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In-8°; cc 254, (6) marca tipografica incisa su legno al frontespizio. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Foro di tarlo passante su alcune pagine.
Edizione originale. Esemplare numero 25 nella serie di testa di 20 esemplari contrassegnati 21-40 su «vélin du Rives» con allegata una suite delle litografie virate in bistro. Raffinata edizione illustrata a cura del Bottin, pubblica XX poesie inedite qui riprodotte in facsimile dagli originali manoscritti. L’opera è introdotta dall’epigrafe «Ce livre estampillé d’une double vipère | N’est pas de ceux qu’un fils peut donnes à sib père», e raccoglie «Le Marchande de livres», «A la Laïque», «Fille d’Auberge», «Petite Modiste», «Inondation», «Douze ans», «Rêverie», «Fantaisies», «Tribade», «Le petite livreuse de linge», «Hotel-restaurant», «Evènements nocturnes», «Visite à la putain», «Une Résistance», «Petite mendiante», e da p. 61 una settantina di componimenti senza titolo.
Con 12 litografie originali di Emanuele Luzzati (cm 34,5x34,5 intitolate: Sinagoga aschenazita, Scuola di Rabbi Banà, La leggenda del fico, Sinagoga Rabbi Jossi il costruttore, La leggenda delle lucciole, Sinagoga Rabbi Habuab) Litografie tirate dalla ditta Schenone di Genova. Cm 35x35. . . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 120 es. numerati. . ''Viaggio alla città di Safed'' è la prima cartella di litografie di Luzzati.
Con una xilografia originale, numerata e firmata, di Maccari (cm 15x10) Caratteri Garamond. Dorso in pelle di cinghiale e quadranti in carta Ingres avorio. 8vo. pp. 8 + 72 tavole. . Ottimo (Fine). . Edizione di 150 + XXV esemplari numerati. .
Prima edizione. Qualche leggera fioritura passim, nel complesso un ottimo esemplare, pregiato dalla brossura originale conservata entro una legatura d’epoca di pregio. L’edizione delle «Opere varie» fu pubblicata in 8 fascicoli usciti nell’arco di dieci anni, dal 1845 al 1855. Manzoni si affidò a Redaelli, ormai separatosi da Guglielmini, e i due progettarono un libro in tutto simile alla “Quarantana” (cioè la seconda e definitiva edizione dei «Promessi sposi» uscita tra 1840 e 1845): l’impianto grafico, le illustrazioni, i caratteri impiegati, le cornici a doppio filetto che racchiudono il testo, sono moltissimi gli elementi che richiamano esplicitamente l’edizione definitiva dei «Promessi sposi», quasi le «Opere varie» fossero un complemento di questa. Nel portare a termine l’impresa, Manzoni non si accontentò di ripubblicare testi già stampati: tornò infatti sui suoi versi e sulle sue prose, modificandoli ampiamente (è il caso ad esempio del «Discorso sui Longobardi» e della «Morale Cattolica»); pubblicò scritti mai apparsi prima (come «Del romanzo storico», o «Il cinque maggio», circolato solo in stampe non autorizzate); e addirittura inserì opere composte nei dieci anni successivi all’uscita del primo fascicolo (come il dialogo «Dell’invenzione»). Il volume è così strutturato: «Adelchi» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Discorso sui Longobardi»; «Il conte di Carmagnola» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Lettre à M. C***»; «Del romanzo storico»; «Dell’invenzione»; «Sulla lingua italiana»; «Osservazioni sulla morale cattolica»; «Inni sacri» (ciascuno illustrato in testa); «Strofe per una prima comunione»; «Il cinque maggio». Isella, «Itinerario manzoniano» (Manzoni. Scrittore e Lettore Europeo, Roma 2001), pp. 11-32
Prima edizione della raccolta. Splendidi esemplari. Dedica d’appartenenza coeva “...en souvenir leur voyage de Sicile” foglietto manoscritto del legatore, con l’indicazione del lavoro. Ritratto dell’autore in ovale in antiporta ad opera di F. Costanzo. Il Meli (1740-1815) pubblicò questa edizione definitiva dopo quella in 5 volumi del 1787. Il quarto volume (Fate galanti) porta otto incisioni a mezza pagina del Di Bella (uno per ogni canto, all’inizio). I volumi 5 e 6 (Don Chisciotti e Sanciu Panza) sono pure illustrati con 12 belle incisioni a mezza pagina (sempre 1 per canto), di mano diversa ma su disegno del Patania, ad hoc (vol. VI, pag. 260, nota). I versi del settimo volume (Poesii e Favuli) sono in prima edizione; in ultima pagina il decreto di esclusiva concesso poco dopo la stampa dell’opera, in data 21.1.1815. Edizione in parte originale anche nelle note. E questa l’opera curata dal Meli in vita; le “Poesie siciliane” contrabbandate come parte dell’opera (o come ottavo volume) uscirono in realtà postume nel 1826 presso il Baldanza. 7 voll.
