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Prima edizione. Eccellente esemplare, freschissimo e pulito: assai raro in queste condizioni. Antologia “taschinabile”, secondo la definizione di Vanni Scheiwiller, prodotta in tempo di guerra per poter essere trasportata facilmente anche nelle tasche delle divise dei soldati al fronte. Originale lo scritto d’apertura, intitolato «Futurismo» e firmato «I futuristi» (che risulta comunque un centone di materiali introduttivi al futurismo tratti da «Guerra sola igiene del mondo»), e lo scritto di chiusura «Il futurismo e la conflagrazione» (leggermente aumentato diverrà il capitolo terzo di «Democrazia futurista», con data al febbraio 1919 e indicazione di tratto dal giornale «L’Ardito»). Il corpo del libro è costituito dagli ultimi manifesti prodotti, a volte in forma ridotta, per la prima volta organizzati in sezioni con apposita introduzione: Letteratura, Futurismo politico, Dinamismo plastico, Pittura dei suoni rumori odori, Musica, Arte dei rumori, Architettura, Teatro di varietà, Pesi misure e prezzi del genio, Teatro futurista sintetico, Scienza, Cinematografia, Futurismo e la guerra, Futurismo e conflagrazione. Gli autori, segnalati in copertina e frontespizio, sono Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, Pratella, Buzzi, Folgore, Mazza, Cangiullo, Jannelli, Sironi, Depero, Settimelli, Corra, Chiti, Ginna, Carli, Mara, Nannetti. -- «Durante il periodo eroico (1909-1920) furono pubblicate tre raccolte di manifesti curate da Marinetti, o per lo meno da lui avallate: 1) “I manifesti del futurismo”, Edizioni di Lacerba, Firenze 1914; 2) il volume miscellaneo “Noi futuristi”, Dott. Riccardo Quintieri Editore, Milano 1917, comprendente numerosi manifesti disposti non cronologicamente ma per attività: letteratura, politica, pittura, ecc.; 3) “I manifesti del futurismo”, Istituto Editoriale Italiano, 4 voll., Milano s.d. ma 1919» (Per conoscere Marinetti e il futurismo, a cura di L. De Maria, Milano, Mondadori, 1973, p. LXV). Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 17
Mm 155x230 Opera in 7 volumi rilegati in tela contententi le annate complete del 1907, 1908, 1910 e la prima metà del 1909. Anno 1907: Volume I, 872 pagine; Volume II, 708 pagine. Anno 1908: Volume I, 695 pagine; Volume II, 697 - 1490. Anno 1909: Volume I, 744 pagine. Anno 1910: Volume I, 800 pagine; Volume II, 736 pagine. Opera in buone condizioni, presenta fioriture e rare sottolineature. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In brossura. Con 5 tavole f.t. a col. e testatine e finalini di Remo Wolfe. Con dedica precedente proprietario all'occhiello. Bel componimento futurista parolibero di F. Depero (Il vento). Altri componimenti di: Degli Alessandrini - Andruszkiewicz - Angelini - Armellini - Covi - Emert - Falzolgher - Fiumi - Gandez - Gadotti - Gaifas - Galvagnini - Gambassi - Goio - Lorenzoni - Manfrini - Nardelli - Pasini - Pola - Prati - Raffaelli - Rossaro - Salvagni - Simonini - Stefenelli - Vittori - Zandonati - Bertotti - Floriani numero pagine: 121 formato: 16.5x21 stato conservazione: Segni d'uso ai dorsi e lievi danni al piatto posteriore. Macchie marg. alle pp. 10-14 non det.
