18 957 résultats
br. La domanda lacaniana su ciò che sfugge allo sguardo, oltre a mettere in discussione una certa concezione moderna della percezione e del primato della visione, rivela una struttura inedita dell'esperienza, della scrittura e del nostro rapporto al reale. La scrittura della percezione prende il posto della nostra fenomenologia moderna e mette in tensione la filosofia, l'arte e l'insegnamento della tradizione cinese. I contributi, nati dalle serate organizzate dalla Segreteria milanese della SLP, trasmettono una sensibilità al dettaglio, al frammento e al resto che ha all'orizzonte il piano di una immanenza assoluta. È da qui che l'ultimo insegnamento di Lacan ci guarda senza lasciarsi vedere.
br. La domanda lacaniana su ciò che sfugge allo sguardo, oltre a mettere in discussione una certa concezione moderna della percezione e del primato della visione, rivela una struttura inedita dell'esperienza, della scrittura e del nostro rapporto al reale. La scrittura della percezione prende il posto della nostra fenomenologia moderna e mette in tensione la filosofia, l'arte e l'insegnamento della tradizione cinese. I contributi, nati dalle serate organizzate dalla Segreteria milanese della SLP, trasmettono una sensibilità al dettaglio, al frammento e al resto che ha all'orizzonte il piano di una immanenza assoluta. È da qui che l'ultimo insegnamento di Lacan ci guarda senza lasciarsi vedere.
br. L'assenza del padre ha sempre, nello sviluppo, infantile, un rilevante significato. Quando si tratta, come sempre frequentemente accade nella nostra società, di un'assenza anche fisica, ma soprattutto simbolica, relativa cioè al significato del padre nella mente infantile e adolescenziale, il portato nel mondo interno di tale fatto assume proporzioni di enorme rilievo.
br. "Cura" si dice in molti modi: filosofico, psicologico, genitoriale, educativo, professionale. Il volume sviluppa soprattutto la nozione di cura in direzione del benessere psicofisico dell'individuo. Ogni tipo di cura ha sempre, un carattere relazionale, è istituisce un rapporto interpersonale fondato sull'empatia, la comprensione, l'ascolto, i valori morali (dedizione, affetto, onestà, fiducia). Si criticano poi talune procedure pseudoscientifiche messe in campo dalle industrie farmaceutiche tese a mercificare la nostra salute a favore del profitto, e si criticano talune gestioni della recente pandemia.
ill., br. Nel marzo del 1985, intervistato dal giornalista tedesco Paul Assall, Emil Cioran tenne presso la sede dell'emittente radiofonica "Südwestfunk" (Baden-Baden) un'importante conversazione, focalizzata sui temi della speranza, della storia e dell'utopia. In disaccordo con le voci imperanti del pensiero filosofico-teologico, moderno e contemporaneo, l'intellettuale rumeno illustra le principali linee guida della propria tragica Weltanschauung, fondata sul nichilismo e sul rifiuto totale di ogni prospettiva storicistica (ideologica, escatologica). All'idea di "progresso ", egli sostituisce il "regresso", all'"utopia", il "disinganno". La storia, secondo l'eretico Cioran, da sempre magistra vitae, insegna come l'uomo sia ontologicamente macchiato, e quindi condannato ad un inesorabile "cammino verso il peggio". In tal senso, inutile attendersi un miglioramento morale del genere umano o un'evoluzione della società. L'unica forma di "salvezza", forse, è rassegnarsi al divenire assurdo del mondo, accettando la "caduta" e il "fallimento" come un'imperscrutabile fatalità.
br. L'uomo è l'animale che sa fare la storia. Eternamente combattuto tra istinto e legge, l'essere umano sa creare, disfare, rivoluzionare. Deleuze dialoga con Kant, Darwin e Freud alla ricerca di una narrazione possibile per la bella e insuperabile ambiguità della natura umana. Tra racconto, critica, pensiero e poesia, uno dei percorsi intellettuali più affascinanti degli ultimi decenni.
br. Il ruolo del padre nello sviluppo dell'infante e nella strutturazione della sua psiche è ormai accertato tanto quanto quello materno, tuttavia il legame padre-figlio è stato meno approfondito rispetto a quello madre-bambino. Le modalità attraverso le quali un padre agisce la sua paternità, come mettono in evidenza gli autori, è strettamente collegato alle fantasie inconsce che albergano nella psiche e si riflette nell'immediatezza del rapporto con il proprio figlio aprendo diversi scenari e, a volte, precludendo un'adeguata identificazione di genere.
