309 résultats
Grand in-8, broché, 119 p., non coupé. Thèse complémentaire soutenue à l'Université d'Aix-Marseille. Contient également "Témoignages de plusieurs jésuites touchant l'athéisme des chinois". Bon exemplaire.
This is a fine hardcover copy with a fine dust jacket with no wear at all. Complety clean. Stated first edition. Not illustrated. Bibliography. 9" high X 6" wide, 242 pages. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
GUIDA 2002 208 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Il libro muove da una consapevolezza: Heidegger è il maggiore interprete del nostro tempo, il pensatore che più di tutti ha indagato il destino della terra nell'epoca della tecnica. Sulla base di questa consapevolezza, Mazzarella rilegge Heidegger alla luce dei saperi decisivi della modernità: l'etica, nelle sollecitazioni che lo sviluppo tecnico le impone, la politica, la rinnovata istanza cosmologica, la psicanalisi, l'abitare del progetto moderno come cifra dello spaesamento dell'uomo d'oggi. Nella lettura emerge intera l'attualità del pensiero di Heidegger. Un pensiero decisivo per dare risposte ai problemi della bioetica, alle istanze fondamentali dell'ecologia e al disagio che in generale caratterizza oggi la condizione umana. Con Ermeneutica dell'effettività, Mazzarella offre un contributo suggestivo e insieme rigoroso, con Heidegger, ma per certi aspetti oltre Heidegger, all'attuale dibattito filosofico. Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all'Università di Napoli Federico II. Curatore di numerose opere di Heidegger, ha pubblicato per le nostre edizioni: Nietzsche e la storia (1983); Tecnica e metafisica. Saggio su Heidegger (1981); Sacralità e vita (1998). Tra i suoi ultimi lavori, HeideKger oggi (II Mulino, 1998), Pensare e credere (Morcelliana, 1999). Il testo raccoglie l’ultimo dei primi corsi friburghesi di Heidegger, tenuto in tredici lezioni di un’ora nell’estate del 1923, prima della chiamata come ordinario a Marburgo. Il titolo ’Ontologia’ sostituì all'ultimo momento quello che Heidegger aveva in mente: ’Logica’. Il libro è infatti una logica dell’interpretazione filosofica della vita. Prima della teoria, vi è per Heidegger il fatto stesso della vita, l’apparire stesso della vita in quanto esistenza storica. La filosofia perciò non ha il compito di prendersi cura dell’umanità universale o della cultura in generale: essa è, nelle pagine di questo libro, filosofia del proprio tempo, logica e interpretazione della vita «com’è adesso». Alimentate da questa tensione verso una filosofia dell’epoca, verso un pensiero della contemporaneità, che si fa per la prima volta visibile nella riflessione di Heidegger, queste pagine del ’23 annunciano - come un incunabolo filologico e teorico - i temi fondamentali di ’Essere e tempo’. Indice Introduzione 1. Il titolo «Ontologia» Ermeneutica dell’effettività Prefazione PARTE PRIMA - Percorsi dell’interpretazione dell’esserci nel suo esser-di-volta-in-volta Capitolo primo - Ermeneutica 2. Ermeneutica nel senso tradizionale 3. Ermeneutica come autointerpretazione della effettività Capitolo secondo L’idea della effettività e il concetto di «uomo» 4. Il concetto di «uomo» nella tradizione biblica 5. Il concetto teologico e il concetto «animal-rationale» 6. Effettività come l’esserci nel suo esser-di-volta-in-volta. L’Oggi Capitolo terzo - L’odierna interpretatività dell’Oggi 7. L’interpretazione dell’Oggi nella coscienza storica 8. L’interpretazione dell’Oggi nell’odierna filosofia 9. Allegato; «Dialettica» e fenomenologia 10. Sguardo sul procedimento dell’interpretazione Capitolo quarto - analisi dell’interpretazione in quanto di volta in volta riferita al suo oggetto 11. L’interpretazione dell’esserci nella coscienza storica 12. L’interpretazione dell’esserci nella filosofia 13. Compito ulteriore dell’ermeneutica PARTE SECONDA - Il percorso fenomenologico della ermeneutica