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br. In questo saggio l'autore concepisce il bacio in bocca come un atto di fondamentale libertà esistenziale: il bacio è la più alta sintesi della relazione con l'Altro o con l'Altra, la possibilità di quell'unione da cui scaturisce l'amore, e quindi la vita che continua. Il bacio d'amore è un evento fatale, che incrementa la strada di quella grande avventura umana che, nel XX secolo, è stata per la prima volta minacciata. Tuttavia la storia del bacio ha conosciuto almeno tre grandi epoche, che si possono definire filosofiche e teatrali al contempo, cui corrispondono tre fasi esistenziali della sua quintessenza: il bacio incolpevole dell'epoca tragica; quello peccaminoso dell'era teologica cristiana; infine il bacio pornografico del mondo economico, la sua dispersione e definitiva alienazione nel nichilismo spettacolare che viviamo.
brossura
br. Una delle grandi questioni del nostro tempo è l'uso massiccio della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda i bambini in piena età evolutiva. Siamo sicuri di avere gli strumenti per poter valutare le eventuali conseguenze negative, ma soprattutto quelle positive dell'utilizzo dei nuovi strumenti digitali da parte delle giovanissime generazioni? Attingendo alle ultime ricerche nei diversi campi della psicologia, filosofia, economia e istruzione, "Il metodo per crescere i bambini in un mondo digitale" dimostra come grazie al digitale, ai videogiochi, a internet e ai social, i bambini saranno infatti in grado di creare nuovi modelli di cittadinanza globale, di connessione e comunità. I genitori, gli insegnanti e gli educatori di adesso devono imparare a inquadrare questi cambiamenti epocali, modificando le proprie abitudini, i loro schemi mentali e, soprattutto, le aspettative. Shapiro offre consigli concreti e pratici ai genitori di oggi su come educare i bambini in modo efficace e fornisce strumenti e tecniche per utilizzare la tecnologia per coinvolgere i bambini e aiutarli a imparare e crescere.
br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. Il "vero" incontro di Heiddegger con colui che indicò orientativamente come il "Giapponese" nel suo saggio "Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio" (poi raccolto in: "In cammino verso il linguaggio"). Ne emerge l'influsso esercitato su Heidegger dal pensiero estremo-orientale e alcuni tratti "privati" della personalità del filosofo. Vi si discute, tra l'altro, l'arte in Giappone, il linguaggio e la poesia, il vuoto e il nulla, Rashomon, l'indeterminatezza giapponese. Saggio indispensabile, oltre che per il valore storico, per i suggerimenti su un possibile incontro tra Oriente e Occidente alla luce della categoria del "vuoto" (cioè nonsense), tradotto, commentato e annotato da Leonardo Vittorio Arena, uno dei principali orientalisti italiani, nonché autore della Postfazione.
br. "Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo scopo della vita. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene." (Simone Weil, Attesa di Dio).
br. Questa novella è stata scritta anni fa dallo psicoanalista Riccardo Ambrosi per i suoi pazienti. Col tempo, la novella si è diffusa al di fuori del contesto dove aveva mosso i primi passi.
br. Questo libro racconta le dinamiche di una pulsione sessuale, quella anale, che ci appartiene fin dall'infanzia, osteggiata con senso di vergogna e proprio per questo quanto mai potente, capace di riemergere come forza eccitante anche nella sessualità adulta. Donna profonda e intrigante, Lou Andreas-Salomé ha affascinato personalità come Friedrich Nietzsche, Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke. La figura di Salomé affascina e intimorisce, proprio perché rappresenta l'energia incontenibile di una donna che decide di essere libera e fedele solo a se stessa.
br. Secondo l'edizione critica antica di Giovanni Dee, Londinese. Ruggero Bacone, teologo, matematico, che coltivò l'esoterismo e l'alchimia.
br. Scritto a caldo al momento del tracollo dell'Unione Sovietica, il pamphlet di Badiou prende in contropiede ogni lettura luttuosa e malinconica della fine del socialismo reale. La "fine della verità" di Stato annuncerebbe invece un nuovo inizio per l'ipotesi comunista, finalmente svincolata dalla propria incarnazione ufficiale staliniana e post-staliniana. Con una nota pensata da Badiou appositamente per quest'edizione e un'intervista in appendice a cura di Livio Boni.
