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4 tomi in 16, pp. 384; 328; 296; 360. Piccola incis. ad ogni frontespizio. Piatto ant. staccato al tomo I con fioriture al front. Tomo II in buono stato. Tomo III con gora da pag. 1 a 19, da 287 alla fine. Tomo IV con danni al d. e spellature ai piatti. P. pl. coeva con fr. e decorazioni in oro ai d. + tassello rosso.
In 16o, (cm 10x16,50), pp. 695, piena pergamena coeva, con antica patina scura ai piatti. Dorso con nervature. Piccola galleria di tarlo al margine interno delle prime carte con perdita di qualche carattere. Raro esemplare di Nuovo Testamento stampato con caratteri greci dalla Stamperia Reale di Torino nel 1741. Una delle prime edizioni pubblicate dalla Stamperia Reale che aveva iniziato l'attivita' negli ultimi mesi del 1740. Precedentemente nessuna edizione del Nuovo testamento era stata pubblicata in Torino. Bella edizione stampata in nitidi caratteri greci
In-16°; pp. XXI, (1), 78. Legatura in carta azzurrina. Frontespizio forse incompleto. Vincenzo Maria Imperiale (Imperiali), pugliese, 1738-1816. DBI: il lavoro che gli diede vera rinomanza nel mondo letterario è collegato ai suoi studi giovanili su certa poesia greca; esso ebbe una diffusione straordinaria, sempre sotto il suo nome arcadico, con varie edizioni veneziane (la prima del 1780, la seconda del 1786) e ben tre bodoniane (la prima Crisopoli-Parma 1792, un'altra 1801), seguite da molte altre, di cui è ancor più difficile individuare i dati, a Madrid, Parigi, Londra e Vienna, nonché da una postuma (Firenze 1819). Si tratta di La Faoniade, una serie di composizioni sull'infelice amore di Saffo per Faone, che nelle prime edizioni l'I. propose sotto la non nuova finzione dell'antico manoscritto ritrovato e tradotto in versi italiani. L'opera, formata da una serie di inni e di odi attribuiti a Saffo nei tormenti finali della sua passione amorosa, tutti chiaramente ispirati agli stilemi di Anacreonte e di Mosco, ha alcune parti abbastanza sentite, come l'Inno ad Apollo, in cui la poetessa implora l'aiuto del dio per il suo amore non corrisposto, l'Inno a Venere, in cui supplica la dea di intercedere presso Eros, l'Inno aCupido, colmo di disperazione, e il secondo Inno a Venere, mutuato dalla descrizione del "Cinto di Venere" del XV canto dell'Iliade. Seguono alcune odi assai tenere e leggiadre, come La notte, quella Ai numi infernali o quella detta Voto ad Apolline, che precede il salto fatale. Una pioggia di lodi incondizionate cadde sull'I. da parte dei letterati napoletani, capeggiati da J. Andrés, O.G. Martorelli, E. Campolongo, B. Della Torre (il vescovo di idee avanzate esiliato nel 1799) e mons. G. Capecelatro (l'arcivescovo di Taranto poi ministro di re Gioacchino). Fu particolarmente apprezzato che una vena poetica tanto delicata fosse espressa da un affermato militare di carriera. (v. 62, 2004).
In 4° (23x5x17,5 cm); XVI, 295, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Piatti foderati con bella carta a motivi in blu. Bel fregio xilografico al frontespizio. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Un piccolo tarletto al margine interno bianco del frontespizio, qualche macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta in una 20 di pagine, ininfluente, e per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima edizione veneta di questo celebre commento agli aforismi di Ippocrate. Gli aforismi sono sia in greco che in latino. I commenti, opera di alcuni cleberrimi medici e studiosi come Boerhaavi, Borelli, Bellini, Pitcarn, Sthal ed altri, sono in latino. Ippocrate di Cos o Kos (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus ante quem) è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina. Egli rivoluzionò il concetto di medicina distinguendola da altri campi, tradizionalmente associata con la teurgia e la filosofia, stabilendo così la medicina come professione. In particolare, egli ebbe il merito di far avanzare notevolmente lo studio sistematico della medicina clinica, riassumendo le conoscenze mediche delle scuole precedenti e di descrivere le pratiche per i medici attraverso il Corpus Hippocraticum e altre opere. Buon esemplare.
