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Br., cm17x24, pp VIII 629 (11).
1977. In 8° grande, PP 629n. Brossura originale. Tracce di estinto tarlo.
In-8° (cm. 24)., pp. 13 (da p. 485 a p. 497). Brossura post. riproducente la cop. della rivista; ombre e cifre a penna in cop. . BALDELLI, filologo e collaboratore di Contini, dantista e medievista, ma qui tratta problemi linguistici contemporanei approfondendo l'indagine su moltissime varianti seguendo il modello continiano. Censito come estratto in 5 bibl.
24°, cm 12, pp. 40 non numerate, con 1 illustrazione a colori in antiporta e 24 in bianco e nero fuori testo; brossura editoriale con sovracoperta illustrata. Eccellente conservazione. Presentazione di R. Corti. Edizione originale. Prima monografia sull'artista austriaco. Negli anni Trenta partecipa a numerose mostre internazionali; il suo periodo futurista culmina nella partecipazione alla XIX Biennale di Venezia e alla Mostra di aeropittura di Filippo Tommaso Marinetti del 1934. In seguito si trasferirà definitivamente a Rovereto dove realizza incisioni e affreschi. Non comune.
Edizione originale. Esemplare eccezionalmente ben conservato. Rarissimo: manca completamente ai repertori istituzionali tipo ICCU e OCLC. Nona uscita del periodico/collana di Bernasconi, una delle più interessanti espressioni del fascismo cosiddetto ‘di sinistra’, stampata dal luglio 1933 («Colpo alla borghesia» di M. Gallian) al 1935 per una decina scarsa di fascicoli. Il progetto, unitario ma articolato in fascicoli monografici su vari temi di attualità tra politica e cultura, trova particolare coesione nel formato quadrotto e nella grafica modernissima, a tratti futur-costruttivista, di Daniele Crespi. -- Il presente quaderno ospita il lungo saggio del Generale Baldini (esperto di teoria e tattica militare che ebbe modo di mettersi in luce già durante la prima guerra mondiale) originariamente pubblicato nel numero di ottobre 1933 della rivista specialistica «Esercito e nazione», seguito da una coda integrativa apparsa nel maggio ’34 sul «Giornale d’Italia». Nelle pagine paratestuali, stampate su leggera carta colorata, articoli degli abituali redattori dei «Quaderni»: Bernasconi (Creare forze antiborghesi), Ernesto Marchiandi (segnato come co-direttore, firma «Elementi per la rivoluzione continua»), Edgardo Sulis (Da guerriero a soldato), Manlio Pompei, V. Branzoli-Zappi, P.M. Bardi (L’architettura delle caserme), Guglielmo Scalise, Amedeo Tosti, Nino Guglielmi, Ugo Manunta (L’utopia del salario giusto), Eugenio Morosini.
impercettibili segni del tempo
Milano, Mursia, 2009, 8vo brossura, pp. 295
<p>24 cm, br. editoriale illustrata, p. 98, numerosi spartiti per canto. Raro </p>
Mm 145x220 Prima edizione dell'autobiografia pubblicata postuma: Francesco Balilla Pratella (Lugo di Romagna 1880 - Ravenna 1955) aderi' al movimento futurista nel 1910, pubblicando tre "Manifesti sulla musica". Diresse concerti orchestrali e vocali, compose opere teatrali e sinfoniche, musiche religiose, da camera, corali, popolari, collaborò a riviste e giornali e scrisse trattati teorici di musicologia e folklore - Collana "Documenti per la storia". Introduzione di Ala ed Eda Pratella. Prefazione di Paolo Toschi - Brossura editoriale con bandelle, 279 pagine. Lievi segni di usura da scaffale ai margini della copertina, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8° pp. 53 con varie ill. n.t. Bross. edit. illustrata.
Con 165 illustrazioni in bianco e nero e colori. Testo in italiano e inglese . 8vo. pp. 180. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione (First Edition). .
Catalogo di mostra, Verona, Museo di Castelvecchio, febbraio-marzo 1976. Introduzione di Licisco Magagnato, Elica Balla. Schede critiche delle operea cura di Luigi Marcucci. Con oltre 100 illustrazioni in nero . 8vo. pp. 150. . Molto buono (Very Good). Etichetta in quarta di copertina (Sticker on back). . .
Con 100 illustrazioni e bibliografia . 8vo. pp. 248. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). .
Collana Italian Art/2. Catalogo della mostra tenutasi a cura dell'Italian Cultural Institute di New York presso "Art for Architecture" di New York e L'Isola, Roma nel 1985. Illustrazioni in bianco e nero (studi e disegni). Testo di Maurizio Fagiolo dell'Arco. Biografia, Bibligrafia. Edizione inglese Design di Maurizio Fagiolo Dell'Arco. 8vo. pp. 48. . Molto buono (Very Good). . . .
Opere e testi a cura di Maurizio Fagiolo Dell'Arco. Foto e illustrazioni in bianco e nero. Testi di Giacomo Balla. Schema di catalogo (riordinamento schematico del catalogo 1894-1910) . 8vo. pp. 48. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione (First Edition). .
