3 570 résultats
Ottimo esemplare, raro reperto. Il presente fascicolo dell’elegante foglio letterario diretto da Vincenzo Morello (Rastignac) ospita in taglio centrale, che continua a pagina 2, un lungo articoli di Luigi Capuana dove declina con maggior precisione i termini del suo “sostegno esterno“ al futurismo: il settantenne scrittore e professore siciliano – amico di Marinetti dall’inizio del Novecento – già aveva pubblicamente preso le parti del movimento con una lettera aperta a G. Manzella-Frontini – pubblicata sul “Corriere di Catania” del 2 maggio 1910 con l’altisonante “Luigi Capuana futurista“ (e prontamente diffusa da Marinetti nel raro e misconosciuto comunicato stampa omonimo). -- Dalle più sobrie colonne delle “Cronache“ Capuana evidentemente sente di dover precisare i termini di questa sua ’adesione’ al movimento: partendo da una riflessione sul manifesto di fondazione (particolarmente sul punto dell’abolizione del passato e dei musei), passa poi all’analisi del verso libero e dimostra – citando ampiamente – precisa cognizione delle opere di Buzzi, Lucini, Palazzeschi e Cavacchioli. Tra gli altri contributi, “I cretesi di Euripide“ di G. Fraccaroli, “Nuova critica dannunziana [su V. Morello]“ di E. Cecchi, recensioni e notizie. Diz. Fut., p. 206b; D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 282 nota 10
Un fascicolo in-4, pp. 8. Contiene: "Il Re" (Papini), "Vomito" (Soffici), "Varietà" (Palazzeschi) "Colpi di pungolo (Agnoletti). Inoltre tre brevi poesie di Corrado Govoni. Lievi difetti marginali, lievi gore.
Edizione originale. Esemplare un po’ vissuto ma in più che buone condizioni (una lieve gora interessa il lato interno alto di tutte le pagine, compresa la copertina; sottolineatura in lapis blu al piatto anteriore; tracce di ruggine alla pinzatura). Raro numero primo e unico di questa iniziativa di Castelli, futurista e fiumano anarchico di origine bolognese emigrato per un periodo nel Nord America all’inizio dei ’20. Contenuti di Castelli o tradotti e curati da — testi programmatici (Manifesto of Futurism; What is Futurism: Elementary Notions; ma soprattutto «The discovery of new sense» firmato Marinetti, qui in edizione originale — «The following Manifesto has been written especially for “Futuristi Aristocracy.” It has not yet appeared in print even in Italian. It is a sequel to the Manifesto on Tactilism [...]») e parolibere — accompagnati da riproduzioni di «Greek Theatre at Taormina», incisione di Horace Brodzky, il quadro «Landscape» di Rubzac, l’acquarello «New York» di John Marin e una foto che ritrae Marinetti e Pannaggi ai lati del dipinto pannaggiano «Treno in corsa». Il fascicolo fu seguito da due fogli sciolti di presentazione, non datati ma da ricondurre sempre al 1923: «Futurist Aristocracy» (col «Manifest of Futurism») e «Aristocrazia futurista» (con testo di propaganda). L’esperienza ebbe una coda nel numero bolognese «Aristocrazia futurista: voce dei futuristi di Bologna» (20 set 1925), oggi praticamente introvabile. Salaris, Riviste, pp. 324ss.; Prampolini dal futurismo all’informale, n. 3/1/7 pp. 220-221
Prima edizione. Ottimo esemplare (lieve piega alla base del piatto anteriore). Discreta firma di possesso a matita alla prima carta. Diario di viaggio romanzato, ambientato a New York. Cinelli aveva scritto a lungo per l’«Eroica» dagli Stati uniti. Splendida copertina di Ivanhoe Gambini che ritrae una città con palazzi accalcati.
Edizione originale. Ottimo esemplare intonso (minimi stappi perimetrali ai piatti e al dorso e una contenuta gora al piatto posteriore). Curioso saggio, senz'altro all'avanguardia per l'epoca, impreziosito dalla bella copertina di Gambini. L'Autore era professore all'Università di Milano. Cfr. Diz. Fut., p. 509a.
13432Auch, Tristram - Editions ARPAP - Galerie Marwan Hoss, 1992 ; grand in-4 (35 x 25 cm). 301 pp.-1 f. Cartonnage illustré de l'éditeur, jaquette illustrée. Très bon état.
