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ill., br. "Venise dans l'Encyclopédie de Diderot et d'Alembert", a cura di Michel Delon e Michèle Sajous D'Oria, riunisce in un unico volume tutte le voci in cui Venezia figura all'interno dell'opera di Diderot e d'Alembert. Che si tratti di voci primariamente dedicate alla città marciana, ai suoi tratti distintivi e al suo governo (Dix, conseil des, Gondoles et gondoliers, Le mariage du doge avec la mer...) o voci in cui Venezia compare da "non protagonista" (Étymologie, Pâte de verre...), il risultato finale è un interessantissimo affresco della visione francese della Serenissima. Un luogo più letto e immaginato che visto e vissuto, ma sempre capace di suscitare suggestioni, le più diverse: città di luce e città d'ombra. La luce dell'arte, delle sue feste e del divertimento, di cui è considerata capitale, e l'oscurità di un governo percepito, dall'occhio illuminista, come dispotico e autoritario. Il fascino del chiaroscuro che, ancora oggi dopo tanti secoli, riesce ad avvolgere la complessa realtà veneziana.
br. Molte persone si sentono come in una palude. Impantanate in una situazione sentimentale, professionale, emotiva, esistenziale... Si sentono infelici, insoddisfatte, non si vanno bene. Per uscire evocano cause, compiono sforzi, si affannano alla ricerca di appigli razionali. Ma così non fanno che peggiorare le cose. L'unico modo che abbiamo di evadere da una condizione che non ci piace è affidarci alla magia, riconnetterci col nostro lato sottile, col divino, con la fiaba, col sogno, liberandoci dalla dittatura delle cause. Recuperare una parte antica che abbiamo dimenticato. Tutti i nostri disagi sono legati a essa. La sola via d'uscita passa da lì. «La soluzione è ricordarsi che siamo abitati da un sapere misterioso, che agisce tra gli spazi più profondi dell'inconscio. Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ci turbi, c'è un fondamento nascosto che sta sviluppando la nostra identità più profonda. Solo dentro di lei abitano saperi che ci fanno uscire dalle situazioni più difficili».
ill., br. In una modernità dove predomina il parto chirurgico e farmacologico si sta perdendo il sapere della nascita, del suo percorso emozionale e iniziatico, della sua funzione importante per gli effetti duraturi su corpo e psiche della persona che nasce e per la salute psicofisica della donna. Questo libro vuole riportare l'attenzione all'essenza della nascita, a quello che è in gioco a livello profondo per la donna, per il bambino-persona nascente, per l'uomo, per fratelli e sorelle e vuole proporre dei riferimenti per nuovi modelli di ruolo possibili, adatti alla vita moderna. Con un linguaggio diretto, semplice e figurativo, vuole allo stesso tempo toccare le emozioni, in modo tale che chiunque vi si possa riconoscere e trasmettere un sapere che può diventare strumento di accompagnamento. Vuole parlare della dimensione umana, personale e sociale della nascita.
br. Il segreto per vendere e vivere con successo da Napoleon Hill, l'autore di "Pensa e arricchisci te stesso". Durante la Grande Depressione, in un periodo forse fin troppo simile a quello che stiamo vivendo, Hill perfezionò le capacità di venditore e ne addestrò migliaia di veramente abili. Qui fornisce quelle informazioni pratiche ottenute dall'esperienza del successo ma che tutti possono imparare. È basato su Americani del XX secolo (in particolare Henry Ford) che iniziarono da niente e arrivarono in vetta. Sei un grande venditore se prima ti fai un'analisi e sai essere te stesso al meglio. I principi illustrati: autosuggestione (il primo passo nell'arte della vendita); inquadrare il potenziale cliente e neutralizzarne la mente trasmettendo fiducia; abitudine di fare più di quello per cui si è pagati; gestione del tempo; come trovare un posto di lavoro; la Regola d'oro per trattare gli altri. Riconoscerai che sono idee preziosissime e trasversali a ogni momento della vita. In questo senso, ricalcando l'uso del termine anglosassone, la vita è veramente un impegno continuo a "vendere", ossia "convincersi", dei pensieri migliori e agire di conseguenza.
br. All'indomani della guerra, nel novembre del '45, Robert Antelme, che era stato appena liberato da Dachau e aveva appreso della morta della sorella deportata, scrive un lungo articolo circa la sorte da riservare ai criminali tedeschi. Di fronte alle violenze che sono loro inflitte, dichiara l'esigenza assoluta del diritto contro l'istinto di vendetta. Lungi dall'essere un semplice testo di circostanza, "Vendetta?" rappresenta una riflessione di fondo sulla questione del diritto e della sua origine. Antelme ingiunge ai suoi concittadini di rinunciare a qualsiasi vendetta: anche se un uomo è legittimamente privato della sua libertà, deve conservare la sua dignità. Ogni attentato al rispetto della persona umana (foss'anche colpevole) costituisce un atto di barbarie. Con una introduzione di Danielle Cohen-Levinas ed una postfazione di Jean-Luc Nancy.