Mm 215x240 Brossura editoriale, copertina policroma, 223 pagine con ricco apparato iconografico in nero e a colori nel testo. Catalogo della mostra organizzata dal Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura - presso Palazzo Pitti - 25 ottobre 1980, 4 gennaio 1981. Ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 160x240 Annata completa nei suoi 4 numeri compresa la rara brossura degli indici. 1300 pagine complessive circa. Copia in buone-ottime condizioni, solo una ammaccatura al piede del secondo tomo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Edizione originale. Esemplare proveniente dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris in frontespizio; in più che buone condizioni (lievi fioriture perimetrali; tracce di ruggine alla pinzatura). Raro catalogo dell’importante collettiva tenutasi nel febbraio 1931, con i futurist torinesi, i toscani (personali di Marasco e Thayaht) e — portato dal pisano Bellonzi — il futurista savonese Giovanni Acquaviva, che dopo questa specie di esordio nel movimento diverrà uno dei più vitali e creativi artisti dell’ultima stagione. Marinetti scrive la «Prefazione» e le presentazioni di Marasco e di Thayaht. Fondamentale apparato iconografico, con 27 illustrazioni tra le quali alcune cose molto rare e solo qui riprodotte, come i disegni di Acquaviva, le ceramiche di Farfa e Tullio D’Albisola, le opere di Bellonzi, Casini e RAM.
Edizione originale. Eccellente esemplare. Bellissimo catalogo della mostra organizzata da Bruno G. Sanzin nella prima metà dell’aprile 1932 all'Esposizione permanente del Sindacato delle Belle Arti. Celebre la copertina con tre fori circolari a dimensione scalare, praticati lungo la diagonale del piatto anteriore. Introduzione del curatore segue il «Manifesto della fotografia futurista» (Marinetti e Tato) stampato su doppia pagina nello stesso stile grafico in cui — contemporaneamente, si presume — viene diffuso anche in velina leggerissima sciolta. Partecipano: Bertieri, Boccardi, Arturo Bragaglia, Demaninis, Farfa, Gramaglia, Fosco Maraini, Parisio, Pirrone, Pocarini, Tato, Wanda Wuz. Importante sezione di «ceramiche futuriste», con lavori di Mario Anselmo, Tullio D’Albisola, Farfa e Alf Gaudenzi, tutti prodotti dalla fornace di Mazzotti. Dieci riproduzioni di opere: Tato (Ritratto dinamico di F.T. Marinetti; Pastore e somarello), Parisio (Anno X a Napoli), Demaninis (Sintesi area di Trieste; Ritratto di B.G. Sanzin), A. Bragaglia (Fumatore), Guarneri (Madonna con bambino), Boccardi (Pane quotidiano), D’Albisola (Ritratto di bimba quindicenne). Oltre alle illustrazioni, alcune belle pagine di réclame disegnate tra gli altri da Marcello Claris. Nuovi archivi del futurismo, I, 1932/7; Scudiero - Rebeschini, Il futurismo veneto, p. 28; Lista, Futurismo e fotografia, p. 283; Salaris, Storia del futurismo, p. 213
Edizione originale. CON DEDICA Straordinario esemplare pregiato dalla dedica autografa del curatore, Bruno G. Sanzin, «Ad Antonella Bragaglia», ovvero la curatrice della memoria storica del «fotodinamismo» di A.G. Bragaglia nel secondo Novecento. La dedica è datata «luglio 1971»: la dottoressa Bragaglia aveva curato l’anno precedente l’edizione critica moderna proprio del «Fotodinamismo», pubblicata per i tipi dell’«Einaudi Letteratura». In ottime condizioni di conservazione. Bellissimo catalogo della mostra organizzata da Bruno G. Sanzin nella prima metà dell’aprile 1932 all'Esposizione permanente del Sindacato delle Belle Arti. Celebre la copertina con tre fori circolari a dimensione scalare, praticati lungo la diagonale del piatto anteriore. Introduzione del curatore segue il «Manifesto della fotografia futurista» (Marinetti e Tato) stampato su doppia pagina nello stesso stile grafico in cui — contemporaneamente, si presume — viene diffuso anche in velina leggerissima sciolta. Partecipano: Bertieri, Boccardi, Arturo Bragaglia, Demaninis, Farfa, Gramaglia, Fosco