della effettività Capitolo primo - Riflessione preliminare, fenomeno e fenomenologia 14. Per la storia della «fenomenologia» 15. La fenomenologia secondo la sua possibilità in quanto Come dell’indagine Capitolo secondo - «Esserci è essere in un mondo» 16. Indicazione formale di una pre-disponibilità 17. Equivoci - a. Lo schema soggetto-oggetto - b. Il pregiudizio della libertà ai punti di vista Capitolo terzo - Costituzione della pre-disponibilità 18. Sguardo sulla quotidianità 19. Una descrizione mancata del mondo quotidiano 20. Descrizione del mondo quotidiano a partire dal commercio che vi permane Capitolo quarto - La significatività in quanto carattere di incontro del mondo 21. Analisi della significatività (prima stesura) 22. Analisi della significatività (seconda stesura) 23. L’apertura - a. La semplice presenza - b. L’apparire con-mondano 24. La familiarità 25. L’incalcolabile ed il comparativo 26. Il carattere di incontro del mondo Appendice - Allegati e aggiunte I. 1.I.24. Ricerche per una ermeneutica della effettività II. 1.I.24. Temi III. 1.I.24. Dalla visione d’insieme IV. Ermeneutica e dialettica V. Essere uomo VI. Ontologia; natura hominis VII. Il cominciamento VIII. Esecuzione IX. Fenomenologia X. Homo iustus XI. Su Paolo XII. Significare Postfazione della curatrice tedesca Nota del traduttore Parole e frasi comuni all'essere appunto arché architettura Aristotele artefatti autentica Binswanger concetto concettuale coscienza storica cosmologica costituisce costruire cura Dasein dell'architettura dell'Assoluto dell'ente dell'essente dell'Io dell'uomo determinazione Dilthey disvelamento effettivitàegologico ente ermeneutica esistenziale essenza esserci essere-nel-mondo esso fattizia fenomenologia dello spirito filosofia finitezza fondamentale fondamento fondazione G.W.F. HEGEL greca Hegel Heidegger heideggeriana HusserlIbidem immanente insieme Kerényi Kierkegaard kinéseos l'essenza l'essere l'uomo Lettera sull'umanismo libertà logica lógos Louis Kahn Martin Heidegger materiale Mazzarella metafisica mito mondana mondo motilità natura necessità nichilismoNietzsche nomos oikologia ontica ontologia fondamentale ontologica originario pensiero physis poiesis possibilità problema progetto moderno proprio psicopatologia punto pure questione dell'essere radicale rapporto razionale realizza Saggi e discorsi sapere assoluto scienza se-Stesso Seinsfrage senso d'essere significa sione soggettività sostanza spazio specifica spirito di Hegel spirito vivente spirituale storia struttura téchne tecnica tecnologia teoria tramite trascendentale ultima istanza umano verità volontà Vorlesung Zollikon
Paris, Spes 1936, 557pp., qqs.estampes
2 volumes in-12 (167 x 97 mm), plein veau blond marbré de l'époque, dos à nerfs ornés de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièces de titre et de tomaison de maroquin bordeaux, armes frappées au centre des plats, filet doré sur les coupes, tranches rouges, xxiv, 265 p. et (4), 292 p. Une des deux éditions à la date de l'originale. "L'exposé systématique de la doctrine sensualiste de Condillac. Il prépare pour les écrivains de l'époque des Lumières, un cadre philosophique dans lequel pourront être incluses les solutions les plus radicalement opposées au spiritualisme traditionnel ; il fournit aux scientifiques une méthode, aux idéologues une doctrine qui restera à la base de la philosophie française, jusqu'à la contre-révolution et au triomphe de Kant" (J.-P. Faye). Selon Rousseau, dans les 'Confessions', c'est Diderot qui engagea le libraire Durand à prendre le manuscrit. (J. Sgard, 'Corpus Condillac', 02, p. 175). Bel exemplaire aux armes d'Alexandre de La Rochefoucauld (1690-1762), homme de culture, officier puis Grand-Maître de la Garde-Robe du Roi, il fut disgracié en 1744 et s'exila sur ses terres de La Roche-Guyon. Il avait réuni une belle et très importante bibliothèque (Olivier, 710).