Edizione originale. In ottime condizioni. Notevolissima grafica di copertina per questo fascicolo del mensile cattolico ‘De Gemeenschap’ (La comunità). Non firmata, ma attribuita al designer neoplasticista Gerrit Rietveld. All’interno, interessante tavola parolibera — o calligramma — di Jan Engelman (tra i fondatori del mensile), che si svolge sulle pp. 30-33.
Prima edizione italiana. Buon esemplare, data la bassissima qualità tipografica dell'opera. Dorso parzialmente restaurato. Bella copertina figurata di Ginna.
Edizione originale. Ottimo esemplare (lieve brunitura marginale alla copertina). Mensile, poi settimanale (dal 7 nov. 1909), diretto da Umberto Notari dal numero 1 del gennaio 1909 a tutto il 1911. Molto sensibile a tutti i movimenti liminali e rivoluzionari, a partire dal contesto dell’interventismo e del sindacalismo rivoluzionario. In questo fascicolo segnaliamo: «La coda rossa» di Paolo Orano; «Basta col femminismo» di Nadeisda; «I grandi chirurghi» di Notari; la sezione dei libri curata da Gian Pietro Lucini. Cammarota, Futurismo, Giornali parafut., 3
Edizione originale. Ottimo esemplare. Mensile, poi settimanale (dal 7 nov. 1909), diretto da Umberto Notari dal numero 1 del gennaio 1909 a tutto il 1911. Molto sensibile a tutti i movimenti liminali e rivoluzionari, a partire dal contesto dell’interventismo e del sindacalismo rivoluzionario. In questo fascicolo: «Italia, Austria e Russi» di Salvatore Barzilai; «Un traditore: Romolo Murri» di Italo Vicentini; «Il panico negli eserciti» di S. Collotta; «Nel mondo degli hotels» di Ettore Romano; «Dossi» di G.P. Lucini. Cammarota, Futurismo, Giornali parafut., 3
Mensile diretto da T. Rosanigo e C.C. Ravelli dal maggio 1924 al febbraio 1925. Cfr. Cammarota, Futurismo, Giornali parafut., 105; Diz. Fut., p. 543a-b. Si tratta dell'ultimo numero della rivista, contenente numerosi interventi dei direttori, di L.R. Cannonieri, Pneuma, A. Maggiore, M. Morricone etc. Riproduzioni di due busti scultorei di G. e R. Borgatti opera di A. Alberghini, oltre al busto di Beethoven opera di C. Pizzo riprodotto in copertina. Ottimo esemplare.
Settimanale diretto da Carlo Scorza e poi – con l'anno II – da Achille Starace, si occupa di svariati argomenti. Interessante soprattutto per le splendide copertine affidate a diversi illustratori. Disponiamo dei seguenti numeri, tutti in ottime condizioni: I,6 (26 apr. 1931), con copertina di Canevari; I,7 (3 mag.), con copertina di Tato; I,8 (10 mag.), con copertina di Gobbo; I,10 (24 mag.), con copertina di Gobbo ; I,13 (14 giu.), con copertina di Gobbo; I,15 (28 giu.), con copertina di Severi; I,36 (22 nov.), con copertina di Tato; II,2 (20 gen. 1932), con copertina di Severi; II,3 (30 gen.), con copertina di Tato; II,6 (29 feb.), con copertina di Tato. Cfr. Lemarie, Futurisme, p. 20; Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. XXX, n. 64; Cirulli - Scudiero, L'Arte per il consenso, pp. 34, 79, 85. IL PREZZO S'INTENDE A FASCICOLO.
Edizione originale. Eccellente esemplare; molto raro in queste condizioni. Straordinaria copertina futurista per questo fascicolo del raro mensile fascista e patriottico diretto da Andrea Busetto. All’interno una bella illustrazione a un quarto di pagina di Albano, e alcuni pregevoli finalini illustrati dallo stesso artista.