Catalogo della Mostra all'Istituto Art for Architecture di New York in collaborazione con la galleria l'Isola di Roma, 1984. Completamente illustrato con opere di Balla. Biography and Bibliography . 8vo. pp. 48. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo della mostra tenutasi presso la Galleria Due Ci, Roma, 13 febbraio - 30 marzo 1986. Testi di Maurizio Fagiolo Dell'Arco e Elica Balla. 10 tavole a colori . 8vo. pp. 30. . Molto buono (Very Good). Copertina con piccole abrasioni ai margini (Slight abrasions to the edges of the front cover). . . Da un'idea di Elica Balla, Luce Balla e Massimo Carpi realizzata da Cleto Polcina
br. La raccolta degli "scritti futuristi" di Giacomo Balla offre una delle principali testimonianze sul significato storico dell'avanguardia futurista. Balla è stato uno dei maggiori protagonisti del futurismo italiano, alla stregua di Marinetti e Boccioni. Ma mentre gli scritti di quest'ultimo sono stati già da tempo oggetto di un'antologia e ampiamente diffusi, quelli di Balla sono rimasti in gran parte sconosciuti. Giovanni Lista, specialista del futurismo, riunisce qui testi, manifesti, interviste e corrispondenza dell'artista. Questa raccolta rinnova la lettura critica della teoria, della storia e della pratica attivistica dell'avanguardia italiana. Permette finalmente di comprendere il ruolo di Giacomo Balla, le sue idee e la sua posizione in seno al movimento futurista, oltre a dargli lo spazio che si merita all'interno delle correnti avanguardistiche del XX secolo.
Cartolina autografa firmata, disegnata dall’artista. Cartolina viaggiata, inviata al «FUTURISTA [Luciano] DE NARDIS | VIA GARIBALDI FORLì». Ottime condizioni di conservazione. Giacomo Balla — massimo tra i futuristi — praticò con esiti eccezionali la cosiddetta arte postale. Quasi tutte le cartoline da lui inviate a partire dalla metà degli anni dieci fino a tutti gli anni trenta presentano più di un elemento artistico, e alcune sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura. Numerose sono le cartoline indirizzate a Luciano De Nardis, al secolo Livio Carloni, forlivese che, su magistero di Balla, ebbe una breve carriera artistica fino ai primi anni ’20. Questo esemplare offre notevole composizione di linee nere intersecantisi a disegnare forme geometriche di sapore costruttivista, con il messaggio vergato a pastello rosa, nella tipica scrittura artistica in stampatello tutto maiuscolo, come in sovrimpressione: «CARISSIMO CI SONO | SEMPRE CON TE | PREPARO ESPO | SALUTISSIMI TUO | [in verticale sul lato destro:] BALLA». Il lato dell’indirizzo è vivacizzato dalla scritta cubitale in pastello oro. La mostra a cui si fa riferimento è quasi certamente la personale del 4-31 ottobre 1918 che inaugura la Casa d’arte Bragaglia in Roma.
Cartolina autografa firmata, disegnata dall’artista. Cartolina viaggiata, inviata al «FUTURISTA | - [Luciano] DE NARDIS | Via Garibaldi | FORLì». Ottime condizioni di conservazione. Giacomo Balla — massimo tra i futuristi — praticò con esiti eccezionali la cosiddetta arte postale. Quasi tutte le cartoline da lui inviate a partire dalla metà degli anni dieci fino a tutti gli anni ’30 presentano più di un elemento artistico, mentre alcune di queste sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura. Numerose sono le cartoline indirizzate a Luciano De Nardis, a secolo Livio Carloni, forlivese che, su magistero di Balla, ebbe una breve carriera artistica fino ai primi anni ’20. In questo esemplare l’artista lavora su dei fogli ‘di recupero’, su cui erano già stati tracciati schizzi pittorici e scritte a pastello nero: ritaglia una porzione formato cartolina e lavora al recto e al verso con pennello e tempera di colore rosa: «CARISSIMO DE NARDIS, | AI SENTITO CHE BATTUTA? | LAVORANO ANCORA LE RAZZE | PASSATISTE...! PREPARO | LAVORI PER ESPOSIZIONE FAREMO | INSIEME - CERTAMENTE INAUGU= | RAZIONE PRESIDEREMO - AVANTI | BUON LAVORO SALUTI A TUO FRATELLO | A MAFARKA FAMILIA TANTI A PRATELLA | A TUTTE LE FUTURISTE | TUO BALLA». Sul lato dell’indirizzo, con la stessa tempera rosa Balla aggiunge, in verticale «RIGUARDO TEU [sic] PROMESSE | MI RACCOMANDO DI NON | INCOMODARTI TROPPO | SONO TEMPI DELICATULI». La cartolina, proveniente dalla collezione Conforti di Firenze, è stata pubblicata da Piero Pacini nel 1970 (nel quaderno monografico della «Critica d’arte» di Ragghianti che funge da supplemento agli «Archivi del futurismo»). Pacini data con sicurezza «5 - 11 - 1917», mentre a oggi il timbro postale sembra molto difficilmente leggibile. La mostra cui si riferisce Balla, inoltre, non sembra poter essere «quella del 4-31 ottobre 1918 alla Casa d’arte Bragaglia», visto che si trattò di una personale. De Nardis espone per la prima volta alla mostra nazionale futurista del marzo 1919 a Palazzo Cova di Milano; quindi alla «64a esposizione Giovani futuristi presentati da F.T. Marinetti» nel marzo 1921 sempre presso Bragaglia, dove sono radunati i giovani afferenti al magistero di Balla (NAF I 1921/2). Pacini, “Lettere e documenti” (Critica d’arte 17:11, mag-giu 1970: 8-56), pp. 49-50
197616567DBVerona., Museo di Castelvecchio., 1976. 24 x 17 cm. 150 S. Illustrierter OKarton., 16567D Erste Auflage. Einbandkanten etwas nachgedunkelt und berieben. Sonst gutes Exemplar.
