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19959187Frankfurt/M, S. Fischer Verlag 1995. Hardcover, 8 , 123 S., aus der Reihe "Fischer Bibliothek". Guter Zustand. Bilder im JPEG- oder PDF-Format auf Anfrage. Hardcover
ill., br. Che Fransois Rabelais fosse amante della buona tavola e degli effetti inebrianti del vino è risaputo. Meno noto è un suo breve testo, "Trattato sul buon uso del vino", la cui traduzione in ceco, datata 1662, è stata ritrovata quasi per caso tra gli scaffali della Biblioteca del Museo Nazionale di Praga. L'autore della traduzione - un certo Martin Kraus de Krausenthal, funzionario della Cancelleria di Praga e già traduttore di diverse opere dal tedesco - presenta quest'ode epicurea ai piaceri e ai benefici del vino come un'opera «del medico ed eminente studioso Rabelais di Lione», indicazioni che corrispondono perfettamente alla realtà biografica dello scrittore. Purtroppo l'originale francese non è mai stato ritrovato, impedendo così la certezza dell'attribuzione all'autore di "Gargantua e Pantagruele". Tuttavia, oltre all'affermazione del traduttore, le molteplici affinità tematiche e stilistiche con la sua opera rafforzano l'ipotesi di tale paternità. Testo francese in appendice.
In-16 (Cm. 18 x 12) pp. 127 (4), leg. mz. tela, piatti marmorizzati. Front. e dedicatoria bruniti. WORLDWIDE DELIVERY
br. "La mia ambizione è cercare una soluzione alla tua malinconia e il vero cammino me lo indicò un grande poeta della fredda Inghilterra, colui che fece dire a uno dei suoi personaggi, quasi pazzo per eccesso di senno, "Dammi un'oncia di muschio, buon farmacista, per profumare la mia immaginazione". Io non vorrei essere niente di diverso da questo, un buono speziale, un farmacista, il padrone delle ricette per profumare la tua fantasia". Dunque, in questo ricettario, il vero nutrimento, per le signore a dieta di felicità, saranno le pillole di saggezza che le ricette trasmettono. Ciascuna di loro risponde a un'esigenza che non è della pancia: la prima ricetta è destinata a quella che dell'amato patisce "il peso invisibile dell'assenza", l'ultima per chi "un giorno sentirà, se non è ancora arrivata, la tremenda desolazione della convivenza". E (esempio a caso) per l'insonnia e per l'oblio non si offre alcuna ricetta, perché per dormire e dimenticare i rimedi sono troppo simili alla morte che non ha bisogno di nutrirsi. Invece esiste il rimedio per la dama ammalata di parole: "se un giorno ti ammalerai di parole... se avrai la nausea quando senti 'orribile' o 'fantastico'". L'autore, il colombiano Faciolince, avvolge questo libro in un'ironia affettuosa che fa pensare davvero ai boudoir delle signore di una volta. Eppure, dalla sua pagina si solleva intensa, facendosi spazio tra la leggerezza e l'ironia, un'intelligenza, e un bisogno di ragionare con chi legge di filosofia.
brossura La barzelletta, come tutti gli altri generi della tradizione orale, è sfuggente: cambia, si trasforma di generazione in generazione, a seconda del pubblico che la ascolta e anche della bravura di chi la racconta. Per sua natura, è di difficile catalogazione: ogni volta che un critico infilza lo spillo dell'analisi su una barzelletta, l'effetto divertimento va perso. Del resto i trattati sulla comicità sono pieni di pezzi che non fanno ridere. Dunque, un trattato delle barzellette sembrerebbe una cosa impossibile, se non ci fosse Achille Campanile, che in questo libro ne raccoglie un numero sterminato, tracciandone l'evoluzione storica, elencando i personaggi e i temi principali e dividendole per materia. Un repertorio di idee strampalate e scoppiettanti pervaso dalla vena comica dell'autore, con una prefazione posta in fondo al libro per dimenticanza e le istruzioni per l'uso delle istruzioni per leggere il volume: in definitiva, un trattato sulle barzellette che è una barzelletta sui trattati.
br. Apre il "Trattatello" una sintetica parabola della civiltà. Il destino di Dante è esempio della "pestilenza morale" che affligge la città. Esule, vittima dei tempi che sarebbe in altra situazione "divenuto uno iddio". Boccaccio compone una vivace immagine dell'Alighieri e tesse la laude della sua poesia, sublime perché sa "comporre scritture che, sotto il velo del significato letterale, celino profondità filosofiche, persino teologica dottrina". Boccaccio accomuna la scrittura sacra e quella poetica ricordando che poeta è non solo il depositario di una teologica sapienza, ma anche il ministro della verità, interprete e resuscitatore dei valori dell'humanitas.
2004146560Frankfurt/M., Bern u.a.: Peter Lang Verlag 2004. 376 Seiten. Als Typoskript gedruckt. 8° (21 x 15 cm). Illustrierte Orig.-Broschur.
