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Catalogo originale. Esemplare proveniente dalla storica collezione futurista di Giampiero Mughini; lievi segni del tempo alla copertina e leggere fioriture alla prima e ultima carta. Catalogo della mostra a Bruxelles 20 maggio - 5 giugno, quarta tappa della tournée europea 1912 dei pittori futuristi (segue Parigi, Londra e Berlino). «The Futurist presentation had been planned to runo from 20 May to 4 June 1912, but the delayed arrival of the paintings from the previous showing at the Sturm Gallery in Berlin meant that Georges Giroux could stage his event only after 30 May» (Handbook of International Futurism, 2019, p. 326). Il catalogo è una ristampa pedissequa di quello parigino, con l’unica differenza della rimozione del rigo relativo all’opera di Balla mai pervenuta (ma il compositore del catalogo non se ne avvede e non aggiusta la numerazione seguente all’espunzione del cat. n. 27, Balla «Lumière electrique», continuando a riprodurre l’impaginato e la numerazione di Parigi): dunque testo in francese «Les exposants au public» – comune a tutti i cataloghi della tournée – a firma di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini – che sviluppa le idee esposte da Boccioni nella conferenza sulla pittura futurista al Circolo Internazionale Artistico di Roma il 29 maggio 1911; segue la redazione in francese del «Manifesto dei pittori futuristi» (a firma degli stessi) e 8 riproduzioni b.n. di opere esposte. Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 22-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1912/6
Edizione originale. Eccellente esemplare. Catalogo della prima esposizione collettiva futurista in Italia, ospitata nel foyer del Teatro Costanzi di Roma, ed evento di apertura del 1913 dei pittori futuristi. La mostra arriva appena al rientro dalla fortunata tournée europea del 1912, con due importanti novità: al gruppo che aveva girato l’Europa (Boccioni, Carrà, Russolo e Severini) si aggiungono Giacomo Balla (che espone «Guinzaglio in moto [= Dinamismo di un cane al guinzaglio]», «I ritmi dell’archetto [= La mano del violinista]», «Lampada ad arco» e «Bambina moltiplicato balcone [= Ragazza che corre sul balcone]») e in qualità di «invitato» Ardengo Soffici (espone «Saggio di deformazioni 1910», «Saggio di una sintesi pittorica della città di Prato 1912», quattro «Scomposizioni di piani»: d’un lume 1913, d’un fiasco 1913 1a e 2da, di zuccheriera e bottiglia 1913, tre «Linee e volumi»: di una figura 1913, di una strada 1913, di un ponte 1913). La lista delle opere esposte è preceduta dal testo programmatico già presente nelle varie lingue sui cataloghi del 1912, con un cappello introduttivo rielaborato ad hoc: «Dalla famosa serata dell’8 marzo 1910 al Teatro Chiarella di Torino [...] noi abbiamo molto combattuto, molto conquistato e intensamente lavorato! E oggi possiamo affermare senza alcuna boria, che questa prima Esposizione di Pittura futurista a Roma è la più importante manifestazione dell’arte italiana, da Michelangelo a oggi». -- «[...] all’inizio del 1913 i pittori futuristi si ripropongono, muovendo da Roma, con un ciclo di opere innovativamente decisive, che rappresentano la maturità del momento “analitico” della ricerca futurista» (NAF). Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 29-s; Salaris, Storia, p. 40a; Nuovi archivi del futurismo I, 1913/1
Catalogo originale. Esemplare in ottime condizioni di conservazione: rimossa la carta corrispondente alle pagine 29/30, contenente due tavole con opere di Ambrosi e Di Bosso. Prezioso album/catalogo, molto raro (manca al completissimo repertorio dei Nuovi archivi del futurismo e i repertori istituzionali online registrano meno di dieci copie in tutto il modo, la maggior parte delle quali in biblioteche romane). Stampato con grande cura dall’Ufficio editoriale dell’Aeronautica diretto da quel Federigo Valli che animerà l’editoria romana nel dopoguerra con le memorabili Edizioni di «Documento». Dalla prefazione, firmata dal «Tenente Colonnello Enrico Castello | luglio 1942»: «Per la prima volta, alla Biennale di Venezia, un intero padiglione è dedicato all’Aeronautica [...]. La guerra si fa sentire [...]. Solo i futuristi, bisogna riconoscerlo, hanno tentato la nuova espressione di vita [...]». Nel 1942 la Confederazione fascista Professionisti e Artisti in collaborazione con l’Aeronautica italiana organizza una vera e propria residenza per artisti negli spazi militari dell’arma aerea italiana, con lo scopo di produrre opere sul soggetto: «Nonostante il tempo limitatissimo, una cinquantina di artisti ha risposto all’invito [...], hanno osservato i musi delle macchine e le sagome degli uomini; parecchi hanno preso parte a voli di guerra, disegnando in volo; uno ha persino dipinto nel vuoto della carlinga sospesa sul mare. [...] Il numero delle opere [...] ci ha costretti a limitare la scelta a 185 fra quadri e sculture». Tra gli artisti esposti, i fratelli Cascella (Michele, Tommaso e Pietro, «eccellenti»), Anselmo Bucci («fenomeno»), gli aeropittori Chetoffi (alias Ketoff, al secolo Ivan Ketov), Di Bosso, Crali, Verossì e Ambrosi (sorprendente l’assenza di Tato). In mostra anche xilografie e sculture. Tra l’ampia sezione delle tavole, accuratamente riprodotte in scala di grigi ed esaltate dal grande formato, si segnalano le opere di Ambrosi (Uomini e macchine di guerra; Allarme a bordo; Bombardamento di Malta), Verossì (Profughi nell’S. 81), Di Bosso (Paracadutista lanciato), Crali (Luci di guerra sul Mediterraneo), Chetoffi (Caccia tuttofare; Attaccano i paracadutisti).
