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Documento originale. Condizioni perfette, proveniente intonsa dall’archivio privato del futurista e amico di Munari architetto Ivanohe Gambini. Non censita nei repertori consultati, ma si veda un disegno del 1935 nello stesso stile («Ritratto di Tullio D’Albisola») in Tanchis, Bruno Munari (1986), p. 19. Disegno firmato in lastra sul lato sinistro in basso: «MUNARI».
Documento originale. Condizioni perfette, proveniente intonsa dall’archivio privato del futurista e amico di Munari architetto Ivanohe Gambini. Notevole disegno surrealista nello stile documentato verso la metà degli anni ’30. Non censita nei repertori consultati, ma si veda un disegno del 1935 nello stesso stile («Ritratto di Tullio D’Albisola») in Tanchis, Bruno Munari (1986), p. 19. Disegno firmato in lastra sui lati sinistro e destro, al centro: «BRUNO» - «MUNARI».
Cartolina autografa firmata, disegnata dall’artista. Cartolina viaggiata, inviata al «FUTURISTA [Luciano] DE NARDIS | VIA GARIBALDI FORLì». Ottime condizioni di conservazione. Giacomo Balla — massimo tra i futuristi — praticò con esiti eccezionali la cosiddetta arte postale. Quasi tutte le cartoline da lui inviate a partire dalla metà degli anni dieci fino a tutti gli anni trenta presentano più di un elemento artistico, e alcune sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura. Numerose sono le cartoline indirizzate a Luciano De Nardis, al secolo Livio Carloni, forlivese che, su magistero di Balla, ebbe una breve carriera artistica fino ai primi anni ’20. Questo esemplare offre notevole composizione di linee nere intersecantisi a disegnare forme geometriche di sapore costruttivista, con il messaggio vergato a pastello rosa, nella tipica scrittura artistica in stampatello tutto maiuscolo, come in sovrimpressione: «CARISSIMO CI SONO | SEMPRE CON TE | PREPARO ESPO | SALUTISSIMI TUO | [in verticale sul lato destro:] BALLA». Il lato dell’indirizzo è vivacizzato dalla scritta cubitale in pastello oro. La mostra a cui si fa riferimento è quasi certamente la personale del 4-31 ottobre 1918 che inaugura la Casa d’arte Bragaglia in Roma.
Cartolina autografa firmata, disegnata dall’artista. Cartolina viaggiata, inviata al «FUTURISTA | - [Luciano] DE NARDIS | Via Garibaldi | FORLì». Ottime condizioni di conservazione. Giacomo Balla — massimo tra i futuristi — praticò con esiti eccezionali la cosiddetta arte postale. Quasi tutte le cartoline da lui inviate a partire dalla metà degli anni dieci fino a tutti gli anni ’30 presentano più di un elemento artistico, mentre alcune di queste sono delle vere e proprie opere d’arte in miniatura. Numerose sono le cartoline indirizzate a Luciano De Nardis, a secolo Livio Carloni, forlivese che, su magistero di Balla, ebbe una breve carriera artistica fino ai primi anni ’20. In questo esemplare l’artista lavora su dei fogli ‘di recupero’, su cui erano già stati tracciati schizzi pittorici e scritte a pastello nero: ritaglia una porzione formato cartolina e lavora al recto e al verso con pennello e tempera di colore rosa: «CARISSIMO DE NARDIS, | AI SENTITO CHE BATTUTA? | LAVORANO ANCORA LE RAZZE | PASSATISTE...! PREPARO | LAVORI PER ESPOSIZIONE FAREMO | INSIEME - CERTAMENTE INAUGU= | RAZIONE PRESIDEREMO - AVANTI | BUON LAVORO SALUTI A TUO FRATELLO | A MAFARKA FAMILIA TANTI A PRATELLA | A TUTTE LE FUTURISTE | TUO BALLA». Sul lato dell’indirizzo, con la stessa tempera rosa Balla aggiunge, in verticale «RIGUARDO TEU [sic] PROMESSE | MI RACCOMANDO DI NON | INCOMODARTI TROPPO | SONO TEMPI DELICATULI». La cartolina, proveniente dalla collezione Conforti di Firenze, è stata pubblicata da Piero