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br. Chi governa il mondo? La globalizzazione impone nuove risposte a quest'antica domanda. Servendosi di uno sguardo eretico e mai compiacente, Fabio Armao ricostruisce l'aggrovigliata trama del potere nel XXI secolo, accompagnando il lettore in alcuni luoghi - dalla Sicilia all'Afghanistan, dagli Stati Uniti alla Cambogia, da Londra a Ciudad Juárez, a Delhi - in cui si è manifestata con drammatica evidenza una nuova forma di "totalitarismo neoliberale": la rinascita del clan come struttura di riferimento del sistema sociale. Ed è proprio il clan il filo conduttore che unisce vere e proprie patologie sociali come mafie, gang, neofascismo, finanza underground, capitalismo clientelare, femminicidio, ecocidio e privatizzazione della guerra. "La società autoimmune" è un'analisi introspettiva della politica e dei modi di studiarla, il diario pubblico di un politologo che si interroga sul perché metodi, categorie e linguaggio delle scienze sociali non sembrano essersi rinnovati dopo la frattura storica del 1989, chiudendo spesso gli occhi sui processi che hanno portato al trionfo degli interessi economici (privati) su quelli politici (pubblici).
br. Chi governa il mondo? La globalizzazione impone nuove risposte a quest'antica domanda. Servendosi di uno sguardo eretico e mai compiacente, Fabio Armao ricostruisce l'aggrovigliata trama del potere nel XXI secolo, accompagnando il lettore in alcuni luoghi - dalla Sicilia all'Afghanistan, dagli Stati Uniti alla Cambogia, da Londra a Ciudad Juárez, a Delhi - in cui si è manifestata con drammatica evidenza una nuova forma di "totalitarismo neoliberale": la rinascita del clan come struttura di riferimento del sistema sociale. Ed è proprio il clan il filo conduttore che unisce vere e proprie patologie sociali come mafie, gang, neofascismo, finanza underground, capitalismo clientelare, femminicidio, ecocidio e privatizzazione della guerra. "La società autoimmune" è un'analisi introspettiva della politica e dei modi di studiarla, il diario pubblico di un politologo che si interroga sul perché metodi, categorie e linguaggio delle scienze sociali non sembrano essersi rinnovati dopo la frattura storica del 1989, chiudendo spesso gli occhi sui processi che hanno portato al trionfo degli interessi economici (privati) su quelli politici (pubblici).
ill., br. Pensato come un vero e proprio atlante, dove ogni conflitto ha pari dignità, il libro è un annuario aggiornato delle guerre in atto sul pianeta. Vengono analizzate e spiegare le ragioni di tutti gli scontri armati in corso: chi combatte e perché, qual è la posta in gioco e le ragioni che muovono al conflitto. Senza prendere posizione a favore di qualcuna delle parti in causa, l'atlante è uno strumento di informazione e di costruzione di una coscienza civile.
Conflitti bellici attribuiti a tradizionali rivalità religiose, il dramma dei migranti dal Continente Africano, la sostenibilità energetica e la rivoluzione rinnovabile. Non ultima l’indifferenza della nostra pubblica opinione verso la politica estera. Sono queste le principali motivazioni politico-culturali alla base del secondo Volume ERGAM (European Research Group on Automotive Medicine) che il Lettore può utilizzare come chiave di lettura, alla ricerca dei meccanismi che governano il mondo e, in specie, il mercato globalizzato dell’energia. Come nel film Finché c’è guerra c’è speranza, fino all’ultima goccia di petrolio, la conversione alle rinnovabili sarà costellata da insormontabili resistenze. Sicché la politica energetica appare come un Giano bifronte che da un lato invoca la rivoluzione, mentre dall’altro tesse accordi per mantenere lo status quo. Non si stupisca il Lettore se nel Volume focalizziamo, neanche velatamente, la dicotomia tra la speranza di avere un mondo privo di fossili inquinanti e in antitesi l’ipocrita e continua annunciazione di un mondo sostenibile e la presunzione di dare per scontata o prossima la migrazione dal fossile al rinnovabile. Curatori: Aldo Ferrara, Albina Colella, Pino Nicotri. Prefazione: Elly Schlein, Leonardo Servadio, Jacopo Tondelli.