In-12 (154 x 92 mm), plein maroquin rouge de l’époque, dos à 5 nerfs guillochés or orné de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièce de titre de maroquin bordeaux, plats encadrés de triples filets dorés, roulette sur les coupes, dentelle intérieure, doré sur tranches, (8), 124 p. Edition originale de cet ouvrage, dédié "A la Nation Angloise", attribué à Elie Luzac, parfois à La Mettrie. Philosophe et philosophe, éditeur, imprimeur et libraire néerlandais d’origine française issu du refuge huguenot, Elie Luzac (1721-1796) publia ‘l'Homme Machine’ de La Mettrie, ce qui lui valut de nombreux déboires. Devenu avocat, partisan des "Lumières modérées", il défendit en philosophe et en juriste la liberté de conscience, la liberté de publier et la tolérance civile et religieuse. Cet ouvrage "où paraissait à plein les qualités de juriste de l’auteur marque une date dans l’histoire de liberté de presse" (Cf. J. Marx, "Un grand imprimeur au XVIIIe s.: Elie Luzac Fils", RBPH, 1968, 46-3, p. 779-786). "Elie Luzac, voulant justifier la publication de ‘L'Homme machine’ de La Mettrie fit paraître anonymement [cet] essai. Dans ce travail clair et bien argumenté (...), il développait le contenu de l'"Avertissement" qu'il avait composé pour introduire le livre de La Mettrie" (Aram Vartanian, "La Mettrie's 'L'Homme machine'"’, Princeton 1960, p. 97-98). Roger Stoddard, incorpore cet ouvrage dans sa bibliographie des oeuvres de La Mettrie ('La Mettrie, A bibliographical Inventory’, n°39). Sur cet ouvrage, cf. L. Jooken et al., "Elie Luzac et ‘L’homme plus que machine’ (1748): la parole dialogique d’un imprimeur des lumières" (in ‘Cad. Trad’, vol. 38 n°1, Florianópolis, Jan./Avril, 2018, p. 197-225). Très bel exemplaire, très frais, très bien relié en maroquin rouge à l’époque.
In-12, broché, couverture papier bleu d'origine, (8), 295 p., exemplaire non rogné, non coupé, tel que paru. Première édition française probablement sortie des presses de M.-M. Rey, dans une édition et une traduction attribuées à d’Holbach. L’ouvrage contient le recueil des pièces composées par Anthony Collins, libre-penseur, élève et ami de Locke, dans la polémique qui s’était engagée entre eux-mêmes, Samuel Clarke et Henry Dodwell, sur l'immatérialité et l'immortalité de l'âme. Selon Bréhier (II, 293) : "Collins montre l’union du matérialisme à la doctrine sensualiste de la connaissance". De très larges extraits de cet ouvrage ont été cités par Naigeon dans "l’Encyclopédie Méthodique". L’ouvrage a été interdit et condamné au feu. (Colon, 'Siècle des Lumières', 69:676. 'Holbach et ses amis', 1553. Peignot, 'Livres condamnés', II, p.214. Vercruysse, p. 32). Exceptionnel exemplaire, tel que paru, non rogné, non coupé.
In-8, broché, couverture imprimée, xxxii, 494, (1) p. Troisième édition, l'édition définitive, largement augmentée. Maret "combat, après Bautain, le panthéisme, principal ennemi de la religion, qui est au fondement de la philosophie du XIXe siècle, en particulier du rationalisme de Cousin" (Dictionnaire des philosophes, PUF, p. 1926). L'ouvrage vaudra à son auteur une nomination à la faculté de théologie de la Sorbonne. (Caillet, 7133). Bon exemplaire.
90p. Paper back. Worn. PHILOSOPHY 2
Mm 115x195 Collana "Einaudi Contemporanea", n. 15. Brossura editoriale di IX-239 pagine. Rare sottolineature a matita sottile circoscritte alle prime pagine, per il resto ottimo esemplare. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-16 (105 x 72 mm), plein veau porphyre de l'époque, dos lisse richement orné de compartiments fleuronnés et cloisonnés, coiffes filetées, triples filets d'encadrement sur les plats, pièce de titre de maroquin bordeaux, coupes filetées, filet ondulé intérieur, tranches dorées, (4), viij, 85, (11) p., planche frontispice gravée. Première et unique édition sous ce titre, possédant faux-titre et titre: "Etrennes des esprits forts", un second titre: "Pensées philosophiques" à la même adresse, ainsi que la planche frontispice gravée en taille-douce de l'édition originale de 1746: "La vérité arrache le masque à la superstition" dans une version inversée en miroir. L'auteur des textes placés en introduction et en postface ("A Messieurs les esprits forts. Épître philosophique" et "Épître philosophique à un philosophe") n'a jamais été identifié. Ces textes n'ont été reproduits que dans l'édition des "Oeuvres philosophiques" de 1772. Cette édition serait imprimée en France selon David Adams et Jeroom Vercruysse qui se réfèrent à un arrêt de la cour du Parlement du 23 janvier 1759 condamnant l'ouvrage, et non en Hollande comme il avait été supposé jusqu'alors. "Ce livre mérite d'être considéré, vu les polémiques et les échos qu'il suscita, comme l'un des plus importants du XVIIIe siècle" (Wilson, 'Diderot', p. 47). (Adams, 'Diderot', II, PD10. Niklaus, 'Pensées philosophiques', Droz, 1965, Et, p. 53. Tchemerzine-Scheler, II, p. 920. Vercruysse, 'Recherches bibliographiques sur les "Pensées Philosophiques" de Diderot', "18e siècle", 1972/4, p. 374-378). Le Catalogue Collectif en France ne recense que trois exemplaires de cette édition: BM Rouen, Versailles et Biblio. Mazarine. Elle manque à la BnF. Bel exemplaire, grand de marges, très frais, très bien relié à l'époque.
In-12, broché, couverture d'origine renforcée sur papier fort, viii, 312 p. Pédagogue, inspecteur général de l'Instruction publique Félix Pécaut (1828-1898) fut chargé par Ferdinand Buisson de fonder l'École normale supérieure de jeunes filles de Fontenay en 1880. Il en devint le premier directeur. Issu d'une famille protestante du sud-ouest, il est l'un des principaux artisans de la laïcisation de l’enseignement public primaire en France. Il fut également l'un des premiers dreyfusards et démissionna de son poste d'inspecteur de l'Instruction publique pour manifester son désaccord avec les positions officielles du gouvernement dans les débuts de l'Affaire. Cet ouvrage contient le recueil des articles qu'il publia dans "Le Temps" de 1871 à 1879, principalement consacrés aux questions d'éducation et d'instruction publique. Quelques rousseurs. Bon exemplaire.
In 8° (16,5x10,5 cm); (4), 234 pp. Legatura coeva in cartoncino molle a motivi rossi. Assenti il dorso ed il piatto posteriore ma bel legato e per il resto nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione, ad ampi margini ed ancora in barbe. Prima edizione francese rara di questo celebre scritto del noto filosofo e polemista inglese, Antoine Collins (- Londra 1729), considerato da Voltaire come uno dei più strenui nemici della religione cristiana. L'opera in realtà più che una vera e propria opera di Collins, è una rilettura della stessa elaborata dal celeberrimo filosofo, enciclopedista illuminista, traduttore e divulgatore scientifico tedesco, naturalizzato francese, il Barone Paul Henri Thiry d'Holbach, nome francesizzato di Paul Heinrich Dietrich, barone di (von) Holbach (Edesheim, 8 dicembre 1723 – Parigi, 21 febbraio 1789) che fu tra i massimi esponenti dell'Illuminismo e dell'ateismo. Scriveva ad esempio Voltaire di Collins: “Un des plus terribles ennemies de la religion chretienne a ete Antoine Collins, grand tesorier de la region d'Essex, bon metaphysicien, et d'une grande erudition. Il est triste qu'il n'ait fait usage de sa profonde dialectique que contre le christianisme […] Les recherches philosophique sur là liberté de l'homme, sur les fondements de la religion chretienne, sur les propheties litterales, sur la liberté de penser, sont malheuresement des ouvrages victorieux”. Tale era l'apprezzamento di