Pacini nel 1970 (nel quaderno monografico della «Critica d’arte» di Ragghianti che funge da supplemento agli «Archivi del futurismo»). Pacini data con sicurezza «5 - 11 - 1917», mentre a oggi il timbro postale sembra molto difficilmente leggibile. La mostra cui si riferisce Balla, inoltre, non sembra poter essere «quella del 4-31 ottobre 1918 alla Casa d’arte Bragaglia», visto che si trattò di una personale. De Nardis espone per la prima volta alla mostra nazionale futurista del marzo 1919 a Palazzo Cova di Milano; quindi alla «64a esposizione Giovani futuristi presentati da F.T. Marinetti» nel marzo 1921 sempre presso Bragaglia, dove sono radunati i giovani afferenti al magistero di Balla (NAF I 1921/2). Pacini, “Lettere e documenti” (Critica d’arte 17:11, mag-giu 1970: 8-56), pp. 49-50
Documento originale. Perfetto esemplare. Notevole decoro tra futurismo aeropittorico e déco per questa cartolina dedicata a un evento squisitamente locale — come molta della produzione grafica di Gambini. Rara.
Documento originale. Più che buone condizioni. Viaggiata, inviata da un pilota che si firma «Bu-By» nel 1936 al pittore livornese Giovanni March. Virata in blu. Non comune (Futurismi postali, p. 136: «Il 1934 vede […] innanzitutto l’aeropittura “Coppa Bibesco” […] edita in occasione della XIX Biennale di Venezia in viraggio rosso. Lo stesso soggetto è peraltro rintracciabile in almeno tre diverse tonalità di colore, emesso in differenti periodi, dalla Casa Editrice Boeri […]».
Documento originale. Ottime condizioni. Virata in rosso. Non comune (Futurismi postali, p. 136: «Il 1934 vede […] innanzitutto l’aeropittura “Coppa Bibesco” […] edita in occasione della XIX Biennale di Venezia in viraggio rosso. Lo stesso soggetto è peraltro rintracciabile in almeno tre diverse tonalità di colore, emesso in differenti periodi, dalla Casa Editrice Boeri […]».
Edizione originale. Ottimo esemplare. Cartolina parodica che inscena un soldato tedesco mentre svolge, sullo sfondo di ruderi, un foglio con il «MANIFESTO-PROGRAMMA FUTURISTA» osservaato da tre volti arcigni in cui forse l’anonimo bozzettista ha voluto rappresentare i lacerbiani Papini e Soffici.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Cartolina commemorativa de «La lista elettorale fascista delle elezioni politiche del 1919». Al recto ripropone un bel disegno di Bolzon apparso su «L’Ardito», che raffigura una mano che sorregge una «thévenot» con sopra i nomi della lista. Al verso, sempre disegnato da Bolzon, il motto «A noi!» contorniato da due fasci.
135x180 mm, un foglio stampato solo recto. Reclamizza i titoli delle Editions Anthologie: Marcel Loumaye (“Le Visage dans la Brume“; “L’Ombre de la guerre“; “Les Vergers en fleurs du Ciel de Flandre“); Nenè Centonze (la “Sete del Sole“); Lempereur- Haut (“Album de Bois“); numeri speciali della rivista “Anthologie“ (su Marc H. Darimont; su Stendhal; su Charles Conrardy; su “L’art en Pologne“; su “L’art en Italie“). Reclamizza inoltre un titolo delle Editions de la Roue Dentée, “Hotel Burgeois“ di Maurice Careme con prefazione di Georges Marlow, vincitore del Prix Verhaeren nel 1927, come testimonia un timbro apposto sul volantino stesso. Interessanti queste Éditions de la Roue Dentée proprio negli anni della “Ruota dentata“ di Paladini. Ottimo esemplare.
Roma, Unione Editoriale d’Italia, [1938]. 158x115 mm, cartoncino piegato a formare due cartoline, con modulo separabile alla piegatura, interamente stampato in nero. Cedola libraria dell’opera il cui stile s’intona alla più moderna letteratura internazionale, pur reagendo al pessimismo predominante nel romanzo contemporaneo straniero. Esemplare in ottimo stato.
Firma non identificata a penna nera. Timbro a inchiostro blu “Onoranze Nazionali a F. T. Marinetti“. Ottime condizioni. “[...] Per iniziativa di un gruppo di arditi, volontari, combattenti, mutilati, fascisti [...] si è costituito a Milano un Comitato, il quale all’infuori ed al di sopra di ogni preconcetto artistico, politico e di parte, si è prefisso il compito di organizzare una manifestazione nazionale quale valorizzazione dell’opera meravigliosa e altamente patriottica che F. T. Marinetti ha svolta prima durante e dopo la guerra [...]. Sapendo che Ella è un fervido ammiratore dell’Uomo che si vuole onorare, rivolge viva preghiera perché colla propria adesione [...] voglia contribuire a rendere più importante e più degna la cerimonia che si sta organizzando [...]“.
Edizione originale. Ottimo esemplare (uniforme lieve brunitura) stampato in blu. È una delle rarissime «10 Liriche d’amore», cartoline che raccolgono al recto versi liberi e parole in libertà (verso vuoto ad eccezione del modulo «Cartolina postale»), messe in vendita dall’editore Facchi nel 1919: «certamente il primo esempio di un uso poeticamente finalizzato del mezzo postale» (Scudiero, p. 56a). Salaris, Futurismo postale, p. 136-138, n. 9; Cammarota, Futurismo, 319.3; Scudiero, Futurismi postali, 95 (p. 57)
Edizione originale. Ottimo esemplare (uniforme lieve brunitura) stampato in blu. È una delle rarissime «10 Liriche d’amore», cartoline che raccolgono al recto versi liberi e parole in libertà (verso vuoto ad eccezione del modulo «Cartolina postale»), messe in vendita dall’editore Facchi nel 1919: «certamente il primo esempio di un uso poeticamente finalizzato del mezzo postale» (Scudiero, p. 56a). Salaris, Futurismo postale, p. 136-138, n. 5; Cammarota, Futurismo, 319.3; Scudiero, Futurismi postali, 95 (p. 57)
Dipinto a tempera su cartolina. Ottime condizioni di conservazione, viaggiata (minime abrasioni al disegno, con due fori di puntina appena percettibili alrecto; francobollo conservato). Bello scorcio di Roma vista nella cornice della finestra. Firmato e titolato ai bordi della composizione, in inchiostro blu: «BallElica». La cartolina è inviata al «Signor Mario Battistella» e reca al verso le firme autografe di Luce, Elica, e del padre Giacomo Balla, che scrive: «PIACEVOLPITTOR | SALUTBALLA».
Parma, Editrice Eto (stampa: Officina Grafica Fresching), [1923]. 116x140 mm, un cartoncino grisaglia di pp. [4] in cornice tipografica, stampate in inchiostro blu. Réclame delle edizioni Eto: copertina riservata al mensile «La Difesa artistica» — vicino al futurismo e che ospiterà i primi fascicoli della «Rovente futurista» — «L’unica rivista emiliana che raccolga il movimento artistico - letterario - teatrale d’Italia. Esce in 24 pagine a grande formato con illustrazioni e copertina dei migliori artisti»; alle pagine interne invece i libri, tra cui «Artigli» di Pezzani. Ottimo esemplare.
[Paris], La Gazzette, 1923. 200x250 mm, un foglio illustrato a colori solo recto. Tavola nr. 11 estratta dalla Gazzette anno 1923, che ospita lo splendido disegno a colori di Thayaht riproducente il modello del titolo. Importante reperto dell’attività parigina di Thayaht come disegnatore presso le case di moda: nel tratto già si coglie la fantasia che lo porterà definitivamente con gli anni ’30 al futurismo. Ottimo esemplare.
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Iscrizione autografa dell’artista verso. Data da timbro blu verso. Timbro a secco del fotografo recto.Minime tracce di sporco recto, complessivamente in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande.