br. Decifrare il contemporaneo è una delle imprese piú difficili. Ecco sei parole per comprenderlo davvero: Attesa, Semplicità, Ecologia, Isolamento, Anticipazione, Offlife. A partire da queste sei parole Leonardo Caffo descrive e spiega la contemporaneità. Sei capitoli scritti all'insegna della chiarezza e del concetto di velocità di fuga. In astronomia, questo termine indica la velocità minima che un oggetto deve acquisire per riuscire a sottrarsi all'attrazione gravitazionale di un pianeta: se l'oggetto non riuscirà a raggiungere questo valore, ricadrà sul pianeta. Questa è l'unità di misura con cui le generazioni del presente vivono la propria vita. Da sola descrive l'antropocene e il capitalocene, i millennials e le generazioni successive, la morte dei vecchi sistemi di comunicazione e la nascita e ascesa continua di quelli attuali, il dramma ambientale e i problemi morali del nostro tempo. In astronomia la velocità di fuga è la velocità minima che un oggetto deve acquisire per sottrarsi all'attrazione gravitazionale di un pianeta. Ma è anche l'unità di misura per decifrare il contemporaneo con cui le generazioni del presente vivono la propria vita. Descrive l'antropocene, i millennials, il dramma ambientale, la critica al digitale e i problemi morali.
br. L'accelerazione dei trasporti e dell'informazione dà la sensazione che tutto vada troppo veloce, e sempre più veloce, persino il tempo stesso. Ma questa impressione generale di velocità assorbe senza realmente unire il movimento locale, la percezione dello spazio e del tempo, l'esperienza della scrittura o del pensiero. Rischia di lasciarci alle prese con una velocità unica che è solo un'ombra proiettata da un impensato: quella del valore profondo della lentezza, del riposo, delle radici e della Terra. Questo saggio mira a combattere tale impensato e a insistere sulla pluralità delle velocità. Difende l'idea che ciascuna velocità si misura sul fondo incommensurabile di una velocità infinita, che è dell'ordine dell'esperienza solo se l'esperienza stessa (quindi anche l'impressione di velocità) non sia univoca. Contro l'aspettativa di una catastrofe generalizzata, esso intende preservare l'imprevedibilità degli eventi e il sopraggiungere inatteso di ogni invenzione.
br. L'altra notte abbiamo fatto il più sorprendente dei sogni. Le immagini del sogno hanno parlato alla nostra parte più intima, ai nostri desideri più nascosti, indicandoci una direzione corretta per la nostra vita mostrandoci una parte di noi in cerca di qualcosa di più. A distanza di qualche ora, però, alla luce del giorno, il sogno che ci ha così ispirato se ne è andato per sempre... oppure no? Secondo Stephen Aizenstat, i sogni non sono fantasmi che vivono solo lo spazio di una notte, ma una realtà presente e viva, con cui entrare in contatto e da cui apprendere anche nella vita quotidiana. In "Vegliare il sogno", l'autore espone, per la prima volta e in modo sistematico, la teoria e la pratica del Dream Tending, un approccio di lavoro con il sogno elaborato in una oltre trentennale esperienza di studio e di attività psicoterapeutica. Attraverso il Dream Tending è possibile, per esempio, trasformare i personaggi degli incubi in validi mentori; portare un nuovo calore e una nuova intimità nelle proprie relazioni; superare ossessioni, compulsioni e dipendenze; entrare in contatto con le capacità di guarigione del sogno attraverso il dialogo con le immagini curative; scoprire il potenziale della propria creatività non ancora sfruttato; e, anche, vedere il mondo intorno a sé in una nuova luce.
ill., br. Jacques Derrida, è cosa nota, viveva male il rapporto con l'immagine di sé: non si riconosceva nelle fotografie che lo ritraevano; tanto meno sottoscriveva la supposta somiglianza del ritratto fotografico o la sua verità, quand'anche fosse quella dell'autoritratto. D'altro canto, affermava: "Non ho nulla contro la fotografia, al contrario, la fotografia mi interessa molto, e dirò di più: ciò che m'interessa è la fotografia di me." In questo saggio Ginette Michaud riflette, a partire da tre scene autofotobiografiche disposte, o meglio rifratte alla maniera di un trittico, su questo paradosso. E nell'interrogare il rapporto complesso tra Derrida e la sua propria immagine, l'autrice si concentra sugli affetti secreti dall'immagine, su ciò che accade rfimmagine. Tra testimonianza, memoria e visione, questa lettura ruota attorno a una sola e unica domanda, al contempo ingenua e insondabile: si può amare un'immagine, la propria immagine?
