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Rizzoli, 1980. In-8, brossura, pp. 211. In ottimo stato.
8°. VIII, 128 SS. Grün Glanzpapier-Umschl. d. Zt., dreiseit. Goldschnitt. Ohne Heft I (Heidelberger Lyceums-Stipendien, Teil I). - Inhalt Heft II: Heidelberger Lyceums-Stipendien, Preise und Stiftungen, Teil II - Heidelberger Universitäts-Stipendien - Anderweitige Universitäts-Stipendien - Anhang - Register zu beiden Heften. - Tit. etw. stärker, sonst nur vereinzelt leicht stockfleckig. S. I-VI mit Prägestempel. Vorderbl. d. Orig.-Umschl. mit hinterleg. Einriss. Bindung gelockert. Rücken mit Papierstreifen verstärkt. Geschichte, Wirtschaft, Bildungswesen 19. Jahrhundert, Studenten, Schüler, Finanzen, Süddeutschland, Baden Bücher Deutsch
Kl.-8°. Gest. Frontispiz (H. Schmidt), 5 Bll., 208 SS., 6 Zwischenbll. mit gest. Vign. Dkl.blau Orig.-Pp. mit Deckel- und Rverg., dreiseit. Goldschnitt. Killy, Bd. 11, S. 371; vgl. Goed. V, 455. - An Kant und Schiller oreintiertes Lehrgedicht über Gott, Unsterblichkeit und Freiheit, zuerst erschienen 1800 (vgl. Killy, a.a.O.). - Durchgehend leicht stockfleckig. Einbd. leicht berieben und bestoßen. SW: Literatur 18./19. Jahrhundert, Aufklärung, Empfindsamkeit, illustrierte Ausgabe vor 1850 Bücher Deutsch
br. Se «la costellazione Occidente» nasce dal contaminarsi, scontrarsi e comporsi di varie culture, hanno un particolare rilievo in questo processo la civiltà greca e quella giudaica. La visione che i Greci ebbero del mondo - di cui è emblema la vicenda di Edipo - viene qui designata «metafisica del tragico»: di fronte a una natura violenta e crudele, l'uomo è posto nel gioco spietato della vita e della morte e non può che far fronte al suo destino. Cifra del pensiero giudaico - esemplificato nelle figure di Giobbe e Qoèlet - è invece la «teologia del patto», la cui specificità è l'unico Dio con il quale Israele ha stipulato un'alleanza per sempre che richiede l'osservanza della Legge. Natoli confronta uomo tragico e uomo biblico facendone emergere il tratto comune: la consapevolezza della finitudine umana a fronte dell'indomabile.
In folio (mm. 463x320), astuccio e custodia in cartonato editoriale contenente, a fogli sciolti: 4 cc.nn. (frontespizio e lirica “Uomo del mio tempo” con firma autografa di Salvatore Quasimodo), 9 incisioni, numerate e firmate, di Giuseppe Ajmone - Gastone Breddo - Domenico Cantatore - Giuseppe Capogrossi - Franco Gentilini - Virgilio Guidi - Bruno Saetti - Aligi Sassu - Renzo Sommaruga - precedute da 1 carta con il nome dell’artista a stampa. Pregiata edizione per le bellissime illustrazioni: sono acqueforti tirate con i torchi della Calcografia Nazionale di Roma Linoleum; i testi sono stati impressi dalla Stamperia Valdonega di Verona; carta a mano dei Fratelli Magnani di Pescia. Tiratura di complessivi 170 esemplari. Il ns., n. 70, fa parte dei 150 numerati da 1 a 150 ed è in ottimo stato.
Sellerio, 1980. In-8, brossura, pp. XVII,102. In buono stato.
br. "Munthe aveva studiato medicina, aveva osservato ed amato la natura da vicino, le piante nelle foreste e nei giardini della sua infanzia, ed ancor più intensamente aveva osservato con affetto ed accuratissima attenzione le abitudini degli animali, non escludendo quelle degli esseri umani. Al di là dell'occhio scientifico, che opera con distacco ed indifferenza, in lui scopriamo una calda passione per il potere dell'uomo sull'uomo. Ritroviamo la 'mistica potenza' inseguita, ambita, agognata in certi casi, in quasi tutti questi suoi deliziosi racconti. Egli cerca, fruga negli anfratti dell'esistere umano per respirare questa misteriosa forza: nelle vie dei quartieri poveri di Parigi, dietro Le Jardin des Plantes, a Montparnasse, nella malattia dei suoi stessi pazienti, nella luce di Napoli, sul golfo che ospita l'isola-sfinge, la sua adorata Capri. (...)". (Dall'Introduzione di Katriona Munthe)
In-8 p., brossura, pp. 449,(7). Allo stato di nuovo.