Foglio politico diretto da Mario Carli ed Emilio Settimelli, dall'11 marzo 1923 al 19 settembre 1933. Soprattutto verso la fine di questo lungo decennio, a partire dal 1928, il giornale cambierà nomi e direzione, intrecciando la propria vicenda con quella delle testate «A e Z» (Settimelli) e «Oggi e domani» (Carli). Cfr. Diz. Fut., p. 583 s.: «La storia del quotidiano coincide con quella del sodalizio tra i due fondatori che condividono un percorso che dal 'celebralismo lirico' degli anni fiorentini li portava alle esperienze [...] del futurismo politico [...]. Pur nelle travagliate vicende editoriali [...] mant[iene] una sostanziale fedeltà ad una stessa linea ideologica; nato quale portavoce della politica mussoliniana e caratterizzato da violente campagne di stampa [...] il giornale rappresentava una delle anime del fascismo, il cosiddetto 'fascismo intransigente' [...]. Artisticamente, 'L'Impero' si colloca esplicitamente sin dal primo numero nell'orizzonte futurista [...] [finendo poi] per diventare la più importante cassa di risonanza delle attività collettive e personali dell'avanguardia italiana». Disponiamo dei numeri: II,277 (21-22 nov. 1924), con un articolo di V. Orazi sul Surrealismo, di nuovo Marinetti sul primo Congresso futurista del 24 novembre '24; II,279 (23-24 nov.), con terza pagina interamente dedicata a Marinetti «animatore d'Italianità», a cura di Carli, Settimelli, Jannelli, Orazi. IL PREZZO S'INTENDE A FASCICOLO.
1975792571975 Paris, CNAC, 1975, in 4° broché, 96 pages ; couverture illustrée ; nombreuses illustrations, en noir et en couleurs.
Manifesto originale. Ottime condizioni. Atto fondativo del Movimento internazionale d’arte e cultura «L’Oceanica», che darà poi luogo all’omonimo quindicinale (breve ed esplosiva esperienza dell’inizio del 1921) — cui più strettamente il volantino stampato in rosso prelude. Prepotente e raffinato appello anti-borghese, anti-mercantilistico e anti-scientista in favore del recupero di un «sentimento oceanico della nostra umanità», passioni forti e senso dell’infinito, della tragedia della vita e della morte, del fatalismo e di una religiosità ‘umana’, primitivismo (parole chiave, non ben comprensibili ma piuttosto evocative, sono: unità vs. sgretolamento, generale vs. particolare, grandioso vs. utile etc.). Strutturato come un manifesto futurista, se ne discosta per l’impostazione (tipo)grafica che ai titoloni oppone un’intestazione più che dimessa, in corpo piccolo pari a quello del testo e tutto minuscolo. In ultima pagina un breve testo in francese «Nous disons aux etrangers» — dove si rivendica l’italianità di oggi contro quella del passato, si rifiuta il modello Parigi così come quello di Berlino e si lancia l’Ocanismo con copyright italiano contro le possibili imitazioni europee — e l’appello per le adesioni. Insieme un volantino sottomisura (cm 17 x 24,8) stampato solo recto in rosso, dall’incipit «FINITELA, BUFFONI!».
Prima edizione. Più che buon esemplare. Rarissima strenna «a vantaggio della Lega Nazionale». Marinetti partecipa con la poesia “Volando” (da “I poeti futuristi” 1912). Tra gli altri, contributi di Silvio Benco, Giulio Caprin, Camillo Antona Traversi, Marino Marin.
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalle firme autografe di alcuni degli autori alla prima carta: Marinetti, F.M. Martini, Guido Milanesi, Lucio D’Ambra, Alessandro Varaldo, Cesare Viola. Curioso esperimento letterario a più mani, con infine scheda per partecipare al concorso: scopri chi tra i dieci ha scritto quale capitolo.