br. Strano destino trovarsi identificati con un'intera disciplina, che per sempre resta unita al proprio nome. È quello che è accaduto a Freud e alla sua psicoanalisi, che da oltre un secolo condividono gloria e sospetti. Ma come parlava di sé il dottor Sigmund Freud? Come si confessava in pubblico? Attraverso l'"Autobiografia" e "II problema dell'analisi profana", qui raccolti, vediamo il medico viennese alle prese con se stesso e con le domande radicali del senso comune: l'esito è un percorso inaspettato nella vita intellettuale di uno degli uomini che hanno cambiato il Novecento. Introduzione di Alberto Luchetti.
br. Non si è buoni medici se non si è filosofi. Con questa convinzione forte, Galeno spiega il suo modo di mettere in gioco la logica aristotelica e quella stoica. Nel dialogo che si fa pratica della cura emerge il nerbo di antichi e nuovi saperi. La saggezza del medico che sa ascoltare corpi e menti e la difesa dalla freddezza della logica che deve essere condotta a cogliere anche l'ambiguità del divenire.
br. Hegel si è formato alla scuola della poesia. Prima che la forza della grande ragione prenda il sopravvento nella costruzione del suo sistema, Hegel raccontava, con la passione della parola poetica, le forze in campo in un momento decisivo della storia europea. Questo mirabile testo poetico in dialogo è la lettura dello spirito della storia al lavoro negli esiti giacobini della rivoluzione francese. Un filosofo interprete del presente, Luciano Parinetto, ne rilegge la portata epocale per il pensiero, la letteratura, la storia.
br. Hegel si è formato alla scuola della poesia. Prima che la forza della grande ragione prenda il sopravvento nella costruzione del suo sistema, Hegel raccontava, con la passione della parola poetica, le forze in campo in un momento decisivo della storia europea. Questo mirabile testo poetico in dialogo è la lettura dello spirito della storia al lavoro negli esiti giacobini della rivoluzione francese. Un filosofo interprete del presente, Luciano Parinetto, ne rilegge la portata epocale per il pensiero, la letteratura, la storia.
br. La vita quotidiana può essere fitta di impegni frenetici e dominata dalla fretta. C'è un unico luogo nel quale è permesso stare da soli: la stanza da bagno. È qui che, per quanto strano possa sembrare, riusciamo a concentrarci sui nostri pensieri, e possiamo cogliere l'opportunità di meditare su noi stessi. Abituati come siamo alla condivisione, nonché alla continua esposizione agli stimoli esterni, in bagno ci troviamo chiusi a chiave con la nostra intimità. Perché, allora, non mettere da parte lo smartphone e magari, attraverso la lettura, godersi qualche attimo di pace? Questo volume raccoglie una serie di massime, pensieri e aforismi degli spiriti più profondi, brillanti o visionari di ogni epoca, che offrono un interessante spunto per riflessioni introspettive. Un originale invito alla lettura, attraverso le parole di alcune delle figure più geniali della storia dell'umanità: da Khalil Gibran a Jonathan Swift, da Charles Bukowski a Liza Minelli, passando per James Joyce e il Dalai Lama. Concediti un momento per riflettere nel luogo più privato che c'è.
br. Nell'ottobre del 1786, Kant si risolse a prendere posizione nella disputa circa il presunto spinozismo di Lessing, accesasi tra il campione dell'illuminismo berlinese Moses Mendelssohn e il fideista Friedrich Jacobi, autore delle celebri Lettere sulla dottrina di Spinoza. Lo fece con il breve scritto "Che cosa significa orientarsi nel pensiero?". La domanda alla quale Kant cerca di rispondere riguarda come si possa orientare il pensiero nelle questioni di confine che oltrepassano sia il piano logico-formale della razionalità sia quello trascendentale del suo rapporto a priori con la forma dell'esperienza. A partire, anzitutto, dalla questione relativa alla conoscibilità di Dio: alla pensabilità del suo concetto e alla dimostrazione razionale della sua esistenza. Il carattere esemplare del saggio kantiano sta nel modo in cui affronta questo nodo fino a convertire la domanda metafisica per eccellenza nel problema dell'orientamento in filosofia. Così il saggio assume un valore paradigmatico sia per la filosofia kantiana, per il suo carattere intimamente critico, sia per il pensare filosofico in generale.
br. Nell'ottobre del 1786, Kant si risolse a prendere posizione nella disputa circa il presunto spinozismo di Lessing, accesasi tra il campione dell'illuminismo berlinese Moses Mendelssohn e il fideista Friedrich Jacobi, autore delle celebri Lettere sulla dottrina di Spinoza. Lo fece con il breve scritto "Che cosa significa orientarsi nel pensiero?". La domanda alla quale Kant cerca di rispondere riguarda come si possa orientare il pensiero nelle questioni di confine che oltrepassano sia il piano logico-formale della razionalità sia quello trascendentale del suo rapporto a priori con la forma dell'esperienza. A partire, anzitutto, dalla questione relativa alla conoscibilità di Dio: alla pensabilità del suo concetto e alla dimostrazione razionale della sua esistenza. Il carattere esemplare del saggio kantiano sta nel modo in cui affronta questo nodo fino a convertire la domanda metafisica per eccellenza nel problema dell'orientamento in filosofia. Così il saggio assume un valore paradigmatico sia per la filosofia kantiana, per il suo carattere intimamente critico, sia per il pensare filosofico in generale.
