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L14813London. The British Library, 1978. In-8 br. Texte en anglais. Présentation des livres de futuristes russes : Larionov, Bourliouk, Rosanova, Malevitch, Krouchenykh, Khlebnikov, etc. Illustrations, notes, etc. E.O.
Il presente fascicolo ospita un articolo di Marinetti, «Ali d'Italia», scritti di Govoni, Sapori, M. Moretti. Cfr. Cammarota, Futurismo, 132; Diz. Fut., p. 157c. Buon esemplare, lievemente liso alla piegatura orizzontale.
Edizione originale. Esemplare vissuto al dorso, con una mancanza al piede che coinvolge parte del titolo a stampa e qualche altro segno di cedimento; per il resto, in ottime condizioni. Rarissimo: sole due copie in Iccu, per di più in biblioteche locali (De Gemmis Bari e Delfini Modena), nessuna in altri repertori internazionali; inserito da Pablo Echaurren nella «top five [dei] più hot e sconosciuti del momento» aggiornata all’anno 2000 (ma negli ultimi vent’anni la situazione non è cambiata). -- Il volumetto si apre con «un lungimirante ritratto a scatto di Bragaglia Arturo il fotografo del futuro» (Echaurren, p. 161); segue la cronaca del futurismo dalle origini al dicembre 1919 (la data in calce allo scritto): una storia del movimento insolita, esatta pur nella sintesi (Marinetti - i primi seguaci - Boccioni - Pratella - Lacerba - i fiorentini - Corra, con puntuale riferimento alle riviste che hanno accompagnato il movimento), non agiografica e particolarmente dettagliata più ci si avvicina al dopoguerra, con il capitolo polemico «Agonia dei giovanissimi» incentrato sulle infelici vicende del futurismo politico («... Marinetti, chiuso nel cellulare di Milano, attende ancor oggi lo si assolva dalle accuse di incitamento alla guerra civile ...») e pervaso da un senso quasi messianico di imminente tragedia/cambiamento («I destini della nazione sono oggi in pericolo …»). Di grande interesse. -- Il tono generale dello scritto denuncia una familiarità del tutto priva di sudditanza verso tutti i membri storici del futurismo; segno che l’autore doveva essere un personaggio ben noto, che qui, e in pochissime altre attestazioni (tra cui un bragagliano «Index librorum prohibitorum» su «Roma futurista», un paio di firme nelle «Cronache d’attualità» 1921 e almeno una menzione nel bollettino «Index rerum virorumque prohibitorum») appare sotto pseudonimo: Alberto Bragaglia, il fratello ‘filosofo’? Cammarota, Futurismo, 438.1; Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 198 fig. 17
Edizione originale. Straordinario esemplare in ottime condizioni, intonso, nello stato di sedicesimo ripiegato. Rarissimo. A partire da 1929 circa, il poeta già futurista Antonio Bruno comincia una serie di pubblicazioni inquadrate nell’ambito dei «Messaggi della Gnosi d’Albavilla», con riferimento a Biancavilla, in provincia di Catania, paese natale. Il primo noto alla letteratura specialistica è il presente, chiamato «2° messaggio». Nell’ambito di questa elaborata costruzione simbolica d’ascendenza biblica, il poeta riversa tutto il suo personale vissuto culturale e affettivo, mascherando nelle parabole gnostiche il milieu del modernismo catanese (tra gli «undici banditori di Gesù» troviamo Giacomo Etna e Vitaliano Brancati) e d’altra parte il suo amore irrisolto per Ada Fedora Novelli, già impersonata da Dolly Ferretti e ora figura mariana. Il «messaggio» è organizzato in dieci momenti, ora in prosa lirica ora in poesia, «... scritti evidentemente in condizioni — diciamo così — di trance ...» (Monastra), datati rispettivamente dall’1 al 22 settembre 1928, col decimo testo del 25 novembre ’28. I successivi messaggi, stando ai titoli, pubblicano o ripubblicano testi di saggistica letteraria quali una versione ridotta della tesi