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brossura Questo libro nasce dalla scommessa di tornare a leggere il romanzo italiano dall'Ottocento a oggi da un'angolazione inedita: quella del trattamento della punteggiatura nella sua accezione più estesa, comprensiva, oltre che dei segni d'interpunzione veri e propri, anche della mise en page, cioè di quelle forme di valorizzazione dello spazio della pagina che hanno la loro manifestazione più vistosa nei bianchi interlineari che scandiscono la narrazione in paragrafi. Coniugando l'approccio linguistico con quello stilistico-letterario, il volume di Elisa Tonani indaga questi aspetti solitamente trascurati della testualità letteraria per mettere in luce il rapporto esistente tra parola e silenzio, tra detto e non detto, tra discorsività e allusività, tra esplicito e implicito.
br. "Punteggiatura d'autore" prosegue un percorso nella punteggiatura letteraria italiana avviato con "Il romanzo in bianco e nero" (Firenze, Cesati, 2010), spostando l'attenzione su un tipo di testi in cui segni d'interpunzione, bianchi tipografici e relativa mise en page sono fortemente esposti e concorrono all'espressività stilistica, alla carica formale esibita e a volte fortemente deviata rispetto allo standard linguistico-grammaticale. La prima parte è infatti dedicata ad alcuni casi di prosa narrativa novecentesca (Tozzi, Landolfi, Delfini, Gadda, Manganelli, Bufalino) caratterizzati da una forma complessa e marcata, quando non propriamente espressionista, alla quale corrispondono l'impiego inedito, l'attribuzione di funzioni diverse (es. valori desueti) a segni interpuntivi della tradizione, l'innovazione di procedure destinate poi a diventare comuni. La seconda parte pone al centro la poesia dagli inizi del Novecento a oggi (da Ungaretti agli autori del XXI secolo, passando per Montale, Sereni, Caproni, Luzi, Zanzotto, Giudici, Sanguineti), nella quale un'accanita lavorazione della scrittura coinvolge tutti i dispositivi grafico-visivi: dallo sfruttamento della mise en page, del bianco e dei segni d'interpunzione - intesi sinergicamente ad assecondare oppure a contrastare la sintassi, le strutture metriche, le ricorsività foniche, la rete semantica del testo - a una valorizzazione della lineetta senza precedenti nella tradizione scrittoria italiana.
ill., br. Nell'estate del 1943, l'OSS (la futura CIA) affidò a un giovane Peter Tompkins una delicata operazione di spionaggio che appoggiava l'azione finale degli Alleati in Italia. Il suo battesimo del fuoco come agente segreto ebbe luogo in una Roma ancora occupata, ove svolse un rischioso lavoro di infiltrazione e raccolta di informazioni, in particolare tra gli "uomini di Mondo", cioè i compagni di Raimondo Craveri (genero di Benedetto Croce e fondatore dell'ORI). La narrazione di queste pagine rende omaggio agli oscuri atti di eroismo e dedizione che resero possibile la sconfitta del nazifascismo, ma evidenzia anche le allora invisibili contraddizioni politiche che caratterizzeranno l'Italia postbellica.
brossura Il presente lavoro si propone di archiviare il testo vulgato di "Fede e bellezza", la principale opera narrativa del romanticismo italiano insieme ai "Promessi sposi", che da oltre un secolo si fonda senza ragioni adeguate di filologia testuale sulla prima edizione del 1840 anziché su quella definitiva, e di ricostruire un nuovo testo del romanzo, puntualmente giustificato nell'introduzione e nel commento ecdotico, sulla base delle due stampe del 1852, ma anche (laddove queste divergano) con il ricorso alle due edizioni precedenti del 1840-1841. La storia del testo di "Fede e bellezza" e il tentativo di comprendere i fondamenti teorici delle edizioni precedenti hanno condotto ad anticipare l'interpretazione di alcuni aspetti del romanzo, preparatoria della futura edizione commentata.
