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br. «Al di là del bene e del male», oltre cioè le convenzioni e gli abiti della morale tradizionale, non c'è un nuovo sistema rituale e men che meno una "religione dell'estetica" che si sostituirebbe alla morale religiosa e filosofica tradizionali. C'è, al contrario, uno spazio di libertà illimitato che ha in Dioniso - il dio della musica, della danza e dell'eccedere la norma - il proprio nume tutelare... Al di là del bene e del male contiene un continuo dialogo con il proprio tempo e con quelli passati (e senza dubbio anche con quelli a venire). Un aspetto talvolta palese talaltra implicito, ma comunque tale da saltare all'occhio anche del lettore meno attrezzato. Introduzione Massimo Baldi.
br. Nietzsche sulla composizione di questa sua opera, in un abbozzo (poi abbandonato) di prefazione così scrive: "Questo libro è composto di annotazioni da me fatte durante la nascita di 'Così parlò Zarathustra', o - più esattamente - durante gli intermezzi di quella nascita, sia per ristorarmi sia anche per interrogare e giustificare me stesso nel pieno di un'impresa estremamente ardita e densa di responsabilità..." E proprio come in "Zarathustra" continua a condurre le sue micidiali aforistiche scorribande di nomade negli ambiti della morale, qui crudelmente dissezionata, della psicologia, della storia e della cultura. Ripercorrendo tutti i temi fondamentali della sua maturità filosofica è considerato uno dei testi fondamentali della filosofia del XIX secolo. E come dice il suo sottotitolo un "Preludio di una filosofia dell'avvenire". Anche se alcuni aforismi risalgono al 1881, la stesura organica e definitiva dell'opera, si colloca tra la primavera del 1885 e l'inverno 1885-1886. Alla metà di quest'ultimo anno, il libro - non trovando disponibile un editore - vide la luce a spese dello stesso autore.
br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
br. Pessach Antschel, divenuto Paul Antschel e poi Paul Celan. Benjamin Wechsler, divenuto Barbu o B. Fundoianu, e poi Benjamin Fondane. Due scrittori romeni, emblemi della letteratura dell'esilio, voci della coscienza ebraica e testimoni della persecuzione nazista. Celan, delicato e fragile, chiuso nei lunghi silenzi, nelle malinconie precoci e persistenti, pellegrino affascinante e impulsivo ispirato dalle pagine di Trakl e di Rilke. Fondane, alto e ardente, chiome e sogni al vento, impetuoso, contraddittorio e indisponente, dai rapidi cambiamenti d'umore, vitale e brioso, ribelle, ruvido e aspro. Se Fondane muore ad Auschwitz, dopo aver lasciato nell'"Exode" il suo testamento poetico, Celan vi sopravvive, ma continua a bere il "nero latte dell'alba", anche dopo la notte incompiuta dell'incubo, e il suo suicidio del 1970 nella Senna è solo l'atto finale di un dramma spirituale incomparabile. Scomparsi nel fuoco e nelle acque dell'Olocausto, i due poeti si incontrano solo nel martirio, così diverso e tuttavia comune, e nel dialogo postumo del loro Io lirico.
br. Prendendo le mosse dal concetto di iterabilità, collegandolo alle moderne tecnologie e alle questioni etiche che ci impongono, in quest'intervista del 2001, Derrida attraversa molti nodi problematici della sua filosofia - la traccia, il resto, la rimanenza, il supplemento, il fallogocentrismo e la sua necessaria decostruzione, la distinzione tra différence e différance e quella tra oralità e scritturala - e della sua biografia - il controverso rapporto con la sua ebraicità, la "difesa" di De Man e il "caso" che ne è seguito, le sue posizioni riguardo al "nazismo" di Heidegger - producendo un intreccio molto interessante tra vita e pensiero, filosofia e biografia, che troverà nella letteratura un suo grande punto di forza e una felice sintesi.
In 16o, pp. 238, br. Traduz. di E. Montale, ottimo (6807/ STEINBECK - AL DIO SCONOSCIUTO - LETTERATURA AMERICANA 1900)
ril. "Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo." (Luigi Spagnol)
ill., br. Protagonista principale è Marziale Dini (1818-1903) con le sue esperienze di vita e le sue memorie finora inedite, ma anche la realtà locale del suo tempo, che tuttavia rimanda a un più ampio scenario europeo. Il diario e le lettere, da lui scritte sul campo di battaglia di Curtatone e Montanara e indirizzate al padre Vincenzo e soprattutto alla madre Anna, hanno permesso di ricostruire il percorso del giovane avvocato colligiano, nato da una nobile famiglia di Colle di Val d'Elsa e lì divenuto personaggio di spicco nel periodo dell'Unità d'Italia. Seguendo l'ardore patriottico degli studenti e dei professori universitari senesi, Dini prende volontariamente parte, di nascosto dai genitori, alla battaglia combattuta nei dintorni di Mantova (1848), arriva in Lombardia con il Battaglione Universitario Toscano e, al comando di un plotone di studenti velocemente addestrati, combatte finalmente contro il nemico invasore. Marziale torna a Colle e partecipa alla vita cittadina facendo parte della gioventù liberale che vuole l'unificazione. Alcuni mesi prima del 17 marzo 1861 Marziale Dini partecipa alla spedizione napoletana del 4° Battaglione Toscano della Guardia Nazionale.
6564Galerie Roger d'Amécourt, Paris, 1977. In-4, agrafé sous couverture illustrée, non paginé [15 pp.]. Introduction, par Roger d'Amécourt - Planches - Biographie - Bibliographie.
0000422 96 p. of Arabic text on calligraphy art by Mehmed Munis zade an Ottoman Turkish calligrapher lived in Cairo where he taught in the school of improving calligraphy since it's establishment. Printed by the order of Ismail Pasha Khediv of Egypt in the lithiograph printing house of the Egyptian state. paperback
brossura Sin dalla più remota antichità i passaggi d'epoca sono stati considerati chiusure e aperture di cicli, in obbedienza a una concezione del tempo quale sostanza non uniforme e neppure lineare, come invece l'età moderna si è abituata a pensarlo. Ma anche per i moderni il tempo rimane un'entità oscura, scandita da soglie che suscitano attese esaltanti e crudeli incubi: anzitutto i millenni. Ed è proprio uno di tali momenti che stiamo ora vivendo, in coincidenza con quella che, secondo l'antica concezione astrologica fondata sulla precessione degli equinozi, è la transizione dall'Età dei Pesci all'Età dell'Acquario, i cui caratteri possiamo solo presagire.
In-8, brossura orig. figurata a colori (picc. strappi), pp. 206, con 12 illustrazioni e 12 tavole del pittore A. Mainardi. Coi margini lievem. ingialliti per la qualità della carta ma buon esemplare.
br. Nel solco di una prospettiva delineata, sia pur in contesti filosofici completamente differenti, da un lato da Aldo Capitini e dall'altro da Jacques Derrida, l'autore prospetta in questi saggi una realtà liberata che, senza distinzione di specie, instauri una discontinuità, una rottura rispetto all'antropocentrismo dominante, allo specismo secondo cui la specie umana sarebbe (auto)legittimata a disporre della vita degli altri esseri senzienti. Guardare al punto di arrivo comune significa, allora, oltrepassare lo scarto tra l'uomo e le altre specie animali, ridefinire lo stesso concetto di diritto, chiudere i conti, una volta per tutte, con l'olocausto quotidiano con cui, in colpevole indifferenza, la stragrande maggioranza di noi accetta di convivere. C'è necessità di un cambiamento radicale che segni una presa di distanza dall'umanesimo predatorio e proclami a partire da subito, qui ed ora, l'avvento di una rivoluzione copernicana tanto attesa quanto ormai improcrastinabile. Un libro che scaturisce dal vissuto.
ril. Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni "idea giudaica", molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica... Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l'autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un'ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
In-8 p., brossura originale, pp. 167,(3). Prima edizione. Ben conservato.
93801.tirouflet peintures, Galerie Rencontres, Paris [5 février - 2 mars 1974]. On joint le carton d'invitation au vernissage.2. Tirouflet, Galerie Craven, Paris [8 avril - 6 mai 1975].3. Tirouflet, Lieux communs, banlieues du désir, par Jean-Louis Pradel, Galerie Krief-Raymond, Paris [22 septembre - 18 octobre 1977].4. Tirouflet, crayons de couleur sur papier, chez Jean Peyrole, Paris [26 février - 30 mars 1985] avec un texte de Henri Raynal : L'effacement du peintre.5. Tirouflet, aquarelles, musée Bonnat, Bayonne. Plaquette illustrée avec un texte et un entretien de Jacques Donguy, s.d. [1977 ou 1978]. Quelques rousseurs en quatrième de couverture.6. Roger Munier, Tirouflet ou L'éloge du moindre, Galerie Jean Peyrole, Paris [19 mars - 4 mai 1991]. On joint le carton d'invitation au vernissage.7. Michel Couderc, Tirouflet l'irréductible, plaquette illustrée, s.l., 2006. Avec un envoi a.s. d'A. Tirouflet à Gilbert Lascault.On joint :8. deux lettres a.s. d'Alain Tirouflet au critique d'art Gilbert Lascault [1974 et s.d., recto] ; une enveloppe contenant un négatif photographique d'une nature morte de Tirouflet par L.S. Jaulmes ainsi qu'une photographie n/b (assez bon état) d'une autre nature morte par le même photographe (datée 1984).
<h3>Anno: 1926</h3> <h3>Formato: 18x24 cm - Copertina Morbida </h3> <h3>Pagine: 38 con illustrazioni</h3> <h3>Lingua: Italiano</h3> <h3>Condizioni: Buone, come da foto, con segni del tempo e di utilizzo.</h3>
8°. Titelportr., 2 Bll., 1 Handschriftenfaks., 265 SS. Goldgepr. Hlwd. d. Zt. mit Bibl.schild auf Vorderdeckel. Erste Ausgabe. - Letzte Bll. gering stockfleckig. Vord. Innenspiegel mit Bibl.schild. Hint. Innendeckel gestempelt. Rücken gering verblasst. Kanten leicht beschabt. SW: Literatur, Theologie, Pädagogik, Politik, Geschichte, Katholizismus, Konservatismus, Antisemitismus 19. Jahrhundert, Süddeutschland, Baden, Biographie, vor 1900 Bücher Deutsch
In-8 p., mz. tela coeva, pp. XVIII,344; ben illustrato da 10 tavole fotografiche in b.n. con una o più figure (comprese nella numeraz. delle pagg.) e da 13 tavole di disegni a colori f.t., più e più volte ripieg. (schizzi, profili, carte geografiche, ecc.). Nell’opera, divisa in tre parti, sono trattati: “Geografia generale dell’Albania” (Il terreno. Le coste. Le acque. Il clima. La vegetazione) - “Gli elementi antropogeografici” (La popolazione e il linguaggio. La storia. L’economia e la pubblica amministrazione) - “Viabilità ed itinerari stradali” con la descrizione di ben XXIX itinerari, da Dulcigno a Syraku. In Appendice 5 Allegati “Genealogie dei Principi Allbanesi - Statistica delle colonie italo-albanesi - Statistica dei Sangiaccati di Scutari e Durazzo - Elenco delle monete ottomane e delle principali monete straniere che hannno corso a Durazzo - Ortografia albanese (alfabeto) e regole di lettura”. Esemplare ben conservato.
br. Dopo avere vissuto la schiavitù sotto tre Imperi - Romano, Bizantino e Ottomano -, la diaspora nei Balcani e l'occupazione fascista, dal secondo dopoguerra il popolo albanese è stato schiacciato da una delle dittature più anacronistiche e crudeli del secolo, quella dello stalinista Enver Hoxha. L'Albania è riemersa dall'oscurità solo nella primavera del 1991, quando migliaia di migranti albanesi lasciarono i margini della storia europea a bordo di imbarcazioni di ogni tipo: l'Italia scopriva di essere una terra promessa, un miraggio di libertà distante solo un braccio di mare. Besnik Mustafaj è uno degli intellettuali reinventati politici che si sono battuti per la caduta del regime comunista, e che hanno avviato la ricostruzione del Paese dalle sue macerie. In questo libro, scritto a ridosso degli eventi e aggiornato a quasi trent'anni di distanza, l'autore racconta la delicata ma entusiasmante transizione verso la democrazia e analizza gli errori commessi dalla sua generazione, cercando di capire perché l'Albania non è ancora il Paese che sognava di diventare.
7869Album Mariani, Figures contemporaines, Paris, v. 1900. In-4, sans couverture, 4 pp.
1295Librairie Delagrave, Paris, 1914 Petit in-4, broché sous couverture illustrée en noir, 189 pp. A Madame Besnard - I. La vie de l'artiste (la jeunesse. - les débuts. - la maturité) - II. Le symbolisme scientifique dans les décorations de M. Besnard (le symbolisme scientifique. - l'Ecole de pharmacie. - le plafond des Sciences. ...
br. Il presente volume rappresenta una originale mappa per orientarsi nel pensiero e nell'opera di Albert Camus, uno strumento di lettura e di indagine non consueto nel nostro panorama editoriale. In queste pagine sono esposti con esemplare chiarezza i principali concetti della riflessione di Camus (dall'assurdo alla rivolta) e sono ricostruite nel dettaglio le polemiche con l'ortodossia comunista e con gli ambienti politico-intellettuali di ispirazione sartreana. Ne emerge la figura di un pensatore eccentrico, libertario, ostile a ogni forma compromissoria e a ogni ideologia autoritaria, fiero assertore della libertà individuale e appassionato difensore della dignità umana in quanto radicata in quell'esistenza che, pur nella sua assurdità, è l'unica che all'uomo possa toccare in sorte.
7921Medusa, Bauhaus Archiv, Wien-Berlin, 1983. In-4, broché sous couverture illustrée, 179 pp. Vorwort/Préface, Hans M. Wingler - Rückblick/Trente ans après, Albert Flocon - Was is eine Suite Expérimentale/Qu'est-ce qu'une suite expérimentale?, A. Flocon - Die Hand ist ein Auge/La main est unœil, sur les travaux d'Albert Flocon, Hedwig Wingler - Catalogue 1. ...