di laurea su Leopardi, una serie di versioni dai ‘Fiori del male’ e una lettura su Flaubert, fino al sesto messaggio ovverosia i «Principii elementari della Gnosi d’Albavilla» (1930). Di grande fascino. -- «Il 1928 è l’anno della deflagrazione mistica, in cui nascono [i] sei messaggi “offerti agli gnostici”, ‘Gnosi d’Albavilla’; il secondo di questi messaggi, ‘Canti nuziali’, è una sorta di “mistico amplesso con il cosmo”, dove l’esperienza dei grafismi avanguardistici del periodo fiorentino riemerge dai margini della memoria letteraria, per rivestirsi di tensioni intimiste e totalizzanti, al di là di qualunque sperimentazione tecnica, ma nell’abbandono alla lettera perché si faccia espressione piena delle titubanti fantasie, in un assoluto deragliamento di pensieri, sensazioni, comportamenti» (Ruta in Diz. Fut.) Cammarota, Futurismo, 61.8; Ruta, Il futurismo in Sicilia, passim; Monastra, L'isola e l'immaginario, p. 30; Diz. Fut. p. 173a
Edizione originale. Uniforme brunitura e minime mende rinforzate tramite restauro professionale alla copertina; per il resto più che buon esemplare. Primo numero della rivista diretta da Neymon per un totale di quattro fascicoli tra 1932 e 1933. I primi due fascicoli furono dedicati all’Italia: agli artisti futuristi, il primo che qui si offre; agli scrittori italiani contemporanei, il successivo. Gli artisti censiti nel presente fascicolo sono: Depero, Dottori, Marasco, Fillia, Caviglioni, Benedetta, Munari, Pozzo, Oriani, Diulgheroff, Thayaht, Andreoni, Rosso, Cocchia, Crali, Ambrosi. Notevole layout razionale per l’interno, capolavoro di Ugo Pozzo in copertina. -- «Pubblicazione complementare al contenuto dell’esposizione omonima parigina, è un documento del confronto fra proiezioni d’immaginazione “cosmica”, opzioni aeropittoriche rappresentative e sintesi plastsiche dinamiche di matrice “meccanica”. E conferma la raggiunta leadrship prampoliniana nell’ambito del futurismo plastico-visivo e architettonico» (NAF). Nuovi archivi del futurismo I, 1932/27
Raro mensile diretta da Massimo Notari (figlio di Umberto), con copertina interamente disegnata da Sinopico. Pubblicazione fatta da e per i giovani, d’impostazione interventista, goliardica e avanguardista. I numeri che offriamo ospitano — oltre ai bei disegni di Sinopico, Enrico Gianieri (Gec) e Leonardo Borgese — tre tavole parolibere dei fratelli Cangiullo: Pasqualino con «Al mare» e «Alfabeto a sorpresa dinamico. Ciclista-record», qui pubblicate in edizione originale ed unica; Francesco con «Stazione - Guerra * Europea. Partenza di reclute + richiamati», datata in calce «Roma 1915» (già edita ne «Gli Avvenimenti», dic. 1915). Cfr. Crispolti, Il futurismo attraverso la Toscana, nr. 23.49 (per il bozzetto del «Ciclista» di Pasqualino); Lista, Le livre futuriste, nrr. 27-28 (per la «Stazione» di Francesco). Raro insieme.
Prima edizione. Leggeri segni del tempo, ma ottimo esemplare. Importante documento per quanto concerne la danza futurista: alle pp. 242-ss 7 fotografie delle «Figurazioni di danze futuriste». «La Censi interpreta, a piedi nudi, vestita con una cuffia e una tutina-pantalone, senza l'ausilio di musiche, poemi di Marinetti, recitati dall'autore stesso, e aeropitture di Prampolini. le sue pose aerodinamiche, fissate in efficaci fotografie ('decollo', 'velocità ascensionale', 'rovesciamento dell'apparecchio', 'trivello verso l'azzurro'), sono pubblicate in un manuale di cultura fisica dell'epoca come 'esempi di trasformazione delle forme verso una purezza di linea'» (Salaris)
197520607Paris, Les Editeurs Français Réunis, 1975 1 volume In-8° (13,4 x 21,5cm) Broché sous couverture au 1er plat orné d'une vignette. 248p., 4 feuillets; fac-similés in texte, vignettes et pleines pages. Bon état.
