo, cui accennano Plinio il Giovane e Tacito, che raggiunse i vertici della carriera militare e politica nella prima metà del I sec. d.C. Le "Storie" presentano la figura del protagonista con un taglio del tutto particolare. Infatti, pur conservando all'interno della narrazione una propria aura epica, dell'eroe classico il Macedone denuncia grandezze e debolezze, qualità e difetti.
br. Dopo il ritrovamento di due casse di inediti, è stato possibile mettere insieme la raccolta completa degli scritti di Brecht con protagonista il signor Keuner, "l'uomo che pensa" - alcuni in parte già pubblicati nelle "Storie da calendario". 121 brevi testi, alcuni brevissimi: parabole, aforismi, aneddoti, semplici commenti agli avvenimenti del mondo. Sono brani scritti dal 1926 fino alla morte, con i quali Brecht intendeva sperimentare un modello di prosa sapienziale, molto diversa dalle sue opere teatrali e narrative. Più che racconti, sono "operette morali", testi che illustrano il significato profondo della sua filosofia. Il signor Keuner è laconico, pensoso, abrasivo, pone delle domande, apparentemente anodine, che solleticano, disturbano e mettono a soqquadro molte certezze.
br. "Miniaturista per eccellenza, sensibile, attento e nel contempo spiritoso, Walser riesce a comporre in modo assolutamente disinvolto e involontario gioielli di prosa perfetti, ciascuno dei quali possiede la rotondità e la purezza di una poesia". Così scriveva Stefan Zweig, e il suo giudizio non potrà che essere condiviso dal lettore di "Storie che danno da pensare", raccolta di prose - divagazioni letterarie, bozzetti, apologhi - composte tra il 1906 e il 1912, durante il "periodo berlinese". Sono pagine dense e leggere al tempo stesso, in cui qualsiasi oggetto d'osservazione, per un istante, può apparire sotto una luce di rara intensità: dall'Artesiana di van Gogh alle ballerine russe, dall'ingresso dei pantaloni nella moda femminile alla cucina. Walser ci parla della natura onirica del teatro, e anche la sua prosa assume la sostanza dei sogni. Ci trasporta nella vita berlinese del primo Novecento, contemplata con l'occhio avido dell'immigrato dal microcosmo elvetico: "Qui nella metropoli si percepisce bene come vi siano ondate di intelligenza che passano impetuose sopra la vita di una società, pari a un lavacro". Occhio al quale non potranno sfuggire i tipi umani, fissati per sempre in ritratti irresistibili come quello di Kutsch, lo pseudoartista: "Ha sempre paura che qualcuno possa farsi bèffe di lui, ma ci sono certe persone che si possono ritrarre fedelmente solo facendosi beffe di loro".
br. Due bellissimi sposi, Rodane e Sinonide, la sorte capricciosa, che ama scatenare i turbinosi eventi caratteristici della narrativa romanzesca di età tardo-ellenistica e imperiale, un'ambientazione esotica e remota, un perfido antagonista, numerose vicende secondarie ricche di dettagli sanguinosi e macabri, qualche particolare scabroso, una serie infinita di rocamboleschi colpi di scena e scambi di persona, morti apparenti e miracolose risurrezioni... Tutto questo e molto altro si trova nelle "Storie babilonesi" di Giamblico, o per meglio dire si trovava, perché il romanzo è andato perduto, a parte un discreto numero di brevi frammenti, più tre di maggiore estensione, ma risulta ricostruibile grazie all'epitome contenuta nella Biblioteca del patriarca bizantino Fozio.
in-16, pp. 218, leg. tela edit. Numerosissime ill. n.t. del Mazzanti, anche a piena pag. Bell'esemplare.. .
ill., br. Romanzo di fantascienza ante litteram, "Storia vera" - che nasce come beffarda caricatura dei difetti della storiografia dell'epoca (II sec. d. C.) - racconta di un viaggio fantastico sulla luna, tra isole incantate, fiumi di vino e sirene. Per rivitalizzare la cultura della tradizione classica, insidiata dalla crisi dell'impero e dal successo del cristianesimo, Luciano esplora i limiti della realtà, addentrandosi nel regno dell'irrazionale, della morte, del nulla; e da questo non-luogo - metafora della catastrofe imminente - ci giunge la sua voce, contraffatta come in uno scherzo ma nello stesso tempo terribilmente seria. Un testo sorprendente, che ha influenzato in profondità la letteratura occidentale, da Ariosto a Jules Verne, e ha lasciato un segno indelebile nell'immaginazione di artisti che vissero un altro decadentismo.
br. Tra i più illustri rappresentanti della "seconda sofistica", Luciano di Samosata (secolo il d.C.) è figura di fine intellettuale, battagliero e salace. Nelle sue opere osserva e riproduce, beffandoli, il modo di vivere, di filosofare, di fare cultura dei suoi contemporanei; imbroglioni, intellettuali da strapazzo, predicatori ipocriti, venditori di fumo sono sottoposti a motteggio; gli idoli vuoti e i formalismi inconsistenti, sono derisi e avversati. Suo capolavoro è la Storia vera, il più sapido ed estroso romanzo greco, antenato dei moderni romanzi di fantascienza, che costituisce la scherzosa e disinvolta trasposizione narrativa dei precetti di un pamphlet composto da Luciano in forma epistolare, sul Come si deve scrivere la storia.
br. Carlo Oliva ripercorre la storia del giallo e di molte delle sue sfumature, dalle origini a oggi, non come un fatto chiuso in sé o un'appendice pittoresca alla storia della letteratura europea o americana, ma in stretta relazione allo sviluppo delle problematiche socioculturali degli ultimi due secoli.