Maraini, Parisio, Pirrone, Pocarini, Tato, Wanda Wuz. Importante sezione di «ceramiche futuriste», con lavori di Mario Anselmo, Tullio D’Albisola, Farfa e Alf Gaudenzi, tutti prodotti dalla fornace di Mazzotti. Dieci riproduzioni di opere: Tato (Ritratto dinamico di F.T. Marinetti; Pastore e somarello), Parisio (Anno X a Napoli), Demaninis (Sintesi area di Trieste; Ritratto di B.G. Sanzin), A. Bragaglia (Fumatore), Guarneri (Madonna con bambino), Boccardi (Pane quotidiano), D’Albisola (Ritratto di bimba quindicenne). Oltre alle illustrazioni, alcune belle pagine di réclame disegnate tra gli altri da Marcello Claris. Nuovi archivi del futurismo, I, 1932/7; Scudiero - Rebeschini, Il futurismo veneto, p. 28; Lista, Futurismo e fotografia, p. 283; Salaris, Storia del futurismo, p. 213
Edizione originale. Ottimo esemplare. Non comune e importante antologia di aeropoesia. Comprende componimenti di: Pattarozzi, Buccafusca, Geppo Tedeschi (curiosamente assente dalla lista in frontespizio e copertina), Sanzin, Giardina, Masnata, Castrense, Averini, Scurto, Farfa e Marinetti. Scritti introduttivi di Marinetti e di Pattarozzi (sotto la sigla «Mediterraneo futurista»): «16 anni dopo la pubblicazione della Seconda Antologia di poesia futurista (I Nuovi poeti futuristi - Ediz. di Poesia - Roma, 1925) le nostre Edizioni sganciano dal cielo colorato di vittoriosa prima vera mussoliniana questa Carlinga di versi liberi e parole in libertà gonfia di altoesplosivo lirico esaltante l’Italia adorata in armi». Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 84
Prima edizione CON DEDICA Esemplare in ottime condizioni. Importante antologia di poeti e musicisti futuristi curata da Marinetti, Acquaviva, Farfa, Giuntini, con poesie, parolibere e spartiti musicali di: Angeli, Annaviva, Balestrieri, Barbanelli, Bellanova, Buccafusca, Civello, Corona, Cucini, D’Albisola, Dall’Asta, Desiderio, Ferrero, Giardina, Goretti, Masnata, Pattarozzi, Pennone, Sanzin, Scurto, Sorrento, Tedeschi, Vercelli. Notevole layout disegnato da Acquaviva, un bianco e nero di Prampolini e un disegno parolibero di Cangiullo ornano il testo. Collaudo parolibero originale a cura degli autori: «Canzoni passate passatiste futuriste», contiene al suo interno un’aeropoesia di Marinetti (s.tit. ma si tratta di Bombardamenti, già in L’Esercito italiano 1942). Cammarota, Marinetti, 247; Id., Futurismo, Libri di aa. vv., 91; Salaris, Bibliografia, p. 78b.
Edizione originale di questa raccolta. Eccellente insieme nella «rara» (Cammarota) tiratura rilegata in tela con titolo in riquadro stampato in sanguigna: «Teatro futurista» (esistono esemplari con l’aggettivo «sintetico» anche sulla copertina); da segnalare solo una lieve fioritura alla copertina, ma per il resto libri solidi, freschi e puliti — condizione invidiabile per questo tipo di edizione. Insieme piuttosto raro a trovarsi completo nei due volumi. La collezione fu preceduta dall’edizione degli stessi contenuti in due rarissime plaquette pubblicate come allegato alla rivista «Gli Avvenimenti», diretta dallo stesso editore che è poi l’amico di Marinetti Umberto Notari. Le plaquette uscirono tra il dicembre 1915 e l’aprile del 1916, data che fa da “terminus post quem” per l’edizione della presente collezione nei due volumetti della «Biblioteca teatrale». Al primo volume le sintesi teatrali di Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Arnaldo Corradini, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Corrado Govoni, Luciano Folgore, Decio Cinti, sono precedute dal «Manifesto del teatro futurista sintetico». Più ampio il “parterre” di autori nel secondo volume, dove sono pubblicati Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Luciano Folgore, Mario Carli, Giacomo Balla, Guglielmo Jannelli, Mario De Leone, Ulric Quinterio, Armando Cavalli, Oscar Mara, Depero, Auro D'Alba, Trilluci, Cantarelli, Rebecchi, Diobelli, Nannetti. Cammarota, Marinetti, 51 e 58 2 voll.
