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Agazio Trombetta La Calabria del '700 nel giudizio dell'Europa. , Fratelli Conte 1976, Buono stato. Rilegato. Le pagine sono ingiallite e in alcune ci sono delle macchiette di umidità. La sovraccoperta ha qualche piccolo taglio ed è ombrata. Buono (Good) . <br> <br> <br> 338<br>
ill., br. La caduta del cielo è un resoconto della vita e del pensiero cosmoecologico di Davi Kopenawa, sciamano e portavoce dell'Amazzonia brasiliana, che disegna un quadro indimenticabile della cultura yanomami nel cuore della foresta pluviale. L'antropologo Bruce Albert ha raccolto e trascritto le sue parole affinché trovino un cammino anche lontano dalla foresta, contro la geopolitica globale e i suoi interessi predatori.
Ottime condizioni Un esame di coscienza di un autore borghese.
brossura Quando visitiamo una casa che non è la nostra chiediamo il permesso di entrare, ci puliamo le scarpe, guardiamo solo nelle stanze in cui siamo invitati, consumiamo solo quanto ci viene offerto, domandiamo dove possiamo gettare un rifiuto quando ce ne troviamo uno in mano... È con questo spirito che dovremmo imparare a stare sulla terra, il pianeta su cui viviamo, di cui siamo i custodi ma che non ci appartiene («Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse...»: in fondo, la soluzione per la salvaguardia del nostro pianeta si trova già nella Genesi). Un saggio di testimonianza e proposte (e consigli pratici per tutti), nel continuo confronto con gli insegnamenti dell'Antico Testamento.
brossura Le dittature soft non impediscono il voto alle elezioni: lo rendono un gesto vuoto. Riducono la scelta fra liste e candidati a un fatto di tifoseria. In realtà, per quanto attenuate, restano le differenze ideologiche - o ideali fra opposte concezioni dell'uomo, della società, dello Stato, dell'economia, dell'educazione, della religione: sono tali "visioni del mondo" che questo libro analizza. Infatti presenta - a tutti i cittadini, ai giovani in particolare - una rassegna sintetica, chiara e oggettiva delle principali opzioni ideologiche cui si ispirano gli schieramenti attuali in Europa: il liberalismo, il comunismo, la socialdemocrazia, il fascismo, la dottrina sociale cattolica, l'ambientalismo, il conservatorismo e l'anarchismo...
cm. 15 x 21, 486 pp. con 1 ill. n.t. e 8 tavv. f.t. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti Il volume ricostruisce le vicende della manodopera dei tre stabilimenti della Societ? Metallurgica Italiana sull?Appennino pistoiese, tra gli inizi del 900 e il secondo conflitto mondiale. Dediti alla produzione di semilavorati e lavorati in rame e leghe, nonch? di munizioni, gli stabilimenti occupano numerose donne. La narrazione si concentra sulle caratteristiche della manodopera, sull?organizzazione del lavoro, le gerarchie professionali e la conflittualit?, con una particolare attenzione alle relazioni tra i sessi dentro e fuori la fabbrica. A reconstruction of the lives of the workers in three plants of the Societ? Metallurgica Italiana in the region of Pistoia from the early 20th century to the Second World War. These plants manufactured semi-finished products, finished products in copper and alloys, as well as ammunition, and they employed a large number of women. The story concentrates on the characteristics of the work force, its organisation, the professional hierarchies and the internal conflicts, with particular attention to the relationships between the two sexes both in and outside the factory. 697 gr. 486 p.
Maspéro 1970. In-12 broché de 53 pages. Couverture légèrement salie sinon Bon état
Editions des bouilles, 2015. In-12 broché de 71 pages. Bon état.
