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cm. 17 x 24, 110 pp. Polinnia Questo libro intende ripercorrere ? attraverso la presentazione di quattro figure chiave (Cacciatore, Cattafi, Insana ed Isgr?), controverse e complesse ? la funzione antilirica di un filone fertile della poesia siciliana del secondo Novecento. Viene indagato un racconto plausibile dell?Isola, nei termini non tanto di una celebrazione autoreferenziale quanto di una sua spiazzante esperienza. C??, a tal riguardo, un?isola il cui ricordo costituisce la scaturigine meno genuina, dunque pi? rischiosa, della scrittura. Tanto teatrale da risultare o-scena. This book follows the anti-lyrical function of a fertile strand in contemporary Sicilian poetry, through the analysis of four controversial key personalities (Cacciatore, Cattafi, Insana and Isgr?). It explores a narrative of the Island not in the terms of an auto referential celebration, but in those of an unsettling experience; an island whose memory represents the less genuine, and then riskier, source of writing. So theatrical as to result ob-scene. 380 gr. 110 p.
cm. 17 x 24, 162 pp. Polinnia Questo volume si occupa della multiforme attivit? del Pascoli prosatore, di cui si propone di cogliere i toni propri del poeta quando, attraverso la prosa, legge la realt? per il suo verso. La cifra unificante di poesia e prosa ? rintracciabile esattamente nelle contraddizioni di una pagina che, al di qua della funzione poetica, pone l?autore dinanzi a uno specchio capace di essere, tuttavia, non meno deformante e bugiardo. An in-depth study of Pascoli?s prose in all its many aspects ? how he used prose to express reality in verse, the frequent contradictions between his prose and poetry, the autobiographical roots of much of his prose (including his essays on Dante). 303 gr. 162 p.
br. Sul discrimine pericoloso, rappresentato dal teatro come pratica, si gioca questa monografia che legge Eduardo De Filippo - in occasione del trentennale della morte - in filigrana, attraverso l'esempio pirandelliano. Inopinatamente, tuttavia, si potrebbe dire anche il contrario: come non sia possibile leggere, in molti casi, Pirandello, se non a posteriori e, in particolare, attraverso l'esempio di Eduardo. La genealogia Pirandello-Eduardo, familiare nel senso anche di "consuetudinaria" (con tutti i rischi connessi a una lettura "pigra" di ciò che sembra costantemente, nonché grossolanamente, sotto i nostri occhi), si muove spesso sul terreno insidioso e affascinante di un altrove non precisato, basandosi sulle ragioni della morte più che su quelle della vita. La morte che interviene come campitura privilegiata dell'ultimo discorso di Eduardo: il discorso sul "gelo" di quelle "abitudini teatrali" inscritte dentro il blasone della tradizione italiana e, in particolare, dentro la "crudeltà" del costume attoriale del maggiore dei De Filippo.
br. Il presente volume attraversa un secolo di storia della nostra drammaturgia, riservando un'attenzione omogenea ai classici conclamati così come agli autori viventi della straordinaria fioritura degli ultimi anni. Il teatro italiano contemporaneo è il luogo di uno scontro, neanche tanto sotterraneo, fra la tradizione attoriale italiana e l'ultimo tentativo di un'autorialità letteraria di imporsi alla scena, di imporvi i propri fantasmi. Le ragioni di questo testo risiedono, allora, nella necessità di ricostruire una genealogia drammaturgica complessiva che tenga conto della specificità italiana, tra protagonismo attoriale e policentrismo dei linguaggi della scena, con particolare riguardo per il paradosso pirandelliano e dusiano di un'idiosincrasia prolifica per il teatro e, ancora, per la "funzione Eduardo", capace di alimentare, grazie alla mediazione di straordinari attori-artisti, molta della nouvelle vague attuale.