1979118630L’Age d’Homme, coll. « Avant-Gardes » 1979 In-4 broché 27,5 cm sur 21. 286 pages. Illustrations en couleurs et en noir et blanc hors-texte. Bon état d’occasion.
3081Lausanne. Ed. Rencontres. 1967. Grand in-8°, reliure de cuir bordeaux, illustrée sur le premier plat d'un dessin de Gino Severini. 207 pages. Nombreuses illustrations. E.O.
Edizione originale, raccolta di poesie tra cui il poemetto eponimo in endecasillabi sciolti. È il terzo libro dell’autore, ma il primo pubblicato per la sigla editoriale di “Poesia”. Cfr. Cammarota, Futurismo, 142.1. Ottimo esemplare.
Minime lacerazioni marginali, senza perdite. Nel complesso un più che buon esemplare di questo fragile documento d’epoca. Straordinaria grafica di copertina firmata Depero, un bel disegno a quattro colori basato sulla prospettiva geometrica offerta dalla doppia ‘X’. Il Secolo XX adotta questa copertina a partire dall’ottobre 1928, e la mantiene - con varianti - almeno fino all’ottobre 1930. In copertina: Edwin Cerio, Capri; “Quarantaquattro pagine dedicate al mare e ai monti”. In chiusura di numero il racconto “Addio New York!” di Paul Morand con gradevoli illustrazioni di Francesco Chiappelli. Più che buone condizioni. Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. VI nr. 19; Salaris, Il Futurismo e la pubblicità, p. 57
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Bel catalogo con numerose illustrazioni raffiguranti gli allestimenti fieristici in stile futurist-fascista. In fine all’introduzione: «Gli artisti Carlomaria Dormal, Dino Lazzaro, Cosimo Privato, Antonio Morato e Luigi Strazzabosco hanno collaborato con Giorgio Peri [al secolo G. Peressinotto] alla bella opera ideata e attuata dal Cavaliere di Gran Croce Ilario Montesi [...]». Scudiero - Rebeschini, Futurismo veneto, pp. 267-270
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raccoglie scritti di Marinetti, Albano, Corneli e Dottori stesso (La mia pittura futurista umbra), una rassegna stampa, impaginati assieme a riproduzioni b.n. di opere. Cfr. Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 85; Id., Marinetti, Prefazioni, 208.
Manoscritto autografo. In più che buono stato di conservazione. Al recto: «[...] liquefazione del sole, nel cielo / sfinimento dell’azzurro [...] / pesare / SCENDERE / lentissimo / [...] / OPPRESSIONE / SOFFOCAMENTO / tutti i colori in fusione [...] / SETE (bisogno) / [...] IMMOBILITA’ in attesa SILENZIO in ascolto [...]». Al verso brano in prosa: «[...] In mezzo un piccolo gatto nero con gli occhi verdi e un bel fiocco rosso intorno al collo [...]». Manoscritto esposto da Mario Verdone in occasione della mostra «Archivi futuristi» alla Galleria Fonte d’Abisso (Modena-Milano, 1990); Oliva (La parola totale, p. 131) pubblica un altro manoscritto autografo di «Silenziosonnolenza» ma su due carte e con varianti. Verdone, Archivi futuristi, n. XXIII p. 105 (ill.)
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare vissuto alla copertina, con mancanze perimetrali e al dorso; ben conservato all’interno. Firma autografa dell’autore. al’occhietto. Molto raro: tre sole copie nel catalogo SBN. Fittizia l’indicazione di «terza ristampa» all’interno del volume, presente in tutte le copie.
