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In-16 gr., brossura editoriale, sovracoperta figurata a colori, pp. 178. Prima edizione. Ben conservato.
In-16 gr., bross., pp. 248. Prima ediz. In buono stato (good copy).
186428921-zb5a10Paris: Andriveau-Goujon 1864. (Quelques petits trous, sinon bon exemplaire / Ein paar kleinere Löcher, sonst gutes Exemplar).
57382Verona, David Zwirner Books 2019, 2019 Hardcover, 112 pages, with 52 coloured illustrations, English, 285 x 235 mm, in dustjacket, New !. ISBN 9781941701980.
19237973Berlin, Bruno Cassirer, 1923. 44 S., 2 Bl. Mit zahlreichen teils farbigen Illustrationen von Max Slevogt. 4°. Illustrierte Original-Halbleinwand.
br. Dal concetto di «sventura», di «de-creazione», di vuoto interiore e dalla sperimentazione, in fabbrica, dell'orrore e del disgusto verso il potere «schiavista» della organizzazione del lavoro, che ha precipitato l'anima nella bruttezza, alla nozione di «attesa», di «attenzione creatrice», a una dimensione che ci appare come la patria tanto desiderata, al pari di Ulisse che bruciava di nostalgia per la sua Itaca dopo essere stato esiliato in terra straniera. Il ritorno alle radici si lega, nel pensiero weiliano, a una volontà più grande: l'obbedienza alla vocazione. Una vocazione che si fa risposta ai valori di verità, di giustizia e di bellezza e che dà pienezza e senso all'esistere. (Fondazione Mario Luzi - marioluzi.it)
illustrazioni
In-8 gr. (mm. 255 x 215), tela rossa edit. (tracce d'uso, dorso restaur.), pp. (4), con 1 xilografia che raffigura una testa di cavallo e 13 tavv. in b.n. che riproducono opere di Sassu degli anni Trenta (Ciclisti - I caffè - Le ninfe - Battaglia di cavalieri - Morte di Patroclo - Solitudine..); introduz. di Luciano Anceschi. Unita 1 litografia originale, mm. 210x366, firmata dall'artista, in tirat. di 50/150. Il ns. esempl., ad personam, è ben conservato.
In-4 p., cartonato editoriale, custodia illustrata, pp. 275, con 445 illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo, così suddivise: Uomini rossi - teste e ritratti - cavalli e cavalieri - Dioscuri, argonauti e mitologici - giocatori di dadi - musici - pugili, atleti e giocolieri - donne e amanti - sacri e biblici - pastori. Catalogazione delle opere, testi e documentazione a cura di Alfredo Paglione. Tiratura di 1000 esemplari numerati. Il ns., 624, è ben conservato.
In-8, brossura, sovracoperta, pp. 12,(4), con 64 illustrazioni in bianco e nero e a colori (applicate alla pagina) nel testo e fuori testo. In buono stato (good copy).
1014259681.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
1015080197.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
18571256392Tours, Mame, 1857. Titel, 284 S., 6 Stahlstichtafeln (incl. Frontispiz). Nachtblauer Lwdbd d. Zeit (minimal fleckig, innen gut).
186432230Pesten: Rózsavölgyi és Társá PN N.G. 917 1864. Folio. Disbound. 1f. recto decorative title by Wilhelm Tatzelt of a romantic scene with a man in a boat serenading a woman in a castle tower 3-5 1 blank pp. Engraved. For voice and piano.<br/><br/>Slightly soiled. First Edition. Mona 1800. Scarce no copies located in the US or UK.<br/><br/>Karl Doppler was the brother of Franz with whom he made several concert tours before settling in Pest. While he composed a number of works including the famous "Honfi dal" 1857 Karl was better known as a conductor first at the National Theatre and then in Stuttgart. Rózsavölgyi és Társá [PN N.G. 917] unknown books
2017030479Hilversum 2017 Uitgeverij Verloren Soft cover
In-8 p., tela editoriale, pp. 231, con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
200134219(Frankfurt und Basel), Stroemfeld, 2001. 256 S. Mit zahlreichen Abbildungen. 4° (27 x 21 cm). Original-Karton.
[ARTE PERUGIA] (cm19) brossura recente -pp.8+2 bianche PRIMA EDIZIONE RARA, ottimo esemplare.[f34] Libro
Mazzotta, 1977. In-8, brossura, pp. 166. In buono stato.
br. È una sera di marzo del 1962 quando il giovane Slavich viene depositato da un taxi davanti al cancello dell'ospedale psichiatrico di Gorizia, ultimo avamposto italiano prima della cortina di ferro. Solo pochi mesi prima, nel novembre 1961, Franco Basaglia aveva vinto il concorso da direttore in quel luogo dimenticato e aveva chiamato il suo unico allievo a collaborare con lui per avere almeno un alleato in quell'ambiente ostile. Inizia così la narrazione di quei primi mesi e anni in cui prende avvio il lento e progressivo smontaggio dell'istituzione manicomiale. Le grandi imprese hanno spesso un inizio modesto, quasi minimalista, commenta Slavich nel ripercorrere passo dopo passo le piccole conquiste quotidiane, i tentativi di scardinare le logiche manicomiali, il procedere per prove ed errori, senza aver chiaro in mente fin dall'inizio dove si vuole arrivare, ma facendosi guidare da un unico obiettivo: cominciare ad aver cura degli internati. In quel deserto immobile e squallido, con la sua violenza neppure tanto dissimulata, ogni gesto irrituale, ogni piccola azione che scalfisce un po' la superficie sembra già una riforma.
