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br. Quale cosa attinge, "in ultimo", l'anima dopo essersi aperta, attraverso l'angoscia, alla ricerca di sé? È questo l'interrogativo che sottende l'originale articolarsi del nuovo libro di Massimo Cacciari. Tre voci in dialogo tra loro e con i 'Maggiori loro' - da Platone a Husserl, da Tommaso a Cusano a Karl Barth - cercano di rispondere a tale domanda, ognuna seguendo il proprio «demone custode»: la voce portatrice di un autentico e radicale scetticismo dell'Intelletto, la voce che incarna l'atto di fede in lotta contro se stesso, e infine quella dell'autore, che agli amici si rivolge anche attraverso due lunghe serie di lettere, riprendendo, sviluppando - e se necessario criticando - le idee della sua più importante opera teoretica: "Dell'Inizio". Infatti, dopo aver indagato, in "Geofilosofia dell'Europa" e nell'"Arcipelago", l'irriducibile pluralità delle radici culturali presenti nel paesaggio europeo, l'attenzione di Cacciari torna a volgersi a quel «cominciamento» che è il problema filosofico fondamentale. La cosa ultima, quindi, non è che l'Inizio: qui però non è più semplicemente inteso come indifferente insieme di tutte le possibilità, bensì come l'infinità stessa della cosa nella sua inalienabile e intramontabile singolarità. Solo attingendo alla cosa ultima, 'toccandone' l'essenza divina, l'anima esprime la propria unica, possibile libertà. E il fare filosofia si manifesta allora per ciò che sempre, e ancora una volta, dovrebbe essere: movimento di liberazione.
br. Lo scopo di quest'opera è di illustrare una nuova etica filosofica a partire da una riflessione sull'estetica del "sublime". Muovendo dalla correlazione strutturale tra la sfera gnoseologica ed ontologica da un lato e la sfera estetica dall'altro, le ricerche condotte nel presente volume si propongono di riaffermare l'idea di una etica normativa come interna articolazione di una filosofia sistematica che vede nella opzione di un pensiero morale su basi estetiche la possibile risposta al problema - sempre più urgente in un'epoca, come quella attuale, "post-metafisica" e segnata dal tramonto degli Eterni - di una rifondazione dei costumi e della morale [...]. Le indagini compiute in questo lavoro, se per un verso sviluppano in un'ottica morale le nostre precedenti teorie speculative, per l'altro verso dischiudono, in prospettiva, delle linee di ricerca che procedono nella direzione della ricostruzione di un pensiero politico che aspira a porsi come una chiave di lettura privilegiata dei processi culturali e sociali in atto nella nostra "èra globale", additando in una filosofia morale imperniata sul sentimento del Sublime anche il preambolo di una rinnovata "politica filosofica".
br. Presentiamo la traduzione in lingua spagnola del principe dei letterati dell'Estremo Oriente, Chuang-tzu. Nonostante la grande difficoltà della sua lettura, Chuang-tzu è l'autore più stimato e quello che più piace agli scrittori cinesi. Di lui dice il Dottor Wu Ching-hsiung: Nell'antica Cina fu scrittore incomparabile e fonte d'ispirazione per gli scrittori posteriori, che fossero o meno d'accordo con le sue idee. Alcuni dei grandi poeti cinesi, come Tan Yüan-ming e Li Po, hanno derivato la loro ispirazione dagli scritti di Chuang-tzu. La sua influenza non è limitata al campo della letteratura ma penetra la cultura cinese nel suo insieme. Dei principali pensatori buddisti o neo-confuciani non ve n'è uno solo che abbia fatto a meno di arricchire il proprio pensiero con gli insegnamenti di Chuang-tzu1. L'autore giapponese Dottor Suzuki, specialista nel buddismo, dice di lui: «È il più grande filosofo, poeta e letterato saggista di tutta la storia della scuola taoista; ancor più, forse in tutti i campi della letteratura cinese. Per il filosofo e lo storico delle religioni la sua opera ha un interesse speciale. È l'opera più vasta del taoismo sapienziale... [...]."
