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Ottimo esemplare, raro reperto. Il presente fascicolo dell’elegante foglio letterario diretto da Vincenzo Morello (Rastignac) ospita in taglio centrale, che continua a pagina 2, un lungo articoli di Luigi Capuana dove declina con maggior precisione i termini del suo “sostegno esterno“ al futurismo: il settantenne scrittore e professore siciliano – amico di Marinetti dall’inizio del Novecento – già aveva pubblicamente preso le parti del movimento con una lettera aperta a G. Manzella-Frontini – pubblicata sul “Corriere di Catania” del 2 maggio 1910 con l’altisonante “Luigi Capuana futurista“ (e prontamente diffusa da Marinetti nel raro e misconosciuto comunicato stampa omonimo). -- Dalle più sobrie colonne delle “Cronache“ Capuana evidentemente sente di dover precisare i termini di questa sua ’adesione’ al movimento: partendo da una riflessione sul manifesto di fondazione (particolarmente sul punto dell’abolizione del passato e dei musei), passa poi all’analisi del verso libero e dimostra – citando ampiamente – precisa cognizione delle opere di Buzzi, Lucini, Palazzeschi e Cavacchioli. Tra gli altri contributi, “I cretesi di Euripide“ di G. Fraccaroli, “Nuova critica dannunziana [su V. Morello]“ di E. Cecchi, recensioni e notizie. Diz. Fut., p. 206b; D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 282 nota 10
Edizione originale. Uniforme brunitura, ma più che buon esemplare. Bollettino del Théâtre de l'Œuvre – il celebre teatro d'avanguardia parigino fondato da Lugné-Poë nel 1896 e che ospitò la prima dell'«Ubu roi» di A. Jarry – incentrato sulla messinscena del «Roi bombance» di Marinetti. Contiene un schizzo a colori di Paul Ranson, autore dei costumi; un'«Analyse» della tragedia di A. Mercereau e l'articolo «L'esthetique d'une tragédie» di G. Aranha. Cfr. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, 5. Raro cimelio marinettiano in ottimo stato di conservazione.
Edizione originale. Ottimo esemplare (riparazione professionale di breve lacerazione al piatto anteriore; ruggine alla pinzatura e lievi fioriture alle prime e ultime carte e al mezzo). Rarissimo numero unico satirico prodotto dall’associazione giornalisti lombardi per la festa in maschera del febbraio 1915 al teatro alla Scala. Molte vignette intercalate al testo (M. Mossa De Murtas, Coppa, Mussini. B. Gutierrez, G.B. Galizzi). Tra i collaboratori: N. Salvaneschi, S. Zambaldi, una sezione parodica di «teatro sintetico» di A. Colantuon («Auff!.... Rivista centrifuga» e «L’Oro del Reno. Rivista maligna») ornata da una bella caricatura di Crespi che ritrae Marinetti; una «Chi-tarrata carnevalesca di Arlecchino» di Enrico Cavacchioli, una filastrocca («Come si divertivano nel 1915») a firma Decio — verosimilmente Decio Cinti, traduttore e segretario di Marinetti dal 1909 al 1923. Cammarota, Futurismo, VIII.32; Milano e la sua memoria (2004), n. 3707
Prima edizione. Il celebre e longevo periodico teatrale di larga diffusione, diretto da Enrico Cavacchioli, alla fine degli anni ’20 ospita alcune sintesi di Marinetti: anno X n. 6 (giu.-lug. 1928), «L’oceano del cuore. Cinque sintesi incatenate di F.T. Marinetti con scenografie di Benedetta», con tre riproduzioni delle scenografie di Benedetta; anno XI n. 3 (mar.-apr. 1929), «Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi», con riproduzioni della rappresentazione al Teatro di Torino; anno XI-XII s.n. (dic. 1929-gen. 1930), «Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi di F.T. Marinetti», edizione illustrata da cinque splendidi disegni composti ad hoc da Bruno Munari. Salaris, Storia, p. 186a; Cammarota, Marinetti, 132, 136, 142 3 voll.