brossura Il volume propone, da un lato, uno studio delle due più importanti riviste futuriste siciliane "La Balza futurista", «la prima rivista veramente futurista», stampata a Ragusa nel 1915 e "Haschisch", la voce dei futuristi fiumani che raggiunsero il comandante D'Annunzio nella Repubblica del Carnaro. Dall'altro lato c'è Marinetti e il suo rapporto con il Padre Etna che, già intravisto ai tempi del Re Baldoria, accompagnerà il figlio fino ai suoi ultimi giorni, quelli dell'Aeropoema di Gesù.
br. Il presente volume è un breve percorso saggistico intorno alla complessa opera di Paolo Volponi (1924-1994), affrontata da diverse angolazioni tematiche (la memoria, la poesia, la visione dell'arte, il paesaggio, l'apocalisse e l'utopia), e con quel giusto equilibrio fra duttilità e rigore delle metodologie critiche che cerca di restituire al lettore il gusto stesso della lettura, e di sollecitare nuove domande sul senso che oggi ha la letteratura. Il taglio a volte 'militante' dei saggi qui raccolti, ma rielaborati e aggiornati all'interno del disegno monografico, intende rilanciare la riflessione su Volponi in un orizzonte più ampio di riferimenti culturali, a testimonianza del profondo valore umano delle sue pagine, ma anche della convinzione appassionata con cui il vero scrittore oggi dovrebbe confrontarsi.
br. Nella Torino settecentesca, intorno alla corte dei Savoia compare una famiglia di origini straniere le cui tracce, sparse e frammentarie, sono state toccate soltanto incidentalmente dagli studiosi del regno sardo-piemontese. Luigi Ambel fu uno dei primi cioccolatieri di casa Savoia; al regio archivista Benedetto Ambel è legata la Mensa Isiaca del Museo Egizio; l'artigliere Carlo Emanuele Ambel realizzò la meridiana "dimenticata" di Exilles; "madama" Ambel era tra le spettatrici privilegiate al Teatro Regio; il procuratore Carlo Gaetano Ambel fu "vittima" degli ingenerosi giudizi di Roberto d'Azeglio; Giuseppe Ambel fu tra i molti torinesi che finanziarono il monumento al conte di Cavour. La loro presenza nel capoluogo subalpino, finora "silenziosa", non fu mai insignificante, e ognuno dei suoi membri attraversò e rappresentò i mutamenti sociali e culturali del suo tempo.
ill., br. L'incredibile vita di W.E.B. Du Bois, il più importante attivista per i diritti dei neri della prima metà del Novecento. Amico di Chrus?ëv e Mao, grande sociologo, storico, scrittore e pubblicista, primo afroamericano a laurearsi a Berlino e ad Harvard. Un uomo straordinario quanto sottovalutato in Occidente e negli Stati Uniti, dove fu perseguitato per le sue simpatie comuniste. Nella sua lunga e intensissima esistenza - morì a 93 anni in Africa nel pieno delle sue attività - ha creato diverse organizzazioni che gli sono sopravvissute. Da alcuni anni, soprattutto negli Usa, è in atto un meritorio lavoro di riscoperta e valorizzazione del suo pensiero e delle sue opere.
ril. Dacci oggi il terrore quotidiano. Il terrore che è il rovescio della democrazia, il suo doppio segreto e insostituibile, il suo miglior nemico. Perché nulla come il terrore genera asserti politici, suscita desideri, costruisce identità e immaginario. Guerriglieri, folli isolati e fanatici religiosi; regimi autoritari che praticano la violenza di Stato e regimi democratici che ordinano bombardamenti o torture; aerei dirottati, camion dirottati, spari all'impazzata nei luoghi pubblici: sono il metronomo del presente, la mitologia giornaliera di una specie che si nutre di simboli come quella umana. Eppure nessuno si definisce terrorista: il terrorismo è sempre la violenza dell'altro. Eppure nessuna definizione permette di carpire la natura del terrore, perché non bastano la morte o la paura a distinguerlo da altre forme di violenza, e non basta il suo intento prettamente comunicativo, se è vero che in ogni violenza politica la vittima è il messaggio. Al centro del terrore c'è un vuoto, pronto a ricevere da noi impotenza e paura, violenza e desiderio, per restituire immaginario, identità e fantasmi. In una parola: mito. La letteratura cala i personaggi in quel vuoto. Non spiega cos'è o come funziona: ci mostra cosa succede ad abitarlo. Non chiarisce com'è fatto il terrore ma ci permette di profanare la sua sacralità, di farne esperienza lasciandoci indossare i panni del mostro. È quello che fanno gli autori attorno a cui si snoda "All'ordine del giorno" è il terrore, da Artaud a Ballard, da Dostoevskij a Updike, da Sade a Ellroy. Attraverso i loro testi, Daniele Giglioli decostruisce la più potente macchina narrativa contemporanea, mostrando come tra i suoi fumi sulfurei si celi l'impotenza del soggetto moderno, la fragilità dei nessi sociali, l'estromissione dell'individuo dalla sfera pubblica. Il terrorista è uno di noi: uno spettatore, un escluso. Questo sembra dirci il killer per caso, l'emarginato Oswald in "Libra" di Don DeLillo, finalmente inquadrato dalla telecamera nel momento della morte: «Requisito nel cielo senza atmosfera della gloria mediatica, il suo quarto d'ora di celebrità durerà in eterno».