Mondadori, 1990. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 141. Prima edizione. In buono stato
8°. XIV SS., 1 Bl., 629 SS., 1 Bl. Goldgepr. Orig.-Hlwd. Killy, Bd. 8, S. 189. - Gegenüber der 1. Auflage von 1941 textkritisch überarbeitet und ergänzt. - Anhang mit umfangreichen Erläuterungen, Verzeichnis der Briefempfänger, der erwähnten Gedichte und anderer Werke Mörikes und einem allgemeinen Personenverzeichnis. - Papierbedingt leicht gebräunt. S. IX und Zwischentit. vor S. 1 verso mit Leimspur. Vorder- und Rückdeckel etw. lichtrandig. Rücken leicht gebräunt und etw. bestoßen. Insges. gutes Exemplar. SW: Literatur 19. Jahrhundert, Dokumente, Lebenszeugnisse, Sekundäliteratur, Biographie, Ausgabe 20. Jahrhundert, Drittes Reich Bücher Deutsch
XV,178 S., Fraktur. Halbleinwand der Zeit mit montiertem Rückenschildchen. Einband leicht berieben, Buchblock minimal leseschief, papierbedingt an den Rändern etwas gebräunt, S. 119 mit Fleck im Textbereich (aber alles noch gut lesbar), sonst gut erhalten. Der Verfasser war ehemaliger Legionär.Mit einem Vorwort von J.F. Hartmann (Herausgeber). - 1. Abteilung: Im Etappenlande. Federzeichnungen aus Algerien. 2. Abteilung: Auf dem Kriegspfad gegen die Amazonen. Vierzig Tage an der Sklavenküste.
143 (4) S. Original Karton. Original Umschlag mit Deckeltitel, Kopfgoldschnitt. Umschlag an den Falzen stellenweise eingerissen, Vorsätze etwas fleckig, Bindung minimal gelockert, sonst gut erhalten. Mit einem Frontispiz. Enthält Gedichte/Lieder (ohne Noten, nur Text) von Alexis Adolphi, Maurice von Stern, Woldemar Huhn, Leocadie von Freytag-LoringhovenCarl Hunnius und anderen.
br. Un italiano su mille: era più o meno questa la proporzione di ebrei nella popolazione del nostro paese quanto nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali, con le quali lo stato fascista si dichiarava ufficialmente antisemita e dava inizio alla vergognosa persecuzione razzista. Fino a quel momento, tuttavia, ebrei e fascisti avevano convissuto, in un singolare miscuglio di benevolenza e tradimento, persecuzione e aiuto. Per raccontare l'esperienza degli ebrei nel momento più tragico della nostra storia, Alexander Stille ha seguito il destino di cinque famiglie, diverse per origine e ceto, ma anche nel loro atteggiamento verso il regime. Gli Ovazza di Torino avevano prosperato sotto Mussolini, tanto che il patriarca della famiglia aveva guadagnato un ruolo di spicco nel partito. I Foa, anche loro torinesi, avevano un figlio fervente antifascista e l'altro iscritto al fascio. I Di Veroli di Roma hanno lottato disperatamente per sopravvivere nel ghetto. A Genova i Teglio, in particolare Massimo, e i Pacifici hanno collaborato con la chiesa cattolica per salvare centinaia di ebrei. Gli Schönheit di Ferrara vennero spediti a Buchenwald e Ravensbrück dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi. "Uno su mille", pubblicato per la prima volta nel 1991, è il frutto di una paziente ricostruzione storica, ma anche di una serie di conversazioni con diversi protagonisti e testimoni di quegli eventi terribili.
