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ril. Da quando, nell'estate del 1993, pubblicò un suo saggio sulla rivista «Foreign Affairs», le tesi di Samuel P. Huntington sugli scenari geopolitici mondiali sono al centro del dibattito e influenzano tutte le discussioni di politica internazionale. In questa più ampia e approfondita analisi quelle ipotesi vengono sviluppate affrontando anche i temi della proliferazione degli armamenti, dello sviluppo demografico e dell'emigrazione, della democrazia e dei diritti umani. Per lo studioso americano la storia non è affatto finita con il crollo del comunismo. Oggi, conclusa la Guerra fredda, gli esseri umani non si definiscono più in base all'ideologia o al sistema economico in cui operano, ma cercano di definire la loro identità in base alla propria lingua e religione, alle proprie tradizioni e costumi. Di conseguenza, la politica mondiale si sta riconfigurando secondo schemi culturali. Più precisamente, i «punti caldi» dello scacchiere internazionale si trovano tendenzialmente lungo le «linee di faglia» tra le diverse civiltà del pianeta. Negli ultimi anni questa tesi è stata tragicamente confermata. In questo scenario multipolare, dove emergono con grande evidenza lo sviluppo demografico dei paesi musulmani e l'ascesa della Cina, come potranno convivere le diverse civiltà? E quale può essere il ruolo della civiltà occidentale e dei suoi valori? Attraverso un lucido e informatissimo panorama delle forze che governano la politica mondiale, "Lo scontro delle civiltà" offre uno strumento per capire il mondo in cui viviamo.
br. Secondo studi recenti la Russia ha la quota più alta al mondo di dark money, soldi opachi detenuti all'estero: un trilione di dollari. Si stima che un quarto di questi sia collegato a Vladimir Putin e a suoi stretti associati, e il Cremlino sembra sempre più capace di pilotare operazioni aggressive. L'Italia è uno dei pezzi di questo grande gioco: gli oligarchi russi in Italia investono e comprano grandi proprietà. Agiscono portando avanti attività che sono a volte al confine con lo spionaggio. Il libro ricostruisce la loro rete di rapporti in Italia: troveremo i rapporti dei servizi segreti italiani sugli investimenti fatti per sostenere operazioni di influenza politica, i passaggi in Italia degli avvelenatori di Skripal, la ricostruzione puntuale dei giganteschi flussi di denaro dalla Russia verso il nostro paese. Così come le relazioni e le onorificenze della Repubblica a personaggi sanzionati da Usa e Ue e le timidezze dei due governi Conte. Vicende che sembrano uscite da un romanzo di John le Carré, ma che sono drammaticamente reali e ci riguardano da vicino.
br. Questo libro nasce dall'esigenza di chiarire alcuni aspetti fondamentali generalmente trascurati delle crisi economiche. Oltre il piano strettamente finanziario c'è quello (geo)politico, che segna i "veri" sviluppi di una crisi in una data fase storica. I crolli finanziari vanno trattati come fenomeni epidermici, generati da sconquassi che avvengono nelle profondità dei rapporti di forza tra aree di paesi, egemonizzate da poli di potenza in crescente attrito. Le cadute in borsa, la volatilità dei titoli azionari, lo scoppio delle bolle speculative e il successivo "decadere" dei fattori reali dell'economia (arretramento della produzione, crescita della disoccupazione, fallimento degli operatori industriali, ecc.) indicano trasformazioni più vaste che modificano l'architettura (geo)politica del mondo. È, esattamente, quello che annuncia l'epoca in cui viviamo.
brossura Il termine «geopolitica», seppur utilizzato in molte discipline, designa prima di tutto un sapere geografico. S'interessa alle cause dei conflitti e delle rivalità di potere su dei territori, alla loro evoluzione e alla loro risoluzione. Il suo campo di studio, molto singolare visto che include sia realtà oggettive sia soggettive, richiede una metodologia precisa. Questo libro propone l'insieme dei concetti, strumenti e metodi che occorre possedere per poter condurre delle analisi geopolitiche precise quanto efficaci. Con numerosi esempi e casi studio trattati su diverse scale, "Geopolitica" è un'iniziazione al ragionamento geopolitico e cioè quella griglia di lettura essenziale per comprendere le società del nostro tempo.