ill., ril. La più grande lezione che la foresta ci offre è legata alla "presenza": a contatto con gli alberi e osservando le strategie che mettono in atto per rimanere in vita, ci riconnettiamo con noi stessi, al qui e ora. Basandosi sulla sua esperienza come guardaboschi, che lo ha portato a contatto costante con la natura e con gli insegnamenti dei nativi americani del Québec, Vincent Karche ci offre 12 lezioni fondamentali da applicare al nostro quotidiano per vivere in armonia con lo scorrere del tempo e favorire il benessere psicofisico. Suddiviso in quattro parti, che corrispondono alle quattro stagioni, ma anche alle fasi della vita (nascita e abbondanza, maturazione, riposo e transizione, pacificazione), questo libro ci guida verso una nuova consapevolezza volta a migliorare la nostra vita di tutti i giorni. Completano il tutto alcuni esercizi pratici legati alla respirazione, da svolgere all'aperto, possibilmente in un bosco.
br. Le Costellazioni Familiari, messe a punto da Bert Hellinger, sono una terapia che consente di scoprire e sciogliere i "blocchi" familiari che si trasmettono di generazione in generazione e che sono causa di malattie e di disturbi psichici e fisici. Rappresentano un valido contributo per affrontare problematiche relazionali, professionali o legate a malattie. Di notevole efficacia, le Costellazioni Familiari riscuotono un successo sempre maggiore perché offrono la possibilità di conoscersi attraverso il campo energetico della famiglia, prendendo in considerazione i geni, le credenze, i modelli di comportamento e la propria storia personale. Il campo familiare ostacola o esalta la nostra capacità di essere felici, di scegliere liberamente, di conseguire obiettivi, di mantenere rapporti piacevoli, di essere o meno in buona salute. Le Costellazioni Familiari ci offrono la possibilità di comprendere questi schemi fortemente radicati e di attuare quei cambiamenti che aiutano a migliorare la nostra vita e quella di chi ci sta vicino.
br. L'uomo che avrebbe cambiato per sempre l'economia e la politica dell'era industriale, era appena stato cambiato nel profondo dall'incontro con la filosofia. In una notte insonne scrive al padre per spiegare le ragioni della decisione imperdonabile. Mandato a fare studi universitari di giurisprudenza, Marx ha preso la decisione di iscriversi alla facoltà di filosofia. Un giovane che ha trovato la sua strada, cerca la voce del genitore per farsi riconoscere come attore del mondo, come essere autonomo, capace di ritenere e deliberare. La passione per la scoperta del pensiero non è un fuoco che si estingua nella battaglia contro il sonno di una notte. Marx non ha dubbi, anche se il padre si adirerà, la decisione è ormai presa. "La Lettera al padre" di Karl Marx non è certo uno dei testi del marxismo passati alla storia. Ma a suo modo, anche questo testamento di figlio, ha fatto una parte di storia.
br. Pur trattandosi di questione privilegiata dagli studi storico-antropologici, del sacrificio si sono perse le tracce lungo il percorso entro la storia della mentalità occidentale, secolarizzandosi esso al pari di altre categorie di origine teologica. Ne è sopravvissuta una pallida ermeneutica della mortificazione, ritenuta necessaria ai fini della salvezza, ultra o intramondana, che gli studi recenti concorrono a rivedere radicalmente, cominciando dalla reinterpretazione del cosiddetto sacrificio sulla croce di Gesù. Ne deriva un'inedita significazione della categoria del sacrificio nel senso del dono, anziché dello scambio, della transazione di natura economica, per la quale il sacrificio fungerebbe da ovvio espediente per l'accesso a ricompense assiologicamente superiori. L'esodo dalla logica consuetudinaria del sacrificio consegue alla presa in carico dell'aut aut evangelico: o sacrificio o misericordia.
br. Nella primavera del 1648 Etienne Pascal indirizza a padre Noël, un oscuro gesuita entrato in polemica con il figlio Blaise sul problema dell'esistenza del vuoto in natura, una lettera non poco enigmatica. Con uno stile vagamente curiale, il Presidente Pascal, intendente del re, rimprovera il malcapitato studioso per il comportamento sgarbato nei confronti del figlio: non solo ha divulgato la corrispondenza intercorsa tra loro ma ha scritto un libello diffamatorio sulle tesi sostenute da Blaise Pascal. Perché mai un uomo di potere come il Presidente Pascal si preoccupa tanto di difendere il figlio, che già ha esposto brillantemente le sue tesi al mondo scientifico e risposto con micidiale ironia al vecchio professore? Perché certe strane minacce e un sarcasmo così tagliente? Dietro una disputa in apparenza sulle buone maniere, si cela forse qualcosa di più inquietante che riguarda i torbidi mesi che precedono la rivolta contro Mazzarino.