Voltaire per il lavoro di Collins che si sa che il celebre illuminista possedeva quattro titoli dell'autore inglese, nella sua biblioteca pietroburghese (due dei titoli sono anche fittamente annotati da Voltaire). D'Holbach come Voltaire apprezzò molto il lavoro di Collins tanto che nel 1770 tradusse anche “L'Esprit du judaïsme”. E' da ricordare che l'argomento della traduzione qui presentata, non era nuovo per d'Holbach che era stato colui che in Francia aveva reso noto un celeberrimo manoscritto mai pubblicato, dal titolo “Israël vengé ou Exposition naturelle des prophéties hébraïques que les chrétiens appliquent à Jésus, leur prétendu Messie”, del grande filosofo ebreo Balthazar (Isaac) Orobio de Castro (c.1617 in Bragança, Portugal – November 7, 1687 in Amsterdam) che in parte trattava argomenti poi recuperati dallo stesso Collins attento conoscitore della filosofia ebraica ed in parte anche da d'Holbach nel 1761, nel suo “Le Christianisme dévoilé ou Examen des Principes & des Effets de la Religion chretienne”. D'Holbach nella traduzione francese dell'opera di Collins ricostruì le posizioni del filosofo inglese contro le interpretazioni cristiane delle profezie in una sintesi di “Ground ad Reason” e di “Scheme of Litteral Prophecy”. L'opera di Collins, uscita, per ragioni chiare, spesso anonima, ebbe grande risonanza nel settecento in tutto il continente europeo anche se furono fortemente osteggiate in Germania ed Olanda. Basti ad esempio ricordare che ad esempio, 1755 Padre Bonifazio Bonetti, dell'ordine dei Predicatori, intratteneva spesso i confratelli con i suoi “Ragionamenti” scritti per confutare le obiezioni del “noto anonimo inglese” (come erano soliti molti riferirsi a Collins e alla sua opera, a volte per vera e propria ignoranza dell'autore delle stesse) nello “Scheme of Litteral Prophecy considered”. L'attribuzione dell'opera frnacese a d'Holbach fu a lungo disquisita, fino a quando fu recuperata una lettera scritta da Diderot a Sophie Volland del 1768 nella quale Diderot, svelava, senza ombra di dubbio, il nome dell'autore. Prima edizione molto rara. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\PISE\001255; Barbier, Dict. des ouvr. anon., II, col. 353.
2 volumes in-12, pleine basane marbrée de l'époque, dos à nerfs fleuronnés et cloisonnés, pièces de titre et de tomaison de maroquin, tranches rouges, xvi, 430 p. et xij, 407 p., (3) p. de privilège. Une des deux éditions à la date de l'originale, celle-ci avec approbation et privilège. La réfutation par Bergier de l'ouvrage de d'Holbach. "Bergier voit bien comment le 'Système' est l'aboutissement du mouvement philosophique auquel 'De l'Esprit' avait donné une direction nouvelle" (Monod, 'Les défenseurs français du Christianisme’, p. 449). Les pages de titre et de préface ont été inversées entre les deux volumes (xvj, 407, [3]) p. et xij, 430 p.). Petits accrocs aux coins et aux coiffes. Quelques rousseurs. Exemplaire bien complet. Bon exemplaire, relié à l'époque.
In folio (395 x 245 mm), plein veau marbré de l'époque, dos à 6 nerfs orné de compartiments richement garnis, pièce de titre de maroquin bordeaux, tranches rouges, (2) f., (18), 776, (11) p., 2 grandes planches dépliantes, qqs rousseurs. Edition originale et unique illustrée de deux planches repliées de figures géométriques gravées en taille-douce. "L'auteur entreprend la réfutation détaillée des principaux auteurs "pyrrhoniens", Bayle et Sextus Empiricus en particulier, pour dénoncer les sophismes sur lesquels repose leur philosophie (…). Mais l'intention critique et polémique n'occulte pas cet effet non négligeable de rassembler en une somme la diversité des arguments sceptiques. La première partie traite du pyrrhonisme en général : sa définition, ses causes, ses remèdes ; la deuxième donne une traduction abrégée des écrits de Sextus Empiricus, avec une réfutation des points traités par Bayle ; la troisième réfute Bayle. L' 'Examen' fut très bien accueilli par les anti-libertins, et considéré comme une réfutation définitive de Bayle, en France, où l'on craignait le libéralisme religieux venu d'Angleterre, le déisme et la religion naturelle, et en Allemagne protestante" (Barbara de Negroni, éd. Fayard, 2004). Mors fendillés. Quelques traces de restauration à la reliure. Très bon exemplaire bien relié à l'époque, d’un très grand format inhabituel sur ce type d’ouvrage..