br. L'ospedale come luogo di cura e di conoscenza. Come crocevia di linguaggi. I silenzi della giornata ospedaliera. Dove sono e come sono. Nell'elaborazione della diagnosi. In terapia intensiva. A fianco del malato terminale. Nell'ascolto delle storie di vita dei pazienti. Il racconto di un'esperienza pratica. Da una crepa troppo ampia non passa alcuna meraviglia.
br. Il silenzio imposto dall'afasia ci obbliga a prendere coscienza della nostra vulnerabilità. In questa sofferta consapevolezza c'è un dono nascosto: la compiutezza che ognuno di noi cerca per sé. La parola sospesa dell'afasico rappresenta il tempo della possibilità, l'opportunità di rispondere alle richieste impensate e impensabili della vita. Chi è obbligato al silenzio sperimenta la resilienza, lo strenuo coraggio della ri-partenza, la passione per la propria originalità. La negatività, pur affrontata con umanissima furia, induce a superare le soglie, a entrare in uno spazio trasformativo. Sull'altro fronte, chi parla con l'afasico impara ad ascoltare, a valorizzare la sosta e la pazienza, a coltivare l'empatia: dunque, deve essere capace di aprire lo sguardo, accogliendo l'altro e scoprendone la preziosa alterità. Questo silenzio ospitale diventa allora uno spazio etico in cui far risuonare la reciproca libertà.
br. Il concetto benjaminiano di "Eingedenken", che compare in alcuni passaggi decisivi delle tesi Sul concetto di storia, ha alle spalle una storia misconosciuta che la presente antologia intende finalmente illuminare. Fu Ernst Bloch nello Spirito dell'utopia (1918) a insistere su un atto capace di portare alla luce le potenzialità inespresse che giacciono nel passato. Già in Bloch l'Eingedenken non è dunque mera rammemorazione dell'accaduto, ma paradossale "ricordo del futuro": irruzione nel presente di potenzialità inevase che attendono una redenzione. In una parola: immemorare.
br. Un libro sui bambini che crescono e su cosa gli adulti sono chiamati a fare. Non un manuale e neppure un libro di precetti, ma l'invito a mettersi in gioco e ad avvicinarsi alla vita con uno sguardo aperto, pronto alle sfide della contemporaneità e agli stimoli, molti, cui oggi sono sottoposti i più piccoli. Giocate! è un richiamo appassionato, tanto scanzonato quanto sereno e il gioco va vissuto come un modello mentale e comportamentale. Franco Bolelli racconta la sua idea di educazione e la mette alla prova della contemporaneità. Al centro il gioco come chiave di lettura e come modo di scoprire il mondo senza paura o timore.
brossura Questo libro è stato scritto per far comprendere ai bambini l'esistenza di tre tipologie di personalità guidate da tre modi diversi di affrontare la vita: l'emotivo che sente con il cuore, il razionale che pensa con la testa, l'istintuale che agisce con la pancia. Ecco allora i primi passi verso la conoscenza e lo studio dell'enneagramma, che ogni genitore/educatore dovrebbe intraprendere al fine di accettare i bambini semplicemente per quello che sono.
br. Negli ultimi anni la disabilità è entrata nella retorica mediatica grazie a una serie di libri che ha avuto il merito di raccontare le asperità di quest'esperienza (sdoganando pensieri indicibili in cui persino un genitore è avvolto), e grazie a una maggiore presenza di disabili negli spazi televisivi e nella rete, dove si denunciano discriminazioni sociali e si descrive la dimensione quotidiana di questa condizione. Tuttavia tale esposizione mediatico-letteraria serve solo a estetizzare la disabilità per spingere all'indignazione o per rappresentare una sorta di riscatto consolatorio - "sì, lui è così, ma ce l'ha fatta". Questo atteggiamento edificante rischia di non rivelare il reale valore della disabilità, che riguarda la vulnerabilità della nostra specie esposta al rischio biologico dei giorni (tra l'altro, un potente rimosso del western way of life). Per evitare l'accettazione fantasma dovremmo ripensare un concetto più fluido di norma solo dopo aver scelto di restare fedeli a questa immanente rottura nell'ordine dell'esistenza.
