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legatura coeva in mezza tela con titoli oro al dorso, piatti marmorizzati, lievi tracce d'uso in cop., segni a penna alle sguardie ant., scritte a matita all'ultima bianca, sottolineature a matita
2018974892018 Seuil - 2018 - In-8 broché - 398 pages
brossura Presentato da Primo Levi, il documento che per la prima volta ha illuminato dall'interno la mentalità e la psicologia dei nazisti, e la storia e il funzionamento delle officine della morte. Rudolf Hoss, ufficiale delle SS, fu per due anni il comandante del più grande campo di sterminio nazista, quello di Auschwitz, in cui vennero uccisi più di due milioni di ebrei. Processato da un tibunale polacco alla fine della guerra, venne condannato a morte. In carcere, in attesa dell'esecuzione, scrisse questa autobiografia. Si tratta di un documento impressionante che ci consente di cogliere dal vivo l'insanabile contraddizione tra l'enormità dei delitti e le giustificazioni addotte.
In 8° br. fig. pp. XII / 230, ben tenuto
in cop.: Questo diario di un «non ariano» che ha seminato le ceneri dei suoi fratelli rivela la tecnica esecutiva di un'operazione ideata da Eichmann - bross. edit. ill. - prima edizione it. - trad. di Sergio Segre
in 8° quadrato, cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - prima edizione - riccamente illustrato in b.n. e a colori nel testo
1966vk2286Editions Saint-Just Action dos carré collé sous jaquette 1966 In-8 (13,4 x 21 cm), dos carré collé sous jaquette, 230 pages, illustrations en noir et blanc ; jaquette usée (pliure au dos, frottements aux plats, petite réparation au ruban adhésif à la coiffe supérieure), pliure au dos, par ailleurs assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
938045Collection Action Paris 1966 In-8 carré ( 210 X 135 mm ) de 189 pages, broché sous couverture illustrée. EDITION ORIGINALE. Bon exemplaire.
br. Facciamo un'ipotesi fantascientifica: i nazisti riescono a inventare una macchina del tempo e nelle ultime settimane della Seconda guerra mondiale inviano una squadra nel futuro per creare il Quarto Reich. La squadra arriva nell'Europa di oggi. Dapprima si scandalizza per l'ultraliberismo della nostra società, per la nostra musica e la cultura degenerata. Poi vede partiti di estrema destra inondare i media e fare bottino di voti con una retorica violenta contro femministe e migranti. Poi scopre che un milione di musulmani cinesi è internato in qualcosa di molto simile ai lager e che a nessuno gliene importa niente. La squadra impara a usare internet e si rende conto che tutte le sue idee circolano a livello globale sui canali Discord e sui gruppi WhatsApp tra milioni di persone arrabbiate. Guarda i segni premonitori di una guerra civile negli Stati Uniti manifestarsi sotto l'occhio benevolo dello stesso presidente. Capisce che la sua missione è superflua: i fascismi non sono affatto stati sconfitti, anzi godono di ottima salute e si preparano al trionfo. Questa non è fantascienza. In "Come fermare il nuovo fascismo" Paul Mason racconta come il futuro della nostra democrazia sia minacciato dall'ascesa di movimenti autoritari che hanno incanalato la rabbia di chi si sente lasciato indietro dalla società, l'amarezza di chi ha creduto nelle promesse infrante del neoliberismo e, soprattutto, la paradossale paura della libertà e delle conquiste della democrazia. Mason traccia inquietanti parallelismi tra l'ascesa di Hitler e Mussolini e quello che sta accadendo sotto i nostri occhi con il tacito consenso di parte della politica. Per fermare questa minaccia è necessaria non solo una presa di posizione da parte dei partiti politici progressisti, ma anche uno sforzo dei singoli individui e delle comunità per creare un fronte comune che trascenda classi e confini nazionali, fondato su un concetto allargato di giustizia: sociale, economica, climatica e razziale. Perché l'antifascismo non è un distintivo alla moda, ma il solo e unico antidoto al ritorno dei tempi più bui dell'umanità.