ril. "Quando lessi questa frase su un cartellone pubblicitario in metropolitana, inizialmente, la trovai meno tremenda di altre: se non altro non minacciava il fuoco dell'inferno! Mentre aspettavo l'arrivo del treno, però, continuavo a riflettere su quelle parole che esprimevano, ancora una volta, l'atteggiamento di superbia tipico dei devoti: quello slogan, infatti, presupponeva la mancanza di valori in persone che, come me, non credono in Dio." Da molti intellettuali tedeschi è stato definito un «manuale necessario» per liberarsi dalle follie a cui l'individuo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, violenza, senso di colpa, paura della sessualità, anti-secolarismo. Nell'affrontare tematiche complesse e spinose - l'attendibilità della Bibbia, il mito del "peccato originale", le incongruenze dei Vangeli, la fede come aspirina, il dualismo anima/corpo, l'ora di religione a scuola, l'eutanasia, l'ambiguità del rapporto fra religione e potere - il filosofo Philipp Möller sceglie il taglio semplice della divulgazione, raccontando esperienze dirette e riportando le opinioni di esperti e personaggi chiamati in causa sotto forma di dialogo. La critica arguta alle Chiese e alle religioni, fondata su statistiche e dati verificati, non è mai un attacco astioso, ma una presa d'atto di elementi e fenomeni incontestabili. Un pamphlet avvincente, che affida all'anticlericalismo contemporaneo non tanto il compito di "dare addosso" alla religione, quanto piuttosto di difendere a spada tratta la laicità dello Stato e delle istituzioni.
brossura Questo è un pamphlet polemico, scritto con lo scopo di scuotere le coscienze di quelle persone succubi dell'incantesimo religioso. La religione è sempre stata nemica della libertà di pensiero ed è anche responsabile delle più grandi crudeltà del genere umano. L'uomo medio, avendo la coscienza stordita dall'illusione di Dio, si è sempre lasciato guidare da quelle persone che usano la fede come strumento di controllo. Dio è una credenza che appartiene ai fantasmi del passato, oggi l'uomo è più consapevole della realtà che lo circonda, ed è quindi in grado di liberarsi dall'illusione di essere figlio di un Dio. "Eresia" deriva dal termine greco "airesis" che significa "scelta", per cui l'eretico è colui che sceglie una strada diversa da quella indicata dalla cultura dominante, ed essere in grado di scegliere la propria strada in modo autonomo significa essere gli artefici del proprio destino e quindi dare un senso alla propria vita. Siate liberi pensatori, siate eretici...e andatene fieri!
Mm 135x220 Collana "Philosophie de l'esprit". Brossura originale, 224 pagine in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 120x195 Collana "Giornale di teologia". Editoriale di Pietro Prini, seconda edizione. Brossura editoriale di 164 pagine. Una sottolineatura a penna, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Paris, Desclée 1971. In-8 broché sous jaquette de 198 pages. . Bon état
Cm. 23; pp. 302, (2). Numerose illustrazioni a piena pagina nel testo. Legatura coeva in mezza tela, titoli e fregi in oro al dorso, tagli a spruzzo. Dall'indice: Cristo nella storia, nella Bibbia, nella mitologia. Formazione impersonale del Cristianesimo. Rara edizione 1216 / 30
Bologna, Libreria Internazionale di Avanguardia, 1951, 8vo spillato, pp. 24.
br. Il 75% degli italiani si definisce "cristiano". Il 10% degli italiani si definisce "ateo" o "agnostico". Il 10% degli italiani si definisce "spirituale ma non religioso". La missione della chiesa in una società sempre più multiculturale è quella di rendere il Vangelo accessibile a tutti. Le persone hanno bisogno di ricevere il messaggio di Cristo in una forma che faccia prendere vita a questo annuncio. Se Gesù, ricorda l'autore, ha dato un volto e un nome all'amore, noi suoi figli siamo chiamati a fare altrettanto. Questo libro non vuole essere un "manuale di evangelizzazione" ma un'ampia raccolta di spunti da usare a livello individuale, in piccoli gruppi e nelle nostre comunità. L'obiettivo è uno solo: raggiungere in maniera efficace tutti quelli che hanno bisogno di scoprire chi sia davvero Gesù.
Mm 130x210 Prima edizione - Brossura editoriale di 166 pagine con tavole in nero non comprese nel testo. Segni di lettura al dorso, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Milano, Libreria Editrice Milanese, 1910, in-8, br., pp. 244, (12). Invio autografo dell'autore ad Ugo Ojetti.