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
br. «Scopre molto presto che non c'è niente che gli interessi più di leggere. Legge tutto quello che può, quello che trova. Legge anche quello che non capisce». Così si apre «Trance», il libro che Alan Pauls dedica esclusivamente alla narrazione della propria storia di lettore. Affidandosi alla terza persona, l'autore gioca con i generi creando un glossario - sull'esempio del Roland Barthes di «Frammenti di un discorso amoroso» - che è al tempo stesso di spunto romanzesco: la storia di una passione compulsiva, ostinata, smisurata. Per il narratore, leggere non è che un vizio, una pratica militante e febbrile della quale non può fare a meno: a tutti gli effetti una dipendenza. Ogni voce del glossario ci svela, in ordine cronologico-sentimentale, una delle tante manie del lettore protagonista, o uno scrittore che gli sta particolarmente a cuore, o un libro che ha segnato irrimediabilmente il suo percorso: da Proust, a Bolaño, allo strutturalismo; dalla meraviglia di far innamorare una ragazza leggendole qualche pagina, alla passione per i viaggi in aereo dove - confinato in uno spazio microscopico per ore, privo di distrazioni - l'autore trova il suo habitat naturale per dedicarsi alla lettura. Pauls in questo libro ci appare non solo in veste di scrittore, ma come un lettore in stato di trance che trova nella scrittura l'occasione di poter continuare a leggere per sempre.
198511820Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag 1985. Illustrierter Pappband mit Schutzumschlag, 8°, 88 S., 5. Auflage, photomechanischer Nachdruck des 1920 im Malik-Verlag erschienenen Buches, Einbandentwurf und Zeichnungen von George Gross.
brossura Da sempre il Tragico e Guido Ceronetti si rispecchiano l'uno nell'altro, e oggi formano una perfetta coppia aristotelica che il destino attende, sfinita, in un sobborgo di Atene - padre e figlia, Antigone e il vecchio, sacralmente reietto, Edipo. Ma occupa principalmente il lavoro di ricerca dello scrittore un'appassionante domanda: "Che cos'è tragico". A differenza del Tragico classico, che è nobile sempre e appartiene all'esistenza e all'Occidente, il Tragico tascabile ha battute banali, che la storia sgombra tra i suoi detriti - e ha infiniti motivi per piangere. Più di Fedra preda di Venere, più di Amleto mancato vendicatore di sangue. Tascabile: è il tragico che compri all'edicola, quel che ti fulmina da una telefonata. Ceronetti, con la sua lanterna, lo scopre, lo spiuma, lo seleziona. E perché una finestra s'illumina di tragico e altre dieci, spesso più forti nel gridare la loro pena, restano buie? E chi decide che cos'è tragico e ciò che non lo è? I vagabondaggi dell'autore in cerca del nascosto fungo tragico sconosciuto valgono come testimonianza, ma si perdono nell'insolubile. A differenza di quello di Sofocle, l'Edipo tascabile non arriverà mai a Colono.
brossura Tradurre poesie è sforzo per comprenderla, è quasi riviverla. Basta solo avere col poeta il denominatore comune della posizione dell'uomo nei confronti della vita. E ciò è facile quando, come per i poeti vanno ricercate nel presente e sono quindi, proprio per questo motivo, volte al domani. Gli autori presentati non hanno tra loro affinità linguistiche o geografiche. Esiste, tuttavia, il filo rosso che li lega e ne motiva la scelta: l'amore per il mondo, l'impegno nella lotta per modificarlo, la carica e l'impegno rivoluzionario in senso storico e politico.
1998Q-0805045589Holt Paperbacks 1998-06-15. Paperback. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Holt Paperbacks paperback
1997Q-0805045570Henry Holt & Co 1997-08-01. Hardcover. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Henry Holt & Co hardcover
br. Lo scrivere breve non è per Gómez Dávila solo un'arte o un genere letterario, ma un modo di pensare: l'unica forma, cioè, capace di restituire al pensiero la semplicità che il discorso gli toglie. L'unica in grado di dire il vero, che in una realtà lacerata risiede necessariamente nel frammento, oppure non è. Gómez Dávila concepisce i propri aforismi come "tocchi cromatici di una composizione pointilliste" che sfida il lettore a scorgere la totalità loro sottesa, e dunque a riconoscere il "testo implicito", l'opera ideale a cui alludono. In questo volume viene presentata una seconda parte del grande libro degli "Escolios", cui Gómez Dávila si è dedicato per l'intera vita e che nell'edizione originale comprende cinque tomi, tutti composti esclusivamente di brevi, fulminanti sentenze.
br. Fra il 1998 e il 2003, con l'intensificarsi delle sue collaborazioni a giornali e riviste, Roberto Bolaño accumula una quantità rilevante di discorsi, interventi, recensioni. Sembra un effetto collaterale dell'idea compulsiva di scrittura a cui da sempre pagava il suo tributo. In realtà, come i lettori avranno modo di scoprire, Bolaño stava dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d'occasione. Tale infatti si rivela subito "Tra parentesi": i testi che vi sono radunati alcuni ancora inediti - sono tutti dedicati a temi o a personaggi niente affatto incidentali nella carriera di Bolaño: il Cile, l'esilio, la poesia latino-americana, la vita e le opere - reinventate in poche frasi - di Philip K. Dick e Burroughs, Nicanor Parrà e Gombrowicz, Borges e Rodolfo J. Wilcock. Una divagazione alla volta, un'incursione dopo l'altra in territori noti a lui solo, questo libro diventa proprio il genere di opera che Bolaño pretendeva di odiare sopra ogni altra: un'autobiografia - qualcosa che, come lui stesso dice delle memorie di Ellroy, "finisce con un uomo solo che rimane in piedi... Vale a dire, non finisce mai". Difficile immaginare un epitaffio più conseguente e più lusinghiero.
