5 382 résultats
br. Se la storiografia del nazionalsocialismo si è trasformata in demonologia, gli anni della Repubblica di Weimar sono diventati una specie di Arcadia democratica che non ha potuto sopravvivere alla bufera hitleriana, un paradiso perduto a causa delle arti malvagie del serpente totalitario. Questo libro, scritto da un testimone e protagonista di quegli eventi, è uno dei primi e più autorevoli tentativi di rimettere le cose al loro posto, di illustrare e spiegare insieme la morte della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich, cioè gli errori e gli orrori di una democrazia con tendenze suicide. Hjalmar Schacht può ricostruire il collasso economico della Germania pre-hitleriana perché fu l'autore del suo risanamento economico, riuscendo ad arginare l'inflazione a gettare le basi della grande industria tedesca e, ciononostante, ad essere assolto al Processo di Norimberga.
In 8° leg. edit. sov. fig. col. pp. 209, con ill.ni b/n, ben tenuto
br. Finito di scrivere nella notte di capodanno tra il 1992 e il 1993, "Come si cura il nazi. Iperliberismo e ossessioni identitarie" torna oggi con una nuova postfazione dell'autore. A quasi trent'anni dalla sua pubblicazione, con lucidità di analisi e chiarezza di linguaggio, il libro esplora l'emersione di tutte quelle politiche identitarie e populiste che oggi hanno preso pienamente possesso della scena politica e sociale globale. Interpretate come manifestazioni psicopatologiche davanti alle quali diventa necessario dare vita a forme di cura inedite, rappresentano un aspetto decisivo dell'iperliberismo e del tardo capitalismo. Intrecciandone l'analisi con una spietata lettura della complessità tecnologica multimediale, Franco "Bifo" Berardi ci consegna una riflessione urgente e multiforme che, a distanza di anni, vede rafforzata la sua potente carica visionaria.
brossura Questa è la storia di una piccola città della Germania durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del Terzo Reich; ed è al contempo un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. Thalburg (in realtà Nordheim) è un tranquillo centro dell'antico regno dello Hannover, diecimila abitanti, molto commercio e poche industrie, che negli anni che vanno dal 1930 al 1935, come tutta la Germania, cambia volto: sulla base di una documentazione e di un'indagine personale, Allen racconta le tappe di quella tragica trasformazione, dando un volto e un'identità precisa a fatti e persone che hanno legato il loro destino alle sorti del popolo tedesco.
EINAUDI TASCABILI 2003 BROSSURA 20 X 12 PP. 297 OTTIME CONDIZIONI.
Brossura c/ovraccoperta, cm16x21.5, pp 309 (11). Coll. Saggi #421.
In-16° gr. pp. XVII-297, bross. edit. ill.
Da Rivista Storica, 1941. In 8°pp.19n. cop. Muta.
br. Daniela Padoan raccoglie in questo libro le testimonianze di tre donne - Liliana Segre, Goti Bauer, Giuliana Tedeschi - sopravvissute al campo femminile di Auschwitz-Birkenau. L'autrice conferisce alle conversazioni il ritmo di una lucida, accorata narrazione fatta di rimandi e relazioni perché, come dice Giuliana Tedeschi, "le donne sono maglie, se una si perde, si perdono tutte". Nella storiografia dello sterminio nazista le donne sono pressoché invisibili, la loro presenza è sovrapposta a quella maschile e su questa si appiattisce. Ma, come è scritto nella Postfazione, "senza dimenticare per un solo istante che l'obiettivo dei nazisti era cancellare dal mondo gli ebrei, uomini o donne che fossero, riflettere sulla peculiarità delle sofferenze e sopraffazioni patite dalle donne, così come sul loro modo di opporre resistenza e rendere testimonianza, può servire ad allargare di un poco l'ambito di riflessione".
8vo.; pp. 173; brossura editoriale figurata.<BR>In buono stato. <BR>Prima edizione.