ill. Le rappresentazioni degli Arcani Maggiori ci aiutano a comprendere meglio eventi importanti che stiamo vivendo o gli insegnamenti di vita che il Destino riserva ad ognuno di noi. Da sempre sono considerati i custodi silenziosi che conservano la memoria del nostro viaggio mortale e danno voce alla nostra anima. L'interpretazione poetica e onirica dei sentimenti umani, magistralmente espressa nelle illustrazioni dell'artista Lilliana Comes, trova dunque una naturale rappresentazione in queste carte che, pur rispettando il simbolismo classico di ciascun Arcano, offrono la possibilità di riflettere sulle nostre emozioni umane in un mondo a cavallo tra la realtà quotidiana e quello onirico. Ricche di potente energia positiva, ogni dettaglio, ogni sfumatura di colore usata per creare queste straordinarie carte, potrà aiutare il consultante ad entrare in contatto con la parte più istintiva e magica del suo Essere, fornendo sicuramente un punto di vista unico ed originale ogni volta che nasce il bisogno di riflettere su qualcosa o qualcuno che ci sta a cuore.
br. L'esortazione "conosci te stesso" è stata a lungo e da più parti ripresa nel corso della storia del pensiero, assumendo carattere paradigmatico in termini morali e filosofici. Il motto, scritto sulla facciata del tempio di Apollo a Delfi per ricordare all'uomo la propria finitezza nell'approssimarsi al dio, fu assunto da Socrate quale perno del suo sistema filosofico. Esso ha attraversato nei secoli la cultura occidentale con influssi di enorme portata e, sotto certi aspetti, senza paragoni. Ne è la dimostrazione quest'opera di Pierre Courcelle, dedicata alla straordinaria Wirkungs-geschichte del precetto delfico, ricostruita attraverso i testi essenziali a esso riferiti, da Senofonte e Platone fino al secolo XII, con uno sguardo anche agli autori moderni e contemporanei. Ciò consente di individuare la linea di trasmissione del "conosci te stesso" nel passaggio dall'antichità pagana alla prescolastica cristiana, da una riflessione strettamente filosofica a una dimensione metafisico-teologica che va oltre l'orizzonte socratico. Nell'ambito di questa continuità, il lavoro di Courcelle mette in luce e distingue le tematiche, i percorsi e i progressi della riflessione antropologica sulla grandezza e sulla miseria dell'uomo ponendosi come fondamentale riferimento per chiunque sia interessato alla storia della conoscenza umana. Presentazione di Giovanni Reale. Introduzione di Francesca Filippi.
brossura Dal fondatore del metodo MES un approccio originale allo Yoga, un'opera per chiunque voglia avvicinarsi seriamente a questa disciplina.
br. A partire da un orientamento teorico e di ricerca basato sulla teoria dell'attaccamento, questo lavoro affronta tutti gli aspetti di una tematica oggi molto presente fra gli specialisti, nelle famiglie, nella scuola e nella comunità sociale, e ampiamente rispecchiato nei mass media. Le autrici si preoccupano di mettere in risalto la delicatezza del compito che spetta agli psicologi e alle altre figure istituzionali preposte a valutare l'idoneità di una coppia ad adottare un bambino. Il libro offre un significativo contributo al filone degli studi sull'attaccamento, ed è centrato sugli aspetti di cambiamento (sempre "inquietante") che l'evento adozione produce in tutti i suoi protagonisti.
ril. Nonostante il suo attuale predominio sociale, la concezione "realistica" è destinata a mostrare la propria debolezza concettuale rispetto all' "idealismo"; ma non rispetto a qualsiasi forma di idealismo, sia pure grandiosa, bensì rispetto a quella forma specifica che è l'"attualismo" di Giovanni Gentile. Questa affermazione riesce sorprendente già nella cultura italiana; in quella internazionale, poi, può suonare come un'esagerazione fuori luogo. Ma se si riesce a raggiungere il sottosuolo essenziale del nostro tempo, al di là cioè di quanto riusciamo a sapere di noi stessi, ci si imbatte in qualcosa di estremamente più sorprendente. Da un lato, e contrariamente a quanto di solito si crede, l'essenziale solidarietà tra attualismo e tecnoscienza; dall'altro la capacità dell'attualismo di portare oltre l'intera tradizione dell'Occidente. Ciò significa che il pensiero di Gentile è destinato a essere riconosciuto come uno dei tratti più decisivi della cultura mondiale.