19871991EBParma., Galleria d'Arte Niccoli., 1987. 26 x 21 cm. 94 S. Illustrierter OKarton., 1991E Erste Auflage. Stoßkanten und Kapitale leicht berieben, Einband etwas nachgedunkelt. Mit einem handschriftlichen Vermerk einer Telefonnummer auf dem Vortitel. Sonst gutes Exemplar.
Prima edizione. Ottimo esemplare (normale uniforme brunitura; leggerissimi segni della piegatura in quattro parti). La prima edizione si distingue dalla menzione a chiusura del testo, a p. [3]: «Approvato dalla Direzione del Movimento Futurista e da tutti i Gruppi Futuristi Italiani». Il primo gesto editoriale futurista in chiara direzione interventista, dopo lo scoppio della guerra europea, è proprio il manifesto di Giacomo Balla, che era apparso in una prima versione francese datata 20 maggio 1914 dal titolo «Le vêtement masculin futuriste», e il cui rilancio in italiano è ora preparato in chiave interventista con una circospezione ben esemplificata dalle parole di Carlo Carrà a Giovanni Papini verso la fine di agosto: «Con Marinetti pensavamo da qualche giorno di lanciare un manifesto per spingere gli italiani alla guerra, ma essendovi una censura terribile non si sa come fare per dargli poi la diffusione che richiederebbe per riuscire efficace» (Il carteggio Carrà-Papini, Rovereto-Milano, 2001, p. 54 n. 58). «Rispetto al testo in francese, la versione italiana, antineutrale, e quindi esplicitamente politica, inserisce alcuni frasi evidenziate in neretto di contenuto politico, quasi mimetizzate nel lungo testo [...] Il manifesto chiarisce molto bene la tensione presente nel campo futurista, diviso tra il problema della censura e la necessità di rendere ogni riferimento politico il più esplicito ed effettivo possibile» (M.E. Versari, “Guerrapittura”, in C. De Maria, L’Italia nella Grande Guerra, Roma 2017, p. 105). Tonini, Manifesti del futurismo, 82.2
Seconda edizione, definitiva. Ottimo esemplare, molto fresco e pulito. La seconda edizione, da collocare dopo la manifestazione interventista di Roma di metà dicembre, inverte i disegni degli abiti tra prima e seconda pagina; in prima pagina la didascalia diventa: «Abito portato dal parolibero futurista Cangiullo nelle dimostrazioni dei Futuristi contro i professori tedescofili e neutralisti dell’Università di Roma (11-12 dicembre 1914)»; viene cassata la dicitura «Approvato dalla Direzione del Movimento Futurista e da tutti i Gruppi Futuristi Italiani» (p. [3] della prima tiratura). -- Il primo gesto editoriale futurista in chiara direzione interventista, dopo lo scoppio della guerra europea, è proprio il manifesto di Giacomo Balla, che era apparso in una prima versione francese datata 20 maggio 1914 dal titolo «Le vêtement masculin futuriste», e il cui rilancio in italiano è ora preparato in chiave interventista con una circospezione ben esemplificata dalle parole di Carlo Carrà a Giovanni Papini verso la fine di agosto: «Con Marinetti pensavamo da qualche giorno di lanciare un manifesto per spingere gli italiani alla guerra, ma essendovi una censura terribile non si sa come fare per dargli poi la diffusione che richiederebbe per riuscire efficace» (Il carteggio Carrà-Papini, Rovereto-Milano, 2001, p. 54 n. 58). «Rispetto al testo in francese, la versione italiana, antineutrale, e quindi esplicitamente politica, inserisce alcuni frasi evidenziate in neretto di contenuto politico, quasi mimetizzate nel lungo testo [...] Il manifesto chiarisce molto bene la tensione presente nel campo futurista, diviso tra il problema della censura e la necessità di rendere ogni riferimento politico il più esplicito ed effettivo possibile» (M.E. Versari, “Guerrapittura”, in C. De Maria, L’Italia nella Grande Guerra, Roma 2017, p. 105). Tonini, Manifesti del futurismo, n. 82.3