Prima edizione italiana. Ottimo esemplare. Raro così. Prima edizione italiana, data come seconda in frontespizio in omaggio al «Soggetto cinematografico» (stesso editore, collana «Documenti» 1, 1932), qui ripreso in una meritoria raccolta di tutta la produzione teorica del regista sovietico: dalla teoria del montaggio al manifesto sulle possibilità del film sonoro, passando per le note sulla centralità del regista rispetto a soggetto-attore-operatore e sui tipi e non attori. Il traduttore, Umberto Barbaro (1902-1959), dopo l’esperienza artistico-intellettuale della «Bilancia» e del «movimento immaginista», s’indirizzerà al cinema, avviando nel dopoguerra un’importante carriera da critico cinematografico. Notevolissimo il disegno di copertina, opera dell’artista costruttivista russo-romano Vinicio Paladini (1902-1971), compagno di Barbaro tra gli immaginisti e quindi nell’avventura editoriale delle «Edizioni d’Italia», dirette dal ventenne Armando Ghelardini e vivace sede sperimentale degli anni ’30 romani.
Prima edizione della raccolta. CON DEDICA Invio autografo del curatore della collana, l’editor Giuseppe Luongo (destinatario delicatamente abraso) unito alla firma autografa di F.T. Marinetti. Esemplare in ottimo stato, proveniente dalla prestigiosa collezione futurista di Giampiero Mughini. Ampia raccolta di sintesi teatrali futuriste, raccoglie i lavori storici di Buzzi, Cangiullo, Carli, Chiti, Corra, De Angelis, Dessy, Balla, Folgore, Ginna, Govoni, Jannelli, Nannetti e Pratella, affiancati dalle sintesi dei “secondi” futuristi Azari, Cerati, Depero, Fillia, Rognoni, Soggetti, nonché ai lavori dei futuristi “tardi” come Daquanno, Calderone e Aschieri. Capofila, in bella evidenza cubitale al frontespizio e in copertina, Filippo Tommaso Marinetti. Cammarota, Marinetti, 236
Catalogo originale. Esemplare caratterizzato dalle usuali tracce di ossidazione sparse, dovute facilmente al tipo di carta utilizzato che reagisce molto male a condizioni di umido. Per il resto in ottime condizioni. Catalogo della mostra nella primavera del 1934 all'Hotel Negresco di Nizza. «Préface» di Marinetti, traduzione francese del «Manifesto dell'aeropittura». -- «[...] consistente attenzione alla scultura in ceramica, di realizzazione albisolese: da Tullio, a Torido, a Fillia, da Strada ad Anselmo [a Munari]» (NAF) --L’esposizione, allestita da Tullio D’Albisola e d’intendimento itinerante, ebbe una storia particolare. Le opere (circa 50), che provenivano da una precedente mostra futurista a Livorno, furono inviate presso l’Hotel Negresco, dove Marinetti tenne una conferenza. Da qui furono spostate a Parigi e poi a Bruxelles. Al momento di farle tornare in Italia non c’erano i soldi necessari a pagare il viaggio, per cui rimasero in un deposito. Nel dopoguerra se ne persero le tracce (molti futuristi superstiti le diedero per disperse, o distrutte durante il periodo bellico) finché nel 1984 ricomparvero fortuitamente a Lione. Il gallerista autore del ritrovamento, appurata con l'ausilio di Enrico Crispolti provenienza e autenticità delle tele, organizzò una tornata d'asta in cui furono vendute. L'episodio è stato ricordato da diversi futuristi, tra cui Tullio Crali («a Lione, all’Hotel Sofintel, si fa l'asta di aeropitture futuriste. Dopo cinquant’anni i quadri da noi esposti a Parigi e Bruxelles, mai restituiti, scomparsi, sono venuti a galla e messi subito all'asta. Milioni, milioni, milioni, milioni di beffe per noi, altrettante palanche per gli sciacalli» - cit. in Scudiero e Rebeschini, Futurismo veneto, p. 254) e Osvaldo Peruzzi (cfr. Catalogo generale, p. 98). Nuovi archivi del futurismo I, 1934/9
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Catalogo della mostra tenutasi al Salone della Gazzetta del Popolo 19 feb. - 15 mar. 1938. Contiene il testo di Marinetti «L'aeroscultura futurista inizia una nuova era della plastica» (per la prima volta in ‘Stile futurista’ 2, ago. ’34), e il «Manifesto dell'arte sacra futurista» (1931). 5 riproduzioni b.n. delle opere esposte, ritratto fotografico b.n. di Fillia a p. 20. -- «Attorno al gruppo torinese, con la novità Nenoff, un ricordo di Fillia [...], una consistente presenza di Oriani, progetti architettonici di Diulgheroff e Mosso, e lavori di diversi ‘aeroceramisti’ liguri. E affluenze diverse: altre liguri, trivenete, marchigiane [i.e. il gruppo Savarè, Acquaviva, Tano, Tato, Monachesi]» (NAF). -- Fillia era scomparso appena trentaduenne nel 1936 a causa di una lunga malattia. Interessanti anche le manifestazioni nel corso della mostra, elencate a p. [1]: inaugurazione di Marinetti, declamazioni di simultaneità dal ‘Poema africano’ a cura della contessa Morozzo della Rocca; il 2 marzo discorso ‘La Madonna del Tambien’ di Frate Ginepro (legionario divisione 28 ottobre) e ‘L’avvenire dello sport femminile’ di Marinetti; il 15 marzo ‘convegno di chiusura’. Nuovi archivi del futurismo, I, 1938/2
Edizione originale. Ottimo esemplare (da segnalare solo una leggerissima fioritura alla prima carta). Ultima grande mostra futurista storica, organizzata al Palazzo del Podestà di Bologna dall’ultimo «segretario del Movimento futurista italiano», Giovanni Korompay (1904-1988), che nel 1945 — assieme ad Angelo Caviglioni, Giovanni Acquaviva e Umberto Peschi — tentò di riorganizzare a Bologna gli scampoli del movimento dopo la morte di Marinetti. Principale esito fu questa importante occasione espositiva, realizzata con il decisivo contributo di Fortunato Depero ed Enrico Prampolini, autori in catalogo di due corposi contributi, rispettivamente «Geometria e pittura nucleare» e «Futurismo astrattismo e oltre». Tra gli altri scritti, oltre alla presentazione di Korompay, «Infinità dell’arte» di Acquaviva, «Futurismo e neofuturismo» di Rezio Buscaroli e un’estratto da «Le carte parlanti» n. 13-15, 1951, a firma di Carlo Carrà: «La pittura futurista nel suo movente storico». Nelle parole del bibliografo Domenico Cammarota questa «è l’ultima pubblicazione ufficiale del Movimento Futurista Italiano, già autoscioltosi l'anno prima». Corposo apparato iconografico, con schede biografiche e illustrazione per ciascuno degli artisti esposti, tra i quali segnaliamo, oltre agli organizzatori: Leandra Angelucci (La vita), Giacomo Balla, Enzo Benedetto, Umberto Boccioni (Cavallo cavaliere e caseggiato), Osvaldo Bot, Rezio Buscaroli, Leonardi Castellani, Italo Cinti, Primo Conti, Tullio Crali, Gerardo Dottori, Farfa, Fillia (Spiritualità aerea), Giannetto Malmerendi, Ugo Pozzo, Mino Rosso, Ardengo Soffici (Campi lavorati), Bruno Tano, Wladimiro Tulli. Cammarota, Futurismo, VI.96
Prima edizione. Esemplare segnato al dorso e sulle cerniere, con lievi fioriture sui piatti della copertina, per il resto pulito e perfettamente fruibile. Menzione di «3° migliaio» sulla copertina. Prima raccolta italiana di «manifesti futuristi», ovvero tutti i principali testi teorici del movimento pubblicati alla data. -- Dopo la fondazione del futurismo e la chiusura della rivista «Poesia» nel corso dell’anno 1909, i testi teorici militanti e la comunicazione futurista vengono diffusi esclusivamente nel tipico formato del foglio volante, detto appunto dei «manifesti futuristi». Tali volantini, che recano i testi dei manifesti in edizione originale e spesso in un intricato succedersi di ristampe leggermente diverse tra loro, venivano inviati per posta oppure distribuiti a migliaia durante gli eventi futuristi: le famose «serate» o le mostre d’arte. La prima antologia di testi teorici, proclami e manifesti è pubblicata solo in francese, a Parigi, per il pubblico transalpino e internazionale: «Le Futurisme», uscito nell’estate del 1911. In Italia invece, per cinque densissimi anni circolano solo i manifesti nel formato del volantino. Nel 1913 si ha la prima operazione di sistematizzazione del pubblicato: Marinetti organizza una consistente ristampa dei manifesti 1909-1911, che escono accanto ai nuovi manifesti sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista» nell’usuale formato effimero; comincia poi la collaborazione con «Lacerba», che amplia enormemente il ‘bacino d’utenza’ dei