br. "Vedo cambiare il tempo" è il prodotto di uno sguardo, insieme partecipe e disincantato, sulle mutazioni antropologiche, culturali e sociali prodotte dal feticismo della tecnica. Quella che è stata definita tecnocrazia si propone infatti come ennesima metafora di un ardine sovraumano e totalizzante, a proposito del quale l'autore evoca la figura del Deus ex machina che scende dall'alto a risolvere con il suo potere le mille contraddizioni e l'irriducibile tasso di imprevedibilità dell'avventura umana. Il discorso di Resnik, teorico e clinico, speculativo ed esperienziale, si inserisce in maniera originale all'interno di una 'critica della ragione tecnologica', che ha illustri antecedenti nel Novecento. Esperienze di vita e di lavoro clinico concorrono a mostrare come la forza di persuasione del feticismo tecnologico risieda in una sorta di tentazione profondamente radicata nell'anthropos, una tentazione 'adamitica' o 'prometeica' (un Prometeo scatenato), che può riproporsi in vari contesti e in vari momenti della storia personale o sociale, come un tentativo di sovrastare e dominare non solo la nostra finitezza e vulnerabilità, ma l'instabile mutevolezza delle passioni.
brossura Questo libro è un tentativo di creare una testimonianza di ciò che si trova al di la e al di qua della linea di pensiero, tra inconscio e coscienza. È una parte di un percorso personale.
br. Attraverso diversi autori (Merleau-Ponty, Arendt, Ricoeur, Levi, Montani), questo volume sviluppa il tema della testimonianza nella sua connessione con il racconto e l'immagine, questione eminentemente cruciale nell'epoca attuale, in cui tutto viene veicolato da una visione assoluta e senza residui. La testimonianza è assunta come punto di raccordo di coppie di elementi reciprocamente implicantesi - visibile e invisibile, individualità e pluralità, storia e finzione - considerati non come termini oppositivi, ma in quanto poli di una circolarità dialettica.
brossura Il disturbo bipolare dell'umore è un disagio psichiatrico che coinvolge, oltre al soggetto, tutto ciò che fa parte della sua vita. Questo libro (tratto da un'esperienza personale dell'autore, in qualità di amico del caso 0) serve a spiegare tale sindrome, grazie a un linguaggio accessibile a tutti, e a fornire alcuni mezzi necessari sia al paziente sia alle famiglie per affrontare in assoluta armonia la terapia, insieme allo psicologo.
br. Questo libro raccoglie alcune straordinarie testimonianze di episodi trascendenti accaduti a gente comune, e non a medium o sensitivi, e inviati all'"Alister Research Centre" il cui scopo è quello di studiare nel modo più scientifico possibile, i racconti di esperienze religiose o spirituali. Non c'è quindi alcuna volontà di dimostrare tesi o sperimentazioni, ma è il semplice racconto di qualcosa che è accaduto. Meg Maxwell ha lavorato per quattro anni presso l'"Alister Research Centre" con il compito di analizzare i racconti di esperienze spirituali. Verena Tschudin ha lavorato come consulente psicologa per "Reaching Out" di Londra, un'organizzazione di consulenza e assistenza psicologica.
ill., br. Già i pittori offrivano al vasto pubblico immagini decisive della storia: ma, prima di dipingere una battaglia, si informavano su chi l'aveva vinta. L'invenzione fotografica fu invece salutata come l'avvento dell'informazione obiettiva. I cronisti possono mentire, gli scatti sul campo dovrebbero riprodurre la realtà. Eppure, la ricostruzione storica dimostra che le foto più famose sono spesso il risultato di artifizi. La nuova tecnica, nata per aiutare il vero, scivola al servizio della propaganda, alleandosi al falso. La parabola della fotografia riassume quindi in icone una degenerazione dei mass-media. Il libro di Zoja discute otto fotografie celebri. Le quattro che rappresentano "guerrieri" provengono da messe in scena. Possiamo invece credere alle altre quattro: riproducono dei bambini, che ignorano finalità nascoste. Questa rassegna anticipa il problema della post-verità, analizza la psicologia retrostante e offre strumenti per capirla.