in 4°, 24 cm, rilegatura coeva in cartoncino ricoperto, titolo manoscritto su etichetta al dorso; p. (16), 173, 3, xlviii. Frontespizio stampato in rosso e nero con stemma mediceo inciso in azzurro; incipit e inziali animate e decorate. L'omelia di Andreas Cretense, ha un proprio frontespizio, testo in greco con traduzione latina a fronte, su due colonne
In 8, pp. XXXVI + 186. Qualche mancanza al dorso. Sporadiche fioriture alle cc. Br. ed. Rara e interessante opera sul teatro e le varie forme dello spettacolo dall'antica Grecia sino all'epoca moderna con una parte riservata al gioco e al danno sociale che ne deriva se praticato. 'L'autore... divide il suo lavoro in quattro parti: nella prima delle quali tratta dei teatri, giuochi e spettacoli degli antichi; nella seconda, del Medio Evo; nella terza, dei moderni fino alla Rivoluzione francese; nella quarta, degli spettacoli, giuochi ed altri divertimenti dalla Rivoluzione francese insino a noi, e dei mezzi per dirigerli al miglior bene della societa'. In ordine alla Parte Prima, comincia dall'osservare che gli Ebrei, nemici dell'idolatria, non poteano avere spettacoli come li ebbero i Greci, inspirati da quella; e che la fede in un solo Dio e la severita' del loro culto, in fatto di belle arti e di lettere, non concedeva ad essi che l'architettura e la poesia lirica. Nell'India egli trova una poesia drammatica, attribuita dai bramini alla Divinita', e una legge sacra sui teatri; loda il Sacontola di Calidasa, il Sofocle indiano... Accenna i drammi dei Cinesi, senza distinzione fra tragedia e commedia, ma per lo piu' con uno scopo morale, con intermezzi musicali... Relativamente ai Greci, ne osserva dapprima la parte drammatica, promossa fra loro dalla vivace indole, dalla religione e dalle storiche vicende. Vi scorge un apostolato morale e civile; e loda l'usanza, che ne fossero giudici eziandio i principali cittadini di Atene, siccome Cimone fra Eschilo e Sofocle. Nelle tragedie, segnatamente in quelle di Eschilo, loda l'intervento dei cori, dove trova un elemento popolare contrapposto all' aristocratico degli eroi; ne loda pure i grandi effetti scenici, cui ad intervalli ravvivava la musica... Minori lodi egli concede ai teatri, ai giuochi, agli spettacoli romani... Nella Parte Seconda, la quale tratta dei giuochi, feste e spettacoli del Medio Evo, 1' autore comincia dai giuochi dei Barbari, prima dell'invasione dell' Impero romano... Passa in appresso ai giuochi propriamente detti, e particolarmente agli aleatorj o d'azzardo. Distingue i giuochi, in giuochi di sorte, giuochi di abilita', giuochi misti: e parlando dei primi, ne osserva dapprima I'applicazione delle matematiche alle loro probabilita'... viene a discorrere del lotto... Immensi ne sono, egli prosegue, i vantaggi del banchiere; enormi le probabilita' per esso nell'ambo, piu' assai nel terno, nella quaderna, nella quintina: e lo dimostra con calcoli aritmetici. Ai quali, per denigrare ancor piu' questo giuoco, l'autore aggiunge le prove statistiche; e primieramente i pegni moltiplici ai Monti di pieta' il giorno in cui chiudesi il lotto; secondariamente, una notevole diminuzione di consumi di prima necessita' in quel giorno, il che e' causa di decadimento e ne'genitori e nei figli; in terzo luogo, i minorati depositi a que'giorni nelle casse di risparmio; in quarto luogo gli infami libri cabalistici e fatali, le immorali superstizioni sui morti, sui cadaveri, sulle calamita' private e pubbliche; e cita a tale proposito l'americano John Francis. I peculati, i furti, gli scrocchi vi si accompagnano, egli conchiude...' (Giornale dell' I. R. istituto lombardo di scienze, lettere ed arti, vol. VIII, p. 442 e ss.).
