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Num?ro complet. Rousseurs.
8323PARIS, Ed. F.Sorlot - 1940 - Coll. "Carnets de l'actualité" - In-12 - Broché - Exemplaire non coupé - 93 pages - Bon exemplaire
PARIS, Ed. F.Sorlot - 1940 - Coll. "Carnets de l'actualité" - In-12 - Broché - Exemplaire non coupé - 93 pages - Bon exemplaire
(Codice ME/3925) In 8° 196 pp. Testimonianze sulla lotta dei partigiani francesi e la repressione nazista che ne assottigliò le fila durante l'occupazione. Con numerosissimi ritratti e foto su 40 tavole fuori testo. In fine elenco dei nomi e degli pseudonimi. Brossura originale, sovraccoperta. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
67111Paris, J. de Gigord sans date, vers 1939, 185x135mm, 128pages, broché. Bon état.
1936159271936. Committee on Justice for Victims of Nazism. Facts on Nazi Germany 1936 anti-Nazi report documenting early concentration camp discipline and political repression under the Third Reich issued to mobilize American awareness during a period of widespread isolationist sentiment in the United States. Produced three years before the outbreak of World War II the document records one of the earliest organized efforts by an American advocacy group to circulate evidence of Nazi violence specifically targeting the treatment of political prisoners in the initial concentration camp system established after 1933. The report identifies Esterwegen as a site of incarceration for political opponents and includes translated internal regulations that detail punitive discipline forced labor expectations and execution threats directed at prisoners categorized as political dissidents Jews and alleged enemies of the state.<br /> <br /> Editorial Board of the Committee on Justice for Victims of Nazism. Facts on Nazi Germany. Number Three. New York: Committee on Justice for Victims of Nazism October 15 1936. Mimeographed document. The publication consists of 11 mimeographed pages and includes contemporary marginalia and underlining in pencil indicating close reading by an early owner. The text opens with an editorial statement noting that the committee had obtained the material "a few days ago" followed by an appeal to American audiences: "By publishing this horrendous document we wish to bring to the consciousness of the American public the plight of the German people under barbarian Hitler rule.the vast majority of the German population looks to the world outside particularly America for moral support." The reprinted German directives emphasize coercion and ideological enforcement stating "Tolerance means weakness.ruthlessness will be exercised when the interests of the Fatherland are at stake." Detailed disciplinary measures include confinement on bread and water corporal punishment and execution for acts such as alleged mutiny or resistance. Specific infractions are enumerated including penalties for writing more than two letters monthly speaking disrespectfully to guards or minor breaches of barracks discipline demonstrating the totalizing regulatory system imposed within the camp.<br /> <br /> Issued during a period when U.S. public opinion remained divided over involvement in European affairs this document contributes to the study of early transnational anti-fascist networks exile politics and information dissemination prior to the consolidation of wartime alliances. Advocacy groups such as the Committee on Justice for Victims of Nazism attempted to counter limited press coverage and official reluctance to confront Nazi Germany by distributing translated materials that documented internal repression. The inclusion of Esterwegen regulations situates the publication within the early development of the concentration camp system before its later expansion and transformation during the war. Minor edge wear horizontal crease last page detached with toning and small losses at the fold and scattered pencil markings; overall good to very good. A scarce example of prewar American anti-Nazi advocacy in printed form with documented engagement by a contemporary reader. unknown
Pamphlet. 8vo. [3] pages. 22 cm. Holocaust-era publication detain this period attempt at explicitly bringing Christian and Jewish young people together. [This] article by a correspondent describes an experiment in a mixed Jewish-Christian youth camp SUBJECT (S) : Jewish camps -- England. Jewish youth -- England. Named Corp: Association for Jewish Youth (Great Britain) . Young Men's Christian Association (London, England) . "Reprinted by courtesy of the The Jewish Chronicle August 24th 1945." OCLC lists one copy (Harvard College Library) . Lightly worn with some bumping at edges, but all text is clear. Very good condition. Interesting period piece. (HOLO2-61-24) . Xx
Knopp, Guido Complici ed esecutori di hitler. , Corbaccio 2000, 390 p. Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br> 9788879724234
brossura Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
brossura Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
ill., ril. Dopo l'inizio della guerra, la Germania divenne riferimento per una nuova idea europea e il difensore politico e militare della sua civiltà, pertanto anche laboratorio di studio per un progetto di unificazione continentale. La battaglia ideologica si sarebbe giocata con la propaganda, gli approfondimenti politici e culturali con i seminari e i convegni; mentre la rivoluzione europea sarebbe esplosa sui campi di battaglia, combattendo nei ranghi del primo esercito politico a vocazione europea: la Waffen SS. "Germanische Gemeinschaft" descrive la profondità culturale e spirituale di questa nuova costruzione politica continentale, riallacciandosi alle sue radici nordiche e germaniche. Mentore di questa pubblicazione di propaganda, apparsa in due fascicoli tra il 1941 e il 1942, fu Franz Riedweg, SS-Obersturmbannführer, veterano delle campagne di Polonia, Francia e fronte orientale.