PARIS, Ed. F.Sorlot - 1940 - Coll. "Carnets de l'actualité" - In-12 - Broché - Exemplaire non coupé - 93 pages - Bon exemplaire
(Codice ME/3925) In 8° 196 pp. Testimonianze sulla lotta dei partigiani francesi e la repressione nazista che ne assottigliò le fila durante l'occupazione. Con numerosissimi ritratti e foto su 40 tavole fuori testo. In fine elenco dei nomi e degli pseudonimi. Brossura originale, sovraccoperta. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Pamphlet. 8vo. [3] pages. 22 cm. Holocaust-era publication detain this period attempt at explicitly bringing Christian and Jewish young people together. [This] article by a correspondent describes an experiment in a mixed Jewish-Christian youth camp SUBJECT (S) : Jewish camps -- England. Jewish youth -- England. Named Corp: Association for Jewish Youth (Great Britain) . Young Men's Christian Association (London, England) . "Reprinted by courtesy of the The Jewish Chronicle August 24th 1945." OCLC lists one copy (Harvard College Library) . Lightly worn with some bumping at edges, but all text is clear. Very good condition. Interesting period piece. (HOLO2-61-24) . Xx
Knopp, Guido Complici ed esecutori di hitler. , Corbaccio 2000, 390 p. Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br> 9788879724234
brossura Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
brossura Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
ill., ril. Dopo l'inizio della guerra, la Germania divenne riferimento per una nuova idea europea e il difensore politico e militare della sua civiltà, pertanto anche laboratorio di studio per un progetto di unificazione continentale. La battaglia ideologica si sarebbe giocata con la propaganda, gli approfondimenti politici e culturali con i seminari e i convegni; mentre la rivoluzione europea sarebbe esplosa sui campi di battaglia, combattendo nei ranghi del primo esercito politico a vocazione europea: la Waffen SS. "Germanische Gemeinschaft" descrive la profondità culturale e spirituale di questa nuova costruzione politica continentale, riallacciandosi alle sue radici nordiche e germaniche. Mentore di questa pubblicazione di propaganda, apparsa in due fascicoli tra il 1941 e il 1942, fu Franz Riedweg, SS-Obersturmbannführer, veterano delle campagne di Polonia, Francia e fronte orientale.
<p>24 cm, brossura illustrata; p. XVI, 104, numerose illustrazioni in nero nel testo. Tra gli altri contributi di : Fejto, Meynaud, Galbraith, Bardeschi, Calchi Novati, Carcano.</p>
cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
ill., br. Per quale ragione una nuova edizione del testo 'Mit Gott und den Faschisten' di Karlheinz Deschner, a quasi 50 anni dalla sua prima pubblicazione? Perché è un'opera ancora molto attuale, che corre il rischio di venir ingiustamente dimenticata. E perché disturba il processo di rimozione, anzi, l'oculata politica di disinformazione messa in atto dal Vaticano. Questo libro ci ricorda non solo la collaborazione della Chiesa con Hitler (il peggior criminale di tutti i tempi), ma anche con Mussolini, con Franco e con il meno noto Pavelic, il leader degli ustascia croati responsabile, insieme al cardinale Stepinac, del campo di concentramento e sterminio di Jasenovac, la cui esistenza è ancora sconosciuta ai più. Una nuova edizione perché il libro mette a nudo la trama di menzogne intessuta dal Vaticano, che da alcuni decenni tenta di far credere d'essere stato un antagonista della Germania hitleriana. Ma la verità è che Pio XII, nelle parole del cardinale Faulhaber, fu 'l'amico migliore, anzi dapprima persino l'unico amico del Reich'. E questo proprio nella fase più delicata per il nazionalsocialismo, quella iniziale, quando ancora la Storia avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa!
Per quale ragione una nuova edizione del testo 'Mit Gott und den Faschisten' di Karlheinz Deschner, a quasi 50 anni dalla sua prima pubblicazione? Perché è un'opera ancora molto attuale, che corre il rischio di venir ingiustamente dimenticata. E perché disturba il processo di rimozione, anzi, l'oculata politica di disinformazione messa in atto dal Vaticano. Questo libro ci ricorda non solo la collaborazione della Chiesa con Hitler (il peggior criminale di tutti i tempi), ma anche con Mussolini, con Franco e con il meno noto Pavelic, il leader degli ustascia croati responsabile, insieme al cardinale Stepinac, del campo di concentramento e sterminio di Jasenovac, la cui esistenza è ancora sconosciuta ai più. Una nuova edizione perché il libro mette a nudo la trama di menzogne intessuta dal Vaticano, che da alcuni decenni tenta di far credere d'essere stato un antagonista della Germania hitleriana. Ma la verità è che Pio XII, nelle parole del cardinale Faulhaber, fu 'l'amico migliore, anzi dapprima persino l'unico amico del Reich'. E questo proprio nella fase più delicata per il nazionalsocialismo, quella iniziale, quando ancora la Storia avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa! Autori: Karlheinz Deschner.
bross. edit. ill., dorso muto, piccole rotture in cop., un paragrafo sottolineato a penna, dedica del gen. Osvaldo Roncolini
trad. di Francesco Scotti bross. edit. ill., lievi pieghe in cop., minime bruniture