ill., ril. Un italiano su mille: era più o meno questa la proporzione di ebrei nella popolazione del nostro paese quando nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali, con le quali lo stato fascista si dichiarava ufficialmente antisemita e dava inizio alla vergognosa persecuzione razzista. Fino a quel momento, tuttavia, ebrei e fascisti avevano convissuto, in un singolare miscuglio di benevolenza e tradimento, persecuzione e aiuto. Per raccontare l'esperienza degli ebrei nel momento più tragico della nostra storia, Alexander Stille ha seguito il destino di cinque famiglie, diverse per origine e ceto, ma anche nel loro atteggiamento verso il regime. Gli Ovazza di Torino avevano prosperato sotto Mussolini, tanto che il patriarca della famiglia aveva guadagnato un ruolo di spicco nel partito. I Foa, anche loro torinesi, avevano un figlio fervente antifascista e l'altro iscritto al fascio. I Di Veroli di Roma hanno lottato disperatamente per sopravvivere nel ghetto. A Genova i Teglio, in particolare Massimo, e i Pacifici hanno collaborato con la chiesa cattolica per salvare centinaia di ebrei. Gli Schönheit di Ferrara vennero spediti a Buchenwald e Ravensbrück dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi. Uno su mille, pubblicato per la prima volta nel 1991, è il frutto di una paziente ricostruzione storica, ma anche di una serie di conversazioni con diversi protagonisti e testimoni di quegli eventi terribili.
br. Nelle moderne società occidentali moltissime risorse intellettuali, tecnico-scientifiche, politiche ed economiche vengono investite ai fini di creare, applicare e far rispettare codici di condotta. Tale fissazione nei confronti di un codice da seguire si manifesta nelle recenti discussioni nel campo della morale, e risulta spesso preponderante anche in ambito politico, dove si assiste a una proliferazione indiscriminata di codici giuridicamente vincolanti, che esulano dai ragionevoli limiti di una pur indispensabile legislazione. Se è vero che i sistemi normativi rappresentano una risorsa fondamentale per il perseguimento dell'ordine socio-politico, è altrettanto vero che tali sistemi - se dilatati a dismisura e se subiti passivamente - contribuiscono a sviluppare la tendenza a delegare le proprie responsabilità a un insieme di norme da rispettare. Il presente volume intende investigare le radici profonde di tale atteggiamento riposizionando regole e norme all'interno di un contesto relazionale.
br. La scrittura letteraria di Giuseppe Pontiggia è maturata a partire dal fermento culturale legato alla rivista "il verri" di Luciano Anceschi ed è passata per un distanziamento dalle posizioni del Gruppo 63, con la definizione di uno stile di classica misura, per giungere agli originali esiti dell'ultima produzione. Il saggio entra nell'analisi dettagliata dei testi sintetizzando gli elementi principali della narrativa e dello stile pontiggiani con un linguaggio chiaro e accessibile, e mostra il valore umano e letterario di un'esperienza artistica ancora non pienamente accolta nel canone letterario contemporaneo. Ne emerge l'immagine di uno scrittore tra i più significativi del secondo Novecento, un vero maestro per chi l'ha conosciuto, un ispiratore per chi lo affronterà domani.
br. Due giovani donne di origine ebraica, l'olandese Etty Hillesum e la francese Simone Weil, sono giunte entrambe alla fine della loro breve vita nel 1943: la prima nel campo di concentramento di Auschwitz, la seconda in Inghilterra, sfinita dalla malattia e dagli stenti, mentre era impegnata nella Resistenza. I loro scritti, tanto nutriti della tradizione spirituale quanto assolutamente originali, si sono rivelati tra i contributi più alti del pensiero contemporaneo, soprattutto su quel problema del male che - da sempre costituisce l'oggetto principale della riflessione umana. Così diverse eppure così consonanti nell'essenziale, le voci ancora attuali di Etty Hillesum e Simone Weil offrono una nuova prospettiva, uno "sguardo nuovo" sul mondo, capace di spalancare, a chi le voglia ascoltare, orizzonti nuovi.
br. L'autobiografia di Edith Wharton è il racconto della vita intensa di una donna impetuosa, segnata da un'educazione rigida, ma capace di ironizzare sull'ipocrisia che reggeva il mondo in cui era cresciuta. Una vita di amori infelici e forti amicizie - celebre il suo sodalizio con Henry James -, di viaggi spericolati e peregrinazioni per l'Europa (prima la Spagna, poi l'Italia e infine Londra e Parigi), di passione civile e impegno umanitario al fianco dei profughi e degli orfani. Un'esistenza di letture intense, dedita a una scrittura assidua e disciplinata, che la rese una narratrice affermata nonché la prima donna a vincere il Premio Pulitzer.
br. "In questo libro il personaggio che dice io non è immaginario ma reale, anche se la sua vita, che ha chiesto prepotentemente di essere raccontata in versi, a tratti è immaginata, scorciata, volontariamente travisata. Giovanni Antonelli è esistito davvero. Era un poeta, un vagabondo, un 'demente' che è stato internato in molti manicomi o carceri delle Marche (Fermo, Macerata, Ancona) e d'Italia (Napoli, Aversa, Roma). Era un anarchico, un anticlericale, un miserabile, e forse per questo il suo paese d'origine, che è anche il mio, ne ha completamente cancellato la memoria, come poeta e come uomo".
