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"3 cartoline originali, Tre cartoline originali Movimento futurista italiano Esposizione Internazionale di Venezia 1926 pittore TATO futurista: "la processione della Madonna di S. Luca a Bologna", "la fiera del villaggio", "l'assalto" Casa Editrice Ballerini &, Fratini, Firenze, s. d. ma 1926, tre cartoline originali, tutte con bella grafica futurista a colori firmata TATO. Non viaggiate. Cm 14x9. Condizioni di conservazione Cartoline tutte ben conservate con trascurabili difetti agli angoli, al retro lievi / leggerissime bruniture. Per maggiori dettagli vedi foto. Bellissima grafica futurista di TATO. Originale. CART.2580 N "
287x228 mm. 1 carta (scritto il recto). Manoscritto a matita su carta filigranata, intestata “Albergo Londra / e Ristorante / Milano / Via Monte Napoleone 44“. Cancellature e correzioni nel testo. Ottimo stato. “[...] 3 pesci detenuti globo -mostra lussuoso caffè, / con pomeriggio [cancellato] attirati splendore giallo 3 / bicchierini Cordial Campari, guizzarono / fuori, 3 salti sul dolce liquor / scomparso con un triplice sorso [...]“. Il “Numero Unico Futurista Campari 1931“ rappresentò l’inizio di una stretta collaborazione in ambito pubblicitario tra Depero e Gerbino. Oltre alle immagini di Depero e alle poesie pubblicitarie di Gerbino, la pubblicazione contiene anche il “Manifesto dell’Arte pubblicitaria“, sintesi teorica e critica di come “fare pubblicità“. Manoscritto riprodotto in Ruta, Gerbino, p. 43.
Milano, Galleria Montenapoleone, 26 gennaio - 6 febbraio 1956, in-8, br., pp. (32). Con 23 ill. in b.n., una tav. a col. (che accompagnano alcune poesie tratte da "Imbottigliature" e "Fanfara del costruttore") e nota biografica.
In 8, pp. (20) con 20 ill. n.t. di cui una a colori, le restanti in b/n e 4 foto in b/n che ritraggono il pittore con Achille Lega e con Marinetti. Lieve mancanza al marg. est. del p. ant. Br. ed. Catalogo della mostra di Primo Conti alla Galleria Montenapoleone di Milano del 1956. Con elenco opere in mostra ed alcune poesie di Primo Conti pubblicate in volume o rivista. Primo Conti nacque a Firenze nel 1900. Costitui' il Gruppo Futurista fiorentino con Baldessari, Ginna, Lega, Venna, Neri... Fondo', con Pavolini, la rivista 'Il centone'; dal 1935 al 1939 collaboro' al Maggio Musicale Fiorentino con scenografie, bozzetti e costumi.