ill., br. Artista fra i più innovativi e influenti della sua generazione, Robert Rauschenberg è figura chiave nei cambiamenti radicali che animano l'arte visiva americana dalla fine degli anni cinquanta. Rauschenberg compie i suoi primi passi nel mondo dell'arte sfidando con audacia ogni presupposto. Dal primo soggiorno-studio a Parigi all'esperienza formativa di Black Mountain College fino al Leone d'oro alla Biennale di Venezia del 1964 che lo consacra come artista riconosciuto a livello internazionale, il suo percorso esce dai tracciati convenzionali e si colloca nel campo di una sperimentazione che infrange ogni regola, trasformando lo spazio bidimensionale del dipinto in un ricettacolo di materiali eterogenei. Ritagli di giornale, pezzi di stoffa, fotografie, objets trouvés, nulla è escluso dai combine paintings, creazioni ibride a metà strada fra pittura e scultura, che coniugano l'amore per l'oggetto di rifiuto, ereditato dal collage dadaista, con la pennellata astratto-informale. Calvin Tomkins ci offre uno spaccato della rivoluzione che ha visto l'arte uscire da musei e gallerie per proiettarsi al centro dello scenario sociale; ce ne presenta i protagonisti: Pollock e de Kooning, Jasper Johns, Frank Stella e Andy Warhol; documenta l'ascesa che ha portato ai vertici dell'arte e del successo l'artista che più di ogni altro, in questo contesto, ha mirato a un'arte cumulativa.
In-8 (cm. 20.60), cartonato editoriale in tela, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 189, (9). Prima edizione. Minime, ininfluenti tracce di polvere; e d’uso alle punte della sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
In-8 p., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 199,/5). Prima edizione. Ben conservato, con dedica autografa dell’A.
br. Nel 1956 l'architetto Tommaso Buzzi (Sondrio, 30 settembre 1900 - Rapallo, 16 febbraio 1981) acquista la Scarzuola, un convento del XIII secolo nei pressi del comune di Montegabbione (in provincia di Terni), sorto dove San Francesco si era costruito una piccola capanna di scarza (erba palustre). Buzzi finisce per trasferirsi nel convento, poi, nella valletta sulla quale esso si affaccia, comincia a costruire la sua "autobiografia in pietra". Nel dopoguerra gode di un successo enorme. Nonostante le tante committenze, è l'impresa della Scarzuola ad assorbire l'ultima parte della sua vita. In seguito alla sua morte, l'erede Marco Solari sta proseguendo, in singolare sintonia d'intenti, l'opera di Buzzi, interpretando e conducendo a realizzazione, in una sorta di cantiere infinito, gli scritti e gli affascinanti ma intricati disegni lasciati dal grande architetto.
In-16 gr., bross. edit., pp. 302. Prima edizione. Esempl. con qualche lieve fiorit. marginale, altrimenti ben conservato.
br. Osservando la distruzione dell'aura dell'opera d'arte, l'esperienza metropolitana e lo sguardo distratto del passante dal punto di vista dell'individuo borghese si scorgerà solo crisi e decadenza, che susciteranno una reazione aristocratica verso il deserto del presente. Se si guarda invece quello stesso processo dal punto di vista del collettivo, allora la distruzione dell'individuo borghese e del soggetto trascendentale si mostreranno come la miscela in grado di liberare una nuova esperienza politica. In Benjamin non c'è amore per l'irrazionale, ma insofferenza rispetto al modo in cui la ragione moderna ha espunto una molteplicità di saperi bollandoli come irrazionali. Guardare ad essi non è regressione, ma liberazione del novum che non sta nell'attimo successivo, come invece accade in quella proiezione del presente a cui diamo il nome di novità, ma in un'altra storia, il cui accesso può darsi attraverso la "piccola porta" del mutamento dell'esperienza collettiva. I quattro saggi raccolti in questo volume intendono indicare direzioni possibili verso quella "piccola porta".