br. Il termine "America latina" suggerisce l'esistenza di un'America che è "latina" e di un'altra che, di contro, non lo è. In questo vibrante manifesto geopolitico, Walter Mignolo recupera l'idea di "latinità" e ne analizza la storia dalla nascita nel XIX secolo ai giorni nostri, con particolare attenzione alle appropriazioni e rielaborazioni da parte delle élites iberoamericane nella seconda metà del XIX secolo. Rivalutando la storia delle popolazioni indigene, lo straordinario contributo della componente africana e la presenza dei quaranta milioni di latinos residenti negli Stati Uniti, l'autore si interroga sugli elementi che spiegano il persistere, nel mondo globalizzato, dell'"idea" che ha gerarchizzato e diviso lo spazio americano. E propone, sulla scia dei più recenti fenomeni di cambiamento politico, di percorrere la strada dell'opzione decoloniale, un progetto politico e culturale capace di fare dei popoli del continente i protagonisti del loro destino.
br. A dispetto dell'immagine corrente della globalizzazione giuridica, l'uniformità senza confini degli ordinamenti che sembra caratterizzare il mondo contemporaneo non azzera il peso delle diverse tradizioni giuridiche: le diverse immagini della 'legge' continuano a segnare differenze, scarti che interrompono lo spazio globale. Persino lo stile, i linguaggi e le modalità di legittimazione della giustizia divengono, seppur in modo più sotterraneo e indiretto, elementi pregnanti di una nuova 'geopolitica', gli strumenti culturali di una lotta per l'egemonia dei modelli giuridici. In particolare due forme della legge si stagliano ancora nel mondo e nell'Occidente: quella anglo-americana della 'legge orale' e quella continentale della 'legge scritta'. Si tratta di due forme antitetiche, che marcano una profonda dualità dell'Occidente.
Quali sono le cause della crisi economica? Non la bulimia delle bocche occidentali, né i bucanieri della finanza intemazionale, né la corruzione della politica. La crisi economica rappresenta il fallimento di una precisa visione politica e filosofica, un vero e proprio paradigma dominante, quello hayekiano, con il quale abbiamo interpretato e dato un senso al mondo. Per trent'anni questo paradigma ha lavorato e plasmato i Paesi occidentali e innescato un processo di mimesi in quelli in via di sviluppo che sognavano le luci di New York e Londra. Tuttavia le promesse di Hayek -progresso e benessere per tutti - si sono realizzate solo in parte. Sono state create tecnologie delle meraviglie e favolose ricchezze, ma non per tutti. Quella visione politica ha infatti generato una nuova questione sociale che è la causa più prossima della crisi economica. La crisi dunque rappresenta la falsificazione popperiana del paradigma di Hayek. Questa crisi però è anche l'inizio di una grande transizione: possiamo elaborare un nuovo paradigma che concili le aspirazioni alla modernità dei Paesi in via di sviluppo e risolva la questione sociale in cui si dibatte l'Occidente o ricadere negli anni Trenta del XX secolo. Autori: Nunziante Mastrolia.
br. Dalla fine dell'Urss al grave deterioramento dei rapporti con l'Occidente. Trent'anni di politica del Cremlino descritti da un protagonista d'eccezione. Un testo fondamentale per comprendere le dinamiche che hanno portato all'attuale drammatica crisi internazionale. Sin dalla caduta dell'Unione Sovietica, Mosca ambisce a riaffermarsi come protagonista sullo scacchiere globale. In questo trentennio, tuttavia, le sue posizioni sono sempre state poco note e spesso distorte in Occidente. Il testo di Aleksej Puskov colma quindi un vuoto nel panorama editoriale italiano, consentendo al lettore di conoscere, senza mediazioni, il punto di vista russo su questioni cruciali come allargamento della Nato, Siria, questione ucraina, politiche commerciali e dossier energetico. Puskov è un testimone d'eccezione della politica russa, sin da quando, giovanissimo, iniziò a lavorare nello staff del presidente Gorbacëv. Politico influente, con molte legislature alle spalle nei due rami del Parlamento, è uno dei maggiori esperti russi di affari internazionali. Con un'analisi tanto chiara quanto profonda e rigorosa, l'autore offre uno spaccato dell'evoluzione della società e della classe politica del suo paese: dalla caduta dell'Urss ai drammatici anni Novanta di El'cin, dall'ascesa di Putin fino al recente deterioramento dei rapporti con l'Occidente, poi sfociato nella sanguinosa guerra in Ucraina. Prefazione di Paolo De Nardis.