<p>24 cm, brossura illustrata; p. XVI, 104, numerose illustrazioni in nero nel testo. Tra gli altri contributi di : Fejto, Meynaud, Galbraith, Bardeschi, Calchi Novati, Carcano.</p>
cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
ill., br. Per quale ragione una nuova edizione del testo 'Mit Gott und den Faschisten' di Karlheinz Deschner, a quasi 50 anni dalla sua prima pubblicazione? Perché è un'opera ancora molto attuale, che corre il rischio di venir ingiustamente dimenticata. E perché disturba il processo di rimozione, anzi, l'oculata politica di disinformazione messa in atto dal Vaticano. Questo libro ci ricorda non solo la collaborazione della Chiesa con Hitler (il peggior criminale di tutti i tempi), ma anche con Mussolini, con Franco e con il meno noto Pavelic, il leader degli ustascia croati responsabile, insieme al cardinale Stepinac, del campo di concentramento e sterminio di Jasenovac, la cui esistenza è ancora sconosciuta ai più. Una nuova edizione perché il libro mette a nudo la trama di menzogne intessuta dal Vaticano, che da alcuni decenni tenta di far credere d'essere stato un antagonista della Germania hitleriana. Ma la verità è che Pio XII, nelle parole del cardinale Faulhaber, fu 'l'amico migliore, anzi dapprima persino l'unico amico del Reich'. E questo proprio nella fase più delicata per il nazionalsocialismo, quella iniziale, quando ancora la Storia avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa!
Per quale ragione una nuova edizione del testo 'Mit Gott und den Faschisten' di Karlheinz Deschner, a quasi 50 anni dalla sua prima pubblicazione? Perché è un'opera ancora molto attuale, che corre il rischio di venir ingiustamente dimenticata. E perché disturba il processo di rimozione, anzi, l'oculata politica di disinformazione messa in atto dal Vaticano. Questo libro ci ricorda non solo la collaborazione della Chiesa con Hitler (il peggior criminale di tutti i tempi), ma anche con Mussolini, con Franco e con il meno noto Pavelic, il leader degli ustascia croati responsabile, insieme al cardinale Stepinac, del campo di concentramento e sterminio di Jasenovac, la cui esistenza è ancora sconosciuta ai più. Una nuova edizione perché il libro mette a nudo la trama di menzogne intessuta dal Vaticano, che da alcuni decenni tenta di far credere d'essere stato un antagonista della Germania hitleriana. Ma la verità è che Pio XII, nelle parole del cardinale Faulhaber, fu 'l'amico migliore, anzi dapprima persino l'unico amico del Reich'. E questo proprio nella fase più delicata per il nazionalsocialismo, quella iniziale, quando ancora la Storia avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa! Autori: Karlheinz Deschner.