br. Che cos'è davvero la filosofia? Coincide con il suo insegnamento scolastico e universitario? Ha a che fare con i libri (come questo)? 0 è una pratica diversa, molto più concreta, di origine antica, addirittura "preistorica", una pratica in grado di sbrogliare la matassa dei nodi (crisi, delusioni, contraddizioni) in cui la nostra vita spesso si imbroglia? Questo libro sviluppa un'ipotesi inaudita: che intellettuali "marginali", i cosiddetti filosofi praticanti, tipicamente quando esercitano l'attività professionale di consulente filosofico, siano i protagonisti di una sorprendente resurrezione, nel segno di Platone: quella della filosofia come esercizio spirituale. Ma in che cosa consiste esattamente una "consulenza filosofica"? Perché, a volte, chi ne fa esperienza si sente trasformato? I benefici che ne possiamo ricevere sono simili o diversi rispetto a quelli che possono arrecare una psicoterapia, un esercizio di meditazione, il colloquio con un maestro spirituale? Per rispondere a tali quesiti, l'autore del libro, forte di una più che decennale esperienza e del confronto con i principali cultori di pratiche filosofiche di livello nazionale e internazionale, intreccia con il lettore un immaginario dialogo. Con un saggio introduttivo di Giangiorgio Pasqualotto.
brossura Il vento dell'arte di F.Grieco considerato sotto il profilo delle interne motivazioni filosofiche risulta inspiegabile, se si prescinde dalla formazione culturale dell'autore, che è un cultore di scienze fisiche e matematiche e, pertanto, orientato sul piano teoretico, verso il fisicalismo della tradizione di Newton, Galilei e Mill. L'osservazione attenta e scrupolosa della phisis si pone, nella realtà, adeguata al senso greco del divenire, nella concezione dell'attività artistico-soggettiva che ricostruisce vari temi e aspetti della realtà contingente come l'immagine della quiete marina, del silenzio della giovane che scandiscono il passare del tempo, della vita individuale nella storia.
ril. "Logique et existence" si interroga sui rapporti strutturali tra la "Fenomenologia dello spirito" e la "Scienza della logica" hegeliane, offrendo una panoramica complessiva dell'opera di Hegel a partire da alcuni snodi cruciali della riflessione del filosofo di Stoccarda. Affrontando il problema della controversa questione del rapporto tra eternità e tempo, l'analisi hyppoliteana lascia emergere, in modo quasi schivo, alcune questioni centrali che verranno fatte proprie dalla speculazione di Foucault, Deleuze e Derrida: la questione del rapporto tra genesi e struttura e tra esperienza e trascendentale, il tema della desoggettivizzazione del pensiero, il tentativo di pensare la differenza senza subordinarla all'identità.
br. Nella prospettiva di Jung i dati religiosi vanno considerati come la manifestazione storica infinitamente varia di un autonomo livello di realtà; autonomo in quanto, pur rivelandosi attraverso la vita, esso non è il frutto della sublimazione di una realtà biologica, come Freud pretendeva, ma è parte costitutiva e irriducibile della condizione umana. I dati religiosi vanno perciò compresi come la formulazione psicologica di esperienze interiori che hanno sempre, all'origine, i caratteri della rivelazione individuale, anche se subiscono poi il travaglio secolare dei tentativi di rielaborazione culturale tendenti a renderle assimilabili ai più; e che possono sempre riemergere nei materiali onirici o visionari individuali, in quanto essi hanno radice nel fondo archetipico comune. Psicologia e religione (1938/1940), il Saggio d'interpretazione psicologica del dogma della Trinità (1942/1948), Il simbolo della trasformazione nella messa (1942/1954) e gli altri scritti sulla religione in Occidente sono costruiti in questa prospettiva, che l'immensa dottrina di Jung sostanzia e conferma. A questi saggi seguono quelli da Jung dedicati alla religione in Oriente: i commenti psicologici al Libro tibetano della grande liberazione (1954) e al Libro tibetano dei morti (1935/1953), la Prefazione alla Introduzione al buddismo zen di D.T. Suzuki (1939), Psicologia della meditazione orientale (1943), e così via. Essi mostrano magistralmente come i diversi metodi orientali d'introversione favoriscano il suddetto carattere individuale dell'esperienza religiosa; sottolineando tuttavia nel contempo l'estraneità di Jung, terapeuta impregnato del mito eristico della redenzione, alle tentazioni di fuga dal mondo presenti in così larghi strati della religiosità orientale.