futuristi presso le classi operaie e i circoli anarco-socialisti. È sulla base di questa duplice spinta che, nel corso del gennaio 1914, viene approntata per i tipi della rivista fiorentina questa prima antologia dei manifesti futuristi, stampata in un numero molto elevato di copie (20.000 secondo diverse fonti, e il numero potrebbe non essere esagerato viste le tirature del giornale — ai cui abbonati il libro veniva omaggiato), e avvolta in tre varianti di copertina: a stampa verde, a stampa nera e — pare, ma non ne abbiamo mai potuto censire alcuna copia — a stampa rossa. In copertina l’indicazione di «prima serie» indica che se ne sarebbe dovuta pubblicare almeno una seconda, ma nel corso del 1914 come è noto futuristi e lacerbiani addiverranno a una separazione, cancellando qualsiasi possibile progetto comune. Il libro verrà assorbito nel catalogo delle Edizioni futuriste di «Poesia» di F.T. Marinetti. -- L’antologia lacerbiana pubblica la maggior parte dei manifesti compresi tra quello di fondazione e «Il controdolore» di Aldo Palazzeschi, appena uscito in volantino e quindi sulle colonne di «Lacerba» II,2 (15 gennaio 1914), ovvero: Uccidiamo il chiaro di luna, Manifesto dei pittori futuristi, La pittura futurista, Contro Venezia passatista, Discorso futurista ai veneziani, Manifesto dei musicisti futuristi, La musica futurista, Contro la Spagna passatista, Prefazione al catalogo delle esposizioni di Parigi [&c.], Manifesto della donna futurista, La scultura futurista, Prefazione al catalogo della 1a esposizione di scultura futurista a Parigi, Manifesto tecnico della letteratura futurista, Risposta alle obiezioni [i.e. il Supplemento al manifesto della letteratura], La distruzione della quadratura, Manifesto futurista della lussuria, L’arte dei rumori, Distruzione della sintassi e Immaginazione senza fili: parole in libertà, L’antitradizione futurista, La pittura dei suoni, rumori e odori, Il Teatro di varietà, Programma politico futurista. -- È da notare che questa prima ‘cristallizzazione’ in libro dei testi precedentemente diffusi sotto forma di volantino, a volte senza data e comunque in varie ristampe, ha determinato numerose false datazioni (ad esempio Uccidiamo il chiaro di luna; i manifesti pratelliani) e inesattezze storiche (ad esempio la vicenda relativa a «Contro Venezia passatista»), che sono ancora oggi ripetute pedissequamente in molti dei libri che si occupano di futurismo. Cammarota, Futurismo, VI.6
Prima edizione. Esemplare con la copertina nella variante azzurra e rosa; in più che buone condizioni (normali segni del tempo perimetrali alla copertina, con qualche piega, brevi lacerazioni e piccole perdite trascurabili). Raccoglie scritti parodistici attribuiti a varie personalità, in verità composti da Folgore, Tavolato, Soffici, Palazzeschi e Papini. Nove pregevoli illustrazioni originali di Soffici — tra le quali alcune xilografie — ornano il volume, che fu pubblicato con una copertina molto colorata, ispirata allo stile delle réclame di inizio secolo, e stampata in numerose combinazioni di colori varianti. Salaris, Riviste futuriste, pp. 42-45; Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 5
Prima edizione. Esemplare con la copertina azzurro e verde; localizzati restauri alla copertina, particolarmente al dorso; per il resto in ottime condizioni, proveniente dalla collezione futurista di Giampiero Mughini. Raccoglie scritti parodistici attribuiti a varie personalità, in verità composti da Folgore, Tavolato, Soffici, Palazzeschi e Papini. Nove pregevoli illustrazioni originali di Soffici — tra le quali alcune xilografie — ornano il volume, che fu pubblicato con una copertina molto colorata, ispirata allo stile delle réclame di inizio secolo, e stampata in numerose combinazioni di colori varianti. Salaris, Riviste futuriste, pp. 42-45 (esattamente un esemplare azzurro - verde); Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 5
