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brossura
br. "È tempo di tornare a pensare e discutere le vicende dell'Italia repubblicana alla luce dei venticinque anni trascorsi dalla conclusione di quella che, giornalisticamente e poi anche storiograficamente, si è stabilito di chiamare "Prima repubblica". Un autentico vaso di Pandora si è aperto tra il 1992 e il 1994, un periodo di intensità travolgente, che si inscrive di diritto nella storia del nostro Stato-nazione quale passaggio epocale, di drammatica e profonda cesura, analogo al più noto "biennio rosso" (1919- 1921) per la dirompenza dei suoi effetti sulla tenuta dell'intero sistema politico-istituzionale. Molti mali sono fuoriusciti dalla rottura di quel vaso. Beninteso, mali in gran parte nati e cresciuti nel ventre di quello stesso sistema politico sorto nel secondo dopoguerra. A venticinque anni di distanza da un tale spartiacque della nostra storia nazionale resta il dubbio se a quei mali siano stati posti rimedi adeguati, oppure se si sia al danno aggiunta pure la beffa." (dall'introduzione di Danilo Breschi)
In-8 p., brossura orig., pp. 31. Trascrizione di tre sintesi teatrali autografe di Marinetti (due delle quali quasi certamente inedite): “Il contratto - Due persone d’accordo - Travaso d’anime”. Tiratura limitata di 55 esemplari numerati. Il ns., 35, è allo stato di nuovo.
br. Di Jean Paul - pseudonimo di Johann Paul Friedrich Richter (1763-1825), tra i protagonisti della stagione romantica in Germania - sono qui tradotti la Lamentazione di Sheakespeare morto... in cui si proclama che non vi è Dio alcuno, il Discorso del Cristo morto..., sogno nel sogno, testi la cui eco tra '800 e '900 è stata enorme, sia in campo letterario che filosofico e teologico. In essi era contenuta la prima angosciante testimonianza - Dio è morto ed assente - che annuncia il nichilismo come anima profonda della modernità. Rileggere oggi questi testi aiuta non solo a capire la situazione spirituale del nostro tempo, ma anche a scoprire che in quel primo annuncio v'erano i bagliori di una nuova esperienza religiosa. Adriano Fabris ricostruisce il contesto in cui apparvero questi scritti, illustrandone le caratteristiche filosofiche e letterarie.
brossura Il ritorno con la memoria a tre significativi momenti della giovinezza: il soggiorno in Versilia nella villa di Gabriele D'Annunzio con una pasta al sugo mai vista né assaggiata prima; l'amicizia con Tommaso Salvini, celebre attore di teatro arrivato al crepuscolo della carriera, e insieme il rapporto con uno zio austero e distaccato; un ricordo di Italo Svevo e di un suo fortunato affare con l'Ammiragliato britannico.
In-16 gr., cartonato editoriale (lievi macchie), pp. 83, con alc. disegni dell’artista, f.t. Testo ben conservato.
cm. 17 x 24, xviii-318 pp. Opuscoli accademici 660 gr. xviii-318 p.
Alessandro Dumas Tre moschettieri . , Bietti 1900, Dorso: con impressioni in oro. Taglio: ingiallito. Margini delle pagine: con macchie, ingialliti. Sguardi: ingialliti. Copertina: cartonata. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Legatura: a filo refe. Copertina scolorita lievemente,pagine del testo con fioriture Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
br. Tre giorni, tre punti di svolta in cui simbolicamente si compendia la storia politica italiana del Novecento: il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma, il 18 aprile 1948 con la vittoria della Democrazia cristiana sul Fronte delle sinistre; il 27 marzo 1994 con la sorprendente vittoria elettorale di Silvio Berlusconi e della sua inedita alleanza col Msi e la Lega. Con l'intelligenza tagliente che gli è propria, Galli della Loggia rilegge questi tre momenti individuando il perché di quelle svolte, e redistribuendo volta per volta in maniera non scontata meriti e responsabilità. Così per l'avvento del fascismo, in cui Galli riconosce anche il peso determinante della politica miope e fallimentare della sinistra; così per la vittoria del 1948, che segna la fine della transizione postbellica alla democrazia, con l'emersione maggioritaria di una parte di paese stanco di troppa storia e troppa politica; così infine per la vittoria di Berlusconi, che nell'agonia della Prima Repubblica trae profitto dalle aporie di una transizione affidata alla via giudiziaria di Mani pulite per diventare, pur con tutte le anomalie della sua personale posizione e anzi grazie a quelle, colui che sblocca il sistema politico italiano realizzando il bipolarismo.
ill., br. Fu nel 1943 che vidi James Joyce per la prima volta. Stava cenando con la moglie in un ristorante vicino alla stazione di Montparnasse. Io ero ancora una studentessa e Joyce uno degli idoli letterari della mia generazione. Affascinata, osservavo quell'uomo magro e slanciato a cui il cameriere prodigava le attenzioni riservate alle celebrità.
In-16 gr., brossura originale, pp. 95,(9). Prima edizione. Dedica autografa dell’A. all’occhietto. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro ben conservato.