Edizione originale. Ottimo esemplare (normale leggera brunitura e pinzatura minimamente arrugginita). Raro catalogo della collettiva tenutasi alla Galleria Pesaro: «Nel nome di Boccioni l’ultima grande mostra futurista presso la milanese Galleria Pesaro» (NAF I 1933/16). Il nucleo delle opere esposte — quasi 400 per 91 artisti!!! — proviene dalla «Mostra nazionale d’arte futurista» ospitata all’interno della «III settimana mantovana» (Palazzo Ducale di Mantova, maggio 1933: cfr. NAF I 1933/11; Gazzola, Bot, p. 207). Marinetti scrive la «Prefazione» e la presentazione di «Gerardo Dottori pittore futurista» (Cammarota, Marinetti, Prefazioni, 116). L’evento avvenne in accordo con la personale boccioniana ospitata dal Comune di Milano nelle sale della Villa Reale per le «Onoranze nazionali a Umberto Boccioni». Amplissima personale di Gerardo Dottori, e mini-personali di Mino Rosso e Pippo Oriani all’interno di un enorme evento espositivo che rappresenta uno sforzo eccezionale di allargamento del movimento futurista. Cammarota, Marinetti, XI.116; Nuovi archivi del futurismo I, 1933/16; Gazzola, Bot, p. 207
Catalogo originale. Esemplare caratterizzato dalle usuali tracce di ossidazione sparse, dovute facilmente al tipo di carta utilizzato che reagisce molto male a condizioni di umido. Per il resto in ottime condizioni. Catalogo della mostra nella primavera del 1934 all'Hotel Negresco di Nizza. «Préface» di Marinetti, traduzione francese del «Manifesto dell'aeropittura». -- «[...] consistente attenzione alla scultura in ceramica, di realizzazione albisolese: da Tullio, a Torido, a Fillia, da Strada ad Anselmo [a Munari]» (NAF) --L’esposizione, allestita da Tullio D’Albisola e d’intendimento itinerante, ebbe una storia particolare. Le opere (circa 50), che provenivano da una precedente mostra futurista a Livorno, furono inviate presso l’Hotel Negresco, dove Marinetti tenne una conferenza. Da qui furono spostate a Parigi e poi a Bruxelles. Al momento di farle tornare in Italia non c’erano i soldi necessari a pagare il viaggio, per cui rimasero in un deposito. Nel dopoguerra se ne persero le tracce (molti futuristi superstiti le diedero per disperse, o distrutte durante il periodo bellico) finché nel 1984 ricomparvero fortuitamente a Lione. Il gallerista autore del ritrovamento, appurata con l'ausilio di Enrico Crispolti provenienza e autenticità delle tele, organizzò una tornata d'asta in cui furono vendute. L'episodio è stato ricordato da diversi futuristi, tra cui Tullio Crali («a Lione, all’Hotel Sofintel, si fa l'asta di aeropitture futuriste. Dopo cinquant’anni i quadri da noi esposti a Parigi e Bruxelles, mai restituiti, scomparsi, sono venuti a galla e messi subito all'asta. Milioni, milioni, milioni, milioni di beffe per noi, altrettante palanche per gli sciacalli» - cit. in Scudiero e Rebeschini, Futurismo veneto, p. 254) e Osvaldo Peruzzi (cfr. Catalogo generale, p. 98). Nuovi archivi del futurismo I, 1934/9
Seconda edizione modificata e definitiva. Ottimo esemplare (minime normali sfrangiature sul bordo esterno). La seconda edizione, che aggiorna con la Turchia lo schieramento delle nazioni passatiste, seguì a stretto giro la prima: quest’ultima diffusa in ottobre, la seconda e definitiva già annunciata in distribuzione ai primi di novembre. Sulla copertina si legge lo slogan (che manca in prima tiratura): «Preghiera di affiggerla nelle case e nei luoghi pubblici || Prima tiratura: 300.000 copie distribuite gratuitamente». -- La «Sintesi futurista della guerra» «è sicuramente l’oggetto artistico più significativo che i futuristi crearono durante la Prima guerra mondiale» (M.E. Versari, “Guerrapittura”, in C. De Maria, L’Italia nella Grande Guerra, Roma 2017, p. 103). In seguito alla manifestazione interventista del 16 settembre 1914, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, in cui i futuristi diedero fuoco alle bandiere austriache, un gruppo di essi (tra cui sicuramente Boccioni e Marinetti) fu incarcerato per qualche giorno e rilasciato dietro firma di un documento di esplicita rinuncia ad altri atti pubblici antiaustriaci. «È dunque a questo punto, come reazione a questa situazione di censura, che nasce la tavola parolibera-manifesto Sintesi futurista della guerra. Firmata da Marinetti, Boccioni, Carrà, Luigi Russolo e Ugo Piatti, viene datata “dal cellulare di Milano 20 settembre 