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni (normale lieve usura perimetrale), mancante della carta 25/26 con applicato il trittico «La Madre pazza - L’assassino - L’impostore» di Arnaldo Ginna. Terzo fascicolo del mensile diretto da Dessy per 9 numeri in 5 fascicoli dall’aprile al dicembre 1920 come seconda serie della gloriosa «Poesia» di Marinetti (1905-1909), cui si ispira per il raffinatissimo layout e l’impostazione aperta e internazionale. Il numero apre con l’epigrafe dedicatoria «Alla grandezza purissima di Gabriele D’Annunzio» — di cui pubblica alle pp. 11ss. il «Ritratto di Luisa Baccara: La maestria» in edizione pre-originale rispetto al libretto pubblicato di lì a poco per i tipi della Fionda di Roma — segue il lungo pezzo del direttore su Bruno Corra, pregiato da un bel ritratto b.n. di Ginna applicato. Poco prima della chiusura del fascicolo, un’altra bella tavola in b.n su patinata applicata a piena pagina dei «Pappagalli - motivo ornamentale» di Depero. Poesie e prose di Ada Negri, Mercereau (Mon Dieu, vous etes), Dessy (Autour du cadavre d’un voleur d’etoiles, trad. Marinetti), Settimelli, Divoire su Isadora Duncan, Los Pajaros errantes di Pedro Prado poeta chileno, Arabeschi fiumani del Carli, Buzzi tradotto da Marinetti, Armando Curcio, F.G. Bowles, Linati, Reverdy, Jacuzio-Ristori.
290x225 mm, un foglio stampato recto/verso. Rara edizione originale. Cfr. Tonini. I manifesti, 161.1. Gli autori, “studenti futuristi” tra i quali spicca Leskovich alias Escodamè, si scagliano contro gli studi classici, la figura dell'insegnante; a favore dell'educazione fisica, del lavoro manuale.
197358232Paris, Éditions des Musées nationaux 1973 In-8 broché 22,5 cm sur 19,5. 167 pages, couverture illustrée. Ouvrage illustré. Bon état d’occasion.
Edizione originale. Ottimo esemplare (normali lievi segni del tempo perimetrali e piccoli difetti al dorso muto). Rarissimo numero unico realizzato secondo i più moderni dettami grafici presso la tipografia dei Fratelli Spirito di Savona, sotto la direzione del pittore Raffaele Collina e con il contributo di alcuni dei maggiori esponenti dell’arte e della letteratura contemporanea del momento, liguri di nascita o di adozioni, tra i quali i futuristi Farfa (che pubblica la sua poesia più famosa, «Tuberie», in un notevole impaginato parolibero), il misterioso Alidada (che pure pubblica una pagina di parole in libertà dedicata al «Ritratto del poeta-record nazionale 1931 Farfa»), «Il pittore futurista Pacetti Ivos» che pubblica un’autoritratto fotodinamico, Giuseppe Lo Duca (che poi vivrà una seconda stagione in Francia come critico cinematografico ed esperto di letteratura erotica), ma anche i poeti novecentisti Angelo Barile e Aldo Capasso. Tra i contenuti, approfondimenti sulle ceramiche d’Albisola, sulla scultura di Arturo Martini e su altre specialità regionali, con grande spazio all’illustrazione e agli apparati fotografici. Ragazzi, Marinetti futurismo in Liguria, pp. 87-88; Noi miliardari della fantasia («Resine» n. 30:119-121, 2009), p. 103 (ill. a col.)
Prima edizione, prima tiratura. Minuto difetto al piede del dorso; angolino basso del piatto anteriore con segno di piega (non tocca il disegno di Sironi); nel complesso, un ottimo esemplare, non facile a trovarsi così. Non comune prima tiratura (ne fu procurata una seconda con data 1933 e immagine di copertina stampata più in piccolo); i contenuti qui in edizione originale verranno riproposti con corredo iconografico in un volume cartonato di 260 pagine pubblicato nello stesso anno, ma stampato dall’Istituto di Arti Grafiche di Bergamo: «In attesa di provvedere alla pubblicazione di un completo particolareggiato catalogo analitico, la Presidenza della Mostra ha compilato la presente guida illustrativa» (nota a p. [2]). Contiene un facsimile di autografo di Mussolini, gli scritti di Dino Alfieri (Scopo, carattere, significato della mostra Mussolini e la Rivoluzione) e Luigi Freddi (Guida della mostra), due piante topografiche dell’esposizione. Di grande impatto la copertina di Sironi, che utilizza il disegno servito per illustrare i manifesti della mostra.