Edizione originale. CON DEDICA Straordinario esemplare, il numero 147 di 500 numerati, pregiato dalla dedica autografa dell’autrice vergata in inchiostro blu alla pagina dell’occhiello, nella calligrafia dell’epoca, e firmata per esteso: «Al dr. Raul Corda con immutata anzi crescente stima. Alda Merini»; molto rari gli autografi di Alda Merini a quest’altezza cronologica. In ottime condizioni, molto chiaro alla copertina, lievemente e normalmente brunito all’interno. Terza raccolta di versi dell’autrice (o seconda a pari merito con «Paura di Dio»), pubblicata con Schwarz — che era stato editore dell’opera prima, la mitica «Presenza di Orfeo». Le poesie pubblicate sono spesso datate e permettono di tracciare un arco cronologico compositivo dal 1948 al 1954. L’impronta dell’opera, come si evince anche solo dai titoli delle poesie più note, è ancora fortemente religiosa, come anche «Paura di Dio», stampata da Scheiwiller il 21 marzo dello stesso 1955, giorno del ventiquattresimo compleanno della poetessa.
Edizione originale. L’esemplare del 1940 presenta mende all’angolo inferiore destro delle prime pagine e alla brossura. I due volumi sono contenuti in scatola con camicia. Il secondo libro poetico dell’autore. Pubblica tutti i versi composti a partire dal 1928 (data della seconda edizione aumentata degli «Ossi di seppia») al 1939, compresa la suite «La casa dei doganieri» (uscita autonoma nel 1932 in una placchetta a tiratura limitatissima). Tiratura di 1000 copie non numerate nell’edizione originale del 1939. La seconda edizione è aumentata di quattro poesie inedite: «Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro»; «Addii, fischi nel buio, cenni, tosse», «Ti libero la fronte dai ghiaccioli», «Il Ritorno». Barile, Bibliografia montaliana, n. A33 2 voll.
Edizione originale. Composta di tre volumi in sei parti ai quali nel 1827 si aggiunse un volume di appendice curato da Virginio Soncini, fondamentale perchè fra l'altro presenta un indice "ragionato delle voci in essa discusse". Ottimo esemplare in barbe. (Bustico, 450). 3 voll. in 6 tomi, più un vol. di appendice
Rara edizione originale. L’esemplare proviene da Trieste dalla biblioteca di Cesare Pagnini (autore nel 1960 per Rizzoli di una biografia su Da Ponte) e reca il timbro della Libreria Antica e Moderna di Umberto Saba. Edizione originale. Si tratta, per giudizio comune, dell’opera meglio riuscita dell’autore. Esule a Londra divenne direttore del Teatro italiano amico di Lorenzo Da Ponte gli affidò la pubblicazione del volume. La libreria, affidata al fratello Paolo Da Ponte fu ceduta a G. Schulze nel 1809 proprio mentre uscivano i due volumi. 2 voll.
Rarissima edizione originale nell’emissione autonoma (i componimenti vincitori erano pubblicati anche in un volume collettaneo). CON DEDICA Ottimo esemplare, pregiato dalla dedica autografa dell’autore in latino «Domino Dominico [...] Johannes Pascoli 1901». Nel 1909 il Certamen Hoeufftianum si chiuse senza vincitori e il «praemium aureum» non venne dunque assegnato; come da tradizione, però, furono pubblicati presso l’editore Müller i componimenti degni della «magna laus», tra cui l’«Egloga XI» di Pascoli: la poesia è proposta qui in apertura, a sancire la sua superiorità sulle altre. La mancata assegnazione della medaglia d’oro a Pascoli fu dovuta, con tutta probabilità, all’incapacità dei giudici olandesi d’interpretare correttamente i suoi versi (Gandiglio, «Giovanni Pascoli poeta latino», p. 105 sgg.). Di grande rarità, si rileva un solo esemplare in Iccu, conservato presso la Biblioteca di Casa Pascoli a Barga. Pascoli, Carmina, ed. Valgimigli, pp. 44-59 e p. 588; Adolfo Gandiglio, «Giovanni Pascoli poeta latino», Società an. editrice Francesco Perrella, 1924.
Five original lithographs on stone and a poem by Harold Perisico Paris. 5 litografie originali su pietra, di cui due su fogli ripiegati sciolti, ed un poema in inglese di Perisico Paris (cm 17x21,5; 32,5x42) Stampato su carta Fabriano Umbria. Esemplare 35/50. 16mo (cm 17x22). pp. 16+litografie. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 50 + 2 H.C. esemplari numerati (First edition of 50 + 2 H.C. numbered copies). . La prima fase della produzione artistica di Harold P. Paris fu dominata da una personale interpretazione dell'espressionismo astratto, per poi volgersi a una ricerca sull'espressività dei materiali in opere al limite tra la figurazione e l'astrazione.Nel 1963 è chiamato ad insegnare all'Università di Berkeley. Prime personali nel 1965 e 1967 alla Hensen Gallery di San Francisco. Nel 1969 ha luogo la sua prima personale in Europa allo Studio Marconi di Milano. Negli Anni Settanta si dedica a lavori ispirati alla Shoah e alla cultura ebraica, che espone al Jewish Museum di New York nel 1975. Nell'ambito della scultura realizza opere di respiro ambientale, vere e proprie installazioni percorribili dai visitatori. Dopo la sua morte nel 1979, l'Università di Berkeley gli dedica una retrospettiva itinerante che tocca diverse città degli Stati Uniti. (da ''Autobiografia di una galleria. Lo Studio Marconi 1965/1992'').
Ottimo esemplare. Tiratura di soli 150 esemplari numerati a macchina, raccoglie nell’ordine: «I settanta di Carrieri», testo di Franco Russoli; le due poesie di Carrieri «Mozart – Divertimento» e «Il presente è un pantano»; la poesia «T’ho visto pascolare armenti» di Luigi Cavallo e «Farfalle per Raffaele» di Oretta Nicolini; il testo di Cavallo «Sette xilografie di Petros». Seguono le incisioni, notevoli, realizzate «con bulini su legno di bosso tagliato di testa» su elegantissima carta Giappone, tutte numerate e firmate a mano dall’artista. La realizzazione del volume è a cura della stamperia Graphic Olimpia, diretta da Petros e dalla moglie.
Prima edizione postuma, parzialmente originale. Qualche escoriazione ai piatti e alle cerniere, minime mancanze alla testa del dorso, fioriture, nel complesso un esemplare in condizioni più che buone. Discrete firme di antico possessore ai contropiatti anteriori e al contropiatto posteriore del primo volume. La prima edizione postuma delle poesie di Carlo Porta (morto il 5 gennaio 1821) si deve alle cure dell’amico fraterno Tommaso Grossi: la nuova raccolta era costituita da cinquantasei componimenti, di cui quaranta già usciti nell’edizione del 1817. Tra gli inediti, vale la pena ricordare il «Fraa Diodatt», «La nomina del cappellan» e «La preghiera», ormai considerati capolavori della letteratura italiana. Non meno rilevante è la comi-tragedia «Giovanni Maria Visconti Duca di Milano», qui stampata per la prima volta, importante testimonianza del sodalizio letterario e ideologico tra Porta e Grossi. Dati gli strettissimi tempi di consegna (l’incarico gli fu assegnato solo quindici giorni prima della messa in scena), Porta propose all’amico di realizzare il lavoro a quattro mani: «unitisi pertanto amendue a scegliere l’argomento, ad immaginare la condotta, ed a stabilire la divisione degli atti e delle scene, si divisero fra loro l’esecuzione; rivedendo poi insieme il complesso del lavoro, e stendendo anche alcune scene di compagnia» (nota «Al lettore», p. 79). L’opera non fu mai messa in scena, per «imprevedute circostanze» dice Grossi nella nota citata, il che significa per intervento della censura. Ma più che il prevedibile divieto, «stupisce l’audacia ai limiti dell’incoscienza dei due autori, che a un anno dall’infortunio della Prineide recapitavano al capo della polizia un copione incentrato su un tirannicidio, con tanto di apoteosi finale dei congiurati» (Novelli, «Divora il tuo cuore, Milano», p. 151). Il volume è aperto dai «Cenni intorno alla vita ed agli scritti di Carlo Porta» firmati