Milano, Giuffrè, 1969, in-8, brossura editoriale. Estratto di pp. 39 dalla “Rivista trimestrale di Diritto Pubblico” Anno XIX-N. 4. Invio autografo dell'autore.
brossura
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br. Una strana tristezza ci coglie la domenica sera, quando, finito il weekend, ci prepariamo ad affrontare una nuova settimana di lavoro. Avvertiamo una sensazione simile dopo la lettura di un sonetto di Shakespeare o di fronte a certe opere d'arte. Si tratta dello stato d'animo meno noto e più prezioso che l'uomo possa provare: la malinconia. La malinconia non è depressione, né rabbia, né amarezza, ma una risposta gentile e benevola alle difficoltà della vita, in perfetto equilibrio tra la cieca disperazione da un lato e l'ottimismo ingenuo dall'altro. La malinconia però è spesso un segreto ben custodito. Le persone tendono a nasconderla e non ne parlano apertamente. Anzi, languisce inesplorata in un'epoca ipercompetitiva, rumorosa, frenetica come quella attuale. Eppure meriterebbe più attenzione. Questo libro raccoglie con cura le diverse sfumature di un sentimento nobile, aiutando il lettore a comprenderle e a viverle appieno, senza più bisogno di fingere o sentirsi diverso per qualcosa che, invece, coinvolge tutta l'umanità e dovrebbe essere perciò universalmente riconosciuto e apprezzato.
brossura
br. «Non ha visto davvero Don Giovanni - scrive Ortega y Gasset - chi non vede accanto al suo bel profilo di corteggiatore andaluso la tragica figura della morte, che lo accompagna ovunque, che è la sua drammatica ombra. Essa scivola con lui nel ballo; con lui scala le graticole dell'amore; entra insieme a lui nella taverna, e sul bordo del bicchiere da cui beve Don Giovanni si muove la bocca scheletrica di questo muto personaggio... quella è la sua suprema conquista, l'amica più fedele che segue sempre le sue orme». Ortega y Gasset, il più cristallino dei filosofi spagnoli, riflette in questo libro su uno dei miti maggiori che la Spagna abbia generato: il Don Giovanni, archetipo letterario e umano ritratto per la prima volta da Tirso de Molina e poi inseguito da decine di autori, da Mozart a Byron, al popolare Don Juan Tenorio di Zorrilla. Nelle sue pagine, Ortega rilegge il Don Giovanni e lo colloca sullo sfondo della cultura del Novecento. La sua affascinante trama di pensiero è qui accostata a quella di un altro raffinatissimo autore, suo contemporaneo, sullo stesso tema: José Bergamín. Variazioni su Don Giovanni compone così una dialettica scintillante di riverberi tra psicologico e culturale, tra spagnolo e universale. (Enrico Lodi). Con un saggio di José Bergamín.
cm. 17 x 24, 136 pp. con 5 tavv. f.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Anonyme, Commentaire de l'Alcibiade I de Platon; Anonyme, Abr?g? d'uncommentaire du Tim?e de Platon; Su alcuni frammenti filosofici della Osterreichische Nationalbibliothek (PVindob G 26008 e 29329); Una descrizione di Canopo in P.Michael; ecc. 310 gr. 136 p.
br. The present volume compiles translations of hitherto neglected texts in Asian philosophical traditions, along with several critical essays dealing with the philosophical issues of translating them into western languages. As the third volume in the "Asian Philosophical Texts" series (dedicated to making primary sources of Asian philosophies available to the wider audience in Anglo- European academia and beyond), this book treats diverse primary sources written by a broad range of thinkers from various historical periods and intellectual traditions, including the Chinese, Korean, Japanese, and Turkic, among others. The main theme of the volume is "subjectivity," and it focuses on the way in which various Asian philosophical traditions dialogue with each other, and on their critical engagement with Anglo-European philosophy.
ill., br. Homines Nocturni... per millenni l'uomo antico li ha temuti e ne è stato terrorizzato... Oggi invece nella società occidentalizzata l'uomo moderno è letteralmente affascinato da queste misteriose creature, che considera immaginarie... Ma un terribile segreto sta per essere rivelato... Tra gli argomenti: La vita oltre la morte, Larve e Lemuri, Il baratro di Ecate, Come nasce uno spettro, Come nasce un Vampiro, La magia egizia, Licantropi, Lamie, Ghoul, La sindrome di Renfield, Vampirismo ad opera di esseri viventi, Vampirismo derivante da pratiche occulte, La difesa magica, E tanto altro...
br. Un vero e proprio manuale per imparare a riconoscere il vampirismo psico-energetico e a difendersi in modo efficace. Un insolito viaggio alla scoperta di sconcertanti dimensioni della realtà quotidiana che rivelano quanto questo fenomeno sia diffuso. Il "vampiro energetico" può essere qualcuno che ci passa accanto, che lavora con noi, che fa parte della nostra famiglia e che può quindi nutrirsi della nostra energia vitale, spesso in modo del tutto inconsapevole, in virtù di una natura che lo porta a "prosciugare" le riserve di chi lo avvicina.