In-16 gr., tutta tela, tassello al dorso, conservata brossura originale, pp. 250, con tavole in bianco e nero fuori testo. Buono stato (good copy).
br. Che cosa accomuna la contestazione giovanile a The Pickwick Papers di Dickens? Perché alcuni romanzi di Conrad furono sceneggiati proprio durante gli "anni di piombo"? Vanity Fair di Thackeray è un libro che anticipa le istanze del femminismo? Come riesce Dr. Jekyll and Mr. Hyde a parlare a un pubblico sempre diverso nel corso degli anni? E infine, Riusciranno i nostri eroi può essere interpretato come una riflessione sull'impresa coloniale italiana e, al tempo stesso, come una versione filmica di Heart of Darkness? A questa e ad altre domande risponde il presente studio sugli adattamenti di alcuni classici vittoriani in Italia, utilizzando approcci d'indagine diversi (ma complementari) quali l'analisi testuale, la riflessione culturologica e gli adaptation studies. Nel libro la storia degli ultimi decenni è riletta attraverso il filtro offerto dalle traduzioni audiovisive di importanti romanzi inglesi del XIX secolo, mostrando come la grande letteratura del passato riesca sempre a dialogare con il (nostro) presente.
br. "Confessioni" (1879-1882) ripercorre l'esperienza di una lunga erranza e di una crescente disperazione fin sull'orlo del suicidio. Ma la lunga, sofferta ricerca non resta senza risposta. Non quella dell'illuminazione mistica, né dell'incondizionata adesione a una dottrina religiosa; la risposta venne piuttosto dalla "coscienza della vita", cioè dalla scoperta della conoscenza non razionale del senso della vita, che da sempre sostiene la vita degli uomini comuni, l'unica in grado di attribuire all'esistenza finita il senso dell'infinito. Fu così che la fede dei semplici diventò la fede di Tolstoj, e non solo la fede, ma la loro stessa vita, che egli volle condividere rompendo con il proprio ambiente e con la stessa famiglia.
br. Il conte Ilya Tolstoj, terzogenito del grande scrittore russo, racconta suo padre nella vita familiare come in quella tormentata di romanziere, perennemente insoddisfatto degli innumerevoli fogli imbrattati dalle sue continue riscritture. Una visione sorprendentemente franca della personalità di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Lo stile di vita decadente, l'insaziabile voluttà per il cibo, il gioco d'azzardo, le cavalcate in campagna, la caccia, l'ambizione e lo sconfinato talento letterario, il complicato rapporto con Turgenev che portò alla rottura tra i due, le scarse manifestazioni di affetto verso i figli, la crisi spirituale, l'analisi degli eventi che lo portarono a fuggire da casa dieci giorni prima di morire in una sperduta stazione ferroviaria a duecentocinquanta miglia a sud-est di Mosca: questo libro di memorie familiari, aspro e sincero, scritto dal terzo dei suoi figli, rivela Lev Tolstoj per quello che era nella vita privata e in quella di scrittore. Postfazione di Marta Ottaviani.
Kl.8°. 61 S. Original Interims-Karton mit Deckeltitel, unbeschnitten. Rücken mit Papierstreifchen überklebt, beide Deckel etwas gerändert und mit einigen kleinen Fehlstellen am Rand, Fadenbindung gelöst, innen sonst gut erhalten.
In-16 gr., brossura edit., pp. VI,(2),142. "Questo dramma fu rappresentato la prima volta a Mosca al Teatro Artistico la sera del 22 settembre (6 ottobre) 1911". Ben conservato.
br. In queste lettere emergono vividi tutti gli aspetti della vita di Tolkien: professore attento, filologo meticoloso, scrittore disponibile con i lettori e sprezzante con i critici, geniale inventore di lingue, padre presente e preoccupato, marito devoto, nipote affettuoso. Creatore di una mitologia e di storie che appassionano lettori di tutto il mondo, ma anche uomo del suo tempo, che viveva, conosceva e frequentemente commentava la realtà che lo circondava. Dall'ascesa del nazismo in Germania alla Seconda guerra mondiale, dagli accordi di Yalta alla bomba atomica, i suoi giudizi, spesso velati da riferimenti alle sue storie, sono sempre acuti e interessanti.