ill., ril. Il volume rappresenta un catalogo ragionato dedicato all'opera di Gino de Dominicis (1947-1998), una delle figure più emblematiche, controverse e misteriose del panorama artistico del secondo dopoguerra. Artista complesso e inafferrabile, ancorché non inquadrabile nelle correnti e nei movimenti del XX secolo, è considerato una figura chiave per l'arte italiana contemporanea e punto di riferimento per le giovani generazioni coeve e successive. Gino de Dominicis ha scelto di rimanere fuori dalla comunicazione mediatica e le sue opere si sono sempre rifiutate di farsi omologare dal sistema dell'arte. Per sua inflessibile scelta non furono mai pubblicati cataloghi o libri sulla sua opera. La sua vita è stata sempre circondata da un alone di mistero. Questo catalogo ragionato non risolve il mistero, ma getta luce sulle sue opere e mette ordine nella sua creazione. Curato da Italo Tomassoni, il catalogo ragionato documenta e commenta 632 opere, ciascuna corredata da un'ampia scheda che fornisce, oltre alle abituali voci tecniche, espositive e bibliografiche, le notizie relative al contesto e alle circostanze che ne hanno visto la nascita e la realizzazione. Oltre al saggio del curatore che rievoca la leggenda del Maestro, il catalogo ragionato comprende anche una sezione dedicata ai suoi scritti, la riproduzione di documenti rari e inediti, l'elenco completo delle esposizioni personali, delle partecipazioni a mostre collettive e una nutrita bibliografia.
cm. 15 x 21, 416 pp. con 16 ill. f.t. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 680 gr. 416 p.
br. Il Regno d'Italia cinge Roma d'assedio. La attornia, la scruta dai campi al confine, entra di soppiatto con gli occhi delle spie, si sporge con cautela dalle feritoie, la reclama con furia dalle pagine dei giornali, la pretende in Parlamento. Corre l'anno 1862, l'unità nazionale è ormai compiuta, eppure Roma, il centro del mondo, continua a sfuggire e a resistere sotto il trono papale e la mal sopportata protezione dei francesi. Il neonato governo italiano cerca di scardinarne le difese con la politica, mentre Garibaldi raduna in Sicilia una schiera di volontari per muovere bellicosamente verso la predestinata capitale, prima di essere fermato dal regio esercito sull'Aspromonte. Cinque anni dopo, l'eroe dei due mondi viene sconfitto dalle truppe pontificie sostenute dai francesi nella battaglia di Mentana e a Roma fallisce l'insurrezione. Ogni tentativo di conquista si infrange contro la barriera invisibile che sembra avvolgere la città e imprigionarla in un'assenza dal mondo e dal tempo. Eppure la percezione è che l'urbe possa da un momento all'altro crollare. Vittorio Emanuele II e Napoleone III, Pio IX e Francesco II, Mazzini e Garibaldi, il cardinale Antonelli e monsignor de Mérode, Ricasoli e Rattazzi. Governi sorti e caduti in pochi mesi, briganti, tradimenti, attentati, manovre segrete. Astuti triangoli politici e fini giochi di potere. Bombe e petardi. Molti carcerati, anche, e morti ammazzati. Nella Guerra di Roma Stefano Tomassini mette in scena una storia appassionante: la ricostruzione - compiuta attraverso una straordinaria messe di documenti - dei dieci anni che hanno portato alla breccia di Porta Pia e alla presa di Roma. Alla fine del Risorgimento e al principio della nostra storia contemporanea.
