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brossura Si spazia da saggi di carattere storico, a firma di studiosi della materia, a testimonianze provenienti dal fronte creativo: di artisti che guardano alle possibili implicazioni della propria ricerca con il mondo della musica, anche sotto l'aspetto procedurale, e di compositori che si ispirano o cercano di ipotizzare contaminazioni tra il linguaggio dei suoni e quello dei colori e delle forme. Corrispondenze, scambi, ibridazioni: queste le direttrici principali di un dialogo che ha conosciuto, dalla fine del XIX secolo a oggi, molteplici linee di sviluppo. Dall'età simbolista alla stagione delle avanguardie storiche, dai fermenti novatori degli anni Sessanta e Settanta fino alle manifestazioni più recenti delle due discipline, musica e arti visive non hanno mai cessato di scrutarsi, confrontarsi, influenzarsi. Una relazione tormentata ed entusiasmante, di cui questo libro tenta di dar conto con la vivacità di un'esperienza vissuta.
ill., br. Cantore di Praga e poeta nazionale del popolo ceco, Jaroslav Seifert (1901-1986) ha svolto un ruolo di primissimo piano nel panorama letterario europeo del Novecento. I suoi versi, qui accompagnati dagli scatti di Francesco Jappelli, fanno rivivere una Praga di altri tempi fatta di strade e piazze, palazzi e scuole, chiese e cimiteri perlopiù lontani dai circuiti del turismo e pressoché sconosciuti al normale visitatore. "Gli scorci di città in bianco e nero", scrive Dario Massini nel suo testo introduttivo, "quasi sempre senza figure, senza elementi che possano definirne il tempo, sono il giusto contrappunto alle parole di Seifert e così come il poeta trasforma la materia reale del ricordo in una invenzione artistica, così lo sguardo del fotografo trasforma un angolo reale di una città a noi contemporanea in un'astrazione che, in una sorta di finzione artistica, ci riporta indietro di decenni".
In-4 gr., tela editoriale, sovracoperta, pp. 10 nn. e 72 tavole a colori che riproducono l'opera di Luigi Curti: sono disegni e pastelli dedicati soprattutto a Milano e a composizioni floreali. Tiratura di 1000 esemplari numerati. In buono stato (good copy).
br. Paolo Albani racconta Carlo Dossi in una veste particolare, ovvero quella di attento studioso dei mattòidi di lombrosiana memoria: persone "normalissime" (si fa per dire), salvo che per un'ossessiva fantasia, spesso di tipo scientifico, un chiodo mentale che li angustia. Questa forse è la ragione per cui il «mattòide» ispira una certa simpatia, perché in fin dei conti tutti, più o meno, abbiamo nell'appartamento della nostra intelligenza, come dice Dossi, una stanzetta sottosopra, con i mobili disposti in modo caotico. Completa il libro, in appendice, una piccola antologia di esperienze farneticanti e visionarie di alcuni "mattòidi" italiani.
br. Dal febbraio al luglio del 2020, Slavoj ?i?ek ha seguito giorno per giorno l'inedita crisi pandemica, che ha radicalmente modificato l'esistenza degli individui, i rapporti fra popolo e Stato, le relazioni internazionali: risultato, uno straordinario diario filosofico-politico che, pubblicato in e-book in edizioni successivamente aggiornate e in esclusiva mondiale per Ponte alle Grazie, ha avvinto migliaia di lettori grazie all'originalità e la radicalità dello sguardo. Pubblicato ora in edizione completa su carta, "Virus" è un libro imperdibile per chi, oltre alla tragica cronaca e all'informazione scientifica, avverta il bisogno di un interpretazione più ampia e lungimirante, diretta ai futuri mondi che, forse in maniera effimera, sono parsi possibili durante la pandemia; un'interpretazione - il lettore lo vedrà - non priva di ottimismo.
ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
ril. Nel descrivere l'evoluzione sostenibile della realtà nel futuro il trattato prospetta per l'essere umano il percorso razionale indispensabile al fine di evitare il trend degenerativo attualmente in atto foriero della estinzione umana entro la fine del terzo millennio con il verificarsi di una conclusiva crisi biotica globale dagli effetti che porteranno alla riconfigurazione del nostro quadro ambientale, seppure generata da cause diverse per la prima volta determinate dall'azione di una specie vivente sul pianeta. La spirale degenerativa attualmente in atto difficilmente reversibile, viene sottovalutata non tanto dal mondo della scienza quanto piuttosto dal quadro sociale cosiddetto culturale ed istituzionale, i quali fanno a gara nel produrre enunciazioni di adeguamento della produzione energetica con grande sfoggio di inconcretezza. La riconversione energetica non si risolve con il risparmio sui consumi o il passaggio alle fonti alternative ma attraverso una ristrutturazione di tutto l'habitat umano, inclusivo del controllo sulle nascite, attualmente nemmeno prevedibile dell'organismo politico alle prese con le conseguenze degli squilibri economici sociali penalizzanti lo status esistenziale delle fasce deboli della società. Tutto ciò nella sottovalutazione di un popolino "gudurione finché ce n'è" , colpevolmente artefice. Perché, la natura insegna che in questa realtà dell'universo tangibile l'organizzazione sociale non costituisce alcuno scarico di responsabilità per le soggettività che la compongono nell'espletamento del cosiddetto "delimitato arbitrio".
ill., br. Virginia bocca sporca d'inchiostro. Virginia ginocchia spigolose sotto la lampada e sigaretta nel bocchino. Virginia madonna beffarda e regina di Bloomsbury. Virginia che danza attorno a Vanessa come una libellula attorno a una ninfea. Virginia che prega Léonard di fermare l'automobile all'incrocio del negozio di antiquariato. Virginia su uno sgabello a conversare di Proust con un libraio parigino. Virginia su una poltrona sfondata alla Hogarth Press. Virginia umbratile e crepuscolare, Virginia depressa, Virginia spassosa, Virginia corrente d'acqua adamantina. Virginia creatura completamente poetica. "Virginia Woolf e i suoi contemporanei" è un'antologia di confessioni, corrispondenze, racconti e brevi interviste raccolte nella crepa fra bellezza e realtà - là dove Virginia Woolf, protesa dal verso poetico, afferrava brandelli di vita quotidiana per trasformarli in prosa. È un florilegio di memorie promiscue, ventisette in tutto - dal «buon vecchio» T.S. Eliot all'Orlando/Vita Sackville-West, dai fratelli Lehmann a E.M. Forster e Christopher Isherwood, alla nipote Angelica o all'amica Barbara - che ricompongono il fiero profilo aquilino, quasi ascetico, di una Virginia squisita e claustrale; la prepotente sensualità del suo genio; la violenza critica della sua lingua; l'impertinenza vorace della sua curiosità. Perché attraverso la voce degli altri riemerga dal fondo di un fiume nei pressi di Rodmell la sua, bassa e gutturale come un vecchio velluto rosso. La nuova edizione di Virginia Woolfe i suoi contemporanei curata da Liliana Rampello è un tributo umano a questa visionaria sperimentatrice, in guerra con il mondo ma del mondo profondamente entusiasta, per ricostruire l'intima stanza che Virginia reclamava tutta per sé. Una stanza in cui alla scienza del lutto si sostituisce una disperata "joie de vivre" e in cui l'atto della scrittura si trasforma nel tentativo di catturare la vita stessa.
br. Winifred Holtby, giovane letterata inglese d'inizio Novecento, è stata la prima a narrare l'opera e la poetica di Virginia Woolf negli anni in cui la sua influenza culturale era già molto forte. Edita nel 1932, questa elegante biografia letteraria intervenne nell'acceso dibattito sul modernismo, bilanciando lucidità analitica e passione. Nel commentare la saggistica e la narrativa di Virginia Woolf, Holtby non esita a evidenziare i limiti di alcune sue scelte tematiche, senza che questo riduca la sincera ammirazione per la scrittrice e per la sua straordinaria capacità di trarre energia creativa dai semplici avvenimenti della vita quotidiana. Un saggio limpido e prezioso, grazie anche alla presenza di alcune testimonianze dirette, che restituisce intatta la dimensione letteraria di una grande autrice, collocandola nell'accesa battaglia ideale del suo tempo.