br. Questa nuova versione - riveduta e ampliata - si propone di offrire un contributo, aggiornato con nuovi risultati di ricerca, alla conoscenza della "Spagnola", la più tremenda epidemia d'influenza della storia. Mentre l'attenzione è concentrata sull'emergere di virus influenzali (2003 H3N2 virus, 2009 H1N1 virus, 2013 H7N9), percepiti come minacce e capaci di svelare la vulnerabilità del mondo globale, la porta aperta dalle nuove conoscenze scientifiche di questi anni propone una nuova sfida che impegna anche la ricerca storica, in grado di aggiungere nuovi tasselli al puzzle del mistero della pandemia influenzale del 1918, la "madre genetica di tutte le pandemie". "Libri come questo della Tognotti, che ricordano quali sofferenze la pandemia del 1918-19 portò con sé - ha scritto Gilberto Corbellini nella Presentazione - servono anche a costruire, proponendo implicitamente una comparazione con la situazione presente, un clima di consapevolezza culturale circa le conquiste di sicurezza e civiltà che le scienze mediche hanno recato a buona parte dell'umanità".
illustrazioni a colori e in nero
br. Scritta nell'estate del 1943, ma pubblicata postuma nel 1946, dopo il suo assassinio, Genesi e struttura della società è l'opera-testamento di giovanni gentile. essa porta a compimento, con una linearità e continuità di esiti, il pensiero non soltanto filosofico del principale esponente del neoidealismo italiano. Un posto centrale, in questo compimento, occupa il tema del lavoro, in particolare del senso del lavoro manuale e intellettuale, letto nella relazione inevitabile con lo Spirito Assoluto. Il volume ordina studi e ricerche dei principali studiosi del tema, ne vuole indagare la natura, l'origine e gli effetti, chiarendo il legame inscindibile tra riflessione filosofica e prospettiva pedagogica. L'umanesimo del lavoro gentiliano è sottoposto ad analisi come categoria che ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dei "corpi intermedi" del secolo scorso e può continuare ad avere un valore metodologico e critico per ricomprendere l'inevitabile valore formativo dell'agire lavorativo anche e soprattutto oggi, quando, su questo fondamentale snodo antropologico, sociale e filosofico, sembrano prevalere altre logiche e, purtroppo, altre "leggerezze" di pensiero.
br. Dai tempi di Aristotele fino alla filosofia analitica contemporanea è stata discussa una serie di criteri atti a rendere conto di cosa siano i sensi e a tassonomizzarli. Nel corso del libro, l'autore articola a livello concettuale il criterio esperienziale-ontologico e il criterio sottrattivo, e studia come essi aiutino a inquadrare i casi empirici del dolore, delle percezioni artificialmente assistite, delle sinestesie, dell'olfatto e dei sensi animali.
br. Vincenzo Rossi rappresenta un caso tutto a sé e, senza voler ripetere gli ismi che la Tognacci elabora, la sua vicenda esistenziale è tutta concentrata nel trovare convergenze, corrispondenze, direbbe Baudelaire, con il mondo degli animali, delle piante, dei fiumi, compreso il dio Volturno, in una simbiosi bioetica, che appare al poeta l'unica capace di svelare il grande mistero dell'universo, che nella morte, alla fine, sembra trovare il suo più terribile contrappunto.
ill., br. Nel centenario della nascita di Pasolini, un nuovo classico del fumetto italiano torna in libreria e riscopre la forza, la rabbia e la dolcezza di un uomo e di un poeta senza tempo. Un colloquio immaginario tra due artisti che parte da un assunto fantastico: Pasolini è vivo e ha delle cose da dire. Molte. Essenziali. Ma è davvero lui? O un fantasma, un attore, un mitomane? Quel che è certo è che la sua conversazione con Davide Toffolo vibra di quel senso, di quell'acutezza che ne hanno reso immortale lo spirito. Toffolo cerca Pasolini tra le pagine dei suoi libri, nei ritagli di stampa, nelle interviste e ne cattura l'essenza: la rabbia, la solitudine, la feroce irriducibilità del poeta riaffiorano in queste pagine, in quest'intenso ritratto della grazia pasoliniana a opera di uno degli artisti più interessanti e poliedrici del panorama italiano.