br. Come è possibile che il continente più ricco sia anche il più povero? Petrolio, diamanti, oro, rame, ferro. Una fortuna e al contempo una maledizione. Dal Congo all'Angola, dalla Guinea alla Nigeria, le immense risorse africane non hanno ancora saputo porre un freno alla piaga della povertà. Perché? E soprattutto, dove vanno a finire i guadagni che scorrono a fiumi dallo sfruttamento delle risorse naturali? Cercando una risposta a queste domande, Tom Burgis si è spinto fino al cuore dell'Africa nera per incontrare magnati, smascherare governi-ombra e seguire flussi di denaro. Il risultato è un libro inchiesta che inchioda tutti alle proprie responsabilità, fino a far tremare istituzioni e multinazionali di tutto il mondo.
br. Il Kurdistan è un'entità inafferrabile, divisa e frammentata che insegue la propria indipendenza. Le difficoltà per la formazione di un'unità nazionale permanente sono dovute al concorso di diversi fattori. Combinando le diverse prospettive della stratificazione storica, politica e culturale, gli autori ricostruiscono le vicende, lo scenario geopolitico etnico-religioso, l'organizzazione amministrativa, il malgoverno, i travagliati rapporti internazionali, la variabilità degli attentati, i rebus irrisolti, il movimento femminile, le affiliazioni e le scissioni del Paese dei Curdi, dedicando all'identità incompiuta del popolo scomposto il primo volume della collana di geopolitica Doctis Ardua, diretta da Daniele Cellamare. Contributi critici di Eva Christina Müller Praefcke, Claudia Candelmo, Federica De Paola, Angela Chiara Festa, Roberta La Fortezza, Marilea Laviola, Gregory Marinucci, Vlora Mucha, Valeria Ruggiu.
br. Dopo i fatti, le riflessioni: sulla scia di uno dei dibattiti più controversi degli ultimi anni, Giovanni Codovini offre una mappa inedita della regione più calda del pianeta e degli scontri che la insanguinano da più di cent'anni. Calando la lettura degli eventi nella cornice dei delicati equilibri geopolitici mediorientali e mondiali, l'autore amplia la nostra visione del conflitto e della questione israeliano palestinese, esaminandola da un'angolazione più complessa, capace di coniugare il rigore dell'indagine storica all'attualità scottante dell'analisi geopolitica, geoeconomica e geoculturale: dalle variabili della politica internazionale ai fattori strategici dell'acqua e degli scenari demografici, passando per le complesse questioni culturali dell'identità, della memoria collettiva e del credo religioso, il libro traccia un caleidoscopio del luogo in cui si concentrano gli orrori e le speranze del mondo, restituendoci l'immagine che ciascuno dei due popoli ha di se stesso e dell'altro.
br. Alekandr Dugin ripercorre l'evoluzione geopolitica della Russia dalle sue origini con la Rus' di Kiev e l'Impero russo, attraversando il culmine della sua influenza globale durante l'era sovietica, fino all'attuale presidenza di Vladimir Putin. Dugin vede la Russia come il principale polo geopolitico delle civiltà di terra del mondo, destinato ad essere perennemente in conflitto con le civiltà di mare. Un tempo il polo delle civiltà marittime era l'impero britannico; oggi è rappresentato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della NATO. La Russia può adempiere alla sua missione geopolitica solo restando in opposizione alle potenze marittime. Oggi, secondo Dugin, questo conflitto non è solo di natura geopolitica, ma anche ideologica: la Russia è il principale rappresentante e difensore dei valori radizionali e dell'idealismo, mentre l'Occidente rappresenta i valori del liberalismo e della società di mercato. Con scritti di Carlo Terracciano e Alessandra Colla.
ill., br. Conflitti bellici attribuiti a tradizionali rivalità religiose, il dramma dei migranti dal Continente Africano, la sostenibilità energetica e la rivoluzione rinnovabile. Non ultima l'indifferenza della nostra pubblica opinione verso la politica estera. Sono queste le principali motivazioni politico-culturali alla base del secondo Volume ERGAM (European Research Group on Automotive Medicine) che il Lettore può utilizzare come chiave di lettura, alla ricerca dei meccanismi che governano il mondo e, in specie, il mercato globalizzato dell'energia. Come nel film Finché c'è guerra c'è speranza, fino all'ultima goccia di petrolio, la conversione alle rinnovabili sarà costellata da insormontabili resistenze. Sicché la politica energetica appare come un Giano bifronte che da un lato invoca la rivoluzione, mentre dall'altro tesse accordi per mantenere lo status quo. Non si stupisca il Lettore se nel Volume focalizziamo, neanche velatamente, la dicotomia tra la speranza di avere un mondo privo di fossili inquinanti e in antitesi l'ipocrita e continua annunciazione di un mondo sostenibile e la presunzione di dare per scontata o prossima la migrazione dal fossile al rinnovabile.
brossura Il tema di "Asia-Pacifico: regione emergente. Luoghi, Culture, Relazioni" sottolinea la crescente importanza acquisita dalla regione cosiddetta "Asia-Pacifico" negli equilibri demografici, economici, politici e socioculturali del nostro pianeta nel terzo Millennio. Le potenzialità di quest'area geografica e il suo nuovo ruolo di perno degli equilibri globali hanno spinto i numerosi autori di diverse discipline a interrogarsi e a discutere intorno a questo argomento. I temi approntati nel volume sono molteplici e spaziano dalle principali caratteristiche geopolitiche dell'Asia-Pacifico alla storia regionale; dal ruolo dell'Asia-Pacifico nel passato, nel presente e nel futuro, dall'analisi dei principali attori interni alla regione (Cina, Australia, Corea del Nord ecc.) alle più rilevanti tendenze politiche, economiche, sociali o culturali presenti nell'Asia-Pacifico. Questi temi, cruciali per gli attuali e i prossimi equilibri mondiali sono declinati anche in chiave didattica, attraverso l'apporto di docenti ed esperti operatori nel campo della scuola italiana.
br. A partire da una lunga ricerca di campo nel fertile e dinamico contesto della Provincia Nord in Nuova Caledonia, la monografia invita a cogliere le relazioni, le connessioni, i significati e le emozioni integrate nel nichel, risorsa non meramente economica ma intimamente legata alla storia politica, sociale ed economica di questo arcipelago oceaniano. L'esperienza socio-economica kanak, non si presenta come un'alternativa al capitalismo ma anzi, si pone in una relazione dialettica con esso, negoziando le proprie specificità e ripensandolo a partire dall'intima relazione essere umano-ambiente. Prefazione di Adriano Favole.
ill., br. Lo stupore e l'incomprensione manifestati di fronte a quanto avvenuto nei Paesi arabi dal 2011 hanno resa manifesta una certa ignoranza - se non incomprensione - riguardo agli aspetti della vita sociale e politica della maggior parte di questi Paesi. Se è vero che essi concedono, in ragione della loro vicinanza geografica, l'illusione di un'affinità intellettuale e culturale, la realtà è che una gran parte di queste società vive ad anni luce di distanza dall'Occidente, soprattutto in termini di libertà civili e di stato di diritto. Ed è per attenuare questo "conflitto di percezioni" che si è fatta avanti l'idea di questo libro, di riflesso alle guerre e a conflitti intervenuti nel corso degli ultimi anni a sud del Mediterraneo. Questa rassegna geopolitica si basa su mappe e infografiche inedite in grado di fornire dati aggiornati riguardo ai popoli e ai territori. Essa sottolinea anche prospettive particolari quali il peso nel "mondo arabo"del Maghreb e del Mashreq, oltre a quello del Golfo. In questo modo il lettore potrà rendersi conto delle linee di forza che attraversano i diversi paesi quali le etnie (curdi, armeni, berberi...), le lingue e i dialetti (arabo marocchino, siro-libanese, iracheno...), le religioni (islam, cristianesimo, giudaismo), le dottrine e le confessioni minoritarie e maggioritarie (sunniti, sciiti, alauiti, maroniti, drusi...). Il sottotitolo - un mondo in trasformazione - indica che è il futuro dei diversi paesi della Lega Araba che guida questa riflessione. Ma di fronte agli avvenimenti puntuali, la prudenza è d'obbligo. Perché manca il passo indietro e le carte da sole non sono in grado di riferire delle aspirazioni dei popoli. Lo spirito critico dovrebbe continuare a essere esercitato davanti alla complessità dell'umanità e all'imprevedibilità della storia. È dunque nella combinazione di questi due utensili, mappe e testi, che occorre formarsi un'equilibrata consapevolezza degli eventi e dei fenomeni descritti, che sia in grado di preconizzare il futuro di questi popoli contemporaneamente vicini e remoti.
br. «Le elezioni presidenziali del 2016 hanno rivelato che la democrazia così come è praticata negli Stati Uniti è uno strumento in grado tanto di dividere i cittadini quanto di unirli. Due anni di campagna elettorale avvelenata hanno portato allo scoperto ampi strappi nel tessuto della nazione senza che si sia stilata un'agenda condivisa sul modo in cui ricucirli. Il difetto non sta solo nei risultati, ma anche nel modello: la democrazia da sola non basta più... Attualmente gli Stati Uniti sono molto più un esempio di degenerazione politica che di buona governance. Molti intellettuali celebrano il teatro della politica come se fosse l'incarnazione di quella democrazia civica tanto esaltata da Tocqueville, ma in realtà la democrazia non è un fine in sé: i veri obiettivi sono una governance efficace e il miglioramento del benessere della nazione. Oggi, quello che Platone aveva già previsto nella sua articolazione della scala dei regimi politici si sta avverando: la democrazia è solo la penultima fase della loro degenerazione. Dopo di essa, la tirannia... Il famoso detto di Churchill che la democrazia è "la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre" dev'essere più che mai ripensato. Una tecnocrazia diretta è il modello migliore per la governance del XXI secolo, laddove combina un esecutivo a presidenza collettiva e un Parlamento multipartitico di tipo svizzero con un'amministrazione pubblica come quella di Singapore.» (Parag Khanna)
ril. Amin Maalouf ha il potere di proporre intuizioni esatte quanto predizioni, indovinando i grandi cambiamenti della storia e della società molto prima che affiorino alla coscienza comune. In questo libro, con la lucidità cui ci ha da tempo abituati, spiega perché si sia arrivati alle soglie di un naufragio globale, che riguarda tutte le civiltà. L'America, per quanto resti una superpotenza, è sul punto di perdere ogni credibilità morale. L'Europa, che aveva promesso al suo popolo e a tutto il mondo il progetto più ambizioso e rassicurante della nostra epoca, sta per smembrarsi. Il mondo arabo-musulmano versa in una crisi profonda che lascia la sua popolazione nella disperazione e con ripercussioni spaventose ovunque. Grandi nazioni emergenti o in via di rinascita, come la Cina, l'India e la Russia, fanno irruzione sulla scena mondiale in un'atmosfera deleteria in cui vige la legge del più forte. Una nuova corsa agli armamenti sembra inevitabile, senza contare le minacce, gravissime, che pesano sul nostro pianeta - il clima, l'ambiente, la salute - e alle quali non potremo far fronte senza quella solidarietà globale che, appunto, ci manca. Da tanti anni, Amin Maalouf osserva e percorre il mondo, da Beirut a Teheran, dal Vietnam a Parigi. In questo libro, mescolando cronaca e riflessione, il grande romanziere e saggista racconta gli avvenimenti di cui si è trovato ad essere testimone privilegiato e, al tempo stesso, porta avanti una riflessione acutissima sulla storia e il destino dell'umanità.
ril. Con "Le 10 mappe che spiegano il mondo", Tim Marshall ci aveva mostrato come catene montuose, fiumi, mari e deserti influenzano in maniera decisiva le traiettorie storiche di una nazione, le sue prospettive economiche e le scelte compiute dai leader che le governano. Con questo nuovo libro, il viaggio continua nelle dieci aree cruciali in cui si stanno giocando le partite decisive dei nostri tempi. Scopriamo così perché siamo solo agli inizi di una lunga lotta per il controllo del Pacifico; perché la prossima crisi di rifugiati in Europa è molto più vicina di quanto si pensi; e perché la nuova frontiera della competizione geopolitica sarà lo spazio. Dall'Australia al Sahel, dalla Grecia alla Turchia, dal Regno Unito all'Arabia Saudita per poi volare oltre l'atmosfera terrestre, con la consueta verve e capacità di incuriosire, Tim Marshall ancora una volta riesce ad affascinarci evocando il potere della geografia.
br. Nel corso dell'ultimo anno l'informazione mainstream e la narrazione politica istituzionale sembrano aver riscoperto il pericolo di un conflitto allargato su scala planetaria. Frutto di errori, problemi di governance oppure conseguenza della crisi economica e di promesse elettorali che non possono ancora essere mantenute, la spiegazione del conflitto è inscindibile da una struttura socio-economica che ha fatto della concorrenza più accanita e dello sfruttamento più spietato e virulento delle risorse umane e ambientali le uniche motivazioni reali della propria esistenza. Guerra che, nonostante le continue dichiarazioni di fedeltà ai trattati, non vede ancora delinearsi degli schieramenti precisi e che non vedrà in gioco soltanto blocchi militari e politico-economici facilmente riconoscibili (Russia, Stati Uniti, Cina, Europa), ma che proprio tra le pieghe delle alleanze e le contraddizioni con e tra le nuove potenze emergenti, quali Arabia Saudita, Turchia, Iran e Israele, avrà uno dei suoi principali motori. Prefazione di Valerio Evangelisti e postfazione di Gioacchino Toni.
Mm 140x215 Volume nella sua brossura originale, 298 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Cina Covid-19 offre una visione completa e inedita della storia del SARS-COV-2 e di quello che è accaduto: le origini del virus, il mondo della ricerca sui virus e i batteri, le caratteristiche del Covid-19, le cure possibili, i sintomi e i farmaci, i suggerimenti e le informazioni utili a medici, operatori sanitari, ricercatori e a tutti coloro che sono impegnati nella battaglia, i suggerimenti a livello normativo per evitare che questa tragedia possa accadere di nuovo, i protocolli e gli strumenti di diagnosi che abbiamo a disposizione, la necessità di una migliore gestione del rischio che dovrebbe coinvolgere a livello internazionale più parti e sfruttare i moderni strumenti di raccolta ed elaborazione dei dati; un'opera rivelazione offerta a tutti come un atto di amore per l'umanità. Il professor Tritto e colleghi hanno ritenuto assolutamente necessario fare chiarezza su una vicenda che ha ancora troppi lati oscuri, considerando la pandemia causata dal Covid-19 come un evento straordinario che doveva avere la precedenza su tutto il resto. Il professor Tritto e il suo team hanno lavorato al saggio con pazienza certosina, in una situazione in continua evoluzione, verificando con grande rigore tutte le informazioni, gli studi e le ricerche alle quali hanno attinto, ottenendo un risultato che senza ombra di dubbio è sorprendente.
br. La geografia politica dell'Africa illustra fin nelle sue pieghe più profonde la complessità del continente. Senza pretendere di sistematizzare una materia versatile, che sembra sfuggire da tutte le parti, viene rappresentato il filo possibile di una narrativa in cui contano non solo le correlazioni logiche, ma altresì la rete dei rinvii, delle assonanze, delle allegorie, delle rappresentazioni, degli immaginari. La prospettiva territoriale propone sempre un intreccio: più o meno felice, più o meno cooperativo o conflittuale. Come mescolanza, la geografia immunizza chi si accosta all'Africa dalle trappole degli egemonismi culturali. In questo libro, battaglie e conquiste, scenari e sguardi e discorsi, relazioni transcalari, trasformazioni di piccoli e grandi spazi, veicolano sempre i punti di vista degli africani, e non si limitano ad esprimere le storie e le ragioni degli "altri": anche quando questi altri si rivelano importanti, come l'Islam, il colonialismo, i variegati attori della postcolonia.
ill., br. Studiare e interpretare un mondo in continua e veloce evoluzione non è un compito facile. Le scienze matematiche e statistiche con l'aiuto della grafica permettono di fotografare aspetti e momenti storici di società diverse e di proiettarle nel futuro. Frank Tétart, con l'ausilio di mappe e infografiche, sviluppa un'immagine plausibile del mondo nel 2021, sulla base dei più importanti avvenimenti, tensioni, crisi e conflitti del passato più recente. Organizzato in tre sezioni, l'atlante propone nella prima parte una panoramica delle principali sfide geopolitiche dell'anno in corso. Nella seconda ipotizza le principali sfide che riguardano il futuro del nostro pianeta: prima la stabilità, senza la quale tutto lo sviluppo e il progresso sono impossibili; poi lo stato delle risorse e dell'ambiente, chiave per la sostenibilità dell'umanità; e, infine, il processo di globalizzazione che ora governa l'economia e le relazioni producendo un doppio sistema contrassegnato da disuguaglianze crescenti a tutte le scale. Nell'ultima sezione, Tétart si interroga sull'evoluzione di una superpotenza capace di condizionare le sorti di tutti gli altri popoli.
br. Quali scenari globali possiamo prevedere per il 2022? Attraverso queste pagine, Frank Tétart si propone di dare una risposta a questa domanda, servendosi, come sempre, dell'aiuto delle scienze matematiche e statistiche per creare delle proiezioni dettagliate e plausibili della società globale nel 2022. Raccogliendo le esperienze di quest'ultimo anno che hanno catalizzato l'attenzione dei media, a cominciare naturalmente dalla situazione pandemica e dalle sue conseguenti implicazioni su salute, economia e crescita della maggior parte dei Paesi del mondo, questo libro aiuta i lettori a comprendere le complesse dinamiche del presente e a intuirne la possibile evoluzione nel corso del prossimo anno. Questo grazie all'ausilio di mappe, diagrammi concettuali e infografiche puntuali che offrono una fotografia quanto più aggiornata del mondo. "Il mondo nel 2022 in 100 mappe" ripercorre i temi caldi dell'anno corrente e le sfide geopolitiche per il futuro del pianeta: dall'insediamento della nuova amministrazione Biden negli Stati Uniti, che segna un importante cambio di rotta nello scacchiere globale, al piano di rinascita post-pandemia messo in atto dall'Unione Europea, che mette al centro l'ambiente, passando per i conflitti aperti nei teatri di guerra del Medio Oriente. Una panoramica a tutto tondo, che conferma la grande attenzione di Tétart per le dinamiche globali e l'evoluzione della società contemporanea, caratterizzata da disparità economiche e sociali sempre più marcate.
br. Questo volume, avvalendosi di interpretazioni di storia politica e della collaborazione di specialisti, propone una lettura critica dei grandi avvenimenti degli ultimi cento anni. Strutturato come un dizionario e quindi di più agevole consultazione rispetto a un classico testo di storia, affianca all'analisi dei documenti e alla presentazione dei personaggi storici la spiegazione delle molteplici teorie e dottrine. Circa 1500 voci dedicate a: tutti i paesi del mondo e a numerosi territori e popoli; i conflitti, le guerre e le grandi crisi, così come gli accordi, i trattati e le convenzioni; le grandi organizzazioni internazionali e regionali; i luoghi della memoria (Amritsar, Auschwitz, Gerusalemme, Gdansk-Danzig-Danzica, Halabja, Hiroshima, Praga, Sarajevo, Setif-Guelma...); le grandi figure del secolo; i concetti e le dottrine politiche, ideologiche, economiche e sociali, diplomatiche e strategiche.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. RARO. In questo suo ultimo lavoro Alain de Benoist contesta radicalmente la legittimità teorica, politica e morale del concetto di guerra giusta', dimostrando come lo stesso fenomeno terroristico vada riportato alle sue dimensioni più semplici e naturali, quelle che consentirebbero di combatterlo senza alimentarlo. Il terrorismo, in effetti, non ha radici soltanto islamiche', ma talvolta occidentali e anche statuali. Esso si ricollega anche al fenomeno, tipicamente moderno nelle sue forme più accentuate, di criminalizzazione del nemico, secondo le analisi del giurista tedesco Carl Schmitt, di cui de Benoist indaga l'attualità. In una critica radicale alle posizioni dell'amministrazione Bush, l'Autore perviene alla conclusione che il globalitarismo' americano racchiude un pericolo mortale per il mondo moderno, l'occultamento della originarietà dell'elemento politico e conflittuale nella vita dell'uomo, con la conseguenza che un pianeta definitivamente pacificato' dall'egemonia benevola' degli Stati Uniti d'America produca una guerra civile mondiale senza fine e di proporzioni catastrofiche. Informazioni bibliografiche Titolo: Terrorismo e «guerre giuste». Sull'attualità di Carl Schmitt Titolo originale: Carl Schmitt Today: Terrorism, Just' War, and the State of Emergency Autore: Alain de Benoist Traduzione italiana di: Agostino Carrino Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2007 Collana: Volume 7 di Leviathan ISBN: 8860423783, 9788860423788 Lunghezza: 120 pagine; 22 cm Soggetti: Politica, Relazioni internazionali, Terrorismo, Guerra, Concezione, Geopolitica, Eccezione, Diritto, Potere, Umanitarismo, Diritti umani, Strauss, Bush, Teologia, Wilson, Filosofia, Pace, Stato-canaglia, Imperialismo, Colonialismo, Liberalismo, Krisis, Regole, Partigiani, Terrorista globale, Kamikaze, Emergenza, Nomos della terra, Politica Estera, Globalizzazione, Scienze politiche, Globalizzazione, Nemico pubblico, Stati, Finanziamenti, Attentati, Islam, Radicalismo, Guerre giuste, Democrazia, Politics, International Relations, Terrorism, War, Conception, Geopolitics, Exception, Right, Power, Humanitarianism, Human Rights, Theology, Philosophy, Peace, Rogue State, Imperialism, Colonialism, Liberalism, Public Enemy, Rules, Partisans, Global Terrorist, Emergency, Earth Nomos, Foreign Policy, Globalization, Political Sciences, Globalization, States, Funding, Attacks, Islam, Radicalism, Fair Wars, Democracy, Conservative Revolution Parole e frasi comuni 11 September actions adversaries American authors Bush Cambridge Carl Schmitt civilians combatants concept conflict considered constitutes criminal critique declared definition democracy dictatorship doctrine droit Duncker & HumbIot Earth emergency emphasises enemy Europe European Evil exception fact federation fighters freedom French George W global terrorism globalisation guerre Guillaume Faye Hobbes human rights idea identity influence international law Iraq Jacques Derrida jus in bello justified large space legitimacy legitimate Leo Strauss liberalism logic maritime means Michael Walzer military modern moral National Security Strategy neoconservatives Nomos norm Paris partisan Paul Gottfried Paul Virilio Peace Percy Kemp permanent police Political Theology politique present recognise regime relation rules Schmittian sovereign sovereignty Straussian territory terrorist Theory Thought treaty University Press USA PATRIOT Act violence war on terrorism wars
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, PERFETTO, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Nato da alcuni corsi di geografia politica ed economica presso l'Università Statale di Milano, il libro presenta oltre a una parte generale alcune ricerche specifiche (es.: Fattori politici nell'evoluzione geografica dello spazio cinese, Fattori istituzionali e fattori economici nella localizzazione dell'industria italiana durante il sec. XIX ecc.), dimostrando irrefutabilmente come il paesaggio geografico abitato dagli uomini sia il risultato mutevole delle loro scelte individuali e collettive. Descrizione bibliografica Titolo: Geografia e politica del territorio: problemi e ricerche Autore: Giacomo Corna Pellegrini Editore: Milano: Vita e Pensiero, agosto 1974 Lunghezza: 292 pagine; 22 cm; illustrato (18 figure, tabelle, cartogrammi) Notes: Sommari in inglese e francese. (Summaries in English and French). Collana: Corsi universitari ISBN: 8834353013, 9788834353011 Soggetti: Geografia urbana, Architettura paesaggistica, Pianificazione territoriale, Politica, Economia, Sociologia, Spazio, Ambiente, Trasformazione, Analisi scientifica, Potere economico politico, Ideologia dominante, Sviluppo economico, Relazioni internazionali, Dipendenza economica, Amministrazione, Influenza dei fattori politici, Sovvertimento, Condizionamento, Tipicizzatone, Territorio, Ricerca geografica, Programmazione, Morfologia del sottosviluppo, Intervento pubblico nella vita economica, Equilibri geografici, Metodi, Evoluzione, Cina, Spazio cinese, Vita cinese, Scale di indagine, Geopolitica, Mondo, Periferia, Occidente, Oriente, Sinocentrismo, Rapporto città-campagna, Acqua, Agricoltura, Comunismo, Clima, Monsoni, Sud-Est asiatico, Industrializzazione, Industria italiana, Stato, Industriali, Unità, Monopolio, Crisi, Booms, Anni Ottanta, '80, Protezionismo, Difesa doganale, Concentrazione, Sud, Nord, Divario, Squilibri economici, Lavoratori transfrontalieri, Alpi, Confini, Frontiere, Integrazione, Regioni, Migrazioni, Movimenti, Popolazioni, Pendolarismo, Svizzera, Veneto, Trasporti, Ex-Jugoslavia, Slovenia, Turchia, Abitabilità, Densità, Insediamenti, Qualità, Automobilismo, Uomo, Massa, Circolazione, Aree urbane, Trasporto pubblico, Pedonalizzazione, Educazione, Traffico urbano, Mobilità, Infrastrutture, Varese, Milano, Lombardia, Cremona, Paesaggio, Tecnologia, Inquinamento, Tutela ambientale, Verde, Disfunzioni, Viaggio, Manuali, Lezioni universitarie, Libri Vintage, Fuori catalogo, Bibliografia, Political geography, Space in economics, Géographie et politique territoriale, Geography and Land Politics. Problems and Research, Gottmann, Geopolitik, Umberto Toschi, Dickinson, Boesler, Pearcy, Migliorini, Letteratura geografico-politica, Scritti, Varietà antropica, Dominazione territoriale, Ratzel, Politische Geographie, Maria Paola Pagnini, Yves Lacoste, Antonio Renato Toniolo, Géopolitique, Geographie urbaine, Urban geography, Landscaping, Spatial planning, Politics, Economics, Sociology, Space, Environment, Transformation, Scientific analysis, Political economic power, Dominant ideology, Economic development, International relations, Economic dependence, Administration, Influence of political factors, Subversion, Conditioning, Tipicizzatone, Territory, Programming, Morphology of underdevelopment, Public intervention in economic life, Geographical equilibria, Evolution, China, Chinese space, Scales of investigation, Geopolitics, World, Suburbs, West, East, Sinocentrism, City-countryside relationship, Water, Agriculture, Communism, Climate, Monsoon, Southeast Asia, Industrialization, Italian Industry, State, Industrial, Unit, Monopoly, Crisis, Eighties, Protectionism, Customs Defense, Concentration, North, Gap, Economic Imbalances, Cross-border Workers, Alps, Borders, Borders, Integration, Regions, Migrations, Movements, Switzerland, Transportation, Turkey, Habitability, Density, Settlements, Quality, Motoring, Man, Traffic, Urban areas, Public transport, Pedestrianisation, Education, City traffic, Mobility, Infrastructure, Milan, Lombardy, Landscape, Technology, Pollution, Environmental protection, Green, Dysfunctions, Travel, Manuals, University lectures, Books out of print, Bibliography, Geographical-political literature, Writings, Anthropic variety, Territorial domination