In-16, brossura, pp. 213,(3). Prima edizione. In buono stato (good copy).
In-8 gr., bross., sovracoperta, pp. 99,(5). Elegante edizione in tiratura di 275 esemplari numerati, su carta della Miliani di Fabriano. Il carattere usato è il "Paganini" - disegnato da Raffaello Bertieri. Dedica autografa dello stampatore. Bell'esemplare con barbe, intonso.
In-folio, tela moderna, conserv. cop. orig., pp. 67 con ill. a col. e in b.n. nel t. e 8 tavv. a col. su cartoncino + 2 xilografie. Numero Speciale dell'Illustrazione Italiana. Ben conservato.
br. Tradotto nel problema del messianismo, la questione che poniamo in questo libro è di sapere se esista un legame tra la violenza (la guerra) e la venuta del Messia (della giustizia, della democrazia, dell'ordine, della pace). In questa prospettiva, di quanta violenza c'è bisogno? E quali figure di violenza sono in grado di condurvi? È possibile l'agire messianico? È necessario agire violentemente perché giunga una nuova epoca? Si tratta dunque di cercare l'agire che, d'urgenza, conduca all'altro e ne sia pertanto l'attesa. A tal riguardo, la filosofia come prassi è già un agire politico che possiede un potenziale messianico o rivoluzionario. Ci coinvolge, poiché essa cerca di associare e includere tutti, cerca di fare entrare in un divenire attivo, o, il che è lo stesso, di far sì che nessuno rimanga passivo. Essa dimostra l'urgenza di costruire, al più presto, una città giusta. Solo ad essa, la possibilità che sopraggiunga una nuova epoca storica ci fornisce una ragione sufficiente per continuare a leggere e a fare filosofia. L'avvenire della prima è inseparabile dall'avvenire della seconda.
In-8 (cm. 23.40), brossura, sovracoperta di Giuseppe Galli con ritratto a colori di Tommaso Landolfi (Beppe Bongi, 1945), pp. 310, (2). Prima edizione. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 439: “Unico libro di poesie pubblicato dall’Autore in una collana di Saggi. Abbastanza raro e ricercato.” Tracce di polvere e minime abrasioni ai tagli anteriori, sempre alla sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori, conservata la fascetta editoriale. Disponibile il N. 45 - Décembre 1975 - "Panorama 75**". “Les grandes expositions dans les Musées et dans les Galeries en France et à l’Etranger - Le Réel imaginaire: de la rue a l’espace”, pp. 153,(19), con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 2 belle litografie originali a colori di: MAN RAY e MATTA. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori, conservata la fascetta editoriale. Disponibile il N. 44 - Juin 1975 - "Panorama 75*". “Les grandes expositions dans les Musées et dans les Galeries en France et à l’Etranger - Le Réel imaginaire: du corps aà l’objet”, pp. 183,(9), con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t., 1 bella serigrafia a due colori (nero e rosso), a doppia pagina, di Velickovic e 2 litografie originali a colori di Baj e James Rosenquist. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori (copertina di Sonia Delaunay). Disponibile il N. 36 - Juin 1971 - "Panorama 71*". “Henry Moore a forte dei Marmi (par G.C. Argan). Les grandes expositions dans les Musées et dans les Galeries en France et à l’Etranger”, pp. 165,(11), con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 1 bella litografia originale a colori di HENRY MOORE. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori. Disponibile il N. 33 - Décembre 1969 - "Panorama 69**". “Les grandes expositions dans les Musées et dans les Galeries en France et à l’Etranger”, pp. 141,(43), con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 2 belle litografie originali a colori di: ESTEVE e CAPOGROSSI (a doppia pagina). Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori. Disponibile il N. 32 - Juin 1969 - "Panorama 69". “Les grandes expositions dans les Musées et dans les Galeries en France et à l’Etranger”, pp. 156, con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 2 belle litografie a colori di: ANDRE' MASSON e SONIA DELAUNAY. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori. Disponibile il N. 30 - Juin 1968 - "Panorama 68". “Dans les Musées de France et de l’Etranger - Dans les Galeries”, pp. 128,(26), con una ricchiss. documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 2 belle litografie originali a colori di: MARINO MARINI (a doppia pagina) ed ESTEVE. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
In-4 p., cartonato edit. illustr. a colori. Disponibile il N. 28 - Juin 1967 - "Bilan de l’art abstrait dans le monde", pp. 140,(16), con una ricchissima documentaz. iconografica a colori e in b.n. nel t. e in tavv. f.t. e con 2 belle litografie originali a colori di: JOAN MIRO’ (più volte ripieg.) e MARINO MARINI. Celebre e importante rivista dedicata all'arte moderna con testi dei maggiori critici internazionali. Esempl. ben conservato.