Edizione originale di questa raccolta. CON DEDICA Straordinario insieme pregiato dalla dedica autografa di Marinetti al primo volume: «alla s.ra Jacuzio Ristori omaggio futurista FT Marinetti». Normali lievi segni del tempo (lievi fioriture alle copertine, particolarmente al secondo volume; primo volume con parziale rottura delle cerniere, senza distacchi), nel complesso ottimi esemplari. Insieme piuttosto raro a trovarsi completo nei due volumi. La collezione fu preceduta dall’edizione degli stessi contenuti in due rarissime plaquette pubblicate come allegato alla rivista «Gli Avvenimenti», diretta dallo stesso editore Umberto Notari, amico di Marinetti Le plaquette uscirono tra il dicembre 1915 e l’aprile del 1916, data che fa da “terminus post quem” per l’edizione della presente collezione nei due volumetti della «Biblioteca teatrale». Al primo volume le sintesi teatrali di Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Arnaldo Corradini, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Corrado Govoni, Luciano Folgore, Decio Cinti, sono precedute dal «Manifesto del teatro futurista sintetico». Più ampio il “parterre” di autori nel secondo volume, dove sono pubblicati Marinetti, Settimelli, Bruno Corra, Remo Chiti, Balilla Pratella, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Boccioni, Luciano Folgore, Mario Carli, Giacomo Balla, Guglielmo Jannelli, Mario De Leone, Ulric Quinterio, Armando Cavalli, Oscar Mara, Depero, Auro D'Alba, Trilluci, Cantarelli, Rebecchi, Diobelli, Nannetti. Cammarota, Marinetti, 51 e 58 2 voll.
Prima edizione. Esemplare uniformemente brunito al piatto superiore, con traccia di rimozione d’antica etichetta; per il resto ottimo. Plaquette molto rara: manca per esempio ai regesti storici di Claudia Salaris e alla stragrande maggioranza della letteratura specialistica dedicata al futurismo, compreso il Dizionario del futurismo; è censita in sole quattro copie in ICCU. È una delle ultimissime pubblicazioni sotto l’insegna delle Edizioni futuriste di «Poesia». Raccoglie nove «aeropoesie» di guerra, con spunti paroliberi, a opera di questo effimero gruppo di ventenni presi da entusiasmo fascista e futurista e radunati all’insegna della città etiope Gondar e del motto «lo riprenderemo», riferito all’«impero» in Africa orientale (di cui Gondar era capitale) definitivamente perso dopo la battaglia di Amba Alagi nel novembre 1941. Il leader dell’effimero gruppo è Silvio Labella, che chiude il fascicolo con il manifesto «Come e perché è nato il Gruppo futurista romano “Gondar”». Amedeo d’Aosta, viceré d’Etiopia e — pur nella sconfitta — eroico leader ad Amba Alagi, era morto di malattia il 3 marzo 1942 prigioniero nell’ospedale militare inglese di Nairobi. «Il Gruppo romano futurista Gondar “Lo riprenderemo” è composto dei ventenni paroliberi aeropoeti aeropoetesse aeropittori aeromusicisti futuristi Silvio Labella, animatore, Gino Celli, Antonio Chiocchio, Renato Di Nicola, Vanda Macrini, Ernesto Picilocchi, Giovanni Menichino, Tullio Previtera, Ugo Piccone, Anna Maria Leoli, Paola Conti, Eugenio De Vita, Edoardo Colonelli, Marcello Giampaoli» (da p. [2]). Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv. n. 87
Edizione originale. Straordinario esemplare con la firma autografa in quarta di copertina del grande collezionista Riccardo Jucker. Catalogo della storica mostra tenutasi nel novembre-dicembre 1950 alla Kunsthaus di Zurigo, curata dal grande grafico e connoisseur Max Bill. Una delle prime retrospettive significative del dopoguerra. Introduzione di R. Wherli, segue uno scritto di Max Bill a cui sono intercalati — tradotti in tedesco — il manifesto di fondazione del futurismo, di Marinetti; il «Manifesto tecnico dei pittori futuristi», di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini; il «Manifesto tecnico della scultura futurista», di Boccioni; il «Manifesto dell’architettura futurista», di Sant’Elia; l’articolo di Carrà apparso sul primo numero di «Valori plastici» (15 nov. 1918), che commenta il quadro «Ovale delle apparizioni».