Mm 245x310 Volume rilegato in tela con titolo in oro al piatto e al dorso, sopracoperta originale con piccola lacuna al piede del dorso, custodia in mezza tela, legature ben salde, xii-408 pagine con 364 figure in nero nel testo e 54 tavole a colori non comprese nel testo. Opera tra le più importanti sull'argomento trattato in ottime condizioni complessive, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-4 p. (mm. 310x240), bross. muta coeva (manc. e picc. spacco al dorso), pp. (10),XXXII,187, con ritratto dell’A. f.t. “Nempe libri postremi novem qua fieri potuit ratione reparati: gr. cum latina editoris interpretatione et notis et praevia dissertatione, necnon aliquot appendicibus”. Cfr. Brunet,II,726. Ex-libris e numero progressivo stampigliato al risg. anter., altrim. testo ben conservato, con barbe.
In-4°; pp. (12), 386, (2), 1 diagramma f.t. ripiegato, all’ultima pagina marca tipografica incisa su legno. Testo greco e latino a fronte. Legatura in mezza pelle moderna con angoli rossa con titolo e fregi dorati al dorso.
In 4°; (16), 470 (i. e. 472) pp. Legatura in mezza-pergamena con piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca. Bella marca xilografica al frontespizio di Baglioni con aquila bicipite coronata ad ali spiegate, con monogramma dell' editore al centro. Antico timbretto di provenienza privata ottocentesco che attesta l'esemplare come appartenuto all'Avv. Alfonso Magiera, appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Settima edizione notevolmente accresciuta rispetto alle precedenti di questo curioso scritto del maltese, Domenico Magri (La Valletta 1604 - Viterbo 1672). Magri, grande esperto di lingue semitiche, volle con questo celebre studio volle dare chiarezza alle voci latine, greche ed ebraiche ad uso ecclesiastico, spesso equivocate o male interpretate. L'opera ebbe enorme successo e diverse edizioni dopo la prima messinese del 1644, venendo apprezzata dai maggiori linguisti di tutt'Europa. L'oratoriano Domenico Magri), nato a La Valletta, dove visse e si formò, fu canonico della Cattedrale di Viterbo e membro della Congregazione dell'Indice. Tra i primi in Italia a pubblicare le notizie sulla "nuova bevanda" chiamata Kafé (1671), e sulle sue virtù, partecipò nel dare la luce lo scritto del Naironi sull'argomento. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UM1E\010927.
Vol. due in-4° di pp. complessive XVIII-1368 con testo su due colonne. Legature edit. Dorsi rinforzati con nastro trasparente ma in ottimo stato.
in 8°, 18 cm, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo in oro su tassello al dorso, tagli colorati; p. (26), clxcv, (1). Testo in greco con traduzione italiana a fronte. Antica etichetta del libraio Cesconi di Verona al 1° risguardo
(Codice AN/3214) In 16° (16 cm) 432 pp. Frontespizio allegorico in rame, manca l'antiporta; indice manoscritto all'ultima bianca, firme, segni di studio e d'uso, accenno di orecchie. Legatura settecentesca in pelle, angoli e cuffie consunti, dorso con fregi oro scoloriti. Testo valido e completo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
<p>in 8°, 21 cm, rilegatura coeva in pergamena, titolo in oro su tassello al dorso che ha consistenti spellature, tagli colorati; p. xvi, 172, frontespizio in caratteri greci e latini stampato in rosso e nero, testo in greco con traduzione latina e italiana</p>
[GRECO, CARTA AZZURRA](cm 27,5) Ottima mz. pelle originale, tit. e fregi in oro al dorso, carte policrome; pp X, 304 + 1 c. con errata, frontis rosso e nero. Opera rara stampata a Colle con notevole eleganza tipografica su carta pesante leggermente azzurrina. Per notizie biografiche sull¿aut. vedi Inghirami ¿Storia della Toscana¿ I 208. Esemplare molto bello ad amplissimi margini con sguardie decorate in xilografia a più colori. Manca a molta bibliografia consultata.[f69] Libro
In-8 p. (mm. 206x132), 4 voll. (su 5) rilegati in 2 tomi, mz. pelle coeva, ciascuno con proprio frontespizio. L’opera è così composta: 1° tomo: Erster Band, erstes Heft, Buch I - nebst Einleitung und Ubersicht uber den Dialect, pp. VIII,(2),234 // Erster Band, zweites Heft, Buch II, pp. (2),157 // Zweiter Band, Buch III & IV, pp. 316. 2° tomo: Vierter Band, Buch VII, pp. 200, con 2 cartine geograf. (”Karte zum Zug des Xerxes - Karte der Thermophylen”) // Fuenfter Band, Buch VIII, IX und zwei Indices, pp. 232, con 2 cartine (”Seeschlacht bei Salamis - Plan von Plataeae”). Manca il 3° volume. Testo in tedesco e greco. Il 1° vol. è in terza edizione; gli altri in seconda edizione migliorata. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta; timbro di appartenenza privata e dedica autografa al frontespizio, ma complessivamente buon esemplare. voll. 1° e 2° che cont (cm. 22), pp. VIII, 234 p., Herodotos / fur den Schulgebrauch erklart von Dr. K. Abicht|Herodotus. In buono stato di conservazione (good copy).
