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ill., br. Mentre il regime fascista promuoveva trionfali rassegne dei capolavori dell'arte italiana in Europa e negli USA, negli anni Trenta si tennero in Italia una serie di esposizioni che si concentrarono più efficacemente sui singoli artisti e sulle scuole regionali. Curate dai migliori funzionari dei musei civici e nazionali, tali mostre aggiornarono lo stato degli studi e ne favorirono la revisione da parte di una nuova generazione di critici. Nello stesso tempo, esse offrirono a un pubblico mai così vasto la possibilità di vedere un patrimonio artistico disperso momentaneamente ricomposto, talvolta in allestimenti sperimentali che anticiparono gli esiti della museografia del dopoguerra. Per quanto diverse fra loro per spessore scientifico e successo di pubblico, le mostre d'arte antica divennero l'evento principale delle celebrazioni della storia culturale delle città d'Italia, riuscendo a realizzare un proposito più volte espresso dopo l'Unità. Affiancate dalle immancabili manifestazioni di regime, esse costituirono uno dei pilastri di quella "invenzione della tradizione" operata dal fascismo per costruire una moderna cultura di massa.
[PERUGIA-NECROLOGIO] (cm.26) copertina editoriale listata a lutto. -pp43 testo entro cornice. contiene scritti di P. Ansidei, V. Ansidei, V. Calderini. Seguono articoli estratti da veri giornali. Ottimo esemplare.[f33] Libro
ill., br. L'impresa fiumana (1919-1920), per molti versi un episodio precursore del fascismo, coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie. Sotto questo aspetto fu come un lungo e febbrile carnevale all'insegna della festa e della provocazione, in linea con le avanguardie del tempo, ma fu anche un momento "insurrezionale" come lo sarà il Sessantotto. Il volume rivisita l'avventura fiumana da questa particolare angolatura: attraverso le testimonianze anche letterarie di protagonisti noti o dimenticati racconta Fiume dalla parte degli "scalmanati" che vi accorsero a vivere una vita-festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e di guerra. In questa luce, Fiume è un capitolo significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il Novecento. La riedizione aggiunge un capitolo nuovo su D'Annunzio e l'avanguardia.
[Necrologio- Savoia- Torino](cm. 23.2) Brossura, -pp. 4. Testo listato in nero. Contiene il Necrologio della Contessa con cenni degli ultimi istanti di vita passati con la Figlia Marchesa fransoni e la nipote, Duchessa di San Clemente. Datato Firenze 1 Dicembtre 1871. All'ultima pagina vignetta con angelo. Ottimo esemplare. [f. 78] Libro
[Risorgimento -Politica] (cm.24.5) Brossura recente. Pagine 36 + 4 non numerate di pubblicità di varie pubblicazioni. L'Autore, raccoglie in questa pubblicazione una serie di pensieri scritti in gran parte nel 1859. Buon esemplare con alcuni fogli ancora chiusi.[f74] Libro
ill., br. Una piccola città diventa capoluogo di una nuova provincia alla periferia dell'Impero asburgico. Attorno alla Rovigo della Restaurazione (1813-1821) si muovono i grandi interessi della Storia: l'illuminista rodigino Federico Manfredini diventa precettore del futuro imperatore Francesco I, intrecciando con lui stretti e contrastati rapporti legati alla grande politica, da Napoleone a Metternich. Lo stesso sovrano asburgico visita per due volte Rovigo nel 1819 descrivendola nel suo diario e incrocia le sorti dei patrioti polesani. Dopo oltre vent'anni di sconfitte e drammi personali, dall'esecuzione degli zii alla necessità di concedere in sposa la figlia Maria Luisa all'arcinemico Napoleone, Francesco è strenuo difensore del nuovo assetto europeo costruito al Congresso di Vienna e da "buon padre" per i suoi sudditi, ma ossessionato dalla Rivoluzione, diventa persecutore dei Carbonari in una sorta di paranoia del potere.
ill., br. Otto secoli di vita di una grande università in una città relativamente piccola non potevano non creare tra le due entità un rapporto speciale. È la doppia vita dell'Università di Padova e dell'Università in Padova. Testimonianza di un'«offerta» culturale davvero rara: il flusso sanguigno della città, che ne irrorava la cultura e le intelligenze, per secoli, è stato pompato in gran parte dalla sua università. Sovrapporre alla mappa della città di Padova la pianta delle strutture universitarie è il modo più rapido per rendersi conto con un colpo d'occhio del processo di incontro tra città e università, figlio di una storia plurisecolare di compenetrazione ma anche di conflitti e incomprensioni: un rapporto problematico che affiora anche in questo volume dedicato all'età contemporanea. Ma cosa si intende per storia intellettuale e politica di una università? Pensiamo che il ruolo politico di un'università si configuri quando sue importanti figure entrino in sintonia o in conflitto con i grandi avvenimenti politici nazionali e internazionali, trasformando quella stessa università in un fulcro creatore di pensiero o azione politici. In età liberale l'Università di Padova diviene centro generatore di élites politiche di rango nazionale; al tempo stesso, l'Ateneo diviene uno dei fulcri principali dell'irredentismo e in parte del nazionalismo italiani d'anteguerra. Con il primo conflitto mondiale la politica irrompe prepotentemente nella vita universitaria patavina. La «strana neutralità» italiana apre una stagione che inasprisce gli animi fino ad accendere fuochi di guerra civile, e in questo quadro l'ateneo si trasforma in un formidabile epicentro della mobilitazione interventista. Subito dopo, nelle prospettive totalitarie del fascismo, la politicizzazione della cultura investe in pieno l'università, che nel caso padovano diviene contemporaneamente una roccaforte fascista e una sentinella antifascista. Il ruolo politico dell'Università di Padova durante il fascismo ha significato in realtà l'assorbimento della vita universitaria nel progetto politico del regime, come dimostra il terribile silenzio che accompagnò l'espulsione di professori, studenti e tecnici falciati dalle leggi razziali. Di contro il ruolo politico dell'Ateneo, dopo il 25 luglio e soprattutto nel quadro della Resistenza, diviene invece platealmente autonomo, rivelandosi decisivo per le sorti della lotta di liberazione nel Veneto.
ril. Nel nostro tempo risulta sempre più difficile parlare di qualsiasi argomento in modo serio e convincente. Ogni tematica viene infatti disintegrata e falsificata in una miriade di opinioni sempre più labili e sempre meno fondate. La verifica concettuale di queste opinioni non è quasi mai richiesta, né tantomeno la loro verifica esistenziale. In realtà, l'elaborazione del pensiero del XXI secolo dovrebbe procedere come una sintesi tra teoria e pratica, tra idee e cammini di vita concreta, condivisa e visibile. Questa concezione di un pensiero chiamato a farsi vita è al cuore stesso della Rivelazione cristiana di un Verbo divino che si incarna, appunto, e si rivela. Il volume è articolato in tre parti: Fondamenti e pratiche (con quattro «stazioni» verso la gioia); Le conseguenze (nei diversi ambiti: della fede, della tecnica, economico-sociale ecc.); I presupposti poetici e spirituali (saggi su Hillesum, Jung, Gatto, Dickinson, Campana, Luzi, Heidegger).
br. È possibile modificare il mondo e, in un certo senso, inventarlo ogni giorno? Oppure il reale è un orizzonte normativo al quale possiamo solo sottometterci? Alain Badiou, tra i più grandi filosofi francesi viventi della generazione di Deleuze e Lyotard, propone in questo libro una "ricerca del reale perduto", che passa per Molière, Lacan e, soprattutto, Pasolini. Sembra infatti che la conoscenza del reale sia stata affidata in maniera cieca e irrevocabile all'economia, anche nel momento in cui essa ammette la propria impotenza, la propria incapacità di prevedere disastri imminenti. Per Badiou è necessario un cambio di rotta, un atto che affermi l'esistenza dell'impossibile perché questo è il "gesto fondamentale di conquista del reale: dichiarare che l'impossibile esiste". Un libro che è un inno alla ricerca della vitalità, al di sotto delle ceneri di un mondo che è solo apparentemente in rovina.
br. L'esigenza più avvertita dalle società occidentali è oggi la sicurezza, interna e internazionale. Ma tale tema è antico, si intreccia con quello della politica e della sua ragion d'essere, trova infine nella modernità la sua configurazione istituzionale con la nascita e lo sviluppo dello Stato. Il presente volume, ricostruendo il pensiero di Thomas Hobbes, massimo scrittore politico inglese, analizza genesi e ruolo dello Stato, caratteri della sovranità, rapporto tra legge, ordine e libertà, paura della guerra e della sanzione, passioni umane che alimentano spinte distruttive o, al contrario, aspettative di pace. La conclusione di tale percorso è una comparazione tra regimi politici sulla base della loro capacità di meglio affrontare e resistere alle sfide del disordine e del declino. E qui assume tutto il suo rilievo la questione della democrazia e del suo destino, per l'oggi e per il domani.
br. Quale donna non vorrebbe incontrare (e magari sposare) Mr Darcy? Un uomo bello e ricco, maschio e nobilissimo d'animo? Il personaggio inventato da Jane Austen ha attraversato il tempo senza che la sua immagine di perfetta proiezione dei desideri femminili venisse scalfita dalle centinaia di rifacimenti letterari e cinematografici, televisivi, teatrali e a fumetti. Certo, nell'Ottocento ha dovuto vedersela con l'imperfetto Rochester, l'eroe romantico di Charlotte Brontè, prototipo delle narrazioni alla "lo ti salverò", ma dalla seconda metà del Novecento è lui, Darcy, a regnare incontrastato nelle fantasie femminili, anche quelle ormai contaminate dall'hard core. Perché, in fondo, è un duro con il cuore tenero, uno che sa ascoltare e capire, rispettando l'autonomia e l'intelligenza della sua compagna. Ed è un solido appiglio per ciò che rimane di una eterosessualità sempre più incerta. Giovanna Pezzuoli ce lo racconta attraverso film e serie Tv che hanno riscritto e reinterpretato "Orgoglio e pregiudizio".