br. Se il precedente "Gli X-Men e la filosofia" ha indagato come è essere un mutante, il mutante che dunque siamo, il presente volume intende provare a lasciar raccontare ai fumetti degli X-Men qualcosa riguardo questioni di filosofia etica: un'etica del desiderio, come vuole Lacan, della responsabilità illimitata, come vuole Derrida, un'etica della libertà, della colpa e, soprattutto, un'etica ingrata, di un eroismo senza grazie (thankless heroism) alla portata però di ogni uomo. Un esercizio di filosofia mutante, per contenuto (i comics degli X-Men) e stile (filosofia e pop culture che si indagano e raccontano, insieme). Una filosofia che assume una nuova forma, contaminata, meticcia, ibrida, non fuggendo di fronte alla cultura popolare, ma ricavandone, invece, un modo per spianare una via nel pensiero, per aprire un cammino.
br. L'essenza del lavoro il tempo e il suo rapporto con la soggettività vivente è il tema di questo saggio. Nel processo della sua espressione esso diventa una forma della prassi trasformatrice in cui le energie umane fisiche e intellettuali sono poste in azione. Il lavoro mette in azione le facoltà e la potenza del Desiderio in uno slancio costruttivo più che produttivo che realizza il lato attivo della conoscenza in un'attività finalistica. Il conflitto fa del lavoro il motore dello sviluppo e il campo di rapporti in cui esso contende il potere al capitale. Liberato dai vincoli dei rapporti di dominio dei saperi settoriali e reificati dell'economia e del diritto il lavoro dispiega il suo movimento immanente e diventa il fulcro del progetto di cambiamento sociale. Si mostra il suo carattere espressivo costruttivistico e la sua rilevanza assiologica fondando relazioni tra viventi non soltanto transazioni e scambi tra figure di classe. Comunque organizzato e dovunque dislocato materiale o immateriale il lavoro continua ad occupare il centro della scena e conserva il dinamismo di un processo che supera ogni limite che ne ostacoli l'emancipazione.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. Atene, 399 a.C.: Socrate, accusato di corrompere i giovani e di introdurre la credenza in nuovi dèi, viene processato pubblicamente. Platone, giovane aristocratico suo discepolo, è presente a quel processo e da zelante cronista ce ne offre un attento resoconto in quattro dialoghi. Il primo,Eutifrone, descrive il momento in cui Socrate si reca in tribunale. L'Apologia di Socrate è la difesa appassionata da lui stesso pronunciata e rappresenta il contributo più importante e rigoroso alla comprensione della personalità e alla trasmissione del pensiero del filosofo. Condannato a morte, Socrate non smetterà di professare la sua dottrina nel carcere di Atene, dove amici e discepoli continuano a seguirlo, come racconta Platone nelCritone. Il Fedone ci riporta l'ultima delle dissertazioni di un uomo che nel dialogo ha cercato la verità anche pochi istanti prima di trovare la morte bevendo la cicuta. «E questa», dice Fedone, «fu la fine del nostro amico, uomo, possiamo ben dirlo, fra tutti quelli che abbiamo conosciuto, il migliore, anzi, senza confronto il più saggio e il più giusto». Ma, cittadini, non è questa la difficoltà, sfuggire alla morte, ma è molto più difficile evitare la malvagità: essa corre, infatti, più velocemente della morte. Ora io, che sono tardo e vecchio, sono colto da quella che è più tarda; i miei accusatori, invece, che sono vigorosi e lesti, sono stati colti da quella che è più veloce: la malvagità. Con saggio di Luciano Canfora.
br. Michele Psello (1018 - 1078 d.C), filosofo, politico ed erudito bizantino, fornito di una eccezionale cultura enciclopedica, ha lasciato una gran mole di opere e commentari inerenti la cultura e la filosofia del mondo antico, con particolare attenzione agli Oracoli caldaici. Per quest'ultima opera fondamentale e purtroppo perduta dell'antichità, i commentatori di Psello costituiscono una fonte di conoscenza insostituibile. Il volume è completato da due appendici: una relativa al filosofo neoplatonico Proclo (410-485 d.C.) e ai suoi Estratti del commentario alla filosofia caldaica, tramandatici dallo stesso Psello, l'altra sull'Epistola XVII del dotto Michele Italo (XII sec.) relativa alla teologia dei Caldei.