br. Il saggio si sofferma sull'"idea d'Europa", sulla sua identità, sulla sua realizzazione comunitaria in rapporto agli aspetti geopolitici dei singoli "Stati nazione" che la compongono. Traccia un suo possibile ruolo nel confronto globale tra Stati Uniti, Cina e Russia. Avanza l'ipotesi che possa rappresentare il "quarto lato" del triangolo oggi egemone alla scala mondiale, nella misura in cui da gigante economico divenga, nel contesto internazionale, anche un gigante politico.
br. C'erano una volta le Petromonarchie del Golfo, Stati che galleggiavano sul petrolio e seguivano fedelmente le indicazioni in politica estera degli Stati Uniti. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman: sabbia e oro nero, facoltosi sceicchi e lusso fiabesco; scarsa popolazione, democrazia interna molto limitata, forte immigrazione dall'Africa e dal Sudest asiatico e lavoratori in condizioni di semischiavitù. Questa rappresentazione del Golfo Persico - semmai in passato sia stata veritiera - oggi non è più attendibile. Se è vero che le agiatezze di emiri e sultani non sono terminate, gli europei non possono invece prendersi il lusso di ignorare come i Paesi del Golfo influenzino con sempre più forza la politica mondiale: non solo rendita petrolifera ma anche energie rinnovabili, ricerca scientifica, eventi sportivi, alta moda, passione per il made in Italy, architettura all'avanguardia, turismo ed ecologia. E poi armi, politica estera aggressiva, conquista di interi settori di mercato, lenta e difficile emancipazione delle donne, repressione della dissidenza politica, furti archeologici e - strano a dirsi fino a poco tempo fa - autonomia politica proprio dagli Stati Uniti. Il presente lavoro colma un imbarazzante vuoto nella saggistica italiana, quello sull'irrimediabile centralità dell'Arabia Saudita e degli altri Stati del Golfo nella politica globale. Con stile asciutto e approccio analitico gli autori scavano in profondità e spiegano perché, d'ora in avanti, sarà impossibile ignorare questa parte di mondo.
AA.VV. Nomos and Khaos. Rapporto Nomisma (2009-2010) sulle prospettive economico-strategiche. Roma, A.G.R.A. 2010, Studi and ricerche cm 24 cm. 424 p. (0000000031806)
br. Come è stato pensato lo spazio nella politica e nella geografia? Come riflettevano sul territorio e sulla sovranità i protagonisti della politica e gli uomini di cultura? Quali mappe geopolitiche hanno costruito e come si costituisce l'immaginazione geopolitica del mondo tra Otto e Novecento? A partire da questi interrogativi, il libro analizza criticamente alcuni spazi immaginari, visioni politiche e geopolitiche, individuando tre punti di snodo del paradigma geopolitico - nazionale, imperialista, globalista - che vengono posti in stretta relazione con le rispettive forme di potere e di egemonia politica mondiale. Il libro ricostruisce i rapporti e gli intrecci fra la geopolitica e il pensiero politico attraverso l'osservazione delle mappe mentali delineate nelle opere maggiori tra l'Otto e il Novecento. Emerge, così, l'immagine del mondo che è sottesa a parte della cultura tedesca e anglosassone e che influenza non solo l'opinione pubblica ma anche gli equilibri di potere internazionali.
ill., br. L'ascesa della Cina nel contesto globale favorisce l'interesse per la lingua di questo grande paese; un numero crescente di studenti in Italia sceglie di imparare il cinese ed è fondamentale che l'apprendimento di questa lingua sia accompagnato dalla conoscenza delle vicende storiche della Cina, dei suoi movimenti culturali e politici. Tuttavia, nella maggior parte degli strumenti didattici disponibili, l'attenzione a questi aspetti è scarsa e nell'insegnamento della storia permane un approccio eurocentrico. Questo libro propone di adottare la prospettiva multipolare e globale della World History, che focalizza l'attenzione sui processi di interazione, sulle connessioni, le relazioni e gli scambi tra gruppi umani appartenenti a mondi culturali differenti. Il volume è frutto del lavoro comune di storici, sinologi, insegnanti di scuola superiore, esperti di didattica interculturale e offre sia contenuti specialistici di storia della Cina in età moderna e contemporanea, sia sette unità di apprendimento interdisciplinare, elaborate da insegnanti di storia e filosofia, di lingua e cultura cinese e di altre discipline, proponendosi così ai docenti come un utile e innovativo strumento di lavoro.
ill., br. Con le sue materie prime, la sua forza lavoro, la sua terra, l'Africa ha finanziato e continua a finanziare gli equilibri mondiali. Ovviamente non è la sola entità geografico-territoriale che svolge questa funzione, ma di certo è la più ricca e la più facile da utilizzare. A fronte di una storia che si ripete da secoli, riusciranno gli africani nel contesto odierno a dire la loro e a non essere solo attori passivi del proprio destino? Il tema richiede di sgombrare il campo dagli stereotipi che fanno dell'Africa un continente perduto, così come dalla nuova retorica secondo la quale l'Africa sarebbe il futuro del mondo, il luogo in cui il capitale internazionale può ottenere la migliore remunerazione di sempre. Nessuna di queste visioni rispecchia la realtà, perché l'Africa è molto più complessa, come risalta dai racconti di viaggio e dalle analisi con cui Raffaele Masto ci guida in alcuni Paesi simbolo: Mozambico, Costa d'Avorio, Sud Sudan, Sierra Leone, Nigeria. Resoconti e riflessioni da cui emergono la complessità e la ricchezza culturale di un continente ancora sostanzialmente sconosciuto.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «Rivolte, rivoluzioni, repressioni, colpi di stato, colpi di testa, guerre civili, aggressioni, guerre per delega, ingerenze umanitarie, guerre per il petrolio, per lo status quo, per cambiare, per la democrazia, per il fanatismo religioso, per il potere, per l'odio, per la sopraffazione, per niente, tanto per. Di certo non per la pace. E comunque tutto in funzione della paura. Non c'è bisogno di fare il giro del mondo per imbattersi in tutto questo. Basta dare un'occhiata al Mediterraneo facendo soltanto attenzione a non lasciarsi distrarre e guardando anche ciò che non si vorrebbe vedere». Il generale «insolito», la «voce fuori dal coro» della saggistica geopolitica italiana traccia il profilo del Mediterraneo mettendo a fuoco nell'ottica della potenza militare le terre che lo circondano e i popoli che ci vivono. Il risultato è tutt'altro che scontato e rassicurante. In quarantatré anni di servizio militare Fabio Mini è venuto a contatto diretto con tutti gli apparati di sicurezza del mondo. Ha avuto il Mediterraneo come area di responsabilità quando è stato capo di stato maggiore della Nato del sud Europa, ha percorso i luoghi della sicurezza cinese e del suo «mediterraneo», ha comandato un corpo internazionale di pace nei Balcani. Avrebbe potuto raccontare il Mediterraneo con un memoriale, oppure con un saggio storico-politico. Si sarebbe forse compiaciuto nel ricordare il passato ma non sarebbe stato stimolato a capire il futuro. In questo libro ha utilizzato perciò la propria esperienza per scoprire qualcosa che chi scrive di geopolitica in genere trascura: l'influenza della guerra, dei mezzi della guerra, della storia della guerra sulle vicende dei popoli e delle terre in cui vivono. La scoperta è banale e sorprendente al tempo stesso: il Mediterraneo non è un mare e non ha una frontiera liquida che si può espandere a piacimento. È un insieme di terre, popoli e culture diverse impregnati di sentimenti e atti di guerra. Basta guardarsi intorno per vedere i segni indelebili delle guerre, da quelle puniche a quella post-nucleare. È sorprendente perché unendo l'ottica militare a quella socio-politica si scoprono le ragioni delle infinite guerre mediterranee e i possibili sviluppi di quelle a cui stiamo assistendo. Descrizione bibliografica Titolo: Mediterraneo in guerra. Atlante politico di un mare strategico Autore: Fabio Mini Editore: Torino: Giulio Einaudi, 2012 Lunghezza: 322 pagine; 23 cm ISBN: 880621134X, 9788806211349 Collana: Passaggi Einaudi Soggetti: Geopolitica, Saggi, Relazioni internazionali, Guerre, Biografie, Politica estera, Influenze, Europa, Medio Oriente, Islam, Terrorismo, Armamenti, Nucleare, Africa, Alleanze, NATO, Russia, Asia, Militaria, Strategia militare, Basi, Spagna, Guerra civile, Rivoluzioni, Rivolte, Francia, Resistenza, Mar Nero, Turchia, Erdogan, Gheddafi, Saddam Hussein, Balcani, Espansioni, Imperialismo, Colonialismo, Risorse energetiche, Sbocchi, Mari, Golfo Persico, Cina, Kosovo, Afghanistan, Irak, Dardanelli, Sinai, Oceani, Traffici, Petrolio, Gas, Giacimenti, Gasdotti, Gruppi, Bibliografia, Geopolitics, Essays, International Relations, Wars, Biographies, Foreign Policy, Influences, Europe, Middle East, Islam, Siria, Sirya, Terrorism, Armaments, Nuclear, Alliances, Military Strategy, Bases, Spain, Civil War, Revolutions, Revolts, France, Resistance, Black Sea, Turkey, Erdogan, Gaddafi, Libya, Saddam Hussein, Balkans, Expansions, Imperialism, Colonialism, Energy Resources, Outlets, Seas, Persian Gulf, China, Kosovo, Afghanistan, Iraq, Dardanelles, Oceans, Traffics, Oil, Gas, Deposits, Gas Pipelines, Groups, Bibliography, Hamas, Hezbollah Parole e frasi comuni aerei da combattimento al-Fatḥ al-Qaeda Amal americani arabi armamenti armi Assad Ba‘th Bahrain base Bashār carri armati cento Cisgiordania conflitto controllo Costituzione crisi d’Africa esercito Unione europea democrazia dollari economica elicotteri d’attacco forze armate francese Fratelli musulmani Gheddafi Giordania governo Gran Bretagna Grecia gruppi guerra civile Ḥamās Hezbollāh indipendente internazionale iraniani Iraq islamico Israele israeliani Kosovo Kuwait Egitto intervento Iran Italia Unione libanese Libia libico Mar Nero Marocco Medio Oriente Mediterraneo miliardi di dollari milioni militare militari milizie Milošević minaccia missili Mubārak musulmani nazionale Nazioni unite Nord nucleari occidentale organizzazioni paesi Palestina palestinesi pattugliatori petrolio pezzi artiglieria Pil pro capite politica popolazione potenza potere presidente Qatar regime repressione Repubblica risorse rivolta Russia Saudita sciita Serbia sicurezza Siria siriani sociali Somalia sovietica strategica Sudan sviluppo territorio terrorismo Tunisia Turchia veicoli corazzati Yemen
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. All'indomani della guerra dei Balcani, dell’attacco alle Twin Towers, dell’attacco all'Afghanistan e all'Iraq, un saggio di estrema attualità per conoscere nel profondo la cultura militare statunitense. Richiamandosi a una tradizione americana di pacifismo anti–imperialista da Henry David Thoreau, Mark Twain, a Noam Chomsky, Ramsey Clark, l’Autore individua momenti significativi della storia statunitense intesa come storia di conflitti, sia interni che esterni. Coltivando l’antico sogno di essere il popolo eletto, investito di una missione democratica e imperialista di portata mondiale, la cultura dominante statunitense sviluppa, nel corso dei secoli, un’ideologia peculiarmente bellicosa ed espansionista, spesso accompagnata da motivazioni umanitarie. Descrizione bibliografica Titolo: Nazione guerriera. Aspetti del militarismo nella cultura statunitense Autore: Gordon Poole Editore: Napoli: Colonnese, 2001 Lunghezza: 160 pagine; 21 cm ISBN: 8887501416, 9788887501414 Collana: Volume 2 di Civiltà Soggetti: Politica militare, Politica estera, Geopolitica, Scienze politiche, Militarismo, Guerra totale, Teorie, Stati Uniti d'America, Sec. 19.-20., Stato, Diplomazia, Armamenti, Difesa, Diritto internazionale, Imperialismo, Pacifismo, Globalizzazione, Sistema di Stati, Equilibrio, Nucleare, Anti-imperialismo, Mark Twain, Noam Chomsky, Ramsey Clark, David Thoreau, Storia americana, Democrazia, Universalismo, Missione, Ideologia bellica, Prevenzione, Popolo nemico, Terrorismo, Religione, Giano, Totalitarismo, Herman Melville, Cultura, Società, Norman Mailer, I Nudi e i morti, Truppe, Rivolte, Strage, Waco, Texas, Hiroshima, Nagasaki, Alce Nero, Neihardt Bombe atomiche, Roosevelt, URSS, Comunismo, Guerra Fredda, Dopoguerra, Novecento, Veterani, Vietnam, Operazione Tailwind, Libri Vintage, Fuori catalogo, Bibliografia, Studi culturali, Corea, Balcani, Soviet Power, NATO, Military Politics, Foreign Policy, Geopolitics, Political Sciences, Militarism, Total War, Theories, United States of America, 19th-20th Century, State, Diplomacy, Armaments, Defense, International Law, Pacifism, Globalization, System of States, Balance, Nuclear, Anti-imperialism, American history, Democracy, Universalism, War ideology, Prevention, Enemy people, Terrorism, Religion, Totalitarianism, Culture, Society, Nudes and the Dead, Troops, Riots, Massacre, Black Elk, Atomic Bombs, Communism, Cold War, Postwar Period, Twentieth Century, Veterans, Books Out of Catalog, Bibliography, Cultural Studies, Korea, Balkans Gordon Poole è nato nel Massachusetts nel 1934, vive in Italia dal 1957. Dal 1975 insegna presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. La sua militanza pacifista e anti–imperialista risale ai primi anni Sessanta. È membro attivo di organizzazioni politiche e pacifiste. Fa parte del comitato scientifico del mensile “Guerre e pace”.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. VOLUMI PERFETTI, MAI SFOGLIATI; LIEVI SEGNI DEL TEMPO AL COFANETTO; DORSI LEGGERMENTE SCOLORITI. Informazioni bibliografiche Titolo: Storia del Novecento Collana: Oscar cofanetto e senza numerazione Autore: Luigi Salvatorelli Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1971 Descrizione fisica: 4 volumi (1198 pagine); 19 cm Comprende: VOLUME 1: L' Europa di fine secolo. VOLUME 2: Democrazia occidentale in cammino. VOLUME 3 : La prima guerra mondiale. VOLUME 4 : La seconda guerra mondiale e il dopoguerra. Soggetti: Storia contemporanea, Sec. 20., Novecento, '900, Storiografia, Saggi Storici, Summa, Secolo Breve, Marxismo, Rivoluzione Bolscevica, Guerre Mondiali, Comunismo, Europa, Stati Uniti, Asia, Fascismo, Nazismo, Shoah, Capitalismo, Colonialismo, Imperialismo, Hitler, Mussolini, New Deal, 1929, Stalin, Guerra Fredda, Churchill, Rivoluzione Industriale, Polonia, Giappone, Asse, Patto Atlantico, ONU, Germania, Muro Berlino, Piano Marshall, Masse, Nazionalismo, Globalizzazione, Russia, Zar, Nazionalsocialismo, Geopolitica, Relazioni Internazionali, Welfare, Terrorismo, Anni di piombo, Contestazione, Sessantotto, 1968, Medio Oriente, Palestina, Conflitto arabo-israeliano, Guerra