Libreria Feltrinelli, 1969. In-8, brossura, pp. 92-(4). In buono stato (good copy).
This is an about very good hardcover copy in the original elaborately gilt decorated gray boards with light wear. One small scrape on the edge of the spine. Spine tips have some wear. Completely clean inside and very clean outside. Text in German. Illustrated throughout in black & white with photographs of Zurich architecture and floor plans, ca. 1914. Photos unnumbered but about 100 photographic plates. 12" high X 9" wide, 208 pages. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
cm. 17 x 24, vi-290 pp. Pubblicazioni dell'Universit? di Ferrara 520 gr. vi-290 p.
cm. 17,5 x 24,5, due tomi di xxiv-800 pp. con 26 ill. f.t. Rilegati in cofanetto. Storia delle universit? italiane L?Universit? degli Studi di Firenze, nata nel 1924 dalla trasformazione dell?Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento, ha vissuto in ottant?anni di attivit? una crescita prodigiosa. Le quattro Facolt? del 1924 sono divenute dodici alla svolta del nuovo secolo, con settanta Dipartimenti e dieci Centri di eccellenza che la qualificano al massimo livello della ricerca sia sul versante scientifico e tecnologico che su quello umanistico, collocandola ai vertici del sistema universitario europeo. The University of Florence, formed in 1924 as a result of the reorganization of the Institute of Higher Education (?Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento?), has undergone extraordinary growth in the eighty years of its existence. The four initial faculties have become twelve by the turn of the century, comprising seventy Departments and ten Specialisation centres. The level of excellence they have achieved in the Humanities as well as in Sciences and Technology rank the University of Florence among the most renowned institutions of learning in the European university system. 2374 gr. xxiv-800 p.
br. Tre aggettivi (universale, plurale, comune) compongono il titolo di questo libro a indicare le direttrici del suo discorso. Tre prospettive oggi culturalmente e speculativamente rilevanti, che delimitano lo spazio di complesse problematiche e di importanti questioni sociali. Tre qualificazioni che stanno tra loro non come una neutra sequenza descrittiva, ma come espressione di opposizioni e composizioni dialettiche. Il volume si articola in otto capitoli che, due a due, ne tracciano i percorsi secondo aree o strati significativi: secolarizzazione e laicità; universalismo, contestualismo, interculturalismo; legame sociale e globalizzazione; comunanza, comunità, bene comune; alla ricerca di una possibile prospettiva socio-politica nell'età della crisi totale degli universali accomunanti e dell'emergenza delle differenze autoreferenziali. Risalire alla secolarizzazione dell'universale cristiano e all'invenzione dei grandi universali moderni, sino alla loro smentita nel radicalismo nichilista, significa cercare l'origine del processo epocale in atto, che si rifrange nei problemi del pluralismo socio-politico e del multiculturalismo, del legame sociale e della globalizzazione, ma che permette anche di interrogarsi se una certa idea comunitaria, in quanto sintesi concreta di universalità e di particolarità, non possa riaprire la prospettiva antropologica e politica.
br. Il punto di partenza di questo studio è stato la rilettura critica delle classiche storie d'Italia dell'Ottocento e del Novecento che uno sguardo frettoloso sarebbe indotto a considerare obsolete e anacronistiche. Proprio questa rilettura critica ci consente di riconsiderare il valore della nostra Unità nazionale. Di andare oltre le dicotomie unità/pluralismo; oltre gli stereotipi contrapposti della "felice unione" o del "Mezzogiorno colonia del Settentrione"; oltre la rappresentazione delle anacronistiche occasioni mancate dell'Unità; oltre l'immagine del percorso deviato, dell'eccezione rispetto ai modelli europei, dell'anomalia, tesi ricorrenti nelle letture della storia d'Italia diffuse fuori d'Italia; oltre la moda della "storia mondiale" dell'Italia. La via da battere è invece quella di un ricostruito equilibrio fra tradizione e innovazione storiografica, di una valorizzazione del particolarismo come fattore di identità storica del Paese, una "nazione multinazionale" - l'espressione è di Giuseppe Galasso - capace di contribuire, nelle fasi diverse di una ricchissima vicenda storica, allo sviluppo della civiltà europea.