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della mostra 20-31 dic. 1942. È l’ultima collettiva di aeropittura, e penultima mostra futurista tout court (seguita solo dalla ‘Mostra primaverile futurista’, Savona mar.-apr- 1944). Contiene lo scritto di Marinetti «L’Aeropittura futurista inizia una nuova era della plastica», ricorrente nei cataloghi fin dalla prima apparizione in ‘Stile futurista’ 2 (ago. ’34), qui preceduto dalla nota originale: «Dopo 4 mesi di guerra al fronte russo ora in licenza a Roma inauguro con gioia questa mostra che vuole collaborare alla sicura vittoria contro il disfattismo di molti passatisti nemici del nostro ottimismo italiano novatore». Segue l’elenco delle opere esposte (Tato è il più rappresentato, con 16 opere) e chiude la riproduzione di un quadro di Ambrosi (Crociera atlantica Balbo 1932) in taglio basso della penultima pagina. Aa. Vv., Prampolini, p. 497; Nuovi archivi del futurismo, I, 1942/5
Prima edizione della raccolta. Buon esemplare. Numero monografico del mensile fondato da Marinetti e diretto da Govoni, facente capo ad un'associazione internazionale fondata a Londra nel 1921. Raccoglie poesie e parolibere di: Aschieri, Averini, Benedetta, Buccafusca, Carta, Civello, Corona, D'Albisola, Farfa (Tuberie), Fazzi, Frate, Gerbino, Giardina, Goretti, Marinetti, Masnata, Olmi, Pacilio, Pattarozzi, Pennone, Sanzin, Scurto, Sorrento, Tedeschi. Cammarota, Marinetti, 223: «raro».
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, intatto anche alla copertina. Catalogo della mostra organizzata a cavallo del 1913-14 a Firenze, sotto l’egida della rivista Lacerba. -- «Riproposto a Firenze il sestetto ufficiale dei pittori futuristi già visto a Roma [feb. 1913, Teatro Costanzi], ma con opere diverse [...], o con molte altre (Soffici). Il testo al pubblico lo firma [per la prima volta] anche Soffici, inserito nel cast del Movimento» (NAF). -- Nel biennio 1912-13 di tour dei pittori futuristi in Europa e in Italia, questa tappa fiorentina conclusiva rappresenta il momento della consacrazione futurista di Ardengo Soffici, già presente nella prima collettiva futurista italiana del febbraio 1913 (che seguiva le maggiori tappe del tour europeo) ma qui protagonista con 18 opere (contro le 14 di Carrà e 11 di Boccioni, 10 di Severini, 4 di Balla e 2 di Russolo). Originali tutti i clichés: Boccioni, Testa + Luce + Ambiente; Carrà, Donna + casa + bottiglia...; Russolo, Volumi dinamici; Balla, Plasticità luci X Velocità; Severini, Danzatrice; Soffici, Sintesi pittorica di un paesaggio d’autunno. Il testo introduttivo è il medesimo della collettiva Roma feb. 1913, con le seguenti modifiche riscontrate da Pacini (e riconducibili fino al testo francese di Parigi feb. 1912): l’aggiunta della «pittura dei suoni, rumori e odori» accanto alla «pittura degli stati d’animo» (p. 14 del cat.), assecondando il manifesto di Carrà del settembre 1913; il paragrafo appena precedente la «Conclusione» è di molto snellito, tagliando due capoversi incipitari (p. 15 del cat., e sono «In alcuni dei quadri da noi presentati...» e «Così noi abbiamo realizzato la nostra famosa affermazione del cavallo in corsa...») e i due finali (p. 16 del cat., e sono «Noi andiamo distruggendo ogni giorno ... le forme realistiche ...» e «Così noi rispondiamo alla curiosità grossolana...»). La mostra, tuttavia, è molto diversa da quel gruppo che si sposterà da Roma a Rotterdam nel primo semestre dell’anno. Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 37-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1913-1914/1