ill., br. Bucarest, inizio anni '30: è qui, nella "piccola Parigi" dei Balcani, che il destino di Emil Cioran interseca quello di Petre ?u?ea, dando vita a un sodalizio che avrebbe sfidato il corso degli eventi e le alterne vicissitudini personali. Esponenti di spicco della "Generazione Criterion", i due pensatori romeni frequentano caffè e circoli letterari, impressionando per la loro vivacità intellettuale e la loro verve oratoria. Stesso clima di complicità a Berlino: insieme discutono del futuro della Romania. Poi però spietata interviene la Storia. Nel 1937 Cioran parte per Parigi e assiste all'Occupazione tedesca della capitale francese; ?u?ea resta in patria dove subirà il calvario della persecuzione comunista. Il presente volume rappresenta una preziosa testimonianza di un rapporto a distanza ed esplora la psicologia dei due autori che, nonostante i traumi cruenti prodotti dal Novecento, hanno preservato, l'uno verso l'altro, un sentimento di sincera amicizia e di profonda nostalgia.
brossura
br. Due quartine e due terzine per restituirci il pensiero dei grandi filosofi antichi e moderni. Francesco Deiana ci racconta così la storia della filosofia mondiale. Le sue soluzioni fulminee sono divertenti e istruttive. Assumibile anche da chi è a digiuno di filosofia. Prescrivibile a chi già conosce, per provare qualcosa di originale. Sconsigliato a nessuno.
br. Soffrire al lavoro non è una fatalità. Questo dimostrano l'attività e le scoperte di Christophe Dejours, psichiatra e nume tutelare della psicopatologia del lavoro francese. Da quarant'anni la sua ricerca tiene testardamente insieme due poli: la denuncia delle sconvolgenti sofferenze psichiche patite dai lavoratori, esplose a livello epidemico con le ristrutturazioni aziendali del new management neoliberale, e la rivendicazione del lavoro come sfera ineludibile dell'autorealizzazione individuale e collettiva. Studiare la vita al lavoro, scandagliandone le dimensioni più intime e nascoste, diviene allora preludio a una mossa politica capitale: sottrarre il lavoro al campo del dominio, resistere alla sua distruzione, esigendone per tutti e tutte una versione liberata e pienamente umana.
br. La problematica dell'immanenza rappresenta sicuramente ilfit rouge dell'intera produzione di Gilles Deleuze. Fin dal suo primo saggio. Mathesis, scienza e filosofia (1946), Deleuze situa infatti il concetto di mathesis universalis a livello della vita, di un'individualità che, però, in sé rivela già una sintesi universale, un sapere collettivo e supremo. Questi stessi rapporti instaurati tra l'uno e il molteplice si ritrovano anche all'interno dell'ultimo scritto di Deleuze, "Immanenza, una vita..." (1995), dove l'immanenza assoluta trova il suo compimento all'interno di "una vita", luogo generico dell'essere. Questa vita si connota come singolarità non-individualizzata (ecceità), esattamente come i neonati "si assomigliano tutti e non hanno individualità, ma hanno singolarità, un sorriso, un gesto, una smorfia [...]". Concatenamenti ed ecceità vengo a ritrovarsi, in ultima analisi, anche nell'architettura simbolica di un testo come Mille-Piani, la cui breve disamina, sotto forma d'intervista al filosofo, chiude questa raccolta.
brossura Jacques Derrida, in un dialogo-intervista con Jean-Luc Nancy, tratteggia la questione del "soggetto" o meglio della figura che è attribuita del nome di "soggetto", dopo la critica filosofica del novecento. Derrida compie una panoramica sui vari autori nei quali tale categoria è ancora centrale o quantomeno soggiacente al proprio sistema di pensiero. L'istantanea del filosofo franco-algerino mette in rilievo il paradigma del "soggetto" umano confrontato con quello del "soggetto" animale/animato in generale, rilevandone vicinanze e differenze. L'analisi arriva a mettere in discussione l'unicità, la non-dividualità e il privilegio antropocentrico del soggetto-essere umano. Tutto ciò legato alla dinamica introiettiva del "cibarsi di", del mangiare "chi" o "cosa".