In 4, pp. 249-264 (numerazione continua); pp. 16 (8 cc.) con un'ill. a piena pagina di Severini n.t. dal titolo Tango argentino. Numero della mitica rivista quindicinale fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Papini giungeva a Lacerba dopo avere diretto La Voce dal 4 aprile al 31 ottobre 1912. La rivista comincio' le sue pubblicazioni nel gennaio del 1913, a Firenze, per iniziativa, quindi, del nucleo piu' vivace e inquieto dei vociani. Di orientamento futurista, si distinse per la propaganda a favore dell'interventismo e della guerra. Scrissero su Lacerba Marinetti, Palazzeschi, Boccioni, ma anche Picasso e Cezanne che curarono alcune illustrazioni. Cesso' le pubblicazioni nel maggio del 1915 alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia. In questo numero si segnala il manifesto di Marinetti 'Dopo il verso libero le parole in liberta''. Si tratta della continuazione del 'Manifesto tecnico della letteratura futurista' del 1912 e di quello della 'Immaginazione senza fili e le parole in liberta'' del 1913. Marinetti proclama la 'morte fatale del verso libero', in quanto decorativo e passatista, e la 'nascita altrettanto fatale delle parole in liberta''.
In 4, pp. 81-96 (numerazione continua), pp. 16 (8cc) con due ill. di Boccioni a piena pagina n.t. Numero della mitica rivista quindicinale fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Papini giungeva a Lacerba dopo avere diretto La Voce dal 4 aprile al 31 ottobre 1912. La rivista comincio' le sue pubblicazioni nel gennaio del 1913, a Firenze, per iniziativa, quindi, del nucleo piu' vivace e inquieto dei vociani. Di orientamento futurista, si distinse per la propaganda a favore dell'interventismo e della guerra. Scrissero su Lacerba Marinetti, Palazzeschi, Boccioni, ma anche Picasso e Cezanne che curarono alcune illustrazioni. Cesso' le pubblicazioni nel maggio del 1915 alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia. Nel 1914 la rivista cambio' la carta, il formato e l'impaginazione e passo' dai due colori del nome, mattone e nero, al solo nero (come in questo numero), poi al rosso e nero. Si consuma anche la rottura dei lacerbiani con i futuristi di ortodossia marinettiana e, nel 1914, Lacerba si assesta su posizioni politiche di interventismo militare a partire dal numero 16 del 15 agosto 1914. In questo numero scritti di: Marinetti, 'Lo splendore geometrico e meccanico nelle parole in liberta' (manifesto futurista)'; Cavacchioli, 'Rivoluzione'; ecc... Compare inoltre in questo numero il terzo articolo, dal titolo 'Cerchi aperti', della polemica scaturita fra Boccioni e Papini che gia' avevano pubblicato su Lacerba 'Il cerchio si chiude' di Papini (n. 3), seguito da 'Il cerchio non si chiude' di Boccioni (n. 4), fino appunto a quest'ultimo di Papini. La polemica di Papini ha come bersaglio non solo Boccioni, ma tutta la 'linea futurista' presente in Lacerba: 'entrando nel Futurismo non ho mai creduto che uno di noi - te per esempio - avesse il diritto di saltar fuori in veste di Padre ortodosso a redarguire chi va fuori strada, chi pensa colla sua testa, chi vuol provocare riflessioni e discussioni utili a tutti...'.
Pieghevole a 3 falde, cm 27 x 17. Cartoncino blu con titolo a stampa e 2 strisce tricolori ai lati. Applicati per mezzo di linguella nella parte superiore 10 francobolli chiudilettera (5 cm 4 x 3 e 5 cm 4,2 x 6) stampati nei colori blu, rosso, marrone, verde, viola raffiguranti 5 diverse scene: Quando suona la tromba...; In marcia; Vedetta; L'assalto; Lapide. Il francobollo che riporta la lapide: Il XXI luglio MCMXV acclamati dai milanesi i volontari ciclisti... da qui partirono... 24 maggio 1926, presumibile data di realizzazione di questa rarissima serie di erinnofili commemorativi. Il Battaglione volontari ciclisti e automobilisti si formo' nell'imminenza della guerra come gruppo paramilitare comdato dal Cap. Monticelli. Tra i primi a farne parte, arruolati nella terza Compagni, 8o Plotone furono molti futuristi. Tra questi: Boccioni, Bucci, Funi, Sant'Elia, Erba, Piatti, Sironi, Marinetti ecc. La battaglia di Dosso Casina fu l'evento bellico piu' importante cui parteciparono. In seguito il battaglione sara' sciolto.