ill., br. Mentre il regime fascista promuoveva trionfali rassegne dei capolavori dell'arte italiana in Europa e negli USA, negli anni Trenta si tennero in Italia una serie di esposizioni che si concentrarono più efficacemente sui singoli artisti e sulle scuole regionali. Curate dai migliori funzionari dei musei civici e nazionali, tali mostre aggiornarono lo stato degli studi e ne favorirono la revisione da parte di una nuova generazione di critici. Nello stesso tempo, esse offrirono a un pubblico mai così vasto la possibilità di vedere un patrimonio artistico disperso momentaneamente ricomposto, talvolta in allestimenti sperimentali che anticiparono gli esiti della museografia del dopoguerra. Per quanto diverse fra loro per spessore scientifico e successo di pubblico, le mostre d'arte antica divennero l'evento principale delle celebrazioni della storia culturale delle città d'Italia, riuscendo a realizzare un proposito più volte espresso dopo l'Unità. Affiancate dalle immancabili manifestazioni di regime, esse costituirono uno dei pilastri di quella "invenzione della tradizione" operata dal fascismo per costruire una moderna cultura di massa.
Sugarco, 1986. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 316. In ottimo stato.
In-8 gr., bross. figur., pp. 225,(3), con le belle xilografie orig., in rosso, dell'importante incisore Armando Cermignani. Cfr. Servolini,190. Prima edizione. Ben conservato.
br. Il volume raccoglie i saggi più significativi scritti da Tzvetan Todorov nell'arco degli ultimi venticinque anni. È la summa di un intellettuale di enorme prestigio e autorevolezza, che affronta i temi centrali della sua opera. Giovane e brillante studioso approdato nel 1960 a Parigi dalla Bulgaria sovietica, Todorov si è subito affermato come teorico della letteratura, usando gli strumenti dello strutturalismo e della semiotica. Ha poi dedicato saggi fondamentali alla scoperta dell'America e al rapporto-scontro con l'Altro. La sua riflessione si è poi concentrata sul rapporto tra l'etica e la storia nell'era dei totalitarismi. Negli ultimi anni, ha condotto una lucida riflessione politica sul ruolo e sul futuro dell'Europa tra globalizzazione e migrazioni; e al tempo stesso ha continuato a occuparsi dei capolavori della letteratura e dei loro autori. Attraverso un itinerario personale che illumina gli oggetti della sua riflessione (da Aron a Goethe, da Primo Levi a Mozart, da Stendhal a Beckett, passando per uno "Stalin visto da vicino" e una riflessione su "Artisti e dittatori"), Todorov traccia un affascinante autoritratto. Facendoci incontrare i libri e gli autori che si nascondono dietro di essi, "Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro" ci trasmette la saggezza di un umanesimo segnato dall'incontro con il male, che tuttavia evita rassegnazione e pessimismo.
ill., br. La Russia dei primi anni del Novecento rappresenta una delle poche, meravigliose congiunture della storia in cui un numero stupefacente di grandi artisti si trova a convivere e a farsi intensa, febbrile comunità. Nelle parole di uno dei protagonisti di quegli anni, il poeta Vladislav Chodasevic, «tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano». Sono gli anni di Bulgakov e di Majakovskij, di Pasternak e Mandel'stam, di Sostakovic, Éjzenstejn e di tanti altri, donne e uomini che la sorte gettò nella tempesta della Rivoluzione e del nascente regime sovietico. Cent'anni dopo, Tzvetan Todorov ha deciso di rievocare l'avventura di una generazione che dopo aver spesso accompagnato con entusiasmo i primi slanci antizaristi e libertari, si trovò di fronte a un potere progressivamente sempre più cieco e ottuso, ed elaborò strategie ora di opposizione, ora di compromesso, ora di drammatica resa: il suicidio, l'esilio, più spesso il silenzio. Todorov racconta questa miriade di traiettorie avventurose, laceranti, a volte semplicemente grottesche con la sua enorme cultura e la sua prosa avvincente, soffermandosi a lungo sulla figura complessa e per questo esemplare del grande pittore Kasimir Malevic. Ma nelle sue pagine risuonano anche gli echi della vicenda personale che portò nel 1963 l'autore a fuggire la cappa di piombo della natia Bulgaria e a rifugiarsi in Occidente. Anche per questo «L'arte nella tempesta», pubblicato in Francia a un mese dalla scomparsa, resterà come il degno testamento di un grande maestro di studi e di libertà, una delle ultime grandi figure esemplari della cultura europea.