PARIS, Ed. Universitaires - 1974 - Coll. "Citoyens" - In-12 - Broché - Couverture illustrée - 193 pages - Très propre, bon exemplaire
br. "Ciò che più ci può risarcire e parzialmente compensare della privazione di una persona insostituibile come Aldo Moro, è Moro stesso. Sono le sue lettere, il suo stile, la sua scrittura, le sue frasi, le sue argomentazioni, le sue perorazioni, i suoi ragionamenti, i suoi distinguo, le sue intuizioni, le sue raccomandazioni... E ci pare di averlo trovato, e anche in una forma inedita, che non conoscevamo. Un Moro vivo, combattivo, che urla la sua speranza, che lancia in mare il suo messaggio nella bottiglia [...]. L'urlo di Moro, i suoi messaggi di aiuto, per tantissimi anni, non vengono uditi. Lo statista, il grande politico è un uomo solo, abbandonato da tutti, dunque, ma non dalle cinque persone, umili e valorose, che hanno sacrificato la vita per tentare di proteggerlo. Gli indimenticabili uomini della sua scorta: Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Un Moro disarmato, inerme, abbandonato, sospinto di giorno in giorno, di ora in ora, verso le tenebre di una fine disperata, tragica, ma solenne." (dall'introduzione)
Antonio Beltramelli L'uomo nuovo (Benito Mussolini). , A. Mondadori 1926, Ottimo stato. Brossura editoriale con copertina con quarta ombrata e macchiata. Dorso con margini rovinati. Scritta di appartenenza al frontespizio. Interno perfetto. FASCISMO. Fascismo Nazismo Antonio Beltramelli L'uomo nuovo (Benito Mussolini) A Mondadori 1926 2 Fascismo Nazismo Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br>
brossura
br. Un «saggio militante» che affronta da una prospettiva antropologica storica e critica le ragioni di quella che va sempre più assumendo le forme di una catastrofe: una catastrofe di dimensioni planetarie e globali che investe l'ambiente, inteso come milieu in cui si inserisce la vita degli uomini e di tutti gli altri esseri viventi, e più concretamente gli ambienti a misura dei quali tutti i viventi si conformano. Posto «al cospetto della catastrofe», l'ellenista sembra avere quasi una marcia in più, perché in grado di posare sul presente e sulle prospettive del futuro uno sguardo altro, alternativo, a partire dal concetto greco antico di physis. Esso, inteso come processo dinamico, permette di superare il paradigma moderno di una natura opposta alla cultura. Di fronte alla catastrofe, l'Autore non si accontenta dello sguardo rassicurante dei classici, ma li interroga nel vivo confronto con i filosofi dei Lumi e con il pensiero antropologico della modernità, per valorizzarne il ruolo di rottura: nei confronti del sistema politico e finanziario imperante, nei confronti dei modi di pensare e di agire quotidiani delle singole persone, senza infingimenti e concessioni ad una ipocrita green economy. L'ostacolo non è di facile superamento: si tratta di passare dal modello di ambiente e di natura concepiti come insieme di risorse da sfruttare al servizio dell'uomo, ad un modello antropo- ed eco-poietico, che tenga conto della complessità delle relazioni tra le società degli uomini, le loro pratiche tecniche e gli ambienti in cui vivono. Ciò significa porre le premesse perché si attui l'auspicato cambio di paradigma sociale ed ecologico, ossia ecosocialista. È in gioco la sopravvivenza degli uomini e dei loro ambienti. Insomma, la natura non può che essere cultura.
Ferruccio Pinotti Udo Gümpel L'Unto del Signore. , BUR 2009, Copertina: cartonata. Legatura: a colla Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 97888170286
brossura L'opera affronta la crisi ambientale collegandola indissolubilmente alla crisi sociale. Viene posta l'attenzione sull'urgenza di sviluppare un agire comune a livello di comunità locale per prepararsi a future situazioni emergenziali che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa della razza umana sul pianeta. Nel libro si pone l'accento sulla necessità che le comunità locali e gli individui sviluppino nuove forme di resilienza per far fronte alle criticità ambientali che si presenteranno nell'imminente futuro. Per contro non da soluzioni alla crisi in atto ma propone strade che, il singolo individuo e le comunità, dovrebbero percorrere per trovarsi preparati e far fronte agli sconvolgimenti che il clima ci porrà dinnanzi.
brossura L'opera affronta la crisi ambientale collegandola indissolubilmente alla crisi sociale. Viene posta l'attenzione sull'urgenza di sviluppare un agire comune a livello di comunità locale per prepararsi a future situazioni emergenziali che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa della razza umana sul pianeta. Nel libro si pone l'accento sulla necessità che le comunità locali e gli individui sviluppino nuove forme di resilienza per far fronte alle criticità ambientali che si presenteranno nell'imminente futuro. Per contro non da soluzioni alla crisi in atto ma propone strade che, il singolo individuo e le comunità, dovrebbero percorrere per trovarsi preparati e far fronte agli sconvolgimenti che il clima ci porrà dinnanzi.
br. Unendosi al grido d'allarme lanciato dai giovani di Fridays for Future ed Extinction Rebellion, Thich Nhat Hanh traccia una visione cruda e drammatica del futuro del nostro Pianeta, senza però fermarsi alla sterile denuncia dello stato delle cose. Anzi, questo libro è un appello accorato e ricco di speranze, dove l'autore offre una chiara visione della via da percorrere per uscire dalla grave crisi culturale e ambientale che investe tutta la Terra: impegnarsi attivamente e in prima persona è la chiave per la sopravvivenza collettiva e individuale. Questo libro ha una grande visione d'insieme, che unisce ambientalismo e crescita interiore. «Solo combinando salvaguardia dell'ambiente e pratica spirituale» suggerisce il grande maestro zen «sarà possibile trovare gli strumenti per una trasformazione profonda del nostro stile di vita e insieme dell'attuale modello culturale ed economico».
br. Non confidare nell'energia rinnovabile, ma nella nostra capacità di consumare meno energia. Sostituire lo standard di efficienza industriale - più profitto, più tecnologia - con lo standard di salute ecologica - più cura, più responsabilità - per proteggere la sola fonte dell'economia umana, che è sempre l'ecosistema nel quale viviamo. Diffidare della scienza delle corporation, libera di inventare cause e liberata dalla responsabilità degli effetti. Abbandonare l'economia intesa come "governo del denaro" e abbracciare l'economia come "governo della casa": obbligarla a operare come un buon vicino delle comunità naturali e umane, poiché sul lungo termine solo la ricchezza delle une sarà la ricchezza delle altre. Wendell Berry, il "filosofo contadino", una delle voci più influenti e critiche d'Occidente, passa in rassegna in questi dieci saggi i temi principali del nostro tempo, forse gli unici di cui valga davvero la pena parlare: il rapporto tra economia ed ecologia, il "commercio della violenza" globale che distrugge comunità e terra nel nome del profitto, l'assoluta necessità d'iniziare a considerare come un "costo" la sistematica distruzione dell'unico mondo che abbiamo e delle sue culture locali e localmente adattate.
brossura Una raccolta di articoli scritti dall'autore per illustrare la genesi, la natura, la prospettiva programmatica, i principi, gli ideali e i valori che caratterizzano il progetto politico del movimento "Il popolo della famiglia", di cui egli è cofondatore, garante e segretario nazionale.
br. Migliaia di cittadini occidentali, immigrati di seconda generazione ma anche autoctoni convertiti, combattono in Siria e in Iraq tra le fila dell'Is o di Al Qgeda. Chi sono e cosa li spinge a compiere una simile scelta? I foreign fighters occidentali non hanno un profilo tipo: tra essi si trovano giovani che provengono da ceti medi e popolari, da periferie metropolitane come da zone residenziali, piccoli delinquenti di quartiere e laureati in buone università. Le biografie dei combattenti jihadisti mostrano la loro eterogeneità sociale e culturale. E permettono di analizzare il contesto nel quale matura la loro scelta estrema. A spingerli verso lo jihadismo è, innanzitutto, l'adesione a un'ideologia totalizzante vissuta come ultima grande narrazione capace di inrterpretare e dare forma al mondo. Ideologia che legittima una violenza dilatata sino al limite estremo e che induce chi vi aderisce a imboccare la via del "martirio" nei deserti mesopotamici o nelle città occidentali. Nel libro sono analizzate le cause politiche, culturali, religiose che inducono i giovani europei a partecipare al jihad. Volgendo lo sguardo verso i luoghi sociali, dalla Rete alle moschee, dalle periferie alle carceri, nei quali avviene la radicalizzazione che precede tale scelta. Per compiere, infine, una ricognizione nelle storie di vita di alcuni foreign fighters francesi, il gruppo più numeroso tra i combattenti europei, e di alcuni convertiti italiani.
br. "L'ultima era" analizza il presente che stiamo vivendo, il passato antecedente la comparsa dell'agricoltura con lo scopo di guardare a un futuro liberato dalle aspettative catastrofiche in avanzato stato di realizzazione. Lo spettro della crisi agita ormai le preoccupazioni di tutti, ma la domanda più pertinente sembra essere elusa: che cos'è questa crisi che ci tormenta? È soltanto uno stato passeggero in procinto d'essere superato da una Nuova Economia, una Nuova Politica, una Nuova Ecologia, o è qualcosa di cronico, di radicato fin nel profondo del nostro stesso modo civilizzato di vedere le cose? Mentre si continua a disboscare foreste, a sventrare montagne, a erodere suoli, a contaminare fiumi, a ingrigi re spazi celesti, a schiavizzare persone e animali riducendo tutto quel che esiste a carburante della Megamacchina, il tecno-capitale rigenera se stesso presentandosi in versione "green" per rendere ancora più efficace e silenzioso il suo canto di morte. Stiamo segando il ramo sul quale siamo seduti, diceva Brecht; siamo comodamente sistemati su di un treno high-tech che corre all'impazzata verso il precipizio, attualizza Mascardi. Dall'una come dall'altra metafora emerge una cosa certa: non basterà ridurre il carico di devastazione che ci sta uccidendo; non basterà decrescere né rallentare la marcia ferale che abbiamo imposto alla vita su questo Pianeta. La civiltà non è sanabile: non servirà renderla più "verde", più "equa", più "sostenibile". La civiltà è un cancro che ci sta divorando.
br. "L'ultima era" analizza il presente che stiamo vivendo, il passato antecedente la comparsa dell'agricoltura con lo scopo di guardare a un futuro liberato dalle aspettative catastrofiche in avanzato stato di realizzazione. Lo spettro della crisi agita ormai le preoccupazioni di tutti, ma la domanda più pertinente sembra essere elusa: che cos'è questa crisi che ci tormenta? È soltanto uno stato passeggero in procinto d'essere superato da una Nuova Economia, una Nuova Politica, una Nuova Ecologia, o è qualcosa di cronico, di radicato fin nel profondo del nostro stesso modo civilizzato di vedere le cose? Mentre si continua a disboscare foreste, a sventrare montagne, a erodere suoli, a contaminare fiumi, a ingrigi re spazi celesti, a schiavizzare persone e animali riducendo tutto quel che esiste a carburante della Megamacchina, il tecno-capitale rigenera se stesso presentandosi in versione "green" per rendere ancora più efficace e silenzioso il suo canto di morte. Stiamo segando il ramo sul quale siamo seduti, diceva Brecht; siamo comodamente sistemati su di un treno high-tech che corre all'impazzata verso il precipizio, attualizza Mascardi. Dall'una come dall'altra metafora emerge una cosa certa: non basterà ridurre il carico di devastazione che ci sta uccidendo; non basterà decrescere né rallentare la marcia ferale che abbiamo imposto alla vita su questo Pianeta. La civiltà non è sanabile: non servirà renderla più "verde", più "equa", più "sostenibile". La civiltà è un cancro che ci sta divorando.
br. Sprecare significa gettare il cibo nella spazzatura ma anche mangiare cibo spazzatura: il primo nuoce alla salute dell'uomo, il secondo danneggia la salute della natura. Entrambe sono legate fra loro, come al rapporto ambiente-uomo, risorse-consumi, ecologia-economia. Relazioni viziate, da cambiare. Non solo con la filosofia del cibo lento, della filiera corta, del chilometro zero. Onde corte, che increspano il mare in superficie. Senza però modificare le grandi correnti. Per nutrire il pianeta, l'unica strada è ridare valore al cibo. Ma quale cibo? Quello medio, né troppo basso né troppo alto. Un percorso che diventa un viaggio nei luoghi dove passa il cibo medio: dallo studio agricolo al mercato ortofrutticolo, dall'industria alimentare al supermercato, dal parco tematico all'esposizione universale. Per arrivare alla scuola: un (p)assaggio fondamentale. L'educazione alimentare serve a comprendere il valore del cibo, imparando a fruire invece che consumare, a evitare gli sprechi e i falsi miti degli spadellatori televisivi.
Editions de l'Eternel Retour 1993, In-8 broché de 287 pages. Etat de neuf.
a cura di I. Barbadoro L'ora dell'unità. Scritti e discorsi di Fernando Santi. , La Nuova Italia 1969, Brossura ed. Copertina cartonata, lievemente sporca. Tagli sporchi di polvere e bruniti. Pagine brunite. Collana: "Nostro tempo" serie rossa n° 7. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>