In-24 gr. (mm. 145x75), piena pelle moderna, titolo oro al dorso, conservata copertina originale, pp. 157,(19), con le belle illustrazioni di Castellucci nel testo. "Edizione originale". Volume della piccola collezione "Margherita". Cfr. Parenti, p. 462. Intonso, ben conservato.
In-16 gr., mz. pelle coeva (lievi abras.), dorso a cordoni con fregi e tit. oro, conserv. la copertina orig. anter., pp. 357,(3). "Prima edizione". Tiratura di 50 esempl. numerati su carta mano Fabriano. Il ns., 44, con dedica autografa dell'Autore, datata Roma 9 gennaio 1928, è ben conservato.
ill., br. Grazie alla ricca documentazione archivistica posseduta dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, viene ricostruita la paradigmatica vicenda umana, politica e culturale di alcuni intellettuali italiani che vissero da protagonisti la prima metà del "secolo breve", e che intrattennero con Ugo Ojetti intensi scambi epistolari. Socialismo e sindacalismo rivoluzionario, nazionalismo e interventismo, fascismo e antifascismo, ma non in misura minore il tormentato rapporto con la "tradizione" liberal-borghese, si rincorrono e si sovrappongono perciò in maniera feconda e problematica nei differenti, a volte antitetici percorsi biografici oggetto di questo volume, senz'altro nei carteggi di Tomaso Monicelli e Roberto Forges Davanzati con Ugo Ojetti, capaci di tratteggiare al meglio quella complessa e non di rado contraddittoria "transizione" dall'estrema sinistra all'estrema destra che ha caratterizzato larghi settori della cultura e della politica italiane durante il primo novecento, fino all'avvento e al consolidarsi del regime fascista.
In-8 p., brossura (lieve mencanza al dorso), pp. 314, con alcune illustrazioni in b.n. fuori testo e 1 carta geografica più volte ripiegata.
In-16 gr., tela editoriale, sovracoperta, pp. 288,(12). Prima edizione. Poesie 1967-1969. Cfr. Gambetti // Vezzosi, p. 580. Ben conservato.
br. «Anch'io, come s'è espresso - col tramite di Corrado Avolio - nel suo incipit Enzo Papa (amico di lunga gittata), desidero aprire il mio cenno introduttivo su peso e suono di una pertinente parola. In siciliano, forse a Bronte con maggiore incisività, il termine "minuzzagghi" possiede un preciso significato: sta a indicare l'insieme di cose minute, di frantumi, tritumi, scaglie resesi ormai inutilizzabili. Saranno pure inutili, anche se per Aldo Palazzeschi, nella celebre poesia "Lasciatemi divertire", dichiara con trasporto fanciullesco che «Non è vero che non voglion dire», ma «vogliono dire qualcosa»; e qui, lungo l'asse asimmetrico dei tre sgambetti agitati da Enzo Papa tra le gambe di Sciascia, non è certo (o non soltanto) un lasciarsi cullare dall'estroversa e accattivante papiniana fantasia propria del pleomorfismo creativo di Palazzeschi, piuttosto è un calarsi nell'affermazione esplicita sul diritto all'arte (e l'arte della critica non è da meno)». (Dalla premessa di Aldo Gerbino)
br. Questo volume presenta una scelta rappresentativa dell'opera di tre originali voci poetiche dell'Europa centro-orientale: la polacca Beata Oberty?ska (1898-1980), il romeno Matei Vi?niec (n. 1956) e la bielorussa Marija Malinovskaja (n. 1994). Due autrici e un autore che hanno saputo elaborare la violenza e la sofferenza di traumi collettivi - come la seconda guerra mondiale o il totalitarismo est-europeo degli anni della Guerra Fredda - e individuali - come la violenza domestica e la malattia mentale - traendo dolorosamente linfa e alimento per la propria poesia dall'esperienza dell'indicibile.
br. Il "Trattato sul governo" di John Locke, pubblicato in Inghilterra nel 1690, costituisce un saggio sull'origine, i caratteri propri, l'estensione e i limiti del potere politico e dello Stato, un vero e proprio manifesto teorico della corrente filosofico-politica del liberalismo moderno. Questa guida rappresenta un completo e agevole testo di aiuto alla comprensione dell'opera originale.
Prof. Ortu Carboni Trattato di matematica finanziaria . , Dottor Francesco Vallardi 1916, Legatura: a filo refe. Copertina: cartonata. Margini delle pagine: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Sguardi: ingialliti, con gore. Dorso: con impressioni in oro. Taglio: ingiallito Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
br. "Osservare freddamente Dio - caldamente, lo fu già abbastanza". Per questa impresa, che è già di per sé un'empietà, Sgalambro si è scelto come invisibili protettori quei grandi teologi dimenticati, come Suárez o Melchor Cano, che sapevano trattare di Dio con cupa professionalità. Qui, come ancora in Spinoza e in Schopenhauer, Dio torna a essere il mondo nella sua profonda estraneità, nella sua avversione al soggetto, che attacca fino a ucciderlo, nella sua controfinalità.
Dott. Ernesto Bumm Trattato completo di Ostetricia. , Società Editrice Libraria 1915, Copertina: in cartoncino goffrato. Legatura: a filo refe. Taglio: ingiallito. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito lievemente. Pagine testo: ingiallite lievemente. Margini delle pagine ingialliti lievemente Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>