Prima edizione, seconda tiratura. Più che buon esemplare (piccole fioriture e minimi strappi ricomposti alla brossura, piccola piega alla testa del margine esterno delle carte e dei piatti; ombreggiatura a pagina 37 e alla tavola ripiegata), conservato assieme al libretto contenente «Biglietto ferroviario di 1.a classe e tagliandi per facilitazioni varie», con medesima copertina di Sironi (buon esemplare, timbri e firme manoscritte d’ignoti che ne attestano l’uso). Della presente «Guida» fu pubblicata una prima tiratura con data 1932 al frontespizio, e in copertina l’immagine di Sironi stampata leggermente più larga; i contenuti sono i medesimi, e verranno riproposti con corredo iconografico in un volume cartonato di 260 pagine pubblicato nello stesso anno, ma stampato dall’Istituto di Arti Grafiche di Bergamo: «In attesa di provvedere alla pubblicazione di un completo particolareggiato catalogo analitico, la Presidenza della Mostra ha compilato la presente guida illustrativa» (nota a p. [2]). Contiene un facsimile di autografo di Mussolini, gli scritti di Dino Alfieri (Scopo, carattere, significato della mostra Mussolini e la Rivoluzione) e Luigi Freddi (Guida della mostra), due piante topografiche dell’esposizione. Di grande impatto la copertina di Sironi, che utilizza il disegno servito per illustrare i manifesti della mostra.
Ottimo esemplare proveniente dalla collezione Giampiero Mughini. 155x220 mm, un bifolio per pp. [4] stampate in arancione e blu Brochure originale, reclamizza l'evento tenutosi al Parco del Valentino il 1° giugno 1928, con conferenza di Marinetti «Il futurismo mondiale», Prampolini sull'architettura futurista e il razionalismo, intermezzi musicali a cura di F. Casavola, declamazioni e «danze sportive» a cura di Marinetti interpretate dalla danzatrice Zdenka Podhajska. Alle pp. [3]-[4] si presenta invece il Padiglione futurista costruito da Prampolini in occasione della grande esposizione del Decennale della Vittoria, con descrizione della «Mostra di pittura e del cartello lanciatore [i.e. di pubblicità]», della mostra del libro futurista e delle personali di Prampolini e Fillia. Rara effemeride, assente da Nuovi archivi del futurismo, I - ma Cfr. Salaris, Pentagramma, 127.
Edizioni originali. Ottimo esemplari (minime e fisiologici segni del tempo; lieve arricciamento delle pagine dovuto anche al naturale restingersi della sovracoperta in acetato; in ogni caso, una copia non circolata). Rarissima emissione cumulativa dei due cataloghi, procurata in occasione della stessa esposizione dell’aprile 1935 alla galleria parigina Bernheim Jeune — ultima grande collettiva futurista in Francia prima della morte di Fillia e del conseguente declino di tutto il movimento artistico futurista, che prelude alla tragedia della seconda guerra mondiale: «Una nuova ampia esposizione futurista a Parigi contribuisce all’ulteriore fortuna internazionale del movimento, attorno alle personali di Prampolini, attivissimo leader, Depero, Rosso, Fillia e Tullio d’Albisola, proponendo tutta la gamma dell’operatività futurista: dall’aeropittura cosmica alla plastica murale, dall’arte sacra alle arti decorative e alle aeroceramiche» («Nuovi archivi del futurismo»). In realtà, a prescindere dalla scarna scheda dei «Nuovi archivi» — che suona assolutamente decontestualizzata; e stante il ruolo di punto di riferimento artistico assoluto che incarna Enrico Prampolini, superstar di livello europeo — il leader operativo del movimento nella fase rinascente che va dal 1929 al 1935 è proprio Fillia, come dimostra ulteriormente questa emissione cumulativa dei due cataloghi, la scarna plaquette per la Bernheim Jeune e il corposo fascicolo per la «Prima mostra nazionale di plastica murale per l’edilizia» («uno dei maggiori eventi propositivi del Futurismo negli anni trenta», secondo i «Nuovi archivi»): entrambi caratterizzati dalla modernissima grafica «Stile futurista», perfettamente allineata al gusto razionale e costruttivista che domina l’avanguardia internazionale dell’epoca, rappresentano il trionfo del progetto filliano, destinato a infrangersi con la prematura morte dell’artista torinese nel febbraio del 1936. Nuovi archivi del futurismo, I, 1934/15 e 1935/5b.