Stampa fotografica vintage. CON DEDICA Bella dedica autografa firmata e datata dell’artista al recto: «A Bruno Sanzin con simpatia Futurista · Ernesto Thayaht · Firenze 21 Gen 1931 anno X°». Minima traccia di piega all’angolo destro del piede; per il resto in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale in formato grande. Notevolissimo lo scatto, che prende l’opera per intero e ben dettaglia anche il gagliardetto rotondo con l’iscrizione a croce «Italia Veloce».
Stampa fotografica vintage. Timbro con titolo dell’opera e dati dell’artista verso. Timbro semisbiadito verso; in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale formato cartolina.
Stampa fotografica vintage. Timbro con titolo dell’opera e dati dell’artista verso, e altro timbro con indirizzo dell’artista racchiuso nella classica cornice con lati a spigolo («studio di arte decorativa | 9 via Dante da Castiglione»). Timbri semisbiaditi verso; in ottime condizioni; proveniente dall’archivio del futurista B.G. Sanzin. Rara fotografia originale formato cartolina.
Prima edizione. Copertina originale restaurata al dorso e ai bordi; pagine interne brunite; nel complesso, più che buon esemplare. Rara traduzione russa, a cura di M. Engelhardt (autore anche di una breve prefazione), della fondamentale antologia «Le futurisme» (Paris, Sansot, 1911), raccolta di scritti teorico-programmatici e di manifesti. -- «L’interesse per il futurismo in Russia raggiunse l’apice in occasione del memorabile viaggio di Marinetti dal 25 gennaio al 14 febbraio 1914. [...] Quel soggiorno rappresentò il confronto tra Occidente e Oriente, tra le marinettiane parole in libertà e la lingua stransmentale, detta ‘zaum’ [...]» (Salaris, Futurismi nel mondo). In occasione della visita di Marinetti, che fa base a Mosca ma passa i primi giorni di febbraio a San Pietroburgo, vengono pubblicate due antologie di manifesti e scritti teorici proprio nelle due città russe principali. «Futurizm» rappresenta un importante e originale aggiornamento della prima fondamentale antologia futurista, il «Le Futurisme» pubblicato a Parigi nella seconda metà del 1911: non solo qui sono aggiunti tutti i manifesti prodotti nel 1912-13, ma notevole è anche il lavoro effettuato sul materiale già antologizzato (aggiunta date, cambio titoli, omissioni o recuperi). Salaris, Storia (2da ediz.), p. 62 (ripr.); Ead., Futurismi nel mondo, pp. 825-ss; Cammarota, Marinetti, 45: «Rarissimo»
Paris, Université Alexandre Mercereau (s. ind. tip.), 1926. 129x189 mm. Un foglio di carta leggera stampato recto e verso. Invito alla serata del 22 febbraio 1926. La conferenza, organizzata dalla “Section Tchéco-Slovaque“ dell’Université Alexandre Mercereau, fu seguita da una serata di letture, recitativi e musica con le danze della Podhjaska, famosa danzatrice in stretto contatto con i futuristi negli anni ’20 e ’30, ed interprete preferita da Prampolini ’pantomimografo futurista’. Al verso pagina pubblicitaria delle lampadine Philips Miniwatt. Ottimo esemplare, raro reperto.
Invito alla mostra organizzata sotto gli auspici della Cooperativa Cinematografica Roma. Firmato in calce “Il segretario / Enrico Prampolini“ e “Il presidente / S.E. Bontempelli“. Cfr. Lista, Carteggio Prampolini, p. 170. Ottimo esemplare.
Pavia, s. ind. tip. (stampa: Ind. Grafica Pavese), [1939]. 140x90 mm, elegante cartoncino in carta pesante color crema stampato al recto in blu. Invito alla celebrazione tenuta dal Masnata: Pavia celebra il terzo anniversario della fondazione dell’Impero coloniale (9 maggio 1936). Firmato in calce dal “Presidente“ Ernesto Massi e dal “Segretario Federale“ Pino Stampini. Raro reperto dell’attività pubblica fascista di uno dei più significativi (e atipici) rappresentanti del tardo futurismo. Ottimo stato.