Catalogo originale. Esemplare caratterizzato dalle usuali tracce di ossidazione sparse, dovute facilmente al tipo di carta utilizzato che reagisce molto male a condizioni di umido. Per il resto in ottime condizioni. Catalogo della mostra nella primavera del 1934 all'Hotel Negresco di Nizza. «Préface» di Marinetti, traduzione francese del «Manifesto dell'aeropittura». -- «[...] consistente attenzione alla scultura in ceramica, di realizzazione albisolese: da Tullio, a Torido, a Fillia, da Strada ad Anselmo [a Munari]» (NAF) --L’esposizione, allestita da Tullio D’Albisola e d’intendimento itinerante, ebbe una storia particolare. Le opere (circa 50), che provenivano da una precedente mostra futurista a Livorno, furono inviate presso l’Hotel Negresco, dove Marinetti tenne una conferenza. Da qui furono spostate a Parigi e poi a Bruxelles. Al momento di farle tornare in Italia non c’erano i soldi necessari a pagare il viaggio, per cui rimasero in un deposito. Nel dopoguerra se ne persero le tracce (molti futuristi superstiti le diedero per disperse, o distrutte durante il periodo bellico) finché nel 1984 ricomparvero fortuitamente a Lione. Il gallerista autore del ritrovamento, appurata con l'ausilio di Enrico Crispolti provenienza e autenticità delle tele, organizzò una tornata d'asta in cui furono vendute. L'episodio è stato ricordato da diversi futuristi, tra cui Tullio Crali («a Lione, all’Hotel Sofintel, si fa l'asta di aeropitture futuriste. Dopo cinquant’anni i quadri da noi esposti a Parigi e Bruxelles, mai restituiti, scomparsi, sono venuti a galla e messi subito all'asta. Milioni, milioni, milioni, milioni di beffe per noi, altrettante palanche per gli sciacalli» - cit. in Scudiero e Rebeschini, Futurismo veneto, p. 254) e Osvaldo Peruzzi (cfr. Catalogo generale, p. 98). Nuovi archivi del futurismo I, 1934/9
Manifestino cm 14 x 38, stampato solo al recto. Edizione originale stampata in data giugno 1911. Celebrazione dei successi di vendite delle mostre futuriste in Europa. Viene dato conto delle vendite di opere a Berlino, Londra, Parigi, Bruxelles. In fine viene annunciata la pubblicazione del Canto dei motori, '...volume di versi liberi che rivelera' un nuovo grande e giovanissimo poeta futurista: Luciano Folgore.'. Tonini, Manifesti, 46.1. Cammarota, Futurismo, Volantini, 67
Mostra a Casa Saraceni, Fondaz. Cassa di Risparmio 5 febbraio- 30 aprile 2009. In perfetto stato molte illustrazioni fotografiche a colori delle opere esposte
Edizione originale. Esemplare in stato di nuovo, completo di fascetta editoriale (”Non avete che un solo rimedio per i miei mali: INEBRIARMI! E questo rimedio è il peggiore di tutti i miei mali...”) e due volantini, uno in c. rossa con sinossi del libro, l’altro in c. giallina con un testo di G. Inzerilli sull’autore, datato ottobre 1926. Romanzo epistolare in forma sperimentale e modernista. Cammarota, Futurismo, 61.7
Dattiloscritto originale. Il documento conserva lo scritto di Rognoni «Il Teatro Sintetico Futurista».
Prima edizione. Esemplare intonso in ottimo stato. Prefazione di Marinetti. Cammarota, Futurismo, 406.6
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della mostra 20-31 dic. 1942. È l’ultima collettiva di aeropittura, e penultima mostra futurista tout court (seguita solo dalla ‘Mostra primaverile futurista’, Savona mar.-apr- 1944). Contiene lo scritto di Marinetti «L’Aeropittura futurista inizia una nuova era della plastica», ricorrente nei cataloghi fin dalla prima apparizione in ‘Stile futurista’ 2 (ago. ’34), qui preceduto dalla nota originale: «Dopo 4 mesi di guerra al fronte russo ora in licenza a Roma inauguro con gioia questa mostra che vuole collaborare alla sicura vittoria contro il disfattismo di molti passatisti nemici del nostro ottimismo italiano novatore». Segue l’elenco delle opere esposte (Tato è il più rappresentato, con 16 opere) e chiude la riproduzione di un quadro di Ambrosi (Crociera atlantica Balbo 1932) in taglio basso della penultima pagina. Aa. Vv., Prampolini, p. 497; Nuovi archivi del futurismo, I, 1942/5