Prima edizione nell’ultima e definitiva tiratura. Eccellente esemplare, fresco, pulito e senza alcuna seppur minima lacerazione. Non comune stampa definitiva della prima edizione del «Manifesto tecnico della pittura futurista», il manifesto fondamentale che gettò le basi teoriche del futurismo pittorico. Composto nel mese abbondante che trascorse tra la serata d’esordio dei pittori futuristi l’8 marzo al Teatro Chiarella di Torino, e il 19 aprile (data di un articolo di De Grubicy sul «Secolo» che ne accusa ricezione), il manifesto uscì inizialmente con la firma di Aroldo Bonzagni (secondo le ultime ricerche, ne furono effettuate più stampe diverse a breve seguire l’una dall’altra). Qualche tempo dopo, Marinetti fece realizzare una stampa definitiva dove si trova il nome di Giacomo Balla al posto di Bonzagni. Questa nuova stampa contiene anche una non banale variante testuale: laddove a pagina due (quarto paragrafo) le stampe precedenti hanno «corrente scientifica» qui troviamo «corrente di libertà individuale». Inoltre, la pagina del bifolio misura 220 mm in larghezza, contro i 230 usuali dei manifesti futuristi (che è la misura anche della prima tiratura). -- «As events unfolded, Aroldo Bonzagni left the group, Giacomo Balla entered the fold, and a fourth printing of the technical manifesto was undertaken, featuring the signatures of the definitive quintet of Futurist painters. The text of this new leaflet was entirely recomposed, using a similar but different font, with small adjustments and only one significant change: in the paragraph where the Futurist painters draw a parallel between the “enlightened individual research [that] has taken the place of […] dogma in all fields of human thought” and the “vivifying current of individual freedom” that should “replace academic tradition” in art, the earlier printings have “vivifying scientific current”, whereas the definitive printing uses the phrase “vivifying current of individual freedom”. When exactly the last and definitive printing of the “Manifesto tecnico della pittura futurista” took place, will probably remain an unsolved question. The documents [...] suggest that it was not done before September 1910, i. e. four months after the announcement of Giacomo Balla’s entry into the group of Futurist painters. It may well be that this version was only printed and distributed together with the other propaganda material that Marinetti had lined up in great quantities to prepare the Italian public for the second season of Futurist serate in 1911» (Coronelli). Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910 (IYFS 12, 2022, in print), fig. 3b & Appendix 3.1.4; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 9.2
Seconda edizione. Ottimo esemplare. Ultima edizione del manifesto in formato volantino, è in realtà la prima a uscire sotto l’egida della «Direzione del Movimento Futurista», preceduta solo dall’edizione stampata da Poligrafia italiana nel 1910 (in diverse tirature varianti) e rilasciata dagli «Uffici di “Poesia”». A dispetto della data in calce «11 aprile 1910» — che è la data originaria di composizione del testo — questa edizione appartiene alla «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” (nonostante la data «fine 1911 / 1912» indicata nella bibliografia di riferimento compilata da Paolo Tonini). In ultima pagina compare l’organigramma della Direzione del Movimento Futurista, suddiviso nelle sezioni di Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile, Arte dei Rumori. Tonini, I manifesti del futurismo, 9.7
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Non comune e prezioso catalogo della mostra olandese della primavera del 1913, organizzata dal Circolo cittadino. Si tratta della prima mostra tout court dove appaiono delle sculture futuriste (e sono la «Compenetrazione di testa, finestra» etc. e lo «Sviluppo di una bottiglia nello spazio», entrambe opere boccioniane). Realizzato sulla falsariga di quello per la «Prima esposizione pittura futurista» Roma febbraio 1913 (Teatro Costanzi / Gall. G. Giosi), di cui traduce il testo «Les exposants au public» (a sua volta minimo aggiornamento del testo introduttivo realizzato per la tournée del 1912 — Pacini segnala le varianti tra i due testi francesi), il catalogo di Rotterdam ne è un perfezionamento: Soffici entra a pieno diritto nel gruppo, anche come firmatario del testo; in catalogo figurano un elenco dei quadri venduti durante la tournée 1912, con relativi compratori (Marinetti, Borchardt, Busoni, Bernheim Jeune, Rothschild, Meyer-See); i prezzi (o il prestatore) delle nuove opere presentate (il più costoso è il «Dynamisme musical» di Russolo, seguito a stretto giro da