ill., br. Nell'antichità gli alchimisti furono sempre considerati con sospetto. Se il potere civile li mise fuori legge, quello religioso li bollò con la scomunica. Non c'è da stupirsi quindi che siano stati costretti da sempre a usare un linguaggio cifrato che li condannò all'incomprensione da parte dell'opinione pubblica. Jung, che studiò per circa un trentennio i testi alchemici, rivoluziona qui la prospettiva da cui osservare i contenuti di quest'Arte. Nei saggi che compongono il volume, incentrati sia su personaggi di alchimisti famosi, sia anche sui principi dell'alchimia cinese, l'interesse di Jung si rivolge alle espressioni simboliche dell'alchimia, in cui egli vede proiettati contenuti archetipici.
ill., ril. Carl Gustav Jung lavorò al Libro rosso dal 1913 al 1930 e ancora in tardissima età lo definì l'opera sua capitale. L'opera in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Eppure non volle mai autorizzarne la pubblicazione, e dopo di lui anche gli eredi si attennero alla consegna. Così solo oggi, a ottant'anni dalla sua conclusione e a mezzo secolo dalla morte del suo autore, questo testo straordinario esce dal caveau della banca svizzera in cui era conservato. Il Libro rosso è il libro segreto di Jung, scrigno privato di un'anima che lì si cela nella sua nudità, e che un comprensibile pudore ha inteso proteggere da sguardi curiosi, e si situa al centro di una straordinaria sperimentazione artistica e psicologica che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. Quella che Jung chiamerà più tardi "immaginazione attiva" e che fu ampiamente utilizzata in questo volume, è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì, nel corso della sua discesa agli inferi, per suscitare i contenuti archetipici della psiche e oggettivarli attraverso il dialogo interiore, la scrittura, la pittura, la scultura. Prefazione di Ulrich Hoerni.
ril. Immanuel Kant (1724-1804) è uno di quei pochi pensatori che dividono il tempo con la loro filosofia, tanto che dopo di lui si può parlare soltanto di una filosofia post-kantiana, anche qualora si trattasse di un pensiero anti-kantiano. E in particolare la "Critica della ragion pura" è una di quelle opere senza le quali non solo non capiremmo l'intera vicenda della filosofia moderna, ma mancheremmo di una chiave decisiva per introdurci alla problematica e al lessico del dibattito filosofico dall'Ottocento fino ai nostri giorni. In quest'opera Kant afferma che l'unica metafisica possibile è quella dell'esperienza, e che a sua volta l'esperienza è guidata dalle forme rigorosamente "a priori" dell'intelletto, cioè di un puro "io" pensante.
brossura Antonio Labriola può essere considerato il principale filosofo marxista in Italia, maestro di Benedetto Croce e, indirettamente, di Antonio Gramsci. Sin dalla sua prima edizione (1896), il saggio Del materialismo storico è penetrato a fondo nella cultura europea, sollecitando traduzioni e dibattiti internazionali. Tra i suoi estimatori vi furono Lenin, Sorel, Kautsky, Bernheim, Gentile e molti altri. La pubblicazione di questo libro ha segnato una data nella storia del socialismo e in quella della filosofia italiana. Del materialismo storico entra a far parte dell'Edizione Nazionale delle Opere con un accurato apparato critico. Riprodotto nella versione della seconda edizione italiana (1902), l'ultima approvata dall'autore, il saggio è corredato dalle varianti del manoscritto prossimo alla stampa (aprile 1896) e della prima edizione italiana (giugno 1896). Tra i meriti di questo volume bisogna ricordare anche la pubblicazione integrale della prima redazione a mano del manoscritto (marzo 1896) finora del tutto inedita.