1914”. In realtà, dei cinque firmatari, soltanto Marinetti, Boccioni e Piatti si trovano in galera la notte del 20 settembre. Carrà è in vacanza a Varzi, vicino a Voghera, e Russolo a casa con un’infezione intestinale. La struttura fondamentale della sintesi riprende un motivo che Marinetti aveva ideato originariamente come icona propria del futurismo» (ivi, p. 108), ovvero il cuneo futurista che schianta il passatismo disegnato in molte delle dediche autografe apposte su Zang Tumb Tuuum. -- La Sintesi appare per la prima volta in un volantino datato 20 settembre 1914, ma diffuso sicuramente in ottobre e ristampato successivamente con una modifica rilevante: l’aggiunta della Turchia — entrata direttamente nel conflitto il 29 ottobre — tra le nazioni dello schieramento passatista. In questa ultima forma — diffusa in volantino al principio di novembre (come annuncia Marinetti in una lettera a Folgore del 5 novembre, dove ne indica anche la tiratura in 20.000 copie: Carteggio futurista, Roma 1987, n. 28) — fu poi riproposto in Guerrapittura di Carlo Carrà (aprile 1915), come tavola a doppia pagina ripiegata infine; dunque con molte modifiche e sfondo tricolore sul primo numero del «Montello», 20 settembre 1918. Ebbe un impatto iconico enorme, direttamente influenzando — come ha dimostrato Maria Elena Versari (Avant-garde Iconographies of Combat, in «Annali di italianistica» 33, 2015, pp. 187-204) — il famoso poster di El Lissitzky Sconfiggi i bianchi con il cuneo rosso (1919). Tonini, I manifesti del futurismo, n. 84.2; Versari, Avant-Garde Iconographies of Combat (Annali d’italianistica 33, 2015: 187-204); Versari, “Guerrapittura” (in «L’Italia nella Grande Guerra», cur. De Maria, Roma 2017: 101-112)
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Catalogo della mostra tenutasi al Salone della Gazzetta del Popolo 19 feb. - 15 mar. 1938. Contiene il testo di Marinetti «L'aeroscultura futurista inizia una nuova era della plastica» (per la prima volta in ‘Stile futurista’ 2, ago. ’34), e il «Manifesto dell'arte sacra futurista» (1931). 5 riproduzioni b.n. delle opere esposte, ritratto fotografico b.n. di Fillia a p. 20. -- «Attorno al gruppo torinese, con la novità Nenoff, un ricordo di Fillia [...], una consistente presenza di Oriani, progetti architettonici di Diulgheroff e Mosso, e lavori di diversi ‘aeroceramisti’ liguri. E affluenze diverse: altre liguri, trivenete, marchigiane [i.e. il gruppo Savarè, Acquaviva, Tano, Tato, Monachesi]» (NAF). -- Fillia era scomparso appena trentaduenne nel 1936 a causa di una lunga malattia. Interessanti anche le manifestazioni nel corso della mostra, elencate a p. [1]: inaugurazione di Marinetti, declamazioni di simultaneità dal ‘Poema africano’ a cura della contessa Morozzo della Rocca; il 2 marzo discorso ‘La Madonna del Tambien’ di Frate Ginepro (legionario divisione 28 ottobre) e ‘L’avvenire dello sport femminile’ di Marinetti; il 15 marzo ‘convegno di chiusura’. Nuovi archivi del futurismo, I, 1938/2
Catalogo originale. Ottimo esemplare. «Another important exhibition of the Turin group led by Fillia» (NAF). Raro catalogo della mostra alla Galleria Codebò di Torino nel marzo '32, con le personali di Mino Rosso, Pippo Oriani, E. Alimandi, M. Mori, M. Zucco, e la mostra collettiva comprendente, tra gli altri, Diulgheroff, Pozzo, Saladin, D'Albisola, Fillia. Riproduzioni b.n. di opere (Oriani, La lettrice; Zucco, Composizione; Diulgheroff, Trasparenze musicali; Saladin, La città; Mori, Radio). Raffinata grafica torinese, nel tipico stile di «Città nuova», «Stile futurista» etc. Diz. Fut., p. 816c.; Nuovi Archivi del futurismo I, 1932/8
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della mostra del dicembre 1933 alla Bottega d'arte di Livorno, con le personali di Fillia, Oriani, Mino Rosso e Peruzzi e una collettiva di aeropittori, pittori e scultori futuristi (Diulgheroff, Dottori, Saladin, Prampolini, Pozzo, Andreoni, Crali, Benedetta, Tullio d'Albisola). Scritti introduttivi di Marinetti e Fillia. Ampia iconografia, con 20 riproduzioni di opere, introduzione originale di Marinetti (Arte futurista) e scritto di Fillia (Futurismo e aeropittura). -- «Importante rassegna di rappresentatività nazionale, in prevalente clima aeropittorico “cosmico”, con forte presenza dell’importante gruppo torinese [...] al quale risponde, per i toscani, Peruzzi» (NAF) Cammarota, Marinetti, Presentazioni, 121; Nuovi archivi del futurismo I, 1933/24