quadri di Boccioni e Carrà); la nuova sezione dedicata alla scultura; 6 clichées originali delle opere esposte (Boccioni, Elasticité; Carrà, Forces centrifugues; Russolo, Résumé plastiques des mouvements d’une femme; Balla, Une laisse en mouvement; Severini, Hiéroglyphe dynamique du Bal Tabarin; Soffici, Synthèse picturale de la ville de Prato). Tra le altre varianti rispetto alla mostra romana, due quadri di Russolo (Moi mouvementé, Résumé plastique des mouvements d’une femme). La copertina del catalogo, invece, riprende colore e impaginazione del ‘mitico’ catalogo Parigi feb. 1912, ovvero poi della tappa Bruxelles mai-juin 1912, con i quali viene facile a prima vista confonderlo. «Nella nuova formazione a sei sperimentata all’inizio del 1913 a Roma [Galleria Giosi], estesa con Boccioni anche alla scultura, gli artisti futuristi si ripropongono in Europa [...]. In catalogo [...] si esibisce un elenco dei dipinti [con prezzi e] venduti» (NAF) Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 31-s; Nuovi archivi del futurismo I, 1913/4
Edizione originale. Ottimo esemplare. Catalogo della prima collettiva futurista tout court, che inaugura a Parigi la tournée europea dei pittori futuristi nel 1912. Testo in francese «Les exposants au public» – comune a tutti i cataloghi di detta tournée – a firma di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini – che sviluppa le idee esposte da Boccioni nella conferenza sulla pittura futurista al Circolo Internazionale Artistico di Roma il 29 maggio 1911. Segue la redazione in francese del Manifesto dei pittori futuristi (a firma degli stessi). 8 riproduzioni b.n. di opere esposte, due per artista (manca Balla): Severini, Danseuse obsédante, La modiste; Russolo, Souvenirs d’une nuit (e La révolte a chiusura delle illustrazioni); Boccioni, Les adieux, Le rire; Carrà, Les funérailles de l’anarchiste Galli, Cahots de fiacre. Da alcune lettere di Boccioni conosciamo la tiratura, che fu tra le 13.000 e le 17.000 copie (Pacini). -- «L’esposizione di pittura futurista alla Galleria Bernheim Jeune di Parigi, che si svolge dal 5 al 24 febbraio 1912, costituisce il primo appuntamento internazionale del movimento in ambito pittorico [...]. La risonanza all'avvenimento è grande e l'esposizione viene descritta come un grande successo di pubblico [...]. Il catalogo comprende anche un'opera di Balla non presente nell'esposizione oltre a un'importante dichiarazione introduttiva intitolata “Les Exposants au public” [...]» (Diz. Fut.) Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, pp. 17-19; Nuovi archivi del futurismo, I, 1912/1; Diz. Fut., p. 478c-479a
Seconda edizione in questo formato. Più che buon esemplare (lievi fioriture alla cerniera del bifolio, con un minimo principio di distacco non destinato a peggiorare). Non comune ultima edizione del manifesto in formato volantino, è in realtà la prima a uscire sotto l’egida della «Direzione del Movimento Futurista», preceduta solo dall’edizione stampata da Poligrafia italiana nel 1910 e rilasciata sotto l’egida di «Poesia», la rivista di Marinetti. Questa edizione appartiene alla «ristampa» annunciata da Marinetti a Francesco Balilla Pratella in una lettera datata primo maggio 1913, che vale dunque come “terminus post quem” per la reale data di pubblicazione del volantino. Assente dal repertorio Tonini, I manifesti (2011)
Seconda edizione. Seconda edizione ma prima pubblicata sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista». Testualmente conforme alla tiratura definitiva della prima edizione, che vedeva Balla e Severini tra i firmatari e alcune non banali modifiche testuali. -- A partire circa dal maggio 1913 Marinetti ordinò alla nuova tipografia, con cui lavorava dal 1912, una nuova edizione di tutti i principali manifesti usciti nel periodo fondativo 1910-1911: oltre a questo dei pittori, il manifesto di fondazione, il manifesto tecnico sulla pittura, i due manifesti sulla musica e sui musicisti. La nuova edizione aggiorna la grafica a quella in uso in quel momento — mantenendo generalmente una stretta identità formale con la serie già uscita — ed esce con le insegne editoriali della «Direzione del Movimento futurista» (suddiviso nelle sezioni di Poesia, Pittura, Musica, Scultura, Azione Femminile, Arte dei Rumori), denominazione coniata già nel tardo 1911 ma impiegata massicciamente proprio a partire da questo rinnovato slancio editoriale dei manifesti futuristi. Tonini, I Manifesti, 4.3 (ma datazione erronea al 1911/12)