In-8°, pp. 160. Bross. edit. illustrata.
brossura Questo volume raccoglie le recensioni, in ordine di uscita, ad alcuni volumi (unica eccezione, un numero della rivista torinese "Offerta Speciale"), pubblicati dall'autore in riviste e periodici negli anni 1990-2010. Sono state raccolte in volume perché alcune di esse sono state pubblicate su riviste di scarsa diffusione e di difficile reperibilità. Quasi tutte, originariamente, sono state pubblicate con un titolo. Pur tenendo fede alle versioni originali, sono state ritoccarle con qualche aggiunta e leggere riscritture, ad esempio note, aggiunte di testi creativi (sia che si tratti di un volume di poesia, sia che si tratti di volumi di prosa), per contenere al minimo il taglio recensivo. Ad ogni recensione è stato inserito un breve carteggio riguardante il volume in questione, per meglio evidenziare il panorama e i retroscena che si nascondono dietro il mondo letterario. Gli autori recensiti sono: Paolo Ruffilli, Claude Roy, Franco Cavallo, Corrado Costa, Emilio Villa, Donata Passanisi, Giovanni Matteo Allone, Mirko Servetti, Tiziano Salari, Lucio Zinna, Inisero Cremaschi, etc.
br. Il volume raccoglie ventiquattro saggi riguardanti la sintassi, lo stile e la testualità della prosa e della poesia italiana dei secoli XIII e XIV. Il Novellino, il Decameron, il Convivio, la poesia dei Siciliani e la Commedia di Dante sono al centro di un'analisi che tiene conto anche di scritture minori e di carattere pratico. Un'attenzione particolare è dedicata ai segnali discorsivi e a vari aspetti di pragmatica storica. S'inizia con un panorama della prosa duecentesca, osservata nelle sue componenti tipologiche e testuali, e si conclude con l'analisi stilistica di tre novelle di Boccaccio. Il volume fornisce i mezzi per una lettura consapevole di opere antiche ma sempre potentemente vive nel nostro orizzonte culturale.
cm. 17 x 24, viii-168 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia Vengono esaminati alcuni dei momenti salienti della prosa letteraria tra Cinque e Seicento, con particolare riguardo alla sintassi. Ne ? il filo rosso un'idea di scrittura letteraria che, in polemica pi? o meno esplicita con il modello degli Asolani e delle Prose della volgar lingua del Bembo, valorizza la chiarezza, la progressione e in qualche caso l'oralit?, e pu? pertanto accogliere i tratti dell'irregolarit? e dell'asimmetria, privilegiando la funzionalit? e l'efficacia sull'eleganza classica. A study of some of the significant aspects of literary prose from the 16th to 17th centuries, with special attention to syntax. The recurrent theme of the book is a certain concept of literary composition that more or less directly defies the model established by "Gli Asolani" and Bembo's "Prose della volgar lingua". It favors clarity, progression and sometimes even orality, and yet is able to incorporate elements of asymmetry and irregularity, placing functionality and efficiency above classical elegance. 341 gr. viii-168 p.
ill., br. La poiana codarossa e il pino sono amici. Il motivo per cui la poiana resta nei boschi, lontana dalle città, è lo stesso per cui ci resto anch'io. Quest'uccello si posa con fiducia in cima a un pino bianco, non però sul vostro gallo segnavento. Quest'uccello non farà parte del vostro pollame, non depone uova per voi, nasconde sempre il suo nido. Benché rapace, non lo è intenzionalmente. L'uomo poco comprensivo considera un peccato che alcuni animali abbiano una natura selvaggia e si comportino come estranei verso di lui, come se tutta la loro virtù consistesse, nella loro addomesticabilità. Il suo fucile è sempre carico e pronto al loro sterminio. Ciò che chiamiamo stato selvatico è una forma di civiltà diversa dalla nostra. La poiana evita il contadino, ma ricerca l'amichevole riparo e sostegno del pino. Non si abbassa a camminare nell'aia, ma ama librarsi sopra le nuvole. Ha il suo proprio modo di vivere, ed è splendida così, eppure vorremmo sottometterla al nostro volere. Parimenti, qualsiasi straordinaria opera d'arte risulta estranea e selvaggia alle masse, proprio come il genio.
2013100143306Slatkin Reprint 2013 304 pages 15x1 2x21 8cm. 2013. Broché. 304 pages.
brossura