dei sei giorni, Jugoslavia, Iran, Iraq, Islam, Nazioni Unite, Roosevelt, Kennedy, Nixon, Reagan, Gorbaciov, Contemporary History, Twentieth Century, Twentieth Century, Historiography, Historical Essays, Summa, Short Century, Bolshevik Revolution, World Wars, Communism, Europe, United States, Colonialism, Imperialism, Cold War, Industrial Revolution, Poland, Japan, Axis, Atlantic Pact, UN, Germany, Wall Mass, Nationalism, Globalization, Tsar, National Socialism, Geopolitics, International Relations, Terrorism, Years of Lead, Dispute, Sixty-eight, Middle East, Palestine, Arab-Israeli Conflict, Six-Day War, Yugoslavia, United Nations Parole e frasi comuni accordo associazioni austriaco avrebbe Balcani Belgio Berlino Biilow Bismarck Briand Bulgaria Camera cattolici Cecoslovacchia Chiesa Cina coalizione comune conferenza conflitto congresso conservatori Consiglio costituzionale costituzione Delcassé democratico Destra diritto economica elettorale elezioni Esteri europea fascista favore francese Francia fronte gabinetto generale Germania Giappone Giolitti governo Gran Bretagna gruppo guerra Hitler inglese internazionale Italia italiana Kaiser Inghilterra laburisti lavoro legge liberale Londra lotta maggioranza Manciuria mantenimento milioni militare militari ministero morale movimento Mussolini nazionale nazionalsocialismo operaie opposizione organizzazione pace paesi parlamentare parlamento Poincaré polacco politica Polonia popolo potenze presidente progetto programma pubblica questione radicale regime Reichstag Reichswehr repubblica riforma Russia Santa Sede sciopero sindacalismo Slovacchia socialdemocratici socialisti Società nazioni Stresemann suffragio tedesco territorio trattative trattato Versailles Turchia voti
OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO; COPERTINA UN PO' BRUNITA. Informazioni bibliografiche Titolo: I Paesi arretrati Titolo originale: Les nations prolétaires Collana: Volume 4 di Saggi di cultura contemporanea Autore: Pierre Moussa Traduzione di: Amerigo Guadagnin Editore: Milano: Edizioni di Comunità, 1961 Lunghezza: 241 pagine; 21 cm Soggetti: Paesi in via di sviluppo, Sviluppo economico, Paesi sottosviluppati, Terzo mondo, Economia, Capitalismo, Asia, Africa Nera, Politica, Imperialismo, Sistema mondiale, Soluzioni, Occidente, Banca Internazionale, FMI, Organismi mondiali, Debito, Nazioni povere, Spoliazione, Saggi, Progresso, Imposizione fiscale, Riforme, Capitale privato, Investimenti, Finanza, Agricoltura, Industria, Socialismo, Finanziamenti, Geopolitica, Marxismo, Les États-Unis, Stati Uniti, Dialectique de l'anticolonialisme, Dialettica, Anti-colonialismo, Tiers monde, Globalizzazione, guerre d'Algérie, Guy Mollet, Cuba, Fidel Castro, décolonisation, Caliban, canal de Panama, économiques, empire colonial, pays sous-développés, Madagascar, Afrique Noire, agricole, américains, Amérique latine, bauxite, bénéfices, Brésil, Cambodge,Cambogia, Brasile, réforme agraire, matières premières, Grande-Bretagne, Risorse, Materie prime
In-8° pp. 320 con 8 carte a col. f.t. Bross. edit. ill.
In-8° pp. 303-V con una carta ripieg. a col. f.t. Bross. edit. ill.
In 8, br. edit. ill. a col., pp. 251.Ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore Franco AngeliAnno pubblicazione 2000Collana Lo Spettatore InternazionaleMateria/Argomento Geopolitica, Storia, Arabia Saudita
In 8°, br. edit. (lievemente fiorita), pp. (XVI),319,(1), con solo sporadiche fioriture e bordo delle pp. lievemente brunito; coll. "Libri scelti. Panorama del nostro tempo. Volume LIV"; buon es.
1 Vol. In-8 pag. 469.Prime 2 pagg.sottolineate PROG 13718 CATT_ATT 49
In-8° pp. 314, bross. edit. con sovrac. ill.
Paris, La découverte 1989. In-8 broché, couverture illustrée de 383 pages. Bel exemplaire