da Grossi, prima biografia del poeta e tappa fondamentale nella ricezione della sua poesia: pur segnati da evidenti forzature — si pensi all’insistenza «sulla tempra integerrima del poeta cui non sarebbe stata estranea una religiosità sincera» — i Cenni sono mossi dalla volontà di sottrarre la produzione portiana alla damnatio memoriae di chi ne invocava una censura integrale, in un «tentativo non incomprensibile di salvarla dal rogo indiscriminato cui l’esponeva un grado di arditezza del tutto fuori scala» (ivi, p. 153; si veda anche Isella, Cinquant’anni, pp. 79-81). All’antiporta del volume I è stampato per la prima volta il celebre ritratto di Porta disegnato da Giuseppe Longhi, più volte riprodotto nelle edizioni successive. L’incisione fu affidata dapprima a Pietro Anderloni, che produsse però una tavola troppo grande per il formato del libro; l’editore si rivolse dunque a Paolo Caronni, il quale, «lieto di poter onorare la memoria del defunto suo amico, pose da canto tutti gli altri importanti lavori che ha fra le mani per attendere assiduamente a questo; sicchè in breve tempo lo ridusse a quella perfezione che tutti sapranno riconoscere» («Nota dell’editore», p. [216] del vol. I). Bibliografia Braidense, n. 4. Hoepli, (Milano), 299; Bibliografia delle edizioni portiane, n. 4. 2 voll.
Libro progettato a Pomonte, isola d'Elba nel 1975-1976, con poesie inedite di Cavallo. 12 acqueforti originali a colori e in bianco e nero di Giancarlo Pozzi, di cui 5 a doppia pagina, 4 a piena pagina, 2 nel testo e una in copertina, eseguite all'acquaforte, acquatinta e calcografia (cm 30,5x50,5 - 30,5x25,5), Copia contenente un disegno originale a matita, inchiostro ed acquerello dell'Artista, applicato alla prima pagina bianca, con una dedica a Roberto Sanesi. (cm 17x17). Edizione firmata dagli Autori Acqueforti stampate dall'Artista col proprio torchio su carta Goya della Filicarta. Impaginazione in carattere Garamond curata da Giorgio Lucini. Stampa eseguita nell'Officina d'Arte Grafica Lucini. Esemplare n. XII. 4to (cm 31x26). pp. 40. Dedica e firma autografe dell'Artista, datata 8 dicembre 1976 (Inscribed and signed by the Artist, dated 8 December 1976). Molto buono (Very Good). Custodia sciupata con mancanza. Prima ed. di 100+XX es. numerati e firmati. .
Edizione originale. Più che buon esemplare, molto ben conservato, pulito, con l’unghiatura di copertina intatta e piccoli e normali segni del tempo trascorso (uniforme brunitura delle carte interne; minima gora rossastra alla testa della cerniera anteriore; dorso scurito e con piccole rotture fermate, senza alcuna mancanza; sobria etichetta di biblioteca privata d’epoca all’angolino alto del frontespizio; scheda di antiquario applicata al piede della quarta di copertina). Rara opera prima e libro cardine della poesia novecentesca italiana. Dedicatoria «ai primi dieci anni del secolo ventesimo». Cicala e Rossi, Bibliografia reboriana, n. 1
Con 3 acquetinte originali a colori di Giuseppe Santomaso, numerate e datate a matita dall'Artista (lastra cm 32,5x25). Opera ideata da Guido Ballo Incisioni realizzate a Venezia dall'Artista nello studio di Luciano De March e tirate su torchio a mano su cartoncino per incisioni Magnani. Testo composto dalla tipografia Nobili di Pesaro. Astuccio della legatoria Torri di Milano. Es 10/65. Folio (cm 50x38). pp. 24+stampe. . Ottimo (Fine). . Prima ed. di 65+XV es. numerati. .
Edizione originale. CON DEDICA Piccole mancanze agli angolini del piatto anteriore; uniforme e leggera brunitura all’interno; nel complesso un più che buon esemplare: il numero 34/300 pregiato da dedica autografa dell’autore, strettamente coeva (febbraio 1941), a Raffaele Carrieri. Opera prima. Raccolta di poesie tirata in complessivi 350 esemplari in tre serie (1-300, I-XX, trenta n.n. per la stampa). Di ventisei componimenti, dieci sono completamente inediti, i restanti erano apparsi su periodici dal 1936 in avanti.