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare (lievissima brunitura al margine esterno delle pagine). Seconda e definitiva tiratura del «Manifesto dei pittori futuristi», atto di nascita del gruppo artistico del futurismo. In questa tiratura il gruppo dei cinque artisti è aggiornato con le firme di Gino Severini e Giacomo Balla, che entrano i sostituzione dei due membri originari, Romolo Romani e Aroldo Bonzagni, i quali lasciarono il gruppo uno dopo l’altro tra marzo e maggio 1910. Rispetto alla prima tiratura, stampata senza data nella seconda metà del febbraio 1910 e con le due firme poi dimissionarie, viene cassata la frase «Noi non invochiamo certo la materiale distruzione dei musei, come grossolanamente capirono gli stupidi detrattori del futurismo [...]», sostituita da «[religione del passato] alimentata dall’esistenza nefasta dei musei». «Romolo Romani and Arolodo Bonzagni, one after another, left the group between March and May 1910, to be replaced, respectively, by Gino Severini and Giacomo Balla. Consequently, Marinetti ordered a reprint of the “Manifesto dei pittori futuristi” with the names of the signatories revised. He used the same plates as in the first printing, except for a major interpolation at the beginning of the text, a few other minor changes here and there, and the bottom lines of the last page with the new names in the — now definitive — quintet of the Futurist Painters. Furthermore, the “Redazione di Poesia” became “Uffici di Poesia”, and the date “11 February 1910” was added at the foot of the last page. Contrary to what is asserted in all the studies on the subject, this updated reprint of the manifesto leaflet did not coincide with the actual changes in the composition of the group. Several documents, which I shall examine more thoroughly below, show that the reprint of the “Manifesto dei pittori futuristi” did not take place before September 1910; there is even an off-chance that it may have taken place a whole year later, in preparation for a new series of serate to take place in the first half of 1911» (Coronelli). Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910 (IYFS 12, 2022, in print), fig. 1b & Appendix 2; Tonini, I manifesti del futurismo, 4.2
Catalogo originale. In ottime condizioni. In calce al frontespizio indicazione di tiratura «Dritte bis fünfte Auflage des Katalogs» (terza-quinta tiratura), forse legata alla proroga della mostra fino al 31 maggio. Catalogo della mostra organizzata nella primavera del 1912 da Herwarth Walden, direttore di «Der Sturm»; terza tappa della tournée europea dei pittori futuristi, dopo Parigi e Londra. Contiene il «Manifest des Futurismus», il testo «Die Aussteller an das Publikum» – comune a tutti i cataloghi di detta tournée – e il «Manifesto dei pittori futuristi» (tradotto semplicemente come «Manifest der Futuristen»). Editorialmente, il catalogo segue quello di Londra, espungendo chiaramente Balla anche dall’elenco degli artisti in frontespizio (il nome rimane quale firmatario dei testi) e risistemando la numerazione del catalogo a 35 opere complessive con il ‘nuovo’ Russolo che sostituisce l’assente Balla; conforme a Londra anche l’impaginazione degli 8 clichées, i testi e il breve commento che segue le opere. «[...] l’autentico esordio del futurismo in Germania avviene a Berlino, il 12 aprile 1912, con l'apertura alla Galleria Der Sturm della mostra di Boccioni, Carrà, Russolo e Severini» (Diz. Fut.); «[...] seconda mostra [= Zweite Ausstellung] della rivista d’avanguardia ‘Der Sturm’» (NAF). Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 21-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1912/5; Diz. Fut., p. 516c; Futurismo: Filippo Tommaso Marinetti e l’avanguardia giuliana (cat. Gorizia 2009), n. 53