<p><span style="font-size: 12px;">1934; 3 cartoncini colorati cm 35x25 con 6 ritagli da giornali dall 1928 con inserzioni illustrate in b/n </span> per cioccolato Unica, Anisetta Meletti e Radio Nora</p>
Edizione originale. CON DEDICA Più che buon esemplare (restauri perimetrali alla copertina, particolarmente al dorso; normale lieve brunitura interna), impreziosito dalla dedica autografa dell’autore «all’amico Cavalli con una forte stretta di mano. Cavalli dovrebbe essere il faentino Armando Cavalli, che ebbe un momento futurista nel periodo della prima guerra mondiale. Menzione di «6° migliaio» in copertina. Libro d’artista, notevole raccolta di prose e parolibere (detto «romanzo parolibero») con soluzioni davvero interessanti (brevi frasi articolate su più pagine con un sintagma per pagina) e un disegno parolibero finale (riprodotto anche in copertina). Cammarota, Marinetti, 69; Caffeina dell’Europa, 110 (per il mese di edizione); Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, primo inserto a col., p. I img 3
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE ILLUSTRATA. BELLA DEDICA AUTOGRAFA DI MARINETTI ALLA PRIMA PAGINA. COLLAZIONATO COMPLETO numero pagine: 135 + TAVOLA ED INDICE formato: 21.5X15.6 stato conservazione: DISCRETO, ALONI SOLO ALLA COPERTINA FINALE. LIEVE PIEGHETTA AD ANGOLO
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa di Depero ala prima carta. Catalogo dell'ottantottesima mostra personale, nell'agosto-settembre a Rovereto. Belle fotoriproduzioni, e scritti di vari. Cammarota, Futurismo, 169.18.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare brunito al dorso, complessivamente in buone condizioni, pregiato da bella dedica autografa dell’autore Raccolta di parolibere e prose liriche con prefazione di Marinetti, si tratta dell'unica edizione futurista di Cannonieri. «Il volume è una curiosissima raccolta di brani, prose liriche, poesie e tentativi di tavole parolibere, materiati di scorie simboliste e liberty; tra le righe traspare un contenuto esoterico, debitore dell'antroposofia di Steiner, e più vicino alle posizioni artistiche di un F. Casavola, che non a quelle 'canoniche' di A. Ginna» (Diz. Fut. p. 198b). Esemplare modesto ma pregiato da dedica autografa dell’autore. Cammarota, Futurismo, 78.1
(Codice BN/3396) In 8° 40 pp., 31 tavole fuori testo. Presentazione di Giulio De Carli, introduzione di Giampiero Giani e A.Pica, con uno scritto di Depero. Brossura editoriale, illustrazione di Depero alla cop.posteriore. Ottimo stato, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Edizione originale. Più che buon esemplare. Opera prima narrativa. «Romanzo liberty» in cui l'autore «condusse una scrittura successiva ma insieme parallela a quella lirico-poetica» (Taffon, «Palazzeschi», voce del «Dizionario biografico degli Italiani», volume 57, 2001). Ultimo libro pubblicato sotto il nome fittizio del curatore Cesare Blanc, che era in realtà il gatto del poeta. Cammarota, Futurismo, 356.4; Salaris, Bibliografia, p. 58b.