Venezia, nella stamperia di Bonifacio Viezzeri, 1766, in-8, mezza pergamena ottocentesca, titolo in oro su tassello in pelle al dorso, piatti in carta marmorizzata, pp. XXX, 542. Con una tavola incisa in rame raffigurante numerose grafie antiche di lettere. Trattato che sostiene la necessità di regolare con le lettere ebraiche quelle greche e latine. Gennaro Sisti fu celebre epigrafista e professore di lingue orientali all'Università di Napoli. Stese nel 1777 una ricercata grammatica ebraica.
pp. 68 su carta acquerello della Fedrigoni, con ill. e 21 tav. in b/n e a 2 col. Stampate solo al recto Ediz. a tirat. limitata e numer. a cura di G. Allegri e dello stesso Greco. Raccolta di incisioni e disegni realizzati dall'artista fra il 1969 e il 1982 come variazioni sul tema dell'amplesso e del commiato. Ex libris xilogr.
In-8 gr. (mm. 240x156), mz. pergam. coeva, tit. oro su tassello al dorso, pp. 893. Testo greco e latino. Alc. fioriture, ma complessivamente esempl. ben conservato.
In-4°, 4cc, frontespizio con stemma papale di Urbano VIII e maschera xilografica tra due cornucopie. Testo in latino e greco a fronte. Ornamenti xilografici nel testo.
CORREDATO DI 2000 INCISIONI TRATTE DALL'ANTICO RAPPRESENTATNTI TUTTI GLI OGGETTI D'ARTE E D'INDUSTRIA IN USO PRESSO I GRECI E I ROMANI 2 VOLUMI IN UNICA RILEGATURA CONDIZIONI OTTIMO INTERNO PULITO,LEGATURA COMPATTA CON FREGI IN ORO SULLA COSTA, MACCHIA DI UMIDITA' IN 4°COPERTINA E NELLE ULTIME 4 PAGINE.
Litografia Cirelli, Napoli, 1850 circa. Tonolitografia, cm 23 x 31 circa (il foglio), disegno di S. Leale. Veduta del Vesuvio presa dalla Torre del Greco, presso Napoli. Buono stato.
Mm 180x250 Collana "Studia Archaelogica" - Volume rilegato in tela con sovraccoperta, 360 pagine con 44 tavole in nero in chiusura. Copia eccellente, mai o poco frequentata. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
(Codice AN/2890) In 4º (34 cm) (8)679(1) pp. Frontespizio con grande marca xilografica, antica firma e nota. Testo su 2 colonne con capilettera xilografici, nitida impressione. Premessi due elenchi: "Vocaboli toscani, in diversi luoghi e usati dal Traduttore" e "Sentenze e detti notabili Estratti da Tito Livio". In fine "Tavola della cose più notabili" e "Tavola de' Re, e Consoli, Tribuni militari…" Grande volume lievemente allentato, manca la prima sguardia bianca, tracce del tempo e di studio: lievi ingialliture, macchiette e sporadici segni ai margini, antiche firme e note a penna. Legatura piena pergamena del tempo un po' usurata, parziale lesione a una cerniera, spellature al dorso, tassello e titolo oro, tre tagli rossi. Valido, genuino esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice AN/3152) In folio (34,5x22,5 cm) [48]-706 pp. Il presente volume contiene solo la prima parte delle opere indicate nell'indice: frammenti, de beneficiis, de epistolis, de provvidentia, de ira, de clementia, de vita beata, de tranquillitate animi. Frontespizio in rosso e nero, grande incisione in rame con busto di Seneca di Léonard Gaultier. Testatine, capilettera, finalini xilografici. Lievi ingialliture, margine superiore un po' corto, qualche pagina brunita. Antiporta mancante. Legatura primo '800 in mezza pelle, dorso con titolo e fregi oro. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA