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br. Il fatto che una filosofia sia riassumibile, scrisse Theodor Adorno, testimonia a suo sfavore. Allo stesso modo, la volontà di presentare un'opera che si protrae ormai da sessant'anni può testimoniare contro chi intraprende il tentativo. Eppure il pensiero di Habermas ruota attorno ad alcune idee chiave che, nonostante mutamenti ed evoluzioni, permangono come altrettanti nodi cruciali di un lungo percorso. L'opera di Habermas non è soltanto una teoria della società, della politica, del linguaggio e delle istituzioni: è un progetto culturale che deve riproiettare le società democratiche verso il "contenuto normativo dell'illuminismo", verso le idee costitutive della modernità occidentale, che sono per Habermas le idee di libertà e solidarietà che, filtrate attraverso molteplici influssi, revisioni e rielaborazioni, dalla rivoluzione francese arrivano fino a noi. Il saggio di Gabriele De Angelis propone una esposizione sistematica del pensiero di Habermas, affrontando alcuni tra i temi fondamentali dei nostri giorni, come le sfide del multiculturalismo e delle relazioni internazionali.
br. I nuovi spazi ci rivelano l'essenziale nascosto. Grazie a essi abbiamo accesso a un mondo che, al di là della dimensione a noi nota e della consapevolezza quotidiana, ci consente di aprirci alla possibilità di una comprensione e un'azione creatrice. Tale possibilità supera di gran lunga i nostri normali limiti, le nostre idee ristrette. Il libro ci conduce verso questi nuovi spazi passo a passo. Veniamo coinvolti da forze appartenenti a un mondo che va oltre ciò che finora abbiamo immaginato. In questo mondo risplende un'altra luce. Esso è governato da un amore diverso. In esso ci si apre un altro futuro.
br. Il saggio qui proposto si sviluppa a partire dalla delineazione del programma logicista tratteggiato nei Prolegomeni fino all'individuazione delle sintesi estetiche. Esso ripercorre quindi in maniera capillare la mossa e sfumata traiettoria di evoluzione e trasformazione che innerva e scandisce dettagliatamente buona parte del cammino husserliano, secondo le articolazioni di una rigorosa infrastruttura profonda intercettata a partire dagli anni '80 dalla più penetrante bibliografia critica - prevalentemente di lingua francese e tedesca - qui ampiamente vagliata. Alla luce di ciò Crivella sviluppa le sue analisi mettendo a punto due fuochi teorici tanto precisi quanto originali; trascendentale dinamico e schematismo oscillante. Questi ultimi diventano così i principali terminali operativi tramite cui l'autore non smette mai di recuperare da prospettive d'esame sempre diverse e da angolature tematiche sempre variate il dialogo ininterrotto che Husserl ha intrattenuto con il kantismo.
br. "Un irresolubile gioco delle parti: questo è la politica agli occhi di Andrea Emo. Un gioco cinico, privo di morale, perché proprio i valori morali avrebbero dato vita a una delle più ingannevoli maschere del carnevale della vita - un gioco in virtù del quale l'unità si serve sì degli individui, e dunque delle differenze, ma nello stesso tempo finisce per fagocitarli e coinvolgerli in quel ritmo infernale di nascite e morti in cui consiste, da ultimo, il vero senso di ogni accadere. Ai suoi occhi, la politica si profila come una sorprendente creazione mitologica; con i suoi eroi, le sue improbabili scorribande e le sue sacre ritualità: terra di misteri e sacrifici che ci rende tutti figli di un medesimo destino. Queste nuove pagine emiane ci ripresentano, e con la massima vividezza, la potenza di un pensiero che sarebbe rimasto sempre, dall'inizio alla fine, in ascolto della sapienza antica; quella che non poteva certo impedirsi di riconoscere a chiare lettere che "polemos" è padre di tutte le cose. Perciò Emo avrebbe potuto ritenere che in politica nulla fosse illecito. Verità dura da guardare in faccia; tremenda e terribile per ogni umano ben nato. Eppure inconfutabile. Che non v'è libertà senza conflitto". (Massimo Donà)
br. Potere, democrazia, libertà, storia nelle riflessioni di uno tra i massimi pensatori del nostro tempo. Un varco nella lotta delle idee del ventesimo secolo, per interpretare il presente e il futuro della politica.
brossura Nell'essere umano, durante lo sviluppo, i riflessi e gli istinti si evolvono verso schemi neuro-motori sempre più raffinati. Successivamente, allo scopo di dissipare meno energia possibile, l'organismo umano reagisce attraverso automatismi che, mentre da un lato rendono il movimento corporeo e l'abilità di pensare più fluidi, dall'altro lato ci rendono più incoscienti e incapaci di rievocare volontariamente gli schemi neuro-motori appresi. Questa involuzione costringe il nostro organismo ad essere suddiviso in compartimenti e a considerare quindi la mente e il corpo due entità separate. Attraverso la conoscenza della bio-psico-cinetica del corpo, esposta in questo breve trattato, è possibile iniziare un cammino di evoluzione verso l'unificazione consapevole della mente e del corpo.