ill., br. Roma, 11 luglio 1855. Antonio De Felici, cappellaio, reo di avere attentato alla vita del segretario di Stato cardinale Giacomo Antonelli, viene giustiziato. Roma, 21 settembre 1861. Cesare Lucatelli, facchino, accusato dell'omicidio di un gendarme durante gli scontri fra i pontifici e la folla il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, viene giustiziato. Fra le due esecuzioni, fra un popolo e un governo che non ha più autorità su questa terra, il disfacimento dello Stato Pontificio, la fine del potere temporale del papa, l'Unità d'Italia e una città che attende di conoscere il suo destino. Messa troppo spesso in ombra da vicende che già allora occuparono le prime pagine dei giornali italiani ed europei - una su tutte, l'impresa dei Mille di Garibaldi - la storia romana, della città e dello Stato Romano, alla metà dell'Ottocento, dopo la gloriosa quanto breve avventura della Repubblica mazziniana, è poco conosciuta dal grande pubblico. "Roma, il papa, il re" è la cronaca dettagliata, quasi accanita di tutto quel che accadde dentro e attorno a Roma negli anni che portarono alla proclamazione del Regno d'Italia. Ancora una volta, come già in "Storia avventurosa della Rivoluzione romana", Stefano Tomassini incrocia i pensieri e le azioni di Vittorio Emanuele II e Pio IX, Cavour e Napoleone III, Garibaldi e Mazzini, le osservazioni dei forestieri più o meno affezionati, i pregiudizi o le intuizioni dei diplomatici, i vizi e le virtù del clero, gli entusiasmi, le accidie e le ire del popolo.
br. Nel volume si propone un percorso nella letteratura postcoloniale attraverso interventi elaborati da studiosi di diverse generazioni e scuole, capaci di avviare, tramite un confronto serrato con i testi, un'attenta e originale rilettura di una delle esperienze più complesse e a lungo rimosse del Novecento.
cm. 17 x 24, x-210 pp. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi Il volume esamina sia la lingua e lo stile del Carducci poeta e prosatore ? finora oggetto di indagini solo rapsodiche e non propriamente storico-linguistiche o linguistico-testuali ?, sia le idee linguistiche di Carducci quali esse si manifestano in numerosi saggi, interventi, studi critici e pamphlets con i quali l?autore dette un contributo fondamentale (pur se a lungo ignorato) al dibattito sulla questione della lingua negli anni che seguirono l?Unit? d?Italia. This volume examines both Carducci?s style and language as a poet and prose writer ? which so far had never been studied systematically or from a strictly historical-linguistic or linguistic-textual approach ? and his linguistic ideas as they appear in numerous essays, comments, critical studies and pamphlets that were the author?s fundamental, yet long-neglected, contribution to the question of language in post-unification Italy. 410 gr. x-210 p.
ril. I viaggi del più eccentrico dei flâneur, un vero "pescecane", lo scrittore del "Gattopardo". Nel fascio di lettere, finora inedite, scritte tra il 1925 e il 1927, c'è, in breve, tutto Tomasi di Lampedusa: l'osservatore sagace ("Non puoi immaginare che cosa è di vorticoso e di tremendo e di affascinante Londra. Un piacevolissimo inferno"; al contrario, "Mantova è davvero troppo malinconica") e viscerale ("Dopo accurate osservazioni compiute a Londra, Bruxelles, Anversa e qui sono in grado di annunziarti gli immensi progressi della pederastia. Se continua di questo passo fra cento anni un uomo che avrà commercio carnale con una donna sarà un pezzo da museo").
In-16 gr., cartonato editoriale giallo figurato (dorso con abras.), pp. 330,(2). Decima edizione (pubblicata il 19 febbraio 1959). Volume della Collana “Biblioteca di Letteratura - I Contemporanei - n. 4”. Con ingialliture margin. per la qualità della carta, piccoli strappi su 3 cc. al fine, altrimenti esemplare ben conservato.
In-16 gr., cartonato editoriale giallo figurato, pp. 330,(2). “Seconda edizione” pubblicata nel dicembre 1958, a poco più di un mese dalla prima, con varianti nella Prefazione di Giorgio Bassani (p. 9). Volume della Collana “Biblioteca di Letteratura - I Contemporanei - n. 4”. Con lievi fioriture margin. interc. nel t.; 1 carta (pp.151/152) restaur. con scotch per lungo strappo verticale, ma certamente un buon esemplare.
Feltrinelli, 1997. In-8, brossura, pp. 251. Volume della collana: I Narratori di Feltrinelli n. 229. In buono stato (good copy). 1997.
In-8 p., mz. pergam. edit., taglio sup. dorato, pp. LIII,286,(8), con ritratto dell’Autore. Testo in lingua spagnola. Volume della collana “Biblioteca de la Utopia”. In ottimo stato.