ill., br. Il fondatore del romanzo psicologico moderno indaga il proprio animo e quello dei suoi affetti più cari in uno splendido epistolario, vivace e commovente, finora in larga parte inedito in Italia. In confessioni e confidenze di brillante tenerezza Stendhal condivide entusiasmi e struggimenti con i suoi amati happy few.
ill. Ferrari inizia rilevando: "I dati sono inequivocabili: uno studio del 1988 mostra come, escluso Shakespeare, ogni anno sono stati pubblicati più studi critici su Kafka che su ogni altro scrittore". Di fronte a tale primato, un nuovo studio critico assume significato se ha un'impronta di assoluta originalità, in una materia così polivalente per la quale, come scrive lo stesso Ferrari, le interpretazioni anche più contrastanti trovano qualche aggancio nello scrittore praghese. è quanto accade con questo libro, la cui originalità consiste nel verificare documentatamene, nella tematica kafkiana, una delle manifestazioni letterarie più efficaci della piena affermazione di quella mentalità che Ferrari aveva trattato nel suo monumentale (quasi mille pagine) "La nascita dell'individualismo economico".
200227024Horn, Edition Thurnhof, 2002. 33 S., 1 Bl. Mit Farboffsetlithographien von Joseph Kühn. Kl.-4° (22 x 17 cm). Original-Karton in Original-Kartonumschlag.
Bulzoni, 1977. In-8, brossura, pp. 174. Timbro di campione gratuito al frontespizio, peraltro in ottimo stato.
br. La riflessione di Rudolf Otto è stata sovente oggetto di interpretazioni forzate e riduttive che, concentrandosi quasi esclusivamente sulla sua celebre opera "II Sacro" del 1917, ne hanno enfatizzato il carattere irrazionalistico. Il volume, analizzando a fondo i motivi d'influenza filosofici (Lutero, Kant e Fries) che caratterizzano il pensiero di Otto dagli esordi al capolavoro del 1917, si propone di ripensare la carica irrazionalistica attribuita alla sua riflessione teologico-filosofica, evidenziando la continuità tra i suoi scritti. In modo particolare, lo studio intende mettere in luce la convergenza tra fondazione gnoseologica e analisi fenomenologica a partire da una riproposizione interpretativamente originale della nozione di "sentimento".
cm. 16,5 x 24, 148 pp. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi 270 gr. 148 p.
In-16 (cm. 19.50), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 620, (12). Prima edizione. Il volume fa parte della raccolta “Opere di Vasco Pratolini”, X (10°). Tracce di polvere/d’uso e piccole mancanze alla sovracoperta. Carte brunite, soprattutto ai tagli. Minima ammaccatura al taglio concavo delle prime carte; peraltro, volume in buono stato (good copy).
ill., br. Dieci racconti di autori italiani dove la musica è protagonista, ognuno dei quali introdotto da un breve commento e associato alla riproduzione fotografica di un'opera d'arte che abbia relazione con l'argomento narrato: questo in sintesi il contenuto del libro. I dieci racconti coprono un arco temporale che va dal 1874 al 2020 e sono opera di alcuni fra i massimi esponenti della letteratura italiana di questo periodo: A. Ghislanzoni, C. Collodi, L. Capuana, G. Verga, A. Fogazzaro, L. Pirandello, A. Campanile, C. Pavese. Accanto a questi, due scrittori viventi, a simboleggiare la continuità del racconto a tema musicale sino ai giorni nostri: M. Birattari e G. Gandini (Premio Chiara 2020). Il commento si appunta sugli aspetti più propriamente musicali delle vicende narrate, al fine di rendere piena la comprensione, inserendo i racconti all'interno del panorama artistico dell'epoca, chiarendo alcune particolarità tecniche della prassi esecutiva strumentale che viene rievocata, fornendo lo sfondo storico o biografico (nel caso in cui i protagonisti siano personaggi realmente vissuti) della narrazione.
1859R1372-00Lpz.,Wigand 1859. 3.Aufl. kl.8°. VIII,223 S. mit zahlr. Illustr. im Text. Blind- u. goldgepr. illustr. Oln. mit Vollgoldschn., gering berieben, bestoßen u. fleckig, Exlibris eingekl., ganz vereinzelt min. stock- bzw. fingerfleckig, schönes Expl.
185110452501851. 6, 217, (1) S. m. 95 Vign. u. Initialen in Holzschnitt nach Richter. Hldrbd d. Zeit (Rücken seitl. einger., Ecken beschabt, Kapital m. kl. Ausr., gering braunfl.).