br. L'ottimismo è una filosofia di vita, un modo di osservare la realtà. Per cui, leggendo queste pagine, il lettore non troverà esercizi per allenare l'ottimismo, ma spiegazioni, considerazioni, scoperte e riflessioni sensate sul perché è inutile essere realista o pessimista. L'ottimismo è l'unica via per dare un senso a ciò che accade, poiché la vita si basa sull'amore, il quale si manifesta attraverso la gioia, l'entusiasmo e il mettersi in gioco fino in fondo. Non è necessario scegliere se essere positivo o disfattista; bisogna soltanto arrendersi alla vita e saper accogliere tutte le esperienze che capitano come doni per evolvere.
brossura "Si dà troppo spazio, troppa pubblicità, alla fuga dei cervelli quando invece noi è ciò che ci auspichiamo: una tabula rasa. Dal niente di questo vuoto lasciatoci in eredità dai nostri benemeriti scienziati, noi possiamo danzare e ridere come pazzi sanguinari: noi mangiatori di cervelli. Pensare non ci dà più da pensare troppo e anche il depensare viene a mancare; finalmente, nell'oblio di una voce straniera: un suono, un rumore o un ticchettio. Non a caso ho fatto fuori il tempo riponendo la sveglia nel tiretto. Mentre il cervello fa Tic Tac, tu non lo senti più ormai svanito nella scia del secondo. Oh amabile frequenza di altrove che mi spacchi il cranio e le ganasce amletiche sicché io possa dire che non son più un io ma un tu impensato, svisato. Evviva! Se ne vanno questi cervelli - ...scaraventandogli addosso i miei pensieri marci e pure maturi e immaturi. Ci rimane l'atto spoglio! Anzi, la sua sola forza. Evviva!".
ill., br. C'è bisogno di gente nuova, gente che compia azioni semplici nel loro fare quotidiano, ma la differenza la dovrà fare la consapevolezza amorevole del gesto in questione. È In quel momento che Dio si manifesta attraverso Voi e questo vostro agire aiuterà il pianeta ad innalzarsi di vibrazione e facilitare il cambiamento. Si sta andando verso un nuovo mondo che è già qui e non è più tempo di perdersi dietro a concetti, preghiere ripetute, riti, che altro non fanno che ritardare il processo che attualmente è in atto. C'è bisogno di un nuovo esercito che lavori col cuore, passo dopo passo. È arrivato il momento di proseguire il nostro cammino senza nessun bagaglio. È tempo di lasciare andare ogni peso che ci portiamo dietro da chissà quante vite, non serve più a nulla, adesso urge la leggerezza, bisogna camminare leggeri, bisogna realizzare che non siamo quei pesi.
br. Con "Vers le concret" (1932) Jean Wahl si inserisce, non senza ironia, in quel dibattito sul "concreto" che aveva saputo catturare, nel primo dopoguerra, l'attenzione di molti intellettuali francesi, portando sulla scena tre filosofi atipici, legati al "vecchio" Bergson (William James, Alfred North Whitehead e Gabriel Marcel). Nelle pagine del saggio emerge una linea filosofica votata a un empirismo immanentista, capace di connettere speculazione metafisica, senso del reale, indagine filosofica, scientifica e persino estetico-poetica:" Verso il concreto" anticipa così tanto le future direzioni di ricerca dell'autore quanto i più recenti dibattiti intorno al realismo, al naturalismo e alla metafisica. Postfazione di Barbara Wahl.
brossura Verso il cambiamento dell'essere è un testo che si propone di condurre il lettore a riconoscere i vincoli socio-culturali che lo attanagliano, e successivamente a liberarsene riconquistando la vera essenza della vita. Secondo l'autore, l'uomo non è libero di esprimere il suo autentico essere, perché fin dalla nascita costretto a seguire i dettami imposti dalla religione, dalla famiglia, dalla società e dalla cultura di appartenenza. Prendendo in prestito un noto proverbio, sostiene, questi condizionamenti rappresentano lo "zoppo" da cui inconsciamente abbiamo imparato a zoppicare. Le nostre ambizioni, i nostri desideri, sono stimolati dallo "zoppo" e non corrispondono ai nostri autentici bisogni. C'è bisogno quindi di tornare in contatto con il nostro Io più autentico, come riesce ancora, ormai, soltanto ai bambini, grazie alla loro innocenza. Per arrivare a questa consapevolezza, il metodo indicato è una nuova forma di meditazione, che nasce dall'osservazione, priva di giudizio, di noi stessi. La seconda parte del testo descrive invece il percorso verso l'abbandono di tutte le sovrastrutture culturali e la riconquista della semplicità.
br. Naturale continuazione del precedente "Il grande viaggio alla ricerca di Dio", il libro è stato razionalmente impostato su una serie di circostanze tra loro strettamente interrelate, al punto tale che anche l'assenza di una sola di esse avrebbe reso impossibile l'organizzazione dell'intero sistema concettuale e operativo. Questo ha costretto l'autore a riscrivere, all'inizio, la storia di quelle circostanze in modo sintetico. In seguito, il testo passa dai principi base della realtà spirituale a stralci di messaggi di "Symbole" e alla struttura dell" 'Emiciclo" del gruppo di "Thierry". Prosegue poi con molti messaggi di personalità spirituali chiamate "gli immortali" dato il loro definitivo superamento delle barriere e delle strutture materiali. Tra di esse figurano, ad esempio, quella di "Origene", "Artemisia", "Victor Hugo", "Il Piccolo Principe" (nome inventato), "Charles Darwin", "Albert Einstein", "Virgilio", "Voltaire", "Karl Marx", e molte altre, ciascuna con proprie peculiari caratteristiche. Nella seconda parte del libro vi sono comunicazioni che si riferiscono a "Il Soffio di Dio", sempre dello stesso autore, e, per concludere, un intervento del professor Umberto Cinquegrana che tratteggia la personalità di Véronique Vavon, la medium la cui troppo scarsa cultura specifica determina necessariamente l'autenticità dei messaggi.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. Pitagora di Samo, figura liminare tra storia e mito, è all'origine del pensiero filosofico che va sotto il suo nome, nonché della setta di iniziati che operò nella Magna Grecia a partire dal VI secolo a. C, reggendo le sorti di gran parte delle sue polis, tra le quali Crotone, Metaponto e Taranto. Anche sotto l'impero romano, il pensiero pitagorico conobbe grande diffusione, dando luogo a una vasta letteratura di testi attribuiti al grande sapiente, o al suo insegnamento direttamente ispirati. Il presente volumetto fornisce alcuni dei testi pitagorici più noti, inquadrati filologicamente nel loro contesto storico d'origine.
br. La filosofia della verità ha come oggetto di studio la verità in ogni suo aspetto, dalle caratteristiche linguistiche alle implicazioni metafisiche. Il Pluralismo Aletico e la Teoria Funzionalista della Verità sono due dei più recenti tentativi di fornire una spiegazione esaustiva del valore della verità nell'economia della conoscenza umana e dei fenomeni ad essa connessi. L'importanza di queste due teorie risiede nell'originalità dell'impianto filosofico da esse costruito e nei rispettivi obiettivi polemici: la Teoria Corrispondentista della Verità e le Teorie Deflazioniste della Verità.
brossura Il volume accompagna le registrazioni audio degli incontri tenuti dal grande filosofo Emanuele Severino all'Università San Raffaele di Milano sul problema della verità, della volontà e del destino. Il volume rappresenta una lettura propedeutica all'ascolto, esso è introdotto da un saggio di Massimo Dona e si compone anche di un lessico dei concetti chiave della filosofia severiniana.
br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
brossura Tradizionalmente tradotto con verosimile o probabile, eikos appartiene a quell'insieme di nozioni della Grecia classica caratterizzate da una densità semantica tale da rendere difficile trovare un suo corrispondente univoco nelle lingue moderne. Il libro ricostruisce la storia di questa nozione nel pensiero greco classico e al tempo stesso ne mette a fuoco la fecondità teorica. Tale ricostruzione consente infatti di inserire in maniera fruttuosa il concetto di eikos all'interno del dibattito contemporaneo intorno a questioni filosofiche cruciali, prima fra tutte quella che ruota attorno alla nozione di verità.
br. La crisi, intesa come malattia strutturale del contemporaneo, come disumanizzazione radicale del mondo e rifiuto del valore anche negativo della vita è il grande rimosso dei nostri tempi. Una realtà dolorosa osservata da una prospettiva scomoda, quella della psicoanalisi, senza il conforto di alcun orizzonte salvifico, ma con il favore di un metodo contro intuitivo, che fa dello spostamento e della dislocazione uno strumento di scoperta profonda, ci mostra questa malinconica verità nascosta. Sorta di bustine di minerva senza lezione morale, di sguardo abissale e lucido puntato sulle tragedie quotidiane dell'uomo questo libro, che raccoglie in maniera nuova i contributi raccolti negli ultimi anni da Sarantis Thanopulos su «Il Manifesto», riesce con icastica semplicità a far riflettere sulle gioie e le miserie dell'affettività, mostrando che la vita, se vuole essere pienamente se stessa, deve fare davvero i conti con il lutto e il negativo.
brossura