In-16 p., brossura originale grigia con illustrazioni in rosso al piatto anter. eseguite da T. Aschieri, pp. 62, con un ritratto fotografico dell’A. e 5 ritratti fotografici in 1 tavola, in b.n. f.t. Foglietto di errata stampato su carta azzurra. Unica rara edizione di questa ricostruzione delle vicende dello squadrismo fascista a Verona. Ben conservato.
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare. Tiratura variante, non registrata dalle bibliografie, che aggiunge un testo di sette righe in grassetto appena sotto il titolo: «letto da Marinetti a Roma (Sala Bragaglia), il 1° Marzo 1921, inaugurando l’Esposizione dei giovani pittori futuristi: Bartoccini, Bernini, Caliari, Castellazzi, De Nardis, Fornari, Mantia, Masnata, Morpurgo, Pannaggi, Verderame. – I futuristi Bartoccini, Mantia, Pasini e Silva eseguirono improvvisazioni musicali, discussioni fra pianoforti improvvisatori, fra pianoforte e violoncello, fra pianoforti e corale improvviso». Tonini, I manifesti, 156.1 (non distingue le tirature)
5954 pages in 4.Milan le 11 avril 1910.une légère trace de pliure.sinon Très bon état RARE Edition originale
Cm. 19; pp. VII, (1), 330. Brossura editoriale a stampa. Tavole f.t. piccola mancanza alla brossura. Buon esemplare 1512/P
Milano, Direzione del Movimento Futurista (A. Taveggia), 1910 (11 feb.) [ma: maggio 1913]. 4°, cm. 29x23, un bifolio per pp. [4] di cui la seconda bianca. minuscole macchiette, bella copia. Seconda edizione ma prima pubblicata sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista».
Seconda edizione non integrale degli scritti di Boccioni. Cfr. Cammarota, Futurismo, 40.2. Esemplare in ottimo stato, completo di segnalibro in tela. Disponibile anche nella variante con copertina in cartonato editoriale ill. a sbalzo da Cambellotti.
91x140 mm, scritto il verso. Manoscritto a penna nera su cartoncino. Al recto e al verso “Teatro degli Indipendenti“. Francobollo conservato. Ottimo stato. “[...] come si chiama quel capo uff. stampa di Balbo che era con te [...] a Capo d’Anno? [...]“. Giornalista ed autore del libro “Viaggi senza orario“ (Roma, Libr. Del Littorio, 1930), Di Marzio fu addetto commerciale e capo dell’Ufficio stampa per la Turchia. In seguito divenne presidente della Confederazione Nazionale degli artisti e professionisti.
Edizione originale. Esemplare in stato di nuovo, completo di fascetta editoriale (”Non avete che un solo rimedio per i miei mali: INEBRIARMI! E questo rimedio è il peggiore di tutti i miei mali...”) e due volantini, uno in c. rossa con sinossi del libro, l’altro in c. giallina con un testo di G. Inzerilli sull’autore, datato ottobre 1926. Romanzo epistolare in forma sperimentale e modernista. Cammarota, Futurismo, 61.7
Edizione originale. Ottimo esemplare (minime fioriture in copertina). Raro saggio contro Giuseppe Villaroel, pubblicato dalle edizioni di F.T. Marinetti. Cammarota, Futurismo, 61.5.
Prima edizione. Ottimo esemplare. «Questo libro raccoglie scritti polemici dell’anno terzo, di quel 1925 che sbaragliò in pieno l’antifascismo ammantato di pietismo e di legalità: il matteottismo» (dal proemio autoriale). Riproduzioni di autografi in facsimile nel testo. Non comune.