br. Cosa significa rispondere della grazia di esistere? Forse, lasciarsi sorprendere da un dono che eccede ogni spiegazione, e tentare una commossa, inquieta, libera sintonia con esso. Questo libro mette a fuoco e interroga gli speciali vincoli di gratuità che segnano il prodigio e il compito di stare al mondo. Chiedono a noi, così presi dall'utile e dal funzionale, di saper riscoprire il mistero che ci consegna allo scenario cosmico, agli altri, a noi stessi. Sono in gioco la fonte originaria che regge l'avventura di vivere (gratuità ontologica) e il valore senza prezzo (gratuità assiologica) della corrente di generosità che ci affascina e sollecita nel richiamo del bello, del vero, del giusto, del solidale. Mai come oggi, crollate tante presunzioni di padronanza, avvertiamo la dipendenza dall'indisponibile; ma proprio nel cuore di essa sembra configurarsi un accogliere che chiama ad accogliere. Come se la provocazione del bene fosse la meraviglia che sempre orienta la nostra finitezza. La gratuità, infatti, non si lascia ridurre a una dimensione vaga, ornamentale, illusoria. Potrebbe, invece, rivelarsi l'affare vertiginoso che riguarda ciascuno e tutti: il respiro prezioso della nostra libertà, la festa che attrae la nostra domanda di senso, il motivo per cui ci strazia e invoca cura lo sterminato dolore del mondo. Esplorando temi come la gettatezza esistenziale e l'intrigo della responsabilità, il timore di Dio e lo spirito laico, l'etica del finito e l'idea di trascendenza, dialogando con autori quali Nietzsche, Levinas, Ricoeur, Apel, l'autore prova a tracciare sentieri di filosofia del gratuito, evidenziando, in pari tempo, l'ispirazione gratuita che anima la stessa passione filosofica.
br. Cosa significa rispondere della grazia di esistere? Forse, lasciarsi sorprendere da un dono che eccede ogni spiegazione, e tentare una commossa, inquieta, libera sintonia con esso. Questo libro mette a fuoco e interroga gli speciali vincoli di gratuità che segnano il prodigio e il compito di stare al mondo. Chiedono a noi, così presi dall'utile e dal funzionale, di saper riscoprire il mistero che ci consegna allo scenario cosmico, agli altri, a noi stessi. Sono in gioco la fonte originaria che regge l'avventura di vivere (gratuità ontologica) e il valore senza prezzo (gratuità assiologica) della corrente di generosità che ci affascina e sollecita nel richiamo del bello, del vero, del giusto, del solidale. Mai come oggi, crollate tante presunzioni di padronanza, avvertiamo la dipendenza dall'indisponibile; ma proprio nel cuore di essa sembra configurarsi un accogliere che chiama ad accogliere. Come se la provocazione del bene fosse la meraviglia che sempre orienta la nostra finitezza. La gratuità, infatti, non si lascia ridurre a una dimensione vaga, ornamentale, illusoria. Potrebbe, invece, rivelarsi l'affare vertiginoso che riguarda ciascuno e tutti: il respiro prezioso della nostra libertà, la festa che attrae la nostra domanda di senso, il motivo per cui ci strazia e invoca cura lo sterminato dolore del mondo. Esplorando temi come la gettatezza esistenziale e l'intrigo della responsabilità, il timore di Dio e lo spirito laico, l'etica del finito e l'idea di trascendenza, dialogando con autori quali Nietzsche, Levinas, Ricoeur, Apel, l'autore prova a tracciare sentieri di filosofia del gratuito, evidenziando, in pari tempo, l'ispirazione gratuita che anima la stessa passione filosofica.