bross. edit. ill., dorso muto, piccole rotture in cop., un paragrafo sottolineato a penna, dedica del gen. Osvaldo Roncolini
trad. di Francesco Scotti bross. edit. ill., lievi pieghe in cop., minime bruniture
br. Tecla e Laura hanno una cosa in comune: il compleanno. Sono nate entrambe il primo gennaio, ed è proprio quello il giorno in cui si incontrano per caso sulle scale del palazzo in cui entrambe abitano. Qui, però, finiscono le somiglianze perché Tecla ha tredici anni ed è alle prese con la tesina per l'esame di terza media, mentre Laura di anni ne ha novantacinque ed è alle prese solo con i suoi ricordi. Solo? In realtà non è poco, perché quella non è un'anziana signora come tante. È Laura Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti, e la sua vicenda personale fa parte di una Storia più grande, che Tecla ancora non conosce: la Resistenza. Laura è una ragazza che si sentiva «nata con l'anima di traverso» e che a diciannove anni imbracciò un fucile per combattere nelle brigate Giustizia e Libertà di Ferruccio Parri, di cui era giovane amica e allieva. Parlando a Tecla della sua vita e dei suoi ideali, le apre un mondo intero fatto di scelte e di pericoli, di marce nel bosco, retate fasciste, bombe su Milano, persone da salvare dai campi di concentramento. E del grande amore per un giovane combattente, da cui la separerà la guerra. Mentre la giovane protagonista ascolta il racconto della sua sorprendente vicina, prende forma in queste pagine il romanzo di un'esistenza speciale, spesa in una battaglia per la libertà e la democrazia che non si è mai interrotta e che prosegue nella forma quotidiana della testimonianza. Un viaggio non solo nel passato, ma tra le pieghe della nostra necessaria coscienza civile.
br. Il racconto in chiave epica, enfatica, nazionalista e ideologizzata del Campionato mondiale di calcio del 1934 attraverso una selezionata antologia di articoli coevi tratti da quotidiani, riviste e pubblicazioni dell'universo editoriale del regime, in un gioco di rimandi allusivi tra gesta sportive e imprese politiche, primati calcistici e sfide diplomatiche che restituiscono adeguatamente il clima di mobilitazione degli anni trenta e le connessioni tra propaganda, investimento ideologico sullo sport e obiettivi politici del Fascismo.
8° br. pp.166 (lettere di un ebreo tedesco che combatte contro il nazismo)
Firenze, E. A. Teatro Comunale (Tip. A.Vallecchi), 1943, in-8, br. editoriale, pp. (12). Programma di sala con note illustrative di Frank Wohlfahrt e A. Damerini. Discendente d'una famiglia di famosi organari, Schuricht ricoprì l'incarico di direttore musicale dell'Orchestra municipale di Wiesbaden: fu grande interprete di Bruckner, Reger, Mahler (che continuò ad eseguire anche durante il Reich); dovette riparare in Svizzera nel 1944, lavorando in seguito solo come direttore ospite.
Softcover, 76 pages, 12mo, 23 cm. On the reestablishment of Jewish life in Europe after the Holocaust. Important Conference. SUBJECT (S) : Jews -- Europe -- Congresses. Conference held in London on June 12 through 16, 1955. OCLC lists 3 copies worldwide (Northwestern, Hebrew Union, Siegal) . Good Condition. Scarce imprint(Holo2-19-19)
br. "Nell'agosto del 1940 lasciai New York per una missione segreta in Francia, una missione che molti dei miei amici consideravano pericolosa. Partii con le tasche piene di elenchi di uomini e donne che dovevo soccorrere e con la testa piena di suggerimenti su come farlo". Siamo nel pieno dell'occupazione tedesca e la Francia, che è stata la generosa ospite di tanti rifugiati politici da tutte le tirannie fin dai tempi della rivoluzione bolscevica, è ora sottomessa a una vergognosa complicità: la "consegna su richiesta". Le clausole della resa la impegnano a restituire ai nazisti gli stranieri rifugiati in Francia, se i comandi tedeschi lo pretendono. Gli Usa, in quel momento, non erano ancora entrati in guerra ma "un gruppo di cittadini americani, convinti che i democratici dovessero aiutare i democratici, senza badare alla nazionalità, creò subito l'Emergency Rescue Committee", con l'obiettivo di esfiltrare il maggior numero di "rifugiati politici e intellettuali prima che la Gestapo, l'Ovra e la Seguridad li prendessero". L'agente dell'operazione fu l'autore di questa memoria. In tredici mesi, entrò in contatto con tanti comuni eroi indimenticabili, costituendo una rete clandestina e caricandosi del destino di vita o di morte di grandi nomi dell'arte, della scienza e della cultura. Furono salvati in più di 1.500. Questo libro ce ne restituisce tra l'altro i ritratti presi in momenti fatali, assieme alle avventure della clandestinità.
La Stampa, quotidiano di 5 pag. (Manca pag. centrale) del 6/9/1939.