Edizione originale. Ottimo esemplare. La stampa, molto rara, è uno dei pochi esemplari noti della serie delle «Famiglie Olandesi» realizzata da Umberto Boccioni nel 1904. Il set, stampato dall’editore svizzero Clement Tournier, costituisce la serie 282 dell’editore, stampata nel 1904, e composta da due pezzi. La litografia qui presentata è il primo numero della serie. La datazione del set al 1904 è resa possibile dalla indicazione dell’edizione al retro: il numero di serie 282, infatti, riconduce a quell’anno grazie alla presenza di un ulteriore set, realizzato dall’illustratore Castell, che segnato col numero di serie 281 reca la data 1904. L’ideazione dei pannelli, dunque, si colloca tra il 1903 ed il 1904. -- Del set completo sono noti, attualmente, soltanto tre esemplari: due, uno dei quali reca la firma autografa del pittore oltre al monogramma, si trovano in collezione privata (Calvesi Coen 1983; Bellini 2004; Baradel 2006; Calvesi Damburoso 2016, D’Agati 2018), un terzo è conservato – sebbene attualmente identificato come opera di un seguace di Henri Cassiers a causa del mancato scioglimento del monogramma – presso il Sincfala Museum van de Zwinstreek di Knobbe-Heinst, Belgio (inv. SCHPRXX50171- SCHPRXX50172). -- «Famiglie Olandesi» costituisce un importante documento che testimonia in maniera esemplare l’ampia conoscenza e l’aggiornamento del pittore sulle più moderne tendenze dell’illustrazione europea e, al contempo, testimonia l’ampia diffusione delle realizzazioni giovanili di Boccioni che, lungi dal costituire un semplice ripiego per fini economici, sono da leggere quale vera e propria attività di ricerca in un campo fondamentale della produzione artistica di inizio secolo, come quello delle stampe e del disegno commerciale. -- La realizzazione di questa serie si colloca nel periodo giovanile della produzione di Umberto Boccioni. Agli inizi della sua carriera, infatti, il pittore svolse un’ingente attività di illustratore a Roma lavorando per l’editore e commerciante romano Cesare Racah e la sua impresa Ulderico Bossi. Recenti studi (D’Agati 2018; D’Agati 2019) hanno ricostruito questa fase poco nota dell’attività di Boccioni evidenziando non solo la complessa trama di rapporti commerciali che legavano l’editore romano al circuito internazionale dell’illustrazione europea, motivo che spiega l’edizione del set in svizzera da parte della casa Clement Tournier, ma la complessa e stratificata conoscenza delle punte più avanzate della grafica nordeuropea da parte di Umberto Boccioni. Il pittore, infatti, nelle sue realizzazioni, che spaziano da soggetti di caccia alla volpe a tematiche automobilistiche e a soggetti di genere, come ciociari o, appunto, scenette olandesi, deriva il suo tratto dagli esempi inglesi di Cecil Aldin, Harry Eliott, John Hassall e, nello specifico, di Henri Cassiers, tra i più significativi illustratori belgi tra XIX e XX secolo. (Scheda di Nicolò D’Agati)
Ceramica futurista originale Mazzotti Albisola dietro disegno di Bruno Munari. In ottime condizioni di conservazione. Ceramica futurista Mazzotti Albisola dietro disegno di Bruno Munari. Celebre servizio realizzato su decoro disegnato dal giovane Bruno Munari. Già esposto, nel 1929, nella mostra Trentatre futuristi alla Galleria Pesaro. Rarissimo completo: l’esemplare usualmente prodotto in letteratura è quello del Mic di Faenza, che conserva solo cinque piattini, uno dei quali sbeccato. -- «A una prima fase di collaborazione con la manifattura Mazzotti appartiene il noto ‘Servizio da antipasto’ (o ‘servizio da fiorantipasto’), esposto alla Galleria Pesaro nel 1929 […]. Nell’incavo dei piatti, disegnati in forma di triangolo equilatero e in origine completati da motivi dipinti sulla tesa, deliziosi paesaggi geometrizzanti colorano l’assoluto naturale di suggestioni metafisiche e surreali. L’intervento di costruzione prospettica, secondo punti di fuga multipli e punti di vista aerei, trasforma l’originario Eden naturale in un mondo artificiale che individua oggetti — animali, uomini, elementi vegetali — secondo moduli conici o tubolari. La formulazione era in corrispondenza […] con il macchinismo di Pannaggi e Paladini» (Ughetto, La ceramica del