A compendium of original printed work by Ulrichs - typed works, posters, exhibition promotional material, letters, stamps, stickers, collages. Complete with the Malvorlagen "Farbkasten" plate, with hand-coloured orange sample, signed in pen by the artist Legatura con punti metallici. Cm 30 x 21. pp. 200 circa non numerate. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione (First Edition). .
60 + [3] pp., 1st German edition, gilt upper edges, publisher's hardcover in blue cloth, spine in white vellum with gilt lettering, initials by Eric Gill, printed by the "Handdruck der Cranachpresse von Harry Kessler", limited and numbered edition of 450 copies, this is no. 86 (one of the 400 copies 'auf Bütten'), in cart. slipcase, slight browning of first blanco endpaper, text clean and bright, very good condition, text in German, D102412
In -8°, XX, 72 p., include una tavola all’antiporta con ritratto dell’autore disegnato da Gino Severini
CON DEDICA Edizione originale. Dedica autografa dell'autore. Tiratura limitata a 600 esemplari numerati.
In-12, demi-veau auburn moucheté de l'époque, dos à 6 nerfs décoratifs, 3 en tête, 3 en pied rehaussés de filets dorés, auteur et titre doré au centre, tête dorée, 159 p., (1) p. d'achevé d'imprimer. Edition originale de ce recueil de 42 pièces, tirée à 500 exemplaires sur vélin crème, imprimée par Léo Trézenik. Elle contient, entre autres, le célèbre poème "Crimen amoris" ainsi que "Art poétique" publié ici pour la première fois, qui contribuera à faire de Verlaine un des maîtres du mouvement symboliste. L’auteur proclame, dès les premiers vers de "l’Art poétique", le manifeste de la nouvelle esthétique: "De la musique avant toute chose / Et pour cela préfère l'impair / Plus vague et plus soluble dans l'air / Sans rien en lui qui pèse ou qui pose". "Ce volume original couvre près de deux décennies d’activité et éclaire à bien des égards ses recueils précédents, qu’il complète et dépasse (...). 'Jadis et naguère’ offre des thèmes et des formes jusque-là réservés qui appellent désormais une reconnaissance: la franchise s’impose, la poésie et la langue se libèrent" (Olivier Bivort). (Carteret II, 422. Van Bever & Monda, 'Bibliographie de P. Verlaine', p. 27-28. Vicaire VII, 993). Très bon exemplaire, frais, bien relié à l'époque, grand de marges (180 x 115 mm).
Poème de Tiggie Ghika traduit par Jacques Dupin et orné de 3 pointes sèches originales par Jacques Villon (cm da 23x11; 23x16) Achevé d'imprimer, le texte composé à la main en Garamont italique de 24 de la fonderie Deberny et Peignot par l'imprimerie Tournon et les pointes sèches par les ateliers G. Leblanc à Paris. Folio. pp. 32 n.n.. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 200 es. numerati. .
Prima e unica edizione inglese, vivente l’autore. Più che buon esemplare (copertina recuperata e applicata su tela, con dorso molto lacunoso e usura ai bordi; interno in ottime condizioni). Fogli di guardia in carta gialla, con ex libris «Major Bryan Palmes» al contropiatto anteriore. Si tratta di un’edizione pirata esemplata in poche copie (circa un centinaio) sulla seconda emissione della quinta edizione, ovvero quella che nel 1872 accorpa ai ‘Leaves’ Washington 1871 il ‘Passage to India’ dello stesso anno (legando insieme i fascicoli dell’una e dell’altra e mantenendo frontespizio e paginazione autonoma). L’edizione pirata è riconoscibile per la tela di copertina, in tutto diversa da quella originale verde, per l’aggiunta in fine del poema ‘After All, Not To Create Only’ (anch’esso con propria numerazione) e per una serie di specifici rilievi filologico-testuali. -- La raccolta di poesie ‘Leaves of Grass’, apparsa la prima volta nel 1855 con solo dodici poesie, conta almeno sette edizioni importanti (notevolmente aumentate e modificate) pubblicate per cura dell’autore: la quinta edizione rappresenta uno stato abbastanza vicino alla forma definitiva, se non altro per i titoli inclusi. Myerson, Whitman Bibliography, A2.6 bind. A