ril. Composti tra il 1703 e il 1704, e pubblicati postumi da Rudolf Erich Raspe nel 1765, i "Nuovi saggi sull'intelletto umano" costituiscono un trattato di filosofia della conoscenza, scandito secondo la prospettiva metafisica stabilita dall'"autore del sistema dell'armonia prestabilita", come recita il sottotitolo del volume. Redatti in forma di dialogo tra Filalete, seguace di Locke, e Teofilo, portavoce di Leibniz, paragrafo dopo paragrafo i capitoli dei "Nuovi saggi" seguono pari passo, come un commentario analitico, quelli del "Saggio sull'intelletto umano" di Locke.
ill., br. Traduzione italiana integrale del trattato "Astrologia cristiana" di William Lilly, comparso a Londra nel 1647 e subito diventato opera di riferimento fondamentale per la storia e la pratica dell'astrologia oraria. In questo volume, il secondo della serie, le domande relative alle prime sei case, che comprendono argomenti quali: la durata della vita, la datazione degli eventi, l'aspetto fisico delle persone, il ritrovamento e il destino di persone scomparse, la sicurezza in viaggio, la ricchezza e la fortuna, fratelli e sorelle, trasferimenti e spostamenti, voci e dicerie, oggetti smarriti, tesori nascosti, proprietà, terreni e coltivazioni, compravendita di immobili, eredità familiari e rapporti con i genitori, fertilità e sterilità, gravidanza e figli, ambasciatori e messaggeri, servitù e altro ancora. Del massimo interesse la sezione molto dettagliata e consistente dedicata alle domande sulla salute e alle carte di decubito, alla diagnosi e alla prognosi delle malattie, alle terapie e ai medicamenti.
ril. Pubblicato per la prima volta nel 1690, "Saggio sull'intelletto umano" è il capolavoro lockiano. Si tratta della prima grande opera moderna sulle capacità, le funzioni e i limiti dell'intelletto umano e ha inaugurato il fecondo filone di ricerche filosofiche culminato nelle tre "Critiche" kantiane. Obiettivo principale è quello di definire i limiti entro i quali l'intelletto può e deve muoversi e oltre i quali non deve spingersi. Il "Saggio" è tradotto sulla base della quarta edizione del 1700, l'ultima curata personalmente da Locke.
br. Quali caratteristiche deve possedere oggi un movimento di emancipazione per essere considerato tale? Quale l'antagonista contro cui occorrerebbe concentrare le energie? Che cosa dovremmo intendere per imperialismo? Questa raccolta di scritti di Domenico Losurdo contribuisce a gettare una luce chiarificatrice su alcuni nodi irrisolti del nostro presente: l'eredità della tradizione coloniale e del nazifascismo, la democrazia moderna, l'identità politica dell'Unione europea. Le critiche al "populismo", all'"economicismo", all'"antimperialismo barocco", concettualmente debitrici della lezione di Hegel (di cui l'autore è stato illustre studioso), forniscono gli strumenti analitici con cui affinare la nostra prospettiva della conflittualità, affrancarsi da una raffigurazione meccanicista delle contraddizioni sociali e acquisire, da un punto di vista sia spaziale che temporale, uno sguardo ben più ampio e profondo - ovvero una visione dialettica - sui grandi conflitti che hanno infiammato e seguiteranno ad infiammare i nostri tempi.
brossura "Mauvais sujet, bête noire della psicoanalisi, canaglia. E ancora: intemperante, incostante, senza scrupoli, bugiardo, meschino, "porco", imbecille. Così Freud definì a più riprese Stekel dal 1911, verso la fine del loro sodalizio. Né la successiva tradizione psicoanalitica è stata più tenera nei confronti di questo pioniere, del quale ci ha fatto giungere un'immagine prevalentemente svalorizzata o negativa tout court. Pure, occorrerebbe riconoscere a Stekel diversi meriti, come anche Freud dovette, a volte suo malgrado, fare. Nel panorama italiano più ancora che in altri, Stekel è stato ed è figura privata di voce: una lettura critica della sua autobiografia può consentire di accostare la sua parola, le sue idee e la sua versione su come andarono le cose con Freud e con la psicoanalisi, divenendo spunto per più ampie riflessioni sulla storia delle prime fasi di questa disciplina e dei suoi primi protagonisti".