bross. edit. ill., lievi tracce d'uso in cop. - prima edizione
Hjalmar Schacht Come muore una democrazia. Milano, Il Borghese 1971 italian, 189 ST1098HCopertina rigida,volume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, segni di usura sulla copertina, 189 pagine circacopertina come da foto
Mm 115x200 Collana "I Libri del Borghese" - Volume in copertina rigida, sovraccoperta illustrata a colori, xii-189 pagine. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Se la storiografia del nazionalsocialismo si è trasformata in demonologia, gli anni della Repubblica di Weimar sono diventati una specie di Arcadia democratica che non ha potuto sopravvivere alla bufera hitleriana, un paradiso perduto a causa delle arti malvagie del serpente totalitario. Questo libro, scritto da un testimone e protagonista di quegli eventi, è uno dei primi e più autorevoli tentativi di rimettere le cose al loro posto, di illustrare e spiegare insieme la morte della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich, cioè gli errori e gli orrori di una democrazia con tendenze suicide. Hjalmar Schacht può ricostruire il collasso economico della Germania pre-hitleriana perché fu l'autore del suo risanamento economico, riuscendo ad arginare l'inflazione a gettare le basi della grande industria tedesca e, ciononostante, ad essere assolto al Processo di Norimberga.
In 8° leg. edit. sov. fig. col. pp. 209, con ill.ni b/n, ben tenuto
br. Finito di scrivere nella notte di capodanno tra il 1992 e il 1993, "Come si cura il nazi. Iperliberismo e ossessioni identitarie" torna oggi con una nuova postfazione dell'autore. A quasi trent'anni dalla sua pubblicazione, con lucidità di analisi e chiarezza di linguaggio, il libro esplora l'emersione di tutte quelle politiche identitarie e populiste che oggi hanno preso pienamente possesso della scena politica e sociale globale. Interpretate come manifestazioni psicopatologiche davanti alle quali diventa necessario dare vita a forme di cura inedite, rappresentano un aspetto decisivo dell'iperliberismo e del tardo capitalismo. Intrecciandone l'analisi con una spietata lettura della complessità tecnologica multimediale, Franco "Bifo" Berardi ci consegna una riflessione urgente e multiforme che, a distanza di anni, vede rafforzata la sua potente carica visionaria.
brossura Questa è la storia di una piccola città della Germania durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del Terzo Reich; ed è al contempo un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. Thalburg (in realtà Nordheim) è un tranquillo centro dell'antico regno dello Hannover, diecimila abitanti, molto commercio e poche industrie, che negli anni che vanno dal 1930 al 1935, come tutta la Germania, cambia volto: sulla base di una documentazione e di un'indagine personale, Allen racconta le tappe di quella tragica trasformazione, dando un volto e un'identità precisa a fatti e persone che hanno legato il loro destino alle sorti del popolo tedesco.
EINAUDI TASCABILI 2003 BROSSURA 20 X 12 PP. 297 OTTIME CONDIZIONI.
Brossura c/ovraccoperta, cm16x21.5, pp 309 (11). Coll. Saggi #421.
In-16° gr. pp. XVII-297, bross. edit. ill.
Da Rivista Storica, 1941. In 8°pp.19n. cop. Muta.
br. Daniela Padoan raccoglie in questo libro le testimonianze di tre donne - Liliana Segre, Goti Bauer, Giuliana Tedeschi - sopravvissute al campo femminile di Auschwitz-Birkenau. L'autrice conferisce alle conversazioni il ritmo di una lucida, accorata narrazione fatta di rimandi e relazioni perché, come dice Giuliana Tedeschi, "le donne sono maglie, se una si perde, si perdono tutte". Nella storiografia dello sterminio nazista le donne sono pressoché invisibili, la loro presenza è sovrapposta a quella maschile e su questa si appiattisce. Ma, come è scritto nella Postfazione, "senza dimenticare per un solo istante che l'obiettivo dei nazisti era cancellare dal mondo gli ebrei, uomini o donne che fossero, riflettere sulla peculiarità delle sofferenze e sopraffazioni patite dalle donne, così come sul loro modo di opporre resistenza e rendere testimonianza, può servire ad allargare di un poco l'ambito di riflessione".
8vo.; pp. 173; brossura editoriale figurata.<BR>In buono stato. <BR>Prima edizione.
75368Paris, Editions Messidor, 1987. 14 x 22, 201 pp., broché, bon état (couverture défraîchie).