Edizione originale. Eccellente esemplare, fresco, pulito e squadrato; praticamente senza segni del tempo: rarissimo così. Raro catalogo della mostra organizzata da Prampolini, Fillia e Defilippis al Palazzo Ducale in Genova nel novembre-dicembre 1934: «Rassegna di realizzazioni e proposte tipologiche, costituisce uno dei maggiori eventi propositivi del Futurismo negli anni trenta, dedicato alla nuova originale pratica di intervento ambientale in rapporto all’architettura (oggi si direbbe di ‘arte pubblica’) [...]. Vi prevale un’impaginazione di forte impressività comunicativa» (Nuovi archivi del futurismo, I, 1934/15). Il layout è in effetti un piccolo capolavoro “scuola di Torino 1930”, con il contributo determinante di Prampolini in copertina, risultando una tra le migliori e più rappresentative grafiche della contemporanea avanguardia internazionale. Marinetti firma la prefazione (Plastica murale e fascismo ispiratore) in qualità di presidente della mostra. Seguono 46 straordinarie fotografie delle opere, impaginate assieme all’elenco degli espositori (Prampolini, G. Rosso, M. Rosso, Fillia, Oriani, Depero, Tato, Gambetti, Gaudenzi, Peruzzi, Pozzo, D’Albisola, Ambrosi, Benedetta, Dal Bianco, Delle Site, Spiridigliozzi, Anselmo, Piccione, Bevilacqua, Vaccarini, Bassano, Vottero, Violante, Abbatecola, Andreoni, Caviglioni, Lombardo, Calcaprina, Mariotti, Diulgheroff, Claris, Crali, Gaudenzi, Cernigoj, Scaini, Magnaghi) divisi nelle sezioni «Palazzi», «Case del Balilla», «Case della piccola italiana», «Istituti», «Aeroporti», «Stazioni», «Colonie», «Scuole», «Caserme», «Dopolavori [sic]» ecc. Ventisei pagine finali di inserzioni tecniche (Linoleum, Cementite, Plasticolore, Plastolite...) realizzate nello stesso stile del catalogo, con tavole e fotografie, chiuse dalla pagina di «Stile futurista. Estetica della macchina. Rivista mensile d’arte-vita».
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare a tiratura limitata ad personam con dedica autografa di Giuseppe Verzocchi. Ottimo esemplare. Lussuoso catalogo dello stabilimento Verzocchi di Milano, produttore di mattoni refrattari. Belle tavole di Baldissini, Cisari, De Carolis, Depero, Dudovich, Fratino, Greppi, Magrini, Maggioni, Marussig, Miti Zanetti, Nizzoli, Parmeggiani, Scolari, Sacchetti, Sinopico, Stroppa, Zampini. Testo impresso in arancione, anche alle veline parlanti che recano commenti dei clienti della Verzocchi. Il titolo del catalogo gioca sul motto latino «veni vidi vici» e le iniziali della ditta «V&D». Jentsch, Libri d’artista, n. 26
Prima edizione. Esemplare appartenuto al quadriumviro Cesare Maria De Vecchi, con ex-libris «Conte di Val Cismon», in gradevole legatura ottocentesca; qualche normale segno del tempo, ma ottimo esemplare ad ampi margini. Oltre a Foscolo, Monti e Pindemonte si trovano componimenti di Berchet, Saffi, Torti... «il [nome di Lorenzo Mascheroni], affiancato a quello del Monti, riappariva però [...] in una silloge di rime patriottiche, l’“Antologia repubblicana” del marzo 1831, che reca l’indicazione di Bologna [...]; ma anche in questo caso si dovrà pensare ad un’origine ticinese del volume. In quella raccolta, che aggiornava alle recenti insorgenze politiche la più importante delle miscellanee di inizio secolo, il “Parnasso [...]” del 1801, la mascheroniana “Canzone all’Italia” [...] si aggiunge a una dozzina di testi del Monti; il repertorio [...] ripercorre i momenti più alti dell’epopea [...] e ben rappresenta [...] il rilancio di quel bonapartismo patriottico e libertario, allegorico e classico, che allora alimentava molte speranze» (Spaggiari). Spaggiari, «Tipografie di frontiera» (in: Geografie letterarie, Milano 2015), p. 258-s; Motta, Le tipografie del Canton Ticino (Lugano 1964), p. 15; Agliati, Le edizioni Vannelli e Ruggia (Lugano 1988), p. 22 n. 12