Novecento in Liguria, p. 112a). — PROVENIENZA: Fulvio M. Rosso (Sotheby’s 1985); collezione privata (cat. Futurismo Gorizia 2009). — Censimento istituzionale: Mic Faenza; Wolfson Miami. — BIBLIOGRAFIA: 1929: Mostra di trentatre artisti futuristi, Milano, Galleria Pesaro; 1982: Crispolti, Ceramica futurista (Faenza) p. 112 (es. Mic Faenza); 1983: Rosso, Per virtù del fuoco, p. 61 (presente es.); 1985: Collezione Fulvio M. Rosso Sotheby’s, lotto 233 (presente es.); 1995: La ceramica del novecento in Liguria, img. 126 (es. Mic Faenza); 2009: Futurismo avanguardia giuliana (Gorizia) p. 119 (presente es.); 2014: Futurism 1909-1944, Guggenheim ny 2014 (es. Wolfson) 1929: Mostra di trentatre artisti futuristi, Milano, Galleria Pesaro; 1982: Crispolti, Ceramica futurista (Faenza) p. 112 (es. Mic Faenza); 1983: Rosso, Per virtù del fuoco, p. 61 (presente es.); 1985: Collezione Fulvio M. Rosso Sotheby’s, lotto 233 (presente es.); 1995: La ceramica del novecento in Liguria, img. 126 (es. Mic Faenza); 2005: Fabbrica Casa Museo Giuseppe Mazzotti 1903: Analisi e prospettive d’arte, n. 75 (ex. Mic Faenza); 2009: Futurismo avanguardia giuliana (Gorizia) p. 119 (presente es.); 2009: Albisola e il futurismo, p. 59 (es. Mic Faenza); 2014: Futurism 1909-1944, Guggenheim ny 2014 (es. Wolfson)
Cartolina postale illustrata con firma autografa. Datata Savona 7 giugno 1936 e diretta all'artista Lorenzo Viani. L'immagine riprodotta è l’opera scultorea «Madonna del Parto» di Mario Raimondi, del quale nella cartolina vi è apposta la firma accanto a quella di Farfa.
Documento originale. Ottimo esemplare senza lacerazioni. Molto raro così. Busta inviata a Gaetano Facchi - Via Durini 18 - Milano, probabilmente viaggiata nel 1922 (timbro postale parzialmente illeggibile). Facchi fu importante editore a Milano nel primo dopoguerra, impegnato anche con i futuristi. Classica intestazione ufficiale del Movimento futurista, così come elaborata da Marinetti alle soglie del 1912 (si veda il recente studio sull’argomento: M.E. Versari, The Letterhead, in: Futurism: A Microhistory, 2017). Lista, L’art postal futuriste, p. 20 (versione francese); Scudiero, Futurismi postali, p. 30 n.2
Documento originale. Ottimo esemplare, viaggiata, indirizzata a «Giovanni Mantero - Como». Classica busta da lettera del Movimento, intestata nello stile pre-guerra utilizzando il font tipico della prima edizione dei manifesti futuristi (1910-1912). Variante con il celebre motto «Marciare non marcire» aggiunto in stampigliatura laterale. Questa variante mancai repertori specialistici, che registrano solo esemplari senza il motto (Lista, L’art postal futuriste, p. 20; Scudiero, Futurismi postali, p. 30 n.2)
Documento originale. Più che buon esemplare (lacerazioni al taglio alto per apertura, non toccano la parte a stampa). Indirizzata “Dr. Giuseppe Carozzi / Via Donizzetti / Milano“ (molto probabilmente il pittore G. Carozzi, 1864-1938). Rarissimo esemplare di busta ufficiale targata «Poesia: motore del futurismo» — sigla provvisoria creata da Marinetti post 1909 ma ancora in assenza di un vero e proprio ‘Movimento futurista’, che nascerà nel corso del 1911 — ma con l’indirizzo già aggiornato a quel «Corso Venezia, 61» nella ‘casa rossa’ in cui Marinetti si trasferisce tra fine 1911 e 1912, venendo da via Senato 2. Questa variante mancai repertori specialistici, che registrano solo esemplari con «Via Senato, 2» (Lista, L’art postal futuriste, p. 14; Scudiero, Futurismi postali, p. 30 n.1)
117x175 mm, busta non viaggiata, con nota autografa, non datata. Intestazione in verde. Nota autografa riferita ad un concorso londinese dell’ICA (Institute of Contemporary Art): “6 Photographs of the Maquette for the Monument to the Unknown Political Prisoner“. Ottimo stato.