Edizione originale. Uniforme brunitura, ma più che buon esemplare. Bollettino del Théâtre de l'Œuvre – il celebre teatro d'avanguardia parigino fondato da Lugné-Poë nel 1896 e che ospitò la prima dell'«Ubu roi» di A. Jarry – incentrato sulla messinscena del «Roi bombance» di Marinetti. Contiene un schizzo a colori di Paul Ranson, autore dei costumi; un'«Analyse» della tragedia di A. Mercereau e l'articolo «L'esthetique d'une tragédie» di G. Aranha. Cfr. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, 5. Raro cimelio marinettiano in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione. Ottime condizioni. Raro comunicato stampa a lancio del libro di Marinetti “Futurismo e fascismo” (Foligno: Campitelli). Al verso catalogo delle Edizioni futuriste di “Poesia”. Tonini. I manifesti 185.1 con un volantino stampato al solo recto
I due numeri del quindicinale illustrato della «Gazzetta dello sport» ospitano interessanti interventi del capo del Movimento futurista italiano: nel fascicolo III,13, dedicato ai volontari ciclisti automobilisti, Marinetti è presente in una pagina belligerante con fotografia a fucile spianato e testo il cui contenuto è perfettamente riassumibile nella formula «Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico. / F.T. Marinetti / volontario ciclista»; a p. [345] altra rara fotografia dei futuristi in divisa (Boccioni, Piatti, Marinetti, Sironi, Sant’Elia); segnaliamo anche una bella doppia pagina con «La linea completa del nostro fronte dallo Stelvio al mare». Cfr. Sansone, I futuristi del battaglione lombardo, primo risvolto e p. 45. — Il fascicolo IV,4 pubblica due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti che ‘sproloquia’ circa la battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss»); segnaliamo anche la bella foto a piena pagina di D’Annunzio e il cap. Bertramo appena scesi dal biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
Prima edizione. Più che buon esemplare (marginali e poco influenti segni del tempo). Rarissimo estratto dalla rivista portoghese «O Oriente», pubblica la recensione di Nascimento Mendoza al «Roi bombance» di Marinetti, seguita da un bel fotoritratto dall’autore opera di Paul Souza: una stampa fotografica originale ai sali d’argento è direttamente applicata in terza pagina. Raffinata impaginazione Liberty. Curiosa l’insistenza di Mendoza sul «festim futuro», ribadito anche in grassetto a p. [2], e sul «revolucionario» protagonista della piéce, elementi che prefigurano decisamente la rivoluzione futurista in preparazione per il principio dell’anno seguente. Salaris, Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 71 n. 59
[Buenos Aires], El Hogar, 1926 (abril 30). 285 x 360 mm, pp. 7-8 del giornale, con applicato ritaglio della p. 59; testo e fotografie in b.n. Bel ritaglio del settimanale argentino con lungo articolo di Barreda che , assieme a tre fotografie di Marinetti con futuristi, occupa tutta pagina 7 e due mezze colonne di pagina 59. Barreda si dilunga in un interessante analisi tecnica dell’onomatopea nella poesia marinettiana, facendo ampio ricorso ai classici moderni delle più varie letterature (da Pascoli a Gautier passando per Rickert e Poe); analizza il Manifesto tecnico della letteratura, più avanti cita Valentine De Saint-Point, e in conclusione si dice curioso di sapere se Marinetti sia ancora quello roboante degli inizi, oppure se abbia seguito il naturale declino degli uomini dovuto all’età che avanza e alle vicende che hanno sconvolto il mondo dopo il 1914. Interessante documento dell’accoglienza riservata alla tournée sudamericana del padre del futurismo. Ritaglio fragile ma ben conservato e senza mancanze.
Buon esemplare, leggermente consunto al mezzo dei fogli causa piegatura, ma senza perdite evidenti. Milano, in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9 (Stab. Tip. Fed. Sacchetti), 1919 (18 ott.). 433x600 mm, un fascicolo di pp. 4 numerate stampate e illustrate in nero. -- Settimanale con gerente D. De Amicis. Bella testata illustrata da Firradini. Numero monografico sull’“Adunata nazionale di Firenze consacra lo sviluppo del movimento fascista. Impressioni e commenti“, tra cui la testimonianza dell’abilità oratoria di Marinetti - in una lunga colonna non firmata a pagina 2, che ’fiancheggia’ il “Discorso di Mussolini”. -- L’articolo condensa i temi toccati dalla conferenza marinettiana nel periodo dell’impegno politico futurista: anti-bolscevismo, “svaticanamento“, sostituzione del Senato con un “consiglio dei giovanissimi“, riforma della scuola in direzione non-professorale, “istituzione di mostre libere e gratuite del genio creatore [per] salvare così il dimenticato proletariato dei geniali che devono governare l’italia di domani“. A confermare quest’ultima asserzione marinettiana segue “La rivelazione di un oratore operaio“, incentrata sulla figura di tal Sommovigo. -- Interessante documento sulle origini del fascismo tra i transfuga del socialismo, gli arditi, gli interventisti e i futuristi. L’articolo precede il testo pubblicato in “Roma Futurista“ II, 45 (2 novembre 1919) e l’opuscolo elettorale a stampa “2 improvvisazioni di Marinetti” per le edizioni dell’ “Ardito” nel novembre ’19. Cammarota, Marinetti, 73.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Cartolina commemorativa de «La lista elettorale fascista delle elezioni politiche del 1919». Al recto ripropone un bel disegno di Bolzon apparso su «L’Ardito», che raffigura una mano che sorregge una «thévenot» con sopra i nomi della lista. Al verso, sempre disegnato da Bolzon, il motto «A noi!» contorniato da due fasci.