Edizione originale. Ottimo esemplare (da segnalare solo una leggerissima fioritura alla prima carta). Ultima grande mostra futurista storica, organizzata al Palazzo del Podestà di Bologna dall’ultimo «segretario del Movimento futurista italiano», Giovanni Korompay (1904-1988), che nel 1945 — assieme ad Angelo Caviglioni, Giovanni Acquaviva e Umberto Peschi — tentò di riorganizzare a Bologna gli scampoli del movimento dopo la morte di Marinetti. Principale esito fu questa importante occasione espositiva, realizzata con il decisivo contributo di Fortunato Depero ed Enrico Prampolini, autori in catalogo di due corposi contributi, rispettivamente «Geometria e pittura nucleare» e «Futurismo astrattismo e oltre». Tra gli altri scritti, oltre alla presentazione di Korompay, «Infinità dell’arte» di Acquaviva, «Futurismo e neofuturismo» di Rezio Buscaroli e un’estratto da «Le carte parlanti» n. 13-15, 1951, a firma di Carlo Carrà: «La pittura futurista nel suo movente storico». Nelle parole del bibliografo Domenico Cammarota questa «è l’ultima pubblicazione ufficiale del Movimento Futurista Italiano, già autoscioltosi l'anno prima». Corposo apparato iconografico, con schede biografiche e illustrazione per ciascuno degli artisti esposti, tra i quali segnaliamo, oltre agli organizzatori: Leandra Angelucci (La vita), Giacomo Balla, Enzo Benedetto, Umberto Boccioni (Cavallo cavaliere e caseggiato), Osvaldo Bot, Rezio Buscaroli, Leonardi Castellani, Italo Cinti, Primo Conti, Tullio Crali, Gerardo Dottori, Farfa, Fillia (Spiritualità aerea), Giannetto Malmerendi, Ugo Pozzo, Mino Rosso, Ardengo Soffici (Campi lavorati), Bruno Tano, Wladimiro Tulli. Cammarota, Futurismo, VI.96
Edizione originale, tiratura con le illustrazioni intercalate nel testo. Più che buon esemplare, quasi ottimo, con lievi segni del tempo e leggeri segni d’attenzione al testo, in grafite, probabilmente rimuovibili ma in ogni caso interessanti (leggerissima traccia di gora d’umido al margine interno delle carte; pinzatura arrugginita; fioritura all’ultima carta). Catalogo della grande collettiva presso la Galleria Centrale d'Arte diretta da Edoardo Moretti (Palazzo Cova), marzo 1919, la più ampia e importante mai organizzata. Diviso in sezioni: «Quadri, disegni, complessi plastici, teatro plastico futurista», con ampio spazio alla personale di Depero (83 opere); «Tavole parolibere»; «Alfabeto a sorpresa»; «Architettura». Prefazione originale di Marinetti e altri interventi in corso di catalogo a circostanziare lo stato della ricerca artistica del futurismo al rientro dalla guerra: «Fondamentale occasione di censimento e di ampio rilancio delle forze futuriste in campo, di più generazioni, fra pittura, complessi plastici, architettura, spettacolo, moda e tavole parolibere, all’indomani del conflitto mondiale, in una sistemazione critica dei diversi indirizzi di ricerca» (Nuovi archivi del futurismo). -- Del catalogo fu fatta una tiratura, probabilmente posteriore ma in ogni caso pregiata dalla presenza di 10 illustrazioni, abilmente ricavate nello spazio concesso da una semplice ricomposizione del testo in alcune pagine (Balla «Canto tricolore»; Conti «La bambola»; Depero «Diavoli di caucciù a scatto»; Dudreville «Aspirazione; Ferrazzi «Caratteri della famiglia»; Funi «Il ciclista»; Russolo «Compenetrazione di case + luci»; Jamar 14 «Gioco di luci (tavola parolibera)»; Palafachina «Ballerina (scultura)»; Cangiullo e Pasqualino «Ritratto parolibero di Marinetti»). Cammarota, Marinetti, Prefazioni, 17; Nuovi archivi del futurismo, I, 1919/2
Edizione originale. Ottimo esemplare. Uno dei più rappresentativi manifesti futuristi. Una copertina (p. [1]), che ospita la scritta centrata «Programma politico futurista», precede il testo stampato in orizzontale su doppia pagina come per essere affisso: il programma («Elettori futuristi! col vostro voto cercate di realizzare il seguente programma: Italia sovrana assoluta. - [...] Abolizione dell’industria del forestiero, umiliante ed aleatoria») è seguito dalla mistificazione dei programmi avversari, il «clerico- moderato- liberale» e il «democratico- repubblicano- socialista», punto per punto. Inutile dire che entrambi gli altri programmi si concludono con il punto «Passatismo». In calce ai testi la firma «Per il gruppo dirigente del Movimento Futurista: / Marinetti - Boccioni / Carrà - Russolo». A p. [4], come quarta di copertina, l’elenco dei Manifesti del Movimento futurista. -- In una lettera del tardo ottobre 1913 Marinetti scrive a Soffici: «Sarò con Carrà a Firenze venerdì 24 ottobre alle cinque e un quarto pomeridiane. Vieni alla stazione con Papini e Tavolato. Abbiamo bisogno di molte braccia futuriste per lanciare d un’automobile per tutta Firenze innumerevoli programmi politici futuristi». Tonini, I manifesti, 66.1
Prima edizione. Esemplare segnato al dorso e sulle cerniere, con lievi fioriture sui piatti della copertina, per il resto pulito e perfettamente fruibile. Menzione di «3° migliaio» sulla copertina. Prima raccolta italiana di «manifesti futuristi», ovvero tutti i principali testi teorici del movimento pubblicati alla data. -- Dopo la fondazione del futurismo e la chiusura della rivista «Poesia» nel corso dell’anno 1909, i testi teorici militanti e la comunicazione futurista vengono diffusi esclusivamente nel tipico formato del foglio volante, detto appunto dei «manifesti futuristi». Tali volantini, che recano i testi dei manifesti in edizione originale e spesso in un intricato succedersi di ristampe leggermente diverse tra loro, venivano inviati per posta oppure distribuiti a migliaia durante gli eventi futuristi: le famose «serate» o le mostre d’arte. La prima antologia di testi teorici, proclami e manifesti è pubblicata solo in francese, a Parigi, per il pubblico transalpino e internazionale: «Le Futurisme», uscito nell’estate del 1911. In Italia invece, per cinque densissimi anni circolano solo i manifesti nel formato del volantino. Nel 1913 si ha la prima operazione di sistematizzazione del pubblicato: Marinetti organizza una consistente ristampa dei manifesti 1909-1911, che escono accanto ai nuovi manifesti sotto le insegne della «Direzione del Movimento futurista» nell’usuale formato effimero; comincia poi la collaborazione con «Lacerba», che amplia enormemente il ‘bacino d’utenza’ dei futuristi presso le classi operaie e i circoli anarco-socialisti. È sulla base di questa duplice spinta che, nel corso del gennaio 1914, viene approntata per i tipi della rivista fiorentina questa prima antologia dei manifesti futuristi, stampata in un numero molto elevato di copie (20.000 secondo diverse fonti, e il numero potrebbe non essere esagerato viste le tirature del giornale — ai cui abbonati il libro veniva omaggiato), e avvolta in tre varianti di copertina: a stampa verde, a stampa nera e — pare, ma non ne abbiamo mai potuto censire alcuna copia — a stampa rossa. In copertina l’indicazione di «prima serie» indica che se ne sarebbe dovuta pubblicare almeno una seconda, ma nel corso del 1914 come è noto futuristi e lacerbiani addiverranno a una separazione, cancellando qualsiasi possibile progetto comune. Il libro verrà assorbito nel catalogo delle Edizioni futuriste di «Poesia» di F.T. Marinetti. -- L’antologia lacerbiana pubblica la maggior parte dei manifesti compresi tra quello di fondazione e «Il controdolore» di Aldo Palazzeschi, appena uscito in volantino e quindi sulle colonne di «Lacerba» II,2 (15 gennaio 1914), ovvero: Uccidiamo il chiaro di luna, Manifesto dei pittori futuristi, La pittura futurista, Contro Venezia passatista, Discorso futurista ai veneziani, Manifesto dei musicisti futuristi, La musica futurista, Contro la Spagna passatista, Prefazione al catalogo delle esposizioni di Parigi [&c.], Manifesto della donna futurista, La scultura futurista, Prefazione al catalogo della 1a esposizione di scultura futurista a Parigi, Manifesto tecnico della letteratura futurista, Risposta alle obiezioni [i.e. il Supplemento al manifesto della letteratura], La distruzione della quadratura, Manifesto futurista della lussuria, L’arte dei rumori, Distruzione della sintassi e Immaginazione senza fili: parole in libertà, L’antitradizione futurista, La pittura dei suoni, rumori e odori, Il Teatro di varietà, Programma politico futurista. -- È da notare che questa prima ‘cristallizzazione’ in libro dei testi precedentemente diffusi sotto forma di volantino, a volte senza data e comunque in varie ristampe, ha determinato numerose false datazioni (ad esempio Uccidiamo il chiaro di luna; i manifesti pratelliani) e inesattezze storiche (ad esempio la vicenda relativa a «Contro Venezia passatista»), che sono ancora oggi ripetute pedissequamente in molti dei libri che si occupano di futurismo. Cammarota, Futurismo, VI.6
Edizione originale. Ottimo esemplare. Alle pp. [1]-[2] «L’Orgoglio italiano», manifesto originale firmato da F.T. Marinetti, U. Boccioni, L. Russolo, A. Sant’Elia, M. Sironi, U. Piatti, ovvero il gruppo dei futuristi partiti per il fronte come volontari ciclisti nell’ottobre del 1915, poi congedati a fine novembre. Alle pp. [3]-[4] «la cronaca sintetica» stilata da Francesco Balilla Pratella: dal 20 febbraio 1909 al 30 novembre 1915, in una versione di molto ampliata rispetto all’originale uscito su «Vela latina» III,46 (24 novembre 1915), e che cambierà ancora in un paio di tirature successive del manifesto e infine nella versione acclusa a «L’unica soluzione del problema finanziario», manifesto diffuso nel febbraio 1916. Il volantino dell’«Orgoglio italiano» fu diffuso assai probabilmente nel gennaio 1916 (appare su «Vela latina» n. IV,2, 15 gennaio). Tonini, I manifesti, 94.1; Tampieri, Pratella, 77
Prima edizione. Ottimo esemplare con normali fisiologici piccoli difetti in copertina (dorso leggermente scolorito, con una lacerazione senza perdite fermata al piede e principio di distacco a testa e piede delle cerniere), comunque ben conservata nel suo rosso vivo; interno fresco e pulito; indicazione di «13° migliaio» in copertina. La prima antologia dei poeti futuristi. Precedono una serie di scritti di Marinetti (Proclama ai giovani italiani; Manifesto tecnico della letteratura futurista; Risposta alle obiezioni; Battaglia. Peso + odore), della Direzione del Movimento futurista (L'atmosfera futurista creata da noi; Le vittorie della pittura futurista) e di Paolo Buzzi (Il verso libero). Poesie e parlibere di L. Altomare, M. Betuda, P. Buzzi, E. Cardile, G. Carrieri, E. Cavacchioli, Auro d'Alba, L. Folgore, C. Govoni, G. Manzella-Frontini, Marinetti, A. Mazza, A. Palazzeschi. La tiratura fu larghissima: nelle lettere a Palazzeschi, Marinetti parla (seriamente) di 20.000 copie; e aggiunge: «Sarà diffuso in Europa e in America, con uno slancio più che americano. Metterò a disposizione di ognuno dei poeti del gruppo due o trecento copie» (cit. in Salaris). Cammarota, Marinetti, 37 (raro); Id., Futurismo, Libri di aa. vv., 2; Salaris, Marinetti editore, pp. 101 e 120-s
Edizione originale. Ottimo esemplare, assai raro in queste condizioni. Raro. Primo intervento futurista circa la cinematografia. Sottoscritto nell’ordine da «FT Marinetti, Bruno Corra, E. Settimelli, Arnaldo Ginna, G. Balla, Remo Chiti». Segue al piede di p. [4] il lancio della «Grande Esposizione» postuma di Boccioni al Cova, 28 dic. 1916 - 14 gen. 1917. «In realtà il manifesto uscì nel n. 10 e non nel n. 9» (Tonini). Tonini, I manifesti, 102.2; Cammarota, Futurismo, Manifesti, 63; Id., Marinetti, Manifesti, 20 («raro»); Salaris, Bibliografia, p. 87a.
Edizione originale. Ottimo esemplare (normale uniforme brunitura). Straordinario manifesto interamente parolibero nato come volantino promozionale di un volume poi mai pubblicato. Contiene quattro grandi tavole parolibere a cominciare dall’iconica «– Montagne + Vallate + Strade x Joffre», composta a celebrare la battaglia della Marna (5-12 settembre 1914) e il successo della controffensiva del Generale Joffre, quindi ripubblicata in «Les mots en liberté» (1919) con titolo «Après la Marne, Joffre visita le front en auto». Seguono «Il palombaro» di Govoni (una delle «Rarefazioni» in corso di pubblicazione proprio nel 1915) e due tavole poi non ripubblicate in volume: «Le coriste» di Cangiullo, nello stile dell’alfabeto in libertà, e la densissima «Bombardamento aereo» di Paolo Buzzi, nello stile delle contemporanee tavole della «Conflagrazione» (pubblicato solo postumo negli anni ’50). -- Il manifesto fu persino recensito (polemicamente) da De Robertis sul numero VII,8 della «Voce» (marzo 1915, p. 519) e da solo ebbe un impatto considerevole tra gli avanguardisti europei, come dimostra un appunto di Hugo Ball del 15 luglio 1915: «Marinetti mi ha inviato le Parole in libertà composte da lui stesso, Cangiullo, Buzzi e Govoni. Sono puri manifesti di lettere; una poesia del genere la si può arrotolare come una carta geografica. La sintassi è a pezzi. Le lettere sono esplose e poi rimesse nuovamente insieme solo in modo provvisorio» (Fuga dal tempo, Milano 2016 [orig. 1927], pp. 81-82). Salaris, Bibliografia, p. 85a-b, 86 (ripr.); Tonini, I manifesti 88.1; Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. 53 img 14
Edizione originale. Esemplare dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris «LM»; in più che buone condizioni (dorso scolorito e tracce di ruggine alla pinzatura), completo della striscia integrativa applicata a p. 14 che registra l’opera «Sintesi del dopolavoro» di Monachesi-Tano (peraltro riprodotta). Non comune catalogo originale dell’esposizione ott-nov. 1936 ai Mercati Traianei di Roma. In direttorio Prampolini e Defilippis, Presidente Marinetti. Contiene: «La plastica murale futurista. Manifesto» sottoscritto da Marinetti e una lunghissima lista di futuristi di seconda e terza generazione (qui in edizione modificata e ampliata del testo apparso nel 1934 su “La Gazzetta del popolo” e “Stile futurista”); «Funzionalità architettonica del polimaterico» di Prampolini (qui in edizione originale). Interessante apparato iconografico, con riproduzioni di opere di Fillia, Prampolini e il gruppo torinese; Benedetta Ambrosi e Tato, Andreani e Favalli; Monachesi e Tano; Carmassi. Nuovi archivi del futurismo, I, 1936/19 (esemplare mancante della striscia integrativa)
Edizione originale. Esemplare completo del raro allegato con l’elenco delle opere esposte — fondamentale elemento di completezza del catalogo; leggere tracce del tempo al piatto superiore, fresco e pulito all’interno: in complessive più che buone condizioni. Non comune catalogo della mostra del novembre 1931 alla Galleria Pesaro, uno dei momenti espositivi più importanti per l’aeropittura, «... fondamentale per le diverse posizioni aeropittoriche» (NAF): «Ed è in quest’ultima mostra che ben si colgono le diversità e divergenze tra gli aeropittori: in catalogo dopo il Manifesto, vengono pubblicate dichiarazioni personali e di gruppo [...]» (Diz. Fut., p. 4b). All’introduzione di Marinetti segue il manifesto «Aeropittura futurista», sottoscritto da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi, Tato. Seguono in prima edizione brevi scritti di teorici dei vari gruppi futuristi, tra cui quelli poi conosciuti come «Manifesto degli aeropittori torinesi» e «… degli aeropittori milanesi» e il saggio «Scenografia futurista» di Prampolini (estratto dalla rivista «Noi», 1924). 15 tavole delle opere esposte, relative a lavori di Munari, Prampolini, Dottori, Bot, Thayhat, Tato. Nuovi archivi del futurismo, I, 1931/a-b; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 253.1 e 254.1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Raccolta di scritti anonimi, di carattere parodistico, compilati da Folgore, Tavolato, Soffici e Papini. Cfr. Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 7.
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Catalogo della mostra 27 dic. 1929 - 9 gen. ’30 alla Galerie 23, rue La Boëte, Parigi. A p. [1] elenco degli espositori: Severini, Russolo, Balla, Prampolini, Depero, Marasco, Dottori, Fillia, Pozzo, Ciacelli, Diulgheroff, Munari, Oriani, Sant’Elia, Sartoris. L’importante mostra, voluta da Severini che ne firma la «Préface» (giocata sulla rievocazione dell’esordio parigino del 1912), segna il trionfo dello stesso Severini, di Prampolini (i più rappresentati), di Fillia e del gruppo torinese (Sartoris su tutti come esponente dell’architettura vicino al nume tutelare Sant’Elia) — accanto alle certezze di Russolo, Balla, Depero, Dottori e Munari. Riprodotte opere di: Severini (L’Autobus), Russolo (Bulles de Savon), Balla (Chiffres amoureux), Prampolini (Architecture spirituelle; Benedetta Marinetti), Marasco (Equivalences géometriques), Dottori (Les Voiles), Fillia (Les Amants), Sartoris (Groupe d’édifices pour habitations, boureaux et ateliers), Diulgheroff (L’homme rationnel), Munari (Construire), Oriani (Nature-Morte). -- «Il presente opuscolo è stato inserito nella prima raccolta di cataloghi futuristi in quanto vi figurano opere eseguite avanti il 1916, ma non esposte oppure presentate con dati incompleti (v. Russolo e Severini)» (Pacini) Pacini, Cataloghi futuristi 1912-1918, p. 53-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1929-1930/1
Catalogo originale. Ottimo esemplare Molto raro. L’esposizione a fine 1937 apre con una personale di Tato (presentato da Marinetti: Tato pittore dello squadrismo fascista), una consistente parete di A.G. Ambrosi e la collettiva con Benedetta, Prampolini, Belli, Delle Site, Castello, Favalli, Dottori, Chetofi (alias Ketoff, al secolo Ivan Ketov), Voltolina. Prefazione di Marinetti (L'aeropittura futurista inizia una nuova êra della plastica); riproduzione di Tato (Diavolerie di eliche; Spiralata), Ambrosi (Aeroritratto di Ciano), Benedetta (Cime arse di solitudine). Grafica redazionale di stile futurista con inserzione di elementi decorativi geometrici, utilizzo di caratteri senza grazie